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E il mondo? Chiedilo alla geografia!

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Categories
Country
United States
This podcast has
19 episodes
Language
Italian
Publisher
Fabrizio Eva
Explicit
No
Date created
2019/02/07
Latest episode
2026/07/21
Average duration
24 min.
Release period
101 days

Description

Analisi e commenti sui fatti geopolitici di attualità (dinamiche, crisi, fatti, eventi, ecc.). L'analisi e il commento prendono spunto dalle informazioni e dai commenti comparsi sui quotidiani in relazione a dinamiche geopolitiche: nel mondo in generale, in specifiche aree geografiche, su particolari stati, entro gli stati.

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2026-07-18 Oltre Hormuz. Geografia, geopolitica, Cina e rotte marittime
2026/07/21
Il podcast si focalizza sull'analisi geografica e geopolitica delle rotte commerciali marittime, in particolare dell’Indo-Pacifico e nell’Artico, diventate di grande attualità dopo che l’attacco di USA e Israele all’Iran il 28 febbraio 2026 ha reso evidente quanto il blocco di uno stretto come quello di Hormuz possa incidere globalmente sulle dinamiche economiche. Vengono date alcune informazioni geografiche e pratiche a proposito di Taiwan e della la militarizzazione del Mar Cinese Meridionale praticata dalla Cina e quanto le rottre marittime siano importanti per la "fabbrica del mondo".. Il podcast evidenzia la discrepanza tra le narrazioni mediatiche occidentali e la realtà fisica delle infrastrutture, citando la prospettata alternativa logistica come il progetto IMEC, definito anche Via del Cotone, che partendo dall’India e attraverso la Penisola Arabica, dovrebbe arrivare in Europa aggirando Hormuz. L'analisi sottolinea come le logiche di potere e gli interessi economici prevalgano spesso sul diritto internazionale e sulla cooperazione equa, che pure è possibile ed è anche praticata a certe condizioni nel caso delle acque marine.
2026-05-28 La Cina: storia, cultura e potenza economica
2026/05/28
Questo podcast analizza la complessa identità della Cina attraverso la lente di un geografo, esplorando come l'ambiente fisico, la storia millenaria e le radici filosofiche influenzino la sua attuale posizione geopolitica. Il podcast evidenzia le divergenze strutturali tra il pensiero occidentale e quello orientale, offrendo chiavi di lettura per interpretare anche le dinamiche di potere globali. L'analisi parte da una prospettiva geografica e antropologica, sottolineando che, sebbene le pulsioni umane siano universali, le relazioni interpersonali e le strutture sociali variano in base al contesto storico e spaziale. Attualmente, il mondo assiste a un confronto serrato tra Stati Uniti e Cina, con quest'ultima che si prevede che possa diventare la prima potenza economica mondiale entro il 2027-2030. Molte tensioni internazionali, come quelle in Iran o Venezuela, sono state interpretate come manovre per influenzare l'approvvigionamento energetico e la stabilità del sistema produttivo cinese. Tuttavia, occorre cautela nel leggere la narrazione mediatica: non tutte le azioni geopolitiche ottengono i risultati programmati, sebbene ogni mossa provochi conseguenze inevitabili nel lungo periodo.
2026-05-02 Iran oltre gli stereotipi in una guerra senza vie d'uscita
2026/05/02
Questo podcast analizza la complessità geopolitica dell'Iran, contestualizzando la sua immagine internazionale tra narrazioni mediatiche e realtà storica. Vengono evidenziate le radici culturali e religiose del Paese, spiegando la scissione tra sunniti e sciiti e l'influenza di queste dinamiche sulle alleanze mediorientali contemporanee. Viene data grande rilevanza alle tensioni interne, con un focus sulle proteste giovanili e femminili contro il regime, e alle sfide strategiche legate al programma nucleare. L'analisi tocca inoltre le ripercussioni globali della crisi, esaminando il ruolo di attori come Stati Uniti, Israele e Cina negli equilibri del Golfo Persico. Infine, il discorso delinea le conseguenze economiche dei conflitti, evidenziando l'impatto critico sui mercati energetici e alimentari mondiali. L'obiettivo dell'intervento è fornire strumenti per comprendere l’Iran oltre gli stereotipi.
