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Confederation Music

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Categories
Country
United States
This podcast has
101 episodes
Language
Italian
Date created
2019/02/25
Latest episode
2026/04/19
Average duration
45 min.
Release period
7 days

Description

Ah... è svizzero? Quante volte vi siete stupiti scoprendo che quella particolare canzone che tanto vi piace è svizzera? All'ombra del grande mercato e del circo mass-mediatico internazionale, in Svizzera si crea e si produce musica di ogni genere ad alto livello! Confederation Music è una finestra aperta sulla variegata e frizzante scena musicale elvetica. Potrete ascoltare parole e suoni di chi ha scelto di fare il musicista nel nostro paese, o di quegli Svizzeri che fanno musica all'estero, ma anche di chi, arrivando da fuori, ha fatto della Confederazione il proprio campo base musicale!

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Stefanie Stauffacher - Mania Mania
2026/04/19
Un dialogo creativo, un’interazione continua tra un freak dell’elettronica che vive tra macchine analogiche e cavi, e un’autrice, attrice e comica conosciuta nella scena “slam poetry” svizzera. Lukas Marty e Lara Stoll sono Stefanie Stauffacher, un duo elettronico e sperimentale zurighese edito dall’etichetta indipendente basilese A Tree In A Field Records. L’ultima pubblicazione è “Mania Mania”, un titolo riferito al lato A di un vinile che, su quello B, contiene le canzoni del vecchio EP “Friedhof Sihlfeld”, finora mai uscito in vinile. Sono compartimenti più o meno stagni che mostrano due umori: quello più pop, eclettico e a tratti (volutamente) kitsch di “Mania Mania” (cinque brani che ruotano attorno al tema della follia) e quello più oscuro e gotico di “Friedhof Sihlfeld”. È musica che nasce nel sottosuolo zurighese, nel locale vicino a Hardplatz dove abbiamo incontrato Lara Stoll (con un dito steccato) e Lukas Marty per capire che cos’è (o chi è) esattamente Stefanie Stauffacher.
Andrina Bollinger - Island of way back
2026/04/12
“In un’industria che richiede visibilità costante, allontanarsi può sembrare un suicidio professionale, ma alcuni lavori richiedono ritiro. La profondità richiede tempo” “Island of way back”, uscito il 6 marzo 2026 con Mouthwatering Records, è l’album più personale dell’artista avant-pop zurighese Andrina Bollinger. Contiene undici brani suddivisi in quattro atti che sono come un rituale intimo, di sopravvivenza e ribellione contro la tirannia della visibilità costante. In una cultura ossessionata dalla velocità e dalla perfezione, Andrina Bollinger rallenta per guarire, prima di tornare a casa attraverso il suono. Andrina ha impiegato sei anni per scrivere “Island of way back”. Sono tempistiche che riflettono il rigetto della cultura della fretta e che seguono il tempo biologico piuttosto che le richieste del mondo esterno. È un invito a chi si sente sopraffatto dalla pressione della performance perpetua. Andrina Bollinger ha realizzato “Island of way back”  con il batterista Arthur Hnatek e il bassista Jules Martinet e lo ha co-prodotto con il britannico Mike Lindsay. Sandra Romano ha intervistato Andrina Bollinger a Zurigo. In questa puntata vi raccontiamo la storia di un’artista libera che spinge il pop verso territori sperimentali.
Freddie & The Cannonballs - Cannonballing
2026/04/05
C’è la memoria al centro di “Cannonballing”, l’ultimo album di Freddie & The Cannonballs, quintessenza del Rhythm & Blues che nasce nella svizzera italiana e che sfocia nel soul e nel funk. È la memoria emotiva, intima, quella che accarezza Federico Albertoni come un soffio nostalgico quando ripensa a momenti di vita vissuta. Ricordi così potenti che ispirano musica, che ispirano un album intero. Nel loro avventuroso peregrinare tra le radici della musica nera, Freddie & The Cannonballs affinano l’esperienza umana, la performance e la produzione: “Cannonballing” è un album auto-prodotto con le competenze tecniche maturate negli anni dal chitarrista Mattia “Mad” Mantello. “Cannonballing” suona bene, dinamico e graffiante. Contiene tutto l’entusiasmo del DIY e dell’amore infinito per un genere; una passione inesauribile che divampa nell’anima ed è la benzina di tutto. Freddie & The Cannonballs, nelle persone di Federico Albertoni e Mattia Mad Mantello, hanno fatto tappa a Confederation Music per raccontarcelo.
