
Advertise on podcast: Storie di sport al femminile
This podcast has
117 episodes
Language
ItalianPublisher
Isabella AgostinelliExplicit
No
Date created
2021/03/08
Latest episode
2026/02/02
Average duration
7 min.
Release period
14 days
Description
Lo sport è la mia passione; le storie legate alle sport le mie preferite. Ve ne racconto qualcuna
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We won't be silent: da Minneapolis a Teheran, le donne di sport si uniscono alle proteste.
2026/02/02
Le storie di Jordan Thompson e Sahaba Rashtian non potrebbero essere più diverse: una americana, l’altra iraniana; una giocatrice professionista e opposto titolare della nazionale di pallavolo, l’altra arbitra iraniana che, nella vita di tutti i giorni, lavora come animatrice per i giovani.
Eppure, nonostante queste differenze, le accomuna una profonda determinazione: quella di far sentire la propria voce contro il sopruso di potere esercitato dai rispettivi governi. Due esempi potenti di come lo sport, a volte, non possa — e non voglia — rimanere in silenzio.
Le loro storie, dagli epiloghi molto diversi, mi hanno profondamente colpito. È per questo che ho deciso di dedicare loro questo nuovo episodio di Storie di Sport al Femminile.
Laila Edward: black ice
2026/01/11
L’hockey è sempre stato percepito come uno degli sport più “bianchi” del Nord America. Eppure, negli ultimi anni, qualcosa si è mosso anche sul ghiaccio. Dopo la morte di George Floyd, la lega ha iniziato a interrogarsi sul proprio ruolo e sulle proprie responsabilità, avviando un percorso per rendere questo sport più inclusivo e realmente accessibile anche agli atleti e alle atlete afroamericane.
A guidare questo cambiamento è stato soprattutto l’hockey femminile, che ha saputo aprire strade nuove grazie a figure come Blake Bolden, prima professionista afroamericana della disciplina. Un percorso che oggi trova un nuovo simbolo nella convocazione di Laila Edward, destinata a diventare la prima atleta afroamericana a rappresentare gli Stati Uniti alle Olimpiadi.
La sua storia non nasce dal nulla: affonda le radici nel 1973, quando a Boston una ragazza di nome Doxi McCoy fu la prima “colored girl” a scendere sul ghiaccio con un paio di pattini ai piedi. Da allora, il cammino non è stato lineare, ma ha portato l’hockey femminile a compiere in pochi decenni progressi che meritano di essere raccontati.
A poche settimane da Milano-Cortina 2026, la vicenda di Laila mi ha spinto a guardare a questo sport con occhi diversi. In Italia l’hockey rimane una disciplina considerata minore, spesso lontana dai riflettori, e proprio per questo rischiamo di perderci storie che, al di là dell’Oceano, hanno contribuito a ridefinire un intero movimento.
Vale la pena conoscerle.
Milano - Cortina 2026: le Olimpiadi delle donne italiane
2026/01/02
A poco più di un mese di distanza dall'inizio delle olimpiadi invernali di Milano - Cortina 2026, ho deciso di dedicare questo episodio del mio podcast alle donne che hanno lavorato alla loro organizzazione.
Avevo letto un articolo su di loro in un approfondimento di D-La Repubblica delle Donne (il magazine di L repubblica) e ho così iniziato a conoscere meglio le storie di Diana Bianchedi, Irene Marcatto, Maria Laura Iascone, Raffaella Panié, Valentina Marchei e Martina Cairolli.
Storie che ho raccolto qui nel mio podcast: c'è chi ha vissuto le Olimpiadi sulla sua pelle, chi le ha organizzate per decenni, chi le aveva vissute da spettatrice ... storie che si intersecano e che rendono queste olimpiadi speciali; non solo perché sono le prime olimpiadi "diffuse" - ossia spalmate su tre regioni - ma anche perché per la prima volta nell'organizzazione ci sono un numero uguale di donne e di uomini che collaborano insieme per uno degli eventi più importanti del mondo sportivo.
