1521859413
Movimento Estensione Vita

Advertise on podcast: Movimento Estensione Vita

This podcast has
497 episodes
Language
Italian
Explicit
No
Date created
2020/07/02
Latest episode
2026/10/28
Average duration
9 min.
Release period
2 days

Description

Portare in Italia la conoscenza riguardo le recentissime tecnologie per l’estensione della durata della vita umana e il mantenimento di uno stato di vitalità e gioventù anche in età avanzata. Diffondere un nuovo punto di vista, già ufficializzato in molti paesi stranieri: la vecchiaia non è una condizione normale e inevitabile, ma uno stato curabile e reversibile. Iscriviti al podcast e resta aggiornato su tutte le tecnologie di estensione vitale e inversione dell’invecchiamento in sviluppo o già disponibili nel mondo, con contenuti tutti in italiano.

Unlock Movimento Estensione Vita podcast Email contact info,
Listeners & Audience details

Email contact information

Direct podcast contact details

Listeners

Audience numbers & engagement insights

Audience details

Podcast Insights

Podcast episodes

Check latest episodes from Movimento Estensione Vita podcast


VIDEO - L'udito che cala in silenzio
2026/10/28
Chiedi spesso di ripetere? Alzi il volume della televisione? E se quel piccolo fastidio fosse uno dei segnali più importanti per la salute del tuo cervello? Vediamo cosa dice la scienza... In Italia oltre sette milioni di persone convivono con un calo dell'udito... è la percentuale più alta tra i grandi Paesi europei. Ma solo quattro su dieci usano un apparecchio acustico. Gli altri... fanno finta di niente.Il motivo è che l'udito non se ne va di colpo. Cala piano, un po' ogni anno, e il cervello compensa. Si alza il volume della televisione, si chiede di ripetere, al ristorante si annuisce senza aver capito. E intanto passano gli anni.Ma questa fatica ha un prezzo. Quando l'orecchio manda segnali deboli, il cervello deve lavorare di più solo per decifrare le parole... e toglie risorse alla memoria e al ragionamento. Poi c'è l'effetto più subdolo: chi sente male, a poco a poco, si isola. Evita le cene, le conversazioni di gruppo, le telefonate. E l'isolamento, lo sappiamo, accelera l'invecchiamento.Nel duemilaventiquattro la commissione internazionale di The Lancet sulla demenza ha messo in fila i fattori di rischio su cui possiamo intervenire. In cima alla classifica, a pari merito con il colesterolo alto, c'è proprio il calo dell'udito.Non a caso, tra le raccomandazioni della commissione c'è proprio questa: rendere gli apparecchi acustici accessibili a tutti quelli che ne hanno bisogno... e proteggere le orecchie dal rumore. Perché l'udito, una volta perso, non torna indietro. Ma si può difendere.Quest'anno è arrivato un dato in più. Uno studio pubblicato su Neurology ha seguito quasi duemilaottocento australiani, con un'età media di settantacinque anni. Chi aveva un apparecchio acustico ha sviluppato demenza nel cinque per cento dei casi... contro l'otto per cento di chi non lo aveva. Circa un terzo di rischio in meno. E più l'apparecchio veniva usato, più il rischio scendeva.Attenzione però: è uno studio osservazionale, che mostra un'associazione e non una prova definitiva. E gli apparecchi non hanno migliorato i punteggi nei test di memoria. Ma il segnale va nella stessa direzione di tutto quello che sappiamo... e il messaggio è chiaro: un udito curato è un cervello meno affaticato.E allora perché sei italiani su dieci rinunciano? Spesso per vergogna. L'apparecchio viene ancora visto come il segno che si è diventati vecchi. Eppure nessuno pensa che chi porta gli occhiali sia vecchio. Gli apparecchi di oggi sono piccoli, quasi invisibili... e due utilizzatori su tre dicono la stessa cosa: avrei dovuto farlo prima.Quindi, se hai superato i cinquantacinque anni, fai un esame dell'udito. È veloce e non fa male. E se l'apparecchio ce l'hai già... non lasciarlo nel cassetto. Portalo. Ogni giorno.Perché proteggere l'udito... significa proteggere il cervello.Ricorda che la medicina ufficiale è importante e vanno seguite le indicazioni dei medici abilitati.Parte dei contenuti è stata generata con sistemi IA; le persone sono immaginarie o rappresentate digitalmente con il loro consenso.Non diciamo che queste cose si vanno a sostituire ad una vita sana, a una dieta equilibrata e al fatto di andare a farsi controllare tutte le volte che serve e assumere tutti i medicinali che ci vengono prescritti.Questi sono potenziamenti che ci fanno rimanere operativi, lucidi e in grado di goderci la vita.Iscrivendosi al canale ed attivando le notifiche con l'icona della campanella (metti anche un “mi piace”, grazie) si resterà aggiornati su tutte le tecnologie di estensione vitale e inversione dell’invecchiamento in sviluppo o già disponibili nel mondo, tramite articoli e video tradotti in italiano.Registrati sul sito per ricevere automaticamente tutti gli aggiornamenti del Movimento rilevanti per la tua vita estesa e la tua salute potenziata:https://movimentoestensionevita.org/registrazione/Rimani sempre aggiornato anche con il nostro canale telegram, basta un click qui:https://t.me/vitaestensione
RICERCA - L'udito che cala in silenzio
2026/10/28
Chiedi spesso di ripetere? Alzi il volume della televisione? E se quel piccolo fastidio fosse uno dei segnali più importanti per la salute del tuo cervello? Vediamo cosa dice la scienza... e cosa puoi fare da domani. In Italia oltre sette milioni di persone convivono con un calo dell'udito... è la percentuale più alta tra i grandi Paesi europei. Ma solo quattro su dieci usano un apparecchio acustico. Gli altri... fanno finta di niente. Il motivo è che l'udito non se ne va di colpo. Cala piano, un po' ogni anno, e il cervello compensa. Si alza il volume della televisione, si chiede di ripetere, al ristorante si annuisce senza aver capito. E intanto passano gli anni. Ma questa fatica ha un prezzo. Quando l'orecchio manda segnali deboli, il cervello deve lavorare di più solo per decifrare le parole... e toglie risorse alla memoria e al ragionamento. Poi c'è l'effetto più subdolo: chi sente male, a poco a poco, si isola. Evita le cene, le conversazioni di gruppo, le telefonate. E l'isolamento, lo sappiamo, accelera l'invecchiamento. Nel duemilaventiquattro la commissione internazionale di The Lancet sulla demenza ha messo in fila i fattori di