928491243
Memos

Advertise on podcast: Memos

Rating
★★★★★
5
from
1 reviews
Categories
Country
United States
This podcast has
940 episodes
Language
Italian
Explicit
No
Date created
2014/10/10
Latest episode
2021/07/01
Average duration
28 min.
Release period
2 days

Description

Memos, il promemoria sull'attualita di Radio Popolare. Raffaele Liguori vi accompagna nel suo giro quotidiano di conversazioni.

Unlock Memos podcast Email contact info,
Listeners & Audience details

Email contact information

Direct podcast contact details

Listeners

Audience numbers & engagement insights

Audience details

Podcast Insights

Podcast episodes

Check latest episodes from Memos podcast


Memos di ven 02/07/21
2021/07/01
L’Italia e l’antirazzismo alla Chiellini. L’originale trovata del capitano della nazionale, e dei vertici del calcio italiano, di inginocchiarsi ma solo per cortesia verso la squadra avversaria. Che cosa significa? “Significa vedere il razzismo come un problema degli altri, delle squadre che hanno al proprio interno un giocatore nero”, dice a Memos la filosofa della politica Giorgia Serughetti (università di Milano Biocca). “Mentre ai calciatori, personaggi pubblici, si chiede – racconta Serughetti - di prendere una posizione in una campagna globale (Black Lives Matter) che è contro le violenze della polizia sugli afroamericani e, in generale, contro il razzismo”. La seconda parte della puntata di oggi si occupa della pericolosa “passeggiata”, chiamiamola così, che la sinistra sta facendo sui bordi di un buco nero rappresentato dai Cinque Stelle di questi giorni. Gli alleati principali del Pd sono in frantumi e l’alleanza di centrosinistra rischia di non nascere mai. Il tutto mentre la destra radicale di Meloni e Salvini conferma nei sondaggi la propria solidità. Memos ne ha parlato con Mario Ricciardi, direttore della rivista Il Mulino e filosofo del diritto all’università Statale di Milano. Con la puntata di oggi si conclude il ciclo di Memos. Il promemoria sull’attualità di Radio Popolare entra definitivamente negli archivi di Rp. Dopo 7 stagioni, quasi 900 puntate, Memos chiude. 
Grazie a tutte e a tutti coloro che si sono alternati in questi anni al microfono come ospiti di questa trasmissione. E’ stato un piacere incontrarli. Soltanto nel corso dell’ultima stagione Memos ha ospitato 205 persone (57% uomini, 43% donne). Ma soprattutto un grazie speciale va a voi ascoltatrici e ascoltatori per la vostra generosità verso Radio Popolare. Continuate così, grazie! (Qui trovate l’archivio di tutte le puntate, dalla prima del 6 ottobre 2014 all’ultima di oggi 2 luglio 2021. Ci sono anche i testi di sette anni di appunti quotidiani per ciascuna puntata. https://www.radiopopolare.it/trasmissione-archivo/?id=922).
Memos di gio 01/07/21
2021/06/30
Oggi a Memos si è parlato di frutta e di parole. Prima il rapporto dell’associazione Terra, diretta da Fabio Ciconte, sulla crisi del mercato ortofrutticolo italiano. Un mercato sempre di più messo alle strette dai vincoli della standardizzazione dei prodotti: “un cibo bello – sostengono gli autori del rapporto - non è sempre buono per l’ambiente e l’agricoltura”. E poi la sociolinguista Vera Gheno ci ha condotti alla ricerca delle parole consapevoli che rendono efficaci le nostre conversazioni (“Trovare le parole. Abbecedario per una comunicazione consapevole” con Federico Faloppa, Gruppo Abele Edizioni 2021).
Memos di mer 30/06/21
2021/06/29
G8, vent’anni fa a Genova. Di cosa parlarono in quei giorni di luglio del 2001 i leader riuniti a Palazzo Ducale? Quali scenari della globalizzazione prefigurarono? Qual era il profilo politico dei protagonisti? Bush e i neocon. Blair, Schroeder e il centrismo della terza via. Chirac, il gollista. Berlusconi, l’americano amico di Putin. Ospite: Luigi Bonanate, professore emerito di relazioni internazionali all’università di Torino.
