
Advertise on podcast: libridimontagna
Rating
5from
This podcast has
102 episodes
Language
ItalianPublisher
Clara MazziExplicit
Yes
Date created
2021/04/13
Latest episode
2026/10/19
Average duration
47 min.
Release period
17 days
Description
Ciao! Benvenuti ai podcast di libridimontagna. Insieme ripercorreremo le tracce di grandi alpinisti che coi loro scritti hanno voluto condividere con noi le loro riflessioni, le loro emozioni in un percorso che è stato, oltre che alpinistico, alla ricerca di sé, alla ricerca della felicità. Pronti per una nuova emozionante avventura? E allora... via!
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Podcast Insights

Podcast episodes
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7.4 Herbert Tichy 🇦🇹 il reporter
2026/10/19
Herbert Tichy (Vienna 1912 - Vienna 1987) è stato un giornalista di viaggi ed uno scrittore che ha scalato per primo il Cho Oyu nel 1954 - con un'equipe di 10 persone in tutto. In questo podcast spieghiamo come mai, uno che praticava l'alpinismo per passione, sia arrivato ad un expoloit alpinistico decisamente avanguardistico.
7.3 Nanga Parbat 1953 🇩🇪🇦🇹
2026/10/05
Hermann Buhl con un expoloit leggendario compie la prima ascensione al Nanga Parbat.
7.2 Karl Herrligkoffer 🇩🇪 l'organizzatore
2026/09/21
Karl Maria Herrligkoffer (München 1916 - 1991) è stato il "capo spedizione" dell'epocale spedizione al Nanga Parbat del 1953, quella con leggendario exploit di Hermann Buhl ed è anche stato il fratellastro di Willy Merkl. Un giorno sarà anche il capo di quella spedizione al Nanga Parbat in cui Reinhold Messner perderà suo fratello Günther (1970) ma ne parlerò in un podcast apposito. Qui spiego perchè Herrligkoffer e Merkl avessero due cognomi diversi, spiego chi fu Karl Herrligkoffer e soprattutto spiego i rocamboleschi preparativi dell'epocale spedizione al Nanga Parbat del 1953.
7.1 Hermann Buhl 🇦🇹 il desiderio di assoluto
2026/09/07
Prima parte dedicata all'alpinista leggendario Hermann Buhl (Innsbruck 1924 - Broad Peak 1957), il primo salitore del Nanga Parbat del 1953. Qui viene narrata la sua giovinezza fino al Nanga Parbat cui però viene dedicato un podcast apposito. Qui si spiega come ebbe origine quel suo "desiderio di assoluto".
6.17 Conclusioni 🇩🇪🇦🇹
2026/07/13
Tiriamo le somme: di che cosa abbiamo parlato in questa prima stagione dedicata all'alpinismo germanofono, qui inteso come tedesco ed austriaco?
6.16 Nanga Parbat 1937 🇩🇪 Schicksalberg, la montagna del destino
2026/06/29
1937: terza spedizione al Nanga Parbat; quinta organizzata dai tedeschi in Himalaya - unico paese, oltre agli inglesi, ad organizzare spedizioni sulle montagne più alte della terra. Pensata come quella "risolutiva", quella che avrebbe concluso la spedizione tragica del 1934, si rivelò essere anch'essa un'immane tragedia. Come poteva essere? Che fosse destino? Da qui il nome dato a questo 8000, valido solo per gli alpinist germanofono: Schicksalberg, la montagna del destino.
