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La sicurezza alimentare a portata d'orecchio

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This podcast has
236 episodes
Language
Italian
Explicit
No
Date created
2025/04/29
Latest episode
2026/10/13
Average duration
20 min.
Release period
10 days

Description

Ciao, sono Daniela Maurizi, una chimica esperta di sicurezza degli alimenti. Con i miei podcast ti spiegherò in maniera chiara e semplice come scegliere, conservare e cucinare gli alimenti. 🌐https://danielamaurizi.it/ 💻https://www.linkedin.com/in/daniela-maurizi-6168383/?originalSubdomain=it

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ST5_Ep35 - Integratori alimentari: sicuri sì, ma le promesse in etichetta sono un’altra storia
2026/10/13
C’è una frase che probabilmente avete letto almeno una volta su una confezione di integratori. Rinforza le difese, favorisce il metabolismo, contribuisce al benessere generale. Frasi che diamo quasi per scontate, senza chiederci chi le abbia verificate prima che arrivassero su quell’etichetta. Eppure, dietro quella promessa, c’è una distinzione fondamentale che in pochi conoscono: la sicurezza di un integratore è una cosa, la fondatezza di quello che leggiamo è un’altra. In questo episodio la Dott.ssa Daniela Maurizi, chimica ed esperta in sicurezza alimentare, ci guida attraverso il sistema normativo che regola gli integratori, spiega perché sono una delle categorie più segnalate per non conformità e ci dà gli strumenti per leggere un’etichetta senza farsi ingannare. Scopriremo: Il quadro normativo di riferimento. Gli integratori non viaggiano in una zona grigia. La Direttiva europea 2002/46/CE armonizza le regole su composizione, forme chimiche dei principi attivi e dosi massime giornaliere. In Italia, ogni integratore deve essere notificato al Ministero della Salute, che mantiene un elenco pubblico consultabile da chiunque.Perché gli integratori finiscono spesso nelle segnalazioni europee. Non per contaminazioni, ma per etichettature scorrette e dichiarazioni non conformi. Un mercato frammentato, con moltissimi piccoli produttori attivi online e vendite che attraversano i confini nazionali, rende la sorveglianza strutturalmente difficile.Cosa sono i claim e chi li autorizza. Le indicazioni nutrizionali e sulla salute sono disciplinate dal Reg. UE 1924/2006 e devono essere scientificamente valutate dall’EFSA prima di poter comparire su un prodotto. Solo una minima parte delle richieste presentate ha ottenuto l’autorizzazione. Per molte sostanze di origine vegetale, la valutazione è ancora incompleta.Come leggere un’etichetta senza farsi ingannare. Parole come cura, elimina, risolve definitivamente non fanno parte del vocabolario dei claim autorizzati. Le indicazioni ammesse usano termini come contribuisce o favorisce. Se una promessa suona assoluta, quasi certamente non ha superato una valutazione scientifica indipendente.Cosa fare prima di acquistare. Preferire canali di vendita tracciabili, farmacia, parafarmacia, rivenditori identificabili. Verificare la notifica al Ministero per prodotti sconosciuti acquistati online. E, soprattutto, confrontarsi con un medico prima di assumere qualsiasi integratore: le carenze si misurano, non si indovinano.Un episodio per capire che sicuro e efficace non sono sinonimi, e che un consumatore informato è già a metà strada dalla scelta giusta.
