
Advertise on podcast: Vivere in Chetogenica - Lorenzo Vieri
This podcast has
188 episodes
Language
ItalianPublisher
Lorenzo VieriExplicit
No
Date created
2023/03/09
Latest episode
2026/10/20
Average duration
13 min.
Release period
7 days
Description
Benvenuta o benvenuto, sul podcast del Dott. Lorenzo Vieri "Vivere in chetogenica"! Il podcast dedicato alla dieta chetogenica in cui ti spiegherò tutti i punti fondamentali di questa dieta che per alcuni è diventato uno stile di vita! Seguimi e avrai tutte le informazioni! A presto!
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C’è scritto KETO. Ma ti stanno fregando? ⚠️
2026/10/20
C’è scritto “keto” sulla confezione. Magari trovi anche “keto friendly”, “keto compatibile” oppure ti viene proposto un intero percorso di 21 giorni costruito intorno a pasti sostitutivi, barrette e prodotti confezionati.Ma questo basta davvero per dire che stai facendo una dieta chetogenica?
In questo episodio di Vivere in Chetogenica affrontiamo insieme un tema sul quale vediamo ancora moltissima confusione: quello dei prodotti keto e dei pasti sostitutivi.Viviamo in un periodo nel quale vogliamo ottenere tutto velocemente e il dimagrimento non fa eccezione.
Vogliamo perdere peso rapidamente, possibilmente facendo meno fatica possibile, e inevitabilmente diventano molto interessanti tutte quelle soluzioni che promettono di semplificare il percorso: il prodotto già pronto, la barretta, il pasto sostitutivo o il programma da seguire per 21 giorni.Il nostro approccio, però, parte da un principio completamente diverso.
Quando seguiamo una persona non vogliamo soltanto portarla a raggiungere un determinato peso. Vogliamo che durante il percorso impari qualcosa sull’alimentazione, sulle proprie abitudini e sulle scelte che dovrà continuare a fare anche quando la dieta sarà terminata.
Perché perdere peso utilizzando esclusivamente prodotti già pronti può anche sembrare semplice. Il problema è capire cosa succederà quando quei prodotti non ci saranno più.Ed è qui che arriviamo alla prima domanda importante di questo episodio: un prodotto con scritto “keto” è necessariamente un prodotto chetogenico?La dieta chetogenica non è semplicemente una lista di alimenti consentiti e vietati. Per ottenere e mantenere uno stato di chetosi conta anche il rapporto complessivo tra carboidrati, proteine e grassi.
Questo significa che leggere “keto”, “keto friendly” o “keto compatibile” sulla parte anteriore di una confezione non dovrebbe essere sufficiente per decidere automaticamente che quel prodotto possa essere utilizzato liberamente all’interno della nostra alimentazione.
Dobbiamo imparare a girare la confezione e capire cosa stiamo realmente comprando.Durante l’episodio entriamo quindi anche nel tema delle etichette e degli ingredienti, perché molti prodotti confezionati utilizzano dolcificanti, polioli e altre sostanze che permettono di ottenere determinate caratteristiche nutrizionali e organolettiche.
Questo non significa automaticamente che siano alimenti da demonizzare, ma un utilizzo frequente o quantitativamente importante di alcuni di questi prodotti può creare, in determinate persone, gonfiore e discomfort gastrointestinale.
Ed è proprio per questo che non vogliamo passare da un estremo all’altro.Non stiamo dicendo che la barretta keto sia il male o che qualsiasi alimento confezionato debba essere eliminato.La domanda che dobbiamo farci è molto più intelligente:quando ha realmente senso utilizzarlo?Se viaggio molto, trascorro parecchie ore fuori casa oppure mi trovo occasionalmente in una situazione nella quale non riesco a organizzare un pasto normale, avere con me una soluzione confezionata e facilmente conservabile può essere utile.In quel momento il prodotto diventa uno strumento pratico.
Può aiutarmi a gestire un’emergenza senza trasformare quella situazione nell’occasione per abbandonare completamente le scelte alimentari che sto seguendo.Ma c’è una differenza enorme tra utilizzare occasionalmente una barretta perché sono in viaggio e costruire la mia alimentazione quotidiana intorno a barrette, preparati e pasti sostitutivi.Nel primo caso sto utilizzando consapevolmente uno strumento.
Nel secondo rischio di non imparare mai realmente a mangiare.Ed è proprio questo il punto centrale del nostro approccio.Durante un percorso vogliamo utilizzare il cibo vero, imparare progressivamente a scegliere gli alimenti, organizzarli e inserirli nella nostra quotidianità. Perché sono proprio queste competenze che dovranno rimanere quando la fase di dimagrimento sarà terminata.
Possiamo anche perdere molto peso seguendo per qualche settimana un protocollo estremamente rigido basato su prodotti già preparati.Ma cosa abbiamo imparato alla fine?Cosa succede quando torniamo al supermercato, al ristorante, a cena con gli amici o semplicemente nella cucina di casa nostra?
Se non abbiamo modificato nulla nel nostro modo di scegliere e utilizzare il cibo, rischiamo di ritrovarci esattamente nella situazione dalla quale eravamo partiti.Ed è il motivo per cui vediamo persone che continuano ad alternare periodi molto rigidi di 21 o 28 giorni a periodi nei quali recuperano progressivamente il peso perso, per poi ricominciare nuovamente con lo stesso sistema.
Noi vogliamo provare a interrompere proprio questo meccanismo.E c’è anche un effetto interessante che vediamo spesso nelle famiglie dei nostri pazienti. Quando una persona inizia a scegliere meglio gli alimenti, organizzare diversamente i pasti e sviluppare maggiore consapevolezza, capita che anche chi vive con lei inizi progressivamente a mangiare meglio.Non significa che tutta la famiglia debba entrare in chetosi o seguire la stessa dieta.Significa che una migliore educazione alimentare può avere conseguenze che vanno molto oltre il singolo paziente.
Quindi, prima di iniziare l’ennesimo programma di 21 giorni basato esclusivamente su prodotti sostitutivi, fermati un momento.
Leggi le etichette, guarda cosa stai realmente acquistando e soprattutto chiediti cosa avrai imparato quando quel programma sarà terminato.Perché il nostro obiettivo non è semplicemente farti perdere peso il più velocemente possibile.
È aiutarti a costruire qualcosa che possa rimanere anche dopo.E possibilmente fare in modo che questa diventi davvero la tua ultima dieta.Buon ascolto.
Se sei in chetogenica e NON hai energia, controlla queste cose ⚠️
2026/10/13
Una delle sensazioni che molte persone mi raccontano quando iniziano correttamente una dieta chetogenica è quella di avere molta più energia rispetto a prima.
L'energia tende a essere più stabile durante la giornata, diminuiscono quei momenti in cui sembra di doversi trascinare fino a sera, spesso sparisce la sonnolenza dopo i pasti e anche dal punto di vista mentale ci si può sentire più attivi e concentrati.
