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La lotta Spirituale, Combattimento interiore, Cristianesimo

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This podcast has
21 episodes
Language
Italian
Explicit
No
Date created
2020/08/02
Latest episode
2021/10/18
Average duration
4 min.
Release period
32 days

Description

"Occorre ripetere quali sono le guerre e le lotte che ci attendono dopo il battesimo ?... Si tratta forse di cercare fuori di sè una strada da intraprendere o un campo di battaglia? Forse le mie parole ti stupiranno, eppure sono vere: limita la tua ricerca a te stesso ! Tu devi lottare in te stesso, perchè il tuo nemico procede dal profondo del tuo cuore. Non sono io a dirlo, ma Cristo: "Dal cuore provengono i pensieri malvagi, gli omicidi, gli adultèri, le prostituzioni, i furti, le false testimonianze, le bestemmie" (Origene) "La #lotta #spirituale e' dura quanto la guerra tra gli uomini." (A. Rimbaud)

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21) IL Viaggio come Fulcro di Crescita Spirituale.
2021/10/18
⬇️𝗜𝗡𝗙𝗢 𝗨𝗧𝗜𝗟𝗜: 👁️‍🗨️ Un viaggio nel viaggio: “La vita è un libro. Chi non viaggia ne legge una sola pagina” - Sant’Agostino. 𝐿𝑒 𝑝𝑒𝑟𝑠𝑜𝑛𝑒 𝑣𝑖𝑎𝑔𝑔𝑖𝑎𝑛𝑜 𝑝𝑒𝑟 𝑠𝑡𝑢𝑝𝑖𝑟𝑠𝑖 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑒 𝑚𝑜𝑛𝑡𝑎𝑔𝑛𝑒, 𝑑𝑒𝑖 𝑚𝑎𝑟𝑖, 𝑑𝑒𝑖 𝑓𝑖𝑢𝑚𝑖, 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑒 𝑠𝑡𝑒𝑙𝑙𝑒; 𝑒 𝑝𝑎𝑠𝑠𝑎𝑛𝑜 𝑎𝑐𝑐𝑎𝑛𝑡𝑜 𝑎 𝑠𝑒 𝑠𝑡𝑒𝑠𝑠𝑖 𝑠𝑒𝑛𝑧𝑎 𝑚𝑒𝑟𝑎𝑣𝑖𝑔𝑙𝑖𝑎𝑟𝑠𝑖. Nella società odierna, si può tranquillamente affermare che il viaggio è ormai parte del vivere quotidiano, tutti al giorno d’oggi viaggiano. "Chi viaggia sa sempre quello che lascia ma mai quello che trova".. “Partire è un po’ come morire”. Il viaggio presuppone infatti la capacità di accettare di perdere i soliti punti di riferimento chiede di guardare al nuovo e di lasciare a casa le abitudini consolidate ci invita ad incontrare l’ignoto e l’imprevisto. Se ci spingiamo fuori dai confini del solito mondo che tutto l’anno percorriamo è anche perché una parte di noi ben comprende e coglie l’esigenza e il bisogno di rinnovamento che in qualche modo, oscuro e confuso, sappiamo appartenere ad un cammino da percorrere fuori di noi e lontano dai luoghi conosciuti, in analogia a quei luoghi lontani ed impraticati che abitano dentro di noi. Nel luogo sconosciuto il viaggiatore intuisce esserci la propria sopravvivenza, la possibilità della vita di rinnovare se stessa proprio come una nascita. Il viaggio inteso in questo senso come metafora della vita ci invita ad abbandonare quello che siamo per andare incontro a quell’ignoto che abbiamo dentro perché la vita ci possa poi ricondurre incolumi a casa, rinnovati. Il viaggio è un invito a perdersi per ritrovarsi; se non siamo disposti a partire per lasciare morire quella parte vecchia di noi, allora avremmo cambiato solo luogo geografico tenendoci ben stretto un bagaglio inutile che ci farà tornare a casa più stanchi ed affaticati di prima della partenza, pieni di inutili ricordi da esibire come trofei.
