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TRAPPIST

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This podcast has
220 episodes
Language
Italian
Publisher
The Submarine
Explicit
No
Date created
2019/01/31
Latest episode
2026/02/01
Average duration
50 min.
Release period
61 days

Description

Il mondo visto da lontano: conversazione sulle notizie piú importanti della settimana, dalla redazione di the Submarine.

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219: Spettro ICE → Modello ICE
2026/02/01
Nei giorni scorsi il governo ha finalmente confermato — dopo una serie di smentite al limite dell’imbarazzante — che agenti dell'ICE saranno presenti alle Olimpiadi di Milano-Cortina. L'ICE è l'agenzia preposta alla repressione delle migrazioni, che negli Stati Uniti ha piú di una volta ucciso civili in strada, con 3 morti in meno di un mese. Dopo le dichiarazioni sommesse dei giorni scorsi, giovedì Antonio Tajani ha rassicurato: "Non stanno arrivando le SS." Ma, mentre la preoccupazione per la violenza senza controllo degli agenti federali statunitensi era ancora tema al centro del dibattito italiano, in realtà le forze di governo guardavano a quel confronto piú violento e di repressione come a un modello. Sabato, a Torino, la protesta per Askatasuna è finita con veri e propri scontri tra manifestanti e Fdo. La risposta del governo? Crosetto ha definito i manifestanti "nemici, terroristi, guerriglieri" da trattare "senza sconti." Tajani ha rilanciato: "Ecco perché servono le nuove norme sulla sicurezza." Piantedosi ha annunciato nuove misure repressive. Salvini ha detto che "per questa gentaglia il carcere non basta." Senza chiarire cosa si potesse fargli di peggio: pestarli? Ucciderli direttamente? La pressione per ulteriore repressione arriva in un momento in cui le infiltrazioni d’estrema destra sono ormai continue: giovedì l’opposizione è riuscita a impedire solo in extremis una conferenza stampa alla Camera che avrebbe visto esponenti dell’estrema destra, e direttamente del movimento skinhead, per parlare di “remigrazione.”  con: Arianna Bettin, Stefano Colombo, e Alessandro Massone  Sostieni the Submarine e ricevi la newsletter tutte le mattine ✨
218: La corsa verso lo stato di polizia
2026/01/18
Ogni mattina a Roma, quando sorge il sole, Matteo Piantedosi si sveglia e sa che dovrà correre verso lo stato di polizia piú veloce di Matteo Salvini per non essere ucciso. Il nuovo “pacchetto sicurezza” prevede non solo misure drastiche e arbitrarie per soffocare le proteste, ma anche per zittire le persone di origine straniera in Italia e per mettere in prigione i bambini — dai 12 anni in su. Nel frattempo, la crisi diplomatica sulla Groenlandia si è trasformata in una vera e propria guerra commerciale, da cui l’Italia spera di rimanere fuori con un comportamento duplice, assecondando Trump senza andare verso la rottura esplicita con gli altri stati europei. Con: Arianna Bettin, Alessandro Massone  Sostieni the Submarine e ricevi la newsletter tutte le mattine
217: La società se il Fantapartito vincesse le elezioni
2025/12/30
