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This podcast has
17 episodes
Language
ItalianPublisher
BastaBugieExplicit
No
Date created
2020/04/06
Latest episode
2023/06/13
Average duration
11 min.
Release period
126 days
Description
"Chi scandalizza anche uno solo di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da asino, e fosse gettato negli abissi del mare" (Matteo 18,6)
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I social come Instagram favoriscono la pedofilia
2023/06/13
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7441
I SOCIAL COME INSTAGRAM FAVORISCONO LA PEDOFILIA di Manuela Antonacci
Un'indagine condotta dal Wall Street Journal con le università di Stanford e Amherst ha fatto emergere un dato piuttosto inquietante legato ad Instagram. Questo social avrebbe consentito agli utenti di cercare hashtag relativi ad abusi sessuali su minori, tramite termini espliciti come #pedowhore, #preteensex, #pedobait (già rimossi) utili a mettersi in contatto con profili destinati esplicitamente alla vendita di contenuti pedopornografici: da video di autolesionismo alle foto di atti sessuali con animali, fino alla possibilità di incontrare il minore dal vivo: tutto a scopo di lucro. Non è tutto.
I ricercatori che hanno partecipato all'indagine hanno notato che, dopo avere visionato solo uno dei profili appartenenti alla rete, l'algoritmo di Instagram ne ha immediatamente consigliati di nuovi, inclusi gli account che si occupano, appunto, della compravendita di contenuti illegali. Da parte sua Meta, la società di Mark Zuckerberg, contattata dal giornale ha risposto di aver «istituito una task force interna per indagare su questi risultati e risolvere immediatamente il problema». In effetti sarebbero stati disabilitati più di 490.000 account che violavano le politiche sulla sicurezza dei bambini, lo scorso gennaio e sarebbero stati bloccati più di 29.000 dispositivi, tra il 27 maggio e il 2 giugno.
Misure tuttavia non sufficienti, secondo don Fortunato Di Noto, fondatore dell'Associazione Meter che al Timone dice: «Le piattaforme se non vengono, moderate, controllate e filtrate diventano i luoghi principe per l'adescamento e l'abuso dei minori e il problema è che poi l'online diventa reale». Una contraddizione forte, inoltre don Fortunato, la evidenzia in tutta questa storia: «Io non capisco» - dice - «tutti questi colossi che hanno economia, risorse e potenzialità, come non affrontino in maniera seria queste problematiche che sono delle emergenze globali». La superficialità nel confrontarsi con il problema della pedofilia online, secondo don Di Noto, consiste nel fatto che ci si limiti a rimuovere i contenuti, mentre bisogna «inoltrare alle forze dell'ordine l'identificazione di chi immette questo materiale».
«Diversamente non si risolve nulla perché» - non ha dubbi don Fortunato - «rimuovere non significa risolvere, in quanto non significa contrastare i divulgatori non solo delle immagini gratuite ma anche di chi con questo materiale ci crea un business». Il motivo è semplice, aggiunge don Fortunato «se non verranno identificati dalla polizia continueranno a fare quello che hanno sempre fatto». «Anzi» - sottolinea - «come osservatorio mondiale di Meter noi siamo più che convinti che se non si interviene capillarmente nei confronti di questi criminali non si risolve il problema. Tant'è che come Meter abbiamo prodotto più di 100.000 segnalazioni alle polizie. Tuttavia poi la segnalazione va approfondita, da qualunque parte del mondo provenga».
Come mai allora il problema non viene ancora davvero preso di petto? Don Fortunato non ha dubbi: «Mancano gli investimenti, la buona volontà, la collaborazione internazionale e il senso di responsabilità da parte dei colossi del web che, spesso non traducono la rimozione dei contenuti in segnalazioni concrete, con i nomi degli utenti che diffondono il materiale pedopornografico».
L'autodistruzione del mondo è già iniziata
2023/03/16
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7343
L'AUTODISTRUZIONE DEL MONDO E' GIA' INIZIATA di Mauro Faverzani
«Siamo già nella fase finale della demolizione della cultura e dei valori, in corso da molti anni»: a dirlo a chiare lettere, nel corso di un'intervista rilasciata lo scorso primo marzo all'agenzia InfoCatólica, è Alicia V. Rubio, filologa presso l'Università di Salamanca e docente in una scuola superiore di Madrid.
Sposata e madre di tre figli, Rubio è ricercatrice e scrittrice: è divenuta bersaglio delle lobby Lgbt e dei partiti dell'ultrasinistra, accanitisi contro di lei dopo l'uscita di alcuni suoi libri sull'ideologia gender, mostrandone contraddizioni e conseguenze, tanto personali quanto sociali. È conduttrice di talk show, collabora con diversi programmi radiofonici e televisivi ed è membro dell'Assemblea di Madrid.
Secondo la professoressa Rubio, il motivo per cui si incoraggiano relazioni o pratiche infeconde, è molto chiaro: «L'obiettivo finale è quello di ottenere una drastica riduzione della popolazione, continuando a generare ricchezza per i grandi gruppi di potere, che impongono queste politiche di sterilizzazione». Da qui l'accanirsi contro i più piccoli, con l'aborto e non solo: «I bambini sono il loro grande problema, perché un giorno potranno riprodursi e generare nuovi esseri umani. Il modo per sterilizzarli è separare la sessualità dall'amore e dalla procreazione, renderli incapaci di paternità e maternità, fisicamente e psicologicamente. Dall'aborto alle droghe, dal transessualismo alla pornografia, dalle sessualità alternative alla maternità surrogata, tutto è un enorme business, che trae profitto a scapito dell'innocenza dei nostri figli». Un piano disumano, questo, che mira ad ottenere «individui senza radici, senza principi, perfettamente manipolabili». Per impossessarsi dei minori - delle loro anime, prima ancora che dei loro corpi -, è sufficiente «ingannarli, indottrinarli a nuovi "valori". Vengono educati ad una libertà piena di censure e di violazioni dei diritti di espressione, di pensiero e di culto, la "verità" viene imposta e si impedisce loro di cercarla, la "tolleranza" è, in realtà, un'intransigenza verso chi non si pieghi all'ideologia dominante, la diversità impone l'uniformità in tutto tranne che nella sessualità, l'"uguaglianza" è una struttura piena di disuguaglianze "legali", la giustizia è un compendio di leggi, che parificano crimini e misfatti, che creano reati di opinione e di pensiero». Già piccoli, vengono istituzionalmente sottratti alla protezione dei genitori, contrapponendoli ad essi (si pensi, ad esempio, alla facoltà offerta alle ragazzine di scegliere l'aborto, senza neppure informarne mamma e papà!).
