
Advertise on podcast: Fitness e dintorni
This podcast has
338 episodes
Language
ItalianPublisher
Pierluigi De PascalisExplicit
No
Date created
2019/10/10
Latest episode
2026/03/03
Average duration
7 min.
Release period
9 days
Description
News e approfondimenti su fitness, allenamento e alimentazione, incluse le puntate della mia rubrica radio del martedì. www.depascalis.net
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Dieta ketogenica: i rischi che non vedi
2026/03/03
Affrontiamo una delle diete più discusse degli ultimi anni: la chetogenica. Un nuovo studio su modelli murini mette in luce un paradosso: peso sotto controllo sì… ma con spie metaboliche accese: steatosi epatica, lipidi nel sangue elevati e risposte glicemiche pericolosamente esagerate quando tornano i carboidrati. Cosa significa? Proviamo a capirlo con ordine.
La dieta vegana danneggia il cuore?
2026/02/24
Smontiamo un equivoco molto diffuso: non tutte le diete “plant-based” fanno bene al cuore. A fare la differenza non è solo quanto vegetale metti nel piatto, ma che tipo di vegetale e quanto è lavorato. Una grande analisi francese su oltre 63 mila adulti lo mostra con chiarezza: plant-based sì, ma con buona qualità nutrizionale e minima trasformazione industriale.
Formaggio e salute cerebrale
2026/02/17
In un ampio studio prospettico, chi consumava formaggi ad alto contenuto di grassi e panna intera mostrava un rischio più basso di demenza negli anni successivi. Una sfida alle raccomandazioni tradizionali sul “tagliare i grassi”? Forse, di sicuro non tutti i grassi sono uguali, e la forma alimentare che li veicola conta. “Grasso nel contesto del formaggio” ≠ “grasso isolato”. Occorre tuttavia prudenza, poiché lo studio è osservazionale, e la complessità dei dati più elevata.
Alimentazione e benessere intestinale
2026/02/05
L'alimentazione non rappresenta soltanto una fonte di energia, ma è uno strumento per modulare il nostro benessere emotivo, cognitivo e fisico. Questa puntata, registrata durante un incontro sul tema, chiarisce la connessione tra intestino e cervello, analizzando il ruolo cruciale del microbiota e fornendo indicazioni pratiche su come uno stile di vita sano e una dieta varia possano favorire la longevità e l'equilibrio interiore.
Sono disponibili slide e approfondimenti al link https://drive.google.com/file/d/1lI9Bb-lAwbDADwRvm1KwmWVKVFPuO4N7/view?usp=sharing
Digiuno intermittente: funziona davvero?
2026/02/03
Limitare l’assunzione di cibo a una finestra giornaliera di massimo 10 ore, funziona anche a calorie costanti? In vari studi si sono visti miglioramenti di sensibilità insulinica, profilo glicemico e lipidico, e modesti cali di peso. Ma molti trial avevano un punto debole: quando si restringe la finestra di introduzione del cibo, spesso si è portati a mangiare meno senza rendersene conto. Allora i benefici dipendono dall’orologio o dalle calorie?
Il grasso che danneggia il cuore di chi è magro
2026/01/27
Esiste un “grasso invisibile” che può danneggiare le arterie in silenzio, anche quando l’indice di massa corporea (BMI) è “normale”. Una grande ricerca su oltre 33.000 adulti in Canada e Regno Unito, pubblicata su Communications Medicine, rimette in discussione l’uso del BMI come bussola affidabile per stimare il rischio cardiocerebrovascolare.
Il grasso viscerale e intraepatico sono metabolicamente attivi, alimentano infiammazione e aterosclerosi e possono ispessire e ostruire le carotidi, i vasi che portano sangue al cervello. Questo si traduce in un rischio maggiore di ictus e infarto—anche in chi porta una “taglia normale”.
Cosa fa invecchiare il cervello e cosa lo tiene giovane!
2026/01/08
Da anni sappiamo che condizioni corporee come obesità, ipertensione, insulino-resistenza stressano i sistemi metabolico e vascolare, accelerando il declino cognitivo e aumentando il rischio di Alzheimer. La novità è che alcuni di questi effetti compaiono prima del previsto, già nei giovani adulti con obesità. Questo indica che infiammazione, stress metabolico e prime alterazioni neuronali possono intrecciarsi molto prima dei sintomi clinici. È come se il “terreno biologico” stesse già cambiando, predisponendo a un rischio cognitivo futuro.
No, se non sei celiaco non eliminare il glutine!
2025/12/23
Oggi affrontiamo un tema enorme: la cosiddetta “sensibilità al glutine” non celiaca. Una revisione pubblicata su The Lancet ha analizzato la la “non-celiac gluten sensitivity” — condizione che molte persone attribuiscono al glutine pur non avendo celiachia. Sintomi? Gonfiore, dolore addominale, stanchezza, fastidi diffusi. Ma quando i ricercatori hanno confrontato reazioni in studi controllati, solo una piccola quota mostrava risposte specifiche al glutine.
Attività fisica e sistema immunitario
2025/12/16
Sistema immunitario e allenamento, una nuova ricerca, pubblicata su Scientific Reports, mostra che chi pratica endurance ha cellule immunitarie più adattabili, efficienti e meno infiammatorie. L’attività fisica regolare non allena solo cuore e muscoli, allena anche l’immunità. Non per modo di dire: parliamo di cambiamenti misurabili nella bioenergetica e nella sensibilità ai segnali che governano l’infiammazione. È come se il corpo, esposto a micro-stimoli controllati, imparasse a dosare meglio le risposte e a resistere all’invecchiamento cellulare.
