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Mindful Not Mild

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This podcast has
38 episodes
Language
Italian
Publisher
Jack Jaselli
Explicit
No
Date created
2025/12/21
Latest episode
2026/10/22
Average duration
19 min.
Release period
12 days

Description

Mindful Not Mild è un podcast di Jack Jaselli con e per la MindfulMess Community. Un viaggio tra mindfulness, musica, sport, viaggi e filosofia vissuta. Storie vere, pensieri in cammino e suoni che respirano: per ricordarci che la presenza non è calma perfetta, ma movimento consapevole. Dentro c’è tutto ciò che tiene insieme una vita piena: corpo, mente, letteratura, strada — e quella voce che a volte ci salva, anche solo per un attimo.

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Da che parte stai?
2026/10/22
Da che parte stai? Sembra una domanda semplice. A volte lo è fin troppo. In questa puntata parto da una sensazione scomoda: quella di sentirmi un codardo perché, davanti a qualcosa che stava succedendo, non riuscivo a scegliere abbastanza in fretta una parte. Da lì, una riflessione sul bisogno di avere ragione, sull’appartenenza, sul modo in cui le opinioni diventano identità pubbliche e sulla difficoltà, forse sempre più grande, di cambiare idea. Con Simone Weil, la mindfulness, qualche tribunale portatile e una domanda: possiamo avere convinzioni abbastanza solide da agire e abbastanza aperte da lasciarci ancora sorprendere dalla realtà? Mindful Not Mild.
Il coraggio di essere felici. (Quando il sole sembra troppo)
2026/10/15
Tre vecchi amici si ritrovano in sala prove dopo tanto tempo. Nessun pubblico, nessun concerto da preparare. Soltanto tre strumenti, un suono familiare e, inaspettatamente, una canzone nuova. E una felicità che arriva quasi di sorpresa. Perché a volte facciamo così tanta fatica ad accogliere le cose belle? Perché, proprio mentre siamo felici, cominciamo a preoccuparci di quando finirà?Partendo da una sera in sala prove, attraversiamo la gioia di Spinoza, la bellezza vertiginosa di Rilke, l'attesa di Leopardi e il concetto buddhista di impermanenza. Un viaggio tra musica, filosofia e mindfulness, alla scoperta della nostra curiosa abitudine di proteggerci persino dalla felicità. Perché qualche volta abbiamo così paura di perdere il sole che ci dimentichiamo di sentirne il calore.
Il modo in cui tornano le cose. Ovvero, l'anello mancante.
2026/10/08
Perdere qualcosa, ritrovarlo e accorgersi che non è più come prima. Da un anello comprato nel Sahara e ritrovato giorni dopo in un parcheggio di Lanzarote nasce una riflessione sul tempo, sui ritorni e su quella malinconia sottile che accompagna tutto ciò che cambia. Perché le cose possono tornare, ma non tornano mai indietro: tornano nel presente. E a volte sono più belle. A volte no.
CHURCH IN THE WILD: Cosa rimane quando cominciamo a togliere?
2026/10/01
Nel cuore del Sahara algerino, a Béni Abbès, c’è una piccola chiesa costruita con terra, legno e tronchi di palma. Sul pavimento, dieci centimetri di sabbia rosa. Più di un secolo fa Charles de Foucauld arrivò qui dopo una vita che sembrava procedere per sottrazione: aristocratico, soldato, esploratore, monaco, sacerdote, eremita. Un uomo che aveva cominciato misurando il mondo e che, lentamente, sembra aver cercato soprattutto di ridurre la distanza che lo separava dagli altri. Da quella chiesa nel deserto nasce una domanda che riguarda anche la pratica contemplativa: e se non avessimo bisogno di aggiungere qualcosa alla nostra vita, ma di togliere una parete? Una puntata di Mindful Not Mild su Charles de Foucauld, il deserto, le identità spirituali, la fraternità e tutto quello che entra quando smettiamo di separare la pratica dalla vita. Poi entra tutto. Anche il deserto.
La mindfulness, spiegata male.
2026/09/24
Che cos’è la mindfulness? Una tecnica di meditazione, una terapia contro lo stress, una religione orientale riconfezionata per occidentali indaffarati oppure una cosa da fricchettoni vestiti di lino? In questa puntata provo a spiegarla. Male, naturalmente. Passiamo attraverso parole che non coincidono del tutto, menti impossibili da svuotare, cinque minuti che dovrebbero cambiarci il cervello, campane tibetane non richieste e l’enigmatico acronimo MBSR. Alla fine resta un’esperienza piuttosto ordinaria: ci sediamo, sentiamo il corpo, la mente scappa e, a un certo punto, ce ne accorgiamo. Questa è la mindfulness spiegata male. Per spiegarla meglio, purtroppo, bisogna praticarla.
