1454395814
Alice

Advertise on podcast: Alice

Categories
Country
United States
This podcast has
102 episodes
Language
Italian
Date created
2019/02/26
Latest episode
2026/10/10
Average duration
34 min.
Release period
3 days

Description

Alice cambia ritmo sempre al passo delle storie. Incontri con scrittrici e scrittori, novità editoriali, sillogi di poesia e raccolte di racconti: il nostro magazine letterario del sabato pomeriggio ritorna, sempre alle 14:35, con nuove voci alla conduzione, nuove collaboratrici e un rinnovato slancio. Il cuore di Alice pulsa ancora di più al battito dei romanzi che ci incatenano alla pagina, non dimentica, anzi è sempre attento ai versi e alla forma breve e alla saggistica, altra passione condivisa con voi che ci ascoltate con fedeltà. Per tutti questi motivi non avremo in trasmissione solo le interviste con i protagonisti del mondo letterario, ma anche suggerimenti di letture che ci arriveranno da voci note del panorama critico. Con noi ci saranno Roberto Galaverni, Giuliana Altamura, Viola di Grado e tanti altri ancora per spunti, consigli e commenti, sempre rivolti ai libri e alle idee.   Trascorreremo così assieme un’ora abbondante guidati e accolti da Natascha Fioretti, Michele Serra, Laura Piccina e altre voci ancora. Non mancheranno le puntate speciali e le uscite sul territorio della Svizzera italiana, uscite che sono il fiore all’occhiello del nostro magazine. Ci aspetta una stagione ricca di libri, storie e idee da vivere e condividere!