2026-02-15 Gli USA di Trump. In continuità col passato
2026/02/23
Si tratta di una sintesi di 8 minuti circa di un  mio intervento sugli USA di Trump. Questa analisi esplora la presidenza di Donald Trump attraverso una lente geo-storica e antropologica, evidenziando la continuità con l'identità profonda degli Stati Uniti. Il podcast esamina il passaggio degli USA di Trump dalla cooperazione internazionale al realismo politico crudo, radicato nel mito del "Destino Manifesto" e in una visione contrattualistica della società.
2025-11-26 - (77min) Gli USA di Trump - In continuità col passato
2025/12/15
Si tratta dell’audio della mia presentazione con power point sugli USA di Trump, in continuità col passato. Fatta il 26 novembre 2025. L’audio dura 77 minuti; poi sono seguite le domande e risposte che forse pubblicherò a parte. Anche se non si vedono le diapositive la mia presentazione è abbastanza didascalica e si può seguire anche senza. Fino al minuto 35 circa ho fatto un recupero storico per sottolineare gli elementi e i fattori storici che ancora rimangono nell’immaginario politico e sociale degli USA e di cui Trump rappresenta una continuità. Dal minuto 35 al 42 alcuni commenti sulla società contemporanea e poi dal minuto 43 al 48 una sottolineatura del cosiddetto Destino Manifesto e di come Trump sia in linea col concetto di eccezionalismo statunitense. Dopo un breve riassunto dei concetti emersi, dal minuto 50 al 77 c’è un quadro di alcuni aspetti del contesto contemporaneo statunitense e di come Trump e i suoi elettori siano coerenti con la originaria idea degli USA come WASP: white, anglo-saxon, protestant.
I possibili rapporti UE-Cina dopo Trump 2 e l'invasione dell'Ucraina (2025-05-27)
2025/05/28
Il testo è stato pubblicato sulla rivista online Attac nell'aprile 2025, dove potete trovare anche altri interessanti articoli al seguente link: https://attac-italia.org/granello-di-sabbia-n-54-leuropa-che-non-ce/ La brutale rivendicazione di priorità "America First" di Trump e la sua politica dei dazi, oltre al suo approccio verso l'invasione russa dell'Ucraina esplicitata dalla frase che non è la sua guerra, costringe l'Unione Europea e l'Europa in generale a ripensare la propria politica, non solo economica, entro il nuovo quadro geopolitico globale. Paradossalmente la UE si trova nelle stesse condizioni negoziali della Cina verso gli USA. Al punto cher alcuni qualificati commentatori come Joseph Stiglitz e Charles Kupchan le hanno consigliato apertamente di rimodulare e ampliare le sue relazioni con la Cina. Il podcast delinea brevemente alcune caratteristiche dell'approccio geopolitico cinese che l'Unione Europea deve considerare se vuole rimodulare le proprie relazioni politico-economiche con la Cina. Rimodulazione sulla base dei principi etico-giuridici europei e su un piano di parità reciproca.
Siria: islamisti, turchi e i 10 passi proposti dai curdi democratici e femministi
2024/12/21
Si tratta dell'ultima parte di una mia presentazione sulla Siria fatta il 18 dicembre per Vento di Terra ONG-ETS. La versione con le diapositive si trova su youtube (La geopolitica di Fabrizio Eva). Faccio un parallelo tra le dichiarazioni del leader al Sharaa - al Jolani e altri del governo provvisorio e i 10 passi proposti ufficialmente a Raqqa il 16 dicembre dai curdi democratici, femministi e ecologisti del Rojava-DAANES. Che vogliono l'autonomia e non il separatismo, ma Confederalismo democratico Per favorire pratiche di pace
La Siria in evoluzione e i curdi (2024-12-15)
2024/12/15
Ho sistemato e completato le risposte che avevo dato nell'intervista alla Radio Ondarossa di Roma. L'audio ora è più articolato, si capisce meglio ed è più completo perché ho aggiunto qualche informazione più precisa sui curdi e sulle pratiche socio-politiche attualmente in corso nel nord-est della Siria, nella zona auto-amministrata di DAANES-Rojava. Ho fatto anche una panoramica più completa degli attori confinanti in particolare della Turchia e della sua estensione locale SNA (Syrian National Army). Per evitare confusione ho eliminato l'audio precedente e invito a sentire questi 15,32 minuti che sono meglio.
