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Nel Faro - StandUp Podcast

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This podcast has
94 episodes
Language
Italian
Explicit
Yes
Date created
2022/07/19
Latest episode
2026/10/30
Average duration
53 min.
Release period
11 days

Description

Nel Faro Podcast parliamo di dipendenze, raccontiamo storie di vita reale, testimonianze di rinascita di chi la dipendenza l'ha vissuta sulla propria pelle. Proviamo ad accendere una luce nelle ombre tempestose della droga, e lo facciamo in pieno stile StandUpHost @danilocuccagnaProd @StandUpWay

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“Rubavo l'oro di mia madre per fumare cra*k nascosto in bagno” | Con Simone
2026/10/30
📘 Scarica il Kit di autocontrollo StandUpWay: ⁠https://news.standupway.it/kit-nel-faro⁠  📱 Registrati gratuitamente nell’app StandUpWay: ⁠https://user.standupway.it/registrati Fin dall'età di sei anni, Simone si è chiuso in un profondo mutismo, convinto da episodi traumatici e giudizi scolastici di essere nato con un grave deficit mentale. Per anni ha vissuto nel silenzio e nella vergogna, trovando nella co***na e nel cr**k l'unico anestetico capace di spegnere il suo dolore interiore. Un isolamento durato oltre un decennio, passato chiuso nella propria camera tra paranoie estreme, allucinazioni e rabbia verso la famiglia, prima di trovare la forza di rompere il silenzio e chiedere aiuto.  In questo episodio Simone si racconta parlandoci di: Il trauma del silenzio: L'episodio scioccante vissuto all'asilo e le parole di una maestra che lo hanno convinto di non poter memorizzare o apprendere, spingendolo a chiudere il cuore e a smettere di comunicare.L'anestetico delle sostanze: L'avvicinamento al mondo delle droghe in adolescenza nel disperato tentativo di elemosinare affetto, sentirsi accettato e spegnere il proprio senso di inadeguatezza.Il fondo del baratro e la paranoia: I tredici anni passati senza lavorare, sfruttando e incolpando i genitori dei propri fallimenti, fino ad arrivare a rubare i ricordi più cari della madre per comprare il crack, consumato di nascosto tra deliri e manie di persecuzione.La caduta delle illusioni: L'ingresso in comunità a San Patrignano e la scoperta folgorante di non avere alcun limite cognitivo, riuscendo finalmente a studiare e a prendere la licenza media.La rinascita e la nuova missione: Il percorso di introspezione successivo alla comunità, lo studio della meditazione e la trasformazione in terapeuta, per donare oggi agli altri quella voce e quell'ascolto che a lui sono mancati per una vita intera. Una testimonianza profonda e toccante, che ci ricorda come i traumi dell'infanzia possano creare gabbie invisibili, ma anche che non è mai troppo tardi per ritrovare la propria voce e trasformare il dolore in una missione per aiutare gli altri. 🎧 Ascolta l'episodio completo anche su Spotify 🔴 Se questo contenuto ti è piaciuto: iscriviti al canale, lascia un commento e condividilo.
L'armatura di muscoli: diventare invulnerabili per sopravvivere ai traumi familiari | Con Ivan
2026/10/23
📘 Scarica il Kit di autocontrollo StandUpWay: ⁠https://news.standupway.it/kit-nel-faro⁠ 📱 Registrati gratuitamente nell’app StandUpWay: ⁠https://user.standupway.it/registrati Segnato fin dall'infanzia dalla dipendenza da al**l e gioco d'azzardo del padre, Ivan ha scelto una strada diametralmente opposta per affrontare i propri demoni. Sviluppando il bisogno inconscio di diventare "forte" per proteggere la madre e il fratello, ha incanalato tutta la sua rabbia nel fitness e la perfezione fisica. L’amore per il fitness è poi diventato un'ossessione maniacale che lo ha portato sui palchi del bodybuilding professionistico, scendendo a compromessi con l'uso di sostanze anabolizzanti e spingendo il proprio corpo al limite estremo. In questo episodio Ivan si racconta parlandoci di: Le ferite dell'infanzia: crescere nel terrore di un padre ludopatico e alcolista L'ossessione per il controllo: l'allenamento e l'alimentazione vissuti in maniera estrema e totalizzante Il compromesso del doping: l'ingresso nel mondo delle competizioni, l'uso di steroidi e anabolizzanti per superare la genetica e il mercato ombra che si nasconde dietro ai fisici statuari. Il punto di rottura: la spaventosa diagnosi di un melanoma, vissuta come un segnale d'allarme decisivo per abbandonare l'agonismo estremo e riprendere in mano la propria salute. I demoni del post-gara e il rapporto col cibo: la lotta contro il non accettarsi più con un corpo "normale", i disturbi alimentari vissuti come punizione e la complessa sfida quotidiana per trovare un vero equilibrio. 🎧 Ascolta l'episodio completo anche su Spotify 🔴 Se questo contenuto ti è piaciuto: iscriviti al canale, lascia un commento e condividilo.
