
Advertise on podcast: Movimento Estensione Vita
This podcast has
430 episodes
Language
ItalianPublisher
Fulvio DominiciExplicit
No
Date created
2020/07/02
Latest episode
2026/04/18
Average duration
20 min.
Release period
4 days
Description
Portare in Italia la conoscenza riguardo le recentissime tecnologie per l’estensione della durata della vita umana e il mantenimento di uno stato di vitalità e gioventù anche in età avanzata. Diffondere un nuovo punto di vista, già ufficializzato in molti paesi stranieri: la vecchiaia non è una condizione normale e inevitabile, ma uno stato curabile e reversibile. Iscriviti al podcast e resta aggiornato su tutte le tecnologie di estensione vitale e inversione dell’invecchiamento in sviluppo o già disponibili nel mondo, con contenuti tutti in italiano.
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VIDEO - Glutatione: il maestro degli antiossidanti
2026/04/18
Il Glutatione, definito con la sigla Gsh, è spesso definito il re degli antiossidanti per il suo ruolo cruciale nel contrastare i danni cellulari legati all'invecchiamento.
È prodotto naturalmente dal corpo, è un tripeptide ed agisce come uno scudo contro lo stress ossidativo, un fattore chiave nell'accelerazione dei processi degenerativi.
Oggi i suoi livelli sono misurati dal diagnosticare stress ossidativo in condizioni come Alzheimer, il Parkinson e l'invecchiamento.
Ma cos'è il Glutatione?
Il Glutatione è un tripeptide composto da tre amminoacidi: la cisteina, la glicina e l'acido glutammico o glutammato.
Viene sintetizzato principalmente nel fegato ed è presente in tutte le cellule del corpo, con concentrazioni elevate in organi come i polmoni, il cuore ed il cervello.
Il Glutatione protegge il DNA, i mitocondri e le proteine, rallentando appunto questi processi degenerativi; agisce anche come detossificante nel fegato, nei polmoni, nei reni, nell'intestino, eliminando tossine, metalli pesanti che magari assumiamo mangiando pesce grosso e grasso come il tonno ed anche gli inquinanti che contribuiscono all'inflammation, questa inflammazione cronica che è legata all'età.
Stimola il sistema immunitario, migliorando la risposta ad infezioni e riducendo il rischio di malattie che sono correlate all'età come l'Alzheimer, il Parkinsma o i problemi cardiovascolari.
La produzione di Glutatione cala fisiologicamente con l'avanzare degli anni con un tasso medio del 10% ogni decennio dopo i 20 anni.
Come si fa a mantenere o aumentare i livelli di Glutatione?
Mantenere i livelli ottimali è possibile attraverso l'alimentazione, lo stile di vita o l'integrazione; l'assunzione diretta di Glutatione orale è poco efficace, perché viene degradato nell'intestino, quindi si privilegiano i precursori ed i cofattori o con l'alimentazione si possono consumare cibi ricchi di precursori e zolfo.
Oppure si possono assumere integratori dei precursori, quindi per esempio la NAC, la N-acetilcisteina, 600-1800 mg al giorno, quello che è più studiato e poi c'è anche la GlyNAC, viene chiamata, cioè la Glicina con il NAC.
Ci sono poi dei cofattori: le vitamine C e B, soprattutto la B6 la B12, folati, selenio, gli Omega3, la curcuma ed il cardo mariano; ci sono prodotti che li combinano tutti e due, prodotti che li hanno separati e prodotti che hanno anche altre vitamine che aiutano.
Le proporzioni giuste e corrette vanno studiate chiaramente caso per caso.
Il Glutatione, quindi, è un alleato essenziale quanto l'invecchiamento, adottando uno stile di vita sano ed integrando in modo strategico è possibile ottimizzarne i livelli per una vita molto più lunga e molto più vitale.
Ricorda che la medicina ufficiale è importante e vanno seguite le indicazioni dei medici abilitati.
Iscrivendosi alla pagina (e mettendo un ‘mi piace’) si resterà aggiornati su tutte le tecnologie di estensione vitale e inversione dell’invecchiamento in sviluppo o già disponibili nel mondo, tramite articoli e video tradotti in italiano.
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TRATTAMENTI - Glutatione: il maestro degli antiossidanti
2026/04/18
Il Glutatione, definito con la sigla Gsh, è spesso definito il re degli antiossidanti per il suo ruolo cruciale nel contrastare i danni cellulari legati all'invecchiamento.
È prodotto naturalmente dal corpo, è un tripeptide ed agisce come uno scudo contro lo stress ossidativo, un fattore chiave nell'accelerazione dei processi degenerativi.
Oggi i suoi livelli sono misurati dal diagnosticare stress ossidativo in condizioni come Alzheimer, il Parkinson e l'invecchiamento.
Ma cos'è il Glutatione?
Il Glutatione è un tripeptide composto da tre amminoacidi: la cisteina, la glicina e l'acido glutammico o glutammato.
Viene sintetizzato principalmente nel fegato ed è presente in tutte le cellule del corpo, con concentrazioni elevate in organi come i polmoni, il cuore ed il cervello.
Il Glutatione protegge il DNA, i mitocondri e le proteine, rallentando appunto questi processi degenerativi; agisce anche come detossificante nel fegato, nei polmoni, nei reni, nell'intestino, eliminando tossine, metalli pesanti che magari assumiamo mangiando pesce grosso e grasso come il tonno ed anche gli inquinanti che contribuiscono all'inflammation, questa inflammazione cronica che è legata all'età.
Stimola il sistema immunitario, migliorando la risposta ad infezioni e riducendo il rischio di malattie che sono correlate all'età come l'Alzheimer, il Parkinsma o i problemi cardiovascolari.
La produzione di Glutatione cala fisiologicamente con l'avanzare degli anni con un tasso medio del 10% ogni decennio dopo i 20 anni.
Come si fa a mantenere o aumentare i livelli di Glutatione?