L'allenamento che contrasta il cibo spazzatura
2025/12/09
Oggi parliamo di come l’esercizio fisico riesce — almeno in parte — a contrastare gli effetti dannosi di una dieta ricca di grassi e zuccheri. I dati arrivano da uno studio dell’University College Cork appena pubblicato su Brain Medicine. Viviamo circondati da alimenti ultra-processati, iper-palatabili e da sedentarietà. Il risultato? Peggiora la salute metabolica e aumentano depressione e ansia. Lo studio cerca di chiarire se l’attività fisica può intervenire e quali segnali ormonali e metaboliti intestinali sono coinvolti.
Le proteine migliori per la massa muscolare
2025/12/02
Non basta la quantità di proteine nel post-workout, conta anche il tipo di proteina e la matrice alimentare. Un nuovo studio, pubblicato sull’American Journal of Clinical Nutrition, ha confrontato fonti differenti, ma con la stessa quantità di proteine, per vedere come cambiano, nel breve termine, i segnali di crescita muscolare dopo un allenamento con i pesi. I risultati ci aiutano a capire perché non tutti gli alimenti proteici “di alta qualità” funzionano allo stesso modo.
3 mosse per prevenire il diabete
2025/11/25
Tre semplici modifiche nello stile di vita, unite alla dieta mediterranea, possono ridurre del 31% il rischio di sviluppare il diabete di tipo 2. Il diabete di tipo 2 è una delle grandi sfide della salute pubblica mondiale. Colpisce centinaia di milioni di persone e continua a crescere in tutti i Paesi, alimentato da cattive abitudini alimentari, sovrappeso, sedentarietà.
Secondo gli esperti, senza interventi efficaci, il numero di casi continuerà ad aumentare con costi enormi per i sistemi sanitari e conseguenze drammatiche per la qualità della vita. La nuova evidenza arriva dal più grande studio clinico su nutrizione e stile di vita mai condotto in Europa, che ha coinvolto quasi 5.000 partecipanti, tra i 55 e i 75 anni, tutti in sovrappeso o obesi, con sindrome metabolica ma senza diabete al momento dell’inizio. Lo studio è stato coordinato da un team internazionale che comprende 23 università.
Combattere lo stress... annegandolo!
2025/11/18
Sappiamo che l’idratazione è fondamentale per il corpo, ma uno studio recente condotto dai ricercatori della Liverpool John Moores University ci mostra che può avere un ruolo cruciale anche nella gestione dello stress e nella prevenzione di problemi di salute a lungo termine. Lo studio, pubblicato sul Journal of Applied Physiology, ha osservato che chi beve meno di un litro e mezzo di liquidi al giorno presenta una risposta allo stress molto più elevata rispetto a chi invece rispetta le raccomandazioni di idratazione quotidiana, cioè circa 2 litri per le donne e 2,5 litri per gli uomini. La differenza non è piccola: parliamo di un aumento della risposta dell’ormone dello stress, il cortisolo, superiore al 50%. Il cortisolo è l’ormone principale dello stress. È utile, persino vitale, quando serve mobilitare energia in situazioni di emergenza. Ma quando la sua produzione è eccessiva o troppo frequente, i rischi aumentano:maggiore vulnerabilità a malattie cardiovascolari,incremento del rischio di diabete,e anche predisposizione a disturbi dell’umore come la depressione.In altre parole, non si tratta solo di sentirsi più tesi o agitati. Una reattività esagerata del cortisolo può minare la salute nel lungo periodo.
Alimentazione e problemi di memoria
2025/11/11
Un tema che riguarda milioni di persone e che tocca da vicino la vita quotidiana: l’impatto dell’alimentazione sul cervello e, in particolare, sulla memoria. Il cervello è uno degli organi più sensibili a quello che si mangia, una nuova ricerca condotta dall’Università del North Carolina, pubblicata sulla prestigiosa rivista Neuron, mostra che bastano pochi giorni di una dieta ricca di grassi per alterare il funzionamento della memoria. Il team guidato dalla professoressa Juan Song ha scoperto che una dieta ad alto contenuto di grassi – simile a quella tipica occidentale, ricca di fast food, hamburger e patatine fritte – sovrastimola un gruppo specifico di neuroni nell’ippocampo, la regione del cervello deputata alla memoria.
Attività fisica: ci vuole personalità!
2025/11/04
Che cosa ci spinge davvero a mantenere nel tempo l’abitudine all’attività fisica? Uno studio pubblicato su Frontiers in Psychology e condotto da un team dell’University College London, ha indagato tratti della personalità come Estroversione, Coscienziosità, Nevroticismo, Apertura mentale valutando per ciascuno l’attività fisica che meglio si presta a essere gestita sul lungo periodo. La ricerca conferma una verità semplice ma spesso dimenticata: non siamo tutti uguali. La personalità influenza il modo in cui viviamo l’esercizio e può determinare se riusciremo a mantenerlo nel tempo. Il segreto per essere costanti forse è proprio smettere di inseguire la “migliore” attività e iniziare a scegliere quella che ci regala piacere.
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