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Neurodivergenze spiegate da uno Psicologo

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This podcast has
27 episodes
Language
Italian
Explicit
No
Date created
2025/10/02
Latest episode
2026/10/29
Average duration
18 min.
Release period
16 days

Description

Cosa significa vivere con l'ADHD, la dislessia, la discalculia, la disgrafia o l'Asperger? Sono termini che sentiamo spesso sui social e sono entrate nel linguaggio comune di molti di noi, ma cosa significano davvero? Nel podcast “Neurodivergenze spiegate da uno Psicologo” esploriamo insieme le sfide e le risorse delle neurodivergenze, con esempi concreti, strategie pratiche, testimonianze e consigli per genitori. Io sono Paolo Bersani, e sono uno Psicologo. Ti aspetto ogni 15 giorni, il giovedì alle 18. Perchè capire è il primo passo per includere.

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Ep. 25 | I trattamenti di gruppo per le persone ADHD
2026/10/29
Quando si parla di ADHD, si pensa spesso a disattenzione, iperattività e impulsività. Ma per comprendere come queste caratteristiche si manifestano nella quotidianità, il colloquio individuale non sempre basta. Nasce così una domanda importante: «Che cosa può offrire un trattamento di gruppo che, nel lavoro uno a uno, è più difficile far emergere?» In questa puntata approfondiamo il ruolo dei trattamenti di gruppo per le persone con ADHD, con un’attenzione particolare a bambini e adolescenti e uno sguardo ai percorsi per gli adulti. Partiamo da un breve ripasso sull’ADHD per capire perché osservare una persona nelle interazioni con gli altri possa offrire una prospettiva diversa rispetto al solo contesto individuale. Il gruppo, però, non è soltanto uno spazio in cui riconoscere le difficoltà: è anche un’occasione per incontrare persone con modalità di funzionamento simili, condividere esperienze e sentirsi meno soli. Ascoltare la storia di qualcun altro può aiutare a comprendere meglio la propria e a scoprire strategie da portare nella vita quotidiana. In questo episodio, nello specifico, vedremo: Quello che nel colloquio individuale può non emergere: perché il confronto con i pari può rendere visibili comportamenti di disattenzione, impulsività e disregolazione che, in studio, quando l’attenzione del professionista è dedicata a una sola persona, possono essere meno evidenti;Il valore della condivisione: come il racconto delle proprie esperienze, l’ascolto degli altri e le attività di role playing possano diventare occasioni per lavorare sull’empatia, confrontare soluzioni e affrontare insieme le difficoltà quotidiane;Regole comuni e aiuto reciproco: come utilizzo la token economy, un sistema di ricompense a gettoni, nei gruppi con bambini per promuovere la collaborazione, e perché nei gruppi per adulti siano centrali il rispetto dei turni di parola, la riservatezza e lo spazio per il punto di vista di ciascuno.L’obiettivo di oggi è capire come il gruppo possa diventare non soltanto un contesto di trattamento, ma anche uno spazio in cui sentirsi accolti, riconoscersi nelle esperienze altrui e lavorare insieme al cambiamento. Nella puntata presento anche un percorso di gruppo online per adulti con ADHD, previsto insieme a una psichiatra. Per informazioni sul gruppo e sulle modalità di partecipazione, scrivi a [email protected]. Scopriamo insieme il valore di questo percorso condiviso nel venticinquesimo episodio di Neurodivergenze spiegate da uno Psicologo. Perché capire è il primo passo per includere.
