
Advertise on podcast: Dentro l’Avvenire - Il racconto dell'attualità con le voci dei giornalisti
This podcast has
145 episodes
Language
ItalianPublisher
AvvenireExplicit
No
Date created
2024/02/23
Latest episode
2026/10/21
Average duration
15 min.
Release period
7 days
Description
È la serie podcast dedicata ai fatti, i protagonisti, le grandi storie di attualità attraverso le voci di chi li racconta giorno per giorno. Pochi minuti per farsi un’idea sul presente e provare a ragionare sul futuro, con qualche spunto per approfondire. A cura di Marco Ferrando e Alessandro Saccomandi, su tutte le piattaforme gratuite e sul sito di Avvenire Per domande e suggerimenti scrivere a [email protected]
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Ep139 - Rabbia e meme
2026/10/21
La Gen Z protesta attraverso performance ironiche, travestimenti (Spider-Man, One Piece, serie Netflix) e codici visivi studiati per essere virali. L'estetica e i trend diventano parte fondamentale della rappresentazione politica. Dietro la grammatica memetica e satirica che attinge all'universo pop c'è la consapevolezza di un futuro precario. I cortei totalmente autoconvocati e spontanei: «Sfruttano il sistema di raccomandazione di TikTok e l'IA generativa, sganciandosi così dalle strutture tradizionali come partiti, sindacati o movimenti organizzati».
In questo episodio del nostro podcast “Dentro l’Avvenire“ Ilaria Solaini ha analizzato insieme al giornalista Leonardo Bianchi, specializzato in cultura digitale e movimenti di massa, le recenti e violente mobilitazioni giovanili che hanno attraversato l'Europa, da Parigi a Milano.
Ep138 - Chatbot e social, vogliamo delle regole
2026/10/14
Su quanto bene o quanto male facciano i social media si discute da molto tempo in tutto il mondo. Lo si fa quasi sempre in modo polarizzato, pensando soprattutto agli adolescenti, anche se le conseguenze hanno un impatto su tutti noi. Per ogni studio che collega le piattaforme social a possibili danni, ne segue un altro che dimostra l’assenza di un impatto misurabile.
Le piattaforme sono responsabili e trasparenti rispetto ai contenuti che vengono pubblicati e a quello che provocano sulla nostra mente?
In questo episodio del nostro podcast “Dentro l’Avvenire“ Ilaria Solaini insieme a Francesco Agrusti, pedagogista informatico ha raccontato social media e chatbot conversazionali tra limiti e possibilità, regole e alfabetizzazione digitale.
Ep137 - Fatta la legge… arriva il ricorso
2026/10/13
Il Parlamento ha approvato in via definitiva la riforma elettorale. Ecco come si voterà alle prossime elezioni politiche, ma c’è anche la possibilità che la Corte costituzionale intervenga su alcune norme non di secondo piano. A cura di Marco Iasevoli con Danilo Paolini
Ep136 - Dentro Genova
2026/10/07
Raccontare una città intera usando soltanto la voce significa scegliere. Scegliere le parole, le storie, i tempi, ma soprattutto la prospettiva. Quella che abbiamo scelto noi di Avvenire per parlare di Genova è la prospettiva della prossimità. Abbiamo scelto di avvicinarci a quello che raccontiamo, farci prossimi alla realtà.
Uscire dalle mappe, dai numeri, dalle solite immagini e dagli stereotipi usurati con cui ci siamo abituati a rappresentare il mondo, a distanza. Attraverseremo questo territorio nella sua dimensione fisica, concreta, e spirituale. Per restituire la complessità di vivere a Genova, ma anche la bellezza e le risorse della comunità cittadina. E lo facciamo con la voce, le parole e l’esperienza di chi la abita, la anima. Primo tra tutti, l’arcivescovo di Genova, Marco Tasca.
Tra gli ospiti, il responsabile della pastorale giovanile diocesana, don Francesco Fully Doragrossa; il presidente della Fondazione Antiusura Santa Maria del Soccorso di Genova, Maurizio Valle; la fondatrice del Punto emergenza di via Pré, Bruna Doglia e il direttore di Caritas Genova, Giuseppe Armas.
Questo episodio fa parte del “Progetto città” di Avvenire che venerdì 9 ottobre ha promosso un incontro pubblico a Genova, realizzato in collaborazione con Bper banca, per quella che sarà una restituzione alla città di questo racconto per parole, immagini, audio e video. nella sala Quadrivium di piazza Santa Marta a Genova.
L'episodio è a cura di Maria Gomiero, con la collaborazione dei colleghi Pino Ciociola e Paolo Lambruschi con cui sono state realizzato tutte le interviste.
Ep135 - La «scuola mondo»
2026/09/30
Cosa cambierà con il nuovo decreto Scuola che introduce nelle classi un tetto massimo del 30% per gli alunni che non hanno la cittadinanza italiana?
