1781211112
Vi racconto

Advertise on podcast: Vi racconto

This podcast has
21 episodes
Language
Italian
Explicit
No
Date created
2024/11/22
Latest episode
2025/03/31
Average duration
7 min.
Release period
8 days

Description

Vi racconto, la rubrica di Cine34 dedicata al mondo del cinema, diventa anche un podcast.  Dieci episodi, con cadenza settimanale, narrati dalla voce di Enrico Vanzina, un viaggio tra le stelle del grande schermo, ricco di aneddoti e curiosità, alla scoperta di registi, attori e attrici con cui il celebre regista ha avuto il piacere e l’onore di lavorare durante tutta la sua carriera.

Unlock Vi racconto podcast Email contact info,
Listeners & Audience details

Email contact information

Direct podcast contact details

Listeners

Audience numbers & engagement insights

Audience details

Podcast Insights

Podcast episodes

Check latest episodes from Vi racconto podcast


Oltre Fantozzi: l'inconfondibile stile di Luciano Salce
2025/03/31
Luciano Salce, uomo molto particolare, attore e regista fantastico. Ho avuto il piacere di conoscerlo bene perché mio papà adorava Luciano; collaborano ad esempio nel film “Piccola posta”, in cui Steno era letteralmente incantato da Salce. E poi basta un titolo: “Fantozzi”. Luciano è stato il regista dei primi due capitoli, anche se inizia con dei film particolari che negli anni '60 cambiano tutto e che vanno dal realismo alla commedia. “L’anatra all’arancia”, “La presidentessa”, “Ti ho sposato per allegria”: Salce è il cuore della commedia. Il suo percorso è quello che possiamo definire una carriera meravigliosa, che ha compreso, insieme al cosiddetto “gruppo dei tre gobbi” (insieme a Franca Valeri e Vittorio Caprioli), anche il teatro.  
Dai romanzi allo schermo: il mondo di Mauro Bolognini
2025/03/24
Mauro è stato un grandissimo regista, purtroppo dimenticato dalle nuove generazioni. Elegantissimo, architetto, rientra tra i grandi cineasti che hanno fatto film che possiamo definire calligrafici, importantissimi, con storie bellissime tratte da grandi romanzi. Mauro comincia con un film semplice, scritto da mio papà, "Ci troviamo in galleria"; mi ricordo che abitavamo vicini. Bolognini e Steno erano legatissimi e ogni tanto li vedevi insieme passeggiare in centro. L’incontro con Pasolini fu un grande tassello nella carriera di Mauro, che ad un certo punto inizia un’operazione di cinema allargato, usando ad esempio tanti attori stranieri, dai francesi più famosi fino ad Anthony Quinn. Mi piace ricordare Mauro Bolognini come un grande intellettuale del cinema semplice.
Tra papato e popolino: Roma nel cinema di Luigi Magni
2025/03/17
Mi viene da sorridere pensando a Gigi Magni, perché tra tutti i personaggi che ho conosciuto lui era in assoluto quello più simpatico. Conosceva, amava, raccontava Roma, la sua città. Inizia come sceneggiatore, lavorando anche con Mario Monicelli e fa tanto teatro. Ad un certo punto inizia la sua carriera da regista e lo fa con un gran film, “Faustina” e poi con un’altra grande pellicola, “Nell’anno del signore”. Gigi porta avanti un cinema veramente interessante, rifugiandosi nel costume, perché forse un po' stanco del contemporaneo. Ho un grande ricordo di Luigi Magni: gli facevo cantare tante canzoni perché era un grande conoscitore della musica italiana degli anni ’30 e ’40. La storia del cinema italiano senza Luigi Magni sarebbe veramente più piccola.
Roberto Benigni: il giullare moderno
2025/03/10