6. 16 Nanga Parbat 1934 🇩🇪 la morte di Willo Welzenbach
2026/06/15
La prima grande tragedia al Nanga Parbat avvenne nel 1934, ora della seconda spedizione al Nanga Parbat che seguì la prima del 1932, entrambe orchestrate da Willy Merkel. Questa spedizione viene ricordata per l'impressionante numero di morti, 4 alpinisti e 5 sherpa (i sopravvissuti furono i veri eroi della spedizione) e per la loro morte inutile. Con questa tragedia inizia la grande saga dello Schicksalberg
6.17 Paul Bauer 🇩🇪 il visionario
2026/06/01
Paul Bauer (1896 – 1990) è stato un grande alpinista himalayano, un grande visionario. Con 50 anni di anticipo ha posto le basi per un nuovo alpinismo che – intuiva – doveva essere diverso da quello praticato fino a quel momento sulle Alpi. Creatore del Kampfalpinismus (l’alpinismo militarista), Bauer porterà la Germania in un’appassionante aperta competizione con gli inglesi alla conquista del primo 8000: i primi sull’Everest e i secondi sul Nanga Parbat. Il primo 8000 andò poi ai francesi, ma tedeschi ed inglesi riusciranno a salire sulle “loro” rispettive montagne entrambi nel 1953 a soli pochi giorni di distanza. In questo primo podcast dedicato a Paul Bauer vediamo tutto il suo percorso che l’ha portato ad aderire al nazismo e a creare questo concept alpinistico unico in tutta la storia dell’alpinismo. Ci si ferma alla tragica spedizione al Nanga Parbat del 1934.
6. 16 Eiger 1938 🇩🇪
2026/05/18
Seconda parte dedicata al grandissimo alpinista Anderl Heckmair. Perché dei tre ultimi grandi problemi delle Alpi, l’Eiger ha ricevuto più attenzione, sebbene sia una parte difficile come le altre? Perché Heckmair è il più famoso tra tutti i Bergvagabunden? Qual è stata la relazione tra Heckmair e il nazismo? In questa seconda parte ci si sofferma sulla salita all’Eiger e le sue “conseguenze” come ha ben scritto Heckmair stesso nella sua bellissima autobiografia.
6.15 Anderl Heckmair 🇩🇪 il determinato
2026/05/04
14.Anderl Heckmair (1906 – 2005) risolse l’ultimo dei tre grandi problemi delle Alpi: nel 1938 sale la parete Nord dell’Eiger, un’impresa eccezionale non solo di per sé (considerato quello che avevano a disposizione all’epoca) ma anche perché chiude un’epoca: quella dell’alpinismo classico. Unico tra i Bergvagabunden che emerge da una grande nebbia (ma come si chiamavano quelli che hanno scalato le Grandes Jorasses? E i compagni di scalata alla nord dell’Eiger di Heckmair? Ma che fine hanno fatto i fratelli Herzog?) grazie ad una vita lunghissima ricca e ad un talento naturale per lo storytelling, Heckmair ci fa attraversare tutto il 1900 tedesco (alpinistico). Questo primo podcast racconta la prima parte della sua vita, fino all’Eiger.
6.14 I Bergvagabunden 🇩🇪 ❤️
2026/04/20
S'inventeranno gli ultimi 3 problemi delle Alpi, sarano l'élite mondiale dell'alpinismo, ma nessuno di loro verrà mai selezionato per partire per le spedizioni himalayane... I Bergvagabunden sono stati l’eccellenza dell’alpinismo tedesco della Zwischenzeit, gli anni tra le due guerre. Sono stati i protagonisti di questo tempo e gli antagonisti dei ricchi e snob accademici (membri dell’Akademische Sektion München, tra cui c’era anche Willo Welzenbach): erano fondamentalmente operai travolti dalla tragica disoccupazione del periodo tra le due guerre, ma che invece di abbattersi, opteranno per la montagna, non solo perché era una passione, ma perché diventa anche una scelta di vita, rispetto ad un’altra, spesa a ciondolare davanti all’ufficio di collocamento in attesa di un lavoro che chissà mai quando sarebbe arrivato. Non solo, i Bergvagabunden speravano di poter partire un giorno per una spedizione in Himalaya, ma sapevano anche che chi faceva le selezioni erano i ricchi snob dell’Akademische Sektion München. E se fossero riusciti a riportare successi tali da essere indiscutibilmente dei grandi alpinisti, tali da non poter essere esclusi dalle selezioni? E allora scalavano duro, durissimo questi ragazzi. Si inventarono gli ultimi 3 problemi delle Alpi, le nord del Cervino, delle Grandes Jorasses e dell’Eiger (che risolsero tutte loro); si inventarono la Solleder ma a dispetto del loro valore, non verranno mai selezionati per le ben 9 spedizioni che la Repubblica di Weimar organizzò tra il 1929 e il 1939 – tutte fallimentari. Una bellissima storia di vero e grande alpinismo.