Ep. 24 | L'Italia GustAbile - Inserire persone neurdivergenti al lavoro
2026/10/15
Trovare un lavoro non significa soltanto avere uno stipendio: può significare costruire autonomia, sentirsi riconosciuti e diventare parte di un progetto condiviso. Per molte persone neurodivergenti, però, questo percorso si accompagna a una domanda fondamentale: «Esiste un ambiente di lavoro in cui le mie capacità possano essere valorizzate, senza che i miei bisogni diventino una colpa?» In questa puntata vi presento L’Italia Gustabile, l’associazione di promozione sociale che ho fondato insieme a una collega e amica per favorire l’inserimento lavorativo delle persone neurodivergenti. Un progetto nato dall’ascolto delle difficoltà e della frustrazione che tanti giovani adulti raccontano in studio, e dal desiderio di portare l’impegno per l’inclusione anche fuori dalla realtà clinica. Il nome racchiude già la nostra idea: unire il gusto e la tradizione gastronomica italiana alle abilità delle persone, creando opportunità pensate intorno alle loro caratteristiche. Non chiedere a tutti di adattarsi allo stesso modello, ma costruire contesti capaci di accogliere funzionamenti e bisogni differenti. In questo episodio, nello specifico, vedremo: Lavoro, inclusione e autonomia: i tre pilastri di L’Italia Gustabile e il valore di un ambiente lavorativo che riconosca le capacità individuali, senza far sentire le persone in difetto per le proprie difficoltà;Un food truck per dare forma al progetto: perché abbiamo scelto un luogo di lavoro in movimento, capace di raggiungere piazze, quartieri e città, intrecciando gastronomia, incontri e opportunità di crescita;La raccolta fondi per partire: l’obiettivo di acquistare il food truck e trasformare questa idea in una realtà in cui formazione, valorizzazione professionale e utilità sociale possano incontrarsi.L’obiettivo non è soltanto creare occupazione, ma costruire uno spazio in cui ogni persona possa sentirsi utile, riconosciuta e parte attiva di un progetto comune. Per questo, l’invito è rivolto anche alle persone neurodivergenti in cerca di un’opportunità e alle aziende interessate a collaborare: il vostro contributo e il vostro punto di vista possono aiutarci a dare forma a questo percorso. Vuoi sostenere la nascita di L’Italia Gustabile?Scopri la raccolta fondi su GoFundMe e contribuisci al progetto. Scopriamo insieme come trasformare l’inclusione in un’opportunità concreta nel ventiquattresimo episodio di Neurodivergenze spiegate da uno Psicologo.
Ep. 23 | Ma ci sono i DSA in Università?
2026/10/01
Siamo in pieno periodo di immatricolazioni e molti studenti si preparano a compiere il grande salto dalla scuola superiore al mondo accademico. Per i ragazzi e le ragazze neurodivergenti, sorge quasi subito una domanda fondamentale: "Posso usare la mia vecchia diagnosi di DSA per richiedere gli strumenti compensativi durante gli esami universitari?" La risposta breve è no. In questa puntata facciamo chiarezza su uno dei momenti burocratici più delicati per uno studente con Disturbo Specifico dell'Apprendimento: la transizione all'Università. Il sistema universitario italiano si sta trovando oggi ad accogliere la primissima generazione di studenti tutelati dalla Legge 170 del 2010. È una fase di transizione profonda per gli atenei, che non sono ancora del tutto pronti, ma che si stanno (fortunatamente) attrezzando. In questo episodio, nello specifico, vedremo: L'obbligo di aggiornamento: perché, per legge, il profilo di funzionamento deve essere rinnovato a ogni cambio di "ordine scolastico" e perché i centri di Neuropsichiatria Infantile non possono più intervenire dopo il compimento del diciassettesimo anno di età; Il "limbo" del PDP Universitario: l'assenza attuale di un Piano Didattico Personalizzato standard per l'Università e come le diverse facoltà stanno cercando di colmare questa lacuna; La mappa in 3 step per gli studenti: cosa fare concretamente per tutelarsi (1. Rinnovare la diagnosi presso centri per adulti; 2. Consegnarla in segreteria; 3. Contattare immediatamente l'Ufficio Disabilità e DSA del proprio ateneo per accordarsi sulle modalità d'esame). L'obiettivo di oggi è darvi gli strumenti per non farvi cogliere impreparati dalla burocrazia e per far valere il vostro diritto allo studio, con la consapevolezza che ogni università deve avere per legge un ufficio e un referente dedicato a voi. Scopriamo insieme come affrontare questa nuova avventura nel ventitreesimo episodio di Neurodivergenze spiegate da uno Psicologo.