Il più grande attore del cinema italiano, uno dei più famosi al mondo, un genio. Roberto è un fuoriclasse, dotato di un’intelligenza superiore e di una grande profondità. Conoscitore assoluto di questo paese, innamorato di questo paese, mi commuovo sempre al pensiero di Sophia Loren che gli consegna l’Oscar. Roberto è veramente il buffone di corte che rivela la verità. Dai piccoli ai grandi film, da “Johnny Stecchino” a “Non ci resta che piangere” fino a “La vita è bella”, scritto con Vincenzo Cerami, che gli permette di tirare fuori tutta la tavolozza della sua arte. Roberto Benigni è un incanto.
Sergio Corbucci: il regista senza confini
2025/03/03
Sergio è stato per me un grandissimo amico; soprannominato Corbù da Paolo Villaggio, è stato un intellettuale, artigiano e un formidabile regista. Ad un certo punto della sua carriera entra a piè pari nel western, realizzando capolavori come “Django” e “Il grande silenzio”. In seguito prende una direzione diversa e si butta nella commedia, con film importanti come “Il bestione” e “Rimini Rimini”, diventato ormai un cult. Chiude la carriera con un film malinconico, “Night club”, un’opera tosta, contradditoria, ma ricca di grandi personaggi.   
Luigi Comencini: il Maestro che raccontò l'Italia
2025/02/24
Luigi Comencini fa parte della cosiddetta “triade del Nord”, insieme a Dino Risi ed Alberto Lattuada, ovvero tre grandi registi arrivati a Roma che hanno fatto grande il cinema italiano. La sua parabola è simile a quella della mia famiglia, con i suoi componenti che lavorano in ambito cinematografico. Il suo è un cinema popolare, ma intelligente. Raggiunge il successo con “Pane, amore e fantasia” e poi con “Pane, amore e gelosia”; fa film strepitosi come “Tutti a casa”, in cui racconta la guerra con il sapore dell’italianità. Mescola sempre ironia e drammaticità, rendendo sempre gli attori caratteristi quasi dei protagonisti. In tutta la sua produzione ha mantenuto sempre una sorta di equilibrio, unito ad una grande intelligenza.
Ettore Scola: la scrittura come primo ciak
2025/02/17
Ettore Scola è stato un grande regista perché prima di tutto è stato un grandissimo sceneggiatore. Ha capito per primo il rapporto stretto tra cinema e messa in scena del cinema. Il primo ricordo che ho è di quando veniva a casa di mio padre Steno per sceneggiare “Un americano a Roma”. Lavora con i più grandi, come Sordi e Tognazzi e confeziona uno dei film più belli della storia del cinema, il suo capolavoro, “C’eravamo tanti amati”. Ettore Scola mi ha insegnato una cosa fondamentale della commedia all’italiana: non bisogna mai essere moralisti, perché esistono anche le ragioni degli altri.    
Dino Risi: il Billy Wilder del cinema italiano
2025/02/10
E’ una grande emozione per me raccontare Dino Risi. Nasce a Milano in una famiglia borghese, studia medicina e diventa medico, ma la passione per il cinema stravolge la sua vita; a Roma conosce Carlo Ponti e da lì inizia tutta la sua carriera. Rilancia il cinema italiano con “Poveri ma belli”, fa film comici fino al suo capolavoro, “Il sorpasso”, dove mischia umorismo e crisi in maniera unica. Lavora con Totò, Sordi, Manfredi, Gassman, tutti i più grandi attori e attrici del cinema italiano. Dino fu un regista eclettico, gentile, che seppe raccontare l’Italia con una grazia formidabile.
Il talento di Mario Monicelli: genio, ironia e libertà
2025/02/03
Mario è stato uno dei giganti del cinema italiano. Figlio di una famiglia di intellettuali, si laurea in lettere ed inizia la carriera con mio padre Steno, il suo miglior amico. Insieme formano una coppia di abili sceneggiatori e girano i primi film di Totò. Mario sale alla ribalta con “I soliti ignoti”, un film straordinario e poi con “La grande guerra”, dove mescola dramma, storia e umorismo. Ogni volta rimanevo incantato di come raccontava il cinema, con la sua gentilezza, cordialità, mai una parola di troppo.
