Il podcast a tinte bianconere realizzato da juventini per gli juventini.
Parafrasando il celebre motto bonipertiano per noi:
"La Juve non è importante, è l'unica cosa che conta".
Ogni GIOVEDÌ alle ore 22, analizzeremo tutto ciò che riguarda la vecchia signora con competenza, ironia e tanta tanta passione!
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J-TACTICS (S09 E05)
2026/10/21
Lazio da sogno allo Stadium: la banda di Gattuso travolge 3-0 una Juve con l'elettroencefalogramma piatto.
Il verdetto dell'Allianz Stadium è una sentenza senza appello: la Lazio batte la Juventus con un netto e perentorio 0-3, umiliando i padroni di casa e confermandosi in vetta alla classifica di Serie A a braccetto con l'Inter.
Per la squadra di Luciano Spalletti, costretto a seguire la gara lontano dalla panchina per squalifica, si tratta di una vera e propria Caporetto interna, salutata dai fischi assordanti e impietosi del pubblico di casa al triplice fischio finale.
La Juventus si presenta all'appuntamento orfana dei lungodegenti Locatelli, Yildiz e Thuram.
I bianconeri partono provando a fare la partita e trovano persino la via del gol al 24', poi annullato dal VAR.
La Lazio di Gennaro Gattuso, tuttavia, non si scompone, cresce minuto dopo minuto e al 37' colpisce: splendido cross di Zaccagni e inserimento aereo perfetto del difensore danese Oliver Provstgaard, che batte Vicario.
Nella ripresa gli uomini di Spalletti tentano una timida reazione e sfiorano il pari al 55' con il neo-entrato Woltemade, che lambisce il palo su sponda di Kolo Muani.
È solo un'illusione.
Al 66' sale in cattedra l'altro danese della Lazio, Gustav Isaksen, che inventa un magnifico sinistro a giro che si insacca alle spalle di Vicario, firmando il raddoppio.
La Juventus sprofonda, soprattutto mentalmente e, all'89', subisce il definitivo colpo del KO: una fulminea ripartenza laziale capitalizzata da Bashiru, che sigla lo 0-3 finale sotto lo spicchio dei tifosi biancocelesti in festa.
La pesante sconfitta lascia strascichi pesanti nello spogliatoio bianconero.
Nel post partita il difensore e capitano Gleison Bremer ha rilasciato infatti dichiarazioni destinate a far discutere: "Io non posso prendere in braccio tutti. Ci sono tanti giocatori nuovi e c'è chi, quando le cose vanno male, si nasconde per paura dei fischi".
Con questa vittoria la Lazio vola a quota 19 punti confermando un avvio straordinario mentre la Juventus scivola a ben 8 lunghezze dalla vetta, aprendo ufficialmente una crisi d'identità, oramai costante negli ultimi anni.
Di questo e altro parleremo in questa puntata!
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J-TACTICS (S09 E04)
2026/10/15
Il muro di Pisacane frena una Juve sprecona e nervosa.
Un pareggio che sa di impresa per l'isola, un punto che lascia l'amaro in bocca e una scia di tensioni per i bianconeri.
L'ultimo incrocio all'Unipol Domus tra Cagliari e Juventus, terminato 1-1, fotografa perfettamente il momento delle due squadre: da un lato la sorprendente solidità e concretezza dei sardi di Francesco Pisacane, dall'altro una Juventus ancora alla ricerca della quadra definitiva sotto la gestione di Luciano Spalletti.
L'avvio di gara premia il coraggio e l'organizzazione tattica del Cagliari.
Al 20' minuto, sfruttando un'azione insistita di Mendy e una serie di rimpalli difensivi della retroguardia bianconera, è il figlio d'arte Daniel Maldini a sbloccare il match: una zampata micidiale che trafigge Vicario e vale il quarto gol consecutivo per il talento rossoblù.
La reazione della Juventus c'è, ma è disordinata.
Per tutto il primo tempo la manovra della squadra di Spalletti è apparsa lenta e prevedibile, con gli esterni troppo isolati e una cronica difficoltà a riempire l'area di rigore avversaria contro il compatto blocco difensivo sardo.
Nella ripresa Spalletti ridisegna i suoi, inserendo Alajbegović e Zhegrova per dare imprevedibilità e ampiezza.
La Juventus prende totalmente in mano il pallino del gioco, arrivando a toccare un monumentale 70% di possesso palla, ma si scontra ripetutamente contro il muro eretto da Elia Caprile, autore di ben 9 parate decisive.
Il fortino del Cagliari cede solo all'81': il bosniaco Alajbegović pennella un cross perfetto per la testa di Randal Kolo Muani, che anticipa i difensori e firma l'1-1, sbloccando finalmente il suo digiuno in campionato.
Nel finale l'attaccante francese sfiora addirittura il colpo del KO, ma la sua conclusione si stampa violentemente sulla traversa.
Il match si chiude in un clima di altissima tensione: dopo il triplice fischio, l'arbitro espelle entrambi gli allenatori, Spalletti e Pisacane, specchio del grande nervosismo in campo e di una gara vissuta ad alta intensità.
Per la squadra di Spalletti si tratta di un mezzo passo falso, i bianconeri scivolano a cinque lunghezze dalla vetta e mostrano ancora una preoccupante mancanza di cinismo negli ultimi sedici metri, oltre a una fluidità di manovra che fatica a decollare.