Memos di mar 29/06/21
2021/06/28
“Per la civiltà e la giustizia sociale”. E’ iniziata la raccolta di firme per il referendum abrogativo che vuole legalizzare l’eutanasia in Italia. Entro il 30 settembre dovranno essere raccolte 500 mila firme. Il referendum è stato promosso dall’associazione “Luca Coscioni” e dai Radicali italiani. Tra i promotori c’è Marco Cappato, l’esponente radicale e dell’associazione Coscioni che aiutò a realizzare la volontà di Fabiano Antoniani, dj Fabo, di mettere fine alla propria vita. Cappato, che è stato ospite oggi a Memos, ha raccontato che solo “una persona su mille può accedere all’aiuto alla morte volontaria in Svizzera. Sono pochi anche coloro che possono ottenere qualche cosa di simile a una eutanasia clandestina o di fatto. Invece, il diritto e le regole – secondo Cappato - sono quelle che devono valere per tutti e che danno in modo uguale a tutti la libertà di poter scegliere alla fine della propria vita. E’ un fatto che in democrazia deve essere garantito indipendentemente dalle disponibilità economiche o dalle conoscenze del paziente”. Così conclude Marco Cappato: “non si tratta di essere a favore o contro l’eutanasia, ma di scegliere tra un’eutanasia clandestina che c’è già (come ricordava sempre il professor Umberto Veronesi), un’eutanasia fatta di disperazione, abbandono, solitudine; e un’eutanasia legale dove il compito delle istituzioni è quello di avere regole chiare, facilitare la conoscenza, la libertà e quindi la responsabilità individuale”.
Memos di ven 25/06/21
2021/06/24
Memos di ven 25/06/21
Memos di gio 24/06/21
2021/06/23
Uno sfregio alla rivoluzione di Franco Basaglia, l’inventore dei centri pubblici di salute mentale, lo psichiatra che guardava negli occhi il paziente prima ancora della malattia; il medico che ha privilegiato le terapie fatte di relazioni e rifiutato le costrizioni e le violenze. Lo sfregio arriva da alcune decisioni della giunta del Friuli Venezia Giulia, guidata dalla destra, che mettono in discussione il modello Basaglia e le sue strutture. Memos ne ha parlato con Fabiana Martini, giornalista e consigliera comunale d’opposizione a Trieste, del Pd; e con Giovanni Carrosio, sociologo dell’ambiente, docente all’università di Trieste. Le parole di qualche giorno fa di Alberta Basaglia, figlia del grande psichiatra morto nel 1980, suonano come un appello alla mobilitazione: “stanno uccidendo l’eredità di mio padre. Quando saranno distrutti gli ultimi baluardi che dimostrano l’efficacia della riforma Basaglia, sarà più facile rinnegare la sua rivoluzione culturale”.
Memos di mer 23/06/21
2021/06/22
Caporali, imprese di comodo, criminalità: è la coalizione dello schiavismo che sfrutta il lavoro bracciantile, soprattutto dei migranti. Ma in Puglia i lavoratori sfruttati cominciano a denunciare i propri aguzzini. A Memos il racconto del Procuratore capo della Repubblica di Foggia, Ludovico Vaccaro. “Sono decine le inchieste sullo sfruttamento – dice il procuratore Vaccaro - decine le aziende sottoposte a controllo giudiziario. E’ importante che l’ultima inchiesta sia partita da una denuncia di due lavoratori sfruttati, perché testimonia un cambiamento di rotta. In passato i primi a fuggire al nostro arrivo erano i migranti, perché temevano di perdere il lavoro. Ora, abbiamo recuperato la fiducia dei lavoratori sfruttati anche grazie all’aiuto dei sindacati”. Memos ha ospitato anche un commento della sociologa Annalisa Dordoni, dell’università di Milano Bicocca. I braccianti nei campi della Puglia e i fattorini della logistica al nord condividono la condizione di sfruttati. “Il lavoro della logistica come quello dei braccianti – sostiene Dordoni - è soprattutto lavoro migrante che nelle nostre società occidentali è connesso a forme di sfruttamento e ricattabilità. In paesi come il nostro vi è una struttura del lavoro che costruisce il seguente quadro: da un lato vi sono bacini e fonti di reclutamento per circuiti di caporalato; dall’altro vi sono situazioni di irregolarità dal punto di vista giuridico (penso al cosiddetto reato di clandestinità e alle norme del pacchetto sicurezza) che portano ad una estrema ricattabilità e quindi possibilità di sfruttamento”.