ST5_Ep34 - Micotossine: il rischio invisibile che resiste al calore
2026/10/07
C'è un pericolo che non si vede, non si sente e non scompare con la cottura. Le micotossine sono sostanze chimiche prodotte da muffe come Aspergillus, Fusarium e Penicillium, e contaminano cereali, frutta secca, spezie, caffè, cacao e vino in modo silenzioso. A differenza dei batteri, resistono ai trattamenti termici: pastorizzare, cuocere, sterilizzare non è sufficiente a eliminarle. In questo episodio la Dott.ssa Daniela Maurizi, chimica ed esperta in sicurezza alimentare, spiega cosa sono le micotossine, come entrano nella nostra catena alimentare e perché tagliare via la parte ammuffita non risolve il problema. Scopriremo: Cosa sono e come si formano. Le micotossine non sono la muffa stessa, ma i metaboliti che essa produce in determinate condizioni di temperatura e umidità. Restano nell'alimento anche quando la muffa non è più visibile a occhio nudo.Le famiglie principali. Aflatossine, ocratossina A, fumonisine, zearalenone e DON: cinque gruppi con effetti diversi sull'organismo, dal rischio cancerogeno a quello ormonale, tutti soggetti a limiti massimi fissati dalla normativa europea.Il carry-over nella catena alimentare. Le micotossine non restano confinate agli alimenti vegetali. L'aflatossina M1 nel latte è la diretta conseguenza di mangimi contaminati somministrati agli animali: il rischio si trasferisce lungo tutta la filiera.Il quadro normativo. Il Reg. UE 401/2006 disciplina i metodi di campionamento per l'analisi, il Reg. UE 215/2023 aggiorna i livelli massimi ammissibili. Un aspetto tecnico ma decisivo: la micotossina non si distribuisce in modo uniforme nell'alimento, e il campionamento corretto fa la differenza.Cosa fare a casa. Non tagliare solo la parte visibilmente ammuffita negli alimenti porosi come pane, formaggi morbidi o frutta. Conservare in ambienti asciutti e freschi. Fare attenzione a odori anomali, variazioni di colore o consistenza fuori dal normale.Un episodio per capire che il rischio non sempre ha un odore, un colore o una forma riconoscibile: a volte è invisibile, e conoscerlo è l'unico modo per gestirlo.
ST5_Ep33 - La spugna, il canovaccio, il tagliere: i tre oggetti più a rischio della tua cucina
2026/09/30
Se ti chiedessimo qual è il punto più sporco della tua cucina, probabilmente diresti il lavandino o il piano cottura. Ma la carica batterica più alta si nasconde spesso altrove: negli oggetti che usiamo ogni giorno per pulire, e che per questo associamo per definizione all'idea di igiene. In questo episodio la Dott.ssa Daniela Maurizi, chimica ed esperta in sicurezza alimentare, ci svela un piccolo segreto scomodo della cucina domestica. Scopriremo: La spugna, il serbatoio che non si esaurisce mai: Struttura porosa, umidità costante, contatto ripetuto con tutto quello che passa sul piano di lavoro. Uno studio pubblicato sul Journal of Food Protection ha dimostrato che salmonella, E. coli e stafilococco colonizzano le fibre della spugna e iniziano a moltiplicarsi già dopo un paio di giorni, senza lasciare alcun segnale visibile o olfattivo.Il canovaccio, il complice silenzioso: Lo stesso strofinaccio usato per asciugarsi le mani dopo aver toccato carne cruda, pochi minuti dopo passa sul piatto pulito. Un classico esempio di contaminazione crociata che avviene ogni giorno in quasi tutte le cucine domestiche.Il tagliere in legno, tra mito e realtà: Non è automaticamente più pericoloso della plastica. La porosità del legno può addirittura intrappolare i batteri invece di lasciarli in superficie. Ma ha un punto debole preciso, la difficoltà di sanificazione, e qualche accorgimento in più da tenere a mente.Cosa fare in pratica: Frequenza di sostituzione e lavaggio invece dell'ispezione a occhio, spazzole al posto della spugna, canovacci separati per compiti diversi, olio minerale alimentare per manutenere i taglieri in legno.Un episodio per imparare a riconoscere il rischio che diamo per scontato, proprio perché lo associamo per abitudine all'idea di pulizia.
