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Maxima Performa

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This podcast has
401 episodes
Language
Italian
Explicit
Yes
Date created
2017/11/27
Latest episode
2026/10/12
Average duration
10 min.
Release period
6 days

Description

PhD, Professore Associato all'Università San Raffaele Roma. Dottore di Ricerca, Biologo, Psicologo. Sport Scientist per atleti internazionali. www.migliaccio.it

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[MENTALE] Fatica mentale: la Frequenza Cardiaca resta normale ma la performance cala
2026/10/12
#FaticaMentale #FrequenzaCardiaca #PreparazioneAtletica #ScienzeDelloSport La fatica mentale può far calare la performance anche del dieci o quindici per cento con una frequenza cardiaca quasi identica. In questo episodio vediamo perché FC e RPE vanno lette insieme, così non scambi un costo cognitivo per un errore dell'atleta o per una seduta diventata troppo intensa. Podcast Maxima Performa di Scienze dello Sport, per preparatori atletici, allenatori, chinesiologi, nutrizionisti, psicologi e fisioterapisti dello sport. Il Prof. Gian Mario Migliaccio spiega perché studio intenso, esami, tensione emotiva e decisioni continue sono stressor che cambiano il modo in cui l'atleta vive lo sforzo, anche quando i battiti restano nella norma. Chi lavora sul campo monitora molto bene il carico fisico e molto meno il carico cognitivo: è lì che nasce l'errore di lettura. Capirai cos'è davvero la fatica mentale, uno stato di esaurimento cognitivo, non una scusa, qual è il suo segnale tipico, cioè l'asimmetria tra frequenza cardiaca e percezione dello sforzo, e perché una FC in linea con una RPE alterata non è un errore di misura ma una lettura incompleta della fatica. Il rischio, se non la riconosci, è tagliare la seduta a caso quando la variabile che si è spostata è il carico cognitivo, non il disegno del lavoro. Nel finale trovi i quattro passaggi da applicare da lunedì con i tuoi atleti: la scala di fatica mentale da uno a cinque prima della seduta, la RPE finale registrata sempre insieme ai battiti, e come modulare l'intensità del dieci o quindici per cento senza cancellare lo stimolo nelle settimane ad alto stress cognitivo. Contenuto tratto dal percorso "Frequenza Cardiaca applicata alla Performance" di Scienze dello Sport, la piattaforma di formazione evidence-based nata nel 2017. Capitoli 00:00 Il caso di Elena: FC normale, seduta pesante 01:02 Cos'è la fatica mentale 01:35 Il carico cognitivo che monitoriamo poco 03:03 L'asimmetria tra frequenza cardiaca e RPE 03:54 Extrallenamento: quando leggi male il piano 04:45 Per chi è questo podcast 05:31 Il mito da smontare: "FC normale, atleta normale" 06:12 Cosa fare da lunedì: 4 passaggi concreti 07:11 Il take-home e la prossima puntata Approfondisci Guida pratica di questo episodio: https://sds.academy/guide/mentale Il corso completo "Frequenza Cardiaca applicata alla Performance": https://sds.academy/offer/frequenza-cardiaca-applicata Tutto su https://www.scienzedellosport.it Altre info con me? 1) NOVITA', SEI UN ATLETA? Cerca dove siamo in Tutta Italia, https://sds.academy/mappa 2) VUOI I PODCAST? Qui https://www.migliaccio.it/audiolibro/ 3) VUOI CONTATTARMI? Qui https://www.migliaccio.it/about-chi-sono/#contatto Gian Mario Migliaccio, Ph.D., Fellow ECSS
[GH] GH e sonno profondo: il 70% lo produci nelle prime ore di notte
2026/10/05
#PreparazioneAtletica #SonnoProfondo #OrmoneDellaCrescita #ScienzeDelloSport GH e sonno profondo sono la stessa storia: il 70-80% della secrezione giornaliera di ormone della crescita si concentra nelle prime ore di sonno profondo, lo stadio N3. Non è una parte qualsiasi della notte, è la finestra in cui il corpo trasforma lo stimolo di giorno in adattamento. In questo episodio vediamo come proteggerla nelle settimane di carico intenso, invece di rispondere alla stanchezza aggiungendo altro allenamento. Podcast di Scienze dello Sport, per preparatori atletici, allenatori, chinesiologi, nutrizionisti, fisioterapisti e psicologi dello sport. Il Prof. Gian Mario Migliaccio spiega perché il sistema anabolico non lavora solo quando alleni: una quota decisiva della costruzione muscolare avviene di notte, soprattutto nelle prime due o tre ore di sonno profondo, il tratto più prezioso del recupero. Capirai il meccanismo (la finestra del sonno profondo, la concentrazione notturna del GH, cosa cambia quando il sonno scende a quattro o cinque ore), perché uno sprint massimale può alzare il picco di GH ma non sostituisce il lavoro del sonno profondo, e come leggere il recupero di un atleta non solo dai carichi svolti, ma dal terreno biologico che ha per assorbirli. Nel finale trovi le tre cose da applicare da lunedì con i tuoi atleti: proteggere le prime due o tre ore di notte nei giorni