
Advertise on podcast: Oltre i mercati
This podcast has
55 episodes
Language
ItalianPublisher
Antonello SannaExplicit
No
Date created
2025/03/12
Latest episode
2026/06/24
Average duration
26 min.
Release period
12 days
Description
Navigare in un mondo complesso significa capire dove investire e come proteggere il proprio stile di vita.
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Correzione sul Nasdaq, Fed sotto Kevin Walsh e il BTP Italia: cosa muove i mercati questa settimana
2026/06/24
In questa puntata di Oltre i Mercati, Nicola Cardia e Tommaso Gervasoni analizzano la correzione degli ultimi giorni sul Nasdaq e sul comparto AI, il cambio di passo alla Federal Reserve con il neoeletto Kevin Walsh — una "colomba travestita da falco" che mantiene i tassi alti più a lungo — e le tensioni contrapposte tra riapertura parziale dello Stretto di Hormuz e pressione inflattiva. Si passa poi ai titoli singoli: la quotazione di SpaceX a valutazioni fuori scala, la rotazione settoriale tra Big Tech e semiconduttori, l'attesa per la trimestrale di Micron e un confronto sulle valutazioni di Microsoft, Amazon e Google rispetto al mercato. Chiude l'episodio un chiarimento tecnico fondamentale sul BTP Italia indicizzato all'inflazione, spiegando perché il rendimento promesso non funziona come molti risparmiatori retail si aspettavano.
Hormuz, AI e BCE: tre fronti aperti tra geopolitica, mercati e tassi
2026/06/04
La puntata affronta tre temi centrali: l'evoluzione dello Stretto di Hormuz, dove la tregua tra Iran e Stati Uniti regge ma rimane fragile, condizionata dal fronte libanese e dall'attrito tra Trump e Netanyahu; il settore dell'intelligenza artificiale, con la trimestrale di Broadcom che offre lo spunto per ragionare su volatilità, Capex, metriche valutative emergenti (free cash flow vs. P/E) e la distorsione degli indici di borsa — in particolare il Nasdaq, sempre più indice settoriale dominato da pochi titoli; infine le attese per la riunione BCE della settimana successiva, con il mercato che sconta un rialzo di 25 bps nonostante i dubbi sull'efficacia di una stretta monetaria in un contesto di inflazione energetica e crescita stagnante.
Hormuz, Intelligenza Artificiale e Banche Centrali: i mercati tra guerra e hype tecnologico
2026/05/27
La seconda puntata della seconda stagione di "Oltre i Mercati" affronta tre temi chiave. Sul fronte geopolitico, Nicola e Tommaso analizzano gli sviluppi dello Stretto di Hormuz: dopo giorni di tensione tra Iran e Stati Uniti, un memorandum d'intesa prevede la riapertura completa dello stretto entro trenta giorni, con una risposta positiva dei mercati azionari e obbligazionari. Sul fronte macroeconomico, si discute delle pressioni inflattive in arrivo — con i dati PCE americani e CPI europeo attesi a breve — e del possibile rialzo dei tassi da parte della BCE a giugno, mentre la Fed di Kevin Walsh sembra orientata a mantenere i tassi elevati. Sul fronte tecnologico, l'hype sull'intelligenza artificiale continua a trainare i mercati: Qualcomm e Micron segnano rialzi storici, i semiconduttori raggiungono capitalizzazioni record, e il settore non mostra segni di bolla grazie a utili trimestrali solidi. Il take away per gli investitori: diversificazione geografica, settoriale e tematica, con attenzione alla volatilità crescente.
Nvidia traina i mercati, ma inflazione e Hormuz frenano l'ottimismo: si apre la seconda stagione
2026/05/21
La prima puntata della seconda stagione di "Oltre i Mercati" si apre in un contesto geopolitico teso, con lo Stretto di Hormuz ancora chiuso e le dichiarazioni volatili di Trump. Tommaso Gervasoni commenta la trimestrale di Nvidia, che capitalizza 5,4 trilioni di dollari (oltre cinque volte il FTSE MIB): ricavi in crescita dell'85% anno su anno, margini al 75%, segmento data center a 75 miliardi (+90%), aumento del dividendo a 25 centesimi e buyback da 800 miliardi. I numeri confermano la solidità degli iperscaler e trainano l'intero comparto semiconduttori, con Samsung — che pesa il 12% del PIL sudcoreano — e il Kospi protagonisti. Nicola Cardia analizza poi il fronte monetario: Kevin Walsh sta per giurare alla Fed in un contesto difficilissimo, con inflazione USA al 3,8%, PPI al 6,4% e mercato che sconta possibili rialzi anziché tagli. In Europa la BCE potrebbe alzare i tassi dello 0,75% entro fine anno per via dell'inflazione energetica importata. Allarme anche su UK (laburisti in crisi, decennale oltre il 5%, Farage in ascesa) e Giappone (asta dei quinquennali debole, PPI al 4,9%). Indicazione operativa: ridurre la duration obbligazionaria (3-5 anni), selezionare emittenti solidi come le grandi banche italiane e cogliere valore nei subordinati. Infine una riflessione sullo spread BTP-Bund: si è compresso non per merito italiano ma perché la Germania ha aumentato il proprio debito, mentre l'Italia resta fanalino di coda europeo per crescita del PIL (+0,5/0,6%).
