
Advertise on podcast: Dpen Crimini
Rating
4.2from
This podcast has
329 episodes
Language
ItalianPublisher
DpenExplicit
Yes
Date created
2020/04/10
Latest episode
2026/10/26
Average duration
56 min.
Release period
10 days
Description
Racconteremo nel dettaglio alcuni dei crimini italiani più famosi e celebri la cui ricostruzione, anche a distanza di anni, non è ancora chiara. Cercheremo di fare chiarezza sulle ricostruzioni più agghiaccianti di omicidi che hanno sconvolto l'opinione pubblica italiana. In tutti questi crimini il colpevole non ha confessato e non esiste la certezza assoluta della colpevolezza degli indagati. Dpen Crimini vuole indagare le profondità più oscure dell'animo umano.
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Antonella Di Veroli: il mistero più oscuro della cronaca nera romana (parte 2)
2026/10/26
Due colpi di pistola attraverso un cuscino. Ma Antonella non muore per quelli — il suo cranio regge l’impatto. Muore soffocata, con un sacchetto di plastica intorno alla testa, chiusa nell’armadio della sua camera. In questo episodio passiamo al setaccio ogni singolo indizio del caso: le testimonianze mai approfondite, le prove fisiche scomparse, i comportamenti inspiegabili di chi le stava intorno. Un orologio Swatch che non è suo. Una bottiglia di spumante comprata e mai ritrovata. Militari in borghese che prelevano documenti da un bar. Uno scontrino che colloca qualcuno nel posto sbagliato, all’ora sbagliata. 78 elementi, nessuna risposta definitiva — ma un quadro che comincia a prendere forma.
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Antonella Di Veroli — Il mistero più oscuro della cronaca romana
2026/10/19
Roma, 10 aprile 1994. Una donna viene trovata nascosta nell’armadio di casa sua, sigillato con lo stucco. Le hanno sparato in testa con la sua stessa pistola, ma non è stato quello a ucciderla. Tre amanti, un’indagine piena di buchi, prove scomparse. Il caso viene riaperto nel 2025 — e subito richiuso. Questa è la storia di uno dei cold case più misteriosi della cronaca italiana.
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La Ragazza Senza Ombre: chi ha ucciso Maura Fondacci (parte 2)
2026/10/12
Nella prima puntata ci eravamo fermati a una telefonata anonima e a un nome: Mauro Ronchi, trentenne di Casamorcia. Il 2 dicembre 1997 viene arrestato.
Contro di lui c’è molto. Un fucile calibro 12 magnum, l’unico di quel tipo trovato nella zona, nascosto carico sotto il sedile della sua auto. Munizioni da cinghiale dello stesso tipo di quelle che hanno ucciso Maura, e alcune che mancano all’appello. Un alibi che crolla davanti a uno scontrino. Una Lancia Thema grigia vista sulla strada della fuga. E le testimonianze di molte ragazze, che raccontano di essere state seguite e di essersi viste sbarrare la strada.
Nel 1999 la Corte d’assise di Perugia lo condanna all’ergastolo.
Ma più si guarda da vicino, più qualcosa non torna. I testimoni lo riconoscono solo dopo aver visto la sua foto sul giornale. Il fucile è compatibile, ma nessuno può dire che sia quello. Nelle sue agende, dove annotava ogni donna che incrociava, Maura non c’è. E mezz’ora prima del delitto, su quella stessa strada, un fuoristrada rosso va e torna. Nessuno ha mai saputo chi lo guidasse.
Nel 2000 la Corte d’appello lo assolve: gli indizi sono gravi, ma non bastano a dire che sia stato lui, e solo lui. Nel 2001 la Cassazione conferma.
In questa puntata ripercorriamo l’accusa e la difesa, e proviamo a capire perché un caso in cui tutto sembra portare a una persona si chiude senza un colpevole.
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La ragazza senza ombre: chi ha ucciso Maura Fondacci? (parte 1)
2026/10/05
Gubbio, 6 novembre 1997. Maura Fondacci ha 31 anni, un negozio di pasta fresca e una vita senza ombre. Poco prima delle quattro del pomeriggio sale sulla sua Opel Corsa e imbocca la sterrata che percorre ogni giorno per andare al lavoro. Pochi minuti dopo il fratello, che la segue in auto, trova dei vetri in mezzo alla strada e la macchina ferma in uno spiazzo, con la radio accesa. Pensa a un incidente. Sono stati tre colpi di fucile.