LA PEDOFILIA LEGALIZZATA
Tutto questo genera mostri. Come la pedofilia, verso cui si registra purtroppo una crescente condiscendenza: «Credo che vi siano molti gruppi pedofili potenti - afferma Rubio - che hanno interesse, per ovvie ragioni, alla sua legalizzazione ed al rovesciamento dei valori di questa civiltà. Allo stesso tempo è un modo per distruggere i bambini, per lasciarli traumatizzati senza che possano nemmeno riconoscerlo. È tutto così sinistro e assurdo che, se come società non ci svegliamo in tempo, presto sarà troppo tardi. Se non facciamo nulla per proteggere i nostri figli da tutto questo, meritiamo di scomparire e meritiamo un castigo eterno».
In un contesto come questo, allora, non stupisce che addirittura un ministro spagnolo, quello per l'Uguaglianza, Irene Montero, esponente di Sinistra Unita prima e di Podemos poi, abbia pubblicamente definito, nel settembre scorso, un "diritto" dei bambini «amare e fare sesso con chi vogliano», purché «sulla base del consenso», affermazione peraltro contraria a quanto previsto dal Codice penale e fatta a fronte delle critiche giunte...
Un pedofilo transessuale sconterà la pena nel carcere minorile: vi sembra normale?
2022/02/22
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6911
UN PEDOFILO TRANSESSUALE SCONTERA' LA PENA NEL CARCERE MINORILE: VI SEMBRA NORMALE?
Altre notizie dal mondo gay (sempre meno gaio): Netflix celebra l'utero in affitto, adolescenti raccolgono fondi online per pagarsi il cambio di sesso, i cioccolatini M&M's si colorano di gender fluid
di Luca Volontè
Un uomo transgender di 26 anni che ha aggredito sessualmente una ragazza sconterà la sua pena in un centro di detenzione minorile perché non aveva ancora 18 anni al momento del reato. Questa la scioccante decisione presa da un giudice della California nei giorni scorsi: un adulto maschio vestito da donna in un carcere minorile.
Hannah Tubbs aveva 17 anni quando ha aggredito una bambina di 10 anni nel bagno di un fast-food vicino a Los Angeles. I fatti risalgono al 2014, ma è stato accusato solo l'anno scorso. Il giudice Mario Barrera ha ritenuto di non avere altra scelta che condannarlo a due anni di carcere, ma in una struttura giovanile, incurante delle violenze che un adulto maschio ventiseienne, per di più pedofilo, possa ora compiere tra detenuti minori di età.
Secondo il Los Angeles Times, il procuratore distrettuale della California Gascon era anche preoccupato per il destino di Hannah Tubbs in una prigione tradizionale come 'donna transgender'. Il giudice ha dunque basato la sua decisione sull'età dell'imputato al momento del crimine, ma soprattutto - cosa che ci sembra assurda - sulla sua identità di genere.
Nota di BastaBugie: ecco altre notizie sul "gaio" mondo gay... sempre meno gaio.
NETFLIX CELEBRA L'UTERO IN AFFITTO
L'ondata mediatica in salsa arcobaleno sembra davvero inarrestabile. E lo è stata anche durante la scorsa settimana, sulla Rai, nel pieno delle pubblicità trasmesse nel corso del Festival di Sanremo.
Lo scorso 3 febbraio, infatti, poco prima della mezzanotte, sul primo canale della tv pubblica di Stato è andato in onda il trailer di un film targato Netflix, dal titolo "Il Filo Invisibile'. La pellicola, di Marco Puccioni e Luca De Bei, ha come protagonisti una coppia di uomini che hanno avuto un bambino grazie al ricorso all'utero in affitto e, come viene dichiaratamente espresso anche nello stesso trailer, il film fa passare un messaggio "positivo' nel far uso di questa abominevole pratica.
Una storia, dunque, che vorrebbe normalizzare una pratica moralmente, e in Italia legalmente, illecita. La nascita del protagonista - che è anche colui che racconta la storia - viene affrontata infatti come un "dettaglio' totalmente positivo, senza risvolti morali dubbi, mentre il resto del film si concentra sulla crisi di coppia dei "genitori' del ragazzo e sulla sua scoperta dell'amore.
Ma c'è un altro aspetto, ancor più grave e pericoloso: il fatto che la vicenda sia narrata proprio dal ragazzo, "figlio' dei due uomini, come se egli fosse un "dono' per i due uomini e non la vittima di una pratica barbara che sfrutta le donne e il loro corpo. Si mette dunque negli occhi e nella bocca di un ragazzino un vero e proprio spot pro utero in affitto e pro adozioni per le coppie formate da due persone dello stesso sesso.
Insomma, ancora una volta l'ideologia Lgbt viene presentata come una realtà ormai consolidata, legittima e capace di sdoganare anche ciò che è un reato.
(Manuela Antonacci, Provita & Famiglia, 7 febbraio 2022)
ADOLESCENTI RACCOLGONO FONDI ONLINE PER PAGARSI IL CAMBIO DI SESSO
In questi giorni è emerso che diversi giovani che hanno una qualche forma di disforia di genere stanno raccogliendo soldi online per poter pagare gli ormoni sessuali incrociati e gli interventi chirurgici irreversibili per il cambio di sesso.
Il Daily Mail ha infatti riportato che centinaia di adolescenti stanno raccogliendo ingenti somme di denaro attraverso campagne di crowdfunding...