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J-TACTICS (S09 E03)
2026/09/24
Juventus-Atalanta 2-0: Spalletti ritrova la quadra, Sarri sprofonda nella crisi.
Il verdetto dello Stadium parla chiaro: la Juventus è viva, solida e sa come rialzarsi dopo un passo falso, mentre l’Atalanta sembra aver smarrito la propria identità, incassando la terza sconfitta consecutiva in questo avvio di campionato.
Il 2-0 finale fotografa perfettamente una partita in cui i bianconeri hanno mostrato maggiore ferocia agonistica e una spiccata lucidità tattica, mentre i bergamaschi sono apparsi sterili e privi di reazione.
Dopo lo scivolone contro il Sassuolo, Luciano Spalletti chiedeva una risposta di carattere e l'ha ottenuta.
La Juventus si è presentata in campo con un piglio aggressivo, trascinata dalla fisicità di Kolo Muani e dalla spinta costante sulle fasce.
La chiave di volta del primo tempo arriva al 28': una splendida combinazione orchestrata da Celik libera Francisco Conceição, che infila Carnesecchi e sblocca il match.
Il gol del vantaggio certifica la superiorità territoriale dei padroni di casa, capaci di soffocare sul nascere ogni tentativo di costruzione degli orobici.
Nella ripresa ci si aspettava la scossa da parte dell'Atalanta.
Spalletti rinforza il centrocampo inserendo Sarr per Alajbegovic nel tentativo di dare più peso e solidità in mediana.
Al 77' cala il sipario sull'incontro: sugli sviluppi di un'azione insistita, il subentrato Zhegrova pennella un pallone perfetto per Bremer, che di testa firma il raddoppio e fa esplodere lo Stadium.
Nel finale c'è spazio solo per un miracolo di Carnesecchi che nega a un monumentale Kolo Muani, migliore in campo, la gioia del 3-0.
Con questo successo la Juventus sale a 10 punti, portandosi a ridosso della vetta e dimostrando di avere le carte in regola per lottare stabilmente per le posizioni di vertice, nonostante la battuta d'arresto del Mapei Stadium.
Spalletti e i tifosi possono godersi, durante la lunga pausa per la nazionale, una squadra che ha ritrovato compattezza e cinismo.
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J-TACTICS (S09 E02)
2026/09/17
Follia al Mapei Stadium: la Juve perde la bussola (e l'equilibrio).
Vince il Sassuolo 3-2.
La prima caduta stagionale della Juventus di Luciano Spalletti arriva nel modo più doloroso, inaspettato e caotico possibile.
Il 3-2 finale a favore del Sassuolo non è solo il verdetto di una partita incredibile decisa al 94' dall'ex Adzic, ma rappresenta anche un vistoso campanello d'allarme sulla gestione dei momenti chiave e sulla tenuta difensiva della squadra bianconera.
La Juventus ha mostrato due volti radicalmente opposti all'interno degli stessi novanta minuti.
Se da un lato va premiata la straordinaria forza di volontà nel reagire allo svantaggio iniziale, trascinata da un Edon Zhegrova in stato di grazia, autore di una doppietta, dall'altro è impossibile ignorare i blackout che hanno condizionato la gara.
Dopo aver agguantato il 2-2 in pieno recupero, una squadra matura avrebbe dovuto blindare il punto o gestire l'assalto finale con lucidità.
I bianconeri invece, hanno staccato la spina a livello mentale, concedendo il fianco alle ripartenze letali del Sassuolo e palesando una fragilità difensiva che non si vedeva da tempo.
Nel post-partita, le analisi si sono inevitabilmente concentrate sulla gestione tattica di Mister Spalletti.
Il tecnico toscano è finito sul banco degli imputati principalmente per una gestione dei cambi e delle fasi calde che ha letteralmente spaccato in due la squadra.
Mancanza di equilibrio tattico: come ammesso dallo stesso allenatore ai microfoni di Sky Sport, la Juventus ha peccato di presunzione e foga.
Nel tentativo disperato di ribaltare il match, la squadra si è riversata in avanti con troppi uomini (fino a otto elementi in fase offensiva), lasciando la retroguardia completamente scoperta e in parità numerica.
Il caso Kolo Muani: ha fatto discutere anche la scarsa concretezza nella manovra offensiva e il mancato supporto alla prima punta.
Spalletti ha sottolineato la necessità di sfruttare meglio le sponde del centravanti per ripulire i palloni e far salire i centrocampisti, una soluzione praticamente mai vista al Mapei Stadium.
La lezione da imparare: rimanere in equilibrio e accontentarsi del pareggio sarebbe stata la scelta più comoda.
La ricerca ossessiva della vittoria è una mentalità da grande squadra che Spalletti difende, ma che in fin dei conti non si è assolutamente vista, e l'eccesso di foga ha finito per esporre la Juventus a una transizione difensiva disastrosa.
Una sconfitta sanguinosa che allontana i bianconeri dalla vetta della classifica e obbliga l'ambiente a un immediato esame di coscienza.
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J-TACTICS (S09 E01)
2026/09/10
Prima puntata della nona stagione di J-TACTICS, la rubrica di radiomegliodiniente.com dedicata alla vecchia signora bianconera.