Nessun movente, nessun nemico, nessun testimone oculare. Solo dettagli che non tornano: una portiera chiusa dall'interno da una donna che non la chiudeva mai, una marcia rimasta inserita, i bossoli spariti, un tartufaio nel bosco che sente gli spari e poi un motore che sale.
In questa prima puntata ricostruiamo chi era Maura, la sua ultima giornata minuto per minuto e la scena del delitto. Poi seguiamo l'indagine fino alla telefonata anonima che porta i carabinieri da Mauro Ronchi, un operaio trentenne di Casamorcia: un fucile, una Lancia Thema grigia, un'agenda piena di targhe. Per l'accusa è abbastanza. Ma lo è davvero?
Un caso quasi sconosciuto, irrisolto da quasi trent'anni.
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Innocente per 33 anni: la storia di Beniamino Zuncheddu (parte 2)
2026/09/28
Beniamino Zuncheddu ha passato 33 anni in carcere per una strage che, secondo la giustizia italiana, potrebbe non aver mai commesso. Ma la sua non è la storia di un errore riconosciuto e riparato: è la storia di un sistema che per uscire dal giudicato ha dovuto aggrapparsi a un unico, fragile appiglio.
Nel 2019 la Procura di Cagliari riapre le indagini sulla strage di Sinnai del 1991, iscrivendo il fascicolo a carico di ignoti nonostante la condanna fosse già definitiva da quasi trent'anni. Da lì parte una nuova stagione di intercettazioni che porterà, nel 2020, a un'istanza di revisione. In questa puntata ricostruiamo passo passo quel processo: le prove che la Corte d'Appello di Roma ha respinto perché già viste e discusse trent'anni prima, le consulenze tecniche della difesa dichiarate inammissibili, e l'unico elemento che ha davvero fatto pendere la bilancia — poche frasi, captate per caso in un'auto, tra l'unico testimone sopravvissuto e sua moglie.
Il 26 gennaio 2024 Zuncheddu viene assolto. Ma non con la formula piena. La sentenza lo scrive nero su bianco: non è stata dimostrata la sua innocenza, è solo emerso un ragionevole dubbio. Trentatré anni di carcere, e ancora nessuna certezza.
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Innocente per 33 anni: il caso di Beniamino Zuncheddu (parte 1)
2026/09/21
8 gennaio 1991, Sinnai, provincia di Cagliari. In un ovile isolato, tre uomini vengono uccisi a colpi di fucile. Un quarto sopravvive, gravemente ferito, ed è l'unico testimone di quello che verrà ricordato come uno degli errori giudiziari più gravi della storia italiana. La sua identificazione, arrivata dopo settimane e circostanze mai del tutto chiarite, manda in carcere un pastore di 36 anni: Beniamino Zuncheddu. Ci vorranno 33 anni, una fotografia mostrata troppo in anticipo e un'intercettazione ambientale per rimettere tutto in discussione. Ma quando la giustizia lo scarcera, non lo dichiara innocente: lo assolve per insufficienza di prove. Cosa è successo davvero quella sera nell'ovile di Cuile is Coccus? E può un uomo essere libero senza essere, agli occhi della legge, innocente?
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Lindsay Clancy: Patrick, il complotto, il mistrial (parte 2)
2026/09/14
Il processo a Lindsay Clancy si è chiuso senza verdetto: sette giorni di camera di consiglio, oltre 30 ore di discussione, e alla fine una giuria spaccata 11 a 1 che ha costretto il giudice a dichiarare il mistrial. In questa seconda puntata andiamo oltre l'aula. Parliamo di Patrick Clancy: il marito che per internet è passato da vittima a sospetto numero uno, e smontiamo punto per punto ogni indizio che lo vorrebbe coinvolto. Ricostruiamo il caos mediatico che ha trasformato questo processo in un fenomeno da milioni di visualizzazioni e milioni di dollari in raccolte fondi — e il suo lato più oscuro: almeno due donne, in due stati diversi, hanno ucciso i propri figli nelle stesse settimane, con un legame esplicito e documentato con il caso Clancy in uno dei due episodi. Infine, torniamo alla domanda che nessuna giuria è riuscita a risolvere: Lindsay sapeva davvero cosa stava facendo? Proviamo a dare una risposta, con tutti i rischi che una risposta netta comporta.