Mantenere i livelli ottimali è possibile attraverso l'alimentazione, lo stile di vita o l'integrazione; l'assunzione diretta di Glutatione orale è poco efficace, perché viene degradato nell'intestino, quindi si privilegiano i precursori ed i cofattori o con l'alimentazione si possono consumare cibi ricchi di precursori e zolfo.
Oppure si possono assumere integratori dei precursori, quindi per esempio la NAC, la N-acetilcisteina, 600-1800 mg al giorno, quello che è più studiato e poi c'è anche la GlyNAC, viene chiamata, cioè la Glicina con il NAC.
Ci sono poi dei cofattori: le vitamine C e B, soprattutto la B6 la B12, folati, selenio, gli Omega3, la curcuma ed il cardo mariano; ci sono prodotti che li combinano tutti e due, prodotti che li hanno separati e prodotti che hanno anche altre vitamine che aiutano.
Le proporzioni giuste e corrette vanno studiate chiaramente caso per caso.
Il Glutatione, quindi, è un alleato essenziale quanto l'invecchiamento, adottando uno stile di vita sano ed integrando in modo strategico è possibile ottimizzarne i livelli per una vita molto più lunga e molto più vitale.
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VIDEO - L' Ectoina: un amminoacido che potrebbe sostituire o superare l'Acido Ialuronico per idratazione e protezione
2026/04/11
Nel panorama della cosmetica nel 2026 l'Ectoina emerge come uno degli ingredienti più promettenti e studiati per contrastare l'invecchiamento della pelle.
Non si tratta di un trend effimero nato sui social, ma di una molecola naturale con un solido background scientifico, capace di agire a livello cellulare per proteggere, idratare e rigenerare la pelle in modo profondo e duraturo.
È stata scoperta negli anni '80 addirittura nei batteri alofili, che sopravvivono in ambienti estremi come laghi salati o deserti; l'Ectoina oggi è prodotta in modo sostenibile tramite fermentazione biotecnologica e si sta affermando come alleato imprescindibile contro il fotoinvecchiamento, lo stress ossidativo e la perdita di elasticità.
Studi in vitro hanno dimostrato che protegge le cellule cutanee dal danno indotto da UVA e UVB, due tipi di raggi ultravioletti, riducendo la produzione di specie reattive dell'ossigeno e prevenendo la degradazione del collagene.
Migliora l'idratazione intracellulare, contemporaneamente inibisce un altro enzima che si chiama MP1, che è responsabile della degradazione del collagene di tipo 1, con un effetto antiage indiretto, anche in presenza di radiazioni ultraviolette.
Molti dermatologi consigliano, quindi, di abbinarle: l'Ectoina per la resilienza e la protezione antiage, l'acido Ialuronico per il bust volumizzante, la sua bassa concentrazione, efficace dall 0, 5 al 7 per cento, la rende versatile in sieri, cremi solari e after-sun, dopo sole, senza appesantire la texture.
Dal punto di vista della sicurezza l'Ectoina è considerata tra gli ingredienti più affidabili, non irritante, non comedogena, adatta a pelli sensibili atopiche, reattive e persino a bambini.
Non presenta controindicazioni note ed il suo profilo tossicologico è eccellente, supportato da decenni di uso di dermocosmesi ed in preparati per patologie come la dermatite atopica o mucositi da chemioterapia.
La sua biodegradabilità la rende inoltre sostenibile dal punto di vista ambientale, allineandosi alle esigenze di un consumatore sempre più attento a questa ecocompatibilità.
Quindi nel 2026 l'Ectoina è in forte espansione, il settore dello skincare in fuse con Ectoina cresce a doppia cifra, spinto da formulazioni antiage, solari multifunzionali e prodotti per la rigenerazione post-trattamento.
La sua capacità di proteggere non solo dal raggi ultravioletti, ma anche dall'inquinamento e dallo stress ossidativo, la rende perfetta per le esigenze della vita moderna, dove l'inflammagging è diventato il nemico numero uno della giovinezza cutanea.
L'Ectoina non promette miracoli istantanei, ma ad un invecchiamento cutaneo più sano e rallentato, agendo alla radice dei processi biologici che portano a rughe, perdita di tono e barriere compromesse.
Grazie a questo meccanismo d'azione intelligente, si posiziona come uno degli attivi più interessanti della cosmetica moderna: protettivo, idratante, rigenerante ed antiage in unica molecola.
Quindi integrarla nella routine quotidiana, mattina e sera, dopo la detersione, prima della crema, può fare la differenza nel mantenere la pelle resiliente e luminosa nel tempo!
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TRATTAMENTI - L' Ectoina: un amminoacido che potrebbe sostituire o superare l'Acido Ialuronico per idratazione e protezione
2026/04/11
Nel panorama della cosmetica nel 2026 l'Ectoina emerge come uno degli ingredienti più promettenti e studiati per contrastare l'invecchiamento della pelle.
Non si tratta di un trend effimero nato sui social, ma di una molecola naturale con un solido background scientifico, capace di agire a livello cellulare per proteggere, idratare e rigenerare la pelle in modo profondo e duraturo.
È stata scoperta negli anni '80 addirittura nei batteri alofili, che sopravvivono in ambienti estremi come laghi salati o deserti; l'Ectoina oggi è prodotta in modo sostenibile tramite fermentazione biotecnologica e si sta affermando come alleato imprescindibile contro il fotoinvecchiamento, lo stress ossidativo e la perdita di elasticità.
Studi in vitro hanno dimostrato che protegge le cellule cutanee dal danno indotto da UVA e UVB, due tipi di raggi ultravioletti, riducendo la produzione di specie reattive dell'ossigeno e prevenendo la degradazione del collagene.
Migliora l'idratazione intracellulare, contemporaneamente inibisce un altro enzima che si chiama MP1, che è responsabile della degradazione del collagene di tipo 1, con un effetto antiage indiretto, anche in presenza di radiazioni ultraviolette.
Molti dermatologi consigliano, quindi, di abbinarle: l'Ectoina per la resilienza e la protezione antiage, l'acido Ialuronico per il bust volumizzante, la sua bassa concentrazione, efficace dall 0, 5 al 7 per cento, la rende versatile in sieri, cremi solari e after-sun, dopo sole, senza appesantire la texture.