Scandalo Bibbiano: in arrivo le prime condanne
2021/10/26
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6765
SCANDALO BIBBIANO: IN ARRIVO LE CONDANNE
Chiesti 6 anni per lo psicoterapeuta Claudio Foti in concorso con Federica Anghinolfi: il tribunale emetterà la sentenza per l'orrore dei bambini che venivano tolti illegalmente alla famiglia
di Luca Marcolivio
A Bibbiano e dintorni è andato in scena per anni, il mercimonio dell'infanzia. Il processo, che in queste settimane sta giungendo alla sua fase conclusiva, non sta facendo che confermare le accuse sollevate due anni fa: i bambini venivano strappati alle famiglie non per il loro bene ma per puro business.
La richiesta per i due principali imputati è di sei anni di reclusione per abuso d'ufficio, frode processuale e lesioni gravissime. È quanto emerso durante la requisitoria - durata sette ore - del pm di Reggio Emilia, Valentina Salvi, nei confronti di Claudio Foti, lo psicoterapeuta, direttore scientifico del centro Hansel & Gretel, imputato nel processo "Angeli e demoni" sugli affidi illeciti nei comuni della Val d'Enza.
LE ACCUSE
A più di un anno dal rinvio a giudizio, le sentenze per Foti e per l'altra imputata Beatrice Benati (assistente sociale accusata di violenza privata e tentata violenza privata, che, come lui, ha chiesto il giudizio abbreviato) sono previste per l'11 novembre. Si tratterà dei primi verdetti relativi allo scandalo esploso due anni fa in provincia di Reggio Emilia, ad eccezione dell'assistente sociale rea confessa Cinzia Magnarelli - che, per occasione aveva patteggiato - condannata per falso ideologico e frode processuale. Per gli altri 22 imputati si deciderà se andranno a giudizio o meno.
Le famiglie dei bambini, costituitesi parte civile, hanno chiesto danni provvisionali tra i 5000 e il 50mila euro, oltre al risarcimento. Anche gli enti pubblici coinvolti hanno chiesto i danni: l'Unione Val d'Enza e l'AUSL reggiana esigono 150mila euro di risarcimento ciascuno; la Regione 50mila euro e la pubblicazione della sentenza.
La requisitoria del pm di Reggio Emilia è stata incentrata soprattutto sull'accusa di abuso d'ufficio contestata a Foti, in concorso con il sindaco di Bibbiano, Andrea Carletti, con l'ex responsabile dei servizi sociali, Federica Anghinolfi, e con l'assistente sociale Francesco Monopoli. Per le sue perizie, Foti era riuscito a concordare 135 euro a seduta, praticamente il doppio rispetto alla media di 60-70 euro: una tariffa che, secondo il pm, non sarebbe stata mai approvata in caso di indizione di una gara.
LA FERITA INFLITTA AI BAMBINI E AI LORO GENITORI RIMANE INSANABILE
Foti è anche accusato di aver plagiato una bambina affidata alle sue perizie tra il 2016 e il 2017, «alterandone lo stato psicologico ed emotivo sui fatti oggetto del procedimento», persuadendola, con metodiche «suggestive», di «essere stata abusata sessualmente dal padre». Di conseguenza, la minore aveva iniziato a rifiutarsi di incontrare il padre, che in seguito il Tribunale ha dichiarato decaduto dalla potestà genitoriale. Secondo il pm, lo psicoterapeuta avrebbe agito nella totale consapevolezza dei danni che avrebbe arrecato alla piccola paziente, motivato in primis dai facili guadagni. Lo psicoterapeuta si è difeso, ribadendo di aver agito per il bene della bambina. I suoi avvocati, da parte loro, ne hanno elogiato la presunta professionalità di Foti, il quale, però, nemmeno avrebbe i titoli accademici e formativi per svolgere incarichi così delicati.
La condotta di Foti, dunque, non fa che confermare uno dei risvolti più inquietanti del "metodo Bibbiano": l'utilizzo di tecniche estreme, quali, ad esempio, gli impulsi elettromagnetici sui bambini, finalizzati ad alterarne la memoria. A ciò, si univano altri metodi più blandi ma non meno incisivi come l'occultamento dei regali e delle lettere dei genitori naturali e l'alterazione dei...
Commissione sugli abusi in Francia, la maggior parte sono commessi da omosessuali
2021/10/12
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6757
COMMISSIONE SUGLI ABUSI IN FRANCIA: LA MAGGIOR PARTE SONO COMMESSI DA OMOSESSUALI di Nico Spuntoni
Un nuovo fulmine nel cielo cielo già poco sereno della Chiesa cattolica sta per spuntare, questa volta in Francia. Ieri, infatti, la Commissione indipendente sugli abusi sessuali nella Chiesa ha presentato il risultato dell'inchiesta lunga due anni e mezzo che ha ricostruito i crimini sessuali commessi da religiosi ai danni di minori o di vulnerabili tra il 1950 e il 2020. Un rapporto di 2500 pagine che stima - facendo una media sulla base dell'incrocio dei dati raccolti con più metodologie - in circa 216mila i casi di abuso sessuale negli ultimi 70 anni, destinati a salire a 330mila se nel bilancio si aggiungono anche le aggressioni commesse da funzionari laici della Chiesa.
Secondo questo calcolo, quindi, in Francia ci sarebbero stati tra i 2.900 ei 3.200 preti predatori dal 1950 ad oggi. Il rapporto ha preso il nome dal capo della Commissione, Jean-Marc Sauvé, già vicepresidente del Consiglio di Stato di Francia. Formazione cattolica dai gesuiti e una breve esperienza in seminario, fu Sauvé a leggere nel 2014 le motivazioni con cui il Consiglio di Stato diede semaforo verde allo stop all'idratazione e all'alimentazione di Vincent Lambert.
La relazione finale è stata consegnata alla Conferenza episcopale francese e alla Conferenza dei Religiosi e dei Religiosi di Istituti e Congregazioni (Corref), che l'avevano commissionata. Il presidente dei vescovi francesi, monsignor Eric de Moulins-Beaufort, ha dichiarato: "Siamo allibiti, le loro voci ci stanno scuotendo, il loro numero ci affligge. Desidero chiedere perdono, perdono a ciascuno di voi". Nel report viene fatto un quadro dettagliato sotto più punti di vista - da quello sociologico a quello storico fino a quello psicologico - del fenomeno abusi, che aiuta a ricostruire anche il profilo dei preti aggressori.
