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This podcast has
25 episodes
Language
ItalianPublisher
Bada La Gente – CoraxExplicit
No
Date created
2026/07/06
Latest episode
2026/10/19
Average duration
23 min.
Release period
7 days
Description
Il ciclismo si guarda per ore. Noi lo commentiamo per giorni. Con Luca Gregorio e Riccardo Magrini Una produzione Double Vision Film × Corax.
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Da Varese alla festa post Fiandre, Alessandro Ballan l'ultimo campione del mondo italiano
2026/10/19
Un ospite d'eccezione a Bada la gente: Alessandro Ballan, ancora oggi l'ultimo campione del mondo italiano in linea. Chiacchiere, aneddoti e ricordi con Greg e Magro.
Si parte dal Mondiale di Varese del 2008, con il retroscena della strategia di Franco Ballerini l’allora CT della Nazionale. Dallo scatto in Piazza Monte Grappa fino all boato dentro all'ippodromo per poi vivere "uno stato di trance che è durato quindici giorni".
E poi il Giro delle Fiandre 2007, forse ancora più epico: la notte in bianco in camera con Fabio Baldato che russava, il medico chiamato alle quattro di mattina, i primi 100 chilometri trascorsi "ultimo del gruppo" e, nonostante tutto, la vittoria.
Qualche considerazione sul ciclismo attuale, in cui corridori sembrano "telecomandati" da preparatori atletici, Head of Performance e nutrizionisti, e in cui c’è poco spazio per l’istinto. Un tema che unisce lui a Magro, da sempre in trincea contro il "robotismo" moderno.
(00:00) Introduzione e benvenuto ad Alessandro Ballan
(02:18) Il beach-volley a Jesolo e lo snow-bike all'Abetone
(16:38) L'amore per le classiche del nord
(20:27) Mondiale vs Fiandre: cosa vale di più? E il rammarico della Parigi-Roubaix mai vinta
(24:04) La fine amara della carriera: l'indagine, i quattro anni col pensiero in testa, l'assoluzione
(39:00) La Lampre "famiglia veneta": Baldato, Furlan e la squadra dove si parlava in dialetto
(42:24) Le "serate venete" post-Fiandre 2005, quando finirono le birre dell'hotel
(48:39) A chi assomiglia Ballan nel gruppo di oggi?
Una produzione Double Vision Film × Corax.
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Seixas domina il Lombardia
2026/10/12
Cala il sipario sulla stagione 2026 e il sigillo porta la firma di Paul Seixas: a 20 anni e 16 giorni diventa il vincitore più giovane in 120 edizioni del Giro di Lombardia, sgretolando sul Civiglio anche il record VAM di Pogačar del 2022. Dietro di lui, Enric Mas chiude in bellezza l'anno della Vuelta e Giulio Ciccone torna sul podio come due anni fa, salutando la Lidl-Trek nel modo migliore prima del passaggio alla Pinarello Q36.5.
Pagelle severe invece per Remco Evenepoel e Isaac Del Toro, entrambi voto 4: la stagione dei "forti a giornate" chiude con l'ennesima prestazione sotto le attese. Promosso a pieni voti Brandon McNulty, che ha onorato la maglia iridata nel finale di stagione.
In puntata anche:
- Il bel lavoro di Giulio Pellizzari come ultimo uomo di Evenepoel
- Pello Bilbao chiude la carriera a 36 anni con un settimo posto da applausi
- La protesta dei corridori a Bergamo per la sicurezza, dopo i fatti di Tre Valli
- Il "blocco azzurro" della Red Bull-Bora: Pellizzari, Finn, Magagnotti, Donati
- Verso il 2027: Giro d'Italia da Trieste con Zoncolan e doppio Mortirolo, e la porticina aperta di Remco
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Ciccone, l'europeo e tutto il resto
2026/10/05
Puntatona di Bada la gente! La stagione va verso il traguardo ma di cose ne sono successe tante: dal weekend europeo in Slovenia al centenario del Giro dell'Emilia, passando per il ciclismo femminile che continua a stupire con Demi Vollering.