ad alto carico, leggere il sonno come variabile di programmazione e non come abitudine personale dell'atleta, e fermarti a chiederti se stai costruendo adattamento o solo accumulando fatica. Contenuto tratto dal corso "Sonno Profondo Applicato alla Performance" di Scienze dello Sport, la piattaforma di formazione evidence-based nata nel 2017. Capitoli 00:00 L'allenamento anabolico che i tuoi atleti fanno ogni notte 00:45 GH, sonno profondo e recupero notturno 01:48 Perché il sistema anabolico lavora anche mentre dormi 02:57 La finestra: le prime due o tre ore di sonno profondo 04:54 Perché allenarsi di più non compensa il sonno perso 05:59 Per chi è questo podcast 06:41 Il mito da smontare: più allenamento batte il sonno 07:02 Cosa fare da lunedì: 3 passaggi concreti 07:58 Il take-home e la prossima puntata sulla melatonina Approfondisci Guida pratica di questo episodio: https://sds.academy/guide/gh Il corso completo "Sonno Profondo Applicato alla Performance": https://sds.academy/sonno-profondo Tutto su https://sds.academy Altre info con me? 1) NOVITA', SEI UN ATLETA? Cerca dove siamo in Tutta Italia, https://sds.academy/mappa 2) VUOI I PODCAST? Qui https://www.migliaccio.it/audiolibro/ 3) VUOI CONTATTARMI? Qui https://www.migliaccio.it/about-chi-sono/#contatto Gian Mario Migliaccio, Ph.D., Fellow ECSS
[LOAD] Carico interno: perché lo stesso piano non è lo stesso allenamento
2026/09/28
#FrequenzaCardiaca #CaricoInterno #PreparazioneAtletica #ScienzeDelloSport Il carico interno è la vera differenza tra due atleti che chiudono la stessa seduta in modo opposto: nello stesso gruppo, lo stesso allenamento può produrre un costo fisiologico diverso anche del venti o trenta per cento. In questo episodio vediamo come leggere insieme carico esterno e carico interno, e come usare il TLI per misurare la distanza tra il piano scritto e la risposta reale dell'atleta. Podcast Maxima Performa di Scienze dello Sport, per preparatori atletici, allenatori, chinesiologi, nutrizionisti e psicologi dello sport. Il Prof. Gian Mario Migliaccio spiega perché stesso carico esterno non significa stesso allenamento: il carico esterno è la dose scritta sul piano, chilometri, potenza, ripetizioni, durata, il carico interno è la risposta che quella dose genera nell'atleta, frequenza cardiaca, percezione dello sforzo, costo fisiologico reale. Capirai perché due soggetti possono vivere la stessa seduta con un impatto molto diverso, come usare il TLI, Training Load Index, cioè la frequenza cardiaca media rapportata alla FCmax e moltiplicata per la durata, come criterio comparativo e non come formula da laboratorio, e come interpretare uno scostamento stabile oltre il dieci o quindici per cento su due o tre sedute simili di fila. Nel finale trovi i quattro passaggi da applicare da lunedì: registrare durata, FC media, FCmax e RPE per le sedute ricorrenti, costruire il confronto dell'atleta con sé stesso nel tempo, intercettare gli scostamenti del TLI e incrociare sempre frequenza cardiaca e percezione dello sforzo. Contenuto tratto dal percorso "Frequenza Cardiaca applicata alla Performance" di Scienze dello Sport, la piattaforma di formazione evidence-based nata nel 2017. Capitoli 00:00 Due atleti, stesso piano, due risposte opposte 00:45 Carico esterno e carico interno: la differenza 02:44 Perché la stessa seduta pesa in modo diverso 03:39 Il TLI, Training Load Index, come criterio pratico 04:42 Per chi è questo podcast 05:27 Il mito da smontare: stesso carico, stesso allenamento 06:10 Cosa fare da lunedì: 4 passaggi concreti 07:58 Il take-home e la prossima puntata Approfondisci Guida pratica di questo episodio: https://sds.academy/guide/load Il corso completo "Frequenza Cardiaca applicata alla Performance": https://sds.academy/offer/frequenza-cardiaca-applicata Tutto su https://sds.academy Altre info con me? 1) NOVITA', SEI UN ATLETA? Cerca dove siamo in Tutta Italia, https://sds.academy/mappa 2) VUOI I PODCAST? Qui https://www.migliaccio.it/audiolibro/ 3) VUOI CONTATTARMI? Qui https://www.migliaccio.it/about-chi-sono/#contatto Gian Mario Migliaccio, Ph.D., Fellow ECSS
[REDS] RED-S: quando il calo prestativo non è solo carico
2026/09/21