Da Cruz - Som Sistema
2026/03/29
Quali sono gli effetti a lungo termine del colonialismo? Quali sono le cause delle tensioni sociali odierne? Chi e perché si è accaparrato le terre dei nativi brasiliani? E l’amore e la redenzione che ruolo hanno in tempi difficili come quelli che vive questa civiltà? Sono questioni che Da Cruz affrontano nel loro sesto album “Som sistema” (Boom Jah Records), un disco in cui Mariana Da Cruz esplora musicalmente le proprie radici africane e brasiliane. Non è “amarcord”, è uno sguardo fisso e ispirato sulla contemporaneità della musica nera. Il compagno e produttore Ane Hebeisen ha riesumato vecchi synth, batterie elettroniche e sequencers. “Som Sistema” di Da Cruz ha l’energia nuda e cruda e il suono tagliente che sono marchio di fabbrica del duo bernese, ma questa volta c’è un caleidoscopio sonoro e ritmico che richiama l’Amapiano Sudafricano, lo Shatta caraibico, il Kuduro dell’Angola, la Trap brasiliana e molto di quello che le nuove generazioni di produttori africani creano in questa nuova epoca elettronica. È musica contemporanea brasiliana con una forte identità e un messaggio. È musica clubby nera che fa muovere il corpo e il cervello. Sandra Romano ha intervistato Ane Hebeisen e Marian Da Cruz e questa è la storia di “Som Sistema”.
Tender Ender - Black Swan
2026/03/22
Thomas Schmidiger lo chiama “doomsday pop” il suono del suo alter-ego solista Tender Ender; pop “da fine del mondo”, sempre bello ma sempre pericolosamente al limite. Thomas Schmidiger è stato il cantante del trio rock bernese Dead Bunny, un’esperienza breve e intensa dopo la quale ha scelto di reinventarsi partendo dal pianoforte e dalle grandi melodie di Elton John che lo avevano stregato da bambino. L’album “Black Swan” (A Tree In A Field Records) è la prima tappa di un viaggio personale e sperimentale che, in questo debutto, è come un film ambientato poco prima della fine e nell’attimo subito dopo. Musica sfarzosa e rassicurante, kitsch e cinica in cui il cigno nero del titolo è simbolo di un capriccio della natura, di un’anomalia o di un incidente fortunato. E non è necessariamente foriero di buone novelle. In questo album così “strano” diventa addirittura stato d’animo. 30 anni vissuti su questo pianeta hanno modificato l’idea pittoresca e gioiosa del mondo costruita nell’infanzia da Thomas Schmidiger. La questione, quindi, è accettare che sia così. È questo il concetto di “Black Swan” che Tender Ender ci canta con una voce audace: vi mostro la realtà con eleganza, così la pillola è più dolce!
Re-Count - 1995-2025 Songs & Sounds Inventory
2026/03/15
Creare è una necessità fisiologica. L’atto creativo è benzina sul fuoco di una passione che ti fa attraversare il tempo. Non sembra ieri perché sono passati trent’anni, ma la lampadina che si accende nella testa di Omar Enrico Bernasconi è la stessa accesa nel 1995. È la luce di una passione che quel tempo lo ferma. “1995-2025 Songs & Sounds Inventory” è una raccolta di quattro album (due di brani cantati e due di canzoni strumentali) con una selezione ben curata dell’inventario musicale lungo trent’anni di Re-Count; un’operazione anticipata e arricchita dall’EP “It doesn’t seem – TwoFiveToZero” che celebra (con una nuova versione e vecchi e nuovi remix) il classico di Re-Count d’inizio millennio cantato da Michela Domenici (ex-Diaspro). Re-Count è l’alter-ego musicale del musicista e produttore ticinese Omar Enrico Bernasconi che, in oltre trent’anni di creazioni musicali, ha esplorato e assimilato mondi elettronici, rock, industrial, ambient, sperimentali, breakbeat, hip-hop techno, per poi rigurgitarli in una costante e naturale metamorfosi stilistica. Lo ha fatto rispettando una tabella di marcia discografica che, in tutto questo tempo, ha disseminato gli archivi musicali di tracce e idee che oggi fanno parte del ricco e variegato patrimonio culturale del nostro paese. Abbiamo invitato Re-Count a Confederation Music per festeggiare il suo trentesimo compleanno.