rischio su cui possiamo intervenire. In cima alla classifica, a pari merito con il colesterolo alto, c'è proprio il calo dell'udito. Non a caso, tra le raccomandazioni della commissione c'è proprio questa: rendere gli apparecchi acustici accessibili a tutti quelli che ne hanno bisogno... e proteggere le orecchie dal rumore. Perché l'udito, una volta perso, non torna indietro. Ma si può difendere. Quest'anno è arrivato un dato in più. Uno studio pubblicato su Neurology ha seguito quasi duemilaottocento australiani, con un'età media di settantacinque anni. Chi aveva un apparecchio acustico ha sviluppato demenza nel cinque per cento dei casi... contro l'otto per cento di chi non lo aveva. Circa un terzo di rischio in meno. E più l'apparecchio veniva usato, più il rischio scendeva. Attenzione però: è uno studio osservazionale, che mostra un'associazione e non una prova definitiva. E gli apparecchi non hanno migliorato i punteggi nei test di memoria. Ma il segnale va nella stessa direzione di tutto quello che sappiamo... e il messaggio è chiaro: un udito curato è un cervello meno affaticato. E allora perché sei italiani su dieci rinunciano? Spesso per vergogna. L'apparecchio viene ancora visto come il segno che si è diventati vecchi. Eppure nessuno pensa che chi porta gli occhiali sia vecchio. Gli apparecchi di oggi sono piccoli, quasi invisibili... e due utilizzatori su tre dicono la stessa cosa: avrei dovuto farlo prima. Quindi, se hai superato i cinquantacinque anni, fai un esame dell'udito. È veloce e non fa male. E se l'apparecchio ce l'hai già... non lasciarlo nel cassetto. Portalo. Ogni giorno. Perché proteggere l'udito... significa proteggere il cervello. Ricorda che la medicina ufficiale è importante e vannoseguite le indicazioni dei medici abilitati. Non diciamo che queste cose si vanno a sostituire ad unavita sana, ad una dieta equilibrata e al fatto di andare a farsi controllaretutte le volte che serve e assumere tutti i medicinali che ci vengonoprescritti. Questi sono potenziamenti che ci fanno rimanere operativi,lucidi e in grado di goderci la vita. Iscrivendosi alla pagina (e mettendo un ‘mi piace’) siresterà aggiornati su tutte le tecnologie di estensione vitale e inversionedell’invecchiamento in sviluppo o già disponibili nel mondo, tramite articoli evideo tradotti in italiano. Registrati sul sito per ricevere automaticamente tutti gliaggiornamenti del Movimento rilevanti per la tua vita estesa e la tua salutepotenziata: https://movimentoestensionevita.org/registrazione/ Rimani sempre aggiornato anche con il nostro canaletelegram, basta un click qui: https://t.me/vitaestensione
DIVULGAZIONE - Quanti anni ha davvero il tuo corpo?
2026/10/24
Quanti anni ha davvero il tuo corpo? Quelli scritti sulla carta d'identità? O di più? E se bastassero cinque prove, fatte adesso, davanti a questo schermo, per scoprirlo? Prima di cominciare: questo test è un gioco orientativo, e non sostituisce una valutazione medica. Se puoi, fallo in due: uno esegue le prove, l'altro gli sta vicino e tiene il conto. Tieni sempre accanto una sedia e un muro, salta le prove che non ti senti di fare, e se hai problemi di equilibrio, alle articolazioni o al cuore, parlane prima con il tuo medico. Prova numero uno, da seduto: il cervello. Sullo schermo compariranno dodici parole colorate. Tu, ad alta voce, devi dire il colore dell'inchiostro, non la parola scritta. Hai quindici secondi. Via! Stop. Sei arrivato in fondo senza sbagliare? Chi tiene il conto può controllare sullo schermo. Se è così, prova superata. Prova numero due: l'equilibrio. Stai su una gamba sola: la punta del piede libero appoggiata dietro l'altra gamba, braccia lungo i fianchi, sguardo davanti a te. Quando senti il segnale, hai finito. Via! Stop. Sei arrivato al segnale senza appoggiare il piede? Prova superata. Prova numero tre: la stessa... ma a occhi chiusi. È la più insidiosa: mettiti tra la sedia e il muro, con il tuo compagno accanto, e se perdi l'equilibrio, appoggiati subito. Chiudi gli occhi, e resta su una gamba finché senti il segnale. Via! Stop, apri gli occhi e siediti pure. Sei arrivato al segnale? Prova superata. Senza la vista, il corpo deve fidarsi solo dei piedi e dell'orecchio interno, ed è qui che l'età si sente di più: tra i cinquanta e i sessant'anni, in media, si resiste circa sei secondi. Prova numero quattro, sempre da seduto: la precisione. Braccio teso di lato, occhi chiusi, e tocca la punta del naso con l'indice. Prima con una mano, poi con l'altra. Via! Stop. Hai centrato la punta con tutte e due le mani? Prova superata. E ora... la prova regina, e la più impegnativa. Falla solo se ti senti sicuro, su un tappeto, con la sedia accanto e il tuo compagno vicino, pronto a darti una mano. Siediti a terra a gambe incrociate, e poi rialzati. Per superarla, puoi aiutarti al massimo una volta per scendere e una volta per salire: con una mano, un ginocchio o un gomito. Se ti serve più tempo, metti in pausa. Via! Stop. Ce l'hai fatta con al massimo un aiuto per scendere e uno per salire? Prova superata. E ora contiamo insieme. Chi tiene il conto, controlli i suoi punti, e se sei da solo, alza un dito per ogni prova superata. Le parole colorate... La gamba sola... Gli occhi chiusi... Il dito sul naso... Il pavimento. Quante prove superate? Cinque... quarant'anni. Quattro... cinquanta. Tre... sessanta. Due o meno... settanta e oltre. Ricorda che la medicina ufficiale è importante e vannoseguite le indicazioni dei medici abilitati.   Parte dei contenuti è stata generata con sistemi IA; lepersone sono immaginarie o rappresentate digitalmente con il loro consenso.   Non diciamo che queste cose si vanno a sostituire ad unavita sana, a una dieta equilibrata e al fatto di andare a farsi controllaretutte le volte che serve e assumere tutti i medicinali che ci vengonoprescritti.   Questi sono potenziamenti che ci fanno rimanere operativi,lucidi e in grado di goderci la vita.   Iscrivendosi al canale ed attivando le notifiche con l'iconadella campanella (metti anche un “mi piace”, grazie) si resterà aggiornati sututte le tecnologie di estensione vitale e inversione dell’invecchiamento insviluppo o già disponibili nel mondo, tramite articoli e video tradotti initaliano.   Registrati sul sito per ricevere automaticamente tutti gliaggiornamenti del Movimento rilevanti per la tua vita estesa e la tua salutepotenziata: https://movimentoestensionevita.org/registrazione/   Rimani sempre aggiornato anche con il nostro canaletelegram, basta un click qui: https://t.me/vitaestensione