#preparatoreatletico #fisiologiasportiva #scienzedellosport [REDS] RED-S significa deficit relativo di energia nello sport: l'energia introdotta non sostiene in modo adeguato la richiesta dell'allenamento e il calo prestativo può sembrare un problema di carico. In questo episodio impari a riconoscere i segnali che vanno letti insieme. Vediamo che cosa indica RED-S, perché non riguarda soltanto il peso e come può riflettersi su prestazione, risposta all'allenamento, recupero e funzioni fisiologiche. Il punto non è attribuire automaticamente ogni calo a un deficit energetico, ma aggiungere una lente al monitoraggio che già utilizzi. Analizziamo i quattro segnali operativi: calo prestativo inspiegato, aumento di malattie o infortuni, variazioni di peso o umore e irregolarità del ciclo nelle atlete. Per preparatori atletici, allenatori, personal trainer, chinesiologi, nutrizionisti, medici e fisioterapisti che lavorano con la performance. Il contenuto è tratto dal corso Il Sistema Fatica Applicato alla Performance di Scienze dello Sport. La guida RED-S e il percorso completo aiutano a distinguere l'osservazione sistematica dalle fasi che richiedono il coinvolgimento di medico e nutrizionista. Capitoli 00:00 Il calo prestativo: non chiamarlo subito sovrallenamento 00:31 Il primo sospetto: carico o carburante 01:45 Che cosa significa RED-S 03:00 I quattro segnali da incrociare 06:35 Come collegare i segnali al monitoraggio 07:59 Il recap per chi lavora con gli atleti 08:42 Il mito: se aumenta la spesa, la fame si adatta da sola 09:00 Perché la fame non basta come indicatore 09:35 Cosa fare da lunedì 10:42 Il take-home e la prossima lettura della fatica 11:29 Chiusura Approfondisci Guida pratica dell'episodio: https://sds.academy/guide/reds Corso completo Il Sistema Fatica Applicato alla Performance: https://sds.academy/offer/sistema-fatica Tutto su https://sds.academy Nel lavoro con gli atleti, per molto tempo ho considerato il rendimento come un risultato isolato. La disponibilità energetica mi ha obbligato a collegarlo alle funzioni che lo sostengono e ai tempi con cui i segnali compaiono. Quale collegamento tra carico, recupero e introito ti ha fatto cambiare per primo una decisione sul campo? Altre info con me? 1) NOVITA', SEI UN ATLETA? Cerca dove siamo in Tutta Italia, https://sds.academy/mappa 2) VUOI I PODCAST? Qui https://www.migliaccio.it/audiolibro/ 3) VUOI CONTATTARMI? Qui https://www.migliaccio.it/about-chi-sono/#contatto Gian Mario Migliaccio, Ph.D., Fellow ECSS
[HRR60] HRR60: non conta quanto sale il battito, ma quanto scende
2026/09/14
#FrequenzaCardiaca #RecuperoCardiaco #PreparazioneAtletica #ScienzeDelloSport L'HRR60 è la caduta della frequenza cardiaca nel primo minuto dopo lo sforzo, e sul campo dice più del picco: sopra 25-30 battiti di calo il recupero è buono, sotto 15 conviene alleggerire la seduta. In questo episodio vediamo cos'è davvero, perché il rientro pesa più del picco che tutti guardano, e quali soglie pratiche puoi usare da lunedì con un solo cronometro. Podcast Maxima Performa di Scienze dello Sport, per preparatori atletici, allenatori, chinesiologi, nutrizionisti, psicologi e fisioterapisti dello sport. Il Prof. Gian Mario Migliaccio spiega perché a fine ripetuta la parte più utile non è il picco che tutti guardano, ma quanto in fretta il cuore rientra appena lo sforzo finisce: un recupero rapido racconta un buon rientro parasimpatico, un rientro lento è un segnale di affaticamento da leggere nel quadro completo. Capirai cos'è l'HRR60 (la differenza tra la frequenza di fine sforzo e quella misurata sessanta secondi dopo), le soglie operative del corso: sopra 25-30 battiti nel primo minuto una zona molto buona, tra 15 e 25 una lettura da osservare nel trend, sotto 15 un recupero scarso. E capirai perché ha senso leggere insieme HRR30, HRR60 e HRR120, per distinguere prontezza neurale immediata, fitness di recupero e completamento del rientro autonomico. Il punto pratico: l'HRR60 non è un numero da tabella, è uno strumento di autoregolazione, che aiuta a non confondere la percezione dell'atleta con il recupero reale. Nel finale trovi i sei passaggi da applicare da lunedì (una situazione standard in cui misurare, lo stesso modo di fermare l'atleta, il calo del primo minuto, la baseline individuale, la lettura del trend e non del dato isolato, e il confine oltre il quale l'atleta va inviato al medico) più il semaforo pratico delle soglie di recupero. Contenuto tratto dal corso Frequenza Cardiaca applicata alla Performance di Scienze dello Sport, la piattaforma di formazione evidence-based nata nel 2017 come Sport Science Academy. Capitoli 00:00 Sessanta secondi: quanto scende il battito 01:39 Il caso di Marco: stesso picco, recupero diverso 02:41 Cos'è l'HRR60 e le soglie operative 04:20 HRR30, HRR60 e HRR120: la lettura integrata 05:47 Per chi è questo podcast 06:27 Cosa fare quando il numero si abbassa 08:36 Il mito da smontare: il picco non è tutto 09:33 Cosa fare da lunedì: sei passaggi concreti 10:16 Il take-home e la prossima puntata Approfondisci Guida pratica di questo episodio: https://sds.academy/guide/hrr60 Il corso completo "Frequenza Cardiaca applicata alla Performance": https://sds.academy/offer/frequenza-cardiaca-applicata Tutto su https://www.scienzedellosport.it Altre info con me? 1) NOVITA', SEI UN ATLETA? Cerca dove siamo in Tutta Italia, https://sds.academy/mappa 2) VUOI I PODCAST? Qui https://www.migliaccio.it/audiolibro/ 3) VUOI CONTATTARMI? Qui https://www.migliaccio.it/about-chi-sono/#contatto Gian Mario Migliaccio, Ph.D., Fellow ECSS