C'è, ad esempio, uno studio fatto da due esperte sulle perizie psichiatriche tratte dai fascicoli giudiziari di 35 sacerdoti predatori: il numero delle loro vittime ammonta a 177, di cui 134 sono vittime di sesso maschile (76,5% dei casi) e 43 di sesso femminile. Secondo il lavoro della psicologa Julia Marie e della psichiatra Florence Thibaut "questo studio così come diversi studi precedentemente pubblicati su questo argomento" attesterebbe che gli "aggressori sessuali all'interno della Chiesa cattolica presentano una serie di specificità come l'aggressione molto più frequente su maschi minorenni" e su minori in età prepuberale.
UNA PIAGA OMOSESSUALE
L'età media delle vittime, infatti, sarebbe di 12,5 anni per i minori e 27 anni per gli adulti vulnerabili secondo lo studio coordinato dalla dottoressa Thibaut. Il lavoro si è soffermato anche sul livello socio-culturale degli aggressori che sembra essere tendenzialmente più elevato rispetto alla media, e sul loro orientamento sessuale, relativamente al quale questo è l'esito del lavoro delle due esperte della Commissione: "Il clero predatore incluso in questo studio si è dichiarato omosessuale nel 48,6%, mentre il 25,7% ha riferito di essere eterosessuale e il 25,7% ha riferito di essere bisessuale».
Tra gli aggressori sessuali di minori, l'omosessualità è dichiarata nel 53,3% dei casi rispetto al 20% per gli aggressori sessuali di adulti. Gli aggressori di vittime maschili minorenni si sono dichiarati omosessuali nell'83,3% dei casi, mentre l'eterosessualità è dichiarata nel 16,7% dei casi a dispetto dell'80% dichiarata dagli aggressori sessuali di adulti".
Conclusioni che combaciano con quelle tratte dalle interviste a 11 sacerdoti predatori che hanno risposto all'appello a parlare indirizzato loro dal presidente della Commissione. Più della metà dei preti interrogati si è dichiarata omosessuale, alcuni raccontando...
Moira, abusata dai genitori Gay in quanto Gay
2021/02/02
TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6453
MOIRA, ABUSATA DAI GENITORI GAY IN QUANTO GAY
Il legame fra omosessualità e pedofilia è evidente nella storia di Moira Greyland, figlia della scrittrice di successo de ''Le nebbie di Avalon'' e degli altri 7 romanzi fantasy della stessa serie (VIDEO CENSURATO DA YOUTUBE: La testimonianza di Moira Greyland)
di Benedetta Frigerio
Moira Greyland ha atteso la morte dei genitori per scrivere The Last Closet: The Dark Side of Avalon, un libro che comincia così: «Sono la figlia di tre genitori gay». Di suo padre, Walter Breen, autore di fiction fantascientifiche, si seppe finalmente che era davvero un pedofilo seriale quando fu condannato nel 1990, dopo decine e decine di accuse, prima archiviate grazie alla sua notorietà e alla copertura da parte del mondo della fiction fantascientifica. Mentre sulle colpe di sua madre, Marion Zimmer Bradley, nota autrice di libri fantasy (in cui la famiglia viene messa in dubbio e il lesbismo promosso) lettissimi negli States, si fa ancora silenzio. Di lei ci si limita a dire che pur sapendo non aveva voluto denunciare il marito, mentre praticò come lui la pedofilia, per poi accompagnarsi ad una donna dopo la sua morte.
Così racconta sua figlia in questo libro coraggiosissimo, non solo per la forza di mettere davanti al mondo il proprio dolore innocente, ma per il fatto di denunciare il legame intrinseco fra omosessualità e pedofilia: «Ho sentito tutte le solite proteste: "I tuoi genitori erano malvagi perché erano malvagi, non perché erano gay, ma non sono d'accordo», scrive: «Il problema di fondo è di tipo filosofico...: il sesso è sempre tutto buono» per chi come i suoi genitori sposa l'ideologia Lgbt. Infatti sia Marion sia Walter erano convinti che non dovendo avere limiti, non essendo legato al fine procreativo ed essendo espressione dell'amore in ogni caso, il sesso doveva essere praticato fra persone dello stesso sesso così come con i bambini.
Ma chi sono questi due personaggi, ancora ammirati da certa cultura, che in 27 anni di matrimonio abusarono entrambi di bambini e bambine e dei loro due figli? Marion era la figlia di un alcolista che a sua volta abusò di lei, ma non per questo la figlia Moira, pur perdonandola, giustifica la madre: «Penso che, qualunque sia il dolore che proviamo, siamo tutti responsabili delle nostre azioni e anche lei lo deve essere". Anche perché chi subisce abusi "non vorrebbe che nessun altro ne fosse soggetto». Certamente può accadere che la ripetizione dell'abuso sia un modo per scappare da quello subito, ma «chi commette crimini in preda al delirio poi esprime almeno un po' di rimorso. Non ne ho mai visto nemmeno un briciolo in mia madre». La ragione è chiara: quella dei suoi genitori non era solo una debolezza, ma il frutto di un dolore trasformato in un'ideologia sposata come giusta.
FERITE ENORMI
Moira sottolinea anche come la tendenza omoerotica e la cultura che la sostiene siano un problema serio, frutto di ferite enormi. Secondo lei le tendenze di sua madre erano «il modo di vincere il suo violentatore». Marion rifiutava il sesso maschile e la femminilità come sinonimo di vulnerabilità. Per questo è «difficile immaginare una donna meno femminile di mia madre. La sua voce, il suo corpo, il suo linguaggio, le sue maniere, tutto parlava di potere e solo di potere come priorità nell'approcciarsi alle altre persone". Il matrimonio con Walter era solo frutto di un'unione intellettuale: per lei «gli uomini potevano amarti solo per la tua mente». Per lei un uomo era avvicinabile solo se era femminista. Non a caso «il matriarcato da lei istituito in casa...era oppressivo e terrificante e faceva sentire noi figli come degli animali in gabbia, desiderosi di scappare o morire».
Anche la pedofilia di Walter nasce dalla sua omosessualità divenuta ideologia....