Ep. 22 | Come organizzare una lezione per ragazzi con ADHD
2026/09/17
Siamo a metà settembre, la campanella è suonata e l'anno scolastico è appena iniziato. Tra i dubbi e le sfide che accompagnano i docenti in queste prime settimane, c'è una domanda che mi viene posta spessissimo: "Come posso strutturare una lezione che sia davvero inclusiva e che mantenga alta l'attenzione degli studenti con ADHD?" In questa puntata, ho deciso di rispondere proprio a questo bisogno, mettendo a disposizione dei docenti (e non solo) strumenti pratici e concreti. Riprendendo le linee guida del questionario "Meta-cognizione e Attenzione (Q-MAI)" – sviluppato da colleghi esperti del settore – esploreremo insieme come organizzare la didattica per favorire il successo formativo dei ragazzi con Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività (ADHD). Nello specifico, in questo episodio vedremo: La gestione dello spazio e del corpo: perché fare lezione in piedi, muoversi in classe e utilizzare la prosodia (le variazioni del tono di voce) sono elementi cruciali per mantenere l'ancoraggio attentivo; La gestione dei tempi: l'importanza di suddividere argomenti complessi in sottomoduli più semplici e di scindere la lezione con momenti di stacco e respiro; Costruire l'interesse: come l'uso di esperienze pratiche, aneddoti personali e domande aperte (anziché punizioni verbali) possano riagganciare l'attenzione in modo costruttivo e non giudicante; I segnali di disattenzione: imparare a leggere il linguaggio del corpo (la irrequietezza motoria) non come un disturbo per la classe, ma come un campanello d'allarme che ci invita a cambiare strategia. Queste strategie, pur essendo pensate specificamente per le menti neurodivergenti, si rivelano in realtà preziose per aumentare la qualità dell'apprendimento di tutta la classe. Inoltre, in apertura di puntata, vi svelo in anteprima alcune importanti novità che ci accompagneranno in questa nuova stagione, tra cui la nascita di una nuova associazione dedicata alle persone neurodivergenti. Scopriamo insieme come rendere la didattica più flessibile e inclusiva nel ventiduesimo episodio di Neurodivergenze spiegate da uno Psicologo.
Ep. 21 | Dove eravamo rimasti... riflessioni di settembre
2026/09/03
Ben ritrovati dopo la pausa estiva! Iniziamo questo settembre affrontando insieme uno dei dubbi più comuni e disorientanti che si presentano alla fine di un percorso di valutazione: "Ho ricevuto una diagnosi di Disturbo Specifico dell'Apprendimento (DSA), e adesso cosa devo fare?" In questa prima puntata della nuova stagione, rispondo a questa fatidica domanda fornendovi una bussola pratica per orientarvi nel mondo della burocrazia post-diagnostica. Facendo riferimento specifico all'iter normativo della regione Emilia-Romagna (e portando l'esempio pratico della città di Piacenza, dove registro), faremo chiarezza sui passaggi burocratici necessari per far valere i propri diritti. In questo episodio, nello specifico, scopriremo: L'iter burocratico per i minorenni: come funziona la consegna della diagnosi privata alla commissione di conformità dell'AUSL (Neuropsichiatria Infanzia e Adolescenza) per ottenere il documento fondamentale che permetterà alla scuola di redigere il PDP (Piano Didattico Personalizzato); L'iter per i maggiorenni e universitari: le differenze procedurali per gli adulti, i centri pubblici di riferimento (come Parma e Reggio Emilia) e le semplificazioni per l'invio telematico della documentazione tramite PEC; Le novità della nuova stagione: uno sguardo in anteprima ai nuovi progetti, tra cui la nascita di una community/associazione per persone neurodivergenti, l'impegno formativo all'interno delle scuole e una puntata futura dedicata interamente ai docenti. L'obiettivo di oggi è fare chiarezza e alleggerire il carico mentale delle famiglie e degli adulti, trasformando la burocrazia da ostacolo a semplice passaggio formale. Vi ricordo inoltre che potete scrivermi le vostre idee per i prossimi episodi all'indirizzo [email protected]! Scopriamo insieme i prossimi passi nel ventunesimo episodio di Neurodivergenze spiegate da uno Psicologo.