[GHIACCIO] Vasca di ghiaccio: dopo la forza può frenare la crescita muscolare
2026/09/07
#PreparazioneAtletica #RecuperoMuscolare #VascaDiGhiaccio #ScienzeDelloSport La vasca di ghiaccio subito dopo la forza può spegnere proprio il segnale che costruisce muscolo: non è lo strumento a essere sbagliato, è il momento in cui lo usi. In questo episodio vediamo quando l'immersione in acqua fredda aiuta e quando sabota l'adattamento, con un criterio pratico da applicare da lunedì con i tuoi atleti. Podcast Maxima Performa di Scienze dello Sport, per preparatori atletici, allenatori, chinesiologi, nutrizionisti e psicologi dello sport. Il Prof. Gian Mario Migliaccio spiega perché una parte dell'infiammazione acuta che segue la seduta di forza non è un incidente da cancellare, ma parte del messaggio che il muscolo usa per adattarsi: la vasca usata subito e in modo sistematico può comprimere segnali come mTOR e l'attivazione delle cellule satellite, cioè proprio i meccanismi della sintesi proteica e della crescita. Capirai il meccanismo (perché il freddo smorza il segnale anabolico nelle ore dopo l'allenamento), cosa mostra lo studio di riferimento di Roberts e colleghi del 2015 (dodici settimane di allenamento di forza identico: adattamenti superiori sulle fibre di tipo II con la recovery attiva, non con la vasca sistematica) e come trasformare quel dato in una scelta di programmazione. Nel finale trovi il criterio in due fasi da usare con i tuoi atleti: in fase di costruzione, forza e ipertrofia, niente vasca sistematica dopo ogni seduta, meglio la recovery attiva; in fase di gara o nelle doppie sedute, quando la priorità è la prontezza per la sessione successiva, il freddo torna uno strumento tattico. Contenuto tratto dal corso Formula HIIT Action Tracks di Scienze dello Sport, la piattaforma di formazione evidence-based nata nel 2017 come Sport Science Academy. Capitoli 00:00 La vasca di ghiaccio e la trappola del "quando" 01:40 Il caso di Marco: forza ferma nonostante tutto giusto 02:12 L'infiammazione acuta come segnale di adattamento 02:56 mTOR e cellule satellite: cosa spegne il freddo 04:16 Lo studio Roberts 2015: le fibre di tipo II 04:45 Costruzione o gara: dove collocare la vasca 07:44 Il mito da smontare: più freddo, più recupero 08:26 Cosa fare da lunedì: il criterio in due fasi 09:54 Il take-home e la prossima puntata Approfondisci Guida pratica di questo episodio: https://sds.academy/guide/ghiaccio Il corso completo "Formula HIIT Action Tracks": https://sds.academy/offer/formula-hiit-action-tracks Tutto su https://www.scienzedellosport.it Altre info con me? 1) NOVITA', SEI UN ATLETA? Cerca dove siamo in Tutta Italia, https://sds.academy/mappa 2) VUOI I PODCAST? Qui https://www.migliaccio.it/audiolibro/ 3) VUOI CONTATTARMI? Qui https://www.migliaccio.it/about-chi-sono/#contatto Gian Mario Migliaccio, Ph.D., Fellow ECSS
[TENUTA] Durability: a fresco sembrano uguali, da stanchi no
2026/08/31
#Endurance #PreparazioneAtletica #Fatica #ScienzeDelloSport Durability significa capire quanto resta del profilo fisiologico quando l'atleta è già affaticato. Due atleti possono avere VO2max, soglia ed economia simili a fresco, ma divergere completamente dopo lavoro prolungato. Podcast Maxima Performa di Scienze dello Sport, per preparatori atletici, allenatori, chinesiologi, nutrizionisti e professionisti della performance. Gian Mario Migliaccio spiega perché il test a fresco non racconta tutto, come il pre-carico modifica la relazione potenza-durata e perché la tenuta sotto fatica è una dimensione decisiva dell'endurance. Capitoli 00:00 A fresco sembrano uguali 00:56 Durability: il profilo sotto fatica 01:41 Perché il profilo pulito non basta 03:20 Potenza critica e calo dopo carichi prolungati 04:32 Perché l'intensità precedente pesa 05:49 Il mito del profilo migliore a fresco 06:36 Cosa fare da lunedì 07:35 Take-home finale Approfondisci Guida pratica di questo episodio: https://sds.academy/guide/tenuta Il corso completo "Il Sistema Fatica Applicato alla Performance": https://sds.academy/offer/sistema-fatica Tutto su https://www.scienzedellosport.it Altre info con me? 1) NOVITA', SEI UN ATLETA? Cerca dove siamo in Tutta Italia, https://sds.academy/mappa 2) VUOI I PODCAST? Qui https://www.migliaccio.it/audiolibro/ 3) VUOI CONTATTARMI? Qui https://www.migliaccio.it/about-chi-sono/#contatto Gian Mario Migliaccio, Ph.D., Fellow ECSS
[DORMI] Sonno e performance: nessun numero regge da solo
2026/08/24