Il nuovo Contratto Sociale del Nord-Est della Siria - Rojava (13feb2024)
2024/02/13
Si tratta della registrazione della mia presentazione e descrizione del nuovo Contratto Sociale approvato il 12 dicembre 2023 nella Amministrazione Autonoma del Nord Est della Sira, nota anche come Rojava (ovest in curdo). La mia descrizione con i miei commenti è stata fatta il 25 gennaio 2024 presso l'Ateneo Libertario della FAI di Milano. Nei quasi 46 minuti dell'intervento ho descritto non solo i contentuti degli articoli più significativi, ma ho cercato anche di sottolineare l'originalità del Contratto Sociale e degli aspetti più innovativi, non solo per tutta l'area del Medio Oriente, ma anche rispetto alle costituzioni (come la nostra) degli stati di democrazia rappresentativa parlamentare. E' un intervento non accademico, ma con approccio colloquiale.
Dopo Hamas a Gaza - che fare (19nov2023)
2023/11/19
Qualche politico ha già posto la questione del cosiddetto “dopo Hamas” a Gaza, ma le soluzioni proposte sono ancora generiche e soprattutto teoriche, dall’alto e incuranti di quello che sta avvenendo sul terreno. In questo breve podcast di 13 minuti delineo quella che potrebbe essere una soluzione pragmatica che tiene conto del contesto, delle condizioni concrete e anche delle reciproche percezioni degli attori statuali che sono interessati e coinvolti nelle dinamiche geopolitiche del Medio Oriente e dell’irrisolta questione palestinese.
Israele etnocratico e palestinesi senza politica. Uno stallo problematico (3feb2023)
2023/02/03
A partire dai recenti fatti di sangue a Jenin e in Israele cerco di delineare il contesto in cui avvengono tali fatti e come sia proprio il contesto a provocarli. Governi di Israele, Autorità Nazionale Palestinese (ANP) e i differenti soggetti delle due comunità sono in una situazione di stallo politico che però vede nella pratica quotidiana uno squilibrio di potere e di comportamenti tollerati o proibiti che fomenta frustrazione e rabbia dalla parte palestinese, mentre dalla parte israeliana il senso di poter continuare ad andare avanti così indefinitamente. Il tutto in un quadro concettuale, politico e mediatico che fa riferimento allo stato, alla nazione e, purtroppo, all'ancor più ambiguo concetto di stato-nazione. Nel delineare il contesto faccio esempi concreti delle pratiche quotidiane nei territori occupati (West Bank, Cisgiordania) per evidenziare quanto e come questi siano sfavorevoli alla costruzione di un rapporto positivo tra le due comunità, in un quadro di crescente nazionalismo etnico in Israele, di mancanza di capacità politica dell'ANP e di un sostanziale disinteresse geopolitico mondiale fino a quando non avvengono fatti e/o scontri sanguinosi.
Raccontare i curdi e il Rojava come si deve (27dic2022)
2022/12/27
Si tratta del solo audio di un power point commentato (pubblicato su youtube) che fornisce informazioni sulla questione curda e sulle pratiche politiche e socio-economiche che si cerca di praticare nel nord-est della Siria in quello che si autodefinisce AANES (Amministrazione Autonoma del Nord Est della Siria) e che in curdo è chiamato Rojava, cioè occidente. Cerco anche di inquadrare tale esperienza nel contesto di conflitto armato nell'area a partire dalle rivolte del 2011 contro il regime di Bashar Assad, la crescita e la sconfitta di daesh (stato islamico) da parte dei curdi siriani, e dell'espansionismo neo ottomano della Turchia di Erdohan. Fornisco informazioni sul funzionamento di AANES-Rojava vista la totale assenza da TV, e giornali di notizie che non siano generiche, superficiali, imprecise e relative solo al Kurdistan iracheno perché, è la mia tesi, è solo quello che media e commentatori sono in grado di comprendere in quanto si tratta di un quasi stato-nazione. L'unico concetto che il mainstream mediatico è in grado di "capire" in Occidente e non solo. E' pubblicato su Spreaker, Anchor, Spotify il solo audio; su Youtube il video con audio e diapositive.