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Lindsay Clancy: il processo che ha diviso l'America
2026/09/07
Il 24 gennaio 2023, Lindsay Clancy — infermiera, moglie, madre di tre bambini — ha strangolato i suoi figli nel seminterrato di casa e ha tentato il suicidio gettandosi dalla finestra. Non ha mai negato di averlo fatto. La domanda che ha tenuto in ostaggio l'America per settimane è un'altra: lo sapeva? Poteva controllarsi? O una psicosi post-partum, alimentata da un cocktail di tredici farmaci diversi prescritti da cinque medici in quattro mesi, le ha spento la mente proprio mentre uccideva chi amava di più? In questa puntata ricostruiamo minuto per minuto quella sera, il crollo psichiatrico che l'ha preceduta, la voce che avrebbe sentito ordinarle di agire, e le arringhe finali di un processo finito — incredibilmente — senza verdetto. E confrontiamo il suo caso con quello di un'altra madre, nella stessa contea, davanti allo stesso giudice: stessa difesa, esito opposto. Coincidenza, o qualcosa di più profondo nel modo in cui la giustizia guarda alla follia materna?
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Il caso Adriatici: quando la legittima difesa diventa omicidio
2026/08/09
Il 20 luglio 2021 Massimo Adriatici, assessore alla Sicurezza di Voghera ed ex poliziotto, uccide con un colpo di pistola Youns El Boussettaoui durante una colluttazione in piazza Meardi. Lui dice legittima difesa. La giustizia dice il contrario: dopo un iter processuale lungo e tormentato — un'accusa iniziale ribaltata da un giudice, un nuovo processo, una condanna a 12 anni per omicidio volontario — il caso resta aperto sul piano giuridico e su quello morale. In questa puntata ricostruiamo la dinamica di quella notte minuto per minuto, analizziamo il ragionamento dei giudici e i suoi punti più controversi, e mettiamo il caso a confronto con altre vicende italiane e internazionali per capire dove passa davvero il confine tra difendersi ed eccedere.Se vuoi ascoltare un episodio esclusivo tutti i venerdì clicca qui: https://www.patreon.com/c/dpen
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L'omicidio di Marisa Fontanella: il caso mai davvero risolto di Erba
2026/08/03
Erba, 7 febbraio 1996. Marisa Fontanella, 26 anni, viene trovata morta in un locale disabitato del suo stesso palazzo: un'unica coltellata alla gola, la porta lasciata aperta. Le indagini portano a un nome interno alla famiglia — un cugino di sua madre — e a una condanna definitiva. Ma il caso resta ufficialmente indiziario: nessun sangue trovato sull'assassino, nessuna arma mai ritrovata, un'impronta digitale sotto la soglia legale di validità, e una pista alternativa (un uomo che la seguiva da tempo) abbandonata in fretta.
In questo episodio ricostruiamo la storia di Marisa Fontanella passo per passo: la mattina del delitto, i personaggi coinvolti, come le indagini sono arrivate a Fiorenzo Alfano, e soprattutto gli elementi che ancora oggi non tornano in questa vicenda dimenticata dalla cronaca nazionale.
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Legittima Difesa: il caso Luciana Cristallo, la donna assolta per aver ucciso il marito
2026/07/27
Dopo il caso Roggero, un'altra storia di legittima difesa — ma capovolta. Luciana Cristallo uccide l'ex marito Domenico Bruno con dodici coltellate durante una cena a casa sua, nel gennaio 2004. A differenza del gioielliere piemontese, viene assolta già in primo grado, e la sentenza regge fino in appello: per i giudici, il pericolo era ancora attuale nel momento del gesto. Ma tra i dettagli del processo — un coltello ritrovato "per caso" proprio quella sera, un tappeto capiente sempre pronto in macchina, una telefonata minatoria mai verificata che giustifica un incontro privato e rischioso — restano più domande che certezze. In questo episodio ricostruiamo la vicenda dalle trascrizioni originali del processo e la mettiamo a confronto, punto per punto, con il caso Roggero: stessa legge, stessa domanda di fondo, due risposte opposte.