Pesavo 50 kg e vedevo i mostri: l'inferno della Meth in Thailandia” | Con Effe Effe
2026/10/16
📘 Scarica il Kit di autocontrollo StandUpWay: ⁠https://news.standupway.it/kit-nel-faro⁠ 📱 Registrati gratuitamente nell’app StandUpWay: ⁠https://user.standupway.it/registrati Partito da un piccolo paese di provincia, Effe Effe (Fabio) ha vissuto una fuga continua in giro per il mondo – da Berlino a Israele, fino alla Thailandia – alla ricerca costante dell'alterazione. Un'escalation distruttiva che lo ha portato dall'abuso di co*na, ero**a e cr*k fino alla met**fetamina, facendolo sprofondare in un baratro fatto di psicosi estrema, allucinazioni e totale distacco dalla realtà.  In questo episodio Fabio si racconta parlandoci di: La fuga e gli eccessi: Le notti infinite nei club di Berlino, lo spaccio e l'illusione di poter mantenere una doppia vita lavorando come cameriere in Liguria, cercando di curare una dipendenza con un'altra.L'inferno della metanfetamina: Il viaggio in Thailandia e l'uso continuo di "meth", che lo ha portato a pesare 50 kg e a vivere settimane senza dormire in un grave stato psicotico, convinto di essere perseguitato da ombre e mostri.Il punto di non ritorno: Il terrore di aver danneggiato il proprio cervello in modo irreversibile e le difficoltà iniziali nel trovare aiuto a causa del suo grave stato di alterazione mentale.La ricostruzione: L'inizio del percorso di recupero, la lenta e faticosa riconquista del sonno, e la scoperta di una nuova serenità interiore fatta di routine sane, famiglia e lucidità.I progetti per il futuro: Il desiderio di diventare un coach per aiutare chi soffre e il sogno innovativo di portare in Italia i "Sober Party": eventi all'insegna del divertimento lucido, del wellness e della longevità. Una testimonianza potente, che dimostra come sia possibile risalire dall'oscurità più profonda, riprendendo in mano la propria mente e trasformando il passato in una risorsa per gli altri. 🔴 Se questo contenuto ti è piaciuto: iscriviti al canale, lascia un commento e condividilo.