Dal punto di vista della sicurezza l'Ectoina è considerata tra gli ingredienti più affidabili, non irritante, non comedogena, adatta a pelli sensibili atopiche, reattive e persino a bambini.
Non presenta controindicazioni note ed il suo profilo tossicologico è eccellente, supportato da decenni di uso di dermocosmesi ed in preparati per patologie come la dermatite atopica o mucositi da chemioterapia.
La sua biodegradabilità la rende inoltre sostenibile dal punto di vista ambientale, allineandosi alle esigenze di un consumatore sempre più attento a questa ecocompatibilità.
Quindi nel 2026 l'Ectoina è in forte espansione, il settore dello skincare in fuse con Ectoina cresce a doppia cifra, spinto da formulazioni antiage, solari multifunzionali e prodotti per la rigenerazione post-trattamento.
La sua capacità di proteggere non solo dal raggi ultravioletti, ma anche dall'inquinamento e dallo stress ossidativo, la rende perfetta per le esigenze della vita moderna, dove l'inflammagging è diventato il nemico numero uno della giovinezza cutanea.
L'Ectoina non promette miracoli istantanei, ma ad un invecchiamento cutaneo più sano e rallentato, agendo alla radice dei processi biologici che portano a rughe, perdita di tono e barriere compromesse.
Grazie a questo meccanismo d'azione intelligente, si posiziona come uno degli attivi più interessanti della cosmetica moderna: protettivo, idratante, rigenerante ed antiage in unica molecola.
Quindi integrarla nella routine quotidiana, mattina e sera, dopo la detersione, prima della crema, può fare la differenza nel mantenere la pelle resiliente e luminosa nel tempo!
Ricorda che la medicina ufficiale è importante e vanno seguite le indicazioni dei medici abilitati.
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VIDEO - Gino Paoli: addio ad un gigante della canzone italiana!
2026/04/04
In un'ottica antiage, per l'antinvecchiamento, cosa avrebbe potuto fare per evitare i suoi problemi e cosa potresti fare anche tu per evitare di avere gli stessi problemi che ha avuto lui?
Da oggi cominciamo una serie di video nuova che si intitola "Antiage News" e sono dei video un pò più orientati a ciò che succede nella cronaca.
Quindi oggi parliamo di questo personaggio che purtroppo ci ha lasciati e lo facciamo con il più grande rispetto, perché io sono sempre stato un ammiratore di Gino Paoli, è stato un grandissimo artista, ha creato canzoni fantastiche come "il cielo in una stanza" e "sapore di mare", sono canzoni che tutti noi abbiamo sentito nella nostra vita e molto spesso sono collegati a momenti anche belli ma fino romantici che sono capitati a tutti noi.
È nato a Monfalcone nel '34 e veniva definito "il poeta con la pistola nel cuore", questo perché gli era rimasto vicino al cuore un proiettile che non si poteva più togliere e questo è successo dopo un tentato suicidio nel 1963.
Paoli ha vissuto una vita intensissima, ha avuto appunto questi successi incredibili, planetari come "Il cielo in una stanza", "Sapore di mare", sono canzoni che non soltanto sono famose in Italia, ma io le ho sentite mandare in tanti posti diversi del mondo, Stati Uniti, in Asia, in posti strani, anche del Medio Oriente, quindi sono canzoni veramente che hanno dato molto al mondo più che all'italia stessa.
Ha avuto un aneurisma della aorta addominale, che è stato operato nel 2017 e nel 2025 ha avuto una labirintite acuta e questo l'aveva piuttosto debilitato, tuttavia nonostante questo proiettile vicino al cuore, una storia di salute non proprio semplicissima è comunque arrivato a 91 anni.
L'approccio dell'antiage, dell'antinvecchiamento, non è una magia, ma ormai una scienza, la scienza della longevità; la medicina antiaging non promette l'immortalità, però punta ad estendere quello che è chiamato "health span", una cosa è il "life span", cioè la durata della vita, health span è la durata della vita in salute quindi vuol dire gli anni vissuti in buona salute non vivere più a lungo vivere di più in buona salute.
Quali meccanismi dell'invecchiamento hanno contribuito ai problemi di Gino Paoli?
Paoli aveva una situazione con un cuore un po' unico al mondo, per il motivo del proiettile e prendeva ovviamente farmaci specifici, ma in un'ottica puramente antiage, per l'antinvecchiamento, il suo regime ideale avrebbe incluso appunto l' NMN+, NMN, il Resveratrolo, l'Omega3, il coenzima Q10, Spermidina, Fisetina o meglio ancora il PQQ e questo avrebbe magari consentito a Gino Paoli di regalarci altre poesie bellissime che dureranno secoli, forse sì forse no, avrebbe cambiato le probabilità, poi non c'è nessuna certezza mai nell'esistenza, ovviamente.
Alla fine rivolgiamo un affettuoso saluto, riposa in pace, Maestro e il cielo è ancora in una stanza e lo sarà sempre.
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NEWS - Gino Paoli: addio ad un gigante della canzone italiana!
2026/04/04
In un'ottica antiage, per l'antinvecchiamento, cosa avrebbe potuto fare per evitare i suoi problemi e cosa potresti fare anche tu per evitare di avere gli stessi problemi che ha avuto lui?
Da oggi cominciamo una serie di video nuova che si intitola "Antiage News" e sono dei video un pò più orientati a ciò che succede nella cronaca.
Quindi oggi parliamo di questo personaggio che purtroppo ci ha lasciati e lo facciamo con il più grande rispetto, perché io sono sempre stato un ammiratore di Gino Paoli, è stato un grandissimo artista, ha creato canzoni fantastiche come "il cielo in una stanza" e "sapore di mare", sono canzoni che tutti noi abbiamo sentito nella nostra vita e molto spesso sono collegati a momenti anche belli ma fino romantici che sono capitati a tutti noi.
