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Reportage

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Categories
Country
United States
This podcast has
30 episodes
Language
Italian
Publisher
Radio 24
Explicit
No
Date created
2021/09/10
Latest episode
2026/10/25
Average duration
-
Release period
8 days

Description

Radio 24 racconta ogni settimana l'Italia e il mondo attraverso il formato del reportage. Realizzati dalla redazione e dai collaboratori di Radio 24, il racconto sonoro ci porta dall'Ungheria al cuore dell'Africa, dagli ospedali alle discoteche, per parlare di persone e di passioni, di sofferenza e di speranza. Un mondo intero da raccontare attraverso le parole, i suoni e le emozioni raccolte e diffuse attraverso la radio. A partire da quest'anno dedichiamo una parte della nostra produzione a raccontare l'Europa che verrà, attraverso i reportage realizzati in collaborazione con la rete EuranetPlus.A cura di Gigi Donelli

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Ferite che diventano canzoni. La storia di Rnawa e di chi ha creduto in lui - di Livia Zancaner
2026/10/25
Ha vent’anni, si chiama Luca, in arte Rnawa e nella musica ha trovato il modo per raccontare le proprie fragilità, attraversare il dolore e guardare al futuro. Nato e cresciuto a Milano, dopo anni difficili segnati da solitudine e sofferenza, arriva nella comunità Kayrós di don Claudio Burgio, dove incontra persone capaci di sostenerlo e accompagnarlo in un percorso che lo porta fino alla pubblicazione del suo primo EP con Universal Music Italia. Otto brani che raccolgono le ferite degli ultimi anni, ma anche la voglia di ricominciare. Quella di Luca è una storia di rinascita, ed è il racconto di tanti giovani in cerca di una direzione, di adulti di riferimento e di uno spazio in cui essere ascoltati, senza sentirsi giudicati.
EUROREPORTAGE - La battaglia sul nuovo bilancio europeo. Il punto di vista di Strasburgo - di Sergio Nava
2026/10/24
Di quanti miliardi ha bisogno la macchina europea per funzionare? Per finanziare le politiche che i 27 Paesi membri possono condurre congiuntamente, al fine di migliorare la competitività e la coesione, garantendo risorse all'agricoltura? Circa 2000 miliardi in sette anni, come chiedono i parlamentari europei? O almeno il 25% in meno, come rivendicano i cosiddetti Paesi frugali? E su quali aree in particolare concentrarsi, per far funzionare l'Europa? Dietro a cifre e meccanismi apparentemente astratti, in queste settimane tra Bruxelles (Consiglio Europeo), Strasburgo (Parlamento Europeo) e le capitali si sta combattendo una battaglia senza esclusione di colpi per definire quale sarà l'Unione Europea che verrà. E se potrà sempre più contare su entrate proprie per finanziarsi, slegandosi progressivamente -anche solo in minima parte- dai contributi nazionali. In questo Euroreportage dal Parlamento Europeo di Strasburgo, Sergio Nava indaga sul punto di vista degli eurodeputati, in particolare italiani, su quale debba essere l'Europa che verrà, in termini di politiche da finanziare. E quali effetti, soprattutto, avrà sui suoi cittadini, in tempi sempre più incerti e alla vigilia di un importante ciclo elettorale.
Fondi europei: chi li spende, chi li controlla, chi ne approfitta - di Giulia Cannizzaro
2026/10/18
Mentre a Bruxelles si discute del prossimo bilancio europeo 2028-2034, torna una domanda fondamentale: che fine fanno i miliardi di euro che l'Unione distribuisce agli Stati membri? Dalle infrastrutture al sostegno alle imprese, dall'agricoltura al PNRR, i finanziamenti europei rappresentano uno dei principali strumenti di investimento pubblico. Ma non tutti i Paesi riescono a utilizzarli con la stessa efficacia e una parte delle risorse finisce nel mirino della criminalità economica. Ma come funzionano i controlli? E quanto è difficile recuperare i fondi sottratti? Giulia Cannizzaro ne ha parlato con il Generale Fabio Dametto, Comandante del Nucleo Speciale Spesa Pubblica e Repressione Frodi Comunitarie.