#Sonno #PerformanceSportiva #Recupero #ScienzeDelloSport Nel monitoraggio del sonno degli atleti abbiamo sempre più dati, ma non sempre più controllo. Il sensore può sovrastimare il tempo di sonno, il target delle 9-10 ore negli atleti d'élite resta ipotizzato ma non confermato, l'estensione del sonno migliora soprattutto lo stato soggettivo, e la soglia dell'allenamento serale è una media, non una legge individuale. Podcast Maxima Performa di Scienze dello Sport, per preparatori atletici, allenatori, chinesiologi, nutrizionisti e professionisti della performance. Gian Mario Migliaccio spiega perché nessun numero del sonno regge da solo e perché la lettura utile nasce dalla convergenza tra baseline individuale, sonno, HRV, RPE e test di prestazione. Capitoli 00:00 Il sensore dice otto ore, ma forse no 00:27 Perché abbiamo più numeri ma non sempre più controllo 02:41 Wearable, sovrastima e ortosonnia 03:53 Le 9-10 ore degli atleti d'élite 05:19 Estensione del sonno: benefici soggettivi 06:04 Allenamento serale: media, non legge 07:06 Baseline 14-21 giorni e segnali convergenti 08:47 Take-home finale Approfondisci Guida pratica di questo episodio: https://sds.academy/guide/dormi Il corso completo "Sonno Profondo applicato alla Performance": https://sds.academy/sonno-profondo Tutto su https://www.scienzedellosport.it Altre info con me? 1) NOVITA', SEI UN ATLETA? Cerca dove siamo in Tutta Italia, https://sds.academy/mappa 2) VUOI I PODCAST? Qui https://www.migliaccio.it/audiolibro/ 3) VUOI CONTATTARMI? Qui https://www.migliaccio.it/about-chi-sono/#contatto Gian Mario Migliaccio, Ph.D., Fellow ECSS
[SCORTE] Debito di sonno: perché nel weekend non lo recuperi tutto
2026/08/17
#DebitoDiSonno #SonnoEPerformance #PreparazioneAtletica #ScienzeDelloSport Il debito di sonno è il conto che si accumula quando dormi meno di quanto ti serve, e sei notti a sei ore per notte possono pesare, sul piano cognitivo, come ventiquattro ore intere senza dormire. In questo episodio vediamo perché il recupero del weekend non azzera quel debito e come leggerlo prima che diventi strutturale, invece di rincorrerlo quando l'atleta è già impoverito. Podcast Maxima Performa di Scienze dello Sport, per preparatori atletici, allenatori, chinesiologi, nutrizionisti, psicologi e fisioterapisti dello sport. Il Prof. Gian Mario Migliaccio spiega perché il sonno è una delle poche variabili in cui il deficit si accumula senza che l'atleta lo percepisca bene: dopo qualche giorno di sonno ridotto il sistema soggettivo si adatta, e sentirsi meglio il lunedì non significa essere tornati alla baseline. Capirai il meccanismo del debito di sonno, perché la percezione soggettiva tradisce, perché il weekend lungo aiuta solo in parte e non cancella il costo cumulativo su funzione cognitiva, tempi di reazione, vigilanza, decisioni tattiche e precisione neuromuscolare. Il punto professionale è chiaro: il vero obiettivo è ridurre il debito durante la settimana, non usare il fine settimana come toppa abituale. Nel finale trovi le quattro azioni da applicare da lunedì con i tuoi atleti: misurare il sonno reale per due settimane con un tracker o un diario, calcolare il debito settimanale su un target tra sette e nove ore, distribuire trenta o quarantacinque minuti di recupero nelle notti più gestibili, e usare l'HRV mattutina come segnale di accumulo prima del crollo percepito. Contenuto tratto dal percorso "Sonno Profondo applicato alla Performance" di Scienze dello Sport, la piattaforma di formazione evidence-based nata nel 2017. Capitoli 00:00 Le scorte di sonno non esistono, il debito sì 01:03 Il sonno che inganna la percezione soggettiva 01:45 Sei notti a sei ore come ventiquattro senza dormire 02:35 Il caso di Chiara: debito di settimana e recupero del weekend 04:05 Cosa perdi davvero: dalla lucidità alla precisione neuromuscolare 04:57 Per chi è questo podcast 06:08 Il mito da smontare: recupero tutto nel weekend 06:42 Cosa fare da lunedì: quattro azioni concrete 07:42 Il take-home e la prossima puntata Approfondisci Guida pratica di questo episodio: https://sds.academy/guide/scorte Il corso completo "Sonno Profondo applicato alla Performance": https://app.scienzedellosport.it/sonno-profondo Tutto su https://www.scienzedellosport.it Altre info con me? 1) NOVITA', SEI UN ATLETA? Cerca dove siamo in Tutta Italia, https://sds.academy/mappa 2) VUOI I PODCAST? Qui https://www.migliaccio.it/audiolibro/ 3) VUOI CONTATTARMI? Qui https://www.migliaccio.it/about-chi-sono/#contatto Gian Mario Migliaccio, Ph.D., Fellow ECSS
[DOSE] HIIT: quattro minuti non bastano sempre. Il problema è la dose
2026/08/15