Focus sul momento vissuto in casa bianconera.
La Rivoluzione della ennesima nuova Juventus tra conti blindati e primi esami sul campo.
Il sipario sulla prima tranche della stagione calcistica si è ufficialmente alzato, delineando il profilo di una Juventus radicalmente trasformata.
La chiusura del calciomercato estivo e il completamento delle prime tre giornate di campionato offrono il primo vero bilancio strutturale dell'era guidata in panchina da Luciano Spalletti e sul piano gestionale dal direttore sportivo.
Una strategia chiara: tagliare con il passato, sposare la linea verde e blindare le casse del club senza rinunciare alla competitività.
I dati economico-sportivi, analizzati dalle principali testate finanziarie come Calcio e Finanza, confermano una gestione votata alla sostenibilità finanziaria in linea con le rigide regole UEFA.
A fronte di investimenti pesanti sul fronte acquisti (che toccano quota 148,9 milioni di euro, inclusi riscatti di peso come quello di Openda), la dirigenza bianconera è riuscita a compensare i costi in modo chirurgico.
Grazie a cessioni dirette per 26,5 milioni di euro e, soprattutto, a un drastico abbattimento del monte ingaggi e degli ammortamenti complessivi, l’impatto reale sul conto economico della sessione estiva si è fermato a un passivo minimo di appena -5,29 milioni di euro.
Il ringiovanimento programmato della rosa (con innesti sotto i 26 anni) ha alleggerito il bilancio futuro, anche se gli esperti avvertono: le plusvalenze per i prossimi esercizi sono ridotte ai minimi termini, lasciando ipotizzare la necessità di un'importante cessione entro giugno 2027 per mantenere i conti in perfetto equilibrio.
Se i conti sorridono ai revisori, il terreno di gioco ha finora restituito una Juventus solida ma non priva di elementi di sfortuna.
Nelle prime tre giornate la squadra ha raccolto 7 punti in classifica, posizionandosi nelle zone nobili del campionato.
L'avvio è stato promettente, grazie ai successi consecutivi contro il Frosinone (1-0 fuori casa) e all'Allianz Stadium contro il Parma (2-0).
Il primo rallentamento stagionale è arrivato alla terza giornata con l'1-1 casalingo contro il Milan, agguantato in extremis grazie alla zampata nel recupero di Federico Gatti.
A preoccupare Spalletti, tuttavia, non è l'espressione di gioco ma l'incredibile emergenza infortuni: ben 9 stop fisici registrati in appena 270 minuti di gioco effettivi.
Questa eccezionale fragilità strutturale ha limitato le rotazioni e frenato l'incisività offensiva.
La squadra produce una notevole mole di gioco ma palesa ancora difficoltà nel finalizzare le occasioni create.
Il verdetto di inizio settembre è chiaro: la base economica è solida e la squadra ha un'identità forte, ma la Juventus dovrà ritrovare al più presto i suoi pezzi pregiati e un maggiore cinismo sotto porta per confermare le proprie ambizioni di vertice.
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J-TACTICS (S08 E31)
2026/05/28
Trentunesima ed ultima puntata dell'ottava stagione di J-TACTICS, la rubrica di radiomegliodiniente.com dedicata alla vecchia signora bianconera.
Focus sul derby della Mole di domenica sera, ultima fatica per i bianconeri in questa travagliata stagione.
La Juventus pareggia il derby in casa del Torino, la doppietta di Vlahovic non serve a nulla, i bianconeri hanno buttato le chance per un posto tra le prime quattro nei match casalinghi contro Verona e Fiorentina, si fanno quindi riprendere dai granata nel finale con Casadei e Adams, tutto ciò in una serata segnata anche dal caos fuori dallo stadio e dal lungo ritardo prima del fischio d’inizio.
Nel post partita, il tecnico juventino non ha nascosto la delusione ai microfoni di Sky.
“Io sono l'allenatore e devo analizzare quello che è successo. Chiaro che i risultati delle altre possono avere influito, perché chiedevano tutti quello all'intervallo quando siamo rientrati negli spogliatoi. Però qua si vede il carattere delle persone, non è la stessa cosa avere due punti in più o in meno e non è nemmeno la stessa cosa cambiare perché si riceve un risultato da un'altra parte. Dobbiamo fare una crescita sotto questo punto di vista”...Spalletti ha poi insistito sul tema della personalità, ritenendolo decisivo nei momenti delicati della stagione: “La differenza la fa sempre il carattere delle persone. Le personalità e il carattere a volte si mettono d'accordo, ma il cartattere di chi non sta ad ascoltare niente e nessuno e insegue il suo obiettivo sempre fa la differenza..."
Tranchant il pensiero del tecnico di Certaldo: “Senza carattere non sei da Juventus, servono giocatori che alzino il livello”.
La stagione 25/26 è stata una delle più travagliate e tormentate della recente storia bianconera.
Due allenatori, un attacco sterile, pochi gol e soprattutto l'umiliante 6° posto in classifica, fuori dopo ben 14 anni dalla Champions League, con tutto ciò che comporta in termini di mancati guadagni e perdita di appeal per la vecchia signora bianconera.
Come se non bastasse oltre i problemi sul campo che hanno appunto decretato l'esclusione dalla prossima Champions, l'ambito societario non fa dormire sonni tranquilli ai tifosi bianconeri.
