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Smart City

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Rating
★★★★★
5
from
3 reviews
Categories
Country
United States
This podcast has
34 episodes
Language
Italian
Publisher
Radio 24
Explicit
No
Date created
2012/01/16
Latest episode
2026/10/29
Average duration
-
Release period
2 days

Description

Il drammatico uno-due della pandemia seguita dal conflitto in Ucraina ha contribuito dolorosamente a un passaggio culturale importante, facendoci finalmente realizzare che la transizione ecologica è uno strumento per conseguire una maggiore indipendenza dalle importazioni di materie prime, energia e semilavorati, da cui le economie europee sono estremamente indipendenti. Le soluzioni proprie della crisi ecologica (dalle fonti rinnovabili al ciclo idrico integrato, dall'economia circolare alla fusione nucleare) si rivelano infatti essere ciò che serve per affrontare la crisi geo-politica, energetica ed economica che ci attanaglia.Lo speciale estivo di Smart City "La transizione ecologica in tempo di crisi" racconta i punti di contatto tra le crisi del nostro tempo, e la ricerca di possibili soluzioni comuni, affrontando temi quali la gestione dell'acqua, le opportunità offerte dalle energie forestali e marine, le sfide dei sistemi di stoccaggio energetico sostenibili e della fusione nucleare. Scopri il podcast originale  Smart City XL 

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Fungo mangia plastica: a che punto siamo?
2026/10/29
La prima scoperta risale al 2011, quando analizzando in laboratorio un fungo trovato nella Foresta Amazzonica, ricercatori della Yale University si resero conto che aveva la capacità di degradare il poliuretano. Di più: era in grado di farlo anche in ambienti estremamente poveri di ossigeno, come sono gli strati sepolti delle discariche. Lui si chiama Pestalotiopsis microspora. Si tratta di un fungo microscopico endofita, che vive cioè all’interno del tessuto vegetale delle piante. Dai tempi della scoperta, è studiato per cercare di capire come fa a demolire i legami chimici di uno dei polimeri più difficili da degradare e come possiamo sfruttare questa sua capacità. Ne parliamo con Solveig Tosi, Professoressa di Botanica e Micologia all’Università di Pavia, Direttrice del Laboratorio di Micologia.
Come trasformare un pezzo di legno in osso da trapiantare
2026/10/28
Esiste un legno ottenuto da una palma rampicante originaria dell’India, che, grazie alla sua microstruttura che imita in modo sorprendente quella delle ossa, possiede  un mix di resistenza ed elasticità. Si tratterebbe di una semplice curiosità, se non fosse che una startup di nome Green Bone ha trovato un modo di trasformare il materiale di cui è composto il legno di Rattan in idrossiapatite, il minerale che costituisce le ossa, mantenendo la microstruttura intatta. In pratica, Green Bone trasforma un pezzo di legno di Rattan in una protesi ossea che può essere impiantata per rigenerare lesioni ossee gravi, e che nel tempo si trasforma in osso vero e proprio. Ne parliamo con Saverio Gellini, Cofondatore e CEO di Green Bone.
Il punto sulla CCUS - Carbon Capture, Utilization and Storage
2026/10/27
CCUS- Carbon Capture, Utilization and Storage, ovvero come trasformare il principale gas climalterante in una materia prima utile all’industria. In questa direzione si lavora da anni, soprattutto con l’obiettivo di dare una via di sbocco alla CO2 prodotta da quei processi particolarmente difficili da decarbonizzare. Se ne è parlato nel corso dell’ultima edizione di NetZero Milan, dal 20 al 22 Ottobre, conferenza che ha riunito esperti di transizione energetica dall’industria e dal mondo della ricerca. E almeno un punto è chiaro: per contenere i costi ancora molto elevati, servono infrastrutture condivise. Ne parliamo con Antonio Nodari, Responsabile dei servizi di consulenza nel settore trasporti e delle industrie Hard to abate di Afry.