È nato a Monfalcone nel '34 e veniva definito "il poeta con la pistola nel cuore", questo perché gli era rimasto vicino al cuore un proiettile che non si poteva più togliere e questo è successo dopo un tentato suicidio nel 1963.
Paoli ha vissuto una vita intensissima, ha avuto appunto questi successi incredibili, planetari come "Il cielo in una stanza", "Sapore di mare", sono canzoni che non soltanto sono famose in Italia, ma io le ho sentite mandare in tanti posti diversi del mondo, Stati Uniti, in Asia, in posti strani, anche del Medio Oriente, quindi sono canzoni veramente che hanno dato molto al mondo più che all'Italia stessa.
Ha avuto un aneurisma della aorta addominale, che è stato operato nel 2017 e nel 2025 ha avuto una labirintite acuta e questo l'aveva piuttosto debilitato, tuttavia nonostante questo proiettile vicino al cuore, una storia di salute non proprio semplicissima è comunque arrivato a 91 anni.
L'approccio dell'antiage, dell'antinvecchiamento, non è una magia, ma ormai una scienza, la scienza della longevità; la medicina antiaging non promette l'immortalità, però punta ad estendere quello che è chiamato "health span", una cosa è il "life span", cioè la durata della vita, health span è la durata della vita in salute quindi vuol dire gli anni vissuti in buona salute non vivere più a lungo vivere di più in buona salute.
Quali meccanismi dell'invecchiamento hanno contribuito ai problemi di Gino Paoli?
Paoli aveva una situazione con un cuore un po' unico al mondo, per il motivo del proiettile e prendeva ovviamente farmaci specifici, ma in un'ottica puramente antiage, per l'antinvecchiamento, il suo regime ideale avrebbe incluso appunto l' NMN+, NMN, il Resveratrolo, l'Omega3, il coenzima Q10, Spermidina, Fisetina o meglio ancora il PQQ e questo avrebbe magari consentito a Gino Paoli di regalarci altre poesie bellissime che dureranno secoli, forse sì forse no, avrebbe cambiato le probabilità, poi non c'è nessuna certezza mai nell'esistenza, ovviamente.
Alla fine rivolgiamo un affettuoso saluto, riposa in pace, Maestro e il cielo è ancora in una stanza e lo sarà sempre.
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VIDEO - La terapia genica CRISPR: una rivoluzione nella cura dell'Anemia Falciforme
2026/03/28
L'Anemia Falciforme, che è nota anche come drepanocitosi, è una malattia genetica ereditaria che colpisce milioni di persone in tutto il mondo, tipicamente le persone di origine africana, mediorientale e mediterranea.
Questa condizione causa la deformazione dei globuli rossi che, invece di essere un disco, assumono la forma a falce o a mezzaluna ed in questo modo vanno proprio a bloccare il flusso sanguigno e provocano dolore intenso, danni agli organi e una ridotta aspettativa di vita.
Questo meccanismo è stato scoperto nel 2012 da Jennifer Doudna ed Emmanuelle Charpentier, vincitrici del premio Nobel per la chimica del 2020.
La CRISPR-Cas9 cosa fa?
Ha una sequenza che viene comparata lungo la caten del DNA con la sequenza bersaglio che si vuole andare a colpire, quando si aggancia perché trova una corrispondenza scatta ed a questo punto si possono fare tante cose, si può tagliare un'altra sequenza, si può inserirne una in mezzo, si può distruggere delle sequenze.
Tagliando una specifica sequenza si riattiva l'espressione di questo gene, che chiaramente gli adulti viene spento perché serve a generare quel tipo di sangue specifico solo nei feti e, quindi, poi in età adulta va spento.
In questo modo viene riacceso e si permette ai globuli rossi di funzionare normalmente, poi chiaramente il paziente subisce una chemioterapia intensiva, in questo caso non per curare il cancro, chemioterapia vuol solo dire una terapia basata su sostanze chimiche.
Quindi in questo caso, addirittura, non si tratta di andare a modificare proprio il DNA sbagliato, ma rintrodurre una modifica che vada a produrre qualche cosa che va a correggere questo difetto dentro le singole cellule; ma quali sono i risultati clinici?
Questa cura funziona per il 95% dei pazienti; sono stati fatti diversi trial clinici, diversi studi, uno è famoso si chiama CLIMB SCD-121, è pubblicato sul New England Journal of Medicine nel 2024 ed hanno dimostrato risultati straordinari su 31 pazienti valutabili con follow-up di circa 20 mesi, il 93 e 97% ha raggiunto la libertà da quelle crisi che c'erano prima per almeno 12 mesi consecutivi, poi bisogna vedere cosa succede nel futuro, sta andando bene per adesso.
Quindi proprio in questo periodo assistiamo ad un momento storico, perché la CRISPR sta passando da una tecnologia quasi da fantascienza modificare il DNA delle persone è roba da Star Trek, se vogliamo, si sta passando invece ad una realtà medica, promettendo un mondo in cui le malattie genetiche non definiscono più la vita delle persone e, soprattutto, non soltanto si possono correggere dei danni, ma si possono inserire anche degli effetti positivi per esempio, appunto, la telomerasi per l'allungamento dei telomeri e, quindi, è possibile pensare a terapie geniche per la malattia di cui parliamo spesso, che è l'invecchiamento.
Ricorda che la medicina ufficiale è importante e vanno seguite le indicazioni dei medici abilitati.
Non diciamo che queste cose si vanno a sostituire ad una vita sana, a una dieta equilibrata e al fatto di andare a farsi controllare tutte le volte che serve e assumere tutti i medicinali che ci vengono prescritti.
Questi sono potenziamenti che ci fanno rimanere operativi, lucidi e in grado di goderci la vita.
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SCIENZA - La terapia genica CRISPR: una rivoluzione nella cura dell'Anemia Falciforme
2026/03/28
L'Anemia Falciforme, che è nota anche come drepanocitosi, è una malattia genetica ereditaria che colpisce milioni di persone in tutto il mondo, tipicamente le persone di origine africana, mediorientale e mediterranea.