ST5_Ep32 - Sicurezza alimentare e intelligenza artificiale: perché non puoi fidarti solo del chatbot
2026/09/16
Hai un dubbio su un alimento scaduto? Su come conservare qualcosa? Sempre più spesso la risposta non arriva da un esperto, ma da un chatbot. In pochi secondi, con tono sicuro e quasi amichevole. È un cambiamento silenzioso ma profondo, e capire dove sta il limite di questi strumenti è già una forma di educazione alimentare. In questo episodio riflettiamo su questo tema insieme alla Dott.ssa Daniela Maurizi, chimica ed esperta in sicurezza alimentare, partendo dai risultati di uno studio della Purdue University che ha provato a misurare con dati alla mano quanto le risposte delle AI si avvicinino davvero al parere di uno specialista. Scopriremo: Come funzionano i chatbot e perché non bastano: Le AI generano la risposta statisticamente più probabile, non la valutazione del rischio più corretta. E in sicurezza alimentare le variabili sono tante, troppo per una risposta standardizzata.Cosa ha misurato lo studio della Purdue University: Nessun modello testato si è allineato pienamente al parere degli esperti. La tendenza sistematica? Essere più prudenti del necessario, generando falsi allarmi. Ma anche il contrario può succedere.Le fonti inventate: Quando alle AI è stato chiesto di citare i propri riferimenti scientifici, solo poco più di un terzo dei titoli esisteva davvero. Gli altri erano plausibili, con nomi di autori e riviste credibili, ma inesistenti.I due rischi concreti: Il falso allarme, che porta a sprecare cibo ancora buono, e la falsa rassicurazione, che porta a non prendere sul serio un rischio reale, specialmente quando è accompagnata da una fonte che sembra autorevole ma non lo è.Il ruolo della divulgazione scientifica: Perché oggi il compito di chi comunica la sicurezza alimentare non è solo portare informazioni corrette, ma allenare le persone a riconoscere quando una risposta, per quanto convincente, andrebbe verificata altrove.Un episodio per imparare a usare l'intelligenza artificiale senza delegarle le decisioni che contano davvero.
ST5_Ep31 - Mensa scolastica: cosa c'è dietro il vassoio che arriva ogni giorno ai nostri figli
2026/09/09
Settembre, zaini nuovi, quaderni appena comprati. E per 2 milioni di bambine e bambini italiani, il ritorno alla mensa scolastica. Un appuntamento quotidiano che coinvolge numeri enormi, ma dietro ogni vassoio si nasconde un sistema molto più complesso di quanto si creda, fatto di regole precise, controlli quotidiani e responsabilità ben definite. In questo episodio esploriamo il mondo della ristorazione scolastica insieme alla Dott.ssa Daniela Maurizi, chimica ed esperta in sicurezza alimentare, per capire come funziona davvero questa grande macchina. Scopriremo: Chi è responsabile della sicurezza alimentare a scuola: Dal dirigente scolastico alla ditta esterna di ristorazione collettiva, passando per i consulenti dei comuni, come si distribuiscono ruoli e responsabilità in base al pacchetto igiene europeo e ai principi HACCP.La formazione del personale: Perché chi manipola e somministra gli alimenti deve avere un attestato HACCP aggiornato, con attenzione particolare alla gestione degli allergeni, delle diete speciali e delle esigenze religiose o culturali degli alunni.Le materie prime e il controllo in accettazione: Dall'audit ai fornitori al controllo in accettazione di ogni fornitura, temperatura di trasporto, integrità delle confezioni, date di scadenza. Un prodotto che arriva fuori range va rispinto, senza eccezioni.Il centro cottura centralizzato: Il modello più diffuso in Italia, con pasti preparati in un'unica cucina e trasportati verso più plessi scolastici in contenitori termici, e perché la temperatura durante il trasporto è un punto critico di controllo.La legge contro lo spreco alimentare: Cosa prevede la legge Gadda del 2016 per le mense scolastiche, come funziona la cessione delle eccedenze agli enti caritativi e perché anche la doggy bag per le famiglie ha un fondamento normativo preciso.Un episodio per capire che la mensa scolastica non è solo un servizio, ma un sistema in cui istituzioni, enti gestori, personale formato e famiglie hanno tutti un ruolo preciso.