Le recenti tensioni tra il tecnico Spalletti e l'AD francese Damien Comolli non sono sicuramente un buon biglietto da visita per programmare la prossima stagione.
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J-TACTICS (S08 E30)
2026/05/21
Trentesima puntata dell'ottava stagione di J-TACTICS, la rubrica di radiomegliodiniente.com dedicata alla vecchia signora bianconera.
Focus sul match di domenica all'ora di pranzo, il cd. Lunch match, andato in scena allo Stadium tra i padroni di casa bianconeri e gli acerrimi rivali viola della Fiorentina.
Un KO secco, sconcertante, senza storia e soprattutto inatteso contro una Fiorentina oramai salva da settimane e che ha lottato tutta la stagione nei bassifondi della classifica.
Un 2-0 in favore degli ospiti amaro, amarissimo che apre scenari inattesi per tutti Spalletti e dirigenza compresa.
La debacle contro la Fiorentina ha fatto scivolare i bianconeri dal terzo al sesto posto e ha trasformato la qualificazione alla prossima Champions League in una chimera.
Alla Continassa pare essere arrivato il momento della resa dei conti.
Luciano Spalletti, arrivato al posto di Tudor sembrava avesse rimesso in piedi la stagione e la squadra.
Il tecnico toscano ha invece assistito impotente ad un crollo fisico e soprattutto mentale per effetto del quale la sua squadra si è sciolta come neve al sole nelle ultime due partite.
Prima il pareggio scialbo con il Verona già retrocesso, poi l'inspiegabile sconfitta con la Fiorentina già tranquilla per la salvezza raggiunta.
Due sconfitte, intervallate dalla parentesi vittoriosa in casa del Lecce, in cui la Juve aveva dato comunque l'impressione di essere fragile e non in grado di reggere il peso della pressione.
Spalletti si è preso pubblicamente una parte di responsabilità per non essere riuscito a preparare mentalmente la squadra a una partita così importante e decisiva come era quella contro gli uomini di Vanoli.
Secondo quanto riportato da La Stampa, il tecnico di Certaldo starebbe persino meditando le dimissioni, soprattutto se anche il derby della Mole all'ultima giornata dovesse confermare il crollo caratteriale visto contro la Fiorentina.
Spalletti si interroga giustamente sul rapporto con il gruppo che lui pensava di aver cementato.
Pensava di aver creato una base su cui lavorare per il futuro, di aver trasmesso la sua idea di calcio.
Il tracollo di domenica invece, è stato un brutto risveglio.
Non solo vento di burrasca in campo, ma anche fuori dal rettangolo verde le cose non vanno meglio.
Il rapporto tra Spalletti e Damien Comolli non proprio idilliaco.
L'amore tra loro non è mai davvero sbocciato (a dir la verità non solo con lui) dove il mercato è diventato il principale motivo di attrito.
Si vocifera che il tecnico toscano avrebbe voluto un attaccante a gennaio per coprire l'assenza di Dusan Vlahovic, richiesta disattesa dal dirigente francese.
La posizione di Comolli appare sempre più fragile.
L'amministratore delegato francese era stato scelto per avviare un progetto moderno, basato su dati, metodo e controllo dei costi.
Ma i risultati stagionali sono stati a dir poco pessimi.
Anche lontano dalla scrivania Damien ha i suoi problemi, i rapporti con lo spogliatoio infatti non sarebbero dei migliori.
Dopo la sconfitta con la Fiorentina, il suo intervento davanti alla squadra si sarebbe limitato ad una frase non proprio conciliante: "Inutile sprecare tante parole: se i risultati sono questi, non ho altro da dirvi", le parole dell'amministratore delegato.
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J-TACTICS (S08 E29)
2026/05/14
Ventinovesima puntata dell'ottava stagione di J-TACTICS, la rubrica di radiomegliodiniente.com dedicata alla vecchia signora bianconera.
Focus sul match di sabato pomeriggio andato in scena allo stadio Via del Mare tra i padroni di casa giallorossi e i bianconeri.
Un lampo del redivivo Vlahovic dopo una manciata di secondi, basta e avanza, 1-0 il risultato finale.
La Juventus vince a Lecce, unico risultato utile per gli uomini di Spalletti e mette un altro tassello per la qualificazione alla prossima Champions League.
Ai bianconeri, come detto, basta il gol di Dusan Vlahovic dopo appena 12 secondi di gioco per battere il Lecce al Via del Mare e salire a quota 68 punti in classifica, scavalcando il Milan al terzo posto, inseguono la Roma ad un solo punto (come il Milan stesso) e il Como a 3.
Pur non avendo ancora la certezza della qualificazione matematica, la vittoria in terra pugliese della squadra di Spalletti è pesantissima.
Dopo il sanguinoso pareggio con il Verona già retrocesso, la Juve non poteva permettersi un altro errore.
Come spesso accaduto quest'anno la vecchia signora ha vinto senza brillare, lasciando pericolosamente la partita aperta fino alla fine, prendendosi comunque pur faticosamente tre punti che possono valere una stagione.
Un match, quello del Via del Mare, deciso praticamente al primo pallone giocato.