#HIIT #PreparazioneAtletica #PerformanceSportiva #ScienzeDelloSport La dose minima efficace nell'HIIT esiste, ma non significa che quattro minuti bastino per ogni atleta e per ogni obiettivo. In questo episodio vediamo perché il protocollo breve può funzionare molto bene sulla salute generale e sui soggetti meno allenati, ma diventa incompleto quando viene copiato sulla performance sportiva. Podcast Maxima Performa di Scienze dello Sport, per preparatori atletici, allenatori, chinesiologi, nutrizionisti e professionisti della performance. Gian Mario Migliaccio spiega la differenza tra dose minima e dose utile: il protocollo SIT di Gibala, il 10-20-30 di Bangsbo, la soglia dei 4-6 minuti di lavoro effettivo e il limite più importante, cioè la popolazione su cui quei dati sono stati osservati. Nel finale trovi tre passaggi pratici da applicare da lunedì: scegliere prima l'obiettivo, contare il lavoro effettivo e far progredire una sola variabile alla volta tra ripetizioni, durata dell'intervallo, intensità relativa e recupero. Capitoli 00:00 Quattro minuti fanno notizia, non programmazione 00:18 Sigla: chi è Maxima Performa 00:33 Il caso del preparatore che copia il protocollo online 00:48 La domanda della puntata: la dose minima efficace 01:29 Perché l'HIIT rompe la logica del volume 03:03 La soglia dei 4-6 minuti e il 10-20-30 di Bangsbo 04:23 Dose per la salute o dose per la performance 05:49 Chi è Scienze dello Sport e da quale corso viene la puntata 06:34 Il mito del protocollo migliore 07:41 Cosa fare da lunedì: tre passaggi 08:33 Il take-home finale Approfondisci Guida pratica di questo episodio: https://sds.academy/guide/dose Il corso completo "Formula HIIT Action Tracks": https://sds.academy/offer/formula-hiit-action-tracks Tutto su https://www.scienzedellosport.it Altre info con me? 1) NOVITA', SEI UN ATLETA? Cerca dove siamo in Tutta Italia, https://sds.academy/mappa 2) VUOI I PODCAST? Qui https://www.migliaccio.it/audiolibro/ 3) VUOI CONTATTARMI? Qui https://www.migliaccio.it/about-chi-sono/#contatto Gian Mario Migliaccio, Ph.D., Fellow ECSS
[SPIA] HRV: la spia che si accende prima del calo
2026/08/14
#HRV #MonitoraggioAtleti #PreparazioneAtletica #ScienzeDelloSport L'HRV non è un oracolo e non decide la seduta da sola. Ma può diventare una spia precoce quando il sistema nervoso autonomo mostra instabilità prima che l'atleta percepisca un calo evidente. In questo episodio vediamo come leggere CV% dell'RMSSD, finestra di recupero e segnali convergenti senza trasformare un dato utile in un verdetto automatico. Podcast Maxima Performa di Scienze dello Sport, per preparatori atletici, allenatori, chinesiologi, nutrizionisti e professionisti della performance. Gian Mario Migliaccio spiega perché il singolo valore HRV è fragile, perché la baseline individuale è indispensabile, e quando un calo dell'lnRMSSD oltre il 20% dalla baseline, per 2-3 giorni, insieme a stress alto e test funzionale in calo, può diventare una vera azione sul carico. Capitoli 00:00 L'atleta dice bene, il dato dice non ancora 00:20 Sigla di apertura 00:32 HRV: spia, non oracolo 01:32 Perché il singolo valore è fragile 02:33 CV% dell'RMSSD e instabilità sopra il 10% 04:30 Recupero in 24-48 ore o fatica oltre 72 ore 05:35 Il limite: HRV da sola non basta 06:34 Cosa fare da lunedì 07:28 Chiusura e CTA finale 09:50 Sigla finale Approfondisci Guida pratica di questo episodio: https://sds.academy/guide/spia Il corso completo "HRV Applicata alla Performance": https://app.scienzedellosport.it/hrv-applicata Tutto su https://www.scienzedellosport.it Altre info con me? 1) NOVITA', SEI UN ATLETA? Cerca dove siamo in Tutta Italia, https://sds.academy/mappa 2) VUOI I PODCAST? Qui https://www.migliaccio.it/audiolibro/ 3) VUOI CONTATTARMI? Qui https://www.migliaccio.it/about-chi-sono/#contatto Gian Mario Migliaccio, Ph.D., Fellow ECSS
[MIX] HIIT e forza: il problema non è farli insieme, è l'orario
2026/08/10
#HIIT #PreparazioneAtletica #PerformanceSportiva #ScienzeDelloSport HIIT e forza possono convivere nello stesso programma, ma non sempre nello stesso momento. In questo episodio vediamo perché l'interferenza tra AMPK e mTOR può bloccare l'adattamento di forza quando le due sedute sono troppo vicine, e perché la soluzione non è togliere uno stimolo, ma collocarlo meglio nel tempo. Podcast Maxima Performa di Scienze dello Sport, per preparatori atletici, allenatori, chinesiologi, nutrizionisti e psicologi dello sport. Il Prof. Gian Mario Migliaccio parte dal caso ipotetico di Giulia, velocista che fa tutto bene, HIIT, forza, recupero e alimentazione, ma non vede muoversi la forza per otto settimane. Il problema non è il carico, non è la genetica, non è la motivazione: è la distanza troppo breve tra due segnali cellulari che competono tra loro. Capirai il meccanismo dell'allenamento concorrente: AMPK, il sensore energetico attivato dall'HIIT quando manca ATP, e mTOR, la via anabolica che sostiene la sintesi proteica dopo il lavoro di forza. Quando AMPK resta ancora alto, può frenare mTOR attraverso TSC2: è il doppio interruttore che spiega perché cinque ore tra HIIT e forza possono non bastare, mentre un corridoio operativo di 6-8 ore rende i due stimoli più compatibili. La puntata chiarisce anche l'ordine