ST5_Ep30 - Il pericolo fisico negli alimenti: corpi estranei, soffocamento e sicurezza dei più piccoli
2026/09/02
Quando parliamo di sicurezza alimentare, la mente va subito a batteri, virus o contaminanti chimici. Esiste però una terza categoria di pericolo, altrettanto prevista dalla scienza, che tendiamo a considerare quasi marginale: il pericolo fisico. Frammenti di vetro, metallo, plastica, ossa, noccioli non rimossi, capelli, pezzi di guanti. Per un adulto si tratta spesso di un rischio contenuto, ma quando il consumatore è un bambino, lo stesso pericolo cambia completamente peso. In questo episodio esploriamo il tema insieme alla Dott.ssa Daniela Maurizi, chimica ed esperta in sicurezza alimentare, per capire cosa prevede la normativa, come le aziende gestiscono questo rischio e cosa possono fare le famiglie per ridurlo. Scopriremo: Cos'è il pericolo fisico negli alimenti: Dai corpi estranei che entrano negli stabilimenti produttivi agli elementi naturali dell'alimento stesso, come ossa o noccioli, fino agli errori umani durante la lavorazione. Le origini sono diverse e le misure di controllo anche.Come le aziende lo gestiscono: Metal detector, raggi X, setacci, divieto di vetro nelle aree di lavorazione, registri dei materiali fragili e standard di certificazione volontaria come BRC e IFS, che dedicano una parte consistente dei propri requisiti alla prevenzione della contaminazione fisica.Il caso delle jelly mini cups: Come le piccole coppette di gelatina a base di konjac hanno causato diversi casi di soffocamento nei primi anni 2000, portando l'Unione Europea a intervenire con una normativa specifica che è ancora attiva, e perché il sistema di allerta rapida ha registrato circa 70 notifiche legate a prodotti simili solo dal 2020.Perché i bambini sono più vulnerabili: In Italia circa 1.000 ospedalizzazioni l'anno sono legate a episodi di soffocamento da cibo. Non sempre il problema è un corpo estraneo indesiderato: spesso dipende dalla forma, dalla consistenza e dalle dimensioni naturali dell'alimento.Cosa possono fare le famiglie: Le linee di indirizzo del Ministero della Salute danno indicazioni molto concrete, dal taglio a listarelle invece che a rondelle, all'eliminazione di nervature e filamenti, fino alla sconsigliata frutta a guscio sotto i 4 anni.Un episodio per ricordare che il pericolo fisico non fa rumore come un'allerta microbiologica, ma appartiene a pieno titolo alla sicurezza alimentare e richiede la stessa attenzione lungo tutta la filiera.
ST5_Ep29 - Vibrio e molluschi: perché un mare più caldo cambia le regole della sicurezza alimentare
2026/07/29
Cozze, vongole, ostriche. Ogni estate li portiamo in tavola come se fosse un rituale. Ma dietro questa semplicità si nasconde un equilibrio biologico che il caldo può alterare più di quanto immaginiamo. I batteri del genere Vibrio vivono da sempre nelle acque costiere e salmastre, e con l'aumento delle temperature marine trovano condizioni sempre più favorevoli alla propria crescita. Non è un'impressione giornalistica: è quanto emerge dal parere scientifico pubblicato nel 2024 sull'EFSA Journal. In questo episodio ne parliamo con la Dott.ssa Daniela Maurizi, chimica ed esperta in sicurezza alimentare, per capire chi sono questi batteri, perché i molluschi bivalvi li concentrano nei propri tessuti e cosa possiamo fare per continuare a goderci il mare e i suoi frutti in sicurezza. Scopriremo: Chi sono i Vibrio: Tre specie rilevanti per la salute pubblica, Vibrio parahaemolyticus, Vibrio vulnificus e alcuni ceppi di Vibrio cholerae, e perché la combinazione di temperatura alta e bassa salinità crea le condizioni ideali per la loro proliferazione.I molluschi come spugne selettive: Perché i filtri viventi non distinguono tra ciò che è innocuo e ciò che non lo è, e cosa dicono i dati EFSA sulla presenza di Vibrio nei frutti di mare immessi sul mercato europeo.La depurazione classica è sufficiente? Perché il Vibrio si comporta diversamente dai batteri fecali, quali tecnologie funzionano davvero e come i modelli previsionali basati su dati satellitari stanno cambiando la sorveglianza ambientale.Le buone pratiche per i consumatori: Cottura adeguata, filiere tracciate, catena del freddo rispettata e qualche attenzione in più nei mesi più caldi per chi preferisce il consumo crudo.Un episodio per capire che un mare più caldo non significa un mare pericoloso: significa che va conosciuto, e rispettato, in un modo leggermente diverso rispetto a ieri.
