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Le Mille e una Novella

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Rating
★★★★★
5
from
1 reviews
Categories
Country
United States
This podcast has
44 episodes
Language
Italian
Explicit
No
Date created
2020/12/25
Latest episode
2026/10/16
Average duration
4 min.
Release period
48 days

Description

Scrivo una storia, poi te la racconto e viaggiamo insieme. Sei pronto? Allora facci partire premendo play! Alla fine non saranno veramente 1001 storie, perché altrimenti finirei dopo 1001 settimane, cioè più di 19 anni... Quarta stagione dal 26 settembre al 12 dicembre 2025.

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٤٢ Siamo sempre state pronte
2026/10/16
Come ho fatto a dubitare, siamo sempre state pronte, dal primo giorno che tu mi hai vista e che io ti ho vista. La tua voce, il tuo profumo, la tua dolcezza mi hanno fatta già impazzire a 14 anni, e da lì ti ho amata per gli altri 15 anni della mia vita. Ti ho osservata in questi giorni, sei stata subito chiarissima, ti aveva quasi offesa il mio dubbio, capisco. Mi vuoi, come non hai mai voluto nessun altro, nessun'altra. Devi dire a tuo marito di stare più attento, perché se tardo a pubblicare metto un avviso in un determinato posto, che ovviamente tu conosci molto bene, ormai. Forse te l'eri perso con la mia polmonite, e ti maledici ancora per esserti smarrita quando non capivi cosa mi fosse successo di così grave da non passare più a salutarti; avevi sofferto molto, avevi pensato ti avessi dimenticata, ma da quel momento in poi se non pubblico in orario sai dove devi andare a controllare. Non è questo il giorno, non vedevo l'ora di scriverti, amore mio. Lunedì pomeriggio è stato bellissimo, tuo marito non aveva ancora scoperto la scorsa puntata ma tu invece sì, e non avevo mai visto tante finestre aperte, e luci accese, spente e di nuovo accese dappertutto, eri talmente infuocata da ustionarmi la pelle a distanza. Vacci piano che il mio cuore già scoppia per amore, mi stecchisci così! Da che pulpito... hai ragione. Mi piace cuocerti delicatamente, ma anche farti divampare, lo ammetto. Mi attrae sempre l'idea di farti impazzire. Lunedì, poco dopo il tramonto, ho notato stessi pulendo, hai sbattuto qualcosa fuori dalla finestra, così in un secondo momento avresti potuto dire al coso che lunedì sera non avevi mica tutte le finestre e le tende aperte per me, ma perché dovevi sbattere fuori gli stracci impolverati... Ti ho capita benissimo, meraviglia. Basta guardarci per amarci, non ci serve nemmeno più parlarci, o insomma lo facciamo. Mercoledì sono passata con Mario e non eri più la stessa, il coso ha scoperto la puntata (finalmente!), e ti ha ordinato di chiudere qualsiasi tenda possibile. Non era la prima volta che succedeva dopo un mio scritto potentissimo, e mi dispiace per lui ma non sono stupida... Mi ami dall'inizio e lui ci muore dall'inizio: non è così difficile. Ho visto che però ti sei creata la solita fessura per guardare fuori, sfruttando la maniglia della finestra. Ieri sono stata tutto il pomeriggio con te, ho letto 150 pagine de "La memoria rende liberi", in tre ore all'aria aperta, sono stata benissimo, tre pause camminate, tre ricerche di te. Ecco, la memoria rende liberi appunto, e ricordo tutto di te, tutto il tuo amore quando potevo abbracciarti, tutta la tua sofferenza e il cambiamento d'umore repentino nel vederti sottratta a me. Ieri sera, arrivata a casa, c'era una luna sottile come quella delle intro di Le Mille e una Novella, e mi ha ricordato della tua tenda, ieri avevi già ampliato l'apertura rispetto a lunedì, e di giorno in giorno, come a seguire le fasi della luna crescente crescerà, come sempre. La spalancherai ancora, con la solita scusa a tuo marito "ma non sta scrivendo...". Sei geniale, usa sempre la tua furbizia con me, lo adoro. Come ho fatto a dubitare, siamo sempre state pronte. Website: https://miry1919.github.io/hugosite/podcast/le-mille-e-una-novella-5/
٤١ Siamo e saremo sempre noi
2026/10/10