Storie che vi voglio raccontare.
Sara Curtis: road to LA 2028
2025/12/26
Classe 2006, Sara Curtis è la promessa del nuoto italiano. Dopo aver superato i record di Federica Pellegrini ed essersi aggiudicata il primo oro individuale agli Europei di Lublino, la giovane nuotatrice punta dritta alle Olimpiadi di Los Angeles del 2028.
E per farlo ha deciso di puntare sul coach del team USA Todd Desorbo che l'ha voluta con lui in Virginia.
Testarda come il padre e con il sorriso della madre, Sara ha già dovuto affrontare momenti assai delicati fuori dalla vasca e i commenti razzisti dei leoni da tastiera.
Questa è la sua storia. Ne parlo nel nuovo episodio di Storie di Sport al Femminile. Buon ascolto!
Iran: una maratona per la libertà
2025/12/14
Immaginate di essere ad un maratona; tu insieme ad altre 5.000 persone di cui 2.000 donne; ora guardatele meglio: capelli al vento, maglie rosse, short sportivi. Notate nulla di strano?
La risposta sarebbe no se ci trovassimo in Italia; ma questa maratona si è svolta in Iran lo scorso 5 dicembre. Un gesto, quello di correre senza lo hijab che ha scatenato l'ira della Polizia Morale iraniana che non ha però potuto colpire 2.000 donne.
Una protesta pacifica che per la sua portata è stato un messaggio forte e chiaro dalle donne persiane; un messaggio ad un Paese orami fortemente diviso internamente tra i dogmi religiosi e le spinte all'apertura e al rinnovamentoNe parlo nel nuovo episodio di Storie di Sport al Femminile.
Mabel Bocchi: la rivoluzione di genere sul parquet
2025/12/08
Simbolo dentro e fuori i palazzetti, è stata una pioniera della parità di genere in tempi in cui lo sport femminile era visto come una sottocategoria di quello maschile; incoronata miglior giocatrice dalla FIBA nel 1975, Mabel si è fatta portavoce di alcune rivendicazioni fondamentali per i diritti delle donne nel mondo dello sport: riduzione del gap salariale, accesso alle cure mediche, dignità nell'abbigliamento di gioco.
Molte di queste cose, sono ormai date per scontate, e lo sono grazie a Mabel. A pochi giorni dalla sua scomparsa, ecco la sua storia.
Superare le barriere a bordo di uno skate a Gaza
2025/11/17
Lo skate per sua natura è una disciplina che è sinonimo di libertà; gli ostacoli ispirano evoluzioni; i detriti diventano rampe per salti; per questo lo skateboarding sta diventando una delle discipline più diffuse in Palestina e nella West Bank.
L'ispirazione per questo episodio di "Storie di Sport al Femminile" mi è venuto guardando il mini documentario dal titolo "Walls Can't Keep Us from Flying" che mostra come i giovani di Gaza stiano superando i traumi della guerra anche grazie allo skate.
Mi aveva soprattutto colpito la storia della protagonista femminile di questo documentario, Yasmeen Foque che parla della sensazione di essere sulla tavola, di cosa significhi per le giovani ragazze palestinesi poter uscire dalle mura domestiche e dedicarsi ad un hobby che a molte delle coetanee è precluso.
Ho scoperto soprattutto due realtà davvero bellissime, quelle di SkatePal (che ha anche un partner italiano) e Skate Qilya. Le due associazioni sono alla ricerca di volontari e aiuti. Se vi interessa conoscere meglio la loro storia, non perdetevi questa puntata.
J'accuse: la disinformazione sta uccidendo lo sport femminile
2025/11/04
Disinformazione, pochi dati ed errati, deep fake e umorismo sessista. Tante sono le piaghe che affliggono lo sport femminile e che lo stanno uccidendo dal di dentro e dal di fuori.