VIDEO - Quanti anni ha davvero il tuo corpo?
2026/10/24
Quanti anni ha davvero il tuo corpo? Quelli scritti sulla carta d'identità? O di più? E se bastassero cinque prove, fatte adesso, davanti a questo schermo, per scoprirlo? Prima di cominciare: questo test è un gioco orientativo, e non sostituisce una valutazione medica. Se puoi, fallo in due: uno esegue le prove, l'altro gli sta vicino e tiene il conto. Tieni sempre accanto una sedia e un muro, salta le prove che non ti senti di fare, e se hai problemi di equilibrio, alle articolazioni o al cuore, parlane prima con il tuo medico. Prova numero uno, da seduto: il cervello. Sullo schermo compariranno dodici parole colorate. Tu, ad alta voce, devi dire il colore dell'inchiostro, non la parola scritta. Hai quindici secondi. Via! Stop. Sei arrivato in fondo senza sbagliare? Chi tiene il conto può controllare sullo schermo. Se è così, prova superata. Prova numero due: l'equilibrio. Alzati, con la sedia accanto, pronta ma senza toccarla. Stai su una gamba sola: la punta del piede libero appoggiata dietro l'altra gamba, braccia lungo i fianchi, sguardo davanti a te. Quando senti il segnale, hai finito. Via! Stop. Sei arrivato al segnale senza appoggiare il piede? Prova superata. Prova numero tre: la stessa... ma a occhi chiusi. È la più insidiosa: mettiti tra la sedia e il muro, con il tuo compagno accanto, e se perdi l'equilibrio, appoggiati subito. Chiudi gli occhi, e resta su una gamba finché senti il segnale. Via! Stop, apri gli occhi e siediti pure. Sei arrivato al segnale? Prova superata. Prova numero quattro, sempre da seduto: la precisione. Braccio teso di lato, occhi chiusi, e tocca la punta del naso con l'indice. Prima con una mano, poi con l'altra. Via! Stop. Hai centrato la punta con tutte e due le mani? Prova superata. E ora... la prova regina, e la più impegnativa. Falla solo se ti senti sicuro, su un tappeto, con la sedia accanto e il tuo compagno vicino, pronto a darti una mano. Siediti a terra a gambe incrociate, e poi rialzati. Per superarla, puoi aiutarti al massimo una volta per scendere e una volta per salire: con una mano, un ginocchio o un gomito. Se ti serve più tempo, metti in pausa. Via! Stop. Ce l'hai fatta con al massimo un aiuto per scendere e uno per salire? Prova superata. E ora contiamo insieme. Chi tiene il conto, controlli i suoi punti, e se sei da solo, alza un dito per ogni prova superata. Le parole colorate... La gamba sola... Gli occhi chiusi... Il dito sul naso... Il pavimento. Quante prove superate? Cinque... quarant'anni. Quattro... cinquanta. Tre... sessanta. Due o meno... settanta e oltre. Equilibrio, forza e coordinazione si allenano a qualsiasi età, e ogni prova che recuperi è tempo che restituisci al tuo corpo. Rifai il test tra un mese... e guarda quanti anni gli hai tolto. Ricorda che la medicina ufficiale è importante e vannoseguite le indicazioni dei medici abilitati.   Parte dei contenuti è stata generata con sistemi IA; lepersone sono immaginarie o rappresentate digitalmente con il loro consenso.   Non diciamo che queste cose si vanno a sostituire ad unavita sana, a una dieta equilibrata e al fatto di andare a farsi controllaretutte le volte che serve e assumere tutti i medicinali che ci vengonoprescritti.   Questi sono potenziamenti che ci fanno rimanere operativi,lucidi e in grado di goderci la vita.   Iscrivendosi al canale ed attivando le notifiche con l'iconadella campanella (metti anche un “mi piace”, grazie) si resterà aggiornati sututte le tecnologie di estensione vitale e inversione dell’invecchiamento insviluppo o già disponibili nel mondo, tramite articoli e video tradotti initaliano.   Registrati sul sito per ricevere automaticamente tutti gliaggiornamenti del Movimento rilevanti per la tua vita estesa e la tua salutepotenziata: https://movimentoestensionevita.org/registrazione/   Rimani sempre aggiornato anche con il nostro canaletelegram, basta un click qui: https://t.me/vitaestensione
VIDEO - I geni decidono metà della tua vita. E l'altra metà?
2026/10/22
Ti hanno sempre detto che la genetica conta solo per un quinto della tua vita... e che il resto dipende da te. E se la scienza avesse appena scoperto che la verità è un'altra... e che proprio per questo le tue scelte contano in un modo diverso da come pensi? Ti spiego tutto in due minuti.Per trent'anni i manuali hanno ripetuto lo stesso numero: i geni spiegano dal venti al venticinque per cento della durata della vita. Un numero rassicurante... perché voleva dire che quasi tutto era nelle nostre mani.Poi, a gennaio del duemilaventisei, la rivista Science ha pubblicato uno studio del Weizmann Institute, in Israele, che ha riaperto la questione. I ricercatori sono partiti da una stranezza: nei topi di laboratorio la longevità è ereditaria per circa la metà... e nell'uomo solo per un quinto? Perché mai dovremmo essere così diversi?La risposta era nascosta nel modo di contare. I vecchi studi sui gemelli mettevano nello stesso calderone tutte le morti: anche gli incidenti, le infezioni, le guerre. Cause che non hanno niente a che fare con i geni e che gonfiano la parte "non genetica". Il gruppo israeliano ha tolto queste morti esterne e ha rifatto i conti su tre grandi archivi di gemelli: Danimarca, Svezia e Stati Uniti. Risultato, in tutti e tre: circa il cinquantacinque per cento. I geni contano più del doppio di quanto credevamo.Un dettaglio che riguarda da vicino chi ha superato i sessanta: tra i gemelli svedesi, la morte per demenza è risultata la più ereditaria di tutte... settanta per cento a ottant'anni.E allora, siamo in mano al destino? No. Ma attenzione a non cadere nell'errore opposto, quello dei titoli facili: "l'altro quarantacinque per cento dipende da te". Non è così. Quel quarantacinque per cento contiene tre cose: l'ambiente in cui sei nato, le tue scelte... e il puro caso. Gli autori lo dicono chiaramente: due organismi geneticamente identici, cresciuti nello stesso ambiente, muoiono comunque in momenti diversi. La fortuna esiste anche in biologia.Quindi il quadro vero è questo: metà geni, e l'altra metà divisa tra ambiente, scelte e caso. Di