Il mondo delle batterie alla ricerca di un modello di business
2026/10/26
Vi portiamo a Netzero Milano, manifestazione che dal 20 al 22 Ottobre ha visto incontrarsi e discutere numerosi protagonisti della transizione energetica dei relativi sviluppi tecnologici e scenari di mercato. La manifestazione ha dedicato molto spazio al mondo delle batterie, che è un asset strategico per il fatto che permette di indirizzare il principale problema tecnico che implica passare dai fossili alle rinnovabili, ovvero gestirne la discontinuità e la non programmabilità. Mentre il problema del costo delle rinnovabili è superato (oggi sono largamente più economiche dei fossili e non hanno bisogno di alcun incentivo), lo stoccaggio dell’energia sta ancora mettendo a punto i modelli di business definitivi. Ne parliamo con Matteo Coriglioni, Head of Italy di Aurora Energy Research, una società di analisi economica dei mercati energetico.
Farmaci intelligenti e molecole “su misura”: il progetto RELIEF
2026/10/22
Accanto allo sviluppo di nuovi principi attivi, la ricerca farmaceutica si concentra oggi su una sfida cruciale: la targeted drug delivery, ovvero la creazione di strategie di rilascio dei farmaci sempre più mirate. L’obiettivo è far giungere la molecola terapeutica esclusivamente agli organi, ai tessuti o alle singole cellule bersaglio, riducendo al minimo l’esposizione del resto dell’organismo e, di conseguenza, gli effetti collaterali. In questo scenario si inserisce RELIEF, un progetto d’avanguardia finanziato con un ERC Starting Grant da 1,5 milioni di euro. Il suo scopo è rendere i farmaci “intelligenti”, controllandone con precisione millimetrica il punto di fusione per un rilascio mirato. Ne parliamo con Serena Bertoni, ricercatrice del Dipartimento di Farmacia e Biotecnologie dell’Alma Mater Studiorum - Università di Bologna e ideatrice del progetto RELIEF.
Allearsi coi virus per curare il cervello
2026/10/21
Il cervello non è protetto solo fisicamente da una robusta scatola cranica, ma anche chimicamente dalla cosiddetta barriera emato-encefalica, una sorta di filtro chimico intelligente che fa passare solo quello che conosce o che è abbastanza bravo da ingannarla.Ma un ricerca pubblicata su Advanced Healthcare Materials ha dimostrato che è possibile, per ingannare le difese chimiche del cervello, usare dei batteriologi, cioè dei virus non patogeni (attaccano solo i batteri) già diffusi in modo ubiquitario nel nostro organismo e già oggi usati (seppure non esattamente gli stessi) in alcune terapie antibiotiche dove quelle tradizionali non funzionano più. Opportunamente ingegnerizzati e caricati con i farmaci giusti, questi virus possono infatti agire da cavalli di troia portando il loro carico terapeutico esattamente là dove serve.Prof. Alberto Danielli, responsabile del laboratorio di Biotecnologie Molecolari del Dipartimento di Farmacia e Biotecnologie dell’Università di Bologna.
Combattere la crisi idrica col fotovoltaico galleggiante: il caso del Lago Trasimeno
2026/10/20
C’è a chi l’idea piace e chi urla allo scandalo. Resta che la crisi idrica del Lago Trasimeno è feroce. Siamo a 2 metri sotto il livello idrometrico in un lago con una profondità media di poco più di 4 e la proposta di intervenire con impianti fotovoltaici galleggianti per ridurre l’evaporazione,  che è una delle cause principali della crisi, avrebbe un’indubbia efficacia: nel caso del Trasimeno si parla di almeno 2 metri cubi d’acqua risparmiati per ogni metro quadro di pannelli, su questo la letteratura scientifica è chiara.Non una soluzione di tutti i problemi, ma una opportunità per ridurre la crisi del più grande lago del Centro Italia producendo energia rinnovabile (tra l’altro il FV galleggiante è più efficiente di quello sulla terraferma), rilanciando la pesca e aprendo anche alcuni inediti scenari turistici, grazie alla possibilità di inserire “paesaggisticamente” gli impianti galleggianti, come si è fatto nel bacino della diga di Hapcheon in Corea del Sud, coi suoi campi fotovoltaici galleggianti a forma a fior di prugno.Ospite Fabio Roggiolani, cofondatore di Ecofuturo e promotore dell’iniziativa.
Fotovoltaico galleggiante: a che punto siamo?
