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412 episodes
Language
ItalianPublisher
radioromalibera.orgExplicit
No
Date created
2018/09/24
Latest episode
2026/10/25
Average duration
9 min.
Release period
7 days
Description
Analisi e commenti sull'attualità religiosa, politica e culturale. Ascolta il podcast di radioromalibera.org a cura del prof. Roberto de Mattei. Ogni venerdì alle ore 17 una nuova puntata. VISITA IL SITO WEB DEL PROGETTO > https://www.radioromalibera.org
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481 - Ottobre 1956: l’eroica insurrezione dell’Ungheria
2026/10/25
Il 23 ottobre 1956 le strade di Budapest si riempirono di giovani. Portavano bandiere ungheresi dalle quali sarebbe stato strappato lo stemma comunista: quel vuoto al centro del tricolore divenne il simbolo di una nazione che voleva riappropriarsi del proprio destino. La sera, la grande statua di Stalin fu abbattuta. Del monumento rimasero gli stivali sul piedistallo: un’immagine quasi grottesca del potere che aveva preteso di dominare le coscienze e sembrava improvvisamente vacillare.
480 - L’aquila e la colomba: Teresa d’Avila e Teresa di Lisieux
2026/10/18
Il mese di ottobre riunisce nel calendario della Chiesa due grandi sante carmelitane: Teresa di Gesù e Teresa di Gesù Bambino. La prima, la santa di Avila, è Teresa la Grande; la seconda, la santa di Lisieux, è familiarmente chiamata Teresina. L’aquila e la colomba possono raffigurarle: l’altezza dello sguardo e la semplicità del cuore, lo slancio della contemplazione e la fiducia dell’abbandono.L’aquila e la colomba è anche il titolo di un libro della scrittrice inglese Vita Sackville-West, pubblicato nel 1943, dedicato alle due sante carmelitane. Da una parte la riformatrice spagnola, protagonista di imprese che hanno lasciato un’impronta nella storia della Chiesa; dall’altra la giovane monaca francese morta quasi sconosciuta, dopo nove anni trascorsi nella clausura di Lisieux
479 Maria unisce, la sinodalità divide
2026/10/11
Nello stesso giorno di ottobre, festa della Madonna del Rosario, si sono aperti a Roma, a poche centinaia di metri l’uno dall’altro, due significativi eventi. Il primo è stato l’incontro convocato da Leone XIV dal 7 al 14 ottobre, con la partecipazione di circa 250 vescovi, tra presidenti delle Conferenze episcopali e responsabili delle Chiese cattoliche orientali, insieme a famiglie ed esperti, per discutere sull’esortazione apostolica di Francesco Amoris laetitia. Il secondo evento è stato il convegno internazionale De Maria numquam satis. La Beatissima Vergine Maria nel dogma e nel culto, svoltosi il 7 e 8 ottobre presso l’Aula Magna dell’Istituto patristico Augustinianum, adiacente a San Pietro, con la presenza di illustri relatori e di molte centinaia di uditori provenienti da tutto il mondo.
478 - Carlo Acutis, devoto dell’Eucaristia e di Fatima
2026/10/04
Il 12 ottobre la Chiesa celebra la festa liturgica di san Carlo Acutis, canonizzato in piazza San Pietro da Leone XIV il 7 settembre 2025. Il film di Giacomo Campiotti a lui dedicato, Il mio nome è Carlo, trasmesso in televisione il 23 settembre 2026 su Canale 5, ha raccolto 4 milioni e 269.000 spettatori, sfiorando il 30 per cento di share; un successo straordinario che ha stupito gli stessi dirigenti di Mediaset, che lo hanno prodotto. Carlo Acutis, morto a 15 anni il 12 ottobre 2006, fu un adolescente che appartenne pienamente al nostro tempo, tanto da essere stato chiamato il «santo di Internet», per la sua capacità di utilizzare gli strumenti tecnologici. L’espressione rischia però di lasciare in ombra la luce che guidava la sua anima. “Essere sempre unito a Gesù, questo è il mio programma di vita”, aveva scritto ancora bambino. A quel programma volle restare fedele fino alla malattia, una leucemia fulminante, che lo condusse alla morte in 10 giorni, a soli quindici anni.