queste quattro cose... una sola è nelle tue mani. Le scelte. E proprio perché sono una fetta più piccola di quanto ci raccontavano, vanno fatte bene. Lo dice lo stesso autore dello studio: la genetica ti assegna una fascia di longevità possibile... e lo stile di vita decide dove, dentro quella fascia, andrai a finire. In alto o in basso.C'è poi una conseguenza che pochi hanno notato. Se i geni pesano tanto, allora studiarli diventa molto più interessante: capire quali geni proteggono dall'invecchiamento significa poter imitare il loro effetto in chi non li ha ricevuti in dono. Il numero più alto, insomma, non chiude la partita. La apre.Ricorda che la medicina ufficiale è importante e vanno seguite le indicazioni dei medici abilitati.Parte dei contenuti è stata generata con sistemi IA; le persone sono immaginarie o rappresentate digitalmente con il loro consenso.Non diciamo che queste cose si vanno a sostituire ad una vita sana, a una dieta equilibrata e al fatto di andare a farsi controllare tutte le volte che serve e assumere tutti i medicinali che ci vengono prescritti.Questi sono potenziamenti che ci fanno rimanere operativi, lucidi e in grado di goderci la vita.Iscrivendosi al canale ed attivando le notifiche con l'icona della campanella (metti anche un “mi piace”, grazie) si resterà aggiornati su tutte le tecnologie di estensione vitale e inversione dell’invecchiamento in sviluppo o già disponibili nel mondo, tramite articoli e video tradotti in italiano.Registrati sul sito per ricevere automaticamente tutti gli aggiornamenti del Movimento rilevanti per la tua vita estesa e la tua salute potenziata:https://movimentoestensionevita.org/registrazione/Rimani sempre aggiornato anche con il nostro canale telegram, basta un click qui:https://t.me/vitaestensione
DIVULGAZIONE - I geni decidono metà della tua vita. E l'altra metà?
2026/10/22
Ti hanno sempre detto che la genetica conta solo per un quinto della tua vita... e che il resto dipende da te. E se la scienza avesse appena scoperto che la verità è un'altra... e che proprio per questo le tue scelte contano in un modo diverso da come pensi? Ti spiego tutto in due minuti.Per trent'anni i manuali hanno ripetuto lo stesso numero: i geni spiegano dal venti al venticinque per cento della durata della vita. Un numero rassicurante... perché voleva dire che quasi tutto era nelle nostre mani.Poi, a gennaio del duemilaventisei, la rivista Science ha pubblicato uno studio del Weizmann Institute, in Israele, che ha riaperto la questione. I ricercatori sono partiti da una stranezza: nei topi di laboratorio la longevità è ereditaria per circa la metà... e nell'uomo solo per un quinto? Perché mai dovremmo essere così diversi?La risposta era nascosta nel modo di contare. I vecchi studi sui gemelli mettevano nello stesso calderone tutte le morti: anche gli incidenti, le infezioni, le guerre. Cause che non hanno niente a che fare con i geni e che gonfiano la parte "non genetica". Il gruppo israeliano ha tolto queste morti esterne e ha rifatto i conti su tre grandi archivi di gemelli: Danimarca, Svezia e Stati Uniti. Risultato, in tutti e tre: circa il cinquantacinque per cento. I geni contano più del doppio di quanto credevamo.Un dettaglio che riguarda da vicino chi ha superato i sessanta: tra i gemelli svedesi, la morte per demenza è risultata la più ereditaria di tutte... settanta per cento a ottant'anni.E allora, siamo in mano al destino? No. Ma attenzione a non cadere nell'errore opposto, quello dei titoli facili: "l'altro quarantacinque per cento dipende da te". Non è così. Quel quarantacinque per cento contiene tre cose: l'ambiente in cui sei nato, le tue scelte... e il puro caso. Gli autori lo dicono chiaramente: due organismi geneticamente identici, cresciuti nello stesso ambiente, muoiono comunque in momenti diversi. La fortuna esiste anche in biologia.Quindi il quadro vero è questo: metà geni, e l'altra metà divisa tra ambiente, scelte e caso. Di queste quattro cose... una sola è nelle tue mani. Le scelte. E proprio perché sono una fetta più piccola di quanto ci raccontavano, vanno fatte bene. Lo dice lo stesso autore dello studio: la genetica ti assegna una fascia di longevità possibile... e lo stile di vita decide dove, dentro quella fascia, andrai a finire. In alto o in basso.C'è poi una conseguenza che pochi hanno notato. Se i geni pesano tanto, allora studiarli diventa molto più interessante: capire quali geni proteggono dall'invecchiamento significa poter imitare il loro effetto in chi non li ha ricevuti in dono. Il numero più alto, insomma, non chiude la partita. La apre.Ricorda che la medicina ufficiale è importante e vanno seguite le indicazioni dei medici abilitati.Parte dei contenuti è stata generata con sistemi IA; le persone sono immaginarie o rappresentate digitalmente con il loro consenso.Non diciamo che queste cose si vanno a sostituire ad una vita sana, a una dieta equilibrata e al fatto di andare a farsi controllare tutte le volte che serve e assumere tutti i medicinali che ci vengono prescritti.Questi sono potenziamenti che ci fanno rimanere operativi, lucidi e in grado di goderci la vita.Iscrivendosi al canale ed attivando le notifiche con l'icona della campanella (metti anche un “mi piace”, grazie) si resterà aggiornati su tutte le tecnologie di estensione vitale e inversione dell’invecchiamento in sviluppo o già disponibili nel mondo, tramite articoli e video tradotti in italiano.Registrati sul sito per ricevere automaticamente tutti gli aggiornamenti del Movimento rilevanti per la tua vita estesa e la tua salute potenziata:https://movimentoestensionevita.org/registrazione/Rimani sempre aggiornato anche con il nostro canale telegram, basta un click qui:https://t.me/vitaestensione
VIDEO - Perché gli esperti mondiali del benessere stanno dicendo addio alla parola anti-age?
2026/10/18
Perché gli esperti mondiali del benessere stanno dicendo addio alla parola anti-age? ... E se la vera giovinezza si misurasse... su una gamba sola?
DIVULGAZIONE - Perché gli esperti mondiali del benessere stanno dicendo addio alla parola anti-age?
2026/10/18
Perché gli esperti mondiali del benessere stanno dicendo addio alla parola anti-age? ... E se la vera giovinezza si misurasse... su una gamba sola?
VIDEO - Creatina: non è solo roba da palestra
2026/10/14