20) Discorso motivazionale delle 5 palline sfere preziose e delicate.
2021/10/18
⬇️𝗜𝗡𝗙𝗢 𝗨𝗧𝗜𝗟𝗜: 👁️‍🗨️ Immagina che la vita sia come un gioco con 5 palline che tu lanci in aria e poi riprendi. Le 5 palle sono: il lavoro, la famiglia, la salute, gli amici e lo spirito e tu le tieni tutte in aria, senza lasciarle cadere, lanciandole e riprendendole in mano. Capirai immediatamente che il lavoro è una palla di gomma: se ti cade rimbalza e puoi riprenderla. Ma le altre 4 palle — famiglia, salute, amici e spirito — sono fatte di vetro. Se una qualsiasi di queste palle ti cade a terra essa sarà irrevocabilmente segnata, ferita, scheggiata o perfino frantumata. Non sarà mai più la stessa di prima. Se capisci tutto questo, sforzati e impegnati per aver cura di loro.
19) La SPADA dello SPIRITO, Armatura Cristiana
2021/02/16
LA SPADA DELLO SPIRITO, Gesù ha detto una volta: non sono venuto a portare la pace, ma una spada. La spada di Gesù è quella della parola di Dio: che è viva, efficace e più tagliente di ogni spada a doppio taglio; essa penetra fino al punto di divisione dell’anima e dello spirito, delle giunture e delle midolla e scruta i sentimenti e i pensieri del cuore” (Ebrei 4, 12). La parola di Gesù, dividerà quanti l’accolgono da quelli che la rifiutano, per questo Gesù prosegue affermando : “Sono venuto infatti a dividere l’uomo da suo padre e la figlia da sua madre e la nuora da sua suocera” (Mt 10,35; Mi 7,7). Che la spada di cui parla Gesù sia la parola che divide, è confermato dal vangelo di Luca, che nel passo parallelo omette il termine spada e parla di divisione : “Pensate che io sia venuto a portare pace sulla terra? No, io vi dico, ma divisione” (Lc 12,51). Chi vuol bene al padre o la madre più di me non è degno di me; chi vuol bene al figlio o la fi-glia più di me non è degno di me” (Mt 10,37). “Se uno viene a me e non odia suo padre, la madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e persino la propria vita, non può essere mio discepolo” (Lc 14,26) Gesù non viene a distruggere la famiglia, ma a vivificarla. Per accedere a quella pienezza di vita e di libertà alla quale ogni individuo viene chiamato da Dio, occorre che la famiglia venga liberata da quei ricatti affettivi che impediscono ai suoi componenti di crescere. Mentre l’infanzia è caratterizzata dalla dipendenza dai genitori, la maturità è contraddistinta dalla libertà. Per questo Gesù chiede ai figli di sciogliere quei vincoli che impediscono loro di crescere, troncando ogni tipo di dipendenza dai loro genitori e ai genitori di distaccarsi da quei legami verso i figli che condizionano la loro realtà di coniugi e la loro libertà. Gesù non invita ad amare di meno i propri familiari, ma di più, liberando l’amore da quel senso di oppressione e di ricatto affettivo che gli impedisce di essere vero, genuino e spontaneo. Quando ciò non accade, la famiglia, da luogo di crescita nell’amore, diviene un inferno, dove ognuno vede nell’altro il colpevole della propria mancata realizzazione e rancori e risentimenti, frustrazioni e sensi di colpa ne sono il tossico collante che sfocia in oppressioni e violenze.