ST5_Ep28 - Estate e sicurezza alimentare: 3 consigli pratici per mangiare bene anche sotto l'ombrellone
2026/07/23
In estate cambiano i luoghi in cui mangiamo, cambiano le abitudini e, inevitabilmente, cambiano le condizioni in cui gli alimenti vengono conservati. Il tragitto verso la spiaggia, il pranzo all'aperto, il tempo trascorso in auto, una borsa frigo aperta troppo spesso o un piatto lasciato al sole durante una chiacchierata: tutto questo può influenzare il comportamento dei microrganismi presenti negli alimenti. In questo episodio la Dott.ssa Daniela Maurizi, chimica ed esperta in sicurezza alimentare, ci dà tre consigli pratici per mangiare in sicurezza anche d'estate. Non regole arbitrarie, ma comportamenti con una spiegazione scientifica precisa. Scopriremo: Perché l'estate mette alla prova la sicurezza alimentare: La differenza tra contaminazione e proliferazione, la zona di pericolo tra i 5 e i 60 gradi, il ruolo del tempo e dell'acqua disponibile negli alimenti. In estate tutti questi fattori di rischio si amplificano.Consiglio 1, lavare mani, superfici e alimenti: Come funziona la contaminazione crociata, perché le nostre mani sono spesso il "mezzo di trasporto" dei batteri, e perché pulito e sicuro non sono la stessa cosa.Consiglio 2, usare correttamente la borsa frigo: Cosa si intende per catena del freddo, perché il freddo non uccide i batteri ma li mette in pausa, e tutti gli accorgimenti per fare della borsa termica un vero prolungamento del frigorifero di casa.Consiglio 3, raffreddare bene gli alimenti cotti: Perché la fase dopo la cottura è una delle più delicate, come suddividere gli alimenti in contenitori piccoli per accelerare il raffreddamento, e perché mettere il cibo fumante in frigorifero non è la soluzione giusta.Un episodio per capire che la sicurezza alimentare non consiste nell'eliminare i microrganismi, ma nel fare in modo che non trovino mai le condizioni favorevoli per moltiplicarsi.
ST5_Ep27 - Sicurezza alimentare alla prova: quanto è affidabile un laboratorio?
2026/07/15
Quando riceviamo il risultato di un'analisi alimentare, la concentrazione di un contaminante, la presenza di un residuo, il livello di una micotossina, c'è un numero. Ma cosa c'è dietro quel numero? Quanto possiamo fidarci di esso? E cosa succede se qualcosa va storto? In questo episodio entriamo nei laboratori di sicurezza alimentare insieme alla Dott.ssa Daniela Maurizi, chimica ed esperta del settore, per capire come funziona davvero la scienza della misura applicata al cibo. Scopriremo: L'incertezza di misura non è una debolezza: Ogni misura scientifica, dalla bilancia da cucina alla concentrazione di mercurio in un pesce, è accompagnata da un margine di variabilità. Conoscere quell'incertezza è la prova che il sistema controlla i propri limiti.Riferibilità metrologica: Perché un risultato prodotto oggi in un laboratorio italiano deve essere confrontabile con quello di domani in Germania, e come gli standard certificati internazionali rendono possibile tutto questo.Il campionamento conta più dell'analisi: Un'analisi perfetta eseguita su un campione sbagliato dà comunque un risultato sbagliato. Come funzionano campioni elementari, campioni globali e campioni di laboratorio, e perché la normativa europea li disciplina con grande precisione.Cosa significa "laboratorio accreditato": La norma ISO/IEC 17025, il ruolo di Accredia, i proficiency test con campioni incogniti, e perché un laboratorio accreditato non è solo un luogo in cui si producono risultati, ma un sistema che verifica continuamente se quei risultati sono affidabili.Falsi positivi e falsi negativi: Quando un laboratorio sbaglia, e come i metodi di screening e conferma, le carte di controllo e i campioni di riferimento interni sono progettati per intercettare l'errore prima che raggiunga il consumatore.Un episodio per capire che la caratteristica più affascinante della scienza applicata alla sicurezza alimentare è proprio la capacità di trasformare il dubbio in un dato misurabile, verificabile e controllato.