2026/10/19
Se è vero che il fotovoltaico richiede superfici estese, ponendo sfide legate al consumo di suolo e alla tutela del paesaggio, è pur vero che il mare e i bacini di acqua dolce rappresentano un territorio pressoché inesplorato dal punto di vista energetico, dove impianti fotovoltaici a pelo d’acqua possono trovare sia spazio che condizioni favorevoli, grazie alla capacità dell’acqua di mitigare i picchi di temperatura che causano perdite di efficienza ai pannelli, i quali a loro volta riducono l’evaporazione.Una recente pubblicazione scientifica ha riportato dati sorprendenti relativamente a un grande impianto fotovoltaico flottante situato a Taiwan, in una baia protetta con acque molto basse, che avrebbe prodotto il 12% più energia di un analogo campo fotovoltaico posto posto su terra ferma nelle immediate vicinanze. Numeri più alti di quelli normalmente presenti in letteratura e che tuttavia suggeriscono l’esistenza di nicchie particolarmente favorevoli a questa tecnologia.Giuseppe Marco Tina, Professore di Sitemi elettrici per l’energia dell’Università di Catania al Dipartimento di Ingegneria Elettrica, Elettronica e Informatica.
FIRE-BOX: la lotta agli incendi parte dalla conoscenza
2026/10/15
Dove può propagarsi più rapidamente un incendio? Quali territori sono maggiormente esposti? Dove intervenire con diradamenti per ridurre il rischio? Se il numero di incendi è diminuito rispetto ai picchi degli anni ’80, è grazie a una maggiore prevenzione. Negli ultimi 10 anni si è registrato un notevole incremento degli ettari bruciati e dei “super-incendi”, alimentati dalle ondate di calore e dalla siccità accentuati dal cambiamento climatico. Anche la geografia degli incendi è in evoluzione, perciò lo storico degli incendi non è più sufficiente a programmare le attività di prevenzione. Da qui il progetto FIRE-BOX, coordinato dall’Università Statale di Milano, che ha prodotto un database nazionale degli incendi, una mappa nazionale dettagliata dei combustibili, e un tool che permette costruire simulazioni di incendi e di propagazione del fuoco, già applicato a 6 parchi nazionali e ora a disposizione di tutte le PA. Ne parliamo con Giorgio Vacchiano, docente di Gestione e pianificazione forestale al dipartimento di Scienze Agrarie e Ambientali dell’Università degli Studi di Milano e coordinatore del progetto.
Si piega ma non si spezza: dall’IIT un nuovo processo per piegare il legno
2026/10/14
Immaginate di poter rendere il legno temporaneamente flessibile e modellabile, come accade coi metalli e con le plastiche. Oggi è qualcosa che richiede processi altamente energivori basati su una lenta “cottura a vapore” che ammorbidisce la lignina. Almeno finora, perché l’IIT ha sviluppato e descritto in un articolo su Nature un processo per modellare il legno completamente nuovo e nettamente più sostenibile. Alla base del nuovo processo c’è il Cyrene™, un solvente green di nuova concezione, derivato dalla stessa cellulosa presente nelle piante, che diluito opportunamente si è dimostrato capace di ammorbidire anche la componente più tenace del legno: i cristalli di cellulosa. Le applicazioni sono potenzialmente moltissime, in settori quali il design e l’arredamento, la liuteria e il mondo dei giocattoli. Ce ne parla Athanassìa Athanassìou, Vice Direttrice Scientifica dell'Istituto Italiano di Tecnologia e coordinatrice dell'unità Smart Materials nonché della ricerca in questione.
Nasce l’Olona Hydrogen Valley… e c’è il rischio che funzioni davvero
2026/10/13
In questa puntata vi portiamo sulle sponde del fiume Olona, un tempo culla della rivoluzione industriale italiana e oggi cimitero di insediamenti industriali abbandonati. E dove settimana scorsa, a Cairate in provincia di Varese, è stata ufficialmente inaugurata l’H2 Olona Hydrogen Valley, una delle prime ad aver avviato gli impianti e ad essere in produzione dopo quella di Trecate. Detto che queste infrastrutture, nate dalla spinta del PNRR, sono una novità in Italia, l’Hydrogen Valley di Cairate si presenta come un piccolo gioiello, che ha tenuto insieme tanti obiettivi diversi: il rilancio di un’area industriale dismessa, un gran numero di sinergie industriali avviate con mondi che vanno dallo storage alla depurazione delle acque, e un modello di business che promette di essere sostenibile sul lungo periodo. Insomma: c’è il rischio che funzioni davvero. Ne parliamo con Lisa Manieri - Strategic Development & Project Manager di EXPAND.