La copertina è dedicata a Giulio Ciccone, che all'Europeo arriva secondo a due millimetri da Remco Evenepoel. Un rammarico enorme, nonostante una gara dove non c'era nulla da rimproverargli — a lui e a tutta l'Italia. Perché la vera bella notizia è una Nazionale che finalmente ha un'anima e un carattere: squadra tatticamente ineccepibile, bronzo di Christian Scaroni e una tattica che porta Ciccone a un passo dall'oro. Grande lavoro del ct Roberto Amadio.
Evenepoel chiude invece il cerchio: dopo Olimpiade e Mondiale, aggiunge anche l'Europeo e sale a 80 vittorie in carriera. Un palmarès che dice tutto, al netto di un'era nata nel segno di Pogačar (che in Slovenia è passato di persona per omaggiare la fine della carriera di Luka Mezgec).
Al Giro dell'Emilia Davide Piganzoli vince dopo otto anni di attesa italiana. Un capolavoro per il "nuovo Nibali", come l'aveva ribattezzato Ivan Basso in tempi non sospetti, al suo primo anno in Visma. E un segnale importante per un ciclismo azzurro che oggi può contare su un vero triangolo di talento: Piganzoli, Finn, Pellizzari.
(00:00) Ciccone sfiora l’oro all’Europeo
(12:59) Remco Evenepoel chiude il cerchio
(16:35) Azzurra Ballan e il ciclismo femminile
(20:41) Piganzoli, il futuro del ciclismo italiano
(29:42) Il ciclismo senza Pogacar regge lo stesso?
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Mondiale a sorpresa: McNulty da 10 e lode!
2026/09/28
Trentatré anni dopo Lance Armstrong, il ciclismo americano torna a vincere un Mondiale. A Montréal, contro ogni pronostico, Brandon McNulty sferra un attacco solitario, rimane da solo per 32,5 chilometri e conquista una maglia iridata che nessuno si sarebbe aspettato.
Nel Pagellone di questo Mondiale ci sono voti alti (oltre al vincitore, corrono bene Matteo Jorgenson, Ciccone, Pidcock, Matthews e van der Poel) e voti bassi (per il resto del Belgio e praticamente tutta la nazionale Francese). E poi una domanda un po' provocatoria: un campione del mondo che l'anno prossimo tornerà a fare il gregario di Tadej Pogačar è la storia che meritava una gara così bella?
E l'Italia? Nazionale coesa, tatticamente ineccepibile, con Bettiol, Pellizzari, Scaroni e Piganzoli a lanciare Ciccone, che si è avvicinato più di chiunque altro a colmare il vuoto lasciato da Alessandro Ballan nel 2008. Complimenti al ct Roberto Amadio.
Voto 110 e lode invece a Demi Vollering, che dopo Liegi, Fiandre, Giro d'Italia e Tour de France Femmes ha aggiunto anche il Mondiale. E onore a Elisa Longo Borghini, terza sul podio: alla sua 28ª prova iridata continua a mancare quella maglia individuale.
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Mondiali su Strada: tutto quello che devi sapere
2026/09/21
Si torna in studio dopo la lunga pausa estiva, ed è subito settimana Mondiale. Per raccontare cosa ci aspetta a Montréal, Greg e Magro hanno un ospite d'eccezione: Alessandro Ballan, ultimo campione del mondo italiano in linea, vincitore a Varese nel 2008.
Si parte dalla cronometro appena andata in scena e dal capolavoro di Remco Evenepoel, primo corridore della storia a conquistare quattro titoli iridati consecutivi contro il tempo. Filippo Ganna è il primo degli "umani" e regala un bellissimo argento all'Italia. Ballan analizza il talento del belga: un fuoriclasse che in un'altra era avrebbe potuto vincere praticamente tutto.