Ep. 20 | Mi hanno diagnosticato un DSA: cosa devo fare?
2026/07/09
Hai appena terminato un percorso diagnostico per un Disturbo Specifico dell'Apprendimento (DSA) e ti senti disorientato di fronte alla burocrazia? Non sei il solo: "E adesso cosa devo fare?" è la domanda più frequente che ricevo in studio dai genitori o dai diretti interessati. In questa nuova puntata ho deciso di rispondere a questo dubbio creando una guida pratica e diretta per districarsi nel post-diagnosi. Facendo riferimento all'iter normativo specifico della regione Emilia-Romagna (ricordando che le procedure possono variare su base regionale), in questo episodio esploreremo: L'iter per i minori: tutti i passaggi necessari per presentare la relazione clinica al gruppo di conformità dell'AUSL territoriale (come la Neuropsichiatria Infanzia e Adolescenza) per ottenere il documento fondamentale che permetterà alla scuola di redigere il Piano Didattico Personalizzato (PDP); L'iter per gli adulti: le differenze e le semplificazioni burocratiche (come l'utilizzo della PEC) per chi riceve la diagnosi in età adulta o durante il percorso universitario; Il valore del lavoro di équipe: perché è fondamentale che la valutazione venga svolta da una rete multidisciplinare (composta da psicologo, neuropsichiatra e logopedista) per definire al meglio il profilo di funzionamento della persona. L'obiettivo di oggi è alleggerire il carico mentale delle famiglie e degli adulti neurodivergenti, rendendo la burocrazia un ostacolo in meno da affrontare. Vediamo insieme i prossimi passi nel ventunesimo episodio di Neurodivergenze spiegate da uno Psicologo.
Ep. 19 | Lavoro e Neurodivergenze: l'esperienza di Luna
2026/06/25
Cosa succede quando si scopre la propria neurodivergenza in età adulta e come si affronta, con questa nuova consapevolezza, la quotidianità del mondo del lavoro? In questa puntata ho il piacere di ospitare Luna, che ha deciso di condividere con noi la sua esperienza in prima persona come donna neurodivergente. Partiremo dal suo percorso di scoperta, arrivato a 42 anni dopo una vita passata a sentirsi "troppo diversa", per capire l'importanza e il profondo senso di sollievo che una diagnosi clinica di autismo ha saputo restituirle. Non un'etichetta, ma la spiegazione di un funzionamento fisiologico differente. Esploreremo insieme a lei le sfide specifiche all'interno dell'ambiente lavorativo e le strategie pratiche per gestirle al meglio, tutelando le proprie energie. Nello specifico, vedremo: La faticosa gestione degli imprevisti e delle interazioni sociali non strutturate, come le classiche small talks (chiacchiere di cortesia) alla macchinetta del caffè; L'impatto del sovraccarico sensoriale in ufficio causato da luci, rumori e voci sovrapposte; L'utilizzo di strumenti e comportamenti compensativi fondamentali per l'autoregolazione, come l'uso di cuffie per attutire i rumori e l'impiego di fidget toys (oggetti anti-stress) da tenere tra le mani; Il ruolo cruciale dello smart working come risorsa per modulare il carico cognitivo; Il delicato momento della condivisione della propria diagnosi con i dirigenti e l'importanza di costruire, passo dopo passo, una cultura aziendale realmente inclusiva e supportante. Infine, Luna condividerà alcuni preziosi consigli rivolti a chiunque sospetti una propria neurodivergenza, ricordando quanto sia essenziale affidarsi a professionisti per fare chiarezza e non sentirsi mai più "sbagliati". Vediamo insieme questo tema nel diciannovesimo episodio di Neurodivergenze spiegate da uno Psicologo.