Azione d'avvio della Juve, palla portata nella metà campo leccese cross di Cambiaso e il serbo Vlahovic si fa trovare pronto, controlla e poi calcia sotto la traversa.
Un vantaggio fulmineo, che ha indirizzato subito la partita e costretto i padroni di casa a inseguire per tutta la serata.
La Juventus ha avuto a dir la verità, anche le occasioni per chiudere prima i giochi.
Nella ripresa sono stati annullati ben due gol: uno a Dusan per fuorigioco e uno a Kalulu dopo revisione al VAR, per effetto della posizione di Vlahovic stesso.
Episodi che hanno tenuto aperta la partita e vivo il Lecce, costringendo i bianconeri a difendere, non senza qualche patema d'animo, fino all'ultimo un vantaggio risicato.
Il Lecce coinvolto ancora nella lotta salvezza con la Cremonese, ha provato a pareggiare i conti.
Alla Juve è bastato, pur con fatica e qualche brivido finale, il gol in avvio di gara.
Non una vittoria brillante, come detto, ma una vittoria concreta, arrivata nella serata in cui sbagliare come con il Verona la settimana precedente sarebbe stata l'apocalisse.
Con questo successo la Juventus sale a 68 punti, davanti al Milan a 67, alla Roma a 67 anch'essa e al Como a 65.
La Champions non è ancora certa per gli uomini di Spalletti, ma dopo Lecce un altro passo è stato fatto.
Ora testa al mai banale match con gli acerrimi rivali viola della Fiorentina tra le mura amiche dello Stadium.
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J-TACTICS (S08 E28)
2026/05/07
Ventottesima puntata dell'ottava stagione di J-TACTICS, la rubrica di radiomegliodiniente.com dedicata alla vecchia signora bianconera.
Focus sul match di domenica andato in scena all'Allianz Stadium tra i padroni di casa bianconeri e i gialloblù scaligeri.
Un match che per gli uomini di Spalletti è un'altra finale da qui alla fine del campionato per raggiungere il traguardo di un posto in Champions League.
I bianconeri frenano con un inaspettato pareggio in casa e una corsa Champions che sembrava oramai chiusa, si riapre soprattutto alla luce della vittoria della Roma con la Fiorentina, ora ad un solo punto di distanza e anche il Como può sperare a sole 3 lunghezze dai bianconeri.
C'è voluto un gol di Dusan Vlahovic su punizione affinché la Juve riuscisse a pareggiare contro il Verona già retrocesso.
È finita 1-1, un mezzo passo falso che fa sperare le dirette avversarie ancora in lotta per il 4° posto.
Dopo ben 179 giorni dall'ultima rete, quella realizzata su punizione dall'attaccante serbo vale il pareggio e un punto misero.
Poca cosa rispetto alle aspettative della vigilia del match.
Quello che succede allo Stadium è esattamente ciò che non ci si aspetta.
Il vantaggio degli ospiti sembra uno scherzo di un copione che doveva andare diversamente, la classica beffa del Dio del calcio.
La rete del gialloblù Bowe è arrivata alla prima vera azione, al primo vero tiro effettuato dal Verona.
Un episodio inaspettato che spariglia le carte, il possesso palla dell'80% a favore dei bianconeri, la traversa di Bremer, gli scatti di Yildiz, i soliti dribbling di Conceiçao e via così.
Spalletti, forse fiutando il pericolo aveva, a pochi istanti dal fischio d'inizio, parlato di "consapevolezza della posta in palio che ci si va a giocare".
E ciò che si è visto in campo conferma effettivamente tutti i timori del tecnico.
L'errore commesso in fase di disimpegno che spalanca la porta a Bowe dimostra ampiamente la poca consapevolezza dei suoi uomini.
Ossia la consapevolezza che da un lato c'è una squadra già retrocessa in Serie B, che nulla ha più da chiedere al campionato e sta senza pensieri, dall'altro una formazione che di pensieri ne ha e ne deve avere, perché il posto Champions non è ancora al sicuro considerato il margine ancora colmabile da parte del Como, che ha pareggiato 0-0 in casa col Napoli, e dalla Roma che poi avrebbe vinto agilmente con la Fiorentina.
Lecce e Torino fuori casa, in mezzo c'è la Fiorentina allo Stadium, questi i prossimi ostacoli in calendario che la Juventus dovrà affrontare e superare per garantirsi di ritornare a sentire la musichetta della Champions che vale prestigio, soldi e sogni dei tifosi.
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J-TACTICS (S08 E27)
2026/04/30
Ventisettesima puntata dell'ottava stagione di J-TACTICS, la rubrica di radiomegliodiniente.com dedicata alla vecchia signora bianconera.
Focus sul posticipo di domenica andato in scena al Giuseppe Meazza di Milano tra i padroni di casa rossoneri dell'ex Allegri e i bianconeri guidati da mister Spalletti.
Tra Milan e Juventus vince la paura di perdere.
A San Siro finisce con un piatto 0-0 una match dal forte valore ai fini della corsa Champions.
Partita importante, come detto, ma sicuramente non bella per ciò che si è visto in campo.
Allegri e Spalletti si annullano a vicenda e si dividono la posta in palio, un punto a testa che non cambia tanto ma evita guai peggiori in caso di una sconfitta.
Gli ospiti hanno provato a fare la partita, cercando di tenere il pallone e costruire con pazienza.