18) L'ELMO della Salvezza, ARMATURA Cristiana
2021/02/06
L’elmo della salvezza è una protezione per la nostra mente dagli attacchi psicologici del maligno, che non ci colpisce fisicamente, ma psicologicamente con i suoi astuti inganni allo scopo di farci perdere la consapevolezza di essere figli di Dio. E, meglio della salvezza eterna donata da Dio, di sicuro non vi è nessun’altra cosa, tanto in cielo quanto sulla terra. Infatti, né morte, né vita, né angeli, né principati, né cose presenti, né cose future, né potenze, né altezza, né profondità, né alcun'altra creatura potranno separarci dall'amore di Dio che è in Cristo Gesù. Nessuna creatura, nessun uomo, nessun angelo o demone, nessuna distanza e nessun futuro può separarci dall'amore di Dio manifestato nel sacrificio di Cristo Gesù, risorto per vincere la morte e donarci il suo stesso Spirito di vita per essere vivificati giorno dopo giorno. Questo è il processo della piena salvezza di Dio, questa è l'inviolabile solidità dell'elmo della salvezza di ogni credente! La salvezza del Signore infatti non è soggetta agli umori e alle debolezze degli uomini, né tantomeno alla distruzione perpetrata delle forze spirituali della malvagità, ma è forgiata e custodita da un decreto eterno di Dio Padre, dal sacrificio di Cristo, e dall'azione dello Spirito Santo. Nulla e nessuno può toccarci, e per quanto possiamo essere uccisi nella nostra carne, la nostra anima rimane inviolata e pronta per il giorno della resurrezione (Mt 10:28). Questo è l'elmo della salvezza, una protezione inviolabile per la nostra vita. #unalottaperlavita​ #armaturacristiana​ #elmodellasalvezza
17) ARMATURA CRISTIANA, Lo scudo della fede
2021/01/16
La fede non è altro che un salto nel vuoto. Il credente salta sapendo che Dio non lo lascerà cadere, ma lo abbraccerà. Egli non vede Dio, vede solo il vuoto, eppure decide di saltare, di affidarsi, di credere. Ed è quando mette il piede nel vuoto che appare dal nulla un sentiero invisibile, che lo sostiene. Ed egli può avanzare, camminare su questo sentiero che gli occhi non sono in grado di vedere ma che il cuore è stato in grado di percepire. Di fronte ai dubbi che l’esistenza ci pone innanzi ogni giorno, di fronte al vuoto apparente che ci spaventa e ci separa dalla conoscenza di noi stessi e dal raggiungimento della felicità, abbiamo una scelta da compiere. Possiamo rimanere fermi a contemplare il vuoto, paralizzati dalla paura. Oppure decidere di saltare, pur non vedendo nulla davanti a noi. Perché sappiamo che Dio è lì, invisibile ma presente, e non ci farà mai cadere nell’abisso. Paolo scrive agli Efesini che vi è una sola fede, dunque, un solo scudo capace di difenderci contro le frecce del male, uno scudo che non deve essere barattato o svenduto per i nostri interessi, ma che al contrario va custodito gelosamente.
16) i Calzari della PRONTEZZA, Armatura Cristiana
2021/01/09
Il cristiano pigro, il cristiano “pantofolaio”, il cristiano che crede di esaurire le proprie responsabilità esclusivamente frequentando le riunioni della chiesa, il cristiano che non avverte la necessità di gridare dai tetti il dono della fede ricevuto da Dio (cfr. Mt 10:27), il cristiano che scarica sulle spalle di altri fratelli i suoi precisi compiti, questo cristiano ha compreso molto poco del messaggio di Gesù... Se la cintura e la corazza sono elementi principalmente di sostegno e difesa, i calzari sono invece dei componenti che hanno lo scopo di rendere adatti al movimento, e quindi all’azione. Senza i calzari, i soldati potevano solo restare immobili, o camminare ferendosi i piedi. Senza lo zelo dato dal vangelo della pace, i cristiani possono solo restare immobili.