Poi la prova in linea di domenica: chi ha davvero le carte per vincere sul percorso canadese? Oltre a Remco, favorito d'obbligo, salgono le quotazioni di van der Poel dopo aver i folli 175 km di fuga solitaria in Lussemburgo. Occhio anche a van Aert (e all'incastro tutto belga con Evenepoel), a Del Toro (che al recente Grand Prix di Montréal è stato una scheggia impazzita) e a Paul Seixas che nonostante i 20 anni appena compiuti è già una certezza.
E l'Italia? Ballan è positivo: percorso adatto, Ciccone e Piganzoli in gran forma l'esperienza di Trentin, Cattaneo, Bettiol e la scommessa Lorenzo Finn: una nazionale che può davvero puntare a una medaglia.
(08:08) Come vince il Mondiale Remco? E come lo vince Van Aert? Le due tattiche a confronto
(28:06) Lorenzo Finn non è ancora Seixas: la pazienza necessaria per un talento generazionale
(38:21) I pronostici sul podio di Montréal firmati Magro, Greg e Ballan
(39:23) I pronostici a confronto: Remco, Van Aert, Van der Poel e gli outsider
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Bada che tappa - Finalmente Enric Mas
2026/09/14
Si chiude a Granada la Vuelta 2026 ed è la Spagna a festeggiare: Enric Mas conquista finalmente la corsa di casa e mette la ciliegina a una carriera costellata di secondi posti. Erano dodici anni, dai tempi di Alberto Contador, che gli iberici non festeggiavano un connazionale in rosso.
Ma la puntata non è solo del vincitore. Primož Roglič a 37 anni si prende un grande secondo posto, Felix Gall conferma di essere un "top rider", Carapaz, seppur non hai livelli del Tour, trova sempre il modo di emozionare. E, a proposito di emozioni, c'è la vittoria da libro Cuore di Mikel Landa che a distanza di 1862 giorni riporta il "landismo" a gioire.
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Bada che tappa - A due passi dalla meta
2026/09/11
Enric Mas supera l'ultimo vero ostacolo verso Granada: nella cronometro di Jerez de la Frontera perde appena 33 secondi da un Roglič solo quarto, molto meno di quanto previsto in casa Movistar e Red Bull. Il maiorchino si presenta alle due tappe decisive di montagna con 1'37" su Roglič e 3'01" su Gall, un vantaggio che sembra ormai blindato.
Grande crono per Stefan Küng, ma anche per Callum Thornley, giovane talento della Red Bull-Bora. La Vuelta è ancora tutta da vivere, ma Mas può iniziare a sognare Granada.
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Bada che tappa - Mas que una Vuelta
2026/09/07
Si chiude la seconda settimana della Vuelta ed Enric Mas è saldamente in maglia rossa (grazie anche a una grande Movistar), con 2'06" su Gall e 2'10" su Roglič.
Greg analizza la terza settimana decisiva: la cronometro di giovedì, terreno di caccia per Roglič, e le due tappe di montagna di venerdì e sabato che potrebbero decidere tutto.
Spazio anche alla battaglia per la maglia bianca tra Onley e Omrzel, al grande stato di forma di Wout van Aert e della Visma-Lease a Bike, e alla sorpresa Alessandro Romele. Non manca uno sguardo al mercato (il futuro di Roglič, il rinnovo di Pogačar fino al 2032 e quello di Del Toro alla UAE) e un primo sguardo sulla nazionale italiana per il Mondiale di Montreal.
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Bada che tappa - Wout, forma mondiale
2026/09/03
La Vuelta perde un altro protagonista: dopo Pogačar, anche Mads Pedersen lascia la corsa, fuori condizione e con il mondiale di Montreal già in discussione.
Ma la puntata è tutta per Wout van Aert: leader indiscusso della classifica a punti, uomo squadra prezioso per Matthew Brennan, e soprattutto in rampa di lancio verso il Mondiale canadese. In questa puntata analizziamo la sua condizione, i possibili rivali (da Evenepoel a Pidcock, passando per Skjelmose) e il percorso durissimo di Montreal, oltre 4.500 metri di dislivello.
Roubaix e Mondiale ai due estremi di una stagione che potrebbe consacrare definitivamente il lupone.