Anestetizzare il dolore: la Ket*mina in vena e l'attrazione inconscia verso la morte | Con Giorgia
2026/10/09
📘 Scarica il Kit di autocontrollo StandUpWay: ⁠https://news.standupway.it/kit-nel-faro⁠ 📱 Registrati gratuitamente nell’app StandUpWay: ⁠https://user.standupway.it/registrati A soli sedici anni, Giorgia ha abbandonato la scuola per vivere in strada, tra rave e sostanze illegali ha sviluppato una dipendenza che l'ha accompagnata per un intero decennio. Un calvario segnato dall'abuso estremo di ket***na e da un'assuefazione alla terapia sostitutiva del metadone, usata nel disperato tentativo di anestetizzare la mente e colmare il vuoto per la prematura perdita del padre in giovane età. In questo episodio Giorgia si racconta parlandoci di: Il trauma e la fuga: La morte del padre a 5 anni, i disturbi alimentari infantili, il cyberbullismo subito a scuola e la decisione di scappare di casa per vivere per strada senza limiti né regole.La ricerca della dissociazione: L'abuso di ket**ina in vena per spegnere l'ansia, i pensieri intrusivi (forse legati a un'ADHD mai diagnosticata) e una latente ma costante attrazione verso la morte.La trappola della cura: Il cortocircuito di una terapia medica trasformata in una dipendenza ancora più logorante, arrivando a iniettarsi dosi massicce di metadone quotidiano con gravissime conseguenze fisiche.Il reset mentale: L'aiuto fondamentale della zia mental coach e le tecniche di ipnosi introspettiva utilizzate per recidere visivamente ed emotivamente il legame psicologico con la sostanza.La libertà e l'avanguardia medica: Il passaggio al "Buvidal" (una nuova terapia mensile a lento rilascio) che l'ha svincolata dal rito quotidiano della dipendenza, permettendole oggi di ricostruire la sua vita lavorando come responsabile in un'osteria sociale. Una testimonianza lucida e potente, che ci ricorda come anche nei periodi di buio più assoluto esista sempre una strada, a volte innovativa e inaspettata, per riscrivere il proprio futuro. 🔴 Se questo contenuto ti è piaciuto: iscriviti al canale, lascia un commento e condividilo.
“Dal coma etilico all'MDMA: ho rischiato tutto prima di scappare ad Amsterdam” | Con Larah Rapelli E4 S03
2026/10/02
📘 Scarica il Kit di autocontrollo StandUpWay: ⁠https://news.standupway.it/kit-nel-faro⁠ 📱 Registrati gratuitamente nell’app StandUpWay: ⁠https://user.standupway.it/registrati Durante l’adolescenza e la prima giovinezza, Larah si è persa in un mondo di estremi e alterazioni. Tra l'abuso di al**ol, un coma etili*o e la sperimentazione di co***na e M*MA, si è trovata immersa in un circolo di frequentazioni sbagliate, fino al giorno in cui ha capito che quella non era la vita che voleva veramente vivere e ha deciso di cambiare rotta da sola. In questo episodio Larah si racconta parlandoci di: La ricerca costante del limite: dalla difficoltà di comunicare in famiglia fino alle uscite con gli amici alla ricerca di una felicità sempre troppo distante per essere raggiunta.Il trauma del lutto: il dolore per la perdita di una giovanissima amica a causa di un'overd**e, un drammatico campanello d'allarme che l'ha spinta a dire basta.La fuga per salvarsi: la decisione drastica di tagliare i ponti con le vecchie amicizie e trasferirsi ad Amsterdam da sola per ricostruire la propria autostima, il proprio lavoro e la propria indipendenza.Il confine tra dipendenza ed eccesso giovanile: una riflessione lucida su cosa significhi perdersi nell'alterazione e su come sia riuscita a uscirne senza un lungo percorso clinico, trovando in se stessa la forza di reagire.
La mia rabbia riversata sulle sostanze è nata dalle botte che mi dava mio padre | Con Mirko S3 Ep3
2026/09/25
📘 Scarica il Kit di autocontrollo StandUpWay: ⁠https://news.standupway.it/kit-nel-faro⁠ 📱 Registrati gratuitamente nell’app StandUpWay: ⁠https://user.standupway.it/registrati Per oltre vent’anni Mirko ha cercato di soffocare una forte rabbia, nata dall’infanzia nel rapporto conflittuale col padre che lo picchiava, attraverso l’abuso quotidiano di co***na, a**ol e fa**aci. Una doppia vita portata avanti tra i turni in fabbrica e una spirale di autodistruzione fatta di scontri, processi e il trauma di un TSO forzato, fino al giorno in cui non è più riuscito a nascondersi. In questo episodio Mirko si rileva parlandoci di: Le radici della rabbia: un'infanzia segnata da un clima familiare violento e la ribellione sfociata nell'uso di droghe pesanti fin da giovanissimo. La doppia vita e l'illusione del controllo: nascondere l'abuso sul posto di lavoro e tagliare la cocaina con gli psicofarmaci per gestire i propri estremi. Il fondo del baratro: gli scontri con le forze dell'ordine, l'aggressività, la solitudine e il trauma profondo di un Trattamento Sanitario Obbligatorio (TSO) vissuto in contenzione. Il punto di svolta: lo sguardo della figlia adolescente che lo trova in casa in stato di alterazione, l'episodio che lo ha spinto a scegliere la comunità per salvarsi dal carcere o dalla morte. La disciplina del recupero: la scelta irremovibile della tolleranza zero anche verso l'alcol e il nuovo ruolo come volontario per fare prevenzione nelle scuole. Una testimonianza forte, che mostra come sia possibile rialzarsi anche quando si è lasciato dietro di sé solo macerie, ricostruendo il proprio futuro un giorno alla volta. 🔴 Se questo contenuto ti è piaciuto: iscriviti al canale, lascia un commento e condividilo.