Serbia, l'antipartito degli studenti che sfida Vučić - di Ludovica Passeri
2026/10/17
Hanno bloccato le università e le strade, organizzato manifestazioni oceaniche, chiesto e ottenuto elezioni anticipate: ora gli studenti serbi, i veri leader dell'opposizione ad Aleksandar Vučić, che è al potere da oltre un decennio, sperano di vincere il 25 ottobre e di far entrare in parlamento i loro candidati scelti tra la società civile. Abbiamo incontrato a Belgrado alcuni degli aspiranti deputati della lista studentesca. Ci hanno raccontato come una protesta anticorruzione si è trasformata in una piattaforma politica grazie ai Gen Z. "Ci affidiamo ai giovani per cambiare questo Paese che noi non siamo riusciti a cambiare", ripetono.
7 ottobre, tre anni dopo. Il dolore dentro le urne - di Valentina Furlanetto
2026/10/11
Ziva Lishchansky è sopravvissuta all'olocausto e al 7 ottobre 2023, partiamo da lei per raccontare l'anniversario della strage di Hamas. In questi tre anni il pugno duro di Israele ha distrutto Gaza e anche soffocato la Cisgiordania. Dell'occupazione ci parla l'ex sindaco di Al Mughayyer a nord di Ramallah, Marzuk Abu Naim. Infine parliamo con Moaz Inon, israeliano pacifista, i cui genitori sono stati assassinati da Hamas, che crede ancora nella possibilita di una riconciliazione. E spera in un cambiamento con il voto del 27 ottobre.
Musica cristiana: rock, pop, rap per lo spirito - di Marta Cagnola
2026/10/10
Quando si parla di "musica cristiana" di oggi pensiamo subito agli inni in chiesa o alle canzoni strimpellate alla chitarra in oratorio. Ma c'è molto, molto di più: artisti con un grande pubblico a cui portano belle canzoni e grandi valori. Un mondo (e un mercato) un po' a parte che a Bologna si è confrontato in "Credo 2026 - Christian music forum": due giorni di incontri e approfondimenti con musicisti, case discografiche e edizioni musicali, religiosi e laici. Ne abbiamo parlato con Andrea Marco Ricci, dell'etichetta La Gloria che ha ideato, organizzato e prodotto l'evento, con il giornalista Gigio Rancilio e con tre degli artisti protagonisti delle giornate bolognesi: Alessandro Gallo (Reale), Francesco Lorenzi (The Sun), Marco Spaggiari (Controtempo).
Gaza e la Palestina, esistere attraverso il calcio - di Giulia Bassi
2026/10/04
Un rigore al 97' minuto ha infranto il sogno della Nazionale palestinese di arrivare ai Mondiali 2026. Ma dietro quella partita persa all’ultimo respiro c’è una storia molto più grande: quella di una squadra senza casa, costretta a giocare sempre in trasferta, mentre in Palestina campionati, stadi e società sportive sono stati travolti dalla guerra. Attraverso le voci dei calciatori Oday Kharoub e Rami Hamada e della portavoce della Federazione calcistica palestinese Dima Said, il reportage racconta cosa significhi continuare a giocare quando il calcio stesso è diventato impossibile. I giocatori uccisi, gli allenamenti interrotti, gli stadi distrutti, ma anche una Nazionale che continua a scendere in campo nei tornei internazionali e a rappresentare un popolo. E poi il ritorno del calcio: nel settembre 2026 la Coppa dei Mille Martiri riunisce decine di club di Gaza, Cisgiordania e Libano, segnando un nuovo, fragile inizio. Perché in Palestina il calcio non è soltanto sport: è identità, memoria, comunità e, soprattutto, la possibilità di continuare a sognare. Queste vicende sono contenute nel libro di Giulia Bassi “La Nazionale senza casa. Calcio, sogni e resistenza in Palestina”, edito da Garrincha Edizioni.
Un americano a Parigi. La Francia abbraccia Leone - di Catia Caramelli
2026/10/03
Parigi, Lourdes, Metz. Sono state tre le tappe del viaggio apostolico di Leone quattordicesimo in Francia, dove un papa mancava da 18 anni. Ovunque bagni di folla per lui, ben oltre le aspettative tanto che la stampa lo ha ribattezzato Prevost il francese. Dalla difesa della vita in tutti i suoi momenti, con il no deciso ad aborto ed eutanasia, alla condanna della guerra, passando per l'intelligenza artificiale e gli abusi sessuali commessi dal clero, tantissimi i temi affrontati dal pontefice. Un paese la Francia che sta vivendo un boom di battesimi e di conversioni adulte.