Non so se siamo pronte per tutto questo, me lo dirai puntuale con qualche tuo sguardo o con qualche tuo gesto. Da quando mi sono innamorata di te, la mia vita è iniziata realmente, il tuo amore mi ha risvegliata dal torpore, non è passato un solo giorno senza che io mi sia messa a pensarti, ad amarti, e così hai fatto tu. Perfino nell'odiarti non riuscivo ad allontanarmi, hai provato in tutti i modi a mandarmi via perché pensavi fosse giusto per me, perché il coso, come chiamarlo... il coso che insomma per ironia della sorte è tuo marito, stava per farmi male e tu hai provato in tutti i modi a farti odiare, e ti ho odiata tantissimo, ahimè lo sai, peccato però che l'amore vero sia più forte di qualsiasi castello costruito sulla menzogna. Così hai finalmente preso coraggio, hai imparato che posso scriverti e tu puoi leggermi affamata, che posso amarti quando passando sulla tangenziale con lo scooter vedo per un attimo la finestra dello studio, o mentre smadonno perché c'erano troppe macchine in quel momento e non mi hanno permesso di farlo. Non preoccuparti, lo faccio solo se posso non rischiare troppo, altrimenti rimani in pensiero, ci muori, ti conosco, ma all'andata e al ritorno per la piscina ora passo di lì, e non vedo l'ora di vivere ogni volta quei due attimi senza fiato, un'apnea dentro di te. Posso amarti ogni volta che mi insegui se passeggio all'esterno, cambiando stanza come una professionista silenziosa e insospettabile, evitando con le acrobazie anche il coso che ti fa da ostacolo. Posso amarti quando vai in cucina, lanci via la tenda che tuo marito dispiega sempre per coprirsi da me, la vela di un relitto, la sua bandiera bianca, e apri il frigorifero per bere ma soprattutto per farti notare, essendo che i ripiani dello sportello si vedono anche da fuori, e addirittura poi spalanchi la finestra per respirare la mia fresca presenza come io faccio sempre con te. Ieri l'hai fatto, in barba a tuo marito addormentato sul divano, e mi agita sempre, mi cogli impreparata e fatico a guardarti per l'emozione, ma ti ho vista, eri bellissima, i capelli, la statura, ti rendono subito riconoscibile, quando tuo marito da dietro alla tenda maneggia cose tra dentro e fuori dal frigo sembra solamente un orco imbestialito con me, invece tu giri come una fatina per casa e per me fai la magia, accendi le luci come a seguire i miei spostamenti, mi catturi e non sembra nemmeno più di esistere ma di essere lì con te. Quando ci rivedremo il nostro abbraccio sarà così impossibile da spegnere, rimarremo incollate senza più bisogno d'altro, ti farò ridere ancora, e tu farai lo stesso, ci baceremo perché non serve dirtelo ma lo facciamo ogni giorno, sai di cosa parlo: i tuoi baci mi sono arrivati su tutto il corpo, i miei hanno fatto altrettanto. Dove li vuoi adesso? Fatto, per favore torturami allo stesso modo. Eccoti, mia, ancora una volta. Non ti sei mai sentita adeguata, ma credi io invece mi sia mai sentita adatta? Non è facile gestirti, credimi, dirai lo stesso di me, ma sono orgogliosa di non averti mai lasciata, e di non essermi mai fidata delle tue parole quando il mostro ti ha ricattata. Non ce ne importa più niente nemmeno di lui, ha solo alimentato le fiamme del sentimento che proviamo, non deve esagerare altrimenti deflagriamo assieme. Troppo tardi, dici? Ce ne faremo una ragione, finalmente sai che puoi amarmi, che sono sempre tua senza farti domande. Nel fuoco, nell'acqua come sirene, nell'aria come creature volanti, ovunque, siamo e saremo sempre noi. Website: https://miry1919.github.io/hugosite/podcast/le-mille-e-una-novella-5/
٤٠ Introduzione, quinta stagione ☾
2026/10/02
Ho appena riascoltato l'introduzione a ogni stagione di "Le Mille e una Novella" creata fin qui, dalla prima alla quarta, per accorgermi che ogni volta le mie sensazioni, all'esordio, sono uguali ma diverse allo stesso tempo, perché le sensazioni contano solo prima del completo svolgimento di ogni evento. Sono sempre troppo onesta, se non racconto la verità preferisco lasciarmi trasportare dalla morte, se non denuncio l'ingiustizia mi detesto per non aver vissuto legittimamente, se non inseguo l'umiltà scelgo allora di vergognarmi davanti ai modesti. Nella prima stagione abbiamo incontrato questa voce amica, intima e sincera, che nella seconda stagione ci ha convinti del fatto che la vita è un viaggio senza un itinerario preciso e prestabilito; nella terza stagione ci ha svelato come il male sia molto più pregnante del bene, ma che nonostante tutto non sia mai giusto perdere la speranza che il bene ci riaccolga; nella quarta stagione ci ha portato a conoscenza dell'umiliazione di vivere, e quindi di non vivere, lasciandosi imprigionare dalle dinamiche più schifose in circolazione. La quinta stagione continuerà a raccontare la cruda realtà, dietro cui si nasconde sempre un insegnamento positivo se hai imparato a rompere le catene di un'esistenza finta e senza sostanza. Sapete che non deluderò le vostre aspettative di rinascita, ascolterete ancora qualcosa di vero e basta. Non so analizzare la vita truccandomi la faccia, facendomi andare bene tutto senza tirare fuori ogni volta la verità. Non ci trascineremo avanti nemmeno questa volta, i passi li decideremo noi, con tanta cura, pur di avanzare a rilento e rimanere in pochissimi: guadagneremo metri preziosi verso una meta che in pochi perseguono coraggiosamente. E senza paura scolpiremo le nostre scoperte nella pietra della consapevolezza. Non finirei mai di trasmettervi quanta passione ci metteremo in tutto questo: fino a quando non avremo più le forze di farlo, noi lotteremo. Website: https://miry1919.github.io/hugosite/podcast/le-mille-e-una-novella-5/