Eppure ogni tanto capita di sentire qualcuno dire esattamente il contrario: “Sono in chetogenica, ma mi sento stanco e senza energie.”Ed è proprio da questa apparente contraddizione che parte questo episodio di Vivere in Chetogenica, perché prima di pensare che la dieta chetogenica non faccia per te o di iniziare a modificarla completamente, ci sono diversi aspetti che vale la pena controllare.
Naturalmente esistono situazioni particolari che devono essere valutate individualmente. Penso, per esempio, a condizioni come un'anemia importante, a valori del ferro molto bassi oppure a determinate terapie farmacologiche.
Ma escluse queste situazioni, ci sono alcuni errori molto più comuni che possono spiegare perché, nonostante la chetosi, l'energia non sia quella che ti aspettavi.Il primo è molto semplice: potresti mangiare troppo poco.Esistono diete chetogeniche estremamente restrittive dal punto di vista calorico, alcune delle quali arrivano a quantità di calorie veramente molto basse.
Essere in chetosi non significa diventare improvvisamente immuni agli effetti di una restrizione calorica importante. Se l'energia introdotta è estremamente ridotta, può bastare una passeggiata, una rampa di scale o un'attività fisica un po' più impegnativa per accorgersi che qualcosa non sta funzionando come dovrebbe.
Poi c'è un aspetto che vedo sottovalutare molto spesso: l'idratazione.Possiamo essere attentissimi alla scelta degli alimenti, pesare tutto perfettamente e seguire il piano alla lettera, ma dimenticarci completamente di bere abbastanza. La dieta chetogenica ha un importante effetto sulla gestione dei liquidi e soprattutto nelle prime fasi possiamo perdere rapidamente una quantità significativa di acqua.Con la riduzione dell'insulina cambia anche la gestione del sodio e, insieme ai liquidi, possiamo perdere elettroliti.
È uno dei motivi per cui nei primi giorni della chetogenica la bilancia può scendere rapidamente, ma è anche uno dei motivi per cui una persona non adeguatamente idratata può iniziare a sentirsi stanca e spossata.
E questo ci porta direttamente al terzo punto: non basta bere, dobbiamo prestare attenzione anche ai sali minerali.Una gestione non adeguata di sodio ed elettroliti può contribuire alla comparsa di stanchezza, crampi, giramenti di testa e difficoltà durante l'attività fisica. Se perdiamo acqua e minerali senza compensarli adeguatamente, non possiamo aspettarci che il nostro organismo continui a lavorare nelle condizioni migliori.
C'è poi un'altra situazione apparentemente paradossale.In alcune persone la chetogenica può inizialmente aumentare talmente tanto l'attivazione da interferire con il sonno.
Ci si sente molto svegli, si dorme meno o peggio e inizialmente questa maggiore energia può persino sembrare positiva. Ma dopo diversi giorni di sonno insufficiente arriva inevitabilmente il conto e quella che sembrava energia può trasformarsi in stanchezza durante la giornata.In questi casi il problema non è necessariamente che la chetogenica ti stia togliendo energia.
Potrebbe essere il fatto che non stai più dormendo abbastanza per recuperarla.Anche lo stress deve essere preso in considerazione. Se attraversiamo un periodo particolarmente impegnativo, con la mente continuamente attiva e una quantità importante di pensieri e preoccupazioni, la percezione delle nostre energie può cambiare indipendentemente dall'alimentazione.
Non possiamo attribuire automaticamente alla dieta tutto quello che succede mentre la stiamo seguendo.Infine c'è il tema dell'insulino-resistenza. Non tutte le persone partono dalla stessa situazione metabolica e, in alcuni casi, può essere necessario un po' più di tempo prima di percepire quei miglioramenti dell'energia e della fame che altri raccontano già nelle prime fasi.
Con il proseguimento del percorso, la perdita dei primi chili e una maggiore stabilità glicemica, la situazione può progressivamente cambiare.Il messaggio di questo episodio, quindi, non è che se sei stanco devi semplicemente aspettare e ignorare quello che senti.
È esattamente il contrario.Se stai seguendo una dieta chetogenica e continui a sentirti senza energie, cerchiamo di capire perché.
Stai mangiando abbastanza?
Stai bevendo a sufficienza?
Come stai gestendo sodio e sali minerali?
Stai dormendo bene?
Stai attraversando un periodo particolarmente stressante?
C'è una situazione metabolica o clinica che richiede più tempo o una valutazione specifica?
Prima di concludere che la chetogenica non funziona per te, vale la pena mettere insieme questi pezzi e capire dove può essere il problema.
Perché nella maggior parte delle persone la chetogenica dovrebbe portare verso una maggiore stabilità dell'energia mentale e fisica.E se questo non sta succedendo, la stanchezza è un segnale da comprendere, non semplicemente da sopportare.
Buon ascolto.
Se dopo la dieta torni come prima, hai già perso ⚠️
2026/10/06
Quando una persona inizia una dieta, normalmente pensa che l’obiettivo sia perdere peso.
È comprensibile: c’è un numero sulla bilancia che vogliamo vedere scendere, ci sono centimetri da perdere e magari un peso che cerchiamo di raggiungere da anni.
Ma nel mio modo di lavorare quello è soltanto il primo pezzo del percorso, perché perdere peso senza cambiare ciò che ci ha portato ad accumularlo rischia semplicemente di prepararci alla prossima dieta.Per questo c’è una frase che ripeto spesso ai miei pazienti: questa deve essere la tua ultima dieta. Non significa che dopo potrai tornare a mangiare esattamente come prima e dimenticarti completamente dell’alimentazione.
Significa arrivare al punto in cui non avrai più bisogno di alternare continuamente periodi di dieta a periodi in cui recuperi il peso perso, perché nel frattempo sarà cambiato il tuo modo di vivere l’alimentazione.
Ed è proprio di questo che voglio parlarti in questo episodio di Vivere in Chetogenica: di come cerco di portare progressivamente i miei pazienti dal “fare una dieta” alla costruzione di un vero stile di vita.Spesso parto proprio dalla dieta chetogenica, che può rappresentare una sorta di reset.
Naturalmente serve per lavorare sul peso, ma allo stesso tempo può diventare l’occasione per iniziare a modificare quelle abitudini che negli anni hanno contribuito a creare il problema. Se sono arrivato ad avere 20, 30 o 40 chili di sovrappeso, infatti, difficilmente potrò pensare di perdere quei chili e poi tornare esattamente ai comportamenti precedenti aspettandomi un risultato diverso.Il punto è che le vecchie abitudini non possono essere semplicemente cancellate.
Dire “da domani non lo faccio più” può funzionare per qualche giorno, ma richiede una quantità enorme di forza di volontà. Quello che cerchiamo di fare è diverso: sostituire progressivamente determinati comportamenti con altri e ripeterli abbastanza a lungo perché inizino a diventare sempre più naturali.
La dieta, quindi, diventa anche il periodo nel quale iniziamo concretamente a costruire quello che dovrà rimanere dopo. Testo incollatoMa c’è un altro aspetto importante del mio approccio: non guardare soltanto il peso.