Questa condizione causa la deformazione dei globuli rossi che, invece di essere un disco, assumono la forma a falce o a mezzaluna ed in questo modo vanno proprio a bloccare il flusso sanguigno e provocano dolore intenso, danni agli organi e una ridotta aspettativa di vita.
Questo meccanismo è stato scoperto nel 2012 da Jennifer Doudna ed Emmanuelle Charpentier, vincitrici del premio Nobel per la chimica del 2020.
La CRISPR-Cas9 cosa fa?
Ha una sequenza che viene comparata lungo la caten del DNA con la sequenza bersaglio che si vuole andare a colpire, quando si aggancia perché trova una corrispondenza scatta ed a questo punto si possono fare tante cose, si può tagliare un'altra sequenza, si può inserirne una in mezzo, si può distruggere delle sequenze.
Tagliando una specifica sequenza si riattiva l'espressione di questo gene, che chiaramente gli adulti viene spento perché serve a generare quel tipo di sangue specifico solo nei feti e, quindi, poi in età adulta va spento.
In questo modo viene riacceso e si permette ai globuli rossi di funzionare normalmente, poi chiaramente il paziente subisce una chemioterapia intensiva, in questo caso non per curare il cancro, chemioterapia vuol solo dire una terapia basata su sostanze chimiche.
Quindi in questo caso, addirittura, non si tratta di andare a modificare proprio il DNA sbagliato, ma rintrodurre una modifica che vada a produrre qualche cosa che va a correggere questo difetto dentro le singole cellule; ma quali sono i risultati clinici?
Questa cura funziona per il 95% dei pazienti; sono stati fatti diversi trial clinici, diversi studi, uno è famoso si chiama CLIMB SCD-121, è pubblicato sul New England Journal of Medicine nel 2024 ed hanno dimostrato risultati straordinari su 31 pazienti valutabili con follow-up di circa 20 mesi, il 93 e 97% ha raggiunto la libertà da quelle crisi che c'erano prima per almeno 12 mesi consecutivi, poi bisogna vedere cosa succede nel futuro, sta andando bene per adesso.
Quindi proprio in questo periodo assistiamo ad un momento storico, perché la CRISPR sta passando da una tecnologia quasi da fantascienza modificare il DNA delle persone è roba da Star Trek, se vogliamo, si sta passando invece ad una realtà medica, promettendo un mondo in cui le malattie genetiche non definiscono più la vita delle persone e, soprattutto, non soltanto si possono correggere dei danni, ma si possono inserire anche degli effetti positivi per esempio, appunto, la telomerasi per l'allungamento dei telomeri e, quindi, è possibile pensare a terapie geniche per la malattia di cui parliamo spesso, che è l'invecchiamento.
Ricorda che la medicina ufficiale è importante e vanno seguite le indicazioni dei medici abilitati.
Non diciamo che queste cose si vanno a sostituire ad una vita sana, a una dieta equilibrata e al fatto di andare a farsi controllare tutte le volte che serve e assumere tutti i medicinali che ci vengono prescritti.
Questi sono potenziamenti che ci fanno rimanere operativi, lucidi e in grado di goderci la vita.
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VIDEO - Il progetto Human Microbiome: esplorando il mondo invisibile dentro di noi
2026/03/21
Il Microbioma umano rappresenta uno dei campi più affascinanti e rivoluzionari della biologia moderna; questo Microbioma è composto da migliaia di miliardi di microrganismi, batteri, virus, funghi, anche "archea", cioè cose ancora più arcaiche che abitano nel nostro corpo.
Questo ecosistema invisibile influenza profondamente la nostra salute, il metabolismo, l'immunità e persino il comportamento.
Il progetto Human Microbiome, lanciato negli Stati Uniti dal National Institut of Health, ha segnato un punto di svolta nello studio di questi microrganismi, paragonabile per ambizione al progetto Genoma Umano che ha mappato tutto il DNA.
Il background di questo progetto affonda le radici negli studi metagenomici, che analizzano il DNA collettivo di comunità microbiche senza isolare singoli organismi; ricerche precedenti avevano rivelato il ruolo del Microbioma intestinale, nell'obesità, nella digestione e nella resistenza alle infezioni.
Gli obiettivi principali includevano comprendere come i microbi contribuiscono alla salute, alle malattie, sviluppare strumenti per l'analisi metagenomica come il sequenziamento di specifici geni, per identificare i batteri, confrontare microbiomi umani con quelli di altri ambienti per vedere quali sono gli effetti evolutivi.
Un articolo su Nature del 2019 ha riassunto questo tipo di ricerca che ha compreso tre studi longitudinali: gravidanza, parto pretermine, malattie infiammatorie intestinali e stress in prediabete.
Sono stati raccolti dati molto differenti da coorti, cioè da gruppi di pazienti seguite nel tempo, generando una mole di dati enorme, addirittura 42 Tb.
Questi studi hanno identificato biomarcatori per interventi precoci, come probiotici per prevenire, per esempio, il parto prima del termine.
Si sono viste le variazioni individuali, sono fattori come l'etnia, la dieta e l'ambiente modellano il Microbioma, suggerendo approcci personalizzati a questo tipo di medicina.
Partendo da questo articolo del 2007 su Nature, questa ricerca ha trasformato il Microbioma da enigma a pilastro della biologia umana.
Le sue scoperte promettono una medicina più precisa, dove curare il Microbioma significa curare l'ospite.
Ci sono iniziative continue: il futuro vedrà terapie "Microbiome based" diventare routine, migliorando la salute globale di tutta l'umanità!
Ricorda che la medicina ufficiale è importante e vanno seguite le indicazioni dei medici abilitati.
Non diciamo che queste cose si vanno a sostituire ad una vita sana, a una dieta equilibrata e al fatto di andare a farsi controllare tutte le volte che serve e assumere tutti i medicinali che ci vengono prescritti.
Questi sono potenziamenti che ci fanno rimanere operativi, lucidi e in grado di goderci la vita.