Memos di mar 22/06/21
2021/06/21
I profughi nel mondo sono più di 82 milioni, quasi quanto la popolazione di un paese come la Germania. Lo raccontano i dati dell’Alto Commissariato Onu per i Rifugiati (ACNUR), diffusi in occasione della Giornata mondiale per il rifugiato del 20 giugno scorso. A Memos Valerio Calzolaio, giornalista e saggista, e la sociologa dell’università di Torino Magda Bolzoni. .Secondo Calzolaio “i dati diffusi dall’ACNUR sottostimano il dramma di chi è costretto a fuggire. Per essere censiti in quei numeri bisogna avere o lo status di rifugiato internazionale o di profugo interno. Per molte persone in fuga, però, questo status non si raggiunge mai. Allora non vengono censiti o vengono uccisi prima dai disastri naturali o dalle persecuzioni, e sono decine di milioni. L’Italia - conclude Calzolaio - non fa niente per accogliere i profughi. Anche l’Europa non è certo virtuosa. La maggior parte di loro viene accolta nei paesi poveri, con l’eccezione della Germania”. La sociologa Magda Bolzoni ricorda quali sono i pericoli da cui le persone scappano. “Si fugge da situazioni diverse. Da guerre, instabilità, terrorismo, desertificazione, eventi legati ai cambiamenti climatici. Si fugge anche da forti diseguaglianze in termini di accesso ad acqua, cibo e servizi. Le migrazioni forzate e “non forzate” sono un mix difficile da distinguere. Molto spesso le motivazioni si sovrappongono - sostiene Bolzoni - : situazioni di guerra, instabilità, persecuzioni si sommano a discriminazioni e attentati alla vita personali”.
Memos di ven 18/06/21
2021/06/17
Lina Khan, 32 anni, giurista laureata a Yale, docente alla Columbia Law School, è stata nominata dal presidente Usa Biden a capo dell’antitrust americana (FTC). E’ apertamente schierata contro i monopoli di Big Tech. La nomina di Khan potrà avere conseguenze a livello mondiale. Le concentrazioni di potere di società come Facebook, Amazon, Apple, Google, Netflix, Microsoft colpiscono la concorrenza e possono essere un danno anche per la democrazia. Nel 2017, in un paper sul Yale Law Journal (https://www.yalelawjournal.org/note/amazons-antitrust-paradox) Khan ha denunciato la legislazione antitrust americana, ritenuta insufficiente di fronte alle minacce di monopoli come Amazon. “L'attuale quadro dell'antitrust - scriveva Lina Khan - non è in grado di catturare l'architettura del potere di mercato nell'economia moderna. Non possiamo conoscere i potenziali danni alla concorrenza posti dal dominio di Amazon, se misuriamo la concorrenza principalmente attraverso il prezzo e la produzione. In particolare, l'attuale dottrina sottovaluta il rischio di prezzi predatori e l'integrazione tra diverse linee di business che possono rivelarsi anti-concorrenziali”. Memos ha parlato di Lina Khan e delle conseguenze che può avere la sua nomina ai vertici dell’antitrust Usa, con la giornalista e saggista Roberta Carlini e l’economista Andrea Roventini, della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa.
Memos di gio 17/06/21
2021/06/16