...E le banche centrali stanno a guardare
2026/05/01
Nonostante i rischi di inflazione, le Banche Centrali non toccano i tassi, ma la BCE apre a un taglio a giugno. A Hormuz nulla di nuovo, i tavoli negoziali sono ancora un'ipotesi. Il petrolio tocca nuovi massimi, ma i Futures scontano ancora una buona dose di ottimismo dei mercati. Ne parliamo con Nicola Cardia e Tommaso Gervasoni, moderati da Michela Castelluccia.
Nulla di nuovo sul fronte medio orientale
2026/04/22
Lo stretto di Hormuz resta chiuso e i negoziati non sono ripartiti. Trump ha concesso una dilatazione della tregua, evitando di riprendere le ostilità. Gli Iraniani, dal canto loro, vogliono il riconoscimento del controllo sullo stretto, al fine di incassare i pedaggi, in Cripto o Yuan. Nel frattempo, Kevin Warsh è stato investito dall'amministrazione Trump del ruolo di Presidente della Fed al posto di Powell. Deve superare l'approvazione del Senato, attraverso una serie di audizioni, ma non dovrebbe incontrare problemi. Warsh è sempre stato dalla parte dei falchi, ma è stato un sostenitore del Quantitative Easing. Nell'ultimo mese, in barba ai timori dei mercati, l'S&P 500 ha realizzato più del 20%. Ne parliamo con Claudio Campesi e Nicola Cardia.
La fine della guerra?
2026/04/16
I negoziati fra USA e Iran si sono conclusi con la partenza di Vance da Islamabad, senza accordo. Lo stretto rimane chiuso e sale la tensione politica. I mercati invece, toccano nuovi massimi storici, incuranti degli scenari recessivi che si stagliano sullo sfondo. Ne parliamo con Nicola Cardia e Tommaso Gervasoni.
La strana tregua fra USA e IRAN
2026/04/08
Ieri notte Trump ha accettato i dieci punti proposti dall'IRAN per una tregua che ha dato fiato ai mercati. Il petrolio e il gas sono scesi, i mercati hanno festeggiato, ma chi ha vinto? Per gli USA, che hanno iniziato una guerra senza dichiarare obiettivi, è una disfatta. Questa guerra, fra la più grande potenza militare del mondo e un paese che produce circa un quarto del PIL italiano ha sancito il dominio iraniano dello stretto di Hormuz. Un quinto degli approvvigionamenti energetici del mondo sono nelle mani di un regime autocratico. Questa fragile soluzione in quali scenari trascinerà i mercati? Ne parliamo con Caludio Campesi e Tommaso Gervasoni
Il cul de sac degli USA
2026/04/03
Ancora la guerra in Iran: Trump ha parlato alle 21 di ieri sera, alle 3 di notte ora italiana, dimostrando di avere le idee molto confuse per quanto concerne la fine della guerra. Se gli USA si ritirassero dal conflitto, lasciando lo stretto di Hormuz sotto il controllo iraniano, potrebbe perdere il controllo sulla valuta usata per le transazioni. Per l'Iran è facile impedire il transito, in quanto basta la minaccia di attacchi per far lievitare i premi assicurativi. Situazione complessa, che, però , lascia trasparire la speranza di una conclusione rapida del conflitto, in quanto dannoso per tutte le parti in causa. Ne parliamo con Claudio Campesi e Tommaso Gervasoni.
Ancora la guerra in IRAN
2026/03/25
La guerra in Iran continua a innervosire i mercati. La durata del conflitto è la variabile cruciale di ogni riflessione, di ogni mercato: una durata oltre le quattro settimane, innescherebbe una serie di conseguenze disastrose. Inflazione in rialzo, crisi energetica, crisi alimentare, crollo dei mercati. La persistenza del conflitto non conviene a nessuno, tranne che a Israele e a Netanyahu, che deve garantirsi la permanenza nel ruolo. Trump accenna a qualche spiraglio di buon senso, parlando di negoziati in corso, smentiti dal Governo Iraniano. E' probabile che ci sia una mediazione in atto, sostenuta dall'Egitto, dal Pakistan e dalla Turchia. Ne parliamo con Caludio Campesi e Nicola Cardia, dell'Area investimenti di SCM SIM.