corretto: se la priorità del mesociclo è cardiovascolare, l'HIIT viene prima; se la priorità è la forza massimale, la forza viene prima. Quando la logistica lo consente, giorni separati eliminano il conflitto alla radice. Il take-home è pratico: un atleta completo non ha bisogno di meno qualità, ha bisogno che le qualità siano programmate nel momento giusto. Nel finale trovi i tre passaggi da applicare da lunedì con i tuoi atleti: definire la priorità del blocco, separare HIIT e forza di almeno 6-8 ore quando sono nello stesso giorno, e monitorare la forza come spia dell'interferenza. Contenuto tratto dal corso "Formula HIIT Action Tracks" di Scienze dello Sport, la piattaforma di formazione evidence-based nata nel 2017. Capitoli 00:00 Giulia fa tutto bene, ma la forza non cresce 00:15 Sigla di apertura 00:27 Allenamento concorrente: non è una guerra 01:40 AMPK, mTOR e il doppio interruttore 02:31 Perché cinque ore possono non bastare 03:11 Ordine corretto in base alla priorità 04:47 Il mito: eliminare uno stimolo 05:41 Cosa fare da lunedì 06:24 Take-home finale 06:57 Sigla finale Approfondisci Guida pratica di questo episodio: https://sds.academy/guide/mix Il corso completo "Formula HIIT Action Tracks": https://app.scienzedellosport.it/formula-hiit-action-tracks Tutto su https://www.scienzedellosport.it Altre info con me? 1) NOVITA', SEI UN ATLETA? Cerca dove siamo in Tutta Italia, https://sds.academy/mappa 2) VUOI I PODCAST? Qui https://www.migliaccio.it/audiolibro/ 3) VUOI CONTATTARMI? Qui https://www.migliaccio.it/about-chi-sono/#contatto Gian Mario Migliaccio, Ph.D., Fellow ECSS
[CREATINA] Creatina: non è solo palestra. La scatola sbagliata di un integratore con evidenza forte
2026/08/07
#Creatina #NutrizioneSportiva #PerformanceSportiva #ScienzeDelloSport La creatina è tra gli integratori con il livello di evidenza più alto disponibile, eppure resta spesso chiusa nella scatola della sala pesi. In questo episodio vediamo perché leggerla solo come un integratore per la forza fa perdere due fronti che cambiano la decisione: il cervello e la sicurezza. Podcast Maxima Performa di Scienze dello Sport, per preparatori atletici, allenatori, chinesiologi, nutrizionisti e professionisti della performance. Gian Mario Migliaccio spiega cosa dice davvero la letteratura sui tre fronti della creatina, potenza, cervello e sicurezza, la differenza tra evidenza forte e uso scorretto, e perché il problema non è convincere l'atleta ma sapere perché la proponi. Nel finale trovi tre passaggi pratici da applicare da lunedì: definire quale adattamento cerchi, scegliere per quale atleta ha più senso e decidere come misuri se sta servendo. Capitoli 00:00 La creatina è nella scatola sbagliata 00:18 Sigla: chi è Maxima Performa 00:33 La domanda della puntata: quale adattamento stai cercando 00:48 I tre fronti della creatina: potenza, cervello, sicurezza 01:29 Perché il primo fronte resta la potenza 03:03 Il secondo fronte: il cervello e la frontiera cognitiva 04:23 Il terzo fronte: la sicurezza e i miti da smontare 05:49 Chi è Scienze dello Sport e da quale corso viene la puntata 06:34 Il mito dell'integratore da palestra 07:41 Cosa fare da lunedì: tre domande operative 08:33 Il take-home finale Approfondisci Guida pratica di questo episodio: https://sds.academy/guide/creatina Il corso completo "Nutrizione Sportiva Applicata alla Performance": https://sds.academy/offer/nutrizione-sportiva-applicata-alla-performance Tutto su https://www.scienzedellosport.it Altre info con me? 1) NOVITA', SEI UN ATLETA? Cerca dove siamo in Tutta Italia, https://sds.academy/mappa 2) VUOI I PODCAST? Qui https://www.migliaccio.it/audiolibro/ 3) VUOI CONTATTARMI? Qui https://www.migliaccio.it/about-chi-sono/#contatto Gian Mario Migliaccio, Ph.D., Fellow ECSS
[MELATONINA]: non è un sonnifero, sposta l'orologio interno
2026/08/03
#Melatonina #RitmoCircadiano #PreparazioneAtletica #ScienzeDelloSport La melatonina non è un sonnifero ma un cronobiotico: non ti fa crollare, segnala al cervello che è notte e sposta l'orologio circadiano. In questo episodio vediamo i due usi da tenere separati, ritmo circadiano e recupero, e perché dose e orario sbagliati remano contro l'obiettivo dell'atleta. Podcast Maxima Performa di Scienze dello Sport, per preparatori atletici, allenatori, chinesiologi, nutrizionisti, psicologi e fisioterapisti dello sport. Il Prof. Gian Mario Migliaccio spiega perché nello sport la melatonina viene trattata come una scorciatoia sedativa quando è invece un segnale di fase: non spegne, sincronizza il ritmo sonno-veglia. Chi la usa come una mazzata ipnotica parte già con la lettura sbagliata. Capirai la differenza tra i due usi, con obiettivo diverso e uso diverso: da mezzo a tre milligrammi prima di dormire quando il focus è il ritmo circadiano, dosi più alte nel