In questo speciale di fine anno di TRAPPIST, sei incauti concorrenti si scontrano in una sfida: scrivere il programma di un partito politico che possa vincere le elezioni e cambiare il paese. Si uniscono a noi Mattia Salvia, fondatore di Iconografie, Gemma Ghiglia, co-fondatrice di the Submarine, e Stefano Santangelo. L’abbiamo chiamato Fantapartito perché funziona come il fantacalcio: è un draft politico dove ogni partecipante costruisce il programma del proprio partito — ma ogni proposta “brucia” un tema per tutti gli altri. C’è chi decide di nazionalizzare tutte le seconde case, chi vuole proporre l’abolizione delle PMI, chi vuole mandare in carcere gli evasori, e persino chi candida Pier Luigi Bersani alla presidenza delle Repubblica. Alla fine del gioco sono emersi 6 programmi radicalmente diversi, e i giocatori hanno dovuto cercare di convincere gli altri concorrenti a eleggerli — ed è andata a finire nell’unico modo possibile. Con: Arianna Bettin, Stefano Colombo, Mattia Salvia, Gemma Ghiglia, Stefano Santangelo, Alessandro Massone  Sostieni the Submarine e ricevi la newsletter tutte le mattine 👉 abbonati, la prima settimana è gratis
216: Questo paese è stato fondato dai poveri comunisti
2025/12/13
La ministra dell'Università, Anna Maria Bernini, ha reagito stizzita a chi la criticava per il semestre ghigliottina che oggi deve affrontare chi si iscrive alla facoltà di medicina. Eppure è una misura lesiva del diritto allo studio, della salute mentale degli studenti — e non garantisce affatto che passino gli aspiranti medici più bravi. Nel bel paese di Meloni, intanto, i dati sull'occupazione sembrano raccontare una storia confortante, con poca disoccupazione e un lavoro che sembra tornato a non essere una chimera per tutti. Ma la maggior parte dei posti d'impiego sono di scarsa qualità, precari e sottopagati: non proprio la ricetta per un paese prospero. Per finire vi parleremo dei problemi dei restauratori, che a differenza dei ristoratori non sono tra le categorie coccolate dal governo, e la stretta repressiva a scuola. Con: Arianna Bettin, Stefano Colombo Sostieni the Submarine e ricevi la newsletter tutte le mattine 📨
215: PDS, Partito Democratico dei Sionisti
2025/12/07
In questa puntata di TRAPPIST parliamo di un crescente problema per il centrosinistra italiano: una storica infiltrazione di politici legati alla causa sionista, oggi attivissimi nel contrastare le denunce del genocidio in corso nella Striscia di Gaza. L’argomento è di strettissima attualità in seguito allo strappo di Graziano Delrio e di un gruppo di altri senatori democratici che, in rottura con la linea di partito, hanno presentato un ddl che ha come obiettivo ultimo quello di parificare qualsiasi critica radicale al governo Netanyahu VI ad attacchi davvero antisemiti. Non si tratta però di un problema iniziato solo in questi giorni. Da mesi il gruppo Sinistra per Israele insiste sul fatto che sia possibile essere sia di sinistra sia sionisti — quando, in realtà, molti dei loro membri sono difficili da ascrivere alla sinistra a prescindere, non solo per il loro supporto al progetto coloniale di Israele. Con: Stefano Colombo, Alessandro Massone
214: La leva della rana bollita
2025/11/29
Le elezioni regionali in Veneto, Campania e Puglia hanno lasciato un panorama politico non poco cambiato nel giro di pochi giorni. Se la coalizione di centrosinistra continua ad avere i suoi problemi di disfunzionalità, quella di destra è se possibile sotto tensioni ancora maggiori: non solo per la vittoria del Campo largo in Campania e in Puglia, ma soprattutto per la sconfitta di Fratelli d’Italia nella corsa interna in Veneto.  