Quando incontro una persona cerco di capire tutta la situazione di partenza, perché posso avere davanti qualcuno che è semplicemente in sovrappeso oppure una persona che, insieme al peso, presenta altre problematiche, assume farmaci, dorme male, soffre di reflusso, ha problemi intestinali, mal di testa frequenti o semplicemente vive da tempo con poca energia e una sensazione generale di malessere.Durante il percorso, quindi, non mi interessa soltanto vedere cosa succede sulla bilancia.
Voglio capire anche cosa succede a tutto il resto. Magari il peso quella settimana è sceso poco, ma il reflusso che avevi continuamente è migliorato.
Oppure dormi meglio, hai più energia durante la giornata, il tuo intestino funziona meglio o alcuni fastidi che ormai attribuivi semplicemente all’età sono diminuiti. Sono miglioramenti che rischiamo di ignorare quando concentriamo tutta la nostra attenzione su un unico numero, mentre in realtà possono diventare una parte fondamentale della motivazione necessaria per continuare il percorso.
Questo diventa particolarmente importante perché un dimagrimento significativo richiede tempo. Se dobbiamo perdere parecchi chili, probabilmente avremo davanti mesi di lavoro e inevitabilmente ci saranno settimane nelle quali il peso scenderà molto e altre nelle quali succederà poco o nulla.
Se l’unica cosa che ci interessa è la bilancia, basta uno stallo per iniziare a pensare che quello che stiamo facendo non funzioni. Se invece abbiamo imparato a osservare anche come stiamo, quanta energia abbiamo e quanto sono cambiate determinate problematiche quotidiane, abbiamo una fotografia molto più completa del percorso.Naturalmente anche sentirsi bene non è sufficiente per dire che tutto stia andando nella direzione corretta.
Per questo considero importante anche il monitoraggio attraverso gli esami del sangue. Quando modifichiamo in maniera importante l’alimentazione dobbiamo controllare nel tempo anche quei parametri che possono darci informazioni prima ancora che un eventuale problema diventi percepibile.Poi c’è tutto il lavoro sulle difficoltà quotidiane, ed è uno dei motivi per cui con i miei pazienti utilizzo il follow-up.
Settimanalmente cerchiamo di capire cosa ha funzionato e cosa invece ha creato difficoltà, perché non abbiamo tutti gli stessi problemi. Per qualcuno può essere complicato organizzare i pasti, per qualcun altro il vero ostacolo sono le occasioni sociali e per altri ancora possono essere gli attacchi di fame legati allo stress, alle emozioni o a determinate situazioni familiari e lavorative.È proprio lavorando su questi punti che possiamo evitare di limitarci a perdere peso senza aver risolto ciò che ci aveva portato ad accumularlo. Se la fame nervosa è stata per anni uno dei motivi per cui mangiavo più del necessario, non posso pensare che basti consegnarmi un foglio con scritto cosa mangiare.
Prima o poi dovrò imparare a gestire anche quella situazione, altrimenti resterà lì ad aspettarmi quando la dieta sarà terminata.Tutto questo serve a creare progressivamente un passaggio: all’inizio sto facendo una dieta e devo prestare molta attenzione a ciò che faccio; con il tempo, invece, alcuni di quei comportamenti iniziano a diventare normali e l’alimentazione comincia a trasformarsi in uno stile di vita.
Ed è questo che rende possibile non soltanto raggiungere un risultato, ma soprattutto conservarlo.Il mio obiettivo, infatti, non è vedere un paziente arrivare al peso minimo e salutarlo pensando che inevitabilmente recupererà due o tre chili.
Quando qualcuno mi dice “perdiamone qualcuno in più perché tanto dopo qualcosa riprenderò”, non è quella la logica che voglio utilizzare. Voglio che il peso, una volta terminato il dimagrimento, possa stabilizzarsi all’interno di un normale margine di mantenimento.Perché alla fine il risultato che cerco non è semplicemente poterti dire che hai perso un certo numero di chili.
Voglio che, a distanza di mesi, tu possa guardarti indietro e renderti conto che non sei tornato al punto di partenza, che alcune delle vecchie abitudini non fanno più parte della tua quotidianità e che il benessere, l’energia e la vitalità che hai ritrovato durante il percorso sono ancora lì.
È questo che intendo quando parlo di ultima dieta: la dieta prima o poi termina, ma quello che abbiamo imparato durante il percorso deve essere abbastanza solido da rimanere anche dopo.Buon ascolto.
Devi davvero fare la chetogenica per dimagrire? ⚠️
2026/09/29
Devi davvero fare una dieta chetogenica per perdere peso?
È una domanda che potrebbe sembrare quasi provocatoria, soprattutto se a fartela sono io all'interno di un podcast che si chiama Vivere in Chetogenica.
Eppure la risposta non è così scontata. Sono un grande sostenitore della dieta chetogenica, la utilizzo da anni nel mio lavoro e conosco molto bene le possibilità che può offrire. Ma questo non significa che debba necessariamente essere la scelta migliore per chiunque voglia dimagrire. Ed è proprio di questo che voglio parlarti in questo episodio.
Molte persone arrivano alla chetogenica con un obiettivo molto semplice: perdere peso velocemente.
Cercano informazioni online, vedono i risultati che può permettere di ottenere e pensano automaticamente che quella sia la strada da seguire. Ma scegliere un'alimentazione soltanto sulla base della velocità con cui può farti perdere peso significa ignorare una parte fondamentale del problema.
La domanda non dovrebbe essere soltanto: “Quanto velocemente posso dimagrire con questa dieta?” Dovrebbe essere: “QUESTA DIETA HA DAVVERO SENSO PER ME?” La prima cosa che dobbiamo considerare è la salute.
Esistono condizioni, patologie e terapie farmacologiche che richiedono particolare attenzione prima di iniziare una dieta chetogenica.
Nel podcast ti porto alcuni esempi e ti spiego perché la scelta deve sempre partire dalla valutazione della situazione della singola persona. Poi c'è un altro elemento che spesso viene completamente sottovalutato: il tuo stile di vita.
Quanto viaggi? Quanto spesso mangi fuori casa? Quanto riesci concretamente a organizzare e controllare quello che mangi?
Perché una dieta può essere perfetta sulla carta e diventare completamente sbagliata nel momento in cui non riesci a inserirla nella tua vita. Lo stesso vale quando esistono già diverse limitazioni alimentari. Se alla selezione degli alimenti prevista dalla chetogenica dobbiamo aggiungere intolleranze o altre esclusioni, per alcune persone la gestione quotidiana può diventare talmente complicata da rendere più sensato scegliere un'altra strategia.
Non perché la chetogenica non funzioni. Ma perché una dieta che non riesci concretamente a seguire difficilmente potrà diventare la soluzione giusta per te. C'è poi una domanda che considero estremamente importante: QUANTE DIETE HAI GIÀ FATTO NELLA TUA VITA?
Se una persona non ha mai seguito seriamente un percorso alimentare, non è detto che abbia senso partire immediatamente dalla chetogenica. In alcuni casi può essere sufficiente mettere ordine nell'alimentazione, ridurre le calorie e utilizzare un approccio molto più semplice per ottenere già ottimi risultati.