Gli uomini di Allegri invece, hanno fatto una gara restando più bassi, affidandosi soprattutto alle ripartenze di Leao e Pulisic.
Il risultato è stato una sfida bloccata, con pochi spazi, pochi rischi da ambo le parti dove si percepiva che nessuna delle due volesse davvero affondare il colpo.
Primo tempo di marca più bianconera.
La Juventus infatti prova a muovere il pallone con più continuità, ma fatica a trovare spazi negli ultimi metri.
Il Milan si abbassa, aspetta, prova a recuperare e ripartire in contropiede appena si apre il campo, come da buona tradizione allegriana.
Tra i due allenatori è sicuramente Spalletti a cercare di dare un'impronta alla gara.
L'episodio più importante fino a quel momento è il gol annullato a Thuram, che aveva insaccato dopo l'iniziativa di Conceicao.
Il fuorigioco ristabilisce la parità e testimonia comunque una Juve più viva rispetto ai padroni di casa.
Dall'altra parte il Milan costruisce poco, ma risulta pericoloso quando trova campo aperto.
Nella seconda frazione di gioco la partita non cambia sostanzialmente.
Così come l'aveva avuta la Juventus nel primo tempo con Thuram, il Milan ha un'occasione d'oro con Saelemaekers, che colpisce la traversa dopo una ripartenza di Leao.
È il momento in cui la tattica di Allegri sembra poter dare i suoi frutti, ma il pallone non entra.
La Juve continua a cercare una manovra propositiva, il Milan resta attendista aspettando l'occasione giusta.
Nessuna delle due squadre però riesce a incidere davvero negli ultimi venti metri.
Il pareggio di San Siro non entusiasma, ma pesa per entrambe.
Per il Milan è un punto utile per blindare la zona Champions con il +6 sul quinto posto a quattro giornate dal termine del campionato.
Per la Juventus è un risultato che allunga la striscia positiva e permette di uscire da uno scontro diretto senza danni e con ancora tre punti di vantaggio sulle immediate inseguitrici Roma e Como.
Allegri e Spalletti portano a casa un punto ma non osano.
A San Siro non vince nessuno, soprattutto perché nessuno probabilmente ha voluto davvero rischiare di perdere.
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J-TACTICS (S08 E26)
2026/04/23
Ventiseiesima puntata dell'ottava stagione di J-TACTICS, la rubrica di radiomegliodiniente.com dedicata alla vecchia signora bianconera.
Focus sul posticipo di domenica andato in scena all'Allianz Stadium tra i padroni di casa bianconeri e i felsinei di Mister Italiano.
Un match che per gli uomini di Spalletti è un'altra finale da qui alla fine del campionato per raggiungere il traguardo di un posto in Champions League.
La Juventus batte il Bologna, 2-0, in gol David e Thruam,
Un risultato che mette una seria ipoteca sul piazzamento che vale la partecipazione alla prossima edizione della Champions League.
La classifica adesso vede i bianconeri al quarto posto, addirittura a +5 sul Como (sconfitto dal Sassuolo) e a -3 dal Napoli (ko clamorosamente in casa con la Lazio) e dal Milan (che fa il suo dovere vincendo a Verona) e che affronterà nel prossimo turno di campionato a San Siro.
E visto il distacco minimo tra le due squadre, appena 3 punti, è lecito pensare che quella di Milano sarà una anche una sorta di sfida-spareggio per prendersi il secondo posto.
La vecchia signora eventualmente, con una vittoria in casa del Milan riuscirebbe a raddrizzare una stagione nata malissimo, e sarebbe un ulteriore testimonianza della bontà del lavoro fatto dal tecnico toscano.
Ritornando al match con il Bologna, si può tranquillamente dire che è stato a senso unico, con gli ospiti che si sono visti solo ad intermittenza.
I bianconeri hanno anche il rimpianto di non averla chiusa con uno score maggiore di gol data la gran mole di gioco e di azioni create, soprattutto nel primo tempo dove avrebbero meritato di essere sul 3-0 dopo i primi venti di minuti di gioco.
Partenza a razzo, ritmi alti, forte intensità di gioco sono stati i tre elementi che hanno contraddistinto l'avvio di gara bianconero e che hanno messo il Bologna, svuotato mentalmente e fisicamente dalla sfida di Europa League contro l'Aston Villa, alle corde.
Orsolini è uno dei più attivi, Rowe non è molto fortunato e centra in pieno il palo.
La pericolosità del Bologna si ferma qui.
C'è fame di punti in casa bianconera.
La Juve è lì, a un passo dal secondo posto.
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J-TACTICS (S08 E25)
2026/04/16
Venticinquesima puntata dell'ottava stagione di J-TACTICS, la rubrica di radiomegliodiniente.com dedicata alla vecchia signora bianconera.
Focus sul posticipo di sabato andato in scena alla New Balance Arena di Bergamo, tra i padroni di casa orobici e la vecchia signora bianconera.
1-0 per gli uomini di Spalletti che si regalano il 4° posto in classifica.
La Juventus vince in casa dell'Atalanta uno scontro diretto per l'ultimo posto utile per la prossima Champions League, decide un gol di Boga all'inizio della ripresa.