ST5_Ep26 - Mar Mediterraneo e sicurezza alimentare: quello che non vediamo prima che il pesce arrivi in tavola
2026/07/08
8.000 km di coste, un mare che tutto il mondo ci invidia, e una filiera ittica tra le più controllate al mondo. In occasione della Giornata Internazionale del Mar Mediterraneo, usciamo dai laboratori per fare una passeggiata ideale lungo le coste e capire come funziona il sistema che garantisce la sicurezza del pesce che portiamo in tavola. In questo episodio ne parliamo con la Dott.ssa Daniela Maurizi, chimica ed esperta in sicurezza alimentare, per scoprire cosa si nasconde dietro una semplice etichetta con scritto "FAO 37". Scopriremo: Pesca sostenibile e sicurezza alimentare: un legame diretto: Perché un mare sovrasfruttato rende più fragile l'intero ecosistema e come la gestione equilibrata degli stock ittici garantisce produzioni più stabili e monitorabili nel tempo.Il benessere del pesce conta: Come l'EFSA ha cambiato l'approccio al Fish Welfare e perché qualità dell'acqua, densità degli allevamenti e condizioni ambientali influenzano direttamente la sicurezza del prodotto finale.Anisakis e mercurio: i rischi che i consumatori dovrebbero conoscere: Cosa sono, perché esistono e come vengono gestiti: dal congelamento preventivo obbligatorio per il pesce crudo ai limiti interni che le aziende si impongono, più bassi di quelli di legge.La zona FAO in etichetta: Cosa significa FAO 37, perché è importante saperlo leggere e cosa ci dice davvero sull'origine, sul viaggio e sulla storia del pesce che stiamo acquistando.Il Mediterraneo come laboratorio a cielo aperto: Campionamenti, monitoraggi ambientali, ricerca scientifica: il lavoro continuo che inizia molto prima che il pesce arrivi sul banco del mercato.Un episodio per imparare a leggere l'etichetta del pesce in modo diverso e capire quanto lavoro c'è dietro ogni scelta consapevole al banco della pescheria.
ST5_Ep25 - Safe to Eat: perché la sicurezza alimentare comincia anche a casa tua
2026/06/30
Laboratori, ispettori, controlli ufficiali, normative europee: quando pensiamo alla sicurezza alimentare, immaginiamo quasi sempre questo. Ma c'è un altro protagonista della filiera a cui l'EFSA presta sempre più attenzione: il consumatore. È da qui che nasce Safe to Eat 2026, la campagna rilanciata dall'Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare per trasformare la conoscenza scientifica in comportamenti concreti. In questo episodio ne parliamo con la Dott.ssa Daniela Maurizi, chimica ed esperta in sicurezza alimentare, per capire perché le scelte quotidiane che facciamo in cucina contano quanto i controlli ufficiali. Scopriremo: Cosa significa davvero "rischio": Non è un pericolo imminente, ma l'incontro tra probabilità e gravità e perché il rischio zero, in sicurezza alimentare, semplicemente non esiste.La comunicazione del rischio: Perché un titolo allarmistico può far percepire un alimento come pericoloso quando non lo è e perché, al contrario, alcuni rischi reali vengono sottovalutati.Le etichette che confondono di più: "Da consumarsi entro" contro "da consumarsi preferibilmente entro", le tracce di allergeni, e perché "può contenere" non è un'informazione superflua.Gli errori più comuni in casa: Interrompere la catena del freddo, scongelare a temperatura ambiente, contaminazione crociata tra taglieri, i piccoli gesti che fanno davvero la differenza.Una responsabilità condivisa: Perché la sicurezza alimentare è una catena fatta di produttori, autorità, laboratori e consumatori e ogni anello conta.Un episodio per scoprire che la sicurezza alimentare non è solo questione di controlli e normative, ma di conoscenza e consapevolezza quotidiana.