Queste nuove dinamiche hanno immediatamente portato a confronti interni: prima sulla legge sul consenso, silurata dalla Lega con Matteo Salvini che sperimenta il posizionamento del proprio partito in un quadro espressamente maschilista, ma anche nel dibattito interno tra nuova naja e leva “su base volontaria,” un dibattito che attraversa la destra, divisa tra sogni di educazione disciplina e autorità, e le “necessità” espresse dall’esercito, nel contesto del sempre più affamato riarmo che interessa tutti i paesi europei. Qualcuno direbbe, datemi una leva e vi solleverò le spese per la Difesa fino al 5% del PIL. Con: Arianna Bettin, Alessandro Massone Sostieni the Submarine e ricevi la newsletter tutte le mattine 👉 https://www.thesubmarine.it/#/portal/signup
213: A caccia del complotto
2025/11/22
Il caso politico dei giorni scorsi è quello dell’aggressione delle forze di governo contro il Quirinale. Lo shitstorm è stato scatenato, prima a mezzo stampa e poi direttamente a livello politico, mungendo un retroscena — una affermazione fatta da Francesco Saverio Garofani, consigliere di Mattarella, durante un pranzo tra amici, in cui si auspicava che le forze dell’opposizione trovassero una nuova figura che potesse sconfiggere la coalizione di destra.  Alla fine Mattarella ha incontrato Meloni e si è deciso di ricomporre la crisi. Ma, in realtà, ci sono molte storie sottotraccia che hanno i fatti di questi giorni come sfogo: prima di tutto l’inimicizia tra Meloni e Mattarella, ma anche le ambizioni della presidente del Consiglio di cambiare drasticamente la figura del capo di stato — per assumerla lei. E rivela come tra i moderati si guardi con grande scetticismo all’attuale coalizione di centrosinistra, che nei numeri ha pienamente la potenzialità di sconfiggere la destra, ma che lo potrebbe fare con una leadership che chiaramente i più potenti detestano.  Con: Stefano Colombo e Alessandro Massone Sostieni the Submarine e ricevi la newsletter tutte le mattine 👉 https://www.thesubmarine.it/#/portal/signup
212: La scuola che sogna il governo: molto latino e pochi soldi
2025/11/15
Venerdì alcune sigle studentesche hanno indetto uno sciopero per protestare contro la scarsa attenzione del governo verso la scuola e l'università. L'esecutivo è prontissimo a intervenire sulla didattica con idee retrograde e discutibili, mentre è molto meno interessato ad aprire il portafoglio per investimenti sul personale e le strutture. Questi interventi sono urgenti, come tutti quelli che possono influire sugli stipendi italiani: negli ultimi cinque anni, infatti, l'inflazione è volata, con aumenti di ben il 25% dei prezzi sui generi alimentari. Anche qua, però, l'interesse del governo scarseggia. C'è una buona notizia, però. Un accordo tra maggioranza e opposizione ha reso possibile approvare un aggiornamento del reato di violenza sessuale: è stata riconosciuta la necessità del consenso per un rapporto sessuale, allineando l'italia alle linee guida internazionali in materia. Con: Stefano Colombo, Arianna Bettin
211: Si può importare la ricetta di Zohran Mamdani?
2025/11/08
La vittoria alle elezioni comunali di New York di Zohran Mamdani, socialista democratico, ha fatto contenti tutti i progressisti dell'occidente. Ma la domanda è d'obbligo: quanto della sua ricetta, politica e comunicativa, può essere utilizzata anche nel resto del mondo e in particolare in Italia? Del resto è meglio spicciarsi: la Legge finanziaria proposta dal governo italiano rischia di tagliare centinaia di milioni agli enti locali, per destinare sempre più soldi alle spese militari. E inoltre: il governo poteva rendersi più ridicolo di così sul caso Almasri? Con: Stefano Colombo e Arianna Bettin
210: Facciamo il ponte..?