Orfeo, non voltarti. La difficile arte di non crontrollare.
2026/09/17
Orfeo scende negli Inferi per riportare Euridice nel mondo dei vivi. Deve rispettare una sola condizione: camminare davanti a lei senza voltarsi. Sappiamo come va a finire. Oggi non controlliamo soltanto chi ha visualizzato un messaggio. Controlliamo mail, referti, conti bancari, previsioni del tempo e tracking di pacchi immobili da quarantotto ore. Oggetti diversi, stesso desiderio: interrompere l’incertezza. Attraversiamo il mito di Orfeo per osservare il secondo che precede il gesto, quando la mente vuole sapere e la mano sta già andando verso il telefono. Uno spazio minuscolo, scomodo e, qualche volta, sopportabile.
Imparare a tornare
2026/09/10
Il 10 settembre non ha più l'alibi dell'estate né la serietà dell'autunno. È il giorno in cui i buoni propositi iniziano già a perdere smalto ed è il giorno in cui torna questo podcast. In questo primo episodio della seconda stagione parliamo di cosa significhi davvero "tornare": da un viaggio, da una distrazione, da noi stessi. Tra Ulisse che torna a Itaca diverso da come era partito, la nostalgia (nostos + algos, il dolore del ritorno), la differenza tra fare ed essere di Jon Kabat-Zinn e qualche verità scomoda sul detersivo, proviamo a rispondere a una domanda semplice e infinita: quando ci accorgiamo di esserci persi, sappiamo tornare? Non è un episodio sui buoni propositi di settembre. È un episodio su come ricominciare senza fingere di essere diversi da come siamo. Se ti va, lascia una recensione: è il modo più semplice per far tornare questo podcast anche da qualcun altro.
L’Odissea e i mostri sbagliati.
2026/07/30
Una storia sul controllo, sulla fiducia e sul mare che continua a chiamarci. Christopher Nolan mi ha fatto tornare a una storia che credevo di conoscere. L’Odissea non parla solo di mostri, di dèi o di eroi. Parla di un viaggio molto più vicino al nostro: il desiderio di controllare ciò che, per sua natura, non può essere controllato. In questa puntata estiva di Mindful Not Mild attraversiamo il mare insieme a Ulisse per scoprire che, forse, i mostri più pericolosi sono quelli che scegliamo di combattere. Una riflessione su controllo, fiducia, paura e sul coraggio di continuare a navigare, anche quando il mare smette di obbedire.
Le cose che non sono successe
2026/06/25
Come si misura un cambiamento? Siamo abituati a cercarlo nei grandi eventi: una promozione, un nuovo record, una relazione che inizia o finisce. Ma le trasformazioni più profonde raramente fanno rumore. In questo episodio parliamo di ciò che spesso passa inosservato: la discussione che non abbiamo alimentato, la preoccupazione che non ci ha trascinato via, il pensiero a cui non abbiamo creduto immediatamente. Forse la pratica non ci cambia nel modo in cui immaginiamo. Forse ci aiuta a non perdere qualcosa che avevamo già. Un episodio sulla mindfulness, sull’attenzione e su quelle piccole tracce invisibili che, a volte, cambiano una vita senza che nessuno se ne accorga.
Intervista alla persona che mi conosce meglio: il primo ospite di Mindful Not Mild
2026/06/18
Chi è la persona che vi conosce meglio? Un partner? Un genitore? Un amico? Per la prima intervista di Mindful Not Mild ho deciso di invitare qualcuno che è stato presente in ogni singolo istante della mia vita. Qualcuno che mi accompagna da sempre. Che conosce tutte le mie paure. Tutte le mie ossessioni. Tutte le mie fughe. Tutte le mie speranze. Il mio sistema nervoso. Abbiamo parlato di meditazione, ansia, tigri inesistenti, email ricevute alle 00:47 e della sua instancabile dedizione a prepararsi a problemi che non sono ancora successi. Una conversazione surreale, ironica e sorprendentemente umana. Buon ascolto.
La mindfulness non è una terapia, ma è terapeutica.
2026/06/11