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Bada che tappa - Cade Pogačar, scossone Vuelta
2026/08/30
Tadej Pogačar è caduto rovinosamente nella tappa dei velocisti e ha dovuto ritirarsi dalla Vuelta a España, dopo aver già vinto tre frazioni.
Un sasso imprevedibile, non un errore né un momento di distrazione, con conseguenze su gomito, spalla e diverse escoriazioni.
Greg ripercorre la dinamica dell’incidente, il precedente della Liegi 2023, e fa il punto su una Vuelta che si riapre completamente: Enric Mas in maglia rossa, Roglič a un minuto, Gall a 11 secondi, occasione di una vita per chi insegue.
Intanto, tutti con Tadej, sperando di rivederlo presto in sella.
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Bada che tappa - Il tornado Pogačar, è già tutto deciso?
2026/08/26
Tadej Pogačar si prende la Vuelta a España già alla quarta tappa: 50,3 km di azione solitaria sulle strade di Andorra, la fuga più lunga della sua carriera nei grandi giri.
Un vantaggio di oltre 3 minuti su Roglič e compagnia, mentre dietro la battaglia per il podio resta apertissima, con nove corridori in appena 50 secondi. É un Pogačar diverso da quello del 2019: stesso posto, stesso spettacolo, ma un corridore totalmente cambiato.
Ci si interroga ora su quanto vorrà ancora spingere in questa Vuelta. Dopo il rosa e il giallo, mancava solo il rosso: la Vuelta 81 sembra già scritta.
Dopo le prime tappe, menzioni d’onore per Oscar Onley per la maglia bianca, Felix Gall per il coraggio e Enric Mas per correre sempre con generosità sulle strade di casa. Per quanto riguarda gli italiani, al momento l’unica speranza è Lorenzo Fortunato per la classifica degli scalatori (vedremo se Tadej vorrà rallentare durante la terza settimana).
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La Vuelta - Tutto quello che devi sapere
2026/08/20
Tra poco si torna in cabina per raccontare l’81ª edizione della Vuelta di Spagna. E questa puntata di Bada la gente è tutta dedicata alla Corsa Spagnola.
Si parte da Monte Carlo, con una cronometro sul circuito di Formula 1, e si arriva a Granada dopo aver attraversato Andorra, il Sud caldissimo e sei arrivi in alta montagna. Pochissimo spazio per i velocisti: solo quattro tappe potenzialmente adatte a loro, almeno un paio tutt’altro che scontate. È anche così che, negli ultimi anni, la Vuelta si è guadagnata una fama sempre più “cattiva” e spettacolare.
Ma la domanda che tiene tutto insieme è una sola: che Vuelta sarà per Tadej Pogačar?
Lo sloveno torna in Spagna dopo sette anni, da quel 2019 che lo lanciò definitivamente nell’Olimpo del ciclismo. E il rischio, per gli altri, è che possa correre praticamente contro nessuno.
O forse no. Perché dall’altra parte c’è Primož Roglič, il pupillo del Magro, che ha costruito la stagione proprio con un obiettivo: conquistare il quinto sigillo alla Vuelta.
E poi ci sono le variabili impazzite: Wout Van Aert e Mads Pedersen. Se la classifica generale potrebbe essere una sfida a due, sulle tappe intermedie loro potrebbero far saltare completamente il banco.
La Vuelta sta per cominciare. Pogačar parte da favorito, ma in tre settimane può succedere di tutto. Noi siamo pronti a raccontarvela: vediamo chi arriverà fino a Granada con la maglia rossa addosso.
(00:00) La Vuelta di Spagna: percorso e favoriti
(11:48) Skjelmose, Gall, Mas e Onley: gli altri contendenti al podio
(16:43) I giovani della UAE: Pablo Torres come nuovo Isaac Del Toro?