2025/11/01
In una puntata registrata in pieno spirito di Halloween, Stefano, Arianna e Alessandro parlano dello spettro che si aggira tra Palazzo Chigi e Villa Patrizi: quello del progetto per il ponte sullo Stretto, messo in stop dalla Corte dei conti. Parliamo di quanto sia importante che la politica sia in grado di lanciarsi in “grandi opere,” ma che siano opere che hanno davvero un impatto positivo e che portino a pioggia a ulteriori investimenti per i territori, cosa che finora non c’è stato segnale sia il caso del ponte sullo Stretto.  Il governo ha reagito con grande frustrazione alla bocciatura, e, anche se ora sta cercando di abbassare i toni, Meloni e Salvini hanno immediatamente fatto confluire lo scontro con le crescenti tensioni tra governo e magistratura. Tensioni che nei prossimi mesi non potranno che farsi più forti, con i partiti di governo che dovranno fare campagna per il prossimo referendum sulla riforma della giustizia. Con: Stefano Colombo, Arianna Bettin, Alessandro Massone
209: Come rubare legalmente (?) i soldi alla Russia
2025/10/25
Le autorità europee continuano a essere in tensione — e confusione — su come utilizzare i beni russi congelati, molti fin dall’invasione dell’Ucraina, per assistere Kyiv. Durante il vertice di Bruxelles di venerdì, è stato eliminato il passaggio in cui il Consiglio europeo invitava la Commissione europea a presentare un piano per l’“utilizzo graduale dei saldi di cassa collegati ai beni russi congelati.” Il testo è stato stralciato perché nonostante si proseguisse in modo sereno, ovvero che l’operazione sarebbe “in conformità del diritto UE e internazionale,” in realtà ci sono molti dubbi su come effettivamente realizzare l’operazione.  A monte c’è il problema che si vorrebbe arrivare a soluzioni per l’Ucraina che siano economiche e rapide — pretese impossibili dopo anni di guerra, a tratti anche intensa. Ma a prescindere dal caso specifico — e dai possibili ricorsi di Mosca — l’Europa è pronta a un mondo in cui i beni all’estero possono essere congelati e requisiti da qualunque autorità internazionale? Concludiamo la puntata su un tema più leggero, per modo di dire: il progressivo ma inesorabile avvicinamento di Calenda e del suo partito alle forze di governo; avvicinamento che anche Meloni sembra guardare con molto interesse. Con: Stefano Colombo, Arianna Bettin, Alessandro Massone Scusate i problemi tecnici al microfono di Stefano. Stiamo lavorando perché nonsi ripetano
208: Un anno di lager (fortunatamente) vuoti
2025/10/18
TRAPPIST torna con episodio dedicato a un anno dall’apertura dei centri per migranti voluti dal governo Meloni in Albania. Centri per migranti che, per fortuna, sono rimasti praticamente vuoti, sempre: il governo ha speso 800 milioni di euro per 11 migranti che sono transitati per pochissimo all’interno delle strutture di Shengjin e a Gjader — 7,2 milioni a persona. Il fallimento del progetto dei lager per migranti è stata una vera e propria umiliazione per il governo, che l’ha evidentemente vissuta come tale, tra forzature sempre piú forti contro la magistratura a misure sempre piú teatrali e violente verso i migranti che si cercava di portare in Albania. Che cosa resta di questa operazione a un anno di distanza? Un esempio di come il governo Meloni ritenga la propria autorità al di sopra di leggi italiane e anche europee, e di come non accetti nessuna critica e confronto nemmeno quando platealmente in difficoltà. In conclusione di puntata parliamo dell’attentato contro Sigfrido Ranucci, e di come anche l’Usigrai abbia collegato direttamente l’attacco con la campagna d’odio condotta contro il giornalista e la sua trasmissione da parte delle forze di estrema destra. Con: Stefano Colombo, Arianna Bettin e Alessandro Massone Sostieni TRAPPIST: abbonati e ricevi tutti i giorni la nostra newsletter
207: Perché Giorgia Meloni teme il Leoncavallo Largo
2025/10/13
Questa è la nuova stagione di TRAPPIST. In questa puntata: le mobilitazioni contro il genocidio a Gaza hanno ha mostrato che l’Italia è molto più del proprio governo, con dimostrazioni così vaste da aver avuto risonanza in tutto il mondo. Ovviamente ciò non è piaciuto a Giorgia Meloni e al suo governo, che hanno cercato di screditare le manifestazioni. La cosa che il governo riesce a screditare meglio, però, è sé stesso, con le ridicole figure del ministro degli esteri, Antonio Tajani. Tajani si è reso anche protagonista del grave spostamento di Forza Italia verso la destra fascista europea, con il suo parere favorevole alla consegna di Ilaria Salis al regime ungherese: un fatto molto grave per lo Stato di diritto continentale, non commentato a sufficienza nel discorso pubblico.  Per finire: c’è un futuro per l’industria dell’auto italiana? Se c’è, di certo non sembra roseo. Con: Stefano Colombo, Arianna Bettin, e Alessandro Massone  === In questa puntata abbiamo avuto problemi di registrazione che saranno risolti dalla settimana prossima. Scusate per il disguido, grazie per la pazienza!