La situazione può essere completamente diversa per chi arriva dopo anni di tentativi, perdita e recupero del peso e percorsi che non hanno più prodotto i risultati sperati. In quel caso possiamo trovarci davanti a uno scenario differente e valutare se la chetogenica possa rappresentare una strada utile da percorrere.
E poi c'è l'età. Nel podcast affronto anche una domanda che mi viene fatta da alcuni genitori: “Ha senso far seguire una dieta chetogenica a mio figlio?” In un ragazzo o in un adolescente, in assenza di specifiche indicazioni cliniche, spesso il primo obiettivo non dovrebbe essere quello di costruire una dieta estremamente restrittiva.
Molto più semplicemente possiamo iniziare a mettere ordine nell'alimentazione, migliorare le abitudini quotidiane e contrastare la sedentarietà. Perché dobbiamo sempre ricordarci una cosa: NON DOBBIAMO UTILIZZARE PER FORZA LO STRUMENTO PIÙ POTENTE CHE ABBIAMO A DISPOSIZIONE.
Dobbiamo utilizzare quello più adatto alla persona che abbiamo davanti. Ed è questa la distinzione che voglio fare in questo episodio. Non voglio convincerti a fare la chetogenica. E non voglio nemmeno convincerti a non farla.
Voglio aiutarti a capire quali sono gli elementi che dovrebbero essere valutati prima di scegliere se utilizzarla oppure orientarsi verso un'alimentazione differente.
Perché esistono situazioni nelle quali la chetogenica può essere estremamente interessante. E ne esistono altre nelle quali possiamo ottenere ciò che vogliamo con una strada più semplice e più facilmente sostenibile.
Guara il video su keto e viaggi
La dieta migliore non è necessariamente quella che promette il risultato più veloce.
È quella che, nella tua situazione, ha realmente senso utilizzare. Buon ascolto.
Dopo le vacanze NON metterti subito a dieta ⚠️
2026/09/22
Le vacanze sono finite e magari ti ritrovi con qualche chilo in più, le abitudini un po' scombussolate e quella sensazione tipica di settembre che ti dice che è arrivato il momento di rimetterti in forma.
Ed è proprio qui che spesso facciamo il primo errore. Vogliamo recuperare tutto e subito.
Dopo settimane in cui magari abbiamo mangiato senza troppa attenzione, ci siamo mossi meno e abbiamo completamente perso la nostra routine, pretendiamo improvvisamente di passare all'estremo opposto: dieta rigidissima, palestra, camminate, corsa e mille nuove regole da seguire contemporaneamente. Sembra il modo migliore per ripartire. In realtà può essere il modo migliore per mollare tutto dopo poche settimane.
In questo episodio di Vivere in Chetogenica voglio parlarti proprio di come affrontare correttamente la ripartenza dopo le vacanze, perché questo è uno dei momenti dell'anno in cui vedo contemporaneamente tantissima motivazione e tantissima fretta.
E la fretta, quando parliamo di dimagrimento, può diventare un problema. Siamo circondati da messaggi che promettono risultati enormi in pochissimo tempo e questo finisce inevitabilmente per modificare le nostre aspettative.
Arriviamo al punto in cui una persona può perdere anche 8, 10 o 12 chili e considerarsi comunque insoddisfatta perché nella sua testa avrebbe dovuto perderne ancora di più. Per questo il primo passo della ripartenza dovrebbe essere stabilire un obiettivo sensato.
Da settembre al periodo natalizio abbiamo davanti circa tre mesi. È un periodo sufficientemente lungo per ottenere risultati importanti, ma non dobbiamo trasformarlo nell'ennesima corsa contro il tempo cercando di risolvere in poche settimane un problema che magari ci accompagna da anni. E soprattutto il nostro obiettivo non deve necessariamente riguardare soltanto il numero sulla bilancia.
Possiamo lavorare sul peso e sui centimetri, certamente, ma possiamo anche utilizzare questo periodo per migliorare aspetti della nostra quotidianità e del nostro benessere sui quali l'alimentazione può avere un ruolo.
C'è poi un secondo punto che per me è fondamentale. Se arrivi da un periodo completamente disordinato, non è detto che la cosa migliore sia passare immediatamente a una dieta rigidissima. Corpo e mente non amano particolarmente questi continui strattoni.
Per questo può essere molto più intelligente utilizzare la prima settimana come una sorta di fase di transizione. Non significa continuare a mangiare come in vacanza. Significa iniziare semplicemente a rimettere ordine.
Tornare a scegliere meglio gli alimenti, recuperare una certa regolarità nei pasti e nelle giornate e ricostruire gradualmente quelle abitudini che durante le vacanze abbiamo perso. In questo modo arriviamo alla settimana successiva già mentalmente preparati a seguire con maggiore precisione il programma, senza dover utilizzare tutta la nostra forza di volontà per passare violentemente dal completo disordine all'estremo controllo.
Lo stesso ragionamento vale per l'attività fisica. Uno degli errori classici di settembre è voler cambiare contemporaneamente ogni aspetto della propria vita. Inizio la dieta, mi iscrivo in palestra, comincio a camminare tutte le mattine, magari aggiungo anche la corsa e improvvisamente riempio la mia giornata di comportamenti che fino alla settimana precedente non facevano parte della mia quotidianità.
Per qualche giorno può funzionare benissimo. Quando la motivazione è alta siamo capaci di sostenere anche cambiamenti molto impegnativi. Il problema arriva dopo. Arriva quando la bilancia non ci dà esattamente il risultato che ci aspettavamo, quando abbiamo una settimana difficile al lavoro, quando arriva un problema familiare o semplicemente quando l'entusiasmo iniziale comincia inevitabilmente a diminuire.
Se tutto quello che abbiamo costruito richiede continuamente uno sforzo enorme, basta un piccolo elemento esterno per far saltare l'intero sistema. Ed è proprio questo che voglio evitare. Non mi interessa che tu riesca a essere perfetto per tre settimane. Mi interessa molto di più che quello che inizi a fare oggi possa diventare progressivamente parte della tua vita normale.
Per questo preferisco procedere per gradi: prima recuperiamo ordine e regolarità, poi rendiamo più precisa l'alimentazione e progressivamente inseriamo o riprendiamo anche l'attività fisica. La ripartenza di settembre è una grande opportunità proprio perché abbiamo davanti diversi mesi nei quali possiamo lavorare con continuità.
Ma dobbiamo sfruttare quella motivazione per costruire nuove abitudini, non per sottoporci all'ennesimo periodo estremo che terminerà appena qualcosa andrà storto. Perché il corpo ama la regolarità molto più degli estremi. E l'obiettivo finale non dovrebbe essere semplicemente arrivare a Natale con qualche chilo in meno per poi ritrovarci, qualche mese dopo, a ricominciare ancora una volta da capo.
L'obiettivo dovrebbe essere utilizzare questa ripartenza per costruire qualcosa di abbastanza sostenibile da accompagnarci anche oltre il dimagrimento. Quello che dico sempre ai miei pazienti è che vorrei aiutarli a fare la loro ultima dieta.