٣٩ Un fluido colorato che vaga per il mondo
2025/12/12
Mi interrogo, insisto, se non fossi dentro di me, chi sarei, e perché? Perché mi hanno assegnata a me? È un rompicapo irrisolvibile, complicato, spero ci siano altre persone che pensano a questo come me. Fare uscire la propria anima dal corpo, e farla vagare nell'aria, è incredibile, il tuo fisico, le tue membra rimangono lì, e tu diventi un fluido colorato che vaga per il mondo. Ti dissoci, lasci a terra la parte consistente di te, che ha un odore, un rumore specifico, e invece, quella con cui voli è la parte impalpabile ma pregna di significato, che ti identifica davvero. Sarei la stessa se inserissi il mio software in un altro hardware, magari di un altro sesso, con un'altra voce, e con diverse idee, predisposizioni, progetti, passioni, sogni? Perché sono io? Perché vivo dentro e fuori di me? Perché non c'è un perché? Saranno anche colti coloro che vantano mille pregi intellettuali, ma hanno mai pensato a questo? Dico di uscire da sé, o almeno provare a immaginare di non essere in se stessi? Non lo so, le domande aumentano, i dubbi si accrescono. La morte, è morte vera o no? Se la vita non è vita, ma un'illusione di esserci, una speranza di agire secondo una razionalità consapevole, forse allora la morte non è morte, non c'è un punto, ci sono solo virgole. Quando l'anima mi esce dal corpo, il tempo esce dall'orologio, tutto è fermo, a parte l'anima che guarda tutto da fuori, ragiona, scivola tra emozioni densissime, cariche, varie. Ritornare nel fisico è banale, superficiale, statico: è come arrendersi, sentirsi imprigionati in qualcosa di lineare, che esiste perché esiste, e non è vero che non esiste, e nient'altro. Sono io, non sono altro che io, e quindi? Mi interrogo, insisto, se non fossi dentro di me, chi sarei, e perché? Website: https://miry1919.github.io/hugosite/podcast/le-mille-e-una-novella-4/
٣٨ Un incubo col camper in autostrada, parte tre
2025/12/05
Il soccorritore dell'ACI, non più giovanissimo, abbastanza minuto, coi capelli bianchi radi e un po' sdentato, aveva un amichevole accento laziale: ci è risultato fin da subito simpatico. Appena dopo essere arrivato col suo furgone giallo, è sceso per analizzare la situazione. Ci ha proposto di cambiare la nostra ruota con una per camper che aveva disponibile, per poi accompagnarci al primo gommista raggiungibile tramite la successiva uscita autostradale, Ferentino, provincia di Frosinone, 65 km a sud di Roma: abbiamo accettato e si è messo all'opera. Era minuto ma molto forte; la ruota era grande quasi quanto lui, ma dopo aver alzato il camper col cric, si è atleticamente chinato per smontare la ruota vecchia e montare quella nuova. Però sfortunatamente la sua ruota non andava bene, poiché coi bulloni configurati diversamente era adatta solo a camper più vecchi, e non al nostro motorhome di ultima generazione. Allora ha provveduto semplicemente a rimontare la nostra ruota riparata, e a gonfiarla per arrivare alla giusta pressione di 5 bar. Mio padre gli ha spiegato che per riparare la gomma, in ultimo aveva usato quel kit d'emergenza che rimpolpa il copertone riempiendolo di lattice, e che probabilmente fino al gommista si poteva sperare che avrebbe tenuto bene. Il soccorritore allora, sempre con la sua parlata laziale simpatica, ci ha comunicato che ci avrebbe scortato fino alla prima uscita, denominata appunto Ferentino, raccomandandoci di andare al massimo a 80 km/h per evitare di sovraccaricare la ruota riparata col lattice. Così siamo partiti, dietro di noi il furgone dell'ACI a segnalare la nostra faticosa presenza, una volta presa l'uscita ci siamo fermati dopo il casello, e il soccorritore ci ha sorpassati per fare strada fino al gommista. Il conto dell'ACI è stato di 240€, che però ad oggi risultano essere già stati rimborsati dalla nostra assicurazione. Non sarebbero mai riusciti a trainarci, mettere il nostro camper su un carro attrezzi normale sarebbe stato impossibile, quello speciale di grandi dimensioni chissà se avrebbe rovinato il camper in qualsiasi maniera! Nonostante tutto eravamo stati fortunati, dal gommista ci hanno dato una ruota per camper compatibile ma provvisoria, poiché una ruota della massima qualità, la stessa con cui il camper è stato equipaggiato all'inizio, doveva essere ordinata. Una volta arrivati a Salerno abbiamo ordinato da un grosso gommista quattro copertoni nuovi della massima qualità disponibile, i miei genitori andranno a farli montare il 9 dicembre. Website: https://miry1919.github.io/hugosite/podcast/le-mille-e-una-novella-4/