Il match di Bergamo è stato praticamente per quasi tutto il primo tempo un monologo degli uomini di Mister Palladino con svariate occasioni create, mancando però sempre la zampata decisiva per andare in vantaggio, come ad esempio il palo di Scalvini e un paio di occasioni non sfruttate bene da Zalewski e Krstovic.
All'inizio del secondo tempo, la Juventus si sveglia dal torpore.
Manovra insistita dei bianconeri da destra, prima Conceiçao e poi Holm mettono in mezzo due palloni insidiosi ma sul secondo c'è un malinteso tra Carnesecchi e la difesa, la palla finisce a Boga che praticamente a porta vuota la mette dentro.
Disattenzione che costa cara ai nerazzurri bergamaschi, è infatti l'episodio che decide la partita.
Nel finale i padroni di casa provano in tutti i modi a pareggiare ma manca sempre la concretezza in zona gol, l'Atalanta è quasi fuori dalla corsa per il 4° posto mentre la Juve consolida la sua posizione complice la sconfitta del Como con l'Inter e si porta addirittura a -3 dal Milan, sorprendentemente sconfitto dall'Udinese e con lo scontro diretto a San Siro tra due giornate.
Una vittoria oseremo dire "sporca" ma importantissima per la Vecchia Signora, che festeggia così il rinnovo del contratto di Spalletti.
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J-TACTICS (S08 E24)
2026/03/26
Ventiquattresima puntata dell'ottava stagione di J-TACTICS, la rubrica di radiomegliodiniente.com dedicata alla vecchia signora bianconera.
Focus sul posticipo di sabato andato in scena all'Allianz Stadium tra i bianconeri padroni di casa e i ragazzi di Mister Grosso ex di turno.
I bianconeri dovrebbero fare esattamente ciò che è stato fatto con il Pisa prima e con l'Udinese settimana scorsa poi: portare a casa tre punti che valgono oro colato nella corsa al quarto posto.
Sabato sera invece l'impresa non si realizza.
1-1 è il risultato finale, con un rigore parato nel finale a Locatelli.
Un amarissimo pareggio che complica la fondamentale rincorsa a un posto per la prossima Champions League.
La Juventus, come detto, impatta contro il Sassuolo.
Yildiz porta in vantaggio i bianconeri, poi Pinamonti pareggia nella ripresa.
Nel finale Muric sembra un muro invalicabile su Boga e Milik, poi soprattutto para un rigore di Locatelli, calciato non in modo impeccabile, che dal dischetto non riesce a mettere in rete una palla che avrebbe sancito probabilmente la vittoria della sua squadra.
La Juventus aveva chiuso il primo tempo in vantaggio di 1-0.
Buoni i primi '45 di gioco con per gli uomini di Spalletti, squadra arrembante, atleticamente in palla e con le idee ben chiare, a parte l'ultimo passaggio davanti alla porta.
Il gol di Yildiz sblocca quasi subito la partita dei bianconeri che sono stati in grado di dominare totalmente la prima frazione.
Kenan arriva in gol grazie alla prima delle tante discese a destra di Conceicao bravo a servire l'assist basso per il turco che mette la palla in porta.
I padroni di casa vanno ancora vicini al gol con Locatelli e poi anche con Kalulu che dopo l'ennesimo assist di Conceicao da destra sfiora il palo.
Sassuolo che fa quel che può ma non punge, e che si rende pericoloso solo sul finire di tempo quando sugli sviluppi di un calcio d'angolo battuto da Berardi il colpo di testa di Walukiewicz finisce alto sulla traversa.
Il primo tempo si conclude con un gran recupero di Kalulu e il duplice fischio dell'arbitro, squadre a riposo sul punteggio di 1-0.
Nella ripresa il Sassuolo entra in campo in maniera più convinta, la Juve forse meno.
Non a caso i neroverdi trovano anche il pareggio con una bellissima azione.
Volpato fa partire l'azione, scambio con Berardi che da destra la mette in mezzo per Pinamonti che anticipa Bremer e insacca.
Il difensore brasiliano si fa beffare, come accaduto spesso ultimamente, dall'attaccante neroverde.
Spalletti cerca di correre ai ripari tatticamente.
Inverte Boga con Yildiz, il turco va a fare il falso nove mentre l'ex Sassuolo largo a sinistra.
Boga da il meglio di sé con almeno tre occasioni da gol, di cui una parata in maniera pazzesca da Muric dopo il colpo di testa dell'ivoriano.
Spalletti mette l'artiglieria pesante, in campo all'80 insieme Milik e Vlahovic.
La Juventus spinge e ottiene un calcio di rigore dopo un tocco di braccio di Idzes in area.
Dal dischetto Locatelli ha una palla pesantissima che probabilmente vale la vittoria della sua squadra, ma si fa ipnotizzare da Muric che blocca.
Subito dopo ancora il portiere ospite protagonista, fa un miracolo su Milik che di testa aveva schiacciato la palla a botta sicura.
L'assedio finale non sortisce l'effetto sperato, dopo Pisa e Udinese si interrompe la striscia di vittorie per i bianconeri Finisce 1-1, un pareggio che può avere conseguenze pesanti sulla rincorsa al 4° posto, con un Como lanciato e in grande fiducia.
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J-TACTICS (S08 E23)
2026/03/19
Ventitreesima puntata dell'ottava stagione di J-TACTICS, la rubrica di radiomegliodiniente.com dedicata alla vecchia signora bianconera.