Non perché da quel momento potranno dimenticarsi dell'alimentazione, ma perché avranno finalmente costruito abitudini abbastanza solide da arrivare al mantenimento e smettere di vivere continuamente tra periodi di dieta rigidissima e periodi di completo abbandono.
Se sei appena tornato dalle vacanze e senti quella fortissima voglia di cambiare tutto da domani, ascolta questo episodio prima di partire.
Perché questa volta l'obiettivo non dovrebbe essere ripartire più forte possibile. Dovrebbe essere ripartire in un modo che ti permetta di non fermarti di nuovo.
Buon ascolto.
La bilancia serve. Ma se la usi per sempre stai sbagliando ⚠️
2026/09/15
Nel precedente episodio ti ho detto una cosa molto chiara: IN CHETOGENICA GLI ALIMENTI VANNO PESATI.
E oggi voglio dirti una cosa che apparentemente potrebbe sembrare l'esatto contrario: NON VOGLIO CHE TU DEBBA PESARE QUELLO CHE MANGI PER TUTTA LA VITA.
Non è una contraddizione. Anzi, sono due parti dello stesso percorso. Quando inizi una dieta chetogenica devi imparare a conoscere le quantità che stai realmente mangiando, perché non basta sapere COSA mettere nel piatto.
Devi sapere anche QUANTO ne stai mettendo. Proteine, carboidrati e grassi devono rispettare determinate proporzioni. Pensare di poter gestire completamente a caso le quantità significa perdere uno degli elementi fondamentali della chetogenica. Ma c'è un problema... Non viviamo con una bilancia da cucina in tasca.
Andiamo al ristorante. Viaggiamo. Mangiamo fuori casa. Ci troviamo in situazioni nelle quali pesare quello che abbiamo davanti è semplicemente impossibile. Ed è qui che entra in gioco una capacità che faccio sviluppare anche ai miei pazienti: ALLENARE L'OCCHIO ALLE PORZIONI.
In questo episodio di Vivere in Chetogenica ti spiego come utilizzare la bilancia non soltanto per pesare ciò che mangi, ma per insegnare progressivamente al tuo cervello a riconoscere le quantità. Il principio è molto semplice. Se il tuo piano prevede, per esempio, 150 grammi di pollo, prima di guardare il numero sulla bilancia prova a osservare quella porzione. Guardala. Memorizzala.
Cerca di capire visivamente quanto spazio occupa, quali sono le sue dimensioni e come appare nel piatto. Poi pesala. All'inizio probabilmente sbaglierai. Magari anche parecchio.
Ed è assolutamente normale. Ma se ripeti questo piccolo esercizio ogni volta che prepari un pasto, dopo qualche settimana inizierai a costruire una vera memoria visiva delle quantità. E da quel momento succede qualcosa di importante: LA DIETA DIVENTA PIÙ SEMPLICE DA VIVERE. Non devi andare al ristorante con la bilancia.
Non devi rinunciare a un viaggio perché non puoi pesare il piatto. Non devi essere perfetto al grammo. Devi aver costruito abbastanza esperienza da riuscire a capire, con una buona approssimazione, quanto stai mangiando. Nel podcast vedremo anche un passaggio ancora più interessante: IMPARARE A OSSERVARE GLI ALIMENTI PRIMA E DOPO LA COTTURA.
Perché 200 grammi di una determinata verdura cruda possono apparire completamente diversi una volta cotti. Lo stesso vale per carne e altri alimenti. Allenare anche questa associazione ti permette di diventare ancora più autonomo quando mangi qualcosa che ti viene servito già pronto. Ma attenzione. L'occhio si può anche STARARE.
Dopo aver imparato ad andare a occhio non significa che la bilancia debba sparire per sempre. Ogni tanto è utile fare una verifica: guarda una porzione; stimane il peso; poi mettila sulla bilancia e controlla quanto ti sei avvicinato.
Perché lentamente potresti iniziare a sovrastimare o sottostimare quello che hai nel piatto senza nemmeno rendertene conto. E questa capacità diventa ancora più importante quando arriverai al mantenimento e inizierai eventualmente a reinserire alimenti che durante la fase chetogenica non utilizzavi.
A quel punto il processo ricomincia: PESARE. OSSERVARE. IMPARARE. E poi tornare progressivamente a fidarti del tuo occhio. Perché la bilancia è uno strumento di apprendimento. NON dovrebbe diventare una condanna a vita.
L'obiettivo è conoscere abbastanza bene ciò che mangi da poter gestire la tua alimentazione anche quando la vita reale non ti permette di essere perfetto.
Ed è proprio questa autonomia che trasforma progressivamente una dieta in qualcosa di molto più vicino a uno stile di vita. Buon ascolto.
A dieta da una vita? Ti manca questa parte ⚠️
2026/09/08
“Sono a dieta da una vita.” È una delle frasi che sento più spesso quando incontro per la prima volta una persona che vuole iniziare un percorso con me.
C'è chi ha iniziato a fare diete a 15 anni.
Chi ne fa da venti o trent'anni.
Chi ha perso peso tante volte e altrettante volte si è ritrovato a dover ricominciare.
E allora voglio partire proprio da una domanda: se sei a dieta da una vita, il problema è davvero che le diete non hanno funzionato?
Perché molto spesso è successo esattamente il contrario. Hai fatto una dieta. Hai perso peso. Hai raggiunto il risultato.
Poi, lentamente, sei tornato alle vecchie abitudini e quel peso è tornato. Ed eccoti davanti all'ennesima dieta. In questo episodio di Vivere in Chetogenica voglio parlarti proprio di questo circolo vizioso e soprattutto di come provare a interromperlo. Perché perdere peso e mantenere il peso perso sono due problemi diversi.
E concentrarci esclusivamente sul primo significa rischiare di ritrovarci, tra qualche mese o qualche anno, esattamente al punto di partenza. La dieta è uno strumento.
Può essere chetogenica, low carb o di altro tipo: deve avere criteri sensati, essere costruita correttamente e portarci dal punto A al punto B. Ma arrivare al punto B non basta. Il vero risultato per me non è soltanto vedere un certo numero sulla bilancia alla fine del percorso. È risentirti un anno dopo e scoprire che quel risultato è ancora lì.
Ed è proprio qui che entra in gioco quella parte che troppo spesso viene dimenticata: le abitudini. Se per dimagrire devi stravolgere completamente la tua vita, eliminare tutto quello che normalmente fai, vivere per qualche mese in una condizione che non potrai mai mantenere, stai costruendo qualcosa che ha già una data di scadenza.
Prima o poi dovrai tornare alla tua vita. E allora cosa succederà? Per questo il lavoro sul mantenimento deve iniziare durante il dimagrimento, non dopo.
L'alimentazione deve essere compatibile con il tuo lavoro, con la tua famiglia, con i tuoi orari, con la tua socialità e con la persona che sei.
E contemporaneamente dobbiamo iniziare a sostituire, attraverso la pratica, quelle abitudini che negli anni ti hanno portato continuamente allo stesso risultato. Non basta sapere che un comportamento ti fa male.