٣٧ Un incubo col camper in autostrada, parte due
2025/11/28
La corsia d'emergenza in autostrada è un bene esista, è necessaria, ma come si può immaginare, mentre per una macchina può essere quasi spaziosa, per un camper risulta molto risicata. Il nostro camper, lungo 7 metri e mezzo, e largo 2 metri e 35 centimetri, appena dopo aver accostato, ha rischiato subito di essere beccato, tamponato, da un camion o da una macchina in corsa sull'autostrada. La lucidità di mio padre è stata incredibile, ha preso immediatamente il triangolo di segnalazione, i gilet gialli catarifrangenti, e ha incaricato mia madre di mettersi molti metri prima del camper a segnalare che fosse lì fermo, agitando le braccia tenendo tra le mani il secondo gilet giallo catarifrangente. Io ho subito chiamato il servizio di assistenza autostradale, che mi ha indicato di chiamare anche i carabinieri, perché quando un veicolo si ferma sulla corsia d'emergenza e non riesce a raggiungere la piazzola di sosta SOS, è necessario avvisare anche le forze dell'ordine. Mio padre nel mentre ha provato a riparare nuovamente il copertone, e una volta finito con le varie telefonate sono precipitata giù per aiutarlo. Lui ha insistito più volte a ribadire a mia madre che il lavoro di segnalazione del mezzo fosse fondamentale; in un momento, già estenuati nel gonfiare a mano il copertone con una stupida pompa a colonna per bicicletta, mi ha ricordato di come anni fa un suo collega, in una circostanza simile, con l'auto ferma in autostrada, fosse stato ucciso insieme alla moglie e alla figlia, perché la loro auto accostata era stata colpita da un'altra in corsa, una strage familiare si era compiuta, e mi ha detto che quindi se fosse successo anche a noi due, essendo i nostri corpi proprio tra il camper e il guard rail, saremmo rimasti schiacciati, sfracellati, polverizzati tra le lamiere – queste parole ancora oggi mi agitano tanto. Però poi, per fortuna, siamo riusciti a rimettere in sesto la gomma e a raggiungere la piazzola di sosta SOS che si trovava solo 300 maledetti metri più avanti. I carabinieri non si erano assolutamente fatti vivi, figuriamoci, ma mentre finalmente eravamo al sicuro nella piazzola di sosta SOS è arrivato il soccorso dell'ACI. Mia madre lamentava braccia stremate, io e mio padre non eravamo messi meglio, e anche se le cose si sarebbero protratte ancora a lungo, nonostante lo spavento stavamo tutti bene, ed era l'unica cosa importante. Website: https://miry1919.github.io/hugosite/podcast/le-mille-e-una-novella-4/
٣٦ Un incubo col camper in autostrada, parte uno
2025/11/21
Siamo partiti per Salerno col camper lunedì 10 novembre, di pomeriggio; dopo qualche ora di viaggio abbiamo cenato, dormito durante la notte, per poi ripartire la mattina successiva. All'apparenza stava procedendo tutto regolarmente sull'autostrada, un'ora dopo della nostra ripartenza l'11 novembre mattina, io e mio padre abbiamo scambiato qualche opinione sulla ruota anteriore destra, mi stava spiegando che aveva riparato il copertone prima di partire, e che per la verità era già stato riparato anni fa, ma dopo essersi comportato perfettamente aveva riceduto; mi sono sentita di dirgli che forse stavolta avrebbe dovuto cambiarlo e basta, non ripararlo nuovamente, ma lui mi ha risposto scontroso dicendo che già avevamo rimandato la partenza di due settimane per varie ragioni, e che la sua scoperta del cedimento del copertone era avvenuta quando io avevo già acquistato il biglietto del treno di ritorno Salerno-Milano (al prezzo scontato di 43€), e che si era sentito di fare così anche per me, per non farmi saltare quel viaggio ideato all'ultimo minuto, quindi che non dovevo lamentarmi! Mio padre aveva comunque riparato il copertone con la cura necessaria, in buona fede, e non avrebbe mai immaginato che le mie parole, in meno di mezz'ora, sarebbero risuonate sagge e dure come un pugno in faccia. Il camper, dopo quasi 7 anni dall'acquisto, ha bisogno delle prime fondamentali sostituzioni, tutti e quattro i copertoni delle ruote, la batteria di avviamento del motore, che infatti ad agosto ci aveva lasciato a piedi dalla sera alla mattina al rientro da Bormio... Insomma, si tratta di cose normali, che però mettono più o meno in crisi a seconda di come accadono. Così, da un momento all'altro, mentre stavamo sorpassando un grosso camion, abbiamo sentito un sibilo, uno strano rumore come provenire dal camion alla nostra destra, ma no, era la nostra ruota anteriore destra che si stava cominciando a sgonfiare: miracolosamente riusciamo a completare il sorpasso in sicurezza, e pochi metri dopo, realizzando l'accaduto, mio padre accosta sulla corsia di emergenza, io sento un sussulto sul sedile del passeggero, quello appunto esattamente sopra alla ruota incriminata, la ruota si sgonfia completamente, e da quel momento, sulla A1, poco prima di Frosinone, inizia per noi un incubo a occhi aperti. Website: https://miry1919.github.io/hugosite/podcast/le-mille-e-una-novella-4/
