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JustMick - Dentro la Mente

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This podcast has
250 episodes
Language
Italian
Publisher
Just Mick
Explicit
No
Date created
2018/11/18
Latest episode
2026/10/07
Average duration
11 min.
Release period
9 days

Description

Nozioni, strumenti e tecniche per la gestione attiva della nostra mente in puro mind-hacking! Parliamo di come cambiare la nostra quotidianità, il nostro comportamento, e la visione della realtà. Il mercoledì e il sabato a mezzogiorno qui! Buon ascolto!

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Internet sta morendo?
2026/10/07
Nel 2024, per la prima volta, il traffico delle macchine su internet ha superato quello delle persone. E il problema non sono i bot in sé: è quello che stanno facendo alla nostra fiducia.In questo video parliamo della Dead Internet Theory, nata come teoria del complotto su un forum nel 2021 e oggi, numeri alla mano, molto meno assurda di quanto sembrava.Ma soprattutto parliamo di cosa possiamo fare noi, senza scappare in un bosco a vivere con le galline.
Perché ti senti perso (e come uscirne)
2026/09/23
Prima o poi, nei momenti di vuoto, arriva sempre lei: la crisi esistenziale. Iniziamo a chiederci "a cosa serve tutto questo?" e all'improvviso ci sentiamo dei filosofi tormentati di fronte all'abisso. Ma se questa domanda non dicesse assolutamente nulla sul senso dell'universo, e molto invece su quanto spazio vuoto abbiamo intorno in quel preciso momento?_________________________________________🌳 JUSTLOST, l'esperimento sociale con 40 persone in mezzo alla natura e senza tecnologia: https://justlost.it/
Essere alla frutta. Che famo? (Newsletter 1/6/26)
2026/09/16
Burnout, ciao! Mi mancavi. Non è vero. Come stai? Bello rivederti. Mi ricordi che non sono indistruttibile.
Perché hai perso la motivazione (anche se fai il lavoro che ami)
2026/09/09
"Scegli un lavoro che ami e non lavorerai un giorno in vita tua." Ce l'hanno venduta come la massima saggezza (scomodando persino Confucio), ma la verità è che quando trasformiamo la nostra passione in un mestiere, rischiamo di finire in burnout ancora prima. In questo video smontiamo il mito del lavoro dei sogni e capiamo cosa succede quando l'unica cosa che amavamo fare diventa il posto da cui non possiamo più scappare. _________________________________________🌳 JUSTLOST, l'esperimento sociale con 40 persone in mezzo alla natura e senza tecnologia: https://justlost.it/
Il bias psicologico che distrugge i rapporti
2026/08/26
🌳 JUSTLOST, l'esperimento sociale con 40 persone in mezzo alla natura e senza tecnologia: https://justlost.it/In questo esatto momento, c'è qualcuno là fuori che sta raccontando una storia in cui tu sei il cattivo. E la cosa assurda? È convinto di avere ragione con la stessa identica forza con cui ne sei convinto tu. Ci caschiamo tutti. Siamo sempre i buoni che subiscono un torto. Ma se fossimo noi a ingannare noi stessi, in perfetta buona fede?_________________________________________ 🔗 Fonti:- Vallone, Ross & Lepper (1985), hostile media effect / realismo ingenuo: https://en.wikipedia.org/wiki/Hostile_media_effect- Jones & Nisbett (1971), asimmetria attore-osservatore: https://en.wikipedia.org/wiki/Actor%E2%80%93observer_asymmetry- Ross & Sicoly (1979), egocentric bias, somma dei contributi sopra il 100%: https://en.wikipedia.org/wiki/Egocentric_bias- Svenson (1981), better-than-average effect guidatori. NB: 93% e 88% sono i dati del campione statunitense (161 studenti in tutto, svedesi 69% e 77%): https://en.wikipedia.org/wiki/Illusory_superiority- Sedikides et al. (2014), detenuti e better-than-average: https://www.southampton.ac.uk/~crsi/Sedikides%20Meek%20Alicke%20%20Taylor%202014%20BJSP.pdf
Giocolieri, verticalizzatori e perché ci facciamo male a vicenda (Newsletter)
2026/08/24
Scena: tirate fuori il telefono per segnarvi un appuntamento e l’amico di turno vi guarda dicendovi: "Cioè ti devi proprio segnare le cose? Io le ricordo a memoria, mi basta"? Il sottinteso, ovviamente, è: voi siete disordinati, io ho il cervello a posto. Di solito la reazione a caldo è un bel "dipende" (che è la traduzione elegante di "non abbiamo voglia di spiegarvelo"). Ma come mai si creano questi attriti inutili nelle nostre giornate? Nella newsletter di oggi ragioniamo proprio su questo meccanismo, che tecnicamente si chiama "Teoria della Mente". La scienza ci dice che la nostra memoria di lavoro (la cassetta degli attrezzi di base del nostro cervello) ha esattamente la stessa capienza per tutti quanti. Quello che cambia radicalmente è cosa decidiamo di metterci dentro. Non c'è un approccio giusto o sbagliato, sono solo giochi diversi. Il problema esplode quando uno si convince che il suo gioco sia l'assoluto "default umano" e inizia a giudicare gli altri.