La narrazione sbagliata sui curdi (introduzione)(24dic2022)
2022/12/24
Le dinamiche politiche geopolitiche relative ai curdi o non vengono raccontate o sono raccontate occasionalmente e malamente. La questione curda di oggi, nelle sue diverse declinazioni in Turchia, in Iran, in Iraq e soprattutto in Siria, andrebbe raccontata e spiegata bene, con particolari precisi e con continuità, ma per fare questo bisognerebbe informarsi anche da fonti diverse da quelle solite, generiche e tutte appiattite sulla visione dei curdi che unitariamente vogliono il loro stato-nazione. Non è più così da tempo: dall’attacco all’Iraq del 2003 del presidente Usa G.W.Bush, non autorizzato dal Consiglio di Sicurezza dell’ONU, e dal 2005 circa quando il leader curdo Őcalan, incarcerato in Turchia dal 1999, ha lanciato la proposta socio-politica del Confederalismo Democratico, adottata maggioritariamente dai militanti sul terreno e messa in pratica in Siria dal Rojava-AANES (Amministrazione Autonoma del Nord-Est della Siria). Seguirà a breve una mia presentazione del contesto geopolitico e delle dinamiche del Rojava su Youtube.
L'Ucraina in stallo. Cessate il fuoco possibile e cosa rema contro. (6nov2022)
2022/11/06
Partendo dalla notizia data in 8 brevi righe dell'accordo tra Etiopia e Tigray dopo 2 anni di guerra, nel podcast delineo quelle che sono le "regole" per cui si arriva ad accordi di armistizio o di sospensione dello scontro così come si sono verificate in passato e si verificano oggi. Sulla base di quei comportamenti, dovuti alla rigidità del concetto di "integrità territoriale", e della situazione di fatto sul terreno al momento indico perché la situazione in Ucraina è in un sostanziale stallo e perché non c'è la volontà di attivare un cessate il fuoco. L'Italia nel maggio del 2022 aveva fatto una proposta in 4 punti per iniziare a confrontarsi per negoziare, ma non c'è stato esito perché le gabbie mentali degli attuali, pochi leader che gestiscono effettivamente la cosiddetta "comunità internazionale" e le pratiche abitudinarie consolidate sono più favorevoli alle tensioni e alla guerra piuttosto che alla pace.
I confini eterni degli stati sono fonte di conflitti (9set2022)
2022/09/09
Nel podcast espongo alcuni concetti geopolitici che criticano la concezione dei confini come rigidi e sostanzialmente indiscutibili perché così garantiscono la stabilità e la pace. Al contrario sono la maggiore fonte di dinamiche conflittuali e l'attacco militare russo all'Ucraina ne è il più recente e maggior esempio. Le parole simboliche di "integrità territoriale, sovranità, indipendenza", essendo strettamente dipendenti e interconnesse allo stato-nazione sono in realtà dei punti di partenza pregiudiziali che ostacolano qualsiasi negoziazione geopolitica e rendono più difficile attivare processi pacifici di soluzione delle crisi. IL tutto in un quadro geopolitico mondiale che vede il costante confronto tra le tre grandi potenze, Usa, Russia e Cina, e di alcuni dei loro alleati che si sentono "protetti" e agiscono perseguendo i propri fini nazionalistici, infrangendo, come i grandi, accordi e trattati da loro stessi sottoscritti (vedi il caso della Turchia con la Siria e contro i curdi). Ci sono soluzioni pacifiche per risolvere le dinamiche di confronto tra gruppi umani che si sentono diversi dai vicini pur essendo nello stesso stato; il modello Sud Tirolo - Alto Adige è uno di quelli più funzionante e da più lungo tempo. Ma i nazionalisti e le propagande nazionaliste tengono ancora oggi in ostaggio "ideologico" parte di gruppi umani e quasi tutti i leader degli stati.

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