Dirty Sound Magnet - Me & my shadow
2026/03/08
Per la prima volta i Dirty Sound Magnet usano il pronome, mettono l’IO nel titolo di un disco. Lo sguardo critico e sarcastico rivolto verso l’esterno rimane, ma il nuovo album “Me & My Shadow” va in uno specifico più interiore, restringe il campo, diventa personale. Confrontandosi con il proprio “doppelganger”, il cantante e chitarrista Stavros Dzodzos esplora territori oscuri interrogandosi sulla fonte della propria ispirazione, omaggiando il potere curativo della musica, meditando sulla magia e sulle incertezze della vita artistica e, non da ultimo, rassegnandosi alla fragilità delle relazioni vincolate da un lavoro che ti porta sempre lontano da chi ami. Nel loro guardarsi dentro, i friborghesi Dirty Sound Magnet tornano con un suono più grande e profondo, senza perdere un grammo della loro visione musicale in technicolor, dove il blues-rock flirta con la psichedelìa, dove la struttura progressive può avere anche una corrente orientale oppure una ritmica etnica. “Me & my shadow” è una nuova tappa entusiasmante nel viaggio personale, creativo e discografico di Dirty Sound Magnet: una piccola azienda autosufficiente gestita tre compagni di viaggio (Stavros Dzodzos, Marco Mottolini e Maxime Cosandey) che sono come fratelli. Una storia musicale svizzera di eccellenza e successo.
Dub Spencer & Trance Hill - Synchronos
2026/03/01
Dub Spencer & Trance Hill sono un unicum. Se nelle scene ethno-elettroniche, downtempo e trance quasi tutto nasce in digitale, questo combo pioniere della musica Dub svizzera rema da sempre contro corrente affidandosi esclusivamente a strumenti musicali analogici. Per questo motivo, e in particolare dal penultimo album “Imago cells” del 2022, la sensazione è che non ci sia un confine: è musica analogica ma suona elettronica. L’ultimo album di Dub Spencer & Trance Hill è “Synchronos” (2025 Echo Beach). È un perfezionamento di quel concetto, un ibrido perfetto tra dub e trance: analogico, ballabile e tecnologicamente all’avanguardia quando viene portato in scena. A rendere la trasformazione tra realtà analogica e sensazione elettronica ancora più speciale, c’è il fatto che Dub Spencer & Trance Hill registrano tutto dal vivo, in studio e (come per “Imago Cells”) anche in “Synchronos” la forma canzone classica è solo un lontano ricordo. Ora tutto nasce da jam sessioni d’improvvisazione in cui un groove accattivante viene ripetuto ad oltranza innescando l’effetto ipnotico e l’elemento trance tipici della loro musica attuale. Julian Dillier è da 20 anni il batterista di Dub Spencer & Trance Hill. Lo abbiamo raggiunto all’Università di Lucerna dove insegna musica. In questa generosa intervista ci racconta la storia di “Synchronos” e quella di un gruppo di amici che suona insieme da due decenni e ha accolto il nuovo chitarrista Michael Bucher subentrato a Markus Meier, partito dopo 19 anni di sana e appassionata militanza.