6.13 Willo Welzenbach 🇩🇪 il re dei ghiacci
2026/04/06
(1900 – 1934 Nanga Parbat) Non è stato solo il padre della scala dei gradi delle difficoltà in arrampicata: è stato un grandissimo appassionato delle pareti di misto che hanno spianato la strada alle grandi nord e poi agli “ultimi 3 problemi delle Alpi” (nord del Cervino, delle Grandes Jorasses, dell’Eiger). È stato uno studente di Paulckel, il primo “dottorando” in “valangologia”; è stato un grande alpinista himalayano, morto troppo stupidamente, per colpa del capo spedizione – un grande amico di Willo – incapace di gestire una spedizione, incapace di cogliere che scalare in Himalaya non era come scalare sulle Alpi. È stato un “amico” di Heckmair (l’aveva aiutato ad entrare nel corso guide); faceva parte della ristrettissima “clicca” elitaria degli accademici della sezione alpina “München” che decideva il bello e il brutto tempo sulle spedizioni himalayane (la Repubblica di Weimar tra il 1929 e il 1939 ne organizzerà ben 9 – tutte fallimentari), dei “rich kids” che si presentavano in falesia a Baierbrunn con la macchina, o la moto, tutti ben vestiti ma che tenevano le distanze dall’altra grande (dalla vera ?) eccellenza alpinistica tedesca della Zwischenzeit (degli anni tra le due guerre): quella dei Bergvagabunden. Una figura imprescindibile nella storia dell’alpinismo germanofono, ma evanescente dal punto di vista umano.
6.12 Viktor Frankl 🇦🇹 il resiliente
2026/03/23
Viktor Frankl (1905-1997) sopravvissuto a 3 anni di campo di concentramento, il celebre psichiatra a livello planetario (terza scuola di psicoanalisi di Vienna dopo Freud e Adler) è la conferma e la dimostrazione che i meravigliosi valori della Lebensphilosophie [la filosofia di vita dei Führerlos] erano ancora vivissimi persino nei terribili anni in cui i popoli tedeschi erano costretti a vivere sotto il Führersprinzip [il principio del Führer] ovvero sotto l’autorità suprema di un sol uomo (cosa che ovviamente impediva di usare la parola Führerlos – senza guida). Lo conferma perché per sopravvivere ai campi di concentramento egli ha applicato questi principi – creati da dei giovani alpinisti austriaci pre-primo conflitto. Un uomo straordinario, una persona eccezionale che sprona a guardare sempre avanti, perché l’uomo può vivere (è motivato a farlo) solo se ha qualcosa di positivo davanti a sé, cosa che si può fare (e si dovrebbe fare) in qualsiasi circostanza. “L’uomo è ciò che decide di essere”.
6.11 Il [club alpino] Donauland III 🇦🇹 lo scontro decisivo
2026/03/09
Monaco di B. 1924 Nell'assemblea plenaria del club alpino tedesco ed austriaco tenutasi al Deutsches Theater, Eduard Pichl riesce ad espellere definitivamente la sezione Donauland dal club alpino, dopo una lunga battaglia durata tre anni. I tesserati del Donauland andranno allora a costituire il loro proprio club alpino che avrà lunga vita: durerà fino al 1938, l'anno della Gleichschaltung, ovvero l'anno a partire dal quale non potevano esistere associazioni che non fossero diretta emanazione del governo.
6.10 La Donauland II: Eduard Pichl 🇦🇹 il fanatico
2026/03/02
"Judenfresser", il divoratore di ebrei, questo era il soprannome del viennese Eduard Pichl (1872-1955) che dedicò tutta la sua esistenza, impregnata di un inspiegabile e feroce antisemitismo, al bandire gli ebrei dal club alpino tedesco ed austriaco e possibilmente dall'intero arco alpino. Sostenitore veehemente dell'Arierparagraph, del paragrafo ariano, all'interno dello stato dell'Alpen Club (che invece sarebbe dovuto essere apolitico), Pichl riuscirà vergognosamente e subdolamente nel suo intento di esclusione.
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