Ep. 18 | Oggi vi racconto la mia storia
2026/06/11
Cosa si prova a vivere gli anni di scuola sentendosi costantemente dire "scrivi male, impegnati di più", quando in realtà il problema non è affatto la mancanza di volontà? In questa puntata speciale, ho deciso di condividere con voi la mia esperienza in prima persona. Vi racconterò le sfide, le fatiche e le frustrazioni che ho vissuto dalla scuola primaria fino all'università, affrontando il sistema scolastico con un ostacolo invisibile che solo molto tempo dopo avrebbe trovato una spiegazione clinica: la disgrafia evolutiva. Ripercorreremo insieme le tappe di questo viaggio per comprendere l'impatto emotivo e psicologico che la mancanza di consapevolezza può avere su un alunno. Nello specifico, vedremo: I primi campanelli d'allarme alla scuola primaria: la profonda fatica grafomotoria, l'odio per la scrittura e il peso dei giudizi scolastici basati unicamente sulla "brutta calligrafia"; Gli ostacoli alle scuole medie e superiori: l'incomprensione da parte dei docenti, le penalizzazioni nei voti a causa di una forma illeggibile e l'iniziale negazione di strumenti compensativi fondamentali come il computer; La svolta all'università: l'importanza cruciale di sottoporsi a una vera valutazione clinica e l'enorme sollievo emotivo derivato da una diagnosi chiara, capace di restituire un senso a tanti anni di fatica scolastica; Il significato della consapevolezza: perché è fondamentale riconoscere precocemente queste difficoltà per valorizzare il funzionamento alternativo della mente, evitando che bambini e ragazzi si sentano "sbagliati". Attraverso la mia storia, rifletteremo su quanto le parole di insegnanti e adulti possano segnare il percorso emotivo di chi apprende in modo diverso e sull'importanza di costruire una scuola realmente supportiva. Vediamo insieme la mia esperienza in questo nuovo episodio di Neurodivergenze spiegate da uno Psicologo.
Ep. 17 | RESPIRAZIONE
2026/05/28
In questa seconda parte del diciassettesimo episodio di "Neurodivergenze spiegate da uno Psicologo", mettiamo da parte la teoria per lasciare spazio all'esperienza: siete pronti a trasformare la conoscenza dello stress in una pratica capace di cambiare la vostra biologia in pochi minuti? Se nella prima parte abbiamo esplorato i meccanismi che "sequestrano" il nostro sistema nervoso, questa puntata è stata pensata come uno strumento pratico da portare sempre con voi. Ho deciso di separare questo momento esperienziale affinché possiate riascoltarlo ogni volta che ne avrete bisogno — in un momento di forte tensione, prima di un evento importante o semplicemente a fine giornata — senza dover ripercorrere tutta la spiegazione teorica. In questa sessione guidata, praticheremo insieme: La respirazione diaframmatica: vi guiderò passo dopo passo nell'uso del "palloncino" addominale per attivare il nervo vago e stimolare la risposta riflessa di rilassamento.La tecnica "One" di Benson: una strategia avanzata che unisce il respiro diaframmatico alla ripetizione mentale ritmica, uno strumento potentissimo per abbassare la frequenza cardiaca e calmare i pensieri.Vi invito a trovare una posizione comoda, a chiudere gli occhi se potete, e a concedervi questi minuti per riportare il vostro corpo in uno stato di omeostasi e benessere. Spesso bastano piccoli accorgimenti quotidiani per migliorare sensibilmente la nostra qualità e speranza di vita. Seguimi su Instagram: @paolo.bersani_psicologo
Ep. 17 | Teniche di gestione dello stress