Lavorare troppo fa male? La verità su STRESS e FLOW
2026/08/12
In questo episodio vediamo perché a volte faticare su un progetto che ci assorbe completamente ci ricarica molto di più che stare buttati a scrollare il telefono. Un ragionamento sui falsi miti del riposo, sul perché la nostra testa consuma energia anche quando crediamo di averla spenta e sul perché, alla fine della fiera, dovremmo smetterla di misurare la felicità e l'equilibrio degli altri usando il nostro orologio.
La trappola che sta uccidendo la tua creatività
2026/07/29
Negli ultimi anni abbiamo deciso che ogni conversazione deve avere uno scopo, un deliverable, un'azione concreta. Abbiamo ottimizzato le nostre giornate al millimetro, eliminando chirurgicamente l'unica cosa che ci rendeva davvero creativi: le chiacchierate inutili. In questo video esploriamo il paradosso della nostra ossessione per l'efficienza. Attraverso decenni di studi scientifici. Dalla psicologia evoluzionistica di Oxford fino all'impatto del lavoro da remoto analizzato da Microsoft. Scopriamo perché le idee migliori non nascono mai in una call programmata, cos'è la forza dei legami deboli e perché il nostro cervello ha un disperato bisogno di perdere tempo per funzionare al meglio.
Quando la gentilezza fa danni
2026/07/15
Quante volte hai assaggiato un piatto che non andava bene e, alla domanda del cameriere, hai risposto sorridendo: "Tutto benissimo"? Siamo profondamente convinti che non dire le verità scomode sia un atto di gentilezza. Un modo elegante per rispettare gli altri ed evitare frizioni. Ma se, in realtà, stessimo solo proteggendo noi stessi dal disagio? Partendo da un risotto troppo salato, in questo video smontiamo uno dei cortocircuiti più comuni (e invisibili) delle nostre relazioni. Perché a volte, nascondersi dietro la parola "delicatezza" fa molti più danni di un feedback sincero.#crescitapersonale #comunicazioneefficace #psicologia #relazioni #feedback
Le credenze che credi di aver scelto (Newsletter)
2026/07/13
Ciao matti! L'altro giorno, sistemando degli scatoloni post-trasloco, mi è capitato tra le mani un libro di quelli che, una decina di anni fa, mi avevano "cambiato tutto" (parlo di La sottile arte di fare quello che ti pare di Mark Manson). Ci ho rimesso il naso dentro e mi è partita una riflessione bella grossa che trovate nella newsletter di oggi. Siamo tutti bravissimi a fare la guerra alle credenze installate nell'infanzia. Iniziamo a sentire la pressione, riconosciamo le ansie ereditate dai nostri genitori o dall'ambiente, e pian piano facciamo i conti. Fa schifo, ci vuole tempo per smontarle, ma almeno il nemico ha una faccia chiara. Ma c'è una fregatura molto più sottile, e riguarda le credenze che crediamo di aver scelto noi. Quelle robe tipo "lavorare per sé stessi è libertà", "il lavoro deve avere senso", o altri mantra che abbiamo assorbito da adulti (magari verso i venticinque anni) guardando i video di creator americani col loft a Brooklyn. Nella mail di oggi cerchiamo di capire insieme perché le convinzioni più pericolose non sono quelle che avete ereditato, ma quelle che vi siete costruiti da soli. Ragioniamo sulla differenza che c'è tra "cercare" una credenza perché in un determinato momento vi fa comodo, ed "esaminarla" a fondo per capire se è vera. È un lavoro che spaventa, perché quando mettete in discussione le cose che avete scelto in autonomia, traballano le colonne portanti della vostra identità. Ma illudersi di poter stare fermi senza aggiornare il proprio software è impossibile. È come stare sul Tagadà (e se siete troppo giovani per sapere cos'è il Tagadà... c'avete l'internet, cercatevelo!).
La Sindrome del Radar Perfetto (Newsletter)
2026/07/06
Qualche giorno fa ascoltavo un vocale di una persona che, lamentandosi di varie cose, se n'è uscita con questa frase: "Sono troppo empatico. Assorbo tutto, non ce la faccio". E siccome oramai sto invecchiando e reggo poco certe cose ripetute da chiunque senza cognizione di causa, ho deciso di prenderla come spunto per la newsletter di oggi. Dietro la parola "empatia" c'è un malinteso biochimico. Confondiamo costantemente la porta di ingresso con il software di elaborazione. Pensiamo che avere il volume del mondo troppo alto o sentirsi svuotati in mezzo agli altri significhi essere empatici. Ma quella è un'altra cosa. È neurologia di base. Hai semplicemente i recettori più reattivi. Punto. L'empatia è una bestia diversa. E soprattutto, le neuroscienze ci dicono che non è una cosa sola. Oggi capiamo perché ci sono due circuiti separati nel nostro cervello che spesso non si parlano. Perché a volte mi sento dire "non sei proprio empatico" e un secondo dopo "sai davvero leggere le persone", e perché entrambe le cose sono vere. Cerchiamo di capire la differenza tra avere un radar perfetto e avere il freno a mano tirato. E smettiamola di parlare a vanvera.