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SCIENZA - Il progetto Human Microbiome: esplorando il mondo invisibile dentro di noi
2026/03/21
Il Microbioma umano rappresenta uno dei campi più affascinanti e rivoluzionari della biologia moderna; questo Microbioma è composto da migliaia di miliardi di microrganismi, batteri, virus, funghi, anche "archea", cioè cose ancora più arcaiche che abitano nel nostro corpo.
Questo ecosistema invisibile influenza profondamente la nostra salute, il metabolismo, l'immunità e persino il comportamento.
Il progetto Human Microbiome, lanciato negli Stati Uniti dal National Institut of Health, ha segnato un punto di svolta nello studio di questi microrganismi, paragonabile per ambizione al progetto Genoma Umano che ha mappato tutto il DNA.
Il background di questo progetto affonda le radici negli studi metagenomici, che analizzano il DNA collettivo di comunità microbiche senza isolare singoli organismi; ricerche precedenti avevano rivelato il ruolo del Microbioma intestinale, nell'obesità, nella digestione e nella resistenza alle infezioni.
Gli obiettivi principali includevano comprendere come i microbi contribuiscono alla salute, alle malattie, sviluppare strumenti per l'analisi metagenomica come il sequenziamento di specifici geni, per identificare i batteri, confrontare microbiomi umani con quelli di altri ambienti per vedere quali sono gli effetti evolutivi.
Un articolo su Nature del 2019 ha riassunto questo tipo di ricerca che ha compreso tre studi longitudinali: gravidanza, parto pretermine, malattie infiammatorie intestinali e stress in prediabete.
Sono stati raccolti dati molto differenti da coorti, cioè da gruppi di pazienti seguite nel tempo, generando una mole di dati enorme, addirittura 42 Tb.
Questi studi hanno identificato biomarcatori per interventi precoci, come probiotici per prevenire, per esempio, il parto prima del termine.
Si sono viste le variazioni individuali, sono fattori come l'etnia, la dieta e l'ambiente modellano il Microbioma, suggerendo approcci personalizzati a questo tipo di medicina.
Partendo da questo articolo del 2007 su Nature, questa ricerca ha trasformato il Microbioma da enigma a pilastro della biologia umana.
Le sue scoperte promettono una medicina più precisa, dove curare il Microbioma significa curare l'ospite.
Ci sono iniziative continue: il futuro vedrà terapie "Microbiome based" diventare routine, migliorando la salute globale di tutta l'umanità!
Ricorda che la medicina ufficiale è importante e vanno seguite le indicazioni dei medici abilitati.
Non diciamo che queste cose si vanno a sostituire ad una vita sana, a una dieta equilibrata e al fatto di andare a farsi controllare tutte le volte che serve e assumere tutti i medicinali che ci vengono prescritti.
Questi sono potenziamenti che ci fanno rimanere operativi, lucidi e in grado di goderci la vita.
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VIDEO - Metformina, diabete e cervello: un farmaco vecchio con nuove promesse per la longevità e la salute cognitiva
2026/03/14
La Metformina è uno dei farmaci più prescritti al mondo; dal 1957 in Europa e dagli anni 90 negli Stati Uniti, è il pilastro del trattamento del diabete di tipo 2, cioè quello determinato dagli stili di vita e non dalla genetica.
Agisce principalmente riducendo la produzione di glucosio nel fegato, migliorando la sensibilità all'insulina e favorendo l'assorbimento del glucosio nei muscoli, ma negli ultimi 15-20 anni la ricerca ha scoperto che i suoi effetti vanno ben oltre la glicemia.
Il meccanismo chiave, abbiamo visto, è l'attivazione della AMPK, cioè la proteina kinasi attivata dalla AMP; questo è un sensore energetico cellulare che si attiva quando l'energia scarseggia.
Questo porta ad un miglioramento della funzione mitocondriale, quindi i mitocondri, che sono le centrali elettriche della cellula, funzionano meglio; un aumento dell'autofagia (autofagia arriva dal greco mangiarsi da solo, quindi la pulizia cellulare) le cellule invece di fare pezzi nuovi, sempre nuovi e nuovi, vanno a recuperare quelli vecchi danneggiati, li smontano e recuperano i pezzi, questo è molto meglio.
La riduzione dell'infiammazione cronica, l'inflammaging: abbiamo visto che l'inflammaging si chiama proprio così ed è promotore dell'invecchiamento.
La promozione della neurogenesi, cioè nascita di nuovi neuroni e plasticità sinaptica, quindi la possibilità che si creino nuove connessioni, nuove sinapsi fra i neuroni.
In uno studio del 2024, un trattamento prolungato ha rallentato l'orologio dell'invecchiamento cerebrale di circa 6 anni equivalenti, preservando lo spessore corticale e le funzioni cognitive.
Questi lavori sono stati pubblicati su Nature Aging ed anche altre piattaforme; questi risultati sono promettenti e spiegano perché si parla di un riposizionamento del farmaco per l'antiaging.
La maggior parte delle evidenze umane deriva da studi osservazionali su pazienti diabetici, molte metanalisi mostrano che l'uso di Metformina ha associato un rischio ridotto di demenza dal 10 al 40% in meno, non poco, un declino cognitivo più lento ed una minor incidenza di Alzheimer.
La scoperta che un farmaco economico e sicuro possa influenzare il cervello e la longevità, sottolinea quanto il corpo e la mente siano interconnessi e potrebbe aprire la strada a terapie che si chiamano "report post", cioè terapie dove uno specifico farmaco viene poi utilizzato perché si è visto che è efficace in un altro ambito per l'invecchiamento sano, ma chiaramente ci vogliono maggiori studi e ricerche.
Ricorda che la medicina ufficiale è importante e vanno seguite le indicazioni dei medici abilitati.
Non diciamo che queste cose si vanno a sostituire ad una vita sana, a una dieta equilibrata e al fatto di andare a farsi controllare tutte le volte che serve e assumere tutti i medicinali che ci vengono prescritti.
Questi sono potenziamenti che ci fanno rimanere operativi, lucidi e in grado di goderci la vita.