377 - Pio da Pietrelcina: il santo del soprannaturale
2026/09/27
Il soprannaturale non si manifesta solo nelle apparizioni o visioni straordinarie, ma anche nella vita ordinaria dei santi, che costituisce una delle principali espressioni della presenza di Dio nella storia.Il Novecento rispetto ad altre epoche, fu avaro di santi. E tuttavia una figura carismatica sembrò riassumere in sé una larga parte dei doni straordinari di cui il suo tempo fu privo. Questa figura è quella di padre Pio da Pietrelcina. Nella sua persona il soprannaturale tornò a imporsi all’attenzione di un mondo che pretendeva di spiegare ogni cosa attraverso la scienza e la tecnica. Fu il primo sacerdote nella storia della Chiesa a ricevere le stimmate, i segni della Passione impressi visibilmente nel suo corpo. Attorno allo stigmatizzato di San Giovanni Rotondo si raccolsero poi innumerevoli testimonianze di guarigioni, miracoli, sorprendenti bilocazioni, profezie e discernimento delle coscienze. Ricordiamo, tra i tanti, il caso della dottoressa Wanda Półtawska, che attribuì a padre Pio la propria miracolosa guarigione da un tumore. Il 17 novembre 1962 il vescovo ausiliare di Cracovia Karol Wojtyła scrisse al cappuccino chiedendogli di pregare per lei; in una seconda lettera lo ringraziò, riferendo che la donna aveva recuperato improvvisamente la salute prima dell’intervento previsto. Nato a Pietrelcina il 25 maggio 1887, Francesco Forgione entrò nel noviziato cappuccino nel gennaio 1903 e prese il nome di fra Pio. Emise i voti solenni nel 1907, fu ordinato sacerdote nel 1910 e giunse a San Giovanni Rotondo nel 1916. Qui, il 20 settembre 1918, comparvero sul suo corpo le stimmate, che restarono aperte e sanguinanti per ben cinquant’anni, dopo una visione di Gesù Crocifisso, che gli aveva detto: “Ti associo alla mia Passione”. La sofferenza segnò tutta la sua esistenza. Egli la offrì per la conversione delle anime e la accompagnò con un’instancabile attività nel confessionale e con opere concrete di carità. La più nota è la Casa Sollievo della Sofferenza, l’ospedale che volle a San Giovanni Rotondo per unire la cura del corpo all’assistenza spirituale dei malati.
I supremi destini dell’uomo
2026/09/20
Dal 7 al 14 ottobre 2026 si terrà in Vaticano l’annunciato incontro tra papa Leone XIV, i capi delle Chiese cattoliche orientali sui iuris e i presidenti delle Conferenze episcopali. L’evento nasce con l’intento di «procedere, nell’ascolto reciproco, a un discernimento sinodale sui passi da compiere per annunciare il Vangelo alle famiglie oggi, alla luce di Amoris laetitia e tenendo conto di quanto si sta realizzando nelle Chiese locali».
375 - La liberazione di Vienna e la festa del Nome di Maria
2026/09/13
All’alba del 12 settembre 1683, dalle alture del Kahlenberg, lo sguardo spaziava sulla città di Vienna avvolta dal fumo. Da quasi due mesi la capitale dell’Impero era stretta nella morsa dell’esercito ottomano. Le mura, sconvolte dalle mine, erano ormai sul punto di cedere; i difensori, decimati dalla fame, dalle malattie e dai combattimenti, si preparavano all’ultima resistenza. Al di là dei bastioni si stendeva, immenso, l’accampamento del gran visir Kara Mustafa, con le sue tende, i suoi stendardi e una moltitudine di soldati giunti fin nel cuore dell’Europa.La caduta di Vienna sembrava imminente. E con Vienna sarebbe stata aperta all’Islam la strada verso la Germania e l’Europa centrale. L’avanzata turca era iniziata nella primavera del 1683. Kara Mustafa aveva raccolto un esercito imponente e, risalendo attraverso l’Ungheria, era giunto davanti a Vienna il 14 luglio. L’imperatore Leopoldo I aveva lasciato la capitale, affidandone la difesa al conte Ernst Rüdiger von Starhemberg. Questi disponeva di poche migliaia di uomini, ai quali si unirono volontari e cittadini. Per settimane i viennesi respinsero gli assalti, spensero gli incendi, ripararono le brecce e scavarono gallerie sotterranee per intercettare le mine nemiche.
374 - La disperazione del nostro tempo
2026/09/06
In questi giorni è assurta agli onori delle cronache la notizia dell’approvazione in Veneto di una legge volta a regolamentare, a livello regionale, il suicidio assistito. Il Veneto è la quarta regione ad approvare una normativa del genere, ma è la prima fra quelle governate dal centrodestra. Il fatto assume perciò un significato politico e culturale che va al di là dei confini regionali: mostra come il principio dell’autodeterminazione assoluta stia ormai penetrando in schieramenti che, almeno nominalmente, dovrebbero richiamarsi alla difesa della vita, della famiglia e dell’ordine naturale.