Focus sul posticipo di sabato andato in scena al Bluenergy Stadium tra i bianconeri friulani padroni di casa e i ragazzi di Mister Spalletti ex di turno.
I bianconeri fanno esattamente quel che devono in Friuli: portare a casa te punti che valgono oro colato nella corsa al quarto posto.
1-0 per la vecchia signora è il risultato finale.
I bianconeri ballano sulle punte, dei piedi di Kenan Yildiz che da fine ricamatore di gioco cuce all'uncinetto l'assist che mette prima in condizione Boga di far gol il terzo in tre partite e poi innesca Conceiçao.
Il portoghese segna ma la gioia svanisce quasi subito, c'è una posizione di fuorigioco attivo di Koopmeiners che inficia tutto, così dicono in sala VAR, che tanto per cambiare interpreta il regolamento in modo un pò fantasioso quando la protagonista è la Juventus.
Yildiz ci aveva messo ancora una volta lo zampino, come fatto in ogni azione saliente della partita giocata in Friuli.
Nove reti e sette assist per il turco in campionato fino ad oggi, pupillo di Spalletti.
Il tecnico, in assenza di un "nove" vero si arrangia, e bene, estraendo conigli dal cilindro.
A centrocampo, settore nevralgico e molto spesso deficitario quest'anno, Thuram non ce la fa e deve uscire, tocca a Koopmeiners che prende possesso della mediana.
L'Udinese resta in partita ma non trova mai l'occasione giusta per strappare il pareggio.
Inevitabilmente si scopre e viene infilzata spesso da Yildiz che fa quel che gli pare palla al piede.
Nel tentativo di pareggiare i conti, tira un sospiro di sollievo quando l'arbitro, Mariani, cancella lo 0-2 per i bianconeri.
Zaniolo è uno degli uomini più pericolosi dei friulani, ma non basta e come detto, il pareggio non arriva.
La Juve può respirare l'aria fresca e dorata di un posto in Champions, che dista un solo punto, superando in classifica la Roma sconfitta dal Como nello scontro diretto.
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J-TACTICS (08 E22)
2026/03/12
Ventiduesima puntata dell'ottava stagione di J-TACTICS, la rubrica di radiomegliodiniente.com dedicata alla vecchia signora bianconera.
Focus sul posticipo di sabato andato in scena all'Allianz Stadium tra i bianconeri padroni di casa e i nerazzurri toscani del Pisa.
Match facile sulla carta, da vincere assolutamente per non perdere ulteriore terreno nella rincorsa alle 4° posto in classifica.
La Juventus batte il Pisa con un rotondo 4-0, a segno nell'ordine: Cambiaso, Thuram, Yildiz e Boga nella ripresa.
La vecchia signora sale a 50 punti e complice la battuta d'arresto della Roma a Genova, accorcia le distanze dal tanto agognato 4° posto.
Serviva una vittoria per il piazzamento che porta in dote i soldi della prossima Champions League.
È vittoria è stata, dilagante si, ma solo nella ripresa quando finalmente le resistenze degli ospiti hanno ceduto.
Una volta in svantaggio, il Pisa non è riuscita a contenere l'ondata della Juventus, come era riuscita a fare egregiamente fino a quel momento.
Tra gli uomini di Spalletti e i toscani ci sono la bellezza di 32 punti di differenza.
Eppure, in campo, almeno nella prima frazione di gioco questi numeri hanno contato poco.
Innanzitutto per la poca iniziale convinzione dei bianconeri, che parevano quasi non avere voglia; poi perché la formazione ospite se la gioca al meglio delle possibilità.
Il Pisa infatti non si limita a difendere, non alza le barricate che si sono viste ad esempio a Cagliari, non si lascia assediare, né lascia il possesso palla solo in favore della Juve.
La squadra di Hiljemark si mette in mostra per capacità di reggere il confronto con i padroni di casa almeno dal punto di vista mentale e dell'approccio a un match che sulla carta sembra condannarli.
Almeno per tutta la prima frazione i pisani riescono a difendersi con ordine, a non soffrire e a far girare bene palla creando qualche spavento dalle parti di Perin.
La Juve dal canto suo fatica a carburare e pare non molto propositiva, quasi che stesse prendendo sotto gamba l'avversario.
I bianconeri vanno a fiammate, ma manca sempre qualcosa, tipo la posizione calcolata male, il guizzo decisivo ecc.
In definitiva manca ciò che è necessario per metterla dentro.
Ci riesce (finalmente) nella ripresa grazie a un numero di Yildiz estratto dal cilindro.
È Conceiçao ad iniziare l'azione, il portoghese innesca il turco che, dal fondo, piazza sul secondo palo.
Cambiaso deve solo spingerla in porta.
E non sbaglia.
Poi tocca a Thuram siglare il raddoppio.
Il tris porta la firma di Kenan Yildiz.
L'ultima zampata infine è del subentrante Boga.
Vittoria forse un pò sofferta ma estremamente importante per continuare a cullare sogni Champions.
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5 out of 5
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★★★★★
cbcivical 2020/08/29
Molto bello!
Il preambolo cinematografico è cosa originale e fatta con sapienza, non tanto per....la discussione piacevole con punti di vista diversi, diverse pers...