Basta bambine abusate: l'ennesimo appello-denuncia di Don Fortunato di Noto
2020/09/08
TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6270
BASTA BAMBINE ABUSATE: ENNESIMO APPELLO-DENUNCIA DI DON FORTUNATO DI NOTO di Francesca Romana Poleggi
Ogni tanto sui social va girando l'ennesima denuncia di don Fortunato Di Noto, fondatore e direttore di Meter, un'associazione che combatte da decenni a livello internazionale la pedopornografia e aiuta e sostiene le piccole vittime a superare il trauma subìto (o forse dovremmo dire a conviverci, perché il trauma è spesso insuperabile).
Il 25 agosto don Di Noto aveva scritto:
«Stasera, Meter, ha denunciato una serie di foto pedopornografiche: n. 2 neonati violentemente abusati, n. 2 bambine fatte violentare da animali, n. 3 bambine violentate da 3 donne, n. 11 bambine abusate. Totale n. 18 bambine e bambini coinvolti.
Materiale di un passato sempre recente.
Divulgato da soggetti che dovrebbero essere individuati, si spera anche gli autori delle violenze, ma che sono tutelati dalla privacy dei grandi colossi del web.
Il contrasto alla pedofilia e pedopornografia, quando i risultati sono resi noti, è in atto, con lentezza e tenue efficacia.
Bisogna fare di più e non ci stancheremo di ribadirlo, le segnalazioni inoltrate non possono darci che ragione».
Ma solo due giorni dopo, il 27, un altro suo post su Facebook:
«N. 104 bambine abusate (le abbiamo contate una ad una) in solo due segnalazioni inoltrate alle autorità di Polizia. Qualcuno ha avuto la sfrontatezza di sottolineare: sono solo foto, magari di qualche anno fa. Magari già conosciute e segnalate chissà quante volte da Meter. Un po' costernato, ma questa volta molto infastidito (non dico parolacce) dico: sono n. 104 bambine abusate per sempre, ripeto: abusate da 104 adulti (maschi e femmine): abusatori per sempre e rimasti impuniti che circolano tra noi.
La tristezza è che queste 104 e altri milioni e milioni di bambini (neonati e prepuberi) non sappiamo se e come sono sopravvissuti. Se hanno avuto giustizia, se vivono... una vita vera.
In una foto e in un video la violenza si ripete, si ripete sempre.
Non è, il mio, un lamento, è solo un desiderio: fare di più perché si fa poco!
Questa sera non vi auguro una buona serata, non ve la prendete a male...».
Le parole di don Di Noto, purtroppo, anche se fanno molto male alle persone sensibili, rimangono il più delle volte senza seguito, perché le azioni della polizia e della magistratura che seguono le denunce di Meter sono irrisorie, rispetto alla vastità dell'orrore e perché la lobby dei pedofili è una lobby planetaria davvero potente, cui appartengono personaggi ricchi e potenti.
Ci sembra perciò doveroso dar risalto alla notizia che in Georgia, negli Stati Uniti, le forze dell'ordine hanno ritrovato nei giorni scorsi 39 minori scomparsi di età compresa tra i 3 e i 17 anni. È una notizia che serve a dare un po' di speranza e a dire un grazie a chi davvero fa qualcosa di concreto per contrastare un crimine così esecrabile come la pedofilia. In questo caso, l' '"Operazione Not Forgotten" è stata condotta dall' US Marshals Service e ha portato all'arresto di diverse persone molte delle quali avevano precedenti come molestatori sessuali.
Ma è una goccia nel mare. È vero che nel 2019 ai Marshall sono stati affidati poco meno di 400 casi. Di questi 400 bambini, i Marshall sono riusciti a salvarne 295, circa il 75%. Ma - solo negli Stati Uniti, quell'anno, il National Center for Missing and Exploited Children ha segnalato all'FBI più di 421.000 bambini scomparsi.
Temo che noi "persone per bene" che ci scandalizziamo per queste cose, e per certi versi ci sentiamo impotenti davanti a tanto male, possiamo fare alcune cose:
1) Per chi è credente... pregare.
2) Sostenere anche economicamente un'associazione come Meter, che opera concretamente non solo per scovare e denunciare, ma...
Sette sataniche che abusano e uccidono bambini in Italia, ma nessun tg ne ha parlato
2020/07/24
TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6220
SETTE SATANICHE CHE ABUSANO E UCCIDONO BAMBINI IN ITALIA, MA NESSUN TG NE HA PARLATO di Benedetta Frigerio
Torture di bambini piccolissimi, organi estrapolati, arti amputati, olio bollente versato sui corpicini dei piccoli abusati e poi uccisi dai loro predatori. Tutto con la collaborazione di cittadini italiani che interagivano con gli aguzzini assistendo ad atti che solo la furia luciferina può istigare. Sono questi i risultati di due indagini, una partita dal Piemonte e l'altra dalla Toscana, emerse nelle ultime due settimane e che raccontano rituali del tutto simili a quelli descritti da chi, fuoriuscito o scappato dalle sette, ha visto bambini sacrificati sugli altari del diavolo.
L'indagine piemontese, svolta dal Centro Nazionale di Contrasto alla Pedopornografia Online e dal Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni di Torino, ha portato a 50 arresti per detenzione di materiale pedo-pornografico ma non solo. Come riporta il sito del Corriere della Sera in un articolo apparso in fondo all'home page si parla di «contenuti raccapriccianti di abusi su minori, ritraenti vere e proprie pratiche di sadismo dove le vittime erano anche neonati». La Repubblica, senza parlare dei contenuti del reato definiti solo come materiale pedo-pornografico, si limita invece a parlare del fatto in poche righe della cronaca locale torinese, spiegando che «gli indagati hanno tra i 19 e i 50 anni, sono impiegati, professionisti, disoccupati o studenti. Alcuni di loro hanno una famiglia e dei figli, tutti conducono una vita normale quando non si nascondono dietro lo schermo dei loro pc». Normale? Gente che sevizia i bambini e li tortura può avere una vita normale? Tutte domande a cui non si tenta neppure di dare una risposta.