contesto del recupero post allenamento, dove il bersaglio è il danno muscolare e l'infiammazione e non la spinta prestativa. E capirai perché con la melatonina più non significa meglio: dosi più alte non spostano automaticamente meglio l'orologio, e l'effetto diretto sulla performance resta da dimostrare. Nel finale trovi le quattro regole pratiche da applicare da lunedì con i tuoi atleti: chiarire prima l'obiettivo, ragionare su dose bassa e orario corretto quando il tema è il ritmo, non usarla prima dell'esercizio come booster di gara, lavorare solo con prodotti certificati e mantenere il confine col medico quando il quadro esce dalla normale gestione della performance. Contenuto tratto dal percorso «Sonno Profondo Applicato alla Performance» di Scienze dello Sport, la piattaforma di formazione evidence-based nata nel 2017 come Sport Science Academy. Capitoli 00:00 La melatonina non fa dormire, sposta l'orologio 01:04 Cronobiotico, non sonnifero: la lettura giusta 02:12 Due usi, due dosi: ritmo circadiano e recupero 03:36 Perché con la melatonina più non significa meglio 04:42 Per chi è questo podcast 05:46 Il mito da smontare: sonnifero e booster di gara 06:36 Cosa fare da lunedì: quattro regole pratiche 07:51 Il take-home e la prossima puntata: il nap Approfondisci Guida pratica di questo episodio: https://sds.academy/guide/melatonina Il corso completo «Sonno Profondo Applicato alla Performance»: https://app.scienzedellosport.it/sonno-profondo Tutto su https://www.scienzedellosport.it Altre info con me? 1) NOVITA', SEI UN ATLETA? Cerca dove siamo in Tutta Italia, https://sds.academy/mappa 2) VUOI I PODCAST? Qui https://www.migliaccio.it/audiolibro/ 3) VUOI CONTATTARMI? Qui https://www.migliaccio.it/about-chi-sono/#contatto Gian Mario Migliaccio, Ph.D., Fellow ECSS
[BATTITI] Frequenza cardiaca: se i battiti salgono, prima leggi il contesto
2026/07/27
#FrequenzaCardiaca #MonitoraggioAllenamento #PreparazioneAtletica #ScienzeDelloSport La frequenza cardiaca non è un valore assoluto: a parità di passo o di potenza può variare di otto o dieci battiti al minuto, a volte di più, solo per come arriva l'atleta a quella seduta. In questo episodio vediamo perché i battiti sono un segnale contestuale, e come leggerli senza ridurre il carico al primo numero che sale. Podcast Maxima Performa di Scienze dello Sport, per preparatori atletici, allenatori, chinesiologi, nutrizionisti, fisioterapisti e psicologi dello sport. Il Prof. Gian Mario Migliaccio smonta una delle illusioni più comuni nel monitoring: pensare che gli stessi battiti dicano sempre la stessa cosa. Stesso ritmo, stessa potenza, stesso esercizio, eppure la risposta cardiaca cambia, perché la FC non risponde solo al carico programmato, ma anche a temperatura, umidità, sonno, idratazione, stress psicofisico, caffeina e attivazione del sistema nervoso autonomo. Capirai perché lo stesso passo non è mai davvero lo stesso stimolo fisiologico se l'atleta parte da uno stato diverso, e perché una FC più alta del solito, molto spesso, non sta giudicando il piano ma raccontando il giorno. Il valore professionale della frequenza cardiaca non è dirti solo quanto è intensa una seduta, ma aiutarti a leggere lo stato in cui quella seduta viene assorbita. Nel finale trovi le quattro azioni da applicare da lunedì con i tuoi atleti: scegliere una sessione ricorrente come riferimento per costruire la baseline, annotare almeno quattro variabili di contesto, sonno, temperatura, stress percepito, caffeina, non toccare la programmazione se la FC è più alta di otto o dieci battiti a ritmo uguale prima di aver verificato il contesto, e usare anche la FC mattutina a riposo. Contenuto tratto dal percorso "Frequenza Cardiaca applicata alla Performance" di Scienze dello Sport, la piattaforma di formazione evidence-based nata nel 2017 come Sport Science Academy. Capitoli 00:00 Il caso di Daniele: stessi passi, battiti diversi 00:56 Perché la FC cambia a parità di intensità 02:40 La frequenza cardiaca come segnale contestuale 03:43 Costruire una baseline della sessione 04:41 Per chi è questo podcast 05:20 Il mito da smontare: FC alta uguale seduta troppo dura 06:21 Cosa fare da lunedì: 4 azioni concrete 07:29 Il take-home e la prossima puntata Approfondisci Guida pratica di questo episodio: https://sds.academy/guide/battiti Il corso completo "Frequenza Cardiaca applicata alla Performance": https://sds.academy/offer/frequenza-cardiaca-applicata Tutto su https://www.scienzedellosport.it Altre info con me? 1) NOVITA', SEI UN ATLETA? Cerca dove siamo in Tutta Italia, https://sds.academy/mappa 2) VUOI I PODCAST? Qui https://www.migliaccio.it/audiolibro/ 3) VUOI CONTATTARMI? Qui https://www.migliaccio.it/about-chi-sono/#contatto Gian Mario Migliaccio, Ph.D., Fellow ECSS

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