Non basta prometterti che questa volta avrai più forza di volontà. Devi costruire comportamenti nuovi e ripeterli abbastanza a lungo da renderli parte della tua quotidianità. È questo che intendo quando parlo con i miei pazienti di “ultima dieta”.
Non significa prometterti che non dovrai mai più prestare attenzione a ciò che mangi. Significa affrontare il prossimo percorso con un obiettivo completamente diverso: non dover ricominciare tutto da capo ancora una volta.
Se anche tu dici di essere “a dieta da una vita”, questo episodio è per te. Perché forse non ti è mai mancata la capacità di perdere peso. Forse ti è sempre mancato quello che viene dopo.
Buon ascolto.
La chetogenica non fallisce quando sgarri. Fallisce prima. ⚠️
2026/09/01
Ci sono errori che sulla carta sembrano piccoli.Non pesare gli alimenti.
Bere troppo poco.Trascurare l'integrazione.Pensare che la chetogenica possa sostituire completamente l'attività fisica.
Oppure stravolgere per qualche settimana tutta la propria vita pur di ottenere il risultato il più velocemente possibile.
Presi singolarmente possono sembrare dettagli.Nella pratica, dopo aver seguito migliaia di persone, il Dott. Lorenzo Vieri li ha visti trasformarsi continuamente in ostacoli ai risultati, al benessere e soprattutto alla capacità di mantenere nel tempo ciò che si è ottenuto.
In questo episodio di Vivere in Chetogenica analizziamo quindi i 5 errori più frequenti che Lorenzo ha osservato nei suoi pazienti durante un percorso chetogenico.Il primo riguarda uno dei miti più resistenti della chetogenica:“Basta mangiare alimenti keto e non serve pesare nulla.”Ma una dieta chetogenica strutturata richiede un corretto rapporto tra proteine, carboidrati e grassi.
Andare completamente a occhio può significare ritrovarsi con un'alimentazione troppo proteica, troppo calorica o semplicemente diversa da quella che pensiamo di stare seguendo.Il secondo errore riguarda qualcosa di ancora più semplice: l'acqua.
La chetogenica può comportare una maggiore perdita di liquidi, soprattutto nelle prime fasi. Trascurare l'idratazione può quindi contribuire a crampi, mal di testa, pressione bassa, stanchezza e difficoltà intestinali.Poi arriviamo al terzo errore: ignorare completamente il tema dei sali minerali.
Nel podcast Lorenzo affronta il ruolo di sodio, potassio e magnesio e spiega perché idratazione e gestione degli elettroliti meritano attenzione durante un percorso chetogenico.Il quarto errore è utilizzare la dieta come una scusa per smettere di muoversi.Attività fisica ed esercizio non sono esattamente la stessa cosa, ma entrambi possono avere un ruolo importante all'interno di un percorso di cambiamento.
La chetogenica non dovrebbe diventare il sistema con cui provare a evitare completamente il movimento.E infine arriviamo probabilmente all'errore più importante.Stravolgere completamente la propria vita pur di riuscire a stare a dieta.Niente cene.Niente uscite.
Niente socialità.Per qualche settimana stringi i denti, utilizzi tutta la forza di volontà possibile e magari raggiungi anche il risultato.
Poi?Poi devi tornare a vivere.Ed è proprio lì che può iniziare il problema.Perché l'obiettivo non dovrebbe essere costruire una vita temporaneamente compatibile con la dieta.Dovrebbe essere costruire un'alimentazione compatibile con la vita che dovrai continuare a vivere.La forza di volontà ha una data di scadenza.
Le abitudini, invece, possono rimanere.
Ed è proprio questa la differenza tra ottenere semplicemente un risultato e riuscire finalmente a mantenerlo.Se stai facendo una dieta chetogenica, se stai pensando di iniziarla oppure se ne hai già fatte diverse in passato, questo episodio può aiutarti a evitare cinque errori che Lorenzo continua a vedere nella pratica quotidiana.
Perché l'obiettivo non dovrebbe essere iniziare l'ennesima dieta.Dovrebbe essere riuscire a fare l'ultima.
Buon ascolto.
Mangia quanto vuoi, basta che sia keto”: la bugia che rovina la chetogenica ⚠️
2026/08/25
Mangia quanto vuoi. Basta eliminare i carboidrati.”“Se un alimento è keto, puoi mangiarlo a sazietà.”“Le verdure? Quelle non serve nemmeno pesarle.
”Sono frasi che continuano a circolare quando si parla di dieta chetogenica.
E sono anche uno dei modi più semplici per trasformare quella che dovrebbe essere una dieta chetogenica in qualcosa di completamente diverso.In questo episodio di Vivere in Chetogenica, il Dott. Lorenzo Vieri affronta uno dei miti più duri a morire: l'idea che in chetogenica sia sufficiente scegliere gli alimenti “giusti”, senza preoccuparsi delle quantità.Perché la chetogenica non è semplicemente una dieta nella quale elimini pane, pasta e zuccheri per poi mangiare liberamente tutto il resto.
Alla base ci sono precise proporzioni tra carboidrati, proteine e grassi.E quelle proporzioni vengono espresse in grammi.
Da qui nasce una domanda molto semplice: se abbiamo stabilito quanti grammi di carboidrati, proteine e grassi dobbiamo assumere, come possiamo pensare di rispettarli mangiando quantità casuali?
Lorenzo spiega anche perché alcune persone riescono inizialmente a perdere peso pur mangiando alimenti keto a sazietà.In alcuni casi, soprattutto quando il peso da perdere è importante, mettere ordine nell'alimentazione può essere sufficiente per creare comunque un deficit calorico. In altri casi, la maggiore sazietà può portare spontaneamente a mangiare meno.
Ma ottenere un risultato sulla bilancia non significa necessariamente aver costruito correttamente una dieta chetogenica.E soprattutto non significa che quel sistema continuerà a funzionare nel tempo.
Durante l'episodio vedremo cosa può succedere quando smettiamo di controllare le quantità: possiamo alterare il rapporto tra i macronutrienti, assumere troppe proteine, introdurre più carboidrati del previsto oppure semplicemente mangiare una quantità di energia incompatibile con il nostro obiettivo.
E sì: anche le verdure vanno considerate.Perché “verdura” non significa “zero carboidrati”.Quando il margine giornaliero è di poche decine di grammi di carboidrati, anche quantità apparentemente piccole possono diventare rilevanti.
C'è poi un altro problema.Se non sai quanto stai mangiando, cosa fai quando il peso si blocca?Cosa modifichi?Quanto togli?
Come puoi capire se il problema sono i carboidrati, le proteine, i grassi oppure semplicemente l'apporto energetico complessivo?Non puoi correggere con precisione qualcosa che non hai mai misurato.
Ed è questo il punto centrale dell'episodio.La chetogenica non è semplicemente una lista di alimenti permessi e vietati.
Se vuoi praticarla realmente, quantità e proporzioni fanno parte del metodo.E se qualcuno continua a dirti che puoi mangiare tutto a sazietà purché sia “keto”...forse è arrivato il momento di fargli ascoltare questo episodio.