373 - Sant’Agostino, Bonifacio e gli ultimi giorni di Ippona
2026/08/31
Nella primavera dell'anno 430 le strade che conducevano a Ippona erano percorse da una folla di fuggiaschi. Giungevano dalla Mauritania e dalla Numidia, portando con sé ciò che erano riusciti a sottrarre alla devastazione. Alle loro spalle avanzavano i Vandali di Genserico, passati dalla Spagna in Africa l'anno precedente insieme con gruppi di Alani e di altri popoli germanici.I villaggi erano incendiati, le campagne saccheggiate, le chiese profanate. Possidio, vescovo di Calama e futuro biografo di sant'Agostino, racconta che sacerdoti, monaci e vergini consacrate fuggivano in ogni direzione; alcuni venivano uccisi, altri condotti in schiavitù. Di tante città africane, solo Cartagine, Cirta e Ippona resistevano ancora (Possidio, Vita Augustini, capp. XXVIII-XXXI.)A Ippona aveva trovato rifugio anche il generale Bonifacio, comes Africae, al comando delle residue forze romane e di contingenti federati goti. Dopo essere stato coinvolto nelle lotte che dilaniavano la corte di Ravenna, si era riconciliato con Galla Placidia, reggente in nome del giovane Valentiniano III. Aveva affrontato i Vandali in campo aperto, ma era stato sconfitto e costretto a ripiegare entro le mura della città episcopale.
372 - Due vescovi che non tacciono
2026/08/23
Esistono oggi vescovi capaci di rivolgersi a Roma, con un linguaggio chiaro e fermo, ma senza perdere il rispetto, e soprattutto il vincolo gerarchico che li lega al Romano Pontefice? Esistono, come dimostrano due recenti esempi del mese di agosto. Il 10 agosto Michael Haynes, sul suo blog Per Mariam ha pubblicato un articolo di monsignor Marian Eleganti, benedettino, già vescovo ausiliare della diocesi di Coira, sul tema Il declino del ministero petrino. Mons. Eleganti prende spunto dall’udienza privata concessa in luglio da Leone XIV alla “Madrina del Punk” Patti Smith per formulare una critica più generale alla trasformazione dell’immagine e dell’esercizio del papato negli ultimi decenni. “Da molto tempo mi turba personalmente il fatto che, a partire da Giovanni Paolo II, i Papi abbiano cominciato sempre più spesso a parlare in maniera del tutto informale nelle occasioni più disparate (per esempio, in aereo o sul ciglio della strada, come ha fatto recentemente papa Leone XIV a Castel Gandolfo)”.
371 - L’ultima Ave Maria di Monsieur de Charette
2026/08/17
Erano quasi le cinque del pomeriggio del 29 marzo 1796, quando François-Athanase de Charette, l’eroico generale vandeano, più semplicemente conosciuto come Monsieur de Charette, uscì dalla prigione del Bouffay per percorrere l’ultimo tratto della sua strada. Sei giorni prima era stato catturato nei boschi della Chabotterie, ferito e sfinito, dopo tre anni di indomita resistenza. Ora camminava verso la place des Agriculteurs, dove lo attendeva il plotone d’esecuzione. Aveva trentadue anni e per tre anni, alla testa dell’insurrezione della Vandea, aveva tenuto in scacco gli eserciti della Repubblica rivoluzionaria. .
870 - San Lorenzo, la vittoria della fede sulle potenze del mondo
2026/08/10
Il 10 agosto, giorno in cui la Chiesa cattolica ricorda san Lorenzo, è una delle grandi feste dell’antica Roma cristiana. Dom Guéranger nel suo L’Année liturgique, ricorda le parole con cui sant’Agostino celebrava questo giorno «veramente trionfale, in cui san Lorenzo schiacciò il mondo fremebondo». Roma intera, aggiungeva il vescovo di Ippona, era testimone della «gloriosa e immensa moltitudine di virtù» che formavano la corona del martire. Pochi santi hanno avuto nella storia della Chiesa un culto così antico e universale. Già nell’Alto Medioevo, il 10 agosto, a Roma si celebravano due Messe in suo onore: una sulla tomba del martire e un’altra, più solenne, nella basilica di San Lorenzo fuori le Mura, fatta edificare da Costantino. Un’iscrizione di papa san Damaso, composta circa un secolo dopo il martirio, proclamava: «Sferze, ugne, fiamme, tormenti, catene, solo la fede di Lorenzo ha potuto vincerle».Lorenzo era uno dei sette diaconi della Chiesa romana al tempo di papa Sisto II. Il diacono non era allora soltanto ministro dell’altare. Assisteva il Pontefice e partecipava all’amministrazione dei beni temporali della Chiesa, destinati in larga misura al sostentamento dei poveri. Era dunque una figura eminente della comunità cristiana.