Demografia asiatica e africana. In queste aree il XXI secolo continuerà ad essere un secolo di crescita della popolazione, come lo è stato il ‘900 per tutto il pianeta. La Cina, paese più popoloso al mondo ancora per poco, ha imboccato il sentiero dell’invecchiamento dei suoi abitanti, come accade da tempo in Occidente. Inoltre, nei prossimi anni inizierà un vero e proprio declino demografico cinese. In Italia il 2018 è stato l’anno della svolta, con la quota di anziani over 60 che ha superato i giovani under 30. Ma in Italia l’assistenza agli anziani non autosufficienti è quasi all’anno zero. E la riforma, di cui sta discutendo la commissione Paglia, spinge sulla domiciliarità dell’assistenza. Il rischio è far ricadere solo sulle famiglie il peso dell’aiuto agli anziani non autosufficienti. Memos ha ospitato oggi il demografo Alessandro Rosina e la sociologa Chiara Saraceno.
Memos di mer 16/06/21
2021/06/15
Economia e sicurezza. L’Occidente in versione novecentesca (G7 e Nato) punta il dito contro Cina e Russia. A Memos ne abbiamo parlato con l’economista Alessia Amighini, docente all’Università del Piemonte Orientale e co-direttrice dell’Osservatorio Asia dell’Ispi; e con l’analista strategico Alessandro Politi, direttore del centro di ricerca “Nato Defense College Foundation”. Secondo Politi “la Nato ha trovato un consenso su come trattare Russia e Cina”. La Russia, sostiene Politi, è un problema oggettivo. “La Crimea è stata annessa in un modo totalmente illegale. In più c’è metà dell’Ucraina sottratta alla sovranità legittima del governo di Kiev. La Cina, invece, viene trattata sostenendo che rappresenta sia una sfida che un’opportunità. C’è, quindi, un trattamento differenziato tra Russia e Cina”. A ciò l’economista Alessia Amighini aggiunge un dato che riguarda la Russia e i suoi annunci (vedi il ministro degli esteri Lavrov) di volersi svincolare dal dollaro. “La Russia – sostiene Amighini - gioca in questo modo una carta nuova e lo fa in combutta con Pechino (che da tempo ha deciso di muoversi verso la propria de-dollarizzazione, ndr) perché da sola non riuscirebbe”.
Memos di mar 15/06/21
2021/06/14
Ambiente e biodiversità, tutela degli ecosistemi e degli animali. E’ iniziato il lungo iter di modifica dell’articolo 9 della nostra Costituzione. La settimana scorsa il primo sì del Senato a larghissima maggioranza. La modifica costituzionale riguarda anche l’articolo 41. Si introduce tra i principi il rispetto della salute e dell’ambiente. Memos oggi ha ospitato Annalisa Corrado, co-portavoce di Green Italia; e Andrea Pertici, costituzionalista dell’università di Pisa. “Come ecologisti non possiamo che essere contenti”, sostiene Annalisa Corrado. “L’ambiente, l’ecosistema, la salute arrivano nell’ossatura del nostro ordinamento, nel fondamento primario del nostro paese. Questo significa che l’importanza di questi temi è arrivata al massimo del livello istituzionale possibile. E’ molto importante, anche solo dal punto di vista culturale. Sarà un riferimento che potrà essere utilizzato per far leva sul decisore politico, quando dovesse allontanarsi da questo principio. Dopodichè, il problema sta nell’attuazione”. Il costituzionalista Andrea Pertici è d’accordo con Annalisa Corrado: “non si può che dire bene dell’aggiunta di ambiente, biodiversità ed ecosistemi. Tuttavia – sostiene Pertici – il problema è ciò che verrà dopo. L’inserimento in un principio costituzionale di ambiente, biodiversità, dipenderà dalle leggi. E, come ci insegna la storia costituzionale italiana, molti principi che sono stati inseriti nella Costituzione nel 1948 hanno avuto attuazione soltanto molti anni dopo”.

Podcast reviews

Read Memos podcast reviews


5 out of 5
1 reviews
★★★★★
giorgio auguri 2021/02/21
Radio populate / memos
Molto bravo! Coversazioni ed intervisti da vero interesante! Parole e pensieri di pensatori e pensatrici da vero di sostanza e qualita’! Un regalo e t...
check all reviews on apple podcasts

Podcast sponsorship advertising

Start advertising on Memos relevant audience podcasts


What do you want to promote?