ST5_Ep24 - Stretto di Hormuz e sicurezza alimentare: cosa succede al cibo quando si blocca una rotta
2026/06/23
Lo stretto di Hormuz è diventato familiare come simbolo di tensioni geopolitiche e crisi energetiche. Ma c'è un collegamento che quasi nessuno fa: una parte importante del sistema alimentare globale passa anche da lì. Fertilizzanti, mangimi, oli vegetali, additivi industriali, ingredienti trasformati e con loro, la stabilità di intere filiere produttive. In questo episodio esploriamo le conseguenze di una rotta sotto pressione insieme alla Dott.ssa Daniela Maurizi, chimica ed esperta in sicurezza alimentare, non per parlare di geopolitica, ma per capire cosa succede davvero al cibo quando la logistica globale entra in difficoltà. Scopriremo: Perché Hormuz riguarda anche il nostro cibo: Non parliamo di alimenti finiti, ma di tutto ciò che serve a produrli: fertilizzanti, fitofarmaci, combustibili per la refrigerazione, mangimi per gli allevamenti. Quando la rotta rallenta, rallenta l'intera filiera.La catena del freddo sotto stress: Cosa succede quando i tempi di trasporto si allungano per prodotti che devono restare refrigerati e perché anche piccole variazioni termiche ripetute nel tempo possono alterare la sicurezza di un alimento.Rischi chimici e microbiologici dei ritardi logistici: Dall'ossidazione degli oli alla proliferazione microbica, dal comportamento anomalo dei materiali di imballaggio all'aumento del rischio di micotossine nei cereali sotto stress.Il problema dei fornitori in corsa: Cambiare fornitore improvvisamente, come già successo con la guerra in Ucraina, significa fare nuove verifiche, nuovi audit, nuovi controlli. E spesso il tempo non c'è.Come risponde il sistema: HACCP dinamico, controlli più rigidi sulle materie prime in ingresso, sorveglianza alle frontiere e sistemi di allerta: gli strumenti che entrano in gioco quando la filiera è sotto pressione.Un episodio per capire che la sicurezza alimentare moderna non nasce in un singolo laboratorio, ma dalla capacità dell'intera filiera globale di restare stabile anche nei momenti di crisi.
ST5_Ep23 - Frodi alimentari: finalmente un reato. Cosa cambia con la legge del 2026?
2026/06/16
Prodotti adulterati, ingredienti sostituiti, origini falsificate, etichette ingannevoli. Le frodi alimentari esistono da sempre, eppure, fino a pochissimo tempo fa, in Italia non erano classificate come reato vero e proprio. La legge numero 75 del 21 aprile 2026, entrata in vigore il 29 maggio, cambia tutto. In questo episodio analizziamo questa piccola rivoluzione normativa insieme alla Dott.ssa Daniela Maurizi, chimica ed esperta in sicurezza alimentare, per capire perché le frodi non sono solo un problema economico e cosa significa avere finalmente un impianto giuridico dedicato. Scopriremo: Frode alimentare o rischio sanitario? Perché una filiera manipolata dal punto di vista commerciale può diventare vulnerabile anche dal punto di vista della sicurezza alimentare e perché l'EFSA le considera un fattore di rischio emergente.Come si combattevano le frodi fino ad oggi: Dal Regolamento 625/2017 alla tracciabilità, dalle analisi isotopiche e genetiche in laboratorio ai controlli documentali: gli strumenti che esistevano prima della nuova legge.I tre nuovi reati introdotti dalla legge 75/2026: Frode alimentare, commercio con segni mendaci e aggravanti specifiche: pene, multe e, soprattutto, il riconoscimento esplicito delle frodi online.Perché questa legge è diversa dalle altre: Per la prima volta viene riconosciuta la specificità della filiera agroalimentare, distinta dalla generica frode commerciale, e vengono aggiornati gli strumenti investigativi e il coordinamento tra le autorità.Cosa può fare il consumatore: Leggere le etichette sempre,´anche di quei prodotti che compriamo da anni, diffidare dai prezzi troppo bassi su prodotti dichiarati di alta qualità, e non farsi sedurre da parole come "artigianale" o "naturale" che non hanno sempre un significato normativo preciso.Un episodio per capire che la lotta alle frodi alimentari non è solo una questione di regole — è una questione di fiducia nella filiera.