Ma cosa possiamo fare noi nel nostro piccolo? Se l'è chiesto il New York Times che ha scritto un'interessante analisi su quello che sta accadendo negli USA. Analisi che può essere trasportata anche alle nostre latitudini e che per questo mi ha fatto riflettere.
Ne parlo nel nuovo episodio di "Storie di Sport al Femminile"
Team Barbie: se puoi vederlo, puoi esserlo...anche una giocatrice di rugby.
2025/10/19
"Se puoi vederlo, puoi esserlo" è lo slogan che sin dalla sua nascita accompagna la bambola più famosa del mondo: Barbie.
Applicabile a qualsiasi categoria, ha aiutato generazioni di bambine a sognare di poter essere una dottoressa, una donna in carriera, un'astronauta e ora anche una giocatrice di rugby.
Un messaggio molto potente in quanto il rugby è uno di quegli sport di dominio prettamente maschile; Mattel spera quindi di ispirare tante ragazzine a "mettersi in gioco e di restarci" anche in quegli ambiti che normalmente non sono aperti alle donne.
Per questa particolare campagna - ribattezzata Team Barbie - Mattel ha scelto di riprodurre 4 star della palla ovale: Ilona Maker, Ellie Kildunne, Portia Woodman Wickliffe e Nassira Konde.
Queste sono le loro storie.
"Lo Sport non è nemico dello studio" by Anna Danesi
2025/10/09
Lo ha detto rivolta alle ragazze che sognano di vincere un mondiale, ma le parole di Anna Danesi potrebbero essere rivolte a tutta l'istituzione scolastica italiana.
"Lo sport non è nemico dello studio" è una frase che stride con quel che si vede nelle scuole del nostro Paese dove praticare uno sport a livello agonistico collide ancora con la voglia di studiare.
Ciò è vero soprattutto all'Università, dove "si va per studiare" e dove non sembra esserci spazio per lo sport. Per questo le parole di Anna Danesi devono servire da monito: qualcosa deve cambiare e far sì che chi vuole intraprendere uno sport a livello agonistico e studiare sia messo nelle migliori condizioni possibili per farlo.
E dall'università, a cascata, la riforma dovrebbe abbracciare anche tutti i gradi scolastici. Se si pensa infatti a discipline come la ginnastica artistica o ritmica, l'età dell' agonismo scende agli 11 anni ed è quindi fondamentale a questa età gestire al meglio gli impegni scolastici e sportivi.
Il lavoro da fare è tanto, soprattutto a livello culturale. Bisogna smettere di vedere lo "sport" come un nemico dello studio, ma come un suo valido alleato.
Quando insegnavo negli USA ricordo che i miei alunni atleti erano preoccupati che la loro media fosse sempre sopra una determinata percentuale perché altrimenti non potevano giocare la partita. Ecco, questo potrebbe essere il capovolgimento di cui avremmo bisogno anche in Italia.
Ne parlo nel nuovo episodio di Storie di Sport al Femminile. E voi, cosa ne pensate?
Serena Williams e lo spot della discordia
2025/10/08
Serena Williams è l'atleta più vincente della storia del tennis moderno. Ro, una startup di telemedicina americana che garantisce l’accesso, tra gli altri, a farmaci per la perdita di peso come gli agonisti del GLP-1 .
In un video testimonianza, Serena spiega come questi farmaci l'abbiano aiutata a perdere peso (circa 14 kg) dopo la sua seconda gravidanza e dopo che i metodi "più tradizionali" fatti di alimentazione controllata ed allenamento non avevano dato risultati.
Il video ha scatenato varie polemiche. Da un lato c'è chi si schiera a favore dell'atleta affermando che il corpo è il suo e che può decidere come meglio crede; i detrattori punto invece il dito sottolineando come un'atleta non dovrebbe far passare messaggi pericolosi e come dietro la partnership ci sarebbero solo interessi finanziari (il marito di Serena Williams è uno degli investitori della startup Ro).