Perché un integratore nato per i culturisti oggi viene studiato contro il calo della memoria? E se la Creatina servisse più a 70 anni che a 20? Vediamo cosa dice davvero la scienza. Per decenni la Creatina è stata l'integratore delle palestre, in realtà il nostro corpo la usa ovunque serva energia rapida, circa il 95% si trova nei muscoli, il resto in organi che non si fermano mai come il cuore ed il cervello. Una parte la produce al nostro organismo, il resto arriva dalla carne e dal pesce; il cervello pesa circa il 2% del corpo, ma consuma circa 1/5 della sua energia. Con l'età le riserve di Creatina tendono a calare ed è qui che la storia si fa interessante: partiamo dalla memoria. Nel 2023 una metaanalisi pubblicata su Nutrition Reviews ha riunito gli studi controllati con placebo; nei giovani l'effetto era quasi nullo, negli adulti tra 66 e 76 anni invece, la memoria migliorava in modo netto. Dopo una correzione statistica gli stessi autori hanno ridimensionato il risultato complessivo, ma il beneficio negli anziani è rimasto, poi c'è l'Alzheimer. Nel 2025 l'università del Kansas ha condotto il primo studio pilota su questi pazienti: 20 persone tra i 60 e i 90 anni per 8 settimane. La Creatina nel cervello è aumentata dell'11 per cento e diversi test cognitivi sono migliorati, attenzione però, non c'era un gruppo di confronto e la dose era di 20 g al giorno, molto più alta di quella abituale. È un segnale incoraggiante, non una cura e le ossa? Qui serve onestà: uno studio canadese durato 2 anni su donne in post-menopausa, pubblicato su Medicine and Science in Sports and Exercise, non ha trovato aumenti della densità ossea. Però chi prendeva Creatina insieme ad allenamento con i pesi e camminata ha conservato meglio la struttura del collo del femore, cioè la sua resistenza al carico. Ha camminato più veloce ed ha guadagnato più massa muscolare rispetto al placebo, proprio il femore, il punto dove avvengono le fratture più temute, dopo i 60 anni. Il filo comune è uno solo: la Creatina dà il meglio insieme al movimento, soprattutto all'allenamento di forza. Negli anziani Creatina e pesi insieme aumentano la massa muscolare e la forza ed è il risultato più solido di tutta la ricerca, da sola non fa miracoli, ma è tra gli integratori più studiati e sicuri che esistano. In Italia è regolarmente in commercio e la dose abituale è di 3 g al giorno; muscoli, cervello, ossa, forse la Creatina è rimasta chiusa in palestra per troppo tempo! Quello che ti ho raccontato serve a informarti, non sostituisce il parere del medico. Se hai problemi ai reni o prendi farmaci, parlane prima con lui. Ricorda che la medicina ufficiale è importante e vanno seguite le indicazioni dei medici abilitati. Parte dei contenuti è stata generata con sistemi IA; le persone sono immaginarie o rappresentate digitalmente con il loro consenso. Iscrivendosi alla pagina (e mettendo un ‘mi piace’) si resterà aggiornati su tutte le tecnologie di estensione vitale e inversione dell’invecchiamento in sviluppo o già disponibili nel mondo, tramite articoli e video tradotti in italiano. Registrati sul sito per ricevere automaticamente tutti gli aggiornamenti del Movimento rilevanti per la tua vita estesa e la tua salute potenziata: https://movimentoestensionevita.org/registrazione/ Rimani sempre aggiornato anche con il nostro canale telegram, basta un click qui: https://t.me/vitaestensione Segui gratuitamente tutti gli episodi anche solo ascoltandoli sul podcast del Movimento Estensione Vita su Apple: https://podcasts.apple.com/us/podcast/movimento-estensione-vita/id1567804669 su Spotify: https://open.spotify.com/show/79Tr72dr5ApwzljRlXnKNU Guarda un nostro video completo qui:https://youtu.be/_cO1g-oaWbI'
TRATTAMENTI - Creatina: non è solo roba da palestra
2026/10/14
Perché un integratore nato per i culturisti oggi viene studiato contro il calo della memoria? E se la Creatina servisse più a 70 anni che a 20? Vediamo cosa dice davvero la scienza. Per decenni la Creatina è stata l'integratore delle palestre, in realtà il nostro corpo la usa ovunque serva energia rapida, circa il 95% si trova nei muscoli, il resto in organi che non si fermano mai come il cuore ed il cervello. Una parte la produce al nostro organismo, il resto arriva dalla carne e dal pesce; il cervello pesa circa il 2% del corpo, ma consuma circa 1/5 della sua energia. Con l'età le riserve di Creatina tendono a calare ed è qui che la storia si fa interessante: partiamo dalla memoria. Nel 2023 una metaanalisi pubblicata su Nutrition Reviews ha riunito gli studi controllati con placebo; nei giovani l'effetto era quasi nullo, negli adulti tra 66 e 76 anni invece, la memoria migliorava in modo netto. Dopo una correzione statistica gli stessi autori hanno ridimensionato il risultato complessivo, ma il beneficio negli anziani è rimasto, poi c'è l'Alzheimer. Nel 2025 l'università del Kansas ha condotto il primo studio pilota su questi pazienti: 20 persone tra i 60 e i 90 anni per 8 settimane. La Creatina nel cervello è aumentata dell'11 per cento e diversi test cognitivi sono migliorati, attenzione però, non c'era un gruppo di confronto e la dose era di 20 g al giorno, molto più alta di quella abituale. È un segnale incoraggiante, non una cura e le ossa? Qui serve onestà: uno studio canadese durato 2 anni su donne in post-menopausa, pubblicato su Medicine and Science in Sports and Exercise, non ha trovato aumenti della densità ossea. Però chi prendeva Creatina insieme ad allenamento con i pesi e camminata ha conservato meglio la struttura del collo del femore, cioè la sua resistenza al carico. Ha camminato più veloce ed ha guadagnato più massa muscolare rispetto al placebo, proprio il femore, il punto dove avvengono le fratture più temute, dopo i 60 anni. Il filo comune è uno solo: la Creatina dà il meglio insieme al movimento, soprattutto all'allenamento di forza. Negli anziani Creatina e pesi insieme aumentano la massa muscolare e la forza ed è il risultato più solido di tutta la ricerca, da sola non fa miracoli, ma è tra gli integratori più studiati e sicuri che esistano. In Italia è regolarmente in commercio e la dose abituale è di 3 g al giorno; muscoli, cervello, ossa, forse la Creatina è rimasta chiusa in palestra per troppo tempo! Quello che ti ho raccontato serve a informarti, non sostituisce il parere del medico. Se hai problemi