2026/05/28
Cosa succede al nostro corpo quando la pressione dell'ambiente circostante supera le nostre risorse interne? Spesso sentiamo parlare di stress in termini generici, ma raramente comprendiamo i meccanismi biologici che "sequestrano" il nostro sistema nervoso, portandoci verso un logoramento continuo che può compromettere tessuti, organi e salute mentale. Ho deciso di strutturare questo tema in modo particolare, dividendo l'episodio in due parti: questa prima puntata è dedicata interamente alla psicoeducazione, per capire come funziona la "macchina" dello stress, mentre la successiva sarà un'esperienza pratica di respirazione che potrete riascoltare ogni volta che ne avrete bisogno. Insieme esploreremo: La differenza tra Eustress (lo stress positivo che ci aiuta a concentrarci) e Distress (quello negativo che genera sovraccarico).Le tre risposte biologiche primordiali: attacco, fuga e la meno conosciuta reazione di freezing (immobilizzazione).Il ruolo del sistema nervoso simpatico, che ci attiva con adrenalina, e del parasimpatico, che ha il compito di riportarci in equilibrio.L'impatto del cortisolo, l'ormone dello stress, e come la sua presenza cronica influenzi il peso corporeo, la digestione e le cefalee.I nostri due grandi alleati interni: il diaframma e il nervo vago, i "tasti" fisiologici per attivare la risposta riflessa di rilassamento.Vi spiegherò inoltre le basi della respirazione diaframmatica e della tecnica "One" di Benson, strumenti concreti che hanno cambiato la mia vita e che possono aiutarvi a gestire l'iperattivazione quotidiana. Vediamo insieme questo tema nella prima parte del diciassettesimo episodio di Neurodivergenze spiegate da uno Psicologo. Perché capire come funziona il nostro sistema nervoso è il primo passo per imparare a regolarlo. Seguimi su Instagram: ⁠@paolo.bersani_psicologo
Ep. 16 | ADHD e genitorialità: le riflessioni di Anna
2026/05/14
Cosa succede quando un figlio viene etichettato come "l'elemento che disturba" e il peso del giudizio morale cade sulla famiglia? In questa puntata ho il piacere di ospitare Anna, madre di un ragazzo di 15 anni con una diagnosi di ADHD di tipo combinato (disattenzione e iperattività). Anna ci porta la sua testimonianza preziosa e onesta, raccontandoci il "terremoto" vissuto quando i comportamenti del figlio — come il bisogno di muoversi o la tendenza a scarabocchiare invece di prendere appunti — venivano interpretati dai docenti come mancanza di rispetto. Insieme esploreremo: Il passaggio doloroso dalla colpevolizzazione alla comprensione: Anna condivide apertamente l'errore iniziale di chiedere al figlio "più impegno", prima di capire che la causa era un disturbo del neurosviluppo.L'impatto della diagnosi come strumento per dare un nome alle cose, facilitando l'accettazione e abbattendo i pregiudizi morali.Le strategie quotidiane e l'importanza della flessibilità: dal gestire la "batteria cognitiva" scarica dopo la scuola al saper rinunciare a una routine rigida quando necessario.Le potenzialità oltre la diagnosi: la creatività, la grande sensibilità e l'empatia che spesso caratterizzano i ragazzi ADHD.Questa intervista è un invito a guardare oltre le apparenze e a costruire un ambiente — scolastico e familiare — che sappia finalmente accogliere la diversità invece di tentare di normalizzarla a tutti i costi. Vediamo insieme questo tema nel sedicesimo episodio di Neurodivergenze spiegate da uno Psicologo. Perché capire è il primo passo per includere.