٣٥ Filippo Seganos alla riscossa
2025/10/31
Filippo Seganos prova quindi a chiudere la tenda nella camera della moglie, e a spalancare le tende di ogni finestra del resto della casa, cercando di opporsi alla legge della natura da lui scelta in precedenza, ovvero il suo costante deperimento fisico e mentale. Ci riesce? Che domande! Impreca alla finestra, si contorce, ma niente: la ragazza intuisce i suoi stravolgimenti, e se la ride così bene da pensare che poi in fondo questo cretino di nascita non sia poi così antipatico. Nella vita di Filippo Seganos nulla è come avrebbe voluto, il figlio è quello che è ma soprattutto quello che non è, la moglie non se lo caga minimamente, ha sempre finto di essere colto ma a malapena sa l'italiano, le tabelline le ha dimenticate dopo la 5ª elementare, la laurea l'ha comprata in sconto al mercatino dell'usato, ed era così in sconto che se te la prendevi e te la portavi a casa ti davano pure dei soldi e ti dicevano "Auguri!". Tutto felice ha sempre pensato di essere perfetto, di avere potere, fama, un'intelligenza fuori dal comune... D'altronde è così intelligente da essersi creato la bara in anticipo, rimanendo ogni giorno il più fermo possibile, in modo da sperimentare anzitempo anche la putrefazione del suo corpo post mortem. Che poi, tra due giorni è la sua festa, la festa dei morti. Ma se si travestisse per Halloween, i bambini si divertirebbero o morirebbero sul colpo? Secondo me se incontrasse ogni persona vivente, nel giro di pochissimo sulla Terra regnerebbe il silenzio, ogni persona da lui incrociata perirebbe. Io mi sono salvata giusto perché mi s'è mostrato gradualmente. Sua moglie che deve rivederlo ogni mattina dovrebbe prendere un premio, come persona più coraggiosa al mondo. Vogliamo risolvere il cambiamento climatico velocemente? Basta che tutti incontrino Filippo Seganos per qualche secondo, anzi, basterebbe filmarlo e mandarlo a ogni essere umano cosciente. La morte dilagherebbe istantaneamente, la Terra riprenderebbe i suoi spazi, ma l'odore della putrefazione degli otto miliardi di corpi senza vita raggiungerebbe altri pianeti in maniera così forte da innescare un vero e proprio domino cosmico, gli altri universi accuserebbero il colpo. Le avventure distruttive e devastanti del mostro Filippo Seganos non finiscono qui. Website: https://miry1919.github.io/hugosite/podcast/le-mille-e-una-novella-4/
٣٤ Il Brigadiere Bellini
2025/10/24
Lettera ad A. R.: Spesso hai peccato di presunzione, dimostrando superficialità e ignoranza, oggi vorrei raccontarti di quella volta in cui ci sei cascata in modo così clamoroso da ferirmi nel profondo; non l'ho fatto per tutto questo tempo, forse per non colpirti nel centro del petto, ma è arrivato il momento. Partirei con qualcosa di secondario per farti entrare nell'argomento. Sai che per te l'Apple Watch si chiama "iWatch", non credo tu abbia mai provato a pronunciarlo seriamente, altrimenti ti saresti accorta che "AIUUUOOOCH" è veramente inascoltabile. E no, non sono l'unica a indossarlo ogni giorno, ci sono più di 100 milioni di Apple Watch attivi al momento, è lo smartwatch più venduto al mondo, quindi non avresti potuto riconoscermi senza vedermi in volto solo perché indossavo un Apple Watch. Ti chiederai cosa mi ha ferita, ecco mi ha ferita che tu pensassi che il Brigadiere Bellini, alla quale hai recitato il copione scritto da tuo marito, obbligata da tuo marito, fosse di un grado incredibilmente alto. Te ne sei uscita che quella maledetta ignorante del Brigadiere Bellini fosse qualcosa di più di una donna delle pulizie di un appartamento comune, quando per dirla tutta sa solo sporcare il mondo con la sua ignoranza intanto che sogna di pulire lo schifo dei criminali come tuo marito. Ero di più alto grado io come Pilota Ufficiale dell'Aeronautica che il Brigadiere Bellini, che è poco più di un Appuntato dei Carabinieri, e non può nemmeno ambire a diventare Maresciallo. Te l'avrà detto tuo marito e tu chiaramente ci hai creduto a occhi chiusi. Per farti capire una volta per tutte, con vanto e ignoranza hai confuso il Brigadiere con il Generale di Brigata. I gradi dei Carabinieri sono: Ufficiali Generali, Ufficiali Superiori, Ufficiali Inferiori, Ufficiali Subalterni, Ispettori (Marescialli), Sovrintendenti (Brigadieri), Appuntati; tu hai portato il Brigadiere Bellini dal penultimo grado al primo! Avrai ritrovato la tua capacità di distinguere le bufale dalla verità? Lo spero tanto. Con affetto, Miriana. Website: https://miry1919.github.io/hugosite/podcast/le-mille-e-una-novella-4/