369 - Ma cos’è lo “stato di necessità”?
2026/08/02
Vorrei soffermarmi su un concetto che viene spesso invocato in modo ambiguo e contraddittorio, soprattutto per giustificare le consacrazioni episcopali avvenute a Écône il 1° luglio 2026: lo “stato di necessità”:È bene chiarire subito un punto fondamentale: non bisogna confondere il termine “stato di necessità” con la grave crisi che oggi attraversa la Chiesa. Questa crisi è un dato storico e sociologico innegabile: alcuni ne fanno risalire le origini a papa Francesco, altri al post-concilio, altri ancora, al Concilio Vaticano II. Tali riferimenti storici hanno una parte di verità, ma il fenomeno è più vasto e remoto nel tempo. Già san Pio X, con la profetica enciclica Pascendi dominici gregis dell’8 settembre 1907, diagnosticava l’esistenza dei gravissimi mali che stavano penetrando nella Chiesa attraverso il modernismo. Il prof. Plinio Corrêa de Oliveira, nella sua opera ormai classica Rivoluzione e Contro-Rivoluzione, pubblicata nel 1959, inseriva questa crisi nel quadro di un processo plurisecolare, iniziato con la dissoluzione della Cristianità medievale. Romano Amerio, nel suo Iota unum. Studio delle variazioni della Chiesa cattolica nel secolo XX, apparso nel 1985, offriva una diagnosi ampia e penetrante dei mali della Chiesa del tempo. Nello stesso anno il cardinale Joseph Ratzinger, allora prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, pubblicava con Vittorio Messori il Rapporto sulla fede, lanciando un allarme sullo stato del cattolicesimo contemporaneo. Divenuto Papa con il nome di Benedetto XVI, dedicava proprio alla crisi della fede, il suo ultimo anno di pontificato. Da allora la situazione si è drammaticamente aggravata e solo chi fosse spiritualmente o intellettualmente cieco potrebbe negare l’evidenza di questa crisi.Il fatto storico di una gravissima crisi nella Chiesa non coincide tuttavia con la categoria giuridico-morale dello “stato di necessità”. Si tratta di due nozioni distinte, che non vanno confuse. Lo stato di necessità presuppone una situazione eccezionale, ma non si identifica con essa. Esso è un istituto della teologia morale e del diritto, elaborato per disciplinare situazioni straordinarie nelle quali l’osservanza ordinaria della legge sembra entrare in conflitto con il bene che la legge stessa intende tutelare. La crisi ecclesiale può certamente costituire il contesto nel quale si pone il problema dello stato di necessità, ma tra la situazione storica e il giudizio morale e giuridico esiste un passaggio ulteriore, che richiede prudenza e rigorosa valutazione dei fatti.
368 - San Goar, patrono dei distratti?
2026/07/26
Chi sono i distratti? Sono coloro che non mantengono o faticano a mantenere l'attenzione su ciò che stanno facendo. In sé stessa la distrazione non è una qualità, perché la perfezione consiste nel fare sempre bene ciò che si sta facendo. Nostro Signore ne è un esempio perfetto.Ma la distrazione non è sempre e necessariamente un difetto. Dipende da ciò a cui si volge la mente, quando presta poca attenzione a ciò che sta facendo.
Questo episodio include contenuti generati dall’IA.
367 - San Girolamo Emiliani, il cavaliere che divenne padre degli orfani
2026/07/20
Il 20 luglio la liturgia tradizionale della Chiesa ricorda san Girolamo Emiliani (1486-1537). Nacque a Venezia nel 1486 da una famiglia patrizia. Come molti giovani nobili della Serenissima, ricevette una formazione orientata più alle armi e al governo che agli studi. Il suo ideale era quello del cavaliere cristiano, fedele alla Repubblica e pronto a difenderne i confini. Per questo intraprese presto la carriera militare, militando nella cavalleria veneta. L’episodio decisivo della sua vita avvenne nel 1511. Durante la guerra della Lega di Cambrai fu incaricato della difesa della fortezza di Castelnuovo di Quero, nel Trevigiano. L’assedio delle truppe francesi ebbe un esito disastroso: Girolamo fu catturato, incatenato e rinchiuso in una prigione. Per un uomo abituato agli onori e alle responsabilità fu un’umiliazione profonda.
Questo episodio include contenuti generati dall’IA.
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