Black Sea Dahu - Everything
2026/02/22
“Il bosco è così silenzioso che riesci a sentire il rumore del dolore. E se Il mondo gira anche quando tu sei fermo, la musica gira con te come una compagna, perché è l’unica cosa che spiega il tuo ritmo” Janine Cathrein invita ad ascoltare la persistenza silenziosa della vita. Il nuovo album di Black Sea Dahu, “Everything”, uscito il 20 febbario 2026 con l’etichetta bernese Mouthwatering Records, é un disco sui cicli della vita e della morte, della solitudine e della connessione. È un’opera che nasce nel terreno muschioso del dolore, quello per la perdita del papà e per le conseguenti incertezze. Canzoni nate come erba cresciuta dopo un incendio, verde e rigogliosa. Nuova. Black Sea Dahu tornano con il blend sonoro così tanto rodato da questo combo zurighese che fa faville in Europa. La magia si trova su tutto l’arco che collega il contautorato più delicato ed essenziale al vigore della grande orchestrazione. È la parafrasi musicale del lutto e del conforto, del buio e del sole che illumina le montagne al mattino. Nove canzoni come nove piccole finestre aperte sulla complessità della vita, un lavoro curativo, di risalita, per ritrovare il proprio equilibrio. Sandra Romano ha incontrato Janine Cathrein a Zurigo. In questa puntata vi raccontiamo la storia di “Everything”, il nuovo album di Black Sea Dahu!
Cedric Blaser - Fessure
2026/02/15
“Fessure” era nella pila di dischi da ascoltare, quelli che non hai mai tempo perché ne escono così tanti e non è evidente passarli alla lente, tutti. Eppure, quando ho sentito il nuovo album solista di Cedric Blaser ho detto “perché non l’ho ascoltato prima!” Cedric Blaser è un musicista, un creativo dai molteplici volti artistici, un cantautore ticinese che vive a Friborgo. Lo ricordiamo con gli ABC, era qui l’anno scorso con Layena, scrive musica per il cinema, collabora con il teatro… ma il suo primo album mi ha spiazzato. Registrato nella sua sala prove nella Valle del Gottéron e mixato da Louis Jucker (Coilguns, Humus records), “Fessure” è il tentativo (riuscito) di dare un suono a quelle “aperture” da cui filtrano luce, emozioni e immagini taciute. Cedric ha affrontato questa pagina bianca con la sua “loop station” e si è divertito in totale libertà, sorprendendo sé stesso. Blaser lo definisce “un disco che non parla troppo ma che invita ad ascoltare” e su questo siamo d’accordo perché è un caleidoscopio di suoni, idee e colori dove c’è spazio per la musicalità e la psichedelia che, sapientemente miscelate con le liriche, ti portano dove il sogno si mescola alla realtà, dove il ricordo è diluito. Canzoni come finestre musicali da cui osservare emozioni e interiorità, canzoni che Cedric Blaser ci racconta in questa puntata.
Peter Kernel - Un viaggio lungo vent’anni
2026/02/08
Passano gli anni, invecchiamo e cresciamo alimentando il nostro vissuto e la nostra consapevolezza e, mentre il tempo scorre come un ritmo di batteria, ti rendi conto che quel disco che sembrava uscito ieri in realtà era uscito 20 anni fa. La musica vissuta da professionista, l’ignoto che affronti tutti i giorni, forgiano il tuo carattere, ti trasformano come persona. È una legge dell’universo: se non cambi non ti evolvi. Vent’anni di Peter kernel sono anche vent’anni di storia della musica della Svizzera italiana, scanditi da dischi che hanno fatto breccia anche fuori dai confini nazionali, alimentando un immaginario post-punk e art-pop di cui esser fieri. Aris Bassetti e Barbara Lehnhoff hanno superato indenni due decenni di musica insieme, la fine di una storia d’amore, migliaia di concerti e centinaia di migliaia di chilometri percorsi in furgone per tutta l’Europa. In questa puntata speciale dedicata al ventesimo compleanno di Peter Kernel, ripercorriamo le tappe fondamentali di una storia svizzera di coerenza e successo.
Elie Zoé - Shifting Forms
2026/02/01
Niente cambiamento, niente evoluzione. La consapevolezza che la vita si fondi sulla trasformazione, mentre l’artista è in piena metamorfosi. “Shifting Forms” (Humus Records) sembra il frutto di un allineamento astrale; è il titolo del nuovo album di Elie Zoé, versione contemporanea della sua amata e passata Emilie Zoé. La mutevolezza delle forme, delle cose, degli esseri umani e di tutti i viventi. La loro interconnessione è alla base dell’ultimo album di Elie Zoé. “Shifting Forms” contiene nove canzoni che rappresentano il viaggio iniziatico del cantautore vodese, una lenta trasformazione organica nata da un seme che era già presente ma aspettava il momento giusto per germogliare.  In questa dimensione tutto è in relazione, gli esseri dialogano, i confini sono permeabili.  Dentro “Shifting Forms”, Elie Zoe lascia sfumare nomi, contorni e forme per ri-immaginare il loro potere. Un disco come un rituale pop-rock, per abbandonare i vecchi costumi e le loro finzioni e addentrarsi nella foresta alla ricerca di nuovi nomi. E una nuova voce.