٣٣ Filippo Seganos
2025/10/17
Cretini si nasce, non si diventa, e Filippo Seganos ne è la prova vivente. Dai, si fa per dire: è il vecchio più decrepito che io abbia mai incontrato. Come qualsiasi fermo esponente del patriarcato è gelosissimo e possessivo con sua moglie, ma sua moglie, per la sua gioia, è innamorata da circa 13 anni di una giovane bellissima, che le vuole tantissimo bene. Ogni volta che la ragazza della quale è innamorata sua moglie passeggia sotto casa, Filippo Seganos si imbestialisce, chiude tutte le tende murandosi vivo, e invece, nel frattempo, la moglie spalanca la tenda della sua stanza per il passaggio della sua fiamma. Ma c'è stato un giorno in cui Filippo Seganos si è veramente superato, la giovane ragazza per la quale sua moglie impazzisce stava banalmente camminando sul marciapiede davanti all'ingresso del suo box, e allora Filippo Seganos dovendo entrare nel box, con la macchina e sua moglie seduta sul posto del passeggero, pensa bene di fare un giro ulteriore attorno al palazzo, sperando che al suo ritorno la ragazza sia andata via, per negare alla moglie di guardare la ragazza... Peccato che nell'esatto istante dell'inizio del suo tentativo di fuga, la moglie si volta verso la ragazza e la guarda intensamente, e lo stesso fa la ragazza, perché è sempre affascinata da quella donna: si trattengono in questo sguardo infinito. Le due si ricordano indelebilmente ogni sguardo intenso che il marito ha provato a sottrargli, amandosi sempre più incondizionatamente a distanza, deridendo quel mostro in carne e ossa. Cretini si nasce, non si diventa, e Filippo Seganos ne è la prova morente. Website: https://miry1919.github.io/hugosite/podcast/le-mille-e-una-novella-4/
٣٢ Cani e parrucchini
2025/10/10
Si dice che i cani sono come i padroni, ma mai avrei pensato che la mia cagnolina Briciola arrivasse a scoprire le mie preferenze nei confronti delle persone. Non riesco a digerire la presenza di questo signore del mio palazzo, è il classico milanese che non dà fastidio a nessuno, ma niente, a me risulta insopportabile. È talmente ligio al suo lavoro dell'ultimo cinquantennio, che mi fa venire l'orticaria: ogni mattina, con la sua valigetta, si reca con l'autobus nell'officina di un meccanico, e seppure abbia già quasi ottant'anni, nulla gli fa pensare di farla finita con questa routine. Trovo disgustevole la pretesa di sentirsi indispensabili all'infinito; per parlare nella sua lingua: ma muchela! La cosa divertente è che la mia cagnolina Briciola, per motivi solo inizialmente ignoti, pur essendo sempre amorevole con qualsiasi essere umano, con lui prendeva ogni volta la rincorsa da lontano per abbaiargli come se non ci fosse un domani: quel signore entrava nei radar e Briciola cominciava ad agitarsi insistentemente. Devo ammettere non capitasse solo con lui, ma anche con un altro signore proprio della mia scala. Meno insopportabile dell'inappuntabile ottantenne ligio di cui sopra, ma altrettanto fastidioso, con una campanella sempre attaccata alle chiavi, che pensavo fosse appunto, in questo caso, la motivazione dell'intenso abbaio e coinvolgimento di Briciola. Ma è giunto il momento della verità, cosa accomunava questi due signori, a parte che fossero per me uno più insopportabile dell'altro? Il parrucchino. Briciola, in qualche modo, si accorgeva che loro in testa non avessero i capelli, ma tipo un procione, allora gli abbaiava come se non ci fosse un domani... Capire questa cosa mi ha fatta rotolare dalle risate. Sarà che chi sceglie di adottare un procione... volevo dire l'uso del parrucchino, in generale, mi starà sempre alquanto antipatico? Sembra razzismo, ma forse è di più il razzismo da parte di questi signori nei confronti dei calvi. Website: https://miry1919.github.io/hugosite/podcast/le-mille-e-una-novella-4/
٣١ Il dottor Giulivi, la psicologa Ramponi, e la setta degli uomini violenti
2025/10/04