Abbattere lo stigma: perché la società moderna accetta tutto ma si vergogna della dipendenza? | Con Martina Valentini
2026/09/17
📘 Scarica il Kit di autocontrollo StandUpWay: ⁠https://news.standupway.it/kit-nel-faro⁠ 📱 Registrati gratuitamente nell’app StandUpWay: ⁠https://user.standupway.it/registrati Martina ha vissuto per anni una vita nascosta dietro la maschera della perfezione e del successo professionale. Dalla fuga a Londra per sfuggire a traumi familiari irrisolti, l’abuso di MD in serate senza fine alla ricerca di un’happiness difficile da mantenere senza la sostanza, poi la dipendenza vera con la co****a  usata senza freni a Berlino, anche negli ambienti di lavoro. In questo episodio Martina apre le porte del suo passato e racconta la dipendenza affettiva che precedeva quella dalle sostanze, il paradosso di essere una "tossicodipendente invisibile" nel mondo corporate (assumendo sostanze illegali prima di chiudere contratti importanti) e la lunga, dura ma vitale strada della disintossicazione e della consapevolezza, intrapresa per riprendere in mano la propria identità. Una testimonianza lucida e incisiva, che ci costringe a guardare oltre lo stigma e a chiederci perché la dipendenza sia ancora oggi il tabù invisibile della nostra società. 🎧 Ascolta l'episodio completo anche su Spotify 🔴 Se questo contenuto ti è piaciuto: iscriviti al canale, lascia un commento e condividilo.
“Spendevo 800 euro a notte in sostanze solo per sentirmi normale” - Con Giovanni De Aurelio
2026/09/10
📘 Scarica il Kit di autocontrollo StandUpWay: https://news.standupway.it/kit-nel-faro 📱 Registrati gratuitamente nell’app StandUpWay: https://user.standupway.it/registrati Giovanni D’Aurelio, scrittore e musicista conosciuto come Geeked, racconta una storia che comincia molto prima del suo rapporto con la sostanza: l’infanzia segnata dall’uso di sostanze dei genitori, la mancanza di punti di riferimento e il tentativo di affrontare la sofferenza psichica da solo. In questo episodio parla delle conseguenze delle sue scelte e di ciò che lo ha aiutato a ricostruire la propria vita: l’amore dei nonni, la psicoterapia e la scrittura. 🎧 Ascolta la sua testimonianza completa anche su Spotify. Quale passaggio ti è rimasto più impresso? Raccontacelo nei commenti.