Dopo la pubblicazione della notizia, che sarebbe dovuta apparire sulle prime pagine di ogni testata e posta in apertura di tutti i Tg nazionali, non è seguita alcuna inchiesta d'approfondimento. Non si sa, infatti, chi siano le persone arrestate, a chi fossero legate, come si erano incontrate fra loro e perché, oltre alla depravazione sessuale più tremenda, agli atti perversi, si legassero fenomeni sadici.
MATERIALE PEDOPORNOGRAFICO DI EFFERATA VIOLENZA
A spiegare che cosa si intenda con "fenomeni sadici" legati all'abuso di minori, è la seconda indagine, emersa questa settimana e condotta dai carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Siena, con il coordinamento della Procura dei Minori di Firenze. L'operazione "Delirio" vede imputate 25 persone fra cui alcuni minorenni adolescenti, residenti in 13 province italiane. Pure in questo caso l'accusa si limita al reato di diffusione e detenzione di materiale pedopornografico e di istigazione a delinquere. Eppure gli ispettori hanno parlato di «immagini di efferata violenza, anche in situazioni "live", in cui agli utenti che sono riusciti ad accedere a questi ambienti reconditi» veniva «consentito di interagire in condotte di violenza sessuale e tortura su minori, attuate in diretta da adulti».
Antonio Sangermano, procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Firenze, ha aggiunto che il "deep web" è «caratterizzato da diversi livelli di accessibilità di cui l'ultimo» è «caratterizzato da pedo-pornografia e tortura, non solo alimentata da video realizzati chissà dove, ma anche da condotte "live" con compartecipazione concorsuale di alcuni utenti paganti». Diverse testate hanno descritto l'esistenza di un "listino prezzi" per vedere i video registrati, con costi altissimi per assistere in diretta a sevizie che terminano con la morte del bambino. Si parla appunto di amputazioni di arti, smembramenti, omicidi, estrapolazioni di organi «a danni di bambini piccolissimi (anche di 2 anni, ndr)». Risultano poi video associati al simbolismo...
La pedofilia dilaga in Europa, ma le indagini si bloccano e i media tacciono
2020/06/30
TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6199
LA PEDOFILIA DILAGA IN EUROPA, MA LE INDAGINI SI BLOCCANO E I MEDIA TACCIONO di Benedetta Frigerio
Il 16 giugno scorso 26 persone vengono arrestate per pedofilia in Gran Bretagna. Quel che la stampa ha reso noto solo in minima parte (il caso non è comparso sulle prime pagine dei grandi quotidiani) è che si tratta di 14 uomini e di 12 donne di età compresa fra i 20 e i 69 anni e che le vittime hanno sofferto dal 2008 al 2016 «fisicamente ed emotivamente». L'ispettore Jo Floyd ha dichiarato solo che «questa è un'indagine complessa che ha coinvolto diversi giovani che hanno subito abusi fisici ed emotivi... Comprendiamo che questa indagine causerà preoccupazione nella comunità locale». Le accuse includono aggressioni sessuali, incitamento dei bambini a compiere atti sessuali e a guardarli, crudeltà e stupri su minori sotto i 13 anni. La Bbc si è limitata a parlarne in un trafiletto. Niente nomi degli indagati, nessuna notizia su come e dove i bambini venivano detenuti. Silenzio sui luoghi da cui provenivano. Nessun giornale è andato più a fondo delle righe d'agenzia.
Il 18 giugno 2020 sempre la Bbc dedica qualche riga alla notizia di 5 arresti a Derby e Bradford per abusi sessuali su minori. Anche qui si spiega solo che l'"operazione Stovewood" fa seguito alla pubblicazione del Jay Report, secondo cui almeno 1.400 minorenni sono state abusate a Rotherham dal 2007 al 2013 (in prevalenza da pakistani, cosa che la Bbc tace). Nessuno si è fatto scappare altri particolari. Eppure sarebbe importantissimo per la prevenzione e la conoscenza di un fenomeno che dovrebbe indignare il mondo impegnato a giustificare la violenza perpetrata in nome della lotta al razzismo.
GERMANIA: BAMBINI IN ETÀ DA ASILO ABUSATI PER ORE
La stessa identica dinamica è seguita dalla stampa tedesca. Basti pensare che all'inizio del mese sono state arrestate 11 persone «connesse a un anello di abusi sessuali che coinvolge tutta la nazione», si legge su dw.com. Alla faccenda ha dedicato 11 righe il New York Times nonostante fossero coinvolti bambini in età da asilo prima drogati e poi abusati per ore per circa un anno.
L'abominio avveniva in una casa a Münster, a 125 chilometri dal campeggio di Lügde, dove tra il il 2008 e il 2018 centinaia di bambini sono stati abusati: in questo secondo caso il tribunale distrettuale di Detmold ha condannato due uomini, Andreas V. (56 anni) e Mario S. (34 anni), a soli 13 anni di carcere per aver violentato per dieci anni e per migliaia di volte quasi 40 bambini e bambine dai 3 ai 14 anni di età, registrando dei filmati. Di come i bambini venissero adescati si sa poco, anche perché le indagini si sono bloccate dopo la scomparsa in caserma della valigia contenente quasi tutte le prove e i filmati relativi agli abusi, mentre due poliziotti sono sotto indagine per aver coperto l'uomo (denunciato tempo fa) e per aver inquinato le indagini. La polizia tedesca era convinta che dietro i pedofili ci fosse una banda più ampia. Il ministro dell'Interno dello Stato tedesco, Herbert Reu, ha dovuto parlare di "fallimento" da parte della polizia. Ma può bastare una scusa a bloccare un processo simile?
Subito dopo questo scandalo la polizia tedesca ha scovato una chat di 1.800 pedofili, con vittime di età comprese fra i 12 mesi e 14 anni, molti dei quali figliastri o figli dei colpevoli. Dopo 8 arresti, avvenuti nell'autunno del 2019, Frank Hoever, direttore dell'ufficio di Polizia criminale statale, ha chiarito che: «Non è ancora possibile stimare quanto sarà grande il caso». Uno dei colpevoli era già stato interrogato mesi prima e, pur avendo ammesso di essere un pedofilo, era stato rilasciato: le autorità avevano ritenuto le informazioni insufficienti per far scattare un mandato d'arresto. Da allora ad oggi non si hanno novità.