Siselabonga - Halo’s glitter
2026/01/25
Connessione, spiritualità e responsabilità.  Ci sono tante cose che fluiscono dentro “Halo’s glitter”, l’ultimo album del duo zurighese Siselabonga pubblicato il 3 ottobre 2025 con l’etichetta A Tree In A Field Records. Nella loro nuova opera, la cantante Nongoma Ndlovu e il percussionista Fabio Meier affrontano temi come l’autorità paterna, la sicurezza emotiva e la sessualità. Prodotto con un approccio più minimalista ed essenziale rispetto al passato, in linea con un budget più limitato, “Halo’s glitter” ripropone un blend di influenze afro-diasporiche, musica soul ed elettronica. Siselabonga si trovano a quel crocevia dove la profondità della memoria ancestrale incontra il suono moderno, dove il pop scivola nella sperimentazione per custodire verità emotive crude e risonanti. Sandra Romano ha incontrato Nongoma Ndlovu e Fabio Meier a Zurigo. In questa puntata vi raccontiamo la storia di Siselabonga e dell’ultimo album “Halo’s glitter”.
Giant Moa - GM I // GNOM
2026/01/18
C’era un uccello nella preistoria che si chiamava Moa Gigante. Con i suoi 3 metri d’altezza, è considerato l’uccello più alto mai esistito. Si è estinto nel quindicesimo secolo, 200 anni dopo l’arrivo dei primi Maori in Nuova Zelanda, dove sono stati rinvenuti i suoi fossili. Vigoroso, rumoroso e a suo modo cupo e malinconico, il Moa Gigante è la parafrasi animale preistorica del trio psy-garage rock bernese che porta il suo nome: Giant Moa, composto dal chitarrista d’origini brasiliane e jugoslave Remo Agovic, dal batterista con radici portoghesi Rafael Fereira e dal bassista d’origine ungherese Ivan Tecer.  Giant Moa fanno parte della scuderia di Taxi Gauche Records e lo scorso ottobre hanno pubblicato l’album “GM1 // GNOM”, con un titolo scritto a caratteri maiuscoli (come i titoli delle canzoni) che sta per “Giant Moa 1 // Gnomo”.  È un disco realizzato nella miglior tradizione DIY e nel quale la musica (e la sua grande musicalità) fanno da colonna sonora a una storia epica e a un concetto che trae ispirazione anche da “2001 Odissea nello spazio” di Kubrick. È il racconto di uno struzzo gigante e della sua amica pietra che viaggiano nel cosmo. Sandra Romano ha intervistato il chitarrista Remo Agovic.
Saint Stacy - Beginner again
2026/01/11
Saint Stacy è il nome artistico di Kristina Yakovleva, voce del progetto Kadebostany dal 2016 al 2020. Dopo quattro anni di palestra intensiva in studio e sui palchi di tutta Europa, nel 2023 Kristina ha lanciato la sua carriera da solista e ha raggruppato le sue canzoni nell’album di debutto “Beginner again”, pubblicato il 10 ottobre 2025.  Artista, stilista e cautautrice che fa grandi numeri sul web, Kristina Yakovleva ha abbandonato ogni certezza e si è lanciata nella sua nuova avventura con il miglior spirito DIY. “Beginner again” è il frutto della sua visione artistica e musicale: è la realizzazione del sogno di una carriera propria . Nelle undici canzoni di “Beginner Again”, Saint Stacy  mescola il sapore organico della chitarra con una produzione elettro-acustica pop e melodica che strizza l’occhio al club. In questa puntata vi raccontiamo la sua storia, con l’intervista realizzata da Sandra Romano.

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