ai reni o prendi farmaci, parlane prima con lui. Ricorda che la medicina ufficiale è importante e vanno seguite le indicazioni dei medici abilitati. Parte dei contenuti è stata generata con sistemi IA; le persone sono immaginarie o rappresentate digitalmente con il loro consenso. Iscrivendosi alla pagina (e mettendo un ‘mi piace’) si resterà aggiornati su tutte le tecnologie di estensione vitale e inversione dell’invecchiamento in sviluppo o già disponibili nel mondo, tramite articoli e video tradotti in italiano. Registrati sul sito per ricevere automaticamente tutti gli aggiornamenti del Movimento rilevanti per la tua vita estesa e la tua salute potenziata: https://movimentoestensionevita.org/registrazione/ Rimani sempre aggiornato anche con il nostro canale telegram, basta un click qui: https://t.me/vitaestensione Segui gratuitamente tutti gli episodi anche solo ascoltandoli sul podcast del Movimento Estensione Vita su Apple: https://podcasts.apple.com/us/podcast/movimento-estensione-vita/id1567804669 su Spotify: https://open.spotify.com/show/79Tr72dr5ApwzljRlXnKNU Guarda un nostro video completo qui:https://youtu.be/_cO1g-oaWbI'
TRATTAMENTI:Ti capita di entrare in una stanza e non ricordare perché ci sei andato, di cercare le chiavi che hai appena posato?
2026/10/10
E se ti dicessi che il tuo cervello non si sta rompendo, ma sta facendo esattamente quello che deve fare? Ti spiego cosa dice una nuova ipotesi scientifica. Per decenni la neuroscienza ha raccontato l'invecchiamento del cervello come una storia di declino. L'ippocampo, la struttura che registra i dettagli della vita quotidiana, dove ho messo le chiavi, a che ora ho l'appuntamento,perde colpi con l'età ed il resto del cervello, si diceva, cerca di compensare come può. Un gruppo di ricercatori dell'Università dell'Arizona propone ora una lettura completamente diversa pubblicata sulla rivista Perspectives on Psychological Science, la chiamano ipotesi dell'invecchiamento adattivo. L'idea è questa: l'ippocampo è un registratore straordinario ma costosissimo in energia, serve quando sei giovane e devi imparare il mondo da zero: ogni volto, ogni strada, ogni dettaglio. Ma a 60-70 anni il tuo cervello ha già accumulato decenni di esperienza; continuare a registrare ogni particolare non conviene più, così il comando passa gradualmente alla corteccia prefrontale che fa un lavoro diverso, non accumula dettagli, li integra; pensa ad un medico con 40 anni di esperienza, non ricorda il nome di ogni paziente che ha visitato, ma riconosce una diagnosi difficile in pochi secondi, perché ha visto migliaia di casi simili. Collega ciò che vive oggi a tutto quello che sa già. è una memoria del significato, del giudizio, della visione di insieme, quella che ti permette di capire una situazione al volo o di dare un consiglio che vale. Secondo i ricercatori non è un ripiego, è una transizione programmata, scritta nei geni quella che il cervello attraversa nell'adolescenza. L'invecchiamento, dicono, è una continuazione dello sviluppo, non la sua fine, e qui arriva il punto che ci interessa di più: nell'invecchiamento normale l'ippocampo si disattiva piano piano ed è giusto così, ma nelle fasi iniziali dell'Alzheimer succede il contrario. L'ippocampo diventa iperattivo, la malattia non accelera l'invecchiamento, lo sabota interrompendo una transizione che dovrebbe avvenire in modo naturale. È una distinzione importante: invecchiamento normale e Alzheimer non sono due punti della stessa strada, sono due strade diverse. Questo cambia il modo di guardare i piccoli vuoti di memoria; dimenticare le chiavi non è il segnale che qualcosa si sta spegnendo, è il segnale che il tuo cervello ha smesso di sprecare energia sui dettagli per investirla in qualcosa di più prezioso. Quindi la prossima volta che torni in una stanza senza ricordare il perché, non ti preoccupare, non è un cervello che invecchia male, è un cervello che ha cambiato mestiere. Ricorda che la medicina ufficiale è importante e vanno seguite le indicazioni dei medici abilitati. Parte dei contenuti è stata generata con sistemi IA; le persone sono immaginarie o rappresentate digitalmente con il loro consenso. Non diciamo che queste cose si vanno a sostituire ad una vita sana, a una dieta equilibrata e al fatto di andare a farsi controllare tutte le volte che serve e assumere tutti i medicinali che ci vengono prescritti. Questi sono potenziamenti che ci fanno rimanere operativi, lucidi e in grado di goderci la vita. Iscrivendosi al canale ed attivando le notifiche con l'icona della campanella (metti anche un “mi piace”, grazie) si resterà aggiornati su tutte le tecnologie di estensione vitale e inversione dell’invecchiamento in sviluppo o già disponibili nel mondo, tramite articoli e video tradotti in italiano. Registrati sul sito per ricevere automaticamente tutti gli aggiornamenti del Movimento rilevanti per la tua vita estesa e la tua salute potenziata: https://movimentoestensionevita.org/registrazione/ Rimani sempre aggiornato anche con il nostro canale telegram, basta un click qui: https://t.me/vitaestensione Segui gratuitamente tutti gli episodi anche solo ascoltandoli sul podcast del Movimento Estensione Vita
VIDEO:Il NAD+ è stato definito il ritorno dell'anno, ma funziona davvero?
2026/10/08
E se il modo migliore per alzarlo non si comprasse in farmacia? Ecco cosa dicono gli studi. Il NAD è una molecola presente in ogni cellula del corpo, serve a trasformare il cibo in energia ed a far lavorare gli enzimi che riparano il DNA. Il problema è che, con l'età, i suoi livelli scendono; nei muscoli degli anziani è più basso che nei giovani e ancora più basso in chi si muove poco; da qui l'idea, se il NAD+ cala, rimettiamolo! Per farlo si usano i suoi precursori, cioè i mattoni con cui il corpo lo costruisce. I due più famosi si chiamano NMN e NR, ce n'è anche un terzo più antico e molto meno di moda: la vitamina B3, che troviamo normalmente nel cibo. Perché allora si parla di ritorno? A settembre 2025 negli Stati Uniti, l'agenzia americana del farmaco ha fatto marcia indietro ed ha di nuovo permesso l' NMN negli integratori ed a maggio 2026 l'EFSA, l'autorità europea per la sicurezza alimentare, ha dato parere positivo sulla sicurezza di un NMN specifico, fino a 300 mg al giorno. Attenzione però, parere positivo non vuol dire