Lo Spiegel...
La scarcerazione del Cardinal Pell e la dittatura dell'opinione pubblica
2020/04/14
TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6091
LA SCARCERAZIONE DEL CARDINAL PELL E LA DITTATURA DELL'OPINIONE PUBBLICA di ALDO MARIA VALLI
In questa Settimana Santa segnata da tanta sofferenza e desolazione a causa della pandemia, una luce arriva dall'Australia, dove l'Alta corte di giustizia ha prosciolto il cardinale George Pell da ogni accusa, ordinandone l'immediata liberazione e la cancellazione del suo nome dalla lista dei responsabili di abusi sessuali.
Pell, che si trova ora in un istituto religioso nei pressi di Melbourne, ha ottenuto la libertà dopo 405 lunghissimi giorni di prigionia, durante i quali gli era stato vietato persino di celebrare la Santa Messa.
Da più parti, in tutto il mondo, l'accanimento giudiziario contro il cardinale era stato denunciato come sintomo evidente di pregiudizio, in mancanza di prove contro Pell e anzi in presenza di tante testimonianze che lo scagionavano.
Tuttavia, il cardinale è stato dato in pasto all'opinione pubblica come un mostro, contro ogni più elementare garanzia di giustizia, lasciando passare come circostanze a carico accuse che in realtà si erano già dimostrate inconsistenti e fasulle.
Pell, questa la verità, nella moderna e liberale Australia ha subito un'autentica persecuzione perché non allineato con il progressismo dominante. L'accusa sottesa al processo era quella di essere un conservatore, un cattolico reazionario, non disposto al compromesso con i dogmi della modernità.
Forte è anche il sospetto che il processo a suo carico sia stato utilizzato da ambienti della polizia per distogliere l'attenzione dell'opinione pubblica da un caso di corruzione.
L'annullamento della precedente condanna a carico di Pell è stato deciso all'unanimità da parte dell'Alta corte australiana: i sette giudici hanno così ribaltato il giudizio della Corte d'appello, emesso nello scorso agosto, che confermava la decisione del Tribunale di Melbourne del dicembre 2018.
UN CLIMA DA CACCIA ALLE STREGHE
Ricordiamo che il cardinale Pell, settantotto anni, arcivescovo emerito di Sydney e già prefetto della Segreteria per l'Economia della Santa Sede, si è sempre dichiarato innocente.
Subito dopo la scarcerazione, Pell ha detto di non nutrire alcun risentimento verso la persona che lo ha accusato, un ministrante della cattedrale di Melbourne.
Se posso permettermi un'annotazione personale, ricordo che nel luglio del 2008, quando andai in Australia per seguire il viaggio di Benedetto XVI in occasione della Giornata mondiale della gioventù, mi resi conto dell'ostilità diffusa nei confronti di Pell. Durante un'inchiesta, parlando con professionisti, insegnanti e docenti universitari, verificai che il cardinale era considerato per lo più un conservatore intollerante, esponente di una Chiesa arretrata, incapace di cogliere i segni dei tempi e di praticare lo stile del "dialogo" con il mondo.
Non sorprende quindi che il processo al cardinale si sia svolto in un clima da caccia alle streghe, tanto che il professor John Finnis, filosofo del diritto dell'Università di Notre Dame e docente emerito di Oxford, ha parlato di "disastro giudiziario" che dovrebbe fare inorridire tutti quelli che hanno a cuore lo stato di diritto, il giusto processo, la presunzione di innocenza e altri istituti civili ritenuti sacri.
Il clima in cui si sono svolti i processi, con Pell e i suoi avvocati insultati dagli attivisti e quasi tutti i mass media impegnati ad alimentare un clima di odio, fa capire come possa diventare difficile ottenere un giudizio equanime anche in uno Stato di diritto.
La vicenda del cardinale Pell (alla quale si può accomunare quella del cardinale Barbarin, prosciolto dalla Corte d'appello del Tribunale penale di Lione, che ha accolto il ricorso del porporato contro la condanna in primo grado per non aver...
Finalmente giustizia: liberato il cardinale Pell
2020/04/07
TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6081
FINALMENTE GIUSTIZIA: LIBERATO IL CARDINAL PELL di NICO SPUNTONI
C'è un giudice a Brisbane. Anzi, ce ne sono sette. Il verdetto dell'Alta Corte, infatti, è stato unanime: annullata la condanna a sei anni per abusi sessuali e assolto Pell da tutte le accuse. Il cardinale è tornato in libertà dopo 404 giorni di - a questo punto lo si può dire - ingiusta detenzione. La sentenza è stata pronunciata nell'aula 5 del Commonwealth Law Courts Building di Brisbane quando in Italia erano da poco superate le due di notte.
Pell si trovava a 1800 km di distanza dal luogo in cui i sette giudici dell'Alta Corte hanno messo la parola fine ad uno dei casi giudiziari più seguiti di sempre dagli australiani. Nella sua cella della prigione di Barwon, dove solo pochi giorni fa tre detenuti sono stati ricoverati dopo una rissa finita male, il porporato ha atteso la decisione affidandosi alla preghiera. "L'Alta Corte - è stato spiegato in una nota diramata dal tribunale - ha constatato che la giuria, agendo razionalmente sull'insieme delle prove, avrebbe dovuto nutrire un dubbio in merito alla colpa del richiedente rispetto a ciascuno dei reati per i quali era stato condannato, e ha ordinato l'annullamento delle condanne e la registrazione dell'assoluzione".
ASSOLUZIONE COMPLETA E DEFINITIVA
La tesi della difesa, dunque, ha vinto su tutta la linea puntando sul principio dell'oltre ogni ragionevole dubbio. Ribaltata la sentenza pronunciata lo scorso agosto - a maggioranza (2-1) - dalla Corte d'Appello di Victoria che aveva confermato la condanna in primo grado. Nella nota ufficiale, inoltre, è stato rimarcato come non era stata smentita la veridicità delle testimonianze di chi aveva raccontato le abitudini post-Messa del cardinale che rendevano temporalmente e fisicamente impossibile il reato [leggi i particolari della vicenda nella nota in fondo a questo articolo, N.d.BB].