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TRATTAMENTI - Metformina, diabete e cervello: un farmaco vecchio con nuove promesse per la longevità e la salute cognitiva
2026/03/14
La Metformina è uno dei farmaci più prescritti al mondo; dal 1957 in Europa e dagli anni 90 negli Stati Uniti, è il pilastro del trattamento del diabete di tipo 2, cioè quello determinato dagli stili di vita e non dalla genetica.
Agisce principalmente riducendo la produzione di glucosio nel fegato, migliorando la sensibilità all'insulina e favorendo l'assorbimento del glucosio nei muscoli, ma negli ultimi 15-20 anni la ricerca ha scoperto che i suoi effetti vanno ben oltre la glicemia.
Il meccanismo chiave, abbiamo visto, è l'attivazione della AMPK, cioè la proteina kinasi attivata dalla AMP; questo è un sensore energetico cellulare che si attiva quando l'energia scarseggia.
Questo porta ad un miglioramento della funzione mitocondriale, quindi i mitocondri, che sono le centrali elettriche della cellula, funzionano meglio; un aumento dell'autofagia (autofagia arriva dal greco mangiarsi da solo, quindi la pulizia cellulare) le cellule invece di fare pezzi nuovi, sempre nuovi e nuovi, vanno a recuperare quelli vecchi danneggiati, li smontano e recuperano i pezzi, questo è molto meglio.
La riduzione dell'infiammazione cronica, l'inflammaging: abbiamo visto che l'inflammaging si chiama proprio così ed è promotore dell'invecchiamento.
La promozione della neurogenesi, cioè nascita di nuovi neuroni e plasticità sinaptica, quindi la possibilità che si creino nuove connessioni, nuove sinapsi fra i neuroni.
In uno studio del 2024, un trattamento prolungato ha rallentato l'orologio dell'invecchiamento cerebrale di circa 6 anni equivalenti, preservando lo spessore corticale e le funzioni cognitive.
Questi lavori sono stati pubblicati su Nature Aging ed anche altre piattaforme; questi risultati sono promettenti e spiegano perché si parla di un riposizionamento del farmaco per l'antiaging.
La maggior parte delle evidenze umane deriva da studi osservazionali su pazienti diabetici, molte metanalisi mostrano che l'uso di Metformina ha associato un rischio ridotto di demenza dal 10 al 40% in meno, non poco, un declino cognitivo più lento ed una minor incidenza di Alzheimer.
La scoperta che un farmaco economico e sicuro possa influenzare il cervello e la longevità, sottolinea quanto il corpo e la mente siano interconnessi e potrebbe aprire la strada a terapie che si chiamano "report post", cioè terapie dove uno specifico farmaco viene poi utilizzato perché si è visto che è efficace in un altro ambito per l'invecchiamento sano, ma chiaramente ci vogliono maggiori studi e ricerche.
Ricorda che la medicina ufficiale è importante e vanno seguite le indicazioni dei medici abilitati.
Non diciamo che queste cose si vanno a sostituire ad una vita sana, a una dieta equilibrata e al fatto di andare a farsi controllare tutte le volte che serve e assumere tutti i medicinali che ci vengono prescritti.
Questi sono potenziamenti che ci fanno rimanere operativi, lucidi e in grado di goderci la vita.
Iscrivendosi alla pagina (e mettendo un ‘mi piace’) si resterà aggiornati su tutte le tecnologie di estensione vitale e inversione dell’invecchiamento in sviluppo o già disponibili nel mondo, tramite articoli e video tradotti in italiano.
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VIDEO - Latticini ed invecchiamento
2026/03/07
Il formaggio è uno degli alimenti più amati e discussi nella dieta occidentale, specialmente in Italia, dove rappresenta una componente centrale della tradizione culinaria, ma in un'ottica antiage, per l'antinvecchiamento, per preservare la pelle, i muscoli, le ossa, il cervello, la longevità complessiva, il formaggio fa bene o fa male?
Negli ultimi anni la ricerca ha prodotto evidenze contrastanti ma sempre più chiare: i formaggi fermentati o stagionati tendono a mostrare effetti prevalentemente pro-età, cioè antinvecchiamento, mentre un consumo eccessivo di latte non fermentato e di alcuni formaggi molto grassi, molto elaborati, può spingere sui processi metabolici a favore dell'invecchiamento.
Il formaggio influenza l'invecchiamento attraverso diversi percorsi metabolici chiave; uno importante, ne abbiamo già parlato tante volte, è l'mTOR, che sta per Mammalian Target of Rapamycin, cioè il bersaglio tipico nei mammiferi della rapamicina, una sostanza antiage, ne ho già molto parlato.
Formaggio, latticini, latte, accelerano le rughe e l'invecchiamento cutaneo perché abbiamo visto che gli AGE sono come delle goccioline di colla che vanno ad incollarsi proprio sui filamenti che sono all'interno dei tessuti e, quindi, il collagene viene distrutto da questo tipo di situazione.
Ricordiamo che ci sono poche cose che contrastano gli AGE, una di queste, ne abbiamo parlato lungamente, è la Carnosina, ma non la Carnitina.
Quale potrebbe essere un approccio antiage intelligente?
La quantità ideale, per esempio, è dai 30 ai 50 gr al giorno di formaggi stagionati duri, parmigiano, grana, pecorino, Emmental, cheddar stagionato e questo è un ottimo compromesso fra le proteine e gli apporti significativi di sostanze utili, l'avvio quindi di reazioni corrette di autofagia con un basso impatto sul mTOR.
Bisogna evitare eccessi, quindi non superare i 100-120 gr al giorno al massimo, come abbiamo visto preferire formaggi fermentati o stagionati e poi il formaggio andrebbe abbinato a delle verdure, all'olio extravergine di oliva, a noci, a legumi, a pesce, perché grazie agli Omega-3 vanno ad evitare gli effetti negativi sull'infiammazione.