ST5_Ep22 - Listeria: perché l'Europa sta cambiando le regole del gioco nei prodotti pronti al consumo
2026/06/10
Salmone affumicato, formaggi molli, insalate confezionate, affettati, piatti pronti refrigerati. Sono prodotti che consumiamo quasi ogni giorno — senza cuocerli, senza ulteriori trattamenti. Ed è proprio per questo che devono essere microbiologicamente sicuri già quando arrivano nelle nostre case. La Listeria monocytogenes è uno dei batteri che rende questo obiettivo più difficile da raggiungere e le nuove norme europee del 2026 nascono proprio per alzare l'asticella. In questo episodio esploriamo il tema insieme alla Dott.ssa Daniela Maurizi, chimica ed esperta in sicurezza alimentare, per capire chi è davvero questo batterio, perché preoccupa così tanto il settore e cosa cambierà concretamente. Scopriremo: Un batterio che rompe le regole: Perché la Listeria sopravvive in frigorifero, forma biofilm invisibili sugli impianti produttivi e riesce a moltiplicarsi lentamente anche durante la conservazione, rendendola uno dei patogeni più temuti nella sicurezza alimentare moderna.Come funzionava il sistema fino ad oggi: Il Regolamento 2073/2005, il criterio delle 100 UFC per grammo, i challenge test e la meteorologia microbiologica. Ecco come le aziende hanno dimostrato finora il controllo della Listeria lungo tutta la shelf life.Cosa cambierà nel 2026: Le nuove norme europee chiedono dimostrazioni ancora più robuste, soprattutto per gli alimenti in cui il batterio potrebbe moltiplicarsi durante la conservazione. La sicurezza microbiologica non si misura più solo all'uscita dallo stabilimento.Dentro gli stabilimenti: Mappe microbiologiche, monitoraggio ambientale, rotazione dei sanificanti, progettazione degli impianti, perché con la Listeria pulire non significa eliminare lo sporco visibile, ma interrompere ecosistemi microbici invisibili.Cosa fare a casa: Il frigorifero non è una barriera assoluta, le date di scadenza contano davvero e alcune categorie vulnerabili (donne in gravidanza, anziani, immunocompromessi) richiedono attenzioni specifiche.Un episodio per capire che le nuove regole non nascono perché il sistema non funziona — nascono perché il sistema continua ad adattarsi.
ST5_Ep21 - Giornata Mondiale della Sicurezza Alimentare: il rischio zero non esiste e non è un problema
2026/06/03
Ogni anno, il 7 giugno, le Nazioni Unite dedicano una giornata intera a un principio che diamo troppo spesso per scontato: il cibo non deve essere solo disponibile, deve essere anche sicuro. Il tema scelto per il 2026 mette al centro le malattie trasmesse dagli alimenti, un problema enorme a livello globale, ma in larga parte prevenibile. In questo episodio facciamo il punto insieme alla Dott.ssa Daniela Maurizi, chimica ed esperta in sicurezza alimentare, per capire dove siamo arrivati, cosa manca ancora e perché la sicurezza alimentare riguarda tutti, non solo chi lavora nei laboratori o nelle istituzioni. Scopriremo: Food safety vs food security: non è la stessa cosa: La differenza fondamentale tra garantire che il cibo sia sicuro e garantire che ce ne sia abbastanza e perché entrambe le cose devono andare insieme.A che punto siamo in Europa: Dal Regolamento 178/2002 all'EFSA, dall'HACCP ai sistemi di allerta rapida: come funziona uno dei sistemi di controllo alimentare più strutturati al mondo.Il resto del mondo: Perché la sicurezza alimentare è ancora profondamente disomogenea a livello globale e quali sono le conseguenze sanitarie ed economiche di questo squilibrio.Il Codex Alimentarius: Cos'è la "bibbia" internazionale della sicurezza alimentare, perché è nata negli anni '60 e perché è ancora oggi il punto di riferimento comune per tutti i sistemi di controllo nel mondo.La responsabilità condivisa: Il ruolo delle aziende, dei professionisti della salute e dei consumatori, perché l'ultimo anello della catena non è mai il meno importante.Un episodio per capire che la sicurezza alimentare non è un traguardo da raggiungere una volta sola, ma un equilibrio da mantenere ogni giorno e che tutti, in modo diverso, ne siamo parte.

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