Tempo di guerra
2026/03/04
Sabato gli USA e Israele hanno attaccato l'IRAN, che ha replicato con violenza. Lunedì, l'IRAN ha chiuso lo stretto di Hormuz, dove normalmente transita circa il 27% del petrolio e il 20% del gas di tutto il mondo. I prezzi del gas e del petrolio hanno iniziato a salire bruscamente. La domanda è: quanto durerà il conflitto? Se dovesse durare pochi giorni, i mercati possono assorbire senza conseguenze il rialzo dei prezzi, ma se la durata dovesse essere di qualche settimana, l'inflazione rialzerebbe la testa, come nel 2022. Il dollaro si rafforza e l'oro rimane stabile, confermando che nei momenti di crisi, è ancora la valuta di riserva. Vendere o aspettare?
Cosa succede al KOSPI?
2026/02/26
Il KOSPI è l'indice della Borsa Coreana e dall'inizio dell'anno ha realizzato il 49,7%, trainato dallo sviluppo dell'infrastruttura AI. Ne hanno beneficiato Samsung (+82,5%) e SK Hynix Inc (+69,8%), i primi due titoli del listino coreano. L’MSCI South Korea Cap ETF ha registrato afflussi per oltre un miliardo nell'ultima settimana, il livello più alto nell'ultimo decennio. Possiamo dedurre che l'andamento del Kospi, combinato con la paura della bolla americana, stiano spostando capitale verso i paesi emergenti.
Nel frattempo NVIDIA pubblica una trimestrale fantastica, ma annuncia anche investimenti massicci sull'infrastruttura: i mercati si spaventano e vendono con solerzia. Al momento in cui scriviamo, il titolo perde il 4,5%. Gli analisti, nel frattempo, dichiarano target price fra i 300 e i 235 dollari.
Dalla FOMO al panico: il Bitcoin tradisce i mercati
2026/02/05
La recente correzione del Bitcoin non è un evento isolato, ma un segnale di stress all’interno dell’intero ecosistema risk-on.
In questa puntata di Oltre i Mercati analizziamo come la discesa della principale criptovaluta stia amplificando dinamiche già presenti: contrazione della liquidità, unwinding delle posizioni a leva, aumento della volatilità implicita e progressivo repricing del rischio sugli asset finanziari.Approfondiamo il ruolo delle margin call nella propagazione del movimento e l’impatto psicologico sugli investitori retail e istituzionali.
Parliamo di correlazioni crescenti, deterioramento del sentiment e di come il Bitcoin stia funzionando sempre meno da “asset alternativo” e sempre più da barometro della propensione al rischio globale.Una lettura lucida dei meccanismi di trasmissione finanziaria, per capire se siamo davanti a una semplice correzione tecnica o all’inizio di una fase più ampia di deleveraging dei mercati.Conclusione operativa: quando la liquidità si ritira, la narrativa non basta più — restano solo fondamentali, flussi e gestione del rischio.
La lunga corsa dell'oro
2026/01/29
L'oro ha sfondato quota 5.500 dollari l'oncia, un numero incredibile solo qualche mese fa. Cosa c'è dietro a questa corsa? Avversione al rischio o banche centrali che vendono i dollari per cercare porti più sicuri? Il dollaro oscilla intorno a 1,20 per Euro, segno della decadenza del biglietto verde, che, tuttavia, è ancora la valuta più scambiata al mondo. Carrellata sulle trimestrali di Wall Street: qualche sorpresa l'abbiamo vista.
Il ghiaccio di Trump
2026/01/21
Trump vuole la Groenlandia, per garantire la sicurezza degli USA. La Danimarca non cede e Donald a Davosrivendica la potenza USA come l'unica al mondo capace di difendere la contesa isola. Ma qual è il vero obiettivo? Difficle capire, visto che la NATO, capitanata dagli USA, può moltiplicare le basi militari senza limiti. Le terre rare? Ma sono molto difficili da estrarre e, soprattutto, da trattare. Il petrolio dell'Artico? Poco attraente, visti i prezzi attuali.
Mistero. L'EU, dal suo canto è davanti a una scelta esistenziale: resistere, contrattaccare con dazi o cedere, emuli del tanto chiacchierato Chamberlain? I mercati intanto brontolano per queste incertezze, che minano il dollaro e qualsiasi previsione razionale. Tempi duri?No, perchè, alla fine dei conti, le Borse sono positive dall'inizio dell'anno.
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