Ludopatico dai 10 anni salvato dallo Yoga - La storia di Pasquale
2026/07/17
Pasquale ha 52 anni, viene da Pozzuoli, e la sua è una storia pazzesca di quelle che ti lasciano senza fiato. Fin da piccolissimo ha vissuto una vita sempre al massimo e senza freni: ha iniziato a giocare d'azzardo a soli 10 anni, finendo poi per perdersi nel tunnel dell'alcol e degli psicofarmaci, tra continui ricoveri e momenti bui. Oggi, però, Pasquale ha completamente cambiato rotta. 👉 Scopri il percorso StandUpWay migliore per te: ⁠https://app.metodostandup.it/v2⁠ In questo episodio, che chiude la seconda stagione di Nel Faro, Pasquale si racconta con un'onestà e una simpatia uniche: Il vizio del gioco a soli 10 anni: L'ossessione per le macchinette iniziata da bambino nei bar, una spirale che da grande lo ha portato a perdere oltre 200.000 euro e a fare cose incredibili pur di trovare i soldi per giocare.L'alcol e i ricoveri in ospedale: Gli anni passati a mischiare intere boccette di sonniferi forti con il whisky, i vuoti di memoria totali e i quasi 20 ricoveri in psichiatria a Napoli.Capire la propria mente: Cosa significa convivere con il disturbo borderline di personalità e la liberazione provata dietro a una semplice frase del suo medico: "È colpa tua, ma non è colpa tua".La salvezza nello yoga: Come l'incontro con un amico maestro di yoga lo ha salvato proprio mentre pensava di farla finita. Una disciplina iniziata quasi per curiosità e diventata la sua vera medicina quotidiana.La sveglia alle 4 del mattino: La sua nuova routine fatta di meditazione e respirazione. Pasquale ci ricorda che la vera felicità e la pace le abbiamo già dentro di noi, senza bisogno di usare nient'altro. Una storia bellissima e piena di speranza, che ci insegna che non è mai troppo tardi per chiedere aiuto, riprendere in mano la propria vita e ricominciare da zero.
“Ero in Serie A e sono finito nelle cantine a drogarmi” | Con Lys Gomis
2026/07/10
Lys Gomis è stato un portiere di Serie A, un atleta cresciuto nelle giovanili del Torino che ha toccato i vertici del calcio professionistico. A Nel Faro rivela il suo stato d’animo dietro i riflettori: il successo e l’ossessione per la perfezione sportiva ha portato Lys a vivere una doppia vita. Il calciatore Gomis aveva preso il posto dell’essere umano che c’era dietro quella maglia tanto ambita, semplicemente Lys. Alla morte del padre Lys si rende conto di aver toccato il fondo, si rende conto di non essere mai riuscito ad essere responsabile, ad aiutare davvero gli altri, ma è troppo dura affrontare tutto da solo e allora quando terminano le partite e gli spogliatoi vengono chiusi Lys si chiude con i suoi fantasmi e casse di birra. La dipendenza si manifesta in modo più aggressivo quando inizia con le sostanze pesanti, tra cantine e zone di spaccio a Lys non importa più molto. L’infortunio al ginocchio non è che una conseguenza di questo atteggiamento: vivere gli importava sempre meno. Prova a chiedere a qualche centro, ma poi non si impegna e torna sui suoi passi. La svolta avviene quando capisce che le persone che gli stanno intorno gli vogliono bene per quello che è. Allora Lys trova la forza di esporsi, chiede aiuto e urla la sua fragilità. Ora la sua missione è quella di aiutare chi è intrappolato in una maschera sociale che gli impedisce di comunicare all’esterno il proprio malessere. Lys, attraverso la sua esperienza di vita, ci ricorda quanto sia importante ascoltare il proprio bambino interiore.
“Salgo in auto, chiudo gli occhi e schiaccio l'acceleratore” | Con Nora DeBlanc
2026/07/03
Nora de Blanc è una ragazza polidipendente che ha vissuto per anni in guerra con le proprie emozioni. Si definisce  “plusdotata” e “neurodivergente” fin dall'infanzia, sperimentando così precoci stati di dissociazione e un senso cronico di estraneità, spingendola a usare sostanze come cocaina, metanfetamine e alcol non per fuggire dal mondo, ma nel tentativo disperato di farne parte. Una storia vissuta agli antipodi e raccontata senza filtri. 👉 Scopri il percorso StandUpWay migliore per te: https://app.metodostandup.it/v2 In questo episodio Nora si racconta a cuore aperto e analizza: La plusdotazione invisibile: Come una mente che viaggia a mille senza gli strumenti per regolarsi possa essere scambiata per "follia", sviluppando tic e fobie fin dai primi anni di scuola nell'indifferenza del contesto circostante.Le sostanze per restare nel mondo: Il paradosso di usare cocaina, metanfetamine e psicofarmaci non per isolarsi, ma per omologarsi agli altri, tollerare una realtà percepita come noiosa e trovare una connessione emotiva ed empatica.Dissociazione e autodistruzione: L'esperienza della derealizzazione vissuta fin da bambina (paragonata agli effetti della ketamina), il legame con relazioni tossiche e violente utilizzate come perfetto canale di autopunizione, fino al drammatico tentato suicidio in auto.Le etichette come mappa, non come alibi: L'accettazione delle diagnosi di disturbo borderline e bipolare intese come strumenti utili per orientare la cura medica e l'equilibrio farmacologico, rifiutando di usarle come giustificazione per fare del male a se stessi o agli altri.La partita del post-percorso: Il rientro nella società dopo un anno e mezzo di comunità, la gestione quotidiana del craving e la scelta di affidarsi a una squadra di supporto (SMI, CPS, EMDR) per proteggere la propria sobrietà. Una testimonianza lucida e coraggiosa sul valore della vulnerabilità e sulla necessità di abbattere lo stigma che circonda la salute mentale, perché la dipendenza non ha una faccia prestabilita.