15) La Corazza della Giustizia, L'ARMATURA CRISTIANA
2020/12/26
La CORAZZA della giustizia è il secondo elemento che ci consiglia san Paolo per combattere il male. La corazza della giustizia è Cristo, rivestitevi quindi del Signore Gesù, e non seguite la carne nei suoi desideri ci ricorda San paolo, il male non potrà colpirci a morte, se indossiamo la corazza ! E’ la corazza della giustizia che ci permette avvalerci della santità di Gesù. Una delle astuzie del nemico è quella di suggerirci che non può esserci speranza per noi, che è impensabile che Dio possa perdonarci. Se viviamo schiavi del rimorso, col continuo ricordo delle nostre misere cadute, la nostra testimonianza sarà debole e inefficaci le nostre preghiere. Ma gloria a Dio, presso di Lui c’è perdono ! Un credente riconciliato con Dio per il sacrificio di Cristo, non può e non deve lasciarsi schiacciare dal senso di colpa, perché le sue colpe sono state inchiodate sulla croce del Calvario. La corazza della giustizia ci dà vittoria sul “senso di colpa”.
14) La Cintura della Verità, L'ARMATURA CRISTIANA
2020/12/26
La CINTURA della verità è il primo elemento che ci consiglia san Paolo per combattere il male. Ma che cosa significa avere la verità come cintura dei fianchi ? La cintura serviva per fissare in alto la veste lunga e favorire così il movimento delle gambe nel cammino o comunque in spostamenti rapidi. Ai tempi biblici la tunica era un indumento usato sia dagli uomini che dalle donne, quando gli uomini dovevano lavorare o correre, sollevavano il fondo della tunica e lo infilavano nella cintura per acquistare maggiore libertà di movimento. Si diceva quindi "cingersi i fianchi" e tale espressione divenne una metafora per indicare l'essere pronti, l’essere liberi di muoversi. Pertanto, la cintura ci parla della libertà, che la verità ci dona, della franchezza e dell’attitudine di chi è pronto, non sdraiato o seduto ad oziare, ma in piedi a combattere contro la menzogna e il peccato.
13) L'ARMATURA Cristiana, Introduzione spirituale alle varie Parti, Efesini
2020/12/25
Introduzione alle varie parti che compongono l'armatura cristiana (l'armatura di Dio). San Paolo nella lettera agli Efesini, ci invita a rivestirci della completa armatura spirituale che Dio offre ai propri figli per combattere contro l’inganno e la seduzione del peccato. L’apostolo ricorda che la lotta da sostenere è prevalentemente interiore contro le tentazioni subdole e sottili del male, che fa leva sul nostro orgoglio, sulle nostre piccole debolezze, sui momenti di incertezza e di scoraggiamento, per sferrare il suo attacco...
12) Orgoglio, Superbia, Umiltà, Lotta spirituale, Vizi Capitali
2020/11/02
Il demone dell’orgoglio è quello che conduce l'anima alla caduta più grave. La incita infatti a non riconoscere l'aiuto di Dio, ma a credere che è lei stessa la causa delle proprie buone azioni e a guardare dall'alto in basso i fratelli, ritenendoli degli stupidi, lo seguono la collera, la tristezza e l'ultimo male: l’uscir di senno, la follia. L’#orgoglio è strettamente legato alla vanagloria, alla superbia, essa quando è giunta a piena maturazione, genera l’orgoglio, autore e perfezionatore di tutti i mali. Ci ricorda anche il grande Gregorio Magno che la #superbia orgoglio è la regina dei vizzi, la regina di ogni male da cui nascono tutti gli altri. Non piace all’orgoglioso, tutto ciò che fanno gli altri anche se fatto bene, gli piace solo ciò che fa lui anche se è fatto male. La parola stessa superbia contiene il prefisso “super” che indica già da sé, un senso di superiorità. La superbia è l’auto-costituirsi dell’io come signore su tutto e su tutti. L’orgoglioso non riconosce Dio come sua origine, anzi ne prende il posto e ne stravolge la signoria, perché la signoria di Dio è per l’altro, mentre quella dell’uomo è per sé, senza gli altri e contro gli altri.