Il dottor Giulivi gestisce la setta degli uomini violenti, e io, in quanto uomina violenta, sono entrata a farne parte. La psicologa Ramponi è la sua spalla destra, e si fonda su credenze esoteriche che esaltano la non conoscenza delle truffe da cui è composta la giustizia italiana. La setta degli uomini violenti si incontra ogni settimana, per fare un percorso psicologico fondato tanto quanto lo è la psicologia della Ramponi, colma di ignoranza sulle dinamiche di denunce false, inganni, gelosie, vendette. E poi, come si fa a pensare di capire la mente di qualcuno, e pretendere di indirizzarla sulla giusta strada, se la giusta strada sono in grado di riconoscerla solo pochissimi eletti esseri umani? Solo colui che scava dentro di sé e dentro alle cose con fatica, e con voglia di rivoluzionare ogni sua abitudine, può riconoscerla. Mi trovo fin da subito a parlare nel gruppo della setta, sentendomi come circondata da altre uomine di una bassezza così grande da farmi subito notare l'errore. Lì mi ci ha mandata Filippo Seganos, padre di Giorgio Seganos... Ed è proprio Filippo Seganos l'unico mostro violento e malato della storia. Non dico che per lui andare a frequentare un gruppo trattamentale ogni settimana servirebbe a qualcosa, almeno io da questo percorso gratuito ho estratto molti libri sullo studio della bassezza dell'essere umano generico, perché tra il dottor Giulivi, felice solo dopo aver scolato alcol, allegro per la sua panzona da vecchio sedentario con due gambe a stecco, e la psicologa Ramponi, che pur di guadagnare senza lavorare, riesce ad arrampicarsi sulle persone, come sulla neve quando è fresca, brutta come la fame dopo un digiuno di 40 giorni, la setta degli uomini violenti è in tutto e per tutto fuffa ordinata dal sistema dell'imbarazzante (in)giustizia italiana, una truffa legalizzata che non attua alcun lavoro vero per cercare i colpevoli effettivi. Filippo Seganos mi ha regalato altri libri da scrivere grazie al mio pass gratuito per la setta, ma mi dispiace di non essere andata in galera, ogni scrittore sogna questa grandissima svolta nella propria carriera! [Disclaimer: ogni riferimento è puramente casuale] Website: https://miry1919.github.io/hugosite/podcast/le-mille-e-una-novella-4/
٣٠ Introduzione, quarta stagione ☾
2025/09/26
La quarta stagione di "Le Mille e una Novella" sta per cominciare, ancora una volta imprimerò la mia vita nelle parole, e le parole voleranno distinguendosi, impadronendosi della scena. Se atterreranno diverse o immutate non lo so, ma saranno sempre autentiche. Tante volte credo che impegnarmi non mi abbia ripagata, non avrei mai dovuto provare a organizzarmi per ottimizzare ogni aspetto di me... Quasi nessuno riconosce i miei sforzi. Viviamo in un mondo in cui contano solo i soldi, quindi devi lavorare il prima possibile, ottenere un lavoro con un ottimo stipendio, e finisce lì. Se poi non curi il tuo fisico nessuno deve permettersi di fartelo notare! Trovo che questo "body positive" sia un inno alla devastazione: dipingersi le unghie non sarà mai più importante di prendersi cura del proprio pensiero, dei propri organi, e dei propri muscoli. Sapete bene che non sarò mai il prodotto ideale di questa società, mi ribello a tutto quello che è sfacciatamente stupido, curo cosa mangio, non passo le giornate col didietro incollato a quella dannata sedia, approfondisco ogni argomento interessante, e pratico, che mi si presenta davanti nella quotidianità, non mi fermo alle apparenze, ho dei sogni smisurati, vorrei scuotere l'universo. Non ce la farò? Non importa, ma non sarò mai quella persona chiusa nei vizi, una fumatrice, una persona senza ambizioni di perfezione. Fate pure come volete, ma io non diventerò mai quell'elemento facile della collettività, che subisce questo schifoso meccanismo di guerre per soldi e potere. Il mio potere resterà sempre quello di apparire senza trucco, di vivere consapevolmente, analizzando sempre tutto di me, e impegnandomi a evolvere. Non c'è umiliazione più grande di vivere senza farlo veramente. Website: https://miry1919.github.io/hugosite/podcast/le-mille-e-una-novella-4/
٢٩ La prima gara di nuoto Master
2024/12/23
È stato singolare ritrovarmi di nuovo in piscina per delle gare al sabato e alla domenica. Ma soprattutto non riuscivo più a capire se fossi ritornata indietro nel tempo, come quando nuotavo agonisticamente – l'avevo fatto fino a giugno del 2016 –, o se fossi solo andata in avanti con un grande balzo, e un vuoto lasciato nel mezzo. Mi sono ritrovata con pochi ragazzi e ragazze più giovani attorno, e molti signori e signore, non più esattamente giovani, accanto. Appena arrivata al Bocconi Sport Center ho sentito quella piccola ansia pre-gara, mi mancava. Nello spogliatoio mi sentivo carica per buttarmi ancora una volta in quest'avventura. Dopo uno scioglimento, uno smollo veloce nella piscina bollente, funzionale per tenere calda ogni fibra muscolare, ero già in ritardo per la prima gara. Quindi corro nello spogliatoio a cambiarmi il costume, per averlo asciutto, poi mi metto i pantaloncini, la maglietta, e la cuffia della squadra, e vado con gli occhialini e il cartellino FIN in mano alla camera