“Ho perso un bambino per le percosse: poi ho detto basta” | Con Roberta
2026/06/26
Roberta è una donna che è risorta da un inferno di violenza, dipendenza e senso di colpa. Dopo un'adolescenza segnata dall'isolamento e dal bullismo, Roberta ha vissuto per anni intrappolata nella doppia vita della dipendenza di sostanze legali e illegali, ma il vero motore di questo abuso era la dipendenza affettiva. Subisce violenze e maltrattamenti da ragazzi, uno dei quali la picchia così spesso che le causa 18 ricoveri ospedalieri. 👉 Scopri il percorso StandUpWay migliore per te: https://app.metodostandup.it/v2 Il trauma più grande è stato quello di perdere il bambino che aveva in pancia proprio a causa di queste percosse. Il dolore la fa ricadere nell'alcol.  Oltre a tutto ciò Roberta ha dovuto anche passare mesi in carcere, solo per essere stata beccata in discoteca con altri amici, in possesso di pastiglie. Il cambiamento vero avviene nel maggio del 2024, attraverso un percorso radicale di riabilitazione emotiva e professionale col Metodo StandUp, del quale fa ancora parte. 💡 Nel Faro Podcast è prodotto da StandUpWay, la piattaforma online per il trattamento delle dipendenze. Scopri di più su https://bit.ly/metodostandup In questo episodio Roberta si racconta senza filtri e analizza: Le radici del malessere: Il trauma del bullismo subito durante le scuole medie nel suo piccolo paese d'origine, una ferita profonda che ha alimentato per anni insicurezza, rabbia e un senso costante di diversità.Il dramma della violenza domestica: Il doloroso racconto di una relazione abusiva che l'ha portata a essere ricoverata in ospedale per ben 18 volte, fino alla tragica perdita del bambino che portava in grembo a causa delle percosse subite.La casa senza specchi: Il senso di colpa devastante per non essere riuscita a salvare il proprio figlio, che l'ha spinta a distruggere e bandire per anni ogni specchio dalla propria abitazione, incapace di tollerare la propria immagine.La sindrome della crocerossina: La tendenza inconscia a legarsi a partner con forti problematiche pur di riceverne l'approvazione e tentare di "salvarli" (dinamica già emersa nel 2001 dopo una carcerazione di quattro mesi e un primo percorso in comunità diurna), usata per anni come scudo per non guardare dentro se stessa.Il punto di svolta e il perdono: Il momento in cui, colpita da un malore e abbandonata sul pavimento dai compagni di consumo, ha deciso di chiedere aiuto a StandUpWay. La transizione dal rifiuto iniziale alla rinascita come Tutor, fino alla scelta coraggiosa di abbandonare il lavoro notturno per proteggere la propria sobrietà, saldare i debiti e tornare finalmente a guardarsi allo specchio con amore. Una testimonianza di straordinaria e viscerale potenza, che mostra come sia possibile perdonarsi, ricostruire la propria dignità e riprendere in mano il proprio destino.