Buon ascolto.
Se non hai un Piano B, la tua chetogenica è già a rischio ⚠️
2026/08/18
Hai organizzato tutto.Sai cosa devi mangiare.
Hai il tuo piano alimentare.
Hai deciso cosa preparare a pranzo e cosa cucinare a cena.Poi arriva la vita vera.
Torni a casa tardi. Ti accorgi di non aver fatto la spesa. Devi andare a prendere tuo figlio. Succede un imprevisto.
Hai cinque minuti per mangiare e nel frigorifero non c'è quello che avevi programmato.Ed è proprio in questi momenti che moltissime diete iniziano a saltare.
Non perché manchi la motivazione.Non perché la chetogenica sia impossibile da seguire.Ma perché manca un Piano B.In questo episodio di Vivere in Chetogenica, il Dott. Lorenzo Vieri affronta uno degli aspetti più pratici – e spesso sottovalutati – di qualsiasi percorso alimentare: imparare a gestire gli imprevisti senza trasformarli automaticamente in uno sgarro.
Perché il problema non è che qualcosa vada storto.Prima o poi succederà.Il problema è arrivare a quel momento senza aver pensato prima a cosa fare.
Lorenzo propone quindi un vero esercizio: individuare in anticipo quali sono i momenti della settimana, della giornata o persino dell'anno in cui diventa più difficile rispettare il proprio piano alimentare.Una volta individuati, bisogna costruire il proprio pasto d'emergenza.
Un piatto semplice, veloce, compatibile con la chetogenica e realizzabile utilizzando alimenti che possiamo avere praticamente sempre disponibili in frigorifero, freezer o dispensa.Uova, tonno, affettati, formaggi quando compatibili con le proprie esigenze, verdure fresche o surgelate: non esiste necessariamente un unico Piano B valido per tutti.
L'obiettivo è costruire quello che funziona per te e per il tuo piano alimentare.Ma attenzione.Avere un Piano B non significa vivere costantemente in emergenza.
Se ogni colazione deve essere preparata in due minuti, ogni pranzo in cinque e ogni cena diventa una corsa contro il tempo, il problema non è più l'imprevisto: è l'organizzazione della tua quotidianità.Ed è proprio qui che Lorenzo introduce una distinzione fondamentale.L'emergenza deve essere l'eccezione, non la regola.
Un percorso alimentare richiede anche tempo da dedicare a noi stessi, alla preparazione dei pasti e alla costruzione di nuove abitudini.
Altrimenti basta il primo contrattempo per abbandonare tutto e pronunciare la frase che ha rovinato migliaia di diete:“Vabbè, ormai oggi è andata.
Ricomincio domani.”Il Piano B serve proprio a evitare quel momento.
Perché seguire bene una dieta quando tutto va secondo i programmi è relativamente facile.
La vera abilità è sapere cosa fare quando i programmi saltano.
🎧 Buon ascolto.
Se viaggi, la chetogenica diventa una trappola ⚠️
2026/08/11
Sei in chetogenica, a casa va tutto bene. Hai la tua spesa, i tuoi alimenti, conosci le quantità, sai cosa preparare e riesci a organizzare la giornata.
Poi parti. Hotel. Ristoranti. Autogrill. Aeroporti. Cene di lavoro.
Orari completamente diversi. Nessuna bilancia e, magari, una cucina che non conosci nemmeno.
Ed ecco che una dieta che sembrava semplice diventa improvvisamente molto più complicata. Ma viaggiare significa necessariamente mandare all'aria la chetogenica?
No. Significa però imparare a gestirla in maniera diversa. In questo episodio di Vivere in Chetogenica, il Dott. Lorenzo Vieri affronta un problema che riguarda non soltanto chi parte per le vacanze, ma soprattutto chi trascorre buona parte della propria vita fuori casa: agenti di commercio, export manager, trasfertisti, camionisti e, più in generale, chi viaggia frequentemente per lavoro. Perché quando non puoi pesare quello che mangi, non puoi cucinare e non puoi sapere esattamente cosa troverai nel piatto, devi sviluppare qualcosa di molto più importante della capacità di seguire un menu.
Devi imparare a scegliere. Lorenzo spiega perché è fondamentale allenare l'occhio alle porzioni e imparare a riconoscere gli alimenti compatibili con il proprio piano alimentare, anche quando non abbiamo il controllo completo sulla preparazione del pasto.
Ma soprattutto parla di organizzazione. Perché uno degli errori peggiori è aspettare di avere fame per iniziare a chiedersi dove mangiare.
Se sai che dovrai pranzare fuori, puoi sapere prima dove fermarti, cosa troverai e quali alternative avrai a disposizione.
Arrivare impreparati significa invece rischiare di ritrovarsi davanti a pochissime possibilità compatibili con il proprio percorso.
Nell'episodio parleremo anche di attività fisica durante le trasferte, qualità del sonno, regolarità intestinale, gestione del jet lag e utilizzo strategico del digiuno intermittente quando sai già che sarà praticamente impossibile organizzare correttamente un determinato pasto.
E vedremo anche quando prodotti e pasti pronti keto-compatibili possono diventare uno strumento utile: non come base dell'alimentazione quotidiana, ma come soluzione occasionale d'emergenza quando le alternative sono pochissime.
Perché il viaggio non deve diventare la scusa per interrompere continuamente il tuo percorso. Puoi essere in aeroporto.
Puoi dormire ogni sera in un hotel diverso.
Puoi mangiare al ristorante.
Puoi trascorrere buona parte della settimana lontano da casa. Ma con organizzazione, consapevolezza e qualche strategia puoi continuare a ottenere risultati.
Anche con una valigia sempre pronta.
Buon ascolto.
Tre tecniche per distruggere la fame nervosa ⚠️
2026/08/04
Ti è mai capitato di aprire la dispensa senza avere davvero fame?
Di cercare qualcosa di dolce dopo una giornata pesante?
Di prometterti che sarebbe stata "l'ultima volta" e ritrovarti, poche ore dopo, a fare esattamente la stessa cosa?
Se sì, probabilmente non stavi combattendo contro la fame. Stavi combattendo contro la fame nervosa.
Ed è una battaglia che milioni di persone affrontano ogni giorno. La fame nervosa è uno dei motivi principali per cui tantissime diete falliscono.
Non perché il piano alimentare sia sbagliato, ma perché il problema non nasce nello stomaco. Nasce nella testa.
In questo episodio di Vivere in Chetogenica, il Dott. Lorenzo Vieri ti spiega tre strategie pratiche che utilizza quotidianamente con i suoi pazienti per imparare a riconoscere e gestire la fame emotiva. Scoprirai come utilizzare la tecnica dei 10 minuti per interrompere gli impulsi automatici, come distinguere una vera fame biologica da una fame emotiva attraverso il metodo "testa o pancia" e perché la stabilità della glicemia può fare una differenza enorme nel controllo dell'appetito.
