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Alice

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Categories
Country
United States
This podcast has
102 episodes
Language
Italian
Date created
2019/02/26
Latest episode
2026/10/31
Average duration
38 min.
Release period
3 days

Description

Alice cambia ritmo sempre al passo delle storie. Incontri con scrittrici e scrittori, novità editoriali, sillogi di poesia e raccolte di racconti: il nostro magazine letterario del sabato pomeriggio ritorna, sempre alle 14:35, con nuove voci alla conduzione, nuove collaboratrici e un rinnovato slancio. Il cuore di Alice pulsa ancora di più al battito dei romanzi che ci incatenano alla pagina, non dimentica, anzi è sempre attento ai versi e alla forma breve e alla saggistica, altra passione condivisa con voi che ci ascoltate con fedeltà. Per tutti questi motivi non avremo in trasmissione solo le interviste con i protagonisti del mondo letterario, ma anche suggerimenti di letture che ci arriveranno da voci note del panorama critico. Con noi ci saranno Roberto Galaverni, Giuliana Altamura, Viola di Grado e tanti altri ancora per spunti, consigli e commenti, sempre rivolti ai libri e alle idee.   Trascorreremo così assieme un’ora abbondante guidati e accolti da Natascha Fioretti, Michele Serra, Laura Piccina e altre voci ancora. Non mancheranno le puntate speciali e le uscite sul territorio della Svizzera italiana, uscite che sono il fiore all’occhiello del nostro magazine. Ci aspetta una stagione ricca di libri, storie e idee da vivere e condividere!