via libera; in Italia, oggi, l' NMN non è ancora autorizzato come integratore, manca il passaggio finale della commissione europea e, quando arriverà, varrà per un solo produttore. Molti prodotti si trovano comunque online, ma il fatto che si possano comprare non significa che siano in regola, l'NR invece è autorizzato in Europa dal 2020 e l'efficacia? Qui serve onestà. Partiamo dalla buona notizia: nel breve periodo gli studi non mostrano più effetti collaterali rispetto al placebo e confermano una cosa, questi integratori alzano il NAD+ nel sangue, ma alzare un valore nel sangue non significa ringiovanire. Su glicemia, colesterolo e prestazioni fisiche la maggior parte degli studi non trova differenze rispetto al placebo. Ci sono segnali interessanti come un piccolo calo della pressione dopo i 60 anni o un sonno migliore in uno studio giapponese, ma sono studi brevi con pochi partecipanti e nessuno ha mai confrontato direttamente i due precursori per capire quale funzioni meglio! Adesso, la parte che nessuno pubblicizza: negli anziani allenati il NAD+ nei muscoli è simile a quello dei giovani e più passi si fanno ogni giorno, più è alto, 12 settimane di allenamento aerobico o con i pesi, aumentano fino al 30 per cento l'enzima che il corpo usa per riciclare il NAD+. Quindi sì, il ritorno dell'anno c'è, ma per ora è soprattutto un ritorno commerciale. Il modo più provato per difendere il vostro NAD+ resta muovervi ogni giorno e allenare i muscoli due o tre volte a settimana. Ricorda che la medicina ufficiale è importante e vanno seguite le indicazioni dei medici abilitati. Parte dei contenuti è stata generata con sistemi IA; le persone sono immaginarie o rappresentate digitalmente con il loro consenso. Non diciamo che queste cose si vanno a sostituire ad una vita sana, a una dieta equilibrata e al fatto di andare a farsi controllare tutte le volte che serve e assumere tutti i medicinali che ci vengono prescritti. Questi sono potenziamenti che ci fanno rimanere operativi, lucidi e in grado di goderci la vita. Iscrivendosi al canale ed attivando le notifiche con l'icona della campanella (metti anche un “mi piace”, grazie) si resterà aggiornati su tutte le tecnologie di estensione vitale e inversione dell’invecchiamento in sviluppo o già disponibili nel mondo, tramite articoli e video tradotti in italiano. Registrati sul sito per ricevere automaticamente tutti gli aggiornamenti del Movimento rilevanti per la tua vita estesa e la tua salute potenziata: https://movimentoestensionevita.org/registrazione/ Rimani sempre aggiornato anche con il nostro canale telegram, basta un click qui: https://t.me/vitaestensione Segui gratuitamente tutti gli episodi anche solo ascoltandoli sul podcast del Movimento Estensione Vita
TRATTAMENTI:Il NAD+ è stato definito il ritorno dell'anno, ma funziona davvero?
2026/10/08
E se il modo migliore per alzarlo non si comprasse in farmacia? Ecco cosa dicono gli studi. Il NAD è una molecola presente in ogni cellula del corpo, serve a trasformare il cibo in energia ed a far lavorare gli enzimi che riparano il DNA. Il problema è che, con l'età, i suoi livelli scendono; nei muscoli degli anziani è più basso che nei giovani e ancora più basso in chi si muove poco; da qui l'idea, se il NAD+ cala, rimettiamolo! Per farlo si usano i suoi precursori, cioè i mattoni con cui il corpo lo costruisce. I due più famosi si chiamano NMN e NR, ce n'è anche un terzo più antico e molto meno di moda: la vitamina B3, che troviamo normalmente nel cibo. Perché allora si parla di ritorno? A settembre 2025 negli Stati Uniti, l'agenzia americana del farmaco ha fatto marcia indietro ed ha di nuovo permesso l' NMN negli integratori ed a maggio 2026 l'EFSA, l'autorità europea per la sicurezza alimentare, ha dato parere positivo sulla sicurezza di un NMN specifico, fino a 300 mg al giorno. Attenzione però, parere positivo non vuol dire via libera; in Italia, oggi, l' NMN non è ancora autorizzato come integratore, manca il passaggio finale della commissione europea e, quando arriverà, varrà per un solo produttore. Molti prodotti si trovano comunque online, ma il fatto che si possano comprare non significa che siano in regola, l'NR invece è autorizzato in Europa dal 2020 e l'efficacia? Qui serve onestà. Partiamo dalla buona notizia: nel breve periodo gli studi non mostrano più effetti collaterali rispetto al placebo e confermano una cosa, questi integratori alzano il NAD+ nel sangue, ma alzare un valore nel sangue non significa ringiovanire. Su glicemia, colesterolo e prestazioni fisiche la maggior parte degli studi non trova differenze rispetto al placebo. Ci sono segnali interessanti come un piccolo calo della pressione dopo i 60 anni o un sonno migliore in uno studio giapponese, ma sono studi brevi con pochi partecipanti e nessuno ha mai confrontato direttamente i due precursori per capire quale funzioni meglio! Adesso, la parte che nessuno pubblicizza: negli anziani allenati il NAD+ nei muscoli è simile a quello dei giovani e più passi si fanno ogni giorno, più è alto, 12 settimane di allenamento aerobico o con i pesi, aumentano fino al 30 per cento l'enzima che il corpo usa per riciclare il NAD+. Quindi sì, il ritorno dell'anno c'è, ma per ora è soprattutto un ritorno commerciale. Il modo più provato per difendere il vostro NAD+ resta muovervi ogni giorno e allenare i muscoli due o tre volte a settimana. Ricorda che la medicina ufficiale è importante e vanno seguite le indicazioni dei medici abilitati. Parte dei contenuti è stata generata con sistemi IA; le persone sono immaginarie o rappresentate digitalmente con il loro consenso. Non diciamo che queste cose si vanno a sostituire ad una vita sana, a una dieta equilibrata e al fatto di andare a farsi controllare tutte le volte che serve e assumere tutti i medicinali che ci vengono prescritti. Questi sono potenziamenti che ci fanno rimanere operativi, lucidi e in grado di goderci la vita. Iscrivendosi al canale ed attivando le notifiche con l'icona della campanella (metti anche un “mi piace”, grazie) si resterà aggiornati su tutte le tecnologie di estensione vitale e inversione dell’invecchiamento in sviluppo o già disponibili nel mondo, tramite articoli e video tradotti in italiano. Registrati sul sito per ricevere automaticamente tutti gli aggiornamenti del Movimento rilevanti per la tua vita estesa e la tua salute potenziata: https://movimentoestensionevita.org/registrazione/ Rimani sempre aggiornato anche con il nostro canale telegram, basta un click qui: https://t.me/vitaestensione Segui gratuitamente tutti gli episodi anche solo ascoltandoli sul podcast del Movimento Estensione Vita