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Il caso di Mario Roggero spiegato con le sentenze — smontiamo tutte le bufale
2026/07/20
Mario Roggero è stato condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi. Ma cosa dicono davvero le sentenze, parola per parola? In questo episodio leggo insieme a voi la ricostruzione video al secondo, spiego perché la legittima difesa non regge legalmente, confronto il caso con Germania, Francia, Regno Unito e Stati Uniti (spoiler: la storia del "sarebbe stato assolto in America" è quasi tutta falsa), e arrivo fino ai risarcimenti milionari che Roggero rischia di dover pagare oggi. Un episodio per chi vuole capire, non solo avere un'opinione.
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Vaticano, 4 maggio 1998: ricostruzioni
2026/07/13
ll Vaticano ha chiuso il caso Estermann in una notte. Ma ci sono due autopsie indipendenti che dicono che il proiettile che ha ucciso Cédric Tornay non era compatibile con la sua pistola di ordinanza. C'è una lettera d'addio con un cognome sbagliato e un conteggio dei giorni errato. C'è una scena del crimine ripulita prima dei rilievi e una famiglia a cui è stato chiesto di cremare il corpo prima che qualcuno potesse fare domande.
Nella seconda puntata entriamo nelle anomalie concrete del caso — balistiche, grafologiche, procedurali — e nelle ipotesi alternative che nel corso degli anni hanno provato a colmare il vuoto lasciato dall'indagine vaticana. Un quarto uomo, una spia della Stasi, una congiura interna. Nessuna regge completamente. E non è un caso: quando una scena del crimine viene distrutta prima ancora che inizi l'indagine, la verità non si trova più. Non perché non esista — ma perché qualcuno si è assicurato che non potesse essere cercata.
Trent'anni dopo, Muguette Baudat aspetta ancora.
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Vaticano, 4 maggio 1998 — Certezza Morale
2026/06/29
Tre corpi sul pavimento di un appartamento nei Palazzi Apostolici. Il comandante della Guardia Svizzera, nominato quella mattina stessa. Sua moglie. E un ragazzo di 23 anni con la pistola di ordinanza ancora vicina. In meno di quattro ore il Vaticano ha già la risposta: certezza morale. Nessun processo, nessuna scena del crimine repertata, nessun contraddittorio. Solo una versione. Nella prima puntata ricostruiamo la notte del 4 maggio 1998, i protagonisti, e una verità consegnata al mondo con una fretta che non si è mai spiegata.
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Igor Franchini- 43 coltellate per un debito (parte 2/2)
2026/06/22
Giovanni Morlando viene condannato a 22 anni per l'omicidio di Igor Franchini dopo sette processi e nove anni. Ma i conti non tornano: i tempi sono impossibili, la pistola non ha un proprietario, e una Clio grigia fuori dall'ospedale non è mai stata investigata. La verità giudiziaria esiste. La verità storica è un'altra cosa.
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Podcast reviews
Read Dpen Crimini podcast reviews
Southernchacha 2026/08/04
Fantastico
Trovato ‘sto podcast 3 giorni fa: addicted!!!
In più sentire Palla con il suo/mio accento milanese mi fa stringere il cuore
Ma ultimamente….sta’ diven...
sloleg80 2026/04/01
Intelligente ma disorganizzato
Podcast interessante per approfondimento e studio dei casi. Purtroppo manca struttura nel racconto, si salta spesso avanti e indietro con inutili ripe...
Luciamagi 2024/10/07
Completo e non saccente
Mi piace molto l’atteggiamento investigativo di chi non parte da preconcetti o partiti presi. Però sempre nel rispetto del lavoro degli inquirenti. As...
Mattbi 2024/07/12
Ottimo podcast
Sempre molto interessante
GiuliainUSA 2024/04/10
Fantastic!
Come Palla racconta in maniera erudita ed eloquente i casi di cronaca nera non ce n’è!
Bravissimo e continua cosí!
anerrs 2022/09/19
Che pena
Imbarazzante la puntata con il ‘conduttore’ ubriaco che biascica.
Birilla74 2021/12/10
Strepitoso!
Il podcast interessantissimo, i casi trattati esposti con precisione e accuratezza, Palla simpaticissimo…il podcast ideale
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