Come molti anche io sono divisa tra le due posizioni come racconto nel nuovo episodio di "Storie di Sport al Femminile".
E tu, cosa ne pensi?
Monica "Moki" De Gennaro: l'anima della difesa
2025/10/02
All'inizio il ruolo di libero le andava un po' stretto, ma poi ha iniziato a capirne la vera natura e non l'ha più abbandonato.
" Se l'alzatrice è la mente, l'opposto il braccio, il libero è un po' l'anima della squadra: se tu stai lì, lotti su tutti i palloni in difesa, il tuo atteggiamento, la tua voglia di non mollare mai, può influenzare in maniera positiva anche le tue compagne; quello del libero è un compito di grande valore, forse meno evidente o acclamato di quello della schiacciatrice, ma sempre di grande importanza" mi aveva detto nel 2012 quando l'avevo intervistata per il magazine "Pallavoliamo.it"
A distanza di 13 anni, Moki ha vinto tutto quello che c'era da vincere nella pallavolo a livello di club e di nazionale, diventando una vera e propria leggenda della pallavolo.
Ecco perché ho deciso di dedicare a lei questo episodio di Storie di Sport al Femminile.
Althea Gibson: oltre la barriera razziale del tennis dei bianchi
2025/09/07
Immagina di nascere in un villaggio povero del South Carolina, crescere ad Harlem e trasformare le strade in un campo da tennis improvvisato.Così è iniziata la storia di Althea Gibson, la ragazza che con una racchetta in mano ha sfidato la povertà, il razzismo e ogni barriera.
🎾 Prima persona di colore a giocare ai Campionati Nazionali degli Stati Uniti.🏆 Prima campionessa afroamericana a vincere un Grande Slam.💪 Pioniera anche nel golf, quando il tennis non le bastava più.
Althea Gibson non è stata solo una fuoriclasse: è stata un simbolo di libertà, coraggio e possibilità.Una donna che ha aperto la strada a Serena, Venus e a tutte quelle che oggi scendono in campo senza paura.
La sua voce risuona ancora oggi.👉 È lei la protagonista del nuovo episodio di “Storie di Sport al Femminile”.
WNBA tra opportunità e pericoli
2025/08/10
Stesso sport. Stessa passione. Ma percentuali? Un altro mondo.
In WNBA, le giocatrici ricevono solo il 9,3% degli introiti derivati da biglietti, diritti TV e merchandising.
In NBA? 51%.
Non si tratta di chiedere “di più” a caso.
Si tratta di una divisione più equa di ciò che la lega incassa grazie alle giocatrici.
Con la popolarità della WNBA in piena ascesa 📈, il momento per cambiare è adesso; ma mentre si discute di stipendi e diritti, una moda pericolosa sta prendendo piede: lanciare sex toys in campo durante le partite in particolare durante quelle delle Indiana Fever, squadra in cui milita Caitlin Clark, la giocatrice più in vista di questo momento.
L’ultimo episodio? Durante la sfida tra Atlanta Dream e Chicago Sky, con oggetti che hanno sfiorato le giocatrici.
La WNBA ha deciso di intervenire: chi lancia oggetti sarà bandito per un anno dagli stadi e rischia un procedimento penale.
Ma dietro sembra esserci una Crypto valuta in cerca di popolarità.
Scopri tutto nel nuovo episodio di "Storie di Sport al Femminile".
L'Italia s'è desta....grazie allo sport femminile!
2025/08/04
Lontane dai riflettori più scintillanti e dai contratti milionari, le azzurre del calcio e del basket hanno ottenuto due risultati storici: un bronzo europeo per l'Italbasket e una semifinale europea per la nazionale di calcio.
Mattarella ha parlato di risultati che hanno ridestato un intero Paese , ma dopo il grande entusiasmo iniziale, le emittenti televisive sembrano essersi dimenticate del basket e del calcio femminile. Ancora una volta.
Ma le nostre ragazze non ci stanno. Lo sport femminile merita rispetto e visibilità.
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