Campania in orbita, la sfida del lancio e del rientro in autonomia - di Laura Viggiano
2026/09/27
Un  sistema di rientro atmosferico per minisatelliti, la realizzazione di una capsula spaziale con capacità di rientro autonomo; la possibilità di  effettuare esperimenti in microgravità in tempi brevi e a costi ridotti, con la possibilità di recuperare i carichi spediti nello spazio.  Sono alcuni degli obiettivi su cui la Campania, tra i pochi cluster High-tech tra le regioni obiettivo convergenza dell’Unione Europea, ha puntato, finanziando diversi progetti del settore aerospazio. Solo con i bandi step I e 2, destinati alla ricerca scientifica e allo sviluppo di tecnologie, sono stati assegnati 55 milioni a venti progetti del comparto tra il 2025 e il 2026. Ormai la sfida non è andare semplicemente, si fa per dire, nello spazio, è anche andarci  in modo autonomo e tornare sulla terra possibilmente in un punto preciso predefinito e con strumenti riutilizzabili. In particolare ci sono tre progetti ritenuti strategici che hanno segnato la strada per raggiungere la meta: sono Mistral, Cadira, terminati nel 2020 e Cadirasat Fm in fase di completamento. Complessivamente hanno ottenuto un cofinanziamento di circa 7 milioni di fondi Fesr Campania. Ne abbiamo parlato con il presidente del distretto aerospaziale della Campania, Luigi Carrino,con il responsabile Spazio del centro di ricerche Cira, Salvatore Borrelli e con l'amministratore delegato del gruppo Space Factory, Norberto Salza.
Città al bivio: la sfida della mobilità sostenibile - di Alessandra Schepisi
2026/09/26
Nelle nostre città non è cambiato il modo in cui ci muoviamo: l’auto resta dominante, anche per piccoli spostamenti quotidiani.  A Roma ci sono 640 vetture ogni mille abitanti, il doppio di quelle di Parigi, e nelle ore di punta occorrono 35 minuti per percorrere meno di 10km, 115 le ore perse in un anno nel traffico. Gli italiani però vorrebbero cambiare e usare mezzi alternativi più sostenibili, soprattutto la bicicletta. Cosa manca allora affinché l'intenzione si traduca in comportamenti concreti? Quali gli strumenti per rendere le nostre città più vivibili, le nostre strade non solo distese di auto, ma spazi di vita sociale e di relazione e le nostre scelte di mobilità realmente libere e consapevoli? Facciamo il punto in occasione della Settima Europea della Mobilità Sostenibile che si è chiusa il 22 settembre. Ne parliamo con Carlo Carminucci, direttore ricerca ISFORT e responsabile osservatorio AUDIMOB; Paolo Ruffino esperto di mobilità sostenibile di Haskoning; Matteo Jarre esperto di mobilita sostenibile di Decisio; Henk Swarttouw presidente di European Cyclist Federation; Stefano La Rovere, Global Director per Robotica, Meccatronica & Imballaggi Sostenibili Amazon.