Parleremo anche di abitudini, di trigger ambientali, del ruolo dello stress e del motivo per cui spesso non è la forza di volontà a mancare, ma una strategia efficace.
Perché la fame nervosa non si elimina combattendola.
Si elimina imparando a riconoscerla. E quando smette di controllare le tue scelte, seguire qualsiasi percorso alimentare diventa improvvisamente molto più semplice.
Buon ascolto.
Hai rovinato la tua chetogenica senza saperlo ⚠️
2026/07/28
Hai perso peso.
Magari anche tanto.
Ti guardavi allo specchio e finalmente vedevi un cambiamento che aspettavi da anni. Poi è successo qualcosa.
Hai ricominciato a mangiare "normalmente". All'inizio sembrava andare tutto bene. Qualche sgarro, una cena fuori, un weekend diverso dal solito.
Poi la bilancia ha ricominciato lentamente a salire. E a quel punto hai pensato esattamente quello che pensano migliaia di persone:
"La chetogenica funziona... ma appena smetti riprendi tutto." È davvero così? Oppure il problema è un altro? In questo episodio di Vivere in Chetogenica, il Dott. Lorenzo Vieri spiega perché questa è probabilmente la convinzione più diffusa e, allo stesso tempo, una delle meno corrette sulla dieta chetogenica. Il punto, infatti, non è quasi mai la chetogenica.
Il punto è quello che succede dopo. Troppo spesso si considera il dimagrimento come il traguardo finale. Si perde peso, si interrompe la dieta e si torna esattamente alle stesse abitudini che avevano portato all'aumento di peso negli anni precedenti.
E se nulla cambia nelle abitudini, perché dovrebbe cambiare il risultato? Scoprirai perché la fase di transizione è una parte fondamentale del percorso, perché il reinserimento graduale degli alimenti non è un dettaglio ma una vera e propria strategia metabolica e quali sono gli errori che, giorno dopo giorno, portano moltissime persone a recuperare tutto il peso perso.
Parleremo anche del ruolo delle abitudini, della programmazione, degli eventi come vacanze, matrimoni e occasioni speciali e del motivo per cui una dieta dovrebbe sempre essere pensata guardando ai prossimi anni, non alle prossime settimane.
Perché il vero successo non è perdere dieci chili.
È non doverli perdere una seconda volta. Se anche tu hai sempre pensato che il problema fosse la chetogenica, questo episodio potrebbe farti cambiare completamente prospettiva.
🎧 Buon ascolto.
Il problema non è la nutrizione. È chi te la spiega ⚠️
2026/07/21
Apri Facebook.
Apri Instagram.
Apri TikTok.
Ti bastano pochi minuti per trovare qualcuno che ti spiega come mangiare.
C'è chi demonizza la frutta. Chi dice che i carboidrati sono veleno. Chi sostiene che la dieta chetogenica distrugga i reni.
Chi afferma che il digiuno intermittente sia pericoloso. E pochi secondi dopo trovi qualcuno che sostiene esattamente il contrario.
Alla fine chi ha ragione? Ed è proprio qui che nasce il problema. Oggi non manca l'informazione. Ne abbiamo fin troppa. Quello che manca è la capacità di distinguere un'opinione da una competenza.
In questo episodio di Vivere in Chetogenica, il Dott. Lorenzo Vieri e la Dott.ssa Costanza Bazzoli affrontano uno dei temi più delicati della nutrizione moderna: la disinformazione. Perché basta leggere un articolo, guardare un video o provare una dieta per sentirsi improvvisamente esperti. E sui social questo fenomeno è diventato enorme.
Ogni giorno migliaia di persone rilasciano consigli nutrizionali senza conoscere davvero la fisiologia, la biochimica, gli studi scientifici o l'esperienza clinica necessaria per contestualizzare ciò che stanno dicendo.
Il risultato è sempre lo stesso: paura, dubbi e una confusione che porta molte persone a non sapere più cosa mangiare. In questo episodio parleremo di chetogenica, ma soprattutto di metodo. Di come valutare una fonte.
Di come riconoscere chi sta divulgando perché conosce un argomento e chi invece sta semplicemente ripetendo uno slogan letto da qualche parte. Perché uno studio scientifico, preso da solo, non dimostra quasi mai quello che qualcuno vuole farti credere.
E perché un commento letto sui social non dovrebbe mai avere lo stesso peso dell'esperienza di un professionista che studia e segue pazienti ogni giorno.
La nutrizione è una cosa troppo importante per essere affidata al primo influencer che compare nel feed. Imparare a scegliere da chi farsi guidare è probabilmente la decisione più importante che puoi prendere per la tua salute.
🎧 Buon ascolto.
Perché tutte le tue diete hanno fallito ⚠️
2026/07/14
Hai seguito una dieta. Poi un'altra. Poi un'altra ancora. All'inizio funzionavano tutte.
La bilancia scendeva, i vestiti tornavano a chiudersi, la motivazione era alle stelle e sembrava finalmente di aver trovato "la dieta giusta".
Poi, però, succedeva sempre la stessa cosa. La motivazione diminuiva. Arrivava una cena fuori, una vacanza, un periodo stressante, qualche imprevisto. Le vecchie abitudini riprendevano lentamente il sopravvento e, quasi senza accorgertene, il peso tornava esattamente dov'era prima. A volte anche qualcosa in più.
Così ripartivi. Con un'altra dieta. Con un'altra promessa. Con un'altra speranza. E dopo anni ti ritrovi a dire una frase che noi sentiamo praticamente ogni giorno: "Ho provato di tutto." Ma sei sicuro che il problema fosse davvero la dieta?
In questo episodio di Vivere in Chetogenica, il Dott. Lorenzo Vieri e la Dott.ssa Costanza Bazzoli affrontano uno dei più grandi equivoci del mondo del dimagrimento: continuare a cambiare metodo senza cambiare ciò che, in realtà, ha generato il problema. Perché una dieta può insegnarti cosa mangiare. Può darti un menù.
Può farti perdere peso. Ma non può, da sola, cambiare il tuo rapporto con il cibo. Non può insegnarti a gestire la fame nervosa, lo stress, la noia, gli imprevisti, le cene fuori, le vacanze, le ricadute e tutte quelle situazioni che, prima o poi, ogni persona si trova inevitabilmente ad affrontare.
Ed è proprio qui che nasce il famoso effetto yo-yo. Non perché la dieta non funzioni. Ma perché finisce il percorso senza che sia cambiata davvero la persona. In questo episodio parleremo di motivazione, di educazione alimentare, di comportamento, di nuove abitudini e di quello che, secondo la nostra esperienza clinica quotidiana, fa davvero la differenza tra chi perde peso per qualche settimana e chi riesce a mantenerlo negli anni.
Scoprirai perché il vero successo non è vedere un numero più basso sulla bilancia. È guardarti un anno dopo e accorgerti che quel risultato è ancora lì.
Perché il dimagrimento non è il traguardo. È soltanto l'inizio. E forse la dieta giusta non è quella che ti fa perdere più peso. È quella che, una volta finita, non ti costringe a ricominciare da capo.
🎧 Buon ascolto.
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