11) SUPERBIA, VANITA', VANAGLORIA, Vizi Capitali, Lotta alle Tentazioni
2020/11/01
La vanagloria provoca una sorta di iper-tonia: si risvegliano in noi il vigore e la forza, tutto in vista della lode e dell’applauso altrui. La #vanagloria, detta anche #superbia o #vanità è una tentazione sottilissima e assai difficile da discernere, un vizio multiforme che ci attacca da ogni parte facilmente si mescola a ogni opera virtuosa. L'edera si abbarbica all'albero e quando arrivo in alto né secca la radice la vanagloria sorge insieme alle virtù e non si è lontana finché non ne abbia reciso la forza. E' la malattia tipica di chi si crede virtuoso, malattia degli ipocriti, è una forma di prostituzione: tutto ciò che si fa, lo si fa per farsi vedere.
10) ACCIDIA, PIGRIZIA, Vizi Capitali, Lotta alle tentazioni
2020/10/31
L'accidia, detta anche acedia, definita il vizio dell’ansietà del cuore, dell’avversione all’operare, della noia, dell’indifferenza, della #pigrizia. L’ #accidia è uno dei #vizi capitali, indica la mancanza o il venire meno di un interesse, di un’attenzione, di una sollecitudine, impedisce la dinamica dell’amare e dell’essere amati. Può essere chiamata in vari modi: sconforto, svogliatezza, scoraggiamento, disgusto, tedio, noia, malinconia, male di vivere, è quel torpore che si manifesta come costante sonnolenza, è nausea, è ciò che si avvicina pericolosamente allo stato di depressione. È un sentimento che rasenta la disperazione, perché porta a non scorgere più la possibilità di un senso e dunque di salvezza. L'accidia può tradursi in uno dei mali più devastanti, l'indifferenza, che porta poi a non amare, a non vivere, è una pulsione di morte che ispira all’uomo la stanchezza e il disgusto per la vita intesa nella sua totalità. Chi è malato di accidia non sa concentrarsi non sa prendere le cose sul serio non sa andare fino in fondo, né portare a compimento ciò che intraprende, non sa essere “qui e ora” ma è sempre altrove. Chi è preda di tale malattia sogna magari di fare il bene semplicemente perché si limita a intraprendere delle cose buone ma in realtà cerca solo di distrarsi, è pronto al servizio, ma in realtà cerca solo la propria soddisfazione. L'accidia provoca un enorme insofferenza verso lo spazio in cui si vive, la reazione tipica consiste nel desiderio di fuggire dal luogo in cui abitualmente si vive, di mutare il proprio stato di vita; ci si sente rinchiusi nella propria esistenza come in una sorta di prigione, come in un tempo intermedio drammaticamente privo di sbocchi. Essa riguarda anche il rapporto con il tempo. Per evitare ciò che gli è richiesto, ossia di fare bene ciò che si deve fare, l'accidioso si costruisce alibi: vuole fare altre cose che a suo avviso gli competono, cose che sono sempre altre da quelle che, in quel momento, dovrebbe fare. L’accidia può essere declinata anche come pigrizia, si può resistervi attraverso un’assunzione sana ed equilibrata del lavoro, dedicarsi alla propria occupazione presente con cura, attenzione e giusta misura. Il grande Evagrio Pontico suggerisce la regola di fissarsi una misura in ogni attività e non abbandonarla finché non è portata a termine. A questo proposito va detto che la nostra società è malata di accidia nel senso che oggi primeggia emerge e domina la figura del “fannullone iperattivo”. L'uomo comune non è più capace di restare presso sé stesso, di restare semplicemente nella propria camera in solitudine, di accogliere e leggere ciò che nasce nel suo profondo, di discernere il proprio desiderio. Nervosità e agitazione insorgono prepotenti e così si trovano ragioni per fuggire ciò che sembra un fantasma ma che in realtà è solo ciò che emerge inatteso dal profondo. Alcuni suggerimenti per controllare e vincere il demone dell'accidia sono essenzialmente: la vigilanza e il discernimento sulla propria volontà, l’invocazione del nome di Gesù con la preghiera, l’assiduità alle sante scritture ed il rimedio per eccellenza: l’eucaristia. Tratto dal libro: "Una lotta per la vita" di Enzo Bianchi.

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