Città spugna e reti colabrodo: la sfida per salvare l'acqua e proteggere l'Italia dal clima che cambia
2026/10/12
Mentre il cambiamento climatico impone una trasformazione radicale dei centri urbani, l'Italia si scopre fragile: oltre il 90% dei Comuni è a rischio idrogeologico. Come possiamo trasformare le città per assorbire la pioggia se le nostre condotte perdono, in media, più del 40% dell'acqua potabile prima ancora che arrivi ai rubinetti? A Smart City solleviamo il tema delle opere strutturali urgenti e dei colli di bottiglia burocratici che bloccano i cantieri da nord a sud, partendo dalla complessità di una capitale come Roma. Ne abbiamo parlato con Erasmo D'Angelis, Presidente della Fondazione EWA (Earth and Water Agenda), in occasione della conferenza “Città nel futuro 2030–2050” a Roma.
Turbo GEMS :un’idea per sconvolgere il turbo e cambiare il volto dei trasporti pesanti
2026/10/08
In questa puntata parliamo di un’idea, un’intuizione avuta da un giovane studente del politecnico Politecnico di Torino, che ha aperto la strada a un salto di efficienza nei veicoli ibridi a dir poco sorprendente. Parliamo di una rivisitazione del sistema turbo che potrebbe valere, a parità di motore endotermico, un risparmio sui consumi dell’8%, un aumento della potenza fino al 12% o una combinazione delle due - per esempio 10% in più di potenza col 5% in meno di consumi. Sono numeri mostruosi per un comparto maturo come quello automobilistico e ancor di più per l’autotrasporto pesante, dove l’8% di carburante in meno può fare la differenza e dove - e questo è uno dei risvolti più importanti - questo nuovo tipo di turbo potrebbe aprire la strada alla motorizzazione ibrida, oggi quasi inesistente. Ospite Andrea Colletto, (futuro) Ricercatore del dipartimento di Energia del Politecnico di Torino.
Edilizia 4.0 e Direttiva Case Green: la rivoluzione del mattone tra digitalizzazione e sostenibilità
2026/10/07
BIM, prefabbricazione offsite e impatto zero: il futuro delle nostre città passa da una trasformazione radicale del modo di costruire. Ma come si concilia questa rivoluzione tecnologica con un tessuto produttivo fatto per oltre il 90% da piccole imprese legate alla tradizione? E la svolta green significa solo inquinare meno o si tradurrà in un risparmio reale sulle nostre bollette? A Smart City facciamo il punto sulla sfida delle emissioni zero entro il 2050, tra i vincoli della direttiva europea e la realtà dei cantieri. A margine della conferenza “Città nel futuro 2030–2050” a Roma, ne abbiamo parlato con Massimo Angelo Deldossi, Vicepresidente di ANCE con delega a Tecnologia e Innovazione.
Un braccio robotico “tuttofare” per il mondo della nautica
2026/10/06
Torniamo al Salone Nautico di Genova e al mondo della nautica per parlare di CarveLab, start-up con le radici nell’Università di Bologna. L'azienda ha messo a punto un braccio robotico capace, come un sarto che realizza un abito su misura, di rilevare le dimensioni di un componente da sostituire, trasformarle in un progetto e produrre il nuovo pezzo. Per farlo impiega un mix di strumenti e utensili che vanno dallo scanner laser alla fresa, fino alla stampa 3D. CarveHUB Marine, questo il nome del robot “tuttofare”, nasce con l’obiettivo di integrare in una sola piattaforma tutti gli strumenti necessari a realizzare ricambi e componenti custom, oltre a eseguire interventi di retrofitting come quelli volti a digitalizzare le imbarcazioni. La tecnologia serve soprattutto a svolgere attività di prototipazione rapida con componenti di grandi dimensioni, esattamente come richiesto nel settore nautico e in ambiti affini come quello automobilistico e aerospaziale. Ospite Curzio Pagliari, CEO di CARVELAB.

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