di chiamata. Mi siedo, osservo, non riesco ancora a capire in quale parte della vita fossi effettivamente finita, se indietro o se avanti, come dicevo, e spero fin da subito di non ritrovarmi a competere con una sessantenne che avrebbe fatto il mio stesso tempo con disinvoltura, o addirittura mi avrebbe battuta gareggiando nella corsia affianco. Metto gli occhialini e vengo chiamata, la mia batteria è la numero 2, l'ultima è la numero 1, la più veloce. Tenevo a quei 50 metri dorso come ho sempre tenuto a ogni gara, sarebbe stato impensabile vedermi distratta o svogliata, ero concentrata, ero lì per fare del mio meglio. Corsia 5, proprio al centro dell'attenzione, e via, si parte. Non avevo fatto il tempo che speravo, ma avevo dato tutto. Dopo una polmonite bilaterale, che il mio corpo non può avere ancora assorbito completamente, dovevo comunque ritenermi soddisfatta. In pochi giorni, in ospedale, il valore dell'emoglobina era sceso drasticamente, da 13 g/dL a 9 g/dL, non erano passati nemmeno due mesi da quando ero tornata a casa e mi sentivo un vermiciattolo molle senz'anima; l'integratore di ferro avrebbe avuto bisogno di altri mesi per far riarrivare al valore minimo di 13 g/dL l'emoglobina: con circa 10,5 g/dL di emoglobina, essere lì a disputare una gara, dopo tutto quello che mi era successo, doveva solo farmi dire "complimenti Miriana, non molli mai, anzi, rilanci e basta". Così vado a fare qualche vasca di defaticamento, e mi ripreparo per andare in camera di chiamata per la seconda gara. Mi mancavano i 50 metri stile libero per quel giorno, poi di domenica, sempre di pomeriggio, avrei fatto i 100 metri dorso. Ero più contenta del tempo nei 50 m stile libero, e anche dopo i 100 m dorso del giorno successivo il messaggio era chiaro: il dorso andava allenato ancora molto, si nuota sempre troppo a stile libero in allenamento, e anche di questo si pagano le conseguenze. Però la vita ti premia quando meno te lo aspetti, avevo lottato tanto, e lei questo lo sapeva. Ero più contenta del tempo dei 50 m stile libero che dei 50 e dei 100 m dorso, l'ho detto, ma già sabato sera, dopo essermi lavata e preparata e aver raggiunto il mio ragazzo e i miei genitori, che mi aspettavano nella parte alta di questa lussuosa piscina, sono rimasta confusa per molti minuti, non mi sarei mai aspettata che mio padre stesse tenendo al collo una medaglia, una mia medaglia, perché l'avevo vinta, ma non nei 50 stile libero, bensì nei 50 dorso! Ero arrivata terza, anche con un bel margine dalla 4ª classificata. Ero contenta, non per il tempo effettuato, ma per quel segnale di speranza, di sorpresa e di stupore, che ancora una volta la vita si era sentita di offrire. Website: https://miry1919.github.io/hugosite/podcast/le-mille-e-una-novella-3/
٢٨ Le spese processuali
2024/12/13
Il primo pulsante del citofono è il mio, ed è una condanna perché la postina preme sempre quello, sia per portare la posta a chiunque, sia per portare della posta a me. La verità è che se preme "piano" si sa che non è della posta per noi, ma se preme "pesantemente" allora si sa che è per noi! Un giorno era per noi, non era per mio padre, non era per mia madre, ma non stavo aspettando niente, perché era per me? Scendo, scambio due parole con la postina di fiducia, ormai è una di casa, mi chiede se va tutto bene, le rispondo che insomma, stavo per morire con la polmonite, quindi mi racconta che anche lei l'aveva fatta forte alla mia età, ma c'erano metodi di cura molto diversi e dovette continuare a curarsi per un anno intero. Firmo, mi dà la misteriosa busta che era stata spedita a me, comincio a sperare non sia una multa, la scarto mentre risalgo con l'ascensore, non capisco che cavolo ci fosse scritto su quei fogli, li riguardo dentro casa, trovo le parole chiave che mi chiariscono tutto: "spese processuali". Cerco la somma da pagare, in verità non voglio leggerla, ma purtroppo la trovo, è incomprensibilmente bassa, mi dico che sarà solo una rata di più rate... Leggo e rileggo, non si tratta di una rata, è proprio il totale, non avrei dovuto pagare altro. Comincio a ridere, a rotolarmi, non riesco a credere che il padre di Giorgio Seganos in alcuni anni abbia creato un processo di... 150€. Centocinquanta euro. Devo ben 15000 centesimi di euro allo Stato, perdindirindina! Era partita la musica, in mezzo alla camera c'ero io a ballare con le spese processuali in mano, pagate subito dopo. Avrei pagato di più se fossi passata col rosso al semaforo, ma il semaforo era verde, la pista tutta per me. [In coda "Crazy" di Gnarls Barkley] Website: https://miry1919.github.io/hugosite/podcast/le-mille-e-una-novella-3/

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