Terremoto 2016. L’identità ritrovata di Arquata del Tronto - di Maria Piera Ceci
2026/09/20
Un muro di pietra ancora in piedi, due volte a botte perfettamente disegnate e una targa: Ufficio turistico. Questo è quel che resta di Arquata del Tronto, in provincia di Ascoli Piceno. Una targa che suona come una beffa all'ingresso del paese, distrutto dalle scosse di terremoto del 24 agosto e 30 ottobre 2016. 52 morti fra Arquata e la frazione di Pescara del Tronto. Qui non si può entrare. Del resto a vedere cosa: mucchi di macerie, non c'è più neanche la strada che portava al borgo. E che portava alla rocca medievale, ora imbrigliata dalle strutture di supporto e sorvegliata da una gru, ma che - fiera - ci prova ancora a dominare la vallata del Tronto, su cui si snoda la strada consolare della Salaria, che da Roma porta all'Adriatico. Tutt'intorno una natura che se ne frega del terremoto e mostra tutta la sua bellezza. Non si può entrare ad Arquata del Tronto,  ma un permesso chiesto in fretta e furia e siamo dentro. Gran silenzio, noi che ci aggiriamo attenti a non inciampare, un po' storditi da tanta bellezza tradita, accompagnati da Francesco Riti, del soccorso alpino speleologico delle Marche. Per quanti vivono nelle casette il timore è quello di dover aspettare altri dieci anni per rivedere una casa vera. Il lavoro da fare è tanto, come ci diciamo con il Commissario straordinario del Governo per la ricostruzione sisma 2016, Guido Castelli. E per ricostruire una comunità occorre anche restituire a questa comunità i riferimenti artistici di cui era ed è ricca. Ad Amatrice, lì dove la vita è ripresa, nell'aera food dove i turisti si fermano a mangiare l'amatriciana e dove gli abitanti possono ritrovarsi, si lavora sulle opere ferite. Ci accompagna Stefania Zucconi, restauratrice di beni culturali.
L'ombra degli alberi che non c'è. Le città da ripensare - di Roberta Pellegatta
2026/09/19
L'estate più calda mai vissuta non resterà un ricordo ma un monito ad attrezzarci per quelle future. Con l'arrivo dell'autunno occorre ripensare in particolare le città dove le superfici cementificate non lasciano scampo, dove l' ombra è difficile da trovare. Quella degli alberi rimane sulla carta degli ambiziosi progetti di riforestazione urbana perché ancora non è stata fatta alcuna programmazione. Vivai pubblici in gran parte smantellati, quelli privati non hanno alberi pronti per la messa a dimora perché per la gran parte prenotati all'estero. Ne parliamo con il professore di Arboricoltura Francesco Ferrini mentre con la biologa Beatrice Bisaglia scopriamo l'autunno delle erbe spontanee, edibili e curative. Tra queste la piantaggine e la malva.
Nella terra dei ricordi, quella musica dalla collina - di Marta Cagnola
2026/09/13
"Amore mio, andremo insieme a vivere là, nella mia valle dove ho imparato ad amare il sole", cantava nel 1962 Luigi Tenco. Il testo di "La mia valle" è dipinto in blu su una parete bianca di una casa di Ricaldone: lì c'è il Museo Luigi Tenco, che in quel luogo aveva trascorso l'infanzia e ora è sepolto. Sempre nel Monferrato, un altro luogo raccoglie grandi storie di musica, quelle dell'inventore dei cantautori moderni, il discografico Nanni Ricordi. Il museo a lui dedicato è una piccola chicca. Nella visita di questi luoghi magici ci hanno accompagnato Sandra Garbarino, dell'Associazione Tenco, Sandra Gasparinetti Ricordi e Mario Melotti, sindaco di Sala Monferrato.
Amatrice, la lezione del cratere - di Maria Piera Ceci
2026/09/12
Dieci anni fa, il 24 agosto, la scossa di terremoto di magnitudo 6 che fece tremare il centro Italia. Siamo tornati ad Amatrice, diventata il simbolo del sisma 2016, per capire a che punto è la ricostruzione. Siamo entrati nella zona rossa insieme al sindaco Giorgio Cortellesi che, di fronte a gru e impalcature, ci confessa: “Qualcosa non ha funzionato, ma ora i lavori stanno partendo. Mi sembra già di rivedere le persone fra i vicoli e di sentire i profumi e i sapori di allora”.
Messi alla prova. Giovani, reati e seconde possibilità - di Livia Zancaner
2026/07/18
Hanno tra i 17 e i 23 anni,  sono per lo più maschi, da minorenni  hanno compiuto dei reati. Ora hanno preso coscienza di quello che hanno fatto e si raccontano, all'interno di un viaggio dentro la messa alla prova, il percorso che può estinguere il reato,  ma soprattutto aprire uno spazio di responsabilità, riparazione e cambiamento. Al  momento sono circa 3500, in Italia, i giovani in messa alla prova, su quasi 18mila minorenni e giovani adulti in carico ai servizi della giustizia minorile. Alcuni arrivano da contesti fragili, altri hanno storie completamente diverse. Ma alla fine del percorso la domanda è sempre la stessa: la società è pronta ad accoglierli?

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