La mindfulness non è una terapia, ma è terapeutica. Questo il titolo del webinar di Jon Kabat-Zinn che ho avuto il privilegio di accompagnare come interprete per l'Ordine degli Psicologi della Regione Sicilia. Una frase. Una parola rimasta accesa.Terapia. Una parola che usiamo ogni giorno senza averla mai davvero guardata. Che all'origine non significa "riparare qualcosa di rotto" , significa stare accanto con cura. In questo episodio parto da lì: dall'etimologia greca, dalla differenza tra fixing, curing e healing, e da una domanda che riguarda tutti noi :chi pratica, chi insegna, chi si prende cura di qualcuno. Perché c'è una tentazione potente in questo campo.Usare la mindfulness come tecnica. Confezionarla. Venderla come adattamento invece che come trasformazione. E se la consapevolezza non ci rende più capaci di incontrare la sofferenza, su qualsiasi scala ,non abbiamo perso solo il suo potenziale terapeutico. Abbiamo perso la pratica. "Ogni vita autentica è incontro." Martin Buber
"Non ti sento più": meditare non ti rende più facile da amare
2026/06/04
Duemila ore di pratica. Ritiri nel silenzio. Il deserto a cinquanta gradi. E poi una sera la persona che amavo mi ha detto: non ti sento più. La meditazione non ti rende più facile da amare. Ti rende, forse, abbastanza presente da vedere esattamente il momento in cui i tuoi meccanismi si svegliano...e non riesci a fermarli lo stesso. In questo episodio parlo di fragilità. Di quella strutturale: alle tre di notte, quando hai quarant'anni di pratica e ancora non sai come tornare dopo una litigata. Parlo di Winnicott e dell'unica cosa che conta davvero nelle relazioni...non essere perfetti, ma saper riparare. E parlo del momento in cui qualcuno ti vede nel punto più basso e resta lì. Le relazioni non diventano più facili. Diventano più vere. E la verità, a volte, è esattamente quello che non volevi sentirti dire.
Spiritual bypassing: l'ego con l'incenso
2026/05/28
Cinque parole di Will Kabat-Zinn hanno fatto crollare una scenografia che mi ero costruito in anni di pratica: "Mindfulness does not have a pace." Parlo di come la consapevolezza possa diventare estetica, il distacco una protezione, e la calma una strategia per non sentire. Con Welwood, Trungpa, una corsa nel Sahara e uno specchio scomodo.
Note dal Sahara 4: The Adventure of a Lifetime
2026/05/21
La Marathon des Sables la chiama "the adventure of a lifetime." Jon Kabat-Zinn dice la stessa cosa della pratica di consapevolezza. Quarto e ultimo episodio delle Note dal Sahara. Dal deserto al ritiro di mindfulness. La sveglia alle cinque, il corpo che non puoi contrattare, e una parola, avventura, che dal latino significa: ciò che ti viene incontro. Perdere ciò che dobbiamo perdere. Trovare ciò che dobbiamo trovare. Restare aperti. L'articolo completo è sul blog: jackjaselli.com Episodi precedenti della serie: 1. Il bluff 2. I piedi 3. Tenda 28
Note dal Sahara 3: Tenda 28
2026/05/14
Nel deserto non scegli con chi dormire. Ti assegnano una tenda, ti danno un numero, e quello è il tuo mondo per una settimana. Otto sconosciuti sotto un telo berbero. Una settimana dopo, una famiglia. In questo episodio vi presento le persone della tenda 28. Un superatleta che attraversa il traguardo con te nella tempesta di sabbia. Un veterano del deserto che la sera in cui volevi ritirarti non ti dice "non mollare" ma qualcosa di molto più intelligente. Un amico delle forze speciali che ogni mattina ti ordina di tornare alla tenda e poi quasi si commuove quando torni. Un altro che grida il tuo nome nel buio per assicurarsi che sei ancora lì. E Zack de la Rocha alle tre di notte durante la tappa da 100 km. Parlo di risate alle cinque di mattina, di Highway to Hell alla linea di partenza, di brasiliani che urlano "Roberto Baggio!", di un inglese che dice "I know all about suffering, I've been married twice", e di pranzi a Ouarzazate con cibo vero dopo una settimana di liofilizzati.Ma soprattutto parlo di common humanity. Di cosa succede quando il deserto ti toglie il ruolo, il titolo e la bio di Instagram e ti lascia con quello che sei. Di come la compassione non sia un concetto ma un fatto: vedere l'altro zoppicare e sapere esattamente come si sente perché il tuo piede fa la stessa cosa. Non arrivi da nessuna parte da solo. Anche quando pensi di sì. Il testo integrale è sul blog: jackjaselli.com Note dal Sahara è una serie speciale di Mindful Not Mild.

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