VIDEO:Lo sapevi che, con gli anni, il nostro intestino perde uno dei suoi alleati migliori?
2026/10/03
Lo sapevi che, con gli anni, il nostro intestino perde uno dei suoi alleati migliori? E se un piccolo batterio potesse aiutarci a invecchiare meglio? Oggi parliamo di un protagonista invisibile della nostra salute: un batterio che vive nell'intestino e che si chiama Akkermansia muciniphila. Un nome difficile, lo so... ma ricordatelo, perché negli ultimi anni è diventato uno dei microrganismi più studiati nel campo dell'invecchiamento. Nel 2019 un gruppo di ricercatori belgi e olandesi ha pubblicato su Nature Medicine il primo studio sull'uomo. Per tre mesi, i partecipanti hanno assunto Akkermansia pastorizzata; Il calore della pastorizzazione rende il batterio inattivo. Rispetto al placebo, la sensibilità all'insulina è migliorata di quasi il trenta per cento. Il calore della pastorizzazione rende il batterio inattivo, rispetto al placebo la sensibilità all'insulina è migliorata di quasi il 30 per cento, l'insulina nel sangue è scesa del 34 per cento, il colesterolo totale di quasi il 9 per cento. Nel 2026, sempre su Nature Medicine, un nuovo studio su 90 adulti in sovrappeso, ha osservato un altro effetto: dopo una dieta, chi assumeva Akkermansia pastorizzata ha ripreso in media poco più di 1 kg, contro gli oltre 3 kg del gruppo placebo e, c'è un terzo dato, forse il più interessante per chi ha superato i 60 anni! Attenzione a non trarre conclusioni affrettate, parliamo di un'associazione, non di una causa potrebbe essere la malattia a modificare l'intestino e non il contrario; ma questo dato ci ricorda una lezione preziosa: in biologia di più non significa sempre meglio, ogni batterio ha il suo equilibrio, allora come comportarsi? L'Akkermansia non è una pillola dell'eterna giovinezza, è una finestra affascinante su un'idea nuova; invecchiare bene dipende anche dai piccoli alleati che portiamo dentro di noi e prendercene cura è in fondo un modo per prenderci cura di noi stessi. Ricorda che la medicina ufficiale è importante e vanno seguite le indicazioni dei medici abilitati. Parte dei contenuti è stata generata con sistemi IA; le persone sono immaginarie o rappresentate digitalmente con il loro consenso. Iscrivendosi alla pagina (e mettendo un ‘mi piace’) si resterà aggiornati su tutte le tecnologie di estensione vitale e inversione dell’invecchiamento in sviluppo o già disponibili nel mondo, tramite articoli e video tradotti in italiano. Registrati sul sito per ricevere automaticamente tutti gli aggiornamenti del Movimento rilevanti per la tua vita estesa e la tua salute potenziata: https://movimentoestensionevita.org/registrazione/ Rimani sempre aggiornato anche con il nostro canale telegram, basta un click qui: https://t.me/vitaestensione Segui gratuitamente tutti gli episodi anche solo ascoltandoli sul podcast del Movimento Estensione Vita
TRATTAMENTI:Lo sapevi che, con gli anni, il nostro intestino perde uno dei suoi alleati migliori?
2026/10/03
Lo sapevi che, con gli anni, il nostro intestino perde uno dei suoi alleati migliori? E se un piccolo batterio potesse aiutarci a invecchiare meglio? Oggi parliamo di un protagonista invisibile della nostra salute: un batterio che vive nell'intestino e che si chiama Akkermansia muciniphila. Un nome difficile, lo so... ma ricordatelo, perché negli ultimi anni è diventato uno dei microrganismi più studiati nel campo dell'invecchiamento. Nel 2019 un gruppo di ricercatori belgi e olandesi ha pubblicato su Nature Medicine il primo studio sull'uomo. Per tre mesi, i partecipanti hanno assunto Akkermansia pastorizzata; Il calore della pastorizzazione rende il batterio inattivo. Rispetto al placebo, la sensibilità all'insulina è migliorata di quasi il trenta per cento. Il calore della pastorizzazione rende il batterio inattivo, rispetto al placebo la sensibilità all'insulina è migliorata di quasi il 30 per cento, l'insulina nel sangue è scesa del 34 per cento, il colesterolo totale di quasi il 9 per cento. Nel 2026, sempre su Nature Medicine, un nuovo studio su 90 adulti in sovrappeso, ha osservato un altro effetto: dopo una dieta, chi assumeva Akkermansia pastorizzata ha ripreso in media poco più di 1 kg, contro gli oltre 3 kg del gruppo placebo e, c'è un terzo dato, forse il più interessante per chi ha superato i 60 anni! Attenzione a non trarre conclusioni affrettate, parliamo di un'associazione, non di una causa potrebbe essere la malattia a modificare l'intestino e non il contrario; ma questo dato ci ricorda una lezione preziosa: in biologia di più non significa sempre meglio, ogni batterio ha il suo equilibrio, allora come comportarsi? L'Akkermansia non è una pillola dell'eterna giovinezza, è una finestra affascinante su un'idea nuova; invecchiare bene dipende anche dai piccoli alleati che portiamo dentro di noi e prendercene cura è in fondo un modo per prenderci cura di noi stessi. Ricorda che la medicina ufficiale è importante e vanno seguite le indicazioni dei medici abilitati. Parte dei contenuti è stata generata con sistemi IA; le persone sono immaginarie o rappresentate digitalmente con il loro consenso. Iscrivendosi alla pagina (e mettendo un ‘mi piace’) si resterà aggiornati su tutte le tecnologie di estensione vitale e inversione dell’invecchiamento in sviluppo o già disponibili nel mondo, tramite articoli e video tradotti in italiano. Registrati sul sito per ricevere automaticamente tutti gli aggiornamenti del Movimento rilevanti per la tua vita estesa e la tua salute potenziata: https://movimentoestensionevita.org/registrazione/ Rimani sempre aggiornato anche con il nostro canale telegram, basta un click qui: https://t.me/vitaestensione Segui gratuitamente tutti gli episodi anche solo ascoltandoli sul podcast del Movimento Estensione Vita

Podcast reviews

Read Movimento Estensione Vita podcast reviews


0 out of 5
0 reviews

Podcast sponsorship advertising

Start advertising on Movimento Estensione Vita relevant audience podcasts


What do you want to promote?