(17:08) Il Mondiale di Montreal: il vero obiettivo di Pogačar e la sfida con Van Aert
(22:20) Gli italiani: Dainese, Albanese e il sogno di Mattia Gaffuri
(25:02) Vingegaard chiude il 2026: appuntamento al 2027
(27:03) Una riflessione doverosa sulla sicurezza dopo un anno drammatico per il ciclismo
(31:11) Ciclomercato: Buitrago, Marco Frigo alla UAE e l'incognita Roglič
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Tadej domina il Tour e mette gli occhi sulla Vuelta
2026/08/04
Il Tour è finito da una decina di giorni. Il Magro è in studio mentre Greg è già in vacanza: si ragiona su quella che potrebbe essere stata l'edizione più bella del Tour de France degli ultimi 30 anni.
I numeri parlano di un successo globale in televisione, sul web e sulle strade (600.000 persone stimate sull'Alpe d'Huez) mentre a vincere le tappe sono stati praticamente solo campioni. Tadej Pogačar ha corso da Leader Maximo, ha vinto ma ha anche saputo far vincere il suo delfino Isaac Del Toro, incendiando fino all'ultimo la tappa di Montmartre.
Restano però alcune domande: dopo l'edizione più calda di sempre, il Tour può ancora tenersi a luglio? E il Giro d'Italia, cosa può fare per colmare un divario che sembra sempre più ampio?
(00:00) Introduzione
(01:10) Tadej Pogačar torna alla Vuelta: vittoria annunciata o azzardo?
(03:32) Evenepoel cresce e Seixas sorprende: i giovani del Tour
(04:44) Il Tour dei record e il dominio di Pogačar
(10:19) Carapaz, il guerriero del Tour
(22:48) La cartolina di Montmartre: Van der Poel firma una vittoria storica
(25:02) I fischi a Pogačar e i controlli antidoping nella notte
(31:39) Mikel Landa e il finale romantico all’Euskaltel-Euskadi
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Bada che tappa - Il pagellone del Tour
2026/07/27
Si chiude il Tour de France 2026 ed è tempo di pagelle. Oltre a Tadej Pogačar, che meriterebbe un voto fuori scala, l'altro vincitore è il Tour stesso; una starting list impareggiabile, i protagonisti che non tradiscono le aspettative e l'abbraccio incredibile dei tifosi lungo tutto il percorso.
Venendo alla corsa, Pogačar ottiene il suo Quinto sigillo alla Grande Boucle, come Merckx, Anquetil, Hinault e Indurain, ma soprattutto corre un Tour da leader maximo, divertendosi e regalando tappe ai compagni.
Voti alti anche per Remco Evenepoel, che ha zittito tutti gli scettici, Isaac Del Toro che ottiene una maglia bianca che parla anche sloveno, e Paul Seixas che gestisce alla grande la pressione del suo primo Tour. E una menzione d'onore la meritano anche Pedersen e Carapaz, che con la loro generosità e la loro follia hanno fatto innamorare una volta di più il popolo del ciclismo.
E gli italiani? Voto tutt'altro che generoso.
La cartolina finale, però, è di quelle da tenere in cornice: la maglia gialla che trionfa sull'Alpe d'Huez che ci ha dato l'occasione per ricordare il grande Marco Pantani.
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Bada che tappa - L'alieno a pedali
2026/07/25
Trentuno anni. Tanti ne dovevano passare per veder cadere il record di Marco Pantani sull'Alpe d'Huez. E l'ha fatto Tadej Pogačar, con una crono-scalata da leggenda: 3 minuti e 20 di ritardo sui fuggitivi, ripresi negli ultimi 800 metri, vittoria e maglia gialla blindata verso il quinto Tour della carriera.
Ma sotto è ancora corsa vera. Remco Evenepoel ha certificato di essere la seconda forza del Tour e ha quasi messo al sicuro il secondo posto, mentre Isaac Del Toro e Paul Seixas si danno battaglia per il podio e per la maglia bianca.
E poi c'è Richard Carapaz, che continua a infiammare i cuori degli appassionati: sempre in fuga, sempre a caccia della vittoria e ora anche della maglia a pois. Domani, nella tappa più dura dell'ultima settimana, si decide tutto.
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