Le persone con l'acne, con la pelle grassa o con un contesto familiare di predisposizione al cancro, al tumore, dovrebbero ridurre drasticamente il consumo di formaggio, mentre gli over 60 / over 70 potrebbero aumentare la quantità giornaliera fino a 60-80 gr, se non ci sono altri effetti negativi corrispondenti, questo per evitare appunto la sorcopenia, cioè la riduzione della massa muscolare magra.
Ricorda che la medicina ufficiale è importante e vanno seguite le indicazioni dei medici abilitati.
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DIVULGAZIONE - Latticini ed invecchiamento
2026/03/07
Il formaggio è uno degli alimenti più amati e discussi nella dieta occidentale, specialmente in Italia, dove rappresenta una componente centrale della tradizione culinaria, ma in un'ottica antiage, per l'antinvecchiamento, per preservare la pelle, i muscoli, le ossa, il cervello, la longevità complessiva, il formaggio fa bene o fa male?
Negli ultimi anni la ricerca ha prodotto evidenze contrastanti ma sempre più chiare: i formaggi fermentati o stagionati tendono a mostrare effetti prevalentemente pro-età, cioè antinvecchiamento, mentre un consumo eccessivo di latte non fermentato e di alcuni formaggi molto grassi, molto elaborati, può spingere sui processi metabolici a favore dell'invecchiamento.
Il formaggio influenza l'invecchiamento attraverso diversi percorsi metabolici chiave; uno importante, ne abbiamo già parlato tante volte, è l'mTOR, che sta per Mammalian Target of Rapamycin, cioè il bersaglio tipico nei mammiferi della rapamicina, una sostanza antiage, ne ho già molto parlato.
Formaggio, latticini, latte, accelerano le rughe e l'invecchiamento cutaneo perché abbiamo visto che gli AGE sono come delle goccioline di colla che vanno ad incollarsi proprio sui filamenti che sono all'interno dei tessuti e, quindi, il collagene viene distrutto da questo tipo di situazione.
Ricordiamo che ci sono poche cose che contrastano gli AGE, una di queste, ne abbiamo parlato lungamente, è la Carnosina, ma non la Carnitina.
Quale potrebbe essere un approccio antiage intelligente?
La quantità ideale, per esempio, è dai 30 ai 50 gr al giorno di formaggi stagionati duri, parmigiano, grana, pecorino, Emmental, cheddar stagionato e questo è un ottimo compromesso fra le proteine e gli apporti significativi di sostanze utili, l'avvio quindi di reazioni corrette di autofagia con un basso impatto sul mTOR.
Bisogna evitare eccessi, quindi non superare i 100-120 gr al giorno al massimo, come abbiamo visto preferire formaggi fermentati o stagionati e poi il formaggio andrebbe abbinato a delle verdure, all'olio extravergine di oliva, a noci, a legumi, a pesce, perché grazie agli Omega-3 vanno ad evitare gli effetti negativi sull'infiammazione.
Le persone con l'acne, con la pelle grassa o con un contesto familiare di predisposizione al cancro, al tumore, dovrebbero ridurre drasticamente il consumo di formaggio, mentre gli over 60 / over 70 potrebbero aumentare la quantità giornaliera fino a 60-80 gr, se non ci sono altri effetti negativi corrispondenti, questo per evitare appunto la sorcopenia, cioè la riduzione della massa muscolare magra.
Ricorda che la medicina ufficiale è importante e vanno seguite le indicazioni dei medici abilitati.
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VIDEO - Dott. E. Riggi - ''L'avvocato'' del colesterolo
2026/02/28
Oggi non faccio il longevity doctor, oggi faccio il longevity avvocato e farò l'avvocato difensore del colesterolo.
Questa sostanza è fondamentale per la nostra Vita, vi darò quattro notizie sul Colesterolo: forse non sapevate che, forse nessuno vi ha mai detto, ma che sono fondamentali.
Primo: il Colesterolo non è un grasso, il Colesterolo è un alcol, quindi il Colesterolo non aumenta se mangiamo grassi, il Colesterolo aumenta se beviamo tanto alcol, ma soprattutto aumenta se mangiamo tanti zuccheri.
Secondo: il Colesterolo, per la maggior parte, cioè per l'80%, lo produciamo noi e, in particolare, lo produce il nostro fegato, quindi siamo fondamentalmente noi la causa.
Terza cosa fondamentale, il Colesterolo non deve essere basso, anzi meglio anche se è un pochino alto e poi vedremo perché, ma deve essere giusto, perché senza il Colesterolo noi non potremmo produrre le sostanze fondamentali per il nostro organismo che sono le vitamine, che sono determinati ormoni, che sono dei costituenti fondamentali della membrana plasmatica che è quella capsula che avvolge tutte le cellule e che ci permette e, che permette alle cellule, di essere vive e funzionanti.
Per cui, se le nostre arterie che portano il sangue al cuore sono chiuse, noi abbiamo un infarto: le arterie che portano il sangue al cervello sono chiuse, noi abbiamo un infarto.
Quindi, perché il Colesterolo è così sotto accusa?
Intanto bisogna capire quale tipo di Colesterolo e poi, soprattutto, vi dico già adesso che ci sono delle sostanze, degli integratori un po' evoluti, integratori importanti per i quali noi arriviamo, non solo a non far occludere le placche aterosclerotiche, ma quasi alle volte a farle tornare indietro, ma soprattutto riusciamo a non far aumentare troppo il nostro Colesterolo.
Perché il Colesterolo è un elemento fondamentale per la nostra salute, una sostanza senza la quale noi non riusciremmo a vivere quindi, quando noi facciamo gli esami del sangue ed andiamo a dosare il Colesterolo, non basta valutare quanto Colesterolo totale abbiamo, è quasi inutile dosare il Colesterolo totale, ci basterebbe sapere quale è il Colesterolo Ldl e quale Ldl è ossidato, perché quello è ancora più pericoloso.
Molto spesso bastano dei buoni integratori, opportunamente messi insieme, opportunamente ciclizzati, per riuscire a non dare le statine, ve ne parlerò nella prossima puntata perché c'è anche lì parecchio da dire ed in un video solo non ce la facciamo.
Quindi buon Colesterolo a tutti!
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