Perché l'entusiasmo sta uccidendo i tuoi progetti
2026/07/01
Avete presente quelle riunioni da cui uscite carichissimi, con l'energia a mille, e poi a casa vi rendete conto che avete parlato tantissimo ma di fatto non si è mosso nulla? È come correre sul tapis roulant: sudate, fate fatica, ma restate fermi al punto di partenza. Succede sul lavoro ma anche nei progetti tra amici, quelli che finiscono regolarmente a morire di silenzio in un gruppo WhatsApp. In questo video capiamo perché le parole ci fregano rubandoci la motivazione e vediamo un approccio pratico per iniziare a mettere a terra i progetti per davvero, passando dal parlare al fare.#justmick #neuroscienze #psicologia #produttività #progetti
Chi dice di sapere, te la sta vendendo
2026/06/17
Nessuno sa cosa ci aspetta, e chi vi dice il contrario sta solo cercando di vendervi qualcosa.Viviamo in un'epoca di incertezza radicale, dove l'intelligenza artificiale e un mondo in continuo mutamento mandano in tilt il nostro bisogno biologico di controllo. È in questo momento di paralisi che entrano in gioco i venditori di certezze. Guru ed esperti pronti a rifilarvi la mappa perfetta per il futuro. Ma se stessimo tutti comprando versioni diverse di una nebbia che offusca il futuro?In questo video non troverete liste sulle "5 professioni del futuro" o metodi definitivi. Esploreremo invece il mercato delle finte risposte e perché l'incertezza è un problema prima psicologico che tecnologico. Perché per affrontare il mondo di oggi non ci serve una mappa. Ci serve la capacità di camminare senza.#JustMick #Futuro #IntelligenzaArtificiale #Cambiamento #Psicologia
Il teatro dei manichini (Newsletter)
2026/06/08
Ciao matti. Ultimamente faccio fatica. Mi sento addosso una sorta di distaccamento dalla realtà e mi chiedo se sono l'unico a vedere quello che sta succedendo o se siamo rimasti in pochi. Avete presente la "Dead Internet Theory"? Quella roba che fino a ieri era relegata ai complottisti col cappello di stagnola? Ecco, oggi è un dato statistico: per la prima volta, il traffico dei bot ha superato quello umano. Il 51% di ciò che si muove online è automatizzato. Mi guardo intorno sui social e vedo persone (vere?) che parlano con contenuti generati dall'AI senza nemmeno rendersene conto. Macchine che mettono like a contenuti prodotti da altre macchine. Un'allucinazione collettiva in cui noi umani siamo finiti nel mezzo, a cercare di capire chi è reale. Nella newsletter di oggi vado a fondo su questo, ma non con i soliti discorsi banali tipo "l'AI distruggerà il mondo". Quella roba non la reggo più. Voglio parlarvi di come questa "era post-social" ci stia in realtà spingendo verso un paradosso incredibile: il ritorno a un comportamento anni '80. Un ritorno alla sopravvivenza biologica, alla chimica relazionale e all'uso dell'AI non come sostituto, ma come esoscheletro. La vera rivoluzione non è saper scrivere un prompt migliore, ma capire cosa faremo di tutto il tempo che l'AI ci farà risparmiare quando smetteremo di vivere dentro uno schermo che sta diventando un teatro pieno di manichini.
I più grandi comunicatori del mondo non sanno parlare
2026/06/03
🔴 RESET il nuovo laboratorio su base scientifica che tratta di percezione, scelte, relazioni e molto altro (con scambi e domande). 20-21 giugno a Bologna. Fuori ora i ticket: https://www.mickodelli.com/reset/Siamo tutti convinti di saper comunicare. Scegliamo le parole perfette, usiamo il tono misurato, sfoderiamo l'atteggiamento da manuale. Eppure, molto spesso, ci scontriamo contro un muro invisibile con chi ci sta di fronte. Il problema non è quello che diciamo. È che, sotto i nostri vestiti da adulti, il nostro corpo non è capace di mentire. In questo episodio scopriamo perché i veri maestri della comunicazione non hanno mai fatto un corso di formazione, cosa ci dicono decenni di vera ricerca psicologica sulle nostre interazioni e come imparare ad andare oltre la nostra corazza.#justmick #linguaggio #neuroscienze #comunicazione #psicologia

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