Se c'è un uomo a cui Pell deve essere grato per l'esito di questa pagina nera della giustizia australiana, quello è senz'altro Mark Weinberg, il giudice che - seppur messo in minoranza l'estate scorsa dai suoi colleghi Ferguson e Maxwell - col suo parere dissenziente, e la dettagliata relazione ad esso accorpata, è riuscito ad aprire uno squarcio nella vicenda che ha consentito alla difesa di presentare il ricorso alla Corte Suprema.
La decisione unanime dei sette giudici arriva nonostante il clima ostile che i media hanno continuato ad alimentare in queste settimane contro il cardinale, con minacce di nuove cause civili lanciate da presunte vittime attraverso i media più maldisposti nei suoi confronti.
GIUSTIZIA E VERITÀ
Un'ora dopo la lettura della sentenza, il porporato ha rilasciato una dichiarazione ufficiale nella quale ha rivendicato nuovamente la sua innocenza e ha detto di aver subito una "grave ingiustizia". L'ex tesoriere del Vaticano ha affermato di non portare rancore verso il suo accusatore, sostenendo che c'è già abbastanza "dolore ed amarezza". "L'unica base per una guarigione duratura - ha aggiunto il cardinale - è la verità e l'unica base per la giustizia è la verità, perché la giustizia significa verità per tutti".
Non sono mancati i ringraziamenti ai suoi avvocati che sono stati capaci di "far prevalere la giustizia", ai suoi sostenitori in tutto il mondo che lo hanno accompagnato con la preghiera, ai suoi collaboratori e alla famiglia per tutto ciò che hanno dovuto patire insieme a lui. L'ex arcivescovo di Sidney ha concluso la sua dichiarazione, rivelando di pregare per i malati di coronavirus e per i medici in prima linea negli ospedali.
Due ore e mezza più tardi la lettura della sentenza, alle 4 e 30 italiane, il porporato ha lasciato definitivamente il carcere di Barwon a bordo di una macchina nera. George Pell, 78 anni e 404 giorni di...
Scandalo Bibbiano: per Don Fortunato di Noto non è un caso isolato
2019/08/28
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5794
SCANDALO BIBBIANO: PER DON FORTUNATO DI NOTO NON E' UN CASO ISOLATO di Salvatore Tropea
Lo scandalo di Bibbiano, in provincia di Reggio Emilia, ha fatto emergere una fitta rete di stratagemmi per togliere dei bambini alle loro famiglie e darli in affido ad altre coppie, con un business di migliaia di euro, ma ha scoperchiato anche l'insabbiamento di violenze ed abusi. «Qualcosa di indecente per chi lavora con i bambini e che non può essere tollerato» perché «i bambini sono stati usati come degli oggetti», come ha affermato don Fortunato Di Noto, il fondatore di Meter, intervistato da Pro Vita & Famiglia.
Cosa ne pensa del caso di Bibbiano, dove i bambini sono stati strappati ai loro genitori e spesso anche vittime di violenze e abusi?
«Il primo pensiero ovviamente va ai bambini, quindi di conseguenza a ciò che hanno subito e si spera ci siano tutti gli accertamenti del caso perché ci sono delle responsabilità gravissime così come sta emergendo dalle indagini. Sarà quindi necessario adottare dei provvedimenti seri e gravosi».
Secondo lei è un caso isolato o ce ne sono altri?
«È necessario scardinare questo sistema, perché da quello che sta emergendo, anche se è tutto da verificare, è di fatto un vero e proprio sistema e se questo sistema va ulteriormente a discapito dei bambini è veramente la cosa peggiore che si possa mettere in pratica, perché così facendo i bambini sono oggetto di ideologie e di business economico. È veramente una cosa indecente per chi lavora con i bambini e un colpo al cuore che non può essere tollerato in alcun modo».
Come indagare e come prevenire tali abusi e comportamenti?
«Innanzitutto c'è da sottolineare che noi abbiamo un apparato giuridico per la tutela dei bambini che è abbastanza efficace ed efficiente ed è il frutto di tanti anni di lavoro e di confronto, anche se ovviamente ogni legge può essere migliorata. Il problema quindi non è della legge ma è della prassi, perché tutto dipende da chi si mette in ascolto dei bambini e lavora con loro. Chi si pone in aiuto dei bambini, uomo o donna che sia, deve essere prima di tutto adeguatamente formato, e dal punto di vista umano molto equilibrato, e deve essere altamente qualificato dal punto di vita professionale. Non è possibile pensare che tutti possano fare questo tipo di servizio, anche perché ci deve essere necessariamente una competenza. È una vergogna pensare che basta frequentare qualche semplice corso per essere in grado di lavorare con i bambini. Un altro punto fondamentale è andare ad analizzare le situazioni a monte. Lo dico per esperienza perché quando ci sono casi di abusi o vicende controverse la cosa fondamentale è il primo verbale che arriva, perché fa la differenza. Le forze dell'ordine che acquisiscono un verbale devono essere capaci di farlo bene, di scrivere tutta la verità, di non tralasciare nulla».
Proprio oggi ProVita & Famiglia è presente a Roma con una serie di manifesti contro l'utero in affitto. Secondo lei quello che è successo a Bibbiano è sintomo di una cultura che vede i bambini come degli oggetti?
«Purtroppo oggi la realtà è questa, ovvero che il bambino è considerato un oggetto e anzi, alcune volte, addirittura uno scarto. Noi diciamo sempre che deve essere al primo posto, che è il cuore dell'umanità, che dobbiamo fare di tutto affinché sia tutelato e abbia un padre e una madre, che non venga trafficato, svenduto e usato, ma purtroppo nella realtà alcune volte non è così. Ovviamente la realtà non è tutta così negativa, sarebbe un inferno, però è anche vero che purtroppo non è tutto roseo. L'utero in affitto è una barbarie, possono dire quello che vogliono ma è una barbarie. Si tratta della sofisticata commercializzazione dell'essere umano. Nel momento in cui l'uomo viene ridotto in schiavitù, a un oggetto con la...
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