Unlock Alice podcast Email contact info,
Listeners & Audience details

Email contact information

Direct podcast contact details

Listeners

Audience numbers & engagement insights

Audience details

Podcast Insights

Podcast episodes

Check latest episodes from Alice podcast


“L’ultimo viaggio di mio fratello Wolf”
2026/10/10
“Una splendida rovina”
2026/10/10
Storie vere, o quasi
2026/10/10
Un autore e un’autrice pressoché coetanei, di quella generazione di quarantenni che anima la letteratura europea oggi. Due libri completamente diversi, eppure uniti dalla ricerca di storie autobiografiche – entrambe lo sono, ma con diversi gradi di finzione al loro interno. È vicina allo zero quella inserita dalla scrittrice belga Lara Taveirne dentro L’ultimo viaggio di mio fratello Wolf, in cui viene raccontato il suicidio realmente accaduto del fratello minore dell’autrice, più di un decennio or sono: a 18 anni, Wolf fece perdere le sue tracce, si inoltrò nella foresta lappone, e si lasciò morire. Quando il suo corpo fu ritrovato, sei mesi dopo, aveva con sé un taccuino, ben protetto, nel quale aveva raccontato il suo ultimo viaggio. Una storia straordinaria e terribile, che l’autrice ha trovato il coraggio di raccontare: ne è uscito un libro tanto commovente quanto divertente, e in definitiva pieno di vita (se perdonate la frase fatta). Probabilmente più alta la percentuale di invenzione contenuta in Una splendida rovina, l’ultimo romanzo di quel Vincenzo Latronico che nell’ultimo lustro è diventato uno degli scrittori italiani più apprezzati fuori dai confini della Penisola, soprattutto grazie a Le perfezioni, candidato all’International Booker Prize l’anno scorso e capace di vendere 200.000 copie nel mondo anglosassone. Una splendida rovina torna sulle ansie di una generazione, quella di chi oggi ha tra i trenta e i quarant’anni, ed è la cronaca di un fallimento al rallentatore: quello di una coppia di ragazzi innamorati che decide di acquistare e rimettere a nuovo un casale nella campagna tedesca. C’è molta realtà autobiografica anche nel consiglio di lettura della settimana, affidato come sempre alla scrittrice Giuliana Altamura: in Parlavo una lingua di neve (L’Orma Editore) Caroline Dawson racconta la sua esperienza di migrazione dal Cile di Pinochet al Canada, avvenuta nel corso degli anni Ottanta. Un’autobiografia sociologica in cui il personale diventa inevitabilmente politico.
In diretta da Lettere dalla Svizzera alla Val Poschiavo
2026/10/03
Due generazioni a confronto. Due scrittrici funambole fra le lingue e le culture. Sara Catella e Noemi Nagy dialogheranno con Moira Bubola. Il loro mondi si confronteranno per risuonare in accordi e disaccordi. Entrambe hanno arricchito il loro scrivere con esperienze, vissute nelle famiglie d’origine, famiglie provenienti da altre parti d’Europa: Sara Catella in “Perché non esiste più la panna che mangiavo da bambina” ricostruisce, in maniera sensoriale, le estati trascorse con i nonni negli Abruzzi. Noemi Nagy, nella raccolta poetica “Sottopelle”, evoca la fragilità del corpo, la malattia e le relazioni contrappuntando i versi con parole in ungherese, lingua dell’infanzia. Il festival, Lettere dalla Svizzera alla Val Poschiavo, anche con questo incontro, continuerà a disegnare una mappa emotiva delle origini e delle ascendenze letterarie, elementi che hanno guidato il percorso scrittorio di queste due voci, tra le più originali e importanti della Svizzera italiana. In diretta da Poschiavo per una puntata speciale di Alice, trasmessa da Casa Torre.
“L’immensa distrazione”
2026/09/26
“Lo sbilico” - intervista ad Alcide Pierantozzi
2026/09/26
I finalisti del Premio Campiello 2026
2026/09/26
Sì, certo, lo Strega è importante. Ma il premio letterario più amato da chi legge in italiano è, da molti anni, il Premio Campiello. Sarà l’idea che si tratti di un premio meno soggetto a trattative carbonare, sarà la giuria popolare dei 300 lettori che ha l’ultima parola. O forse, semplicemente, sarà Venezia. Sia come sia, il Campiello è il premio che chiude davvero una stagione letteraria, con un fuoco d’artificio finale. Negli ultimi anni abbiamo visto diverse cinquine piuttosto forti, e quella del 2026 non fa eccezione: Ermanno Cavazzoni, Elena Varvello, Valeria Parrella, Marcello Fois, Alcide Pierantozzi. In questa puntata di “Alice” ascolteremo brevemente le parole dei primi tre, già passati dai nostri microfoni negli scorsi mesi, e ci concentreremo sulle parole degli ultimi due candidati, entrambi forti di ottimi titoli, letteralmente: L’immensa distrazione e Lo sbilico (pubblicati dell’Einaudi di Torino).
“Il tempo delle foreste blu” di Erika Burkart
2026/09/19
Il critico Roberto Galaverni consiglia infine l’antologia di poesie “Il tempo delle foreste blu” (Molesini, 2026) di Erika Burkart, a cura di Anna Ruchat. Burkart, una delle autrici svizzere di lingua tedesca più importanti del Novecento, scrive di un mondo dominato dal silenzio e dalla natura. “Il cielo vuoto sopra l’erba” descrive la sua “speranza errante / con segni che mai si cancellano”.
“Prima del cielo e del mare”, Interno Libri Edizioni 2026
2026/09/19
“Prima del cielo e del mare” (Interno Libri Edizioni, 2026) di Jean Soldini riflette sulle tragedie del nostro tempo, dalle migrazioni ai genocidi contemporanei, per affermare il valore della contraddizione: nonostante le storture del mondo, resta l’accoglienza del prossimo… resta la gioia del vivere.
“Cigni selvaggi”, Feltrinelli
2026/09/19
“Alice” oggi comincia con “Cigni selvaggi” (Feltrinelli, 2026) di Josephine Jole Signorelli, più nota come Fumettibrutti. La fumettista e attivista per i diritti delle persone transessuali scrive un romanzo intimo, violento, utile per allenare l’empatia. In una società in cui la disforia di genere viene spesso percepita come un capriccio, Signorelli racconta una transizione tanto dolorosa quanto necessaria.
La vita pensata
2026/09/19
I libri, per chi scrive, spesso sono una via di fuga da una realtà ostile o complicata, ma non solo; i libri formano veri e propri mondi interiori in cui questa realtà viene pensata e trasformata attivamente, viene resa più comprensibile, tollerabile e forse anche migliore. “Alice” oggi comincia con “Cigni selvaggi” (Feltrinelli, 2026) di Josephine Jole Signorelli, più nota come Fumettibrutti. La fumettista e attivista per i diritti delle persone transessuali scrive un romanzo intimo, violento, utile per allenare l’empatia. In una società in cui la disforia di genere viene spesso percepita come un capriccio, Signorelli racconta una transizione tanto dolorosa quanto necessaria. “Prima del cielo e del mare” (Interno Libri Edizioni, 2026) di Jean Soldini riflette sulle tragedie del nostro tempo, dalle migrazioni ai genocidi contemporanei, per affermare il valore della contraddizione: nonostante le storture del mondo, resta l’accoglienza del prossimo… resta la gioia del vivere. Il critico Roberto Galaverni consiglia infine l’antologia di poesie “Il tempo delle foreste blu” (Molesini, 2026) di Erika Burkart, a cura di Anna Ruchat. Burkart, una delle autrici svizzere di lingua tedesca più importanti del Novecento, scrive di un mondo dominato dal silenzio e dalla natura. “Il cielo vuoto sopra l’erba” descrive la sua “speranza errante / con segni che mai si cancellano”.
”La pietra e la seta” di Mikael Niemi
2026/09/12
“Storia di un’amicizia”
2026/09/12
“Quello che non si può dire”
2026/09/12
Dal buio alla luce, storie spaventose e d’amicizia
2026/09/12
Dorothee Elmiger, scrittrice svizzera di casa a New York, vincitrice l’anno scorso del Deutscher Buchpreis con Die Holländerinnen - romanzo uscito ora in italiano per Gramma Feltrinelli con il titolo “Quello che non si può dire”– è tra le protagoniste di questa puntata di Alice. Scrittrice per il teatro e per la prosa ma anche amante dell’arte filmica alla quale – nella sua scrittura - si ispira per la tecnica del montaggio e il taglio delle scene, ci condurrà nel cuore nero della foresta tropicale tra Panama e Colombia per un viaggio avventuroso in cui l’onirico e l’irrazionale prendono il sopravvento negli animi di un gruppo teatrale. Dal buio della foresta usciremo per raccontare una storia d’amicizia calda e luminosa, quella tra Gianni Celati ed Ermanno Cavazzoni, che si apre ad uno scambio sincero e intimo e ci fa volare verso vette letterarie e umane. Ma andremo anche a nord con Marta Morazzoni alla scoperta di una Svezia inedita di inizio Novecento con Mikael Niemi e il suo romanzo storico ”La pietra e la seta” (Iperborea).

Podcast reviews

Read Alice podcast reviews


0 out of 5
0 reviews

Podcast sponsorship advertising

Start advertising on Alice relevant audience podcasts


What do you want to promote?