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“San Gottardo”
2026/10/31
“Tremare”
2026/10/31
Che avventura è l’esistenza!
2026/10/31
Ce lo raccontano, in una vivace dialettica tra due spiriti, uno romantico e l’altro illuminista, all’uscita da un teatro, in una serata di fine Settecento, in una cittadina tedesca sulle rive di un fiume che potrebbe essere il Neckar, a Tubinga: Wilhelm Zimmer e Jules de Marville. Nati dalla penna di Paolo Di Paolo, che presenta in anteprima ad Alice il suo nuovo romanzo, Tremare”(La nave di Teseo), saranno loro a guidarci tra passato e presente in questa puntata. Un viaggio che attraverserà anche il San Gottardo (Keller editore) insieme alla scrittrice svizzera Zora del Buono e che ci porterà tra le nordiche memorie di un cane speciale, ricordandoci come l’esistenza e il suo significato cambino a seconda del punto di vista da cui la si osserva.
“Milano porto mare” di Luca Mastrantonio
2026/10/24
“I ragazzi di sessantacinque anni”
2026/10/24
“Bestiola”
2026/10/24
Abitarsi
2026/10/24
Abitarsi Storie di case, città e corpi che cambiano. Quanti sono i modi di occupare lo spazio? C’è chi mette radici in una città lontanissima e chi, al contrario, non riconosce più il luogo in cui è nato. C’è chi si sente in pericolo nel proprio appartamento, o chi si sente a casa dovunque, basta che ci sia il gatto. C’è chi impara con gioia ad abitare un corpo più vecchio, e chi non riesce mai a venirci a patti. Insomma, oggi Alice parla di case, città e corpi e che cambiano.  Jonathan Bazzi (autore di Febbre, caso editoriale e libro finalista al Premio Strega 2020) il sei ottobre ha pubblicato “Bestiola” (Mondadori), un romanzo che comincia con il racconto della malattia della gatta Mirtilla e finisce per diventare una riflessione sulla casa e sulla solitudine, sul narcisismo e la competizione, sul lavoro povero e sul sentirsi al sicuro, sul fatto di trovare la propria dimensione solo in relazione a un animale.  Romolo Bugaro (autore di narrativa più volte finalista al Campiello) ha scritto per Einaudi “I ragazzi di sessantacinque anni”, seguito da “I ragazzi di sessant’anni.” Ma cinque anni cambiano poi così tante cose? Per Bugaro sì. Chi giocava a tennis ora è passato al burraco; chi faceva serata, ora, se tira tardi, vuole solo dimostrare qualcosa. Questo romanzo divertentissimo mette in scena una miriade di modi in cui i ragazzi più maturi possono stare al mondo. Infine, un libro di poesie sulla città di Milano – questo il consiglio del mese di Roberto Galaverni. “Milano porto di mare. La poesia e la città”, a cura di Luca Mastrantonio, racconta di come lo spazio influenza la poesia e di come, a sua volta, la poesia è « al centro della vita interiore di tanti e della scena pubblica».
Di Sante, case vuote e fughe d’amore
2026/10/17
Una puntata di “Alice” ricchissima, piena di libri, di spunti, di idee e soprattutto di voci. Quella di Thomas Strässle, professore di letteratura tedesca a Zurigo, che ci porta nella DDR per raccontarci la storia d’amore ma soprattutto la fuga dei suoi genitori (Storia di un fuga, L’Orma editore), la voce di Nicola Lagioia che torna a raccontare il sud - in particolare il paese di Capurso - dove una Santa  legge il cuore delle donne (Santa Barbara, Einaudi) e poi la voce consigliera di Marta Morazzoni – la nostra critica letteraria - che in vista del Premio Chiara di domenica 18 ottobre ci porta tra le pagine dei tre libri inclusi nella rosa dei finalisti Gianni Biondillo (La tempesta perfetta e altre storie, Guanda), Marco Malvaldi (L’uomo vestito di arancione, Sellerio) e Francesca Scotti che appunto, ci parla de La stagione delle case vuote (Hacca).
“L’ultimo viaggio di mio fratello Wolf”
2026/10/10
“Una splendida rovina”
2026/10/10
Storie vere, o quasi
2026/10/10
Un autore e un’autrice pressoché coetanei, di quella generazione di quarantenni che anima la letteratura europea oggi. Due libri completamente diversi, eppure uniti dalla ricerca di storie autobiografiche – entrambe lo sono, ma con diversi gradi di finzione al loro interno. È vicina allo zero quella inserita dalla scrittrice belga Lara Taveirne dentro L’ultimo viaggio di mio fratello Wolf, in cui viene raccontato il suicidio realmente accaduto del fratello minore dell’autrice, più di un decennio or sono: a 18 anni, Wolf fece perdere le sue tracce, si inoltrò nella foresta lappone, e si lasciò morire. Quando il suo corpo fu ritrovato, sei mesi dopo, aveva con sé un taccuino, ben protetto, nel quale aveva raccontato il suo ultimo viaggio. Una storia straordinaria e terribile, che l’autrice ha trovato il coraggio di raccontare: ne è uscito un libro tanto commovente quanto divertente, e in definitiva pieno di vita (se perdonate la frase fatta). Probabilmente più alta la percentuale di invenzione contenuta in Una splendida rovina, l’ultimo romanzo di quel Vincenzo Latronico che nell’ultimo lustro è diventato uno degli scrittori italiani più apprezzati fuori dai confini della Penisola, soprattutto grazie a Le perfezioni, candidato all’International Booker Prize l’anno scorso e capace di vendere 200.000 copie nel mondo anglosassone. Una splendida rovina torna sulle ansie di una generazione, quella di chi oggi ha tra i trenta e i quarant’anni, ed è la cronaca di un fallimento al rallentatore: quello di una coppia di ragazzi innamorati che decide di acquistare e rimettere a nuovo un casale nella campagna tedesca. C’è molta realtà autobiografica anche nel consiglio di lettura della settimana, affidato come sempre alla scrittrice Giuliana Altamura: in Parlavo una lingua di neve (L’Orma Editore) Caroline Dawson racconta la sua esperienza di migrazione dal Cile di Pinochet al Canada, avvenuta nel corso degli anni Ottanta. Un’autobiografia sociologica in cui il personale diventa inevitabilmente politico.
In diretta da Lettere dalla Svizzera alla Val Poschiavo
2026/10/03
Due generazioni a confronto. Due scrittrici funambole fra le lingue e le culture. Sara Catella e Noemi Nagy dialogheranno con Moira Bubola. Il loro mondi si confronteranno per risuonare in accordi e disaccordi. Entrambe hanno arricchito il loro scrivere con esperienze, vissute nelle famiglie d’origine, famiglie provenienti da altre parti d’Europa: Sara Catella in “Perché non esiste più la panna che mangiavo da bambina” ricostruisce, in maniera sensoriale, le estati trascorse con i nonni negli Abruzzi. Noemi Nagy, nella raccolta poetica “Sottopelle”, evoca la fragilità del corpo, la malattia e le relazioni contrappuntando i versi con parole in ungherese, lingua dell’infanzia. Il festival, Lettere dalla Svizzera alla Val Poschiavo, anche con questo incontro, continuerà a disegnare una mappa emotiva delle origini e delle ascendenze letterarie, elementi che hanno guidato il percorso scrittorio di queste due voci, tra le più originali e importanti della Svizzera italiana. In diretta da Poschiavo per una puntata speciale di Alice, trasmessa da Casa Torre.
“L’immensa distrazione”
2026/09/26
“Lo sbilico” - intervista ad Alcide Pierantozzi
2026/09/26
I finalisti del Premio Campiello 2026
2026/09/26
Sì, certo, lo Strega è importante. Ma il premio letterario più amato da chi legge in italiano è, da molti anni, il Premio Campiello. Sarà l’idea che si tratti di un premio meno soggetto a trattative carbonare, sarà la giuria popolare dei 300 lettori che ha l’ultima parola. O forse, semplicemente, sarà Venezia. Sia come sia, il Campiello è il premio che chiude davvero una stagione letteraria, con un fuoco d’artificio finale. Negli ultimi anni abbiamo visto diverse cinquine piuttosto forti, e quella del 2026 non fa eccezione: Ermanno Cavazzoni, Elena Varvello, Valeria Parrella, Marcello Fois, Alcide Pierantozzi. In questa puntata di “Alice” ascolteremo brevemente le parole dei primi tre, già passati dai nostri microfoni negli scorsi mesi, e ci concentreremo sulle parole degli ultimi due candidati, entrambi forti di ottimi titoli, letteralmente: L’immensa distrazione e Lo sbilico (pubblicati dell’Einaudi di Torino).

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