Tra clown e poeti: il mondo di Federico Fellini
2025/01/27
Federico nasce a Rimini e fin da subito dimostra un grande interesse per il cinema e soprattutto per il disegno; fu mio padre Steno, allora segretario di redazione, ad assumerlo per la prima volta come disegnatore. La sua fu una produzione limitata, ma eccelsa, da “Lo sceicco bianco” a “La dolce vita”, forse il suo film più enigmatico, complesso, ma altrettanto meraviglioso. E poi “8 ½”, il suo capolavoro, insieme al suo alter ego Marcello Mastroianni e “Amarcord”. Film indimenticabili che rimarranno scolpiti nella storia del cinema italiano ed internazionale.
Carlo Vanzina: l'uomo dietro i cinepanettoni
2025/01/13
Questo episodio è il più difficile, ma anche il più facile, quello su mio fratello Carlo, un vero e proprio fenomeno. Divenne subito aiuto regista di Mario Monicelli ed ebbe l’opportunità di lavorare su set incredibili, da “Romanzo popolare” a “L’armata Brancaleone”. Dopo aver rifiutato una proposta di Carlo Ponti iniziammo a lavorare insieme; facemmo film bruttissimi, al principio, poi mettemmo a fuoco un altro grande fenomeno, Diego Abatantuono e con lui e Jerry Calà girammo “I fichissimi”; da lì la nostra carriera non si è più fermata. Tutto con un grande obiettivo: fare commedie che fotografassero anche la realtà. Carlo è stato il miglior regista, sceneggiatore, fratello, che potessi mai avere.
Ugo Tognazzi: il cuoco, il comico, l'attore
2025/01/06
Gassmann, Manfredi, Sordi e Tognazzi: i quattro moschettieri della commedia all’italiana. Ugo Tognazzi l’ho conosciuto bene ed è l’esempio perfetto di come si arrivi ai vertici del cinema partendo dall’avanspettacolo. Il contatto diretto con il pubblico nei polverosi teatri di provincia fu la molla che gli permise di coltivare il suo talento innato. Fu un personaggio strepitoso, amante della vita, del cibo, delle donne, passioni che riportò magistralmente dalla realtà allo schermo, da “Amici miei” a “I nuovi mostri”.
Vittorio Gassman: la voce profonda del cinema italiano
2024/12/30
Il “mattatore”, così era soprannominato l’attore più completo di tutto lo spettacolo italiano. Dotato di talento, carisma, intelligenza, bellezza, Vittorio iniziò all’Accademia nazionale d’arte drammatica “Silvio D’Amico”, fucina di grandi attori e attrici del cinema nostrano. Interpretò magistralmente sia drammi che commedie: “Riso amaro”, “I soliti ignoti”, fino a “Il sorpasso” di Dino Risi, forse il ruolo più iconico nella carriera di questo gigante del cinema italiano. 
Raimondo Vianello: dallo sketch al salotto televisivo
2024/12/23
Ho conosciuto bene Raimondo Vianello, l’esempio perfetto della comicità inglese trasportata nel cinema italiano. Figlio di un ammiraglio, sempre elegantissimo, inizia la sua vita professionale nientemeno che con Ugo Tognazzi nel programma “Un due tre”. Dal cinema alla televisione privata, insieme alla moglie Sandra Mondaini, senza tralasciare la sua enorme passione per il calcio.
Walter Chiari: il genio ribelle della risata italiana
2024/12/16
Insieme a Paolo Panelli e Raimondo Vianello, Walter Chiari è stato per me e mio fratello un idolo assoluto; bello e spiritoso, un uomo che ha affrontato la vita con la simpatia che aveva dentro. Da “Studio Uno” alle vicende sui set, dall’arresto agli spettacoli più belli dell’arte drammatica. Ecco a voi il gigante Walter Chiari.

Podcast reviews

Read Vi racconto podcast reviews


0 out of 5
0 reviews

Podcast sponsorship advertising

Start advertising on Vi racconto relevant audience podcasts


What do you want to promote?