Ep. 15 | La tutela legale nelle persone neurodivergenti: intervista Avv. Ruggieri
2026/04/30
Cosa succede quando la diagnosi clinica incontra il labirinto delle leggi e dei diritti? Ricevere una diagnosi può sembrare un "terremoto dell’anima", ma la vera sfida inizia spesso dopo, quando bisogna navigare tra burocrazia, tutele e sigle che sembrano indecifrabili. In questa puntata ho il piacere di ospitare l’avvocato Roberta Ruggeri, esperta in tutela delle persone con disabilità e mediatrice familiare. Insieme esploreremo come il diritto, lontano dall'essere un elenco di regole fredde, possa diventare un linguaggio fondamentale per riconoscere protezione e dignità a chi ne ha diritto. Insieme approfondiremo: La rivoluzione nel sistema di accertamento della disabilità e la nuova valutazione multidimensionale che coinvolge medici, psicologi e assistenti sociali.Le differenze concrete tra Legge 104 e Legge 170, chiarendo l'accesso a benefici come l’indennità di frequenza e le detrazioni fiscali per gli strumenti compensativi.Come orientarsi tra PEI, PDP e la direttiva BES nel contesto scolastico.Uno sguardo al futuro con la Legge "Dopo di noi" e la figura dell'amministrazione di sostegno per garantire autonomia durante tutto l'arco della vita.L’obiettivo di questa chiacchierata è fornirvi una guida sicura per superare la paura attraverso la conoscenza e non sentirvi mai soli di fronte alle istituzioni. Vediamo insieme questo tema nel quindicesimo episodio di Neurodivergenze spiegate da uno Psicologo.
Ep. 14 | Come funziona nel concreto una valutazione DSA
2026/04/16
Cosa succede nel concreto quando un genitore o un insegnante sospetta la presenza di un Disturbo Specifico dell'Apprendimento (DSA)?. In questa puntata vi accompagno all'interno del mio studio per scoprire l'iter che seguo, basato sulle linee guida dell'Accordo Stato-Regioni del 2012. Partiremo dai primi campanelli d'allarme che solitamente arrivano dalla scuola — come una lettura lenta, errori ortografici o fatiche nel calcolo — e vedremo come affrontare quel momento di smarrimento che molti genitori vivono prima di decidere di approfondire il quadro clinico. Vi spiegherò l'importanza dell'anamnesi, in cui ricostruiamo insieme i primi anni di vita e lo sviluppo neuropsicomotorio, e come si struttura la valutazione vera e propria attraverso l'esplorazione di quattro domini fondamentali: Il funzionamento cognitivo (per escludere disabilità intellettive);Gli apprendimenti (lettura, scrittura, calcolo e comprensione);L'area relazionale;La motivazione allo studio.Infine, parleremo del delicato momento della restituzione, della stesura della relazione clinica e di come questo documento sia il primo passo fondamentale per la redazione del PDP (Piano Didattico Personalizzato) a scuola. Vediamo insieme questo tema nel quattordicesimo episodio di Neurodivergenze spiegate da uno Psicologo.
Ep. 13 | Lavorare con genitori di figli neurodivergenti: intervista a Stefania Savi
2026/04/02
Essere genitori di un figlio neurodivergente significa affrontare domande, paure e la ricerca di strumenti adeguati sin dai primi anni di vita, spesso senza modelli di riferimento chiari. In questo episodio ne parliamo con Stefania Savi, psicologa perinatale specializzata in genitorialità, che racconta come intercetta i primi segnali di neurodivergenza, l’importanza dell’intervento precoce, il valore della rete professionale e perché la scuola fatica ancora a essere davvero inclusiva. Vediamo insieme questo tema nell’undicesimo episodio di Neurodivergenze spiegate da uno Psicologo. Segui Stefania su Instagram: @stefi_psico_perinatale
Ep. 12 | Alessandro e l'ADHD: scoprire la diagnosi in età adulta
2026/03/19
«Bravo, ma non si applica». Quante volte hai letto questa frase su una pagella, convinto che fosse solo questione di volontà? Alessandro ha ricevuto la diagnosi di ADHD a 36 anni, dopo tre decenni di dimenticanze, scadenze sfuggite e discussioni in famiglia interpretate come "menefreghismo". In questa intervista racconta come la scoperta della neurodivergenza — grazie alla diagnosi di plusdotazione di suo figlio — abbia finalmente dato un nome a comportamenti che credeva "normali", cambiando il modo di lavorare, relazionarsi e vivere il quotidiano. Vediamo insieme questo tema nel dodicesimo episodio di Neurodivergenze spiegate da uno Psicologo.

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