“Vedevo la sofferenza nei suoi occhi”: la forza di restare insieme | Con Joshua e Gloria
2026/06/19
Si può passare da una dipendenza nata nell'adolescenza alla costruzione di una famiglia felice?  La storia di Joshua e Gloria risponde a questa domanda. Dopo anni passati a nascondere l’abuso di sostanze illegali, Joshua ha trovato negli occhi di Gloria la spinta definitiva per smettere di scappare dalla realtà e chiedere aiuto, trasformando una relazione nata nel caos in un percorso di rinascita condiviso. 💡 Nel Faro Podcast è prodotto da StandUpWay, la piattaforma online per il trattamento delle dipendenze. Scopri di più su https://bit.ly/metodostandup In questo episodio Joshua e Glori ci parlano di: L’amore come motore del cambiamento: Come il legame con Gloria abbia dato a Joshua la forza di spezzare un anno di bugie con un messaggio di verità, scegliendo di farsi aiutare.Dalla rabbia alla comprensione: La transizione emotiva di Gloria che, pur tra reazioni forti e momenti di profonda delusione, non ha mai smesso di credere nella buona fede e nella sincerità del suo compagno.Attraversare la tempesta insieme: Le tappe di una relazione che ha rischiato di crollare tra ultimatum, vestiti nei sacchi della spazzatura e la drammatica vigilia di Natale, superate perché Gloria ha saputo guardare oltre la sostanza, riconoscendo l'uomo.La riabilitazione nella vita vera: I vantaggi di un percorso terapeutico svolto senza scappare in comunità, affrontando le scivolate con immediata trasparenza e imparando a gestire lo stress quotidiano da sobri.Una pace profonda: La trasformazione di Joshua da piccolo imprenditore in pena a uomo consapevole e sereno.
Musica elettronica non vuol dire droga - con Luca Agnelli
2026/06/12
Luca Agnelli, DJ italiano di fama internazionale, suona nei club e festival di tutto il mondo da più di 30 anni. Nel corso della sua lunga carriera nella musica elettronica, Luca rappresenta una vera e propria mosca bianca. La sua energia contagiosa e dirompente è sempre stata un’espressione autentica di sé, che non è mai stata alimentata dall’uso di sostanze stupefacenti. Il modo di Luca di vivere la consolle dimostra che la passione per la musica è davvero la forza trainante per ballare e sentirsi realizzati. Ascolta ora su Spotify l'episodio completo registrato a Nel Faro Podcast. #NelFaroPodcast #nodrugs #Dipendenza #StandUpWay #Rinascita
Porno, masturbazione e dipendenza: 8 anni senza - Con Hafid
2026/06/05
Hafid parla di un tipo di dipendenza spesso taciuto: ha scelto di rompere un forte tabù culturale in Italia parlando apertamente degli aspetti più compulsivi legati alla masturbazione e alla dipendenza da materiale pornografico. Hafid non si masturba da 8 anni, la definisce una “pulizia totale” che gli va vivere molto meglio, permettendosi di concentrarsi sulle cose importanti della vita. Il rilascio dell'energia sessuale dato dall’atto privano l’uomo della propria integrità, della chiarezza mentale e della capacità di farsi strada nel mondo. 💡 Nel Faro Podcast è prodotto da StandUpWay, la piattaforma online per il trattamento delle dipendenze. Scopri di più su https://bit.ly/metodostandup In questo episodio Hafid si racconta senza filtri e analizza: La trappola della dopamina istantanea: Il parallelo esatto tra le scariche cerebrali prodotte dai video porno e quelle derivanti dalle sostanze stupefacenti.Il punto di svolta spirituale: Il momento in cui è stato scoperto dal padre mentre si masturbava e la frase che ha cambiato il suo mindset: "Cosa vuoi combinare nella vita se non sai controllare le tue mani?".La ritenzione del seme e la canalizzazione: L'esperienza della ritenzione dell'energia sessuale per reinvestirla nel business, nella crescita personale e nella connessione autentica con la realtà. Una testimonianza diretta e controcorrente che sposta il focus dall'evasione della realtà al controllo profondo di se stessi. 🎧 Ascolta l'episodio completo su Spotify. 🔴 Se questo contenuto ti è piaciuto: iscriviti al canale, lascia un commento e condividilo.

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