206: Lacrime, sangue e vittimismo: il 2023 perfetto per la destra
2023/12/31
TRAPPIST torna con una puntata speciale di fine anno, per discutere delle cose peggiori successe nella politica quest’anno, e per provare a immaginare dove andrà l’estrema destra — e le forze di opposizione — l’anno prossimo. In particolare, tra MES e accordo sul Piano di stabilità che appesantiscono la retorica anti–europeista, nel pieno del proprio governo e senza capri espiatori, in che direzione può andare la comunicazione del governo? Anche con un’informazione fedele e acritica, c’è poco spazio retorico per i partiti di governo, che dovranno anche competere uno contro l’altro alla ricerca di un nuovo bilanciamento. Nel frattempo, la svolta “a sinistra” del Partito democratico procede con grande affanno e senza risultati entusiasmanti, in particolare dopo il flop della raccolta firme per il salario minimo legale. Ma gli scioperi generali dimostrano che c’è un grande pubblico che cerca un segnale di rottura. Sostieni the Submarine e ricevi la newsletter tutte le mattine 👉 abbonati In apertura Starting a New Year CC BY Jesse Spillane In copertina, immagine DALL–E
205: Molti nemici immaginari
2023/10/06
Meno male che non c’era nessuno scontro tra governo e magistratura: Matteo Salvini ha pubblicato un video risalente al 2018 in cui si vede Iolanda Apostolico, la giudice che ha osato non convalidare il fermo dei migranti nel lager di Pozzallo, partecipare a un corteo al porto di Catania. Si tratta ovviamente di un fatto grave: il ministro ha acquisito — da fonti al momento ignote — un vecchio video di un momento della vita privata della giudice per continuare il proprio attacco politico. Secondo Marco Travaglio, l’angolo da cui Apostolico è inquadrata sembra confermare che sia stata ripresa da “un uomo armato di videocamera in mezzo alle forze di polizia.” Travaglio arriva a due sole possibili conclusioni: “O un poliziotto, con occhio di lince e memoria di ferro, si è ricordato di quel filmato di cinque anni fa e ha avvisato Salvini; oppure in qualche ufficio di polizia o di servizi si schedano i partecipanti illustri alle manifestazioni e, quando il politico di turno domanda ‘abbiamo niente contro la Apostolico?’, c’è chi sa dove pescare in tempo reale.” Apostolico aveva accolto il ricorso di un cittadino tunisino, arrivato in Italia a Lampedusa e poi portato al centro di Pozzallo. La giudice aveva stabilito che non possono essere autorizzate le detenzioni indiscriminate dei richiedenti asilo, come vorrebbe il dl Cutro, e aveva respinto anche il testo che istituisce il taglieggiamento di 5 mila euro da versare per chi non vuole essere incarcerato in quanto richiedente asilo. La settimana scorsa, Meloni ha cercato di minimizzare la situazione sempre più allarmante dell’economia italiana: “La preoccupazione la vedo soltanto nei desideri di chi immagina un governo democraticamente eletto debba andare a casa per essere sostituito da un governo che nessuno ha scelto.” Secondo Meloni, infatti, “i soliti noti vorrebbero il governo tecnico e la sinistra ha già la lista ministri,” ma non c’è niente da preoccuparsi, anzi: l’Italia avrebbe “una previsione di crescita superiore alla media europea per il prossimo anno superiore alla Francia e alla Germania.” Una teoria già diffusa la scorsa settimana da Fratelli d’Italia in una brochure pubblicata per celebrare il primo anno di governo, fitta di inesattezze, falsità e omissioni — sul Pil, l’occupazione e l’export, ma anche sulla lotta all’inflazione, dove in realtà l’Italia è tra i paesi messi peggio in Europa. Sostieni the Submarine e ricevi la newsletter tutte le mattine 👉 abbonati al link in bio

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