Nella zona est di Roma molte scuole hanno classi frequentate da più del 50% di bambini senza la cittadinanza italiana. Eppure, nonostante le carenze di risorse, la burocrazia non facile da gestire e la quotidiana sfida legata all'insegnamento della lingua italiana, emerge dalle testimonianza di chi in queste scuole ci lavora una realtà di "scuola mondo" che rifiuta le etichette per trasformare la multiculturalità in una risorsa.
In questo episodio di “Dentro l’Avvenire", a cura di Agnese Palmucci, abbiamo intervistato Fabio Baccelliere, preside della scuola Artemisia Gentileschi a Centocelle; Anna Maria Amadeo, insegnante della scuola elementare "Grazia Deledda" a Torpignattara; Bianca Pistorio, presidente dell’associazione Nessun luogo è lontano, che nel centro interculturale Semina lavora a Torpignattara vicino alla scuola elementare Carlo Pisacane.
Ep134 - Scommettere per perdere
2026/09/23
Le scommesse sportive oggi non sono più su esiti o performance: si scommette su 400 micro-eventi durante il match. Tutte queste notifiche attivano il meccanismo del condizionamento operante: quello della dipendenza. I soldi che vengono buttati nelle scommesse non vanno spesi in beni e servizi. Questo significa meno soldi in un'economia sana e meno occupazione. Per questo si parla di moltiplicatore negativo.
C'è chi ci perde, sia economicamente, sia con la propria vita, e c'è qualcuno che ci guadagna. Lo Stato con le tasse, i club sportivi con le affiliazioni alle società di scommesse.
Questa normalizzazione dell'azzardo non comprende solo i rischi per chi scommette, ma condiziona anche la bellezza del gioco e chi va in campo: ritorsioni, minacce e fixing.
In questo episodio del nostro podcast “Dentro l’Avvenire“ Anna Gialdini analizza con Maurizio Fiasco, ex presidente di ALEA (associazione per lo studio del gioco d’azzardo e dei comportamenti a rischio) il rapporto tra sport e scommesse, di chi ci guadagna, dei rischi delle dipendenze, e delle ricadute sui familiari di chi scommette.
Ep133 - Orfani di femminicidio
2026/09/16
In Italia sono molti i minorenni rimasti orfani in seguito all’uccisione della madre. Sono le vittime secondarie dei femminicidi: bambini e ragazzi che perdono la mamma e, spesso, anche il padre, autore del delitto. Una legge per tutelarli esiste, ma presenta ancora lacune e le risorse disponibili non sono distribuite in modo uniforme.
In questo episodio di Dentro l'Avvenire Giuseppe Muolo ne parlato con chi vive questa situazione sulla sua pelle come Stefania Mattioli, nonna di due orfane di femminicidio, e con chi sta accanto a queste famiglie come la presidente di associazione Edela, Roberta Beolchi e Patrizia Schiarizza, presidente dell’associazione il Giardino segreto.
Ep132 - C'è scuola oltre gli algoritmi?
2026/09/09
L'IA è già entrata in tutte le classi. La usa ogni studente per scrivere e per fare i compiti. E, così, buona parte delle vecchie verifiche stanno andando in pensione. Ma, mentre il ministero dell'Istruzione vara nuove linee guida per inserire i chatbot nei programmi, molte scuole si sono già mosse in autonomia per trasformare gli algoritmi da "scorciatoie" a risorse. C'è chi fa scrivere i libri di testo all'IA e chi propone laboratori di robotica già alle medie.
A cura di Andrea Ceredani
Ep131 - C'erano una volta le montagne
2026/09/03
In alta quota stiamo assistendo a una trasformazione senza precedenti per effetto del cambiamento climatico che riguarda non solo il ritiro dei ghiacciai ma anche la diminuzione delle riserve d’acqua e i sentieri a rischio scomparsa.
In questo episodio di Dentro l'Avvenire, a cura di Maria Gomiero, ne abbiamo parlato con il nivologo Anselmo Cagnati e con il presidente generale del Club alpino italiano, Antonio Montani.
Ep130 - Perché ci sentiamo tutti un po' soli?
2026/08/27
Non esiste un posto migliore di un altro in cui sentirsi soli. Le città sono fatte di vicinanze continue. Gente sul tram, negli uffici, nei bar, nei supermercati, nei condomini. Ma la solitudine con la quantità c’entra ben poco. Ha più a che fare con la qualità dei legami che riusciamo a costruire e a mantenere. La solitudine urbana è anche una questione di luoghi perché se per costruire un legame servono tempo e frequentazione, servono anche dei posti in cui incontrarsi.
Quando siamo giovani esistono luoghi che ci obbligano, quasi senza che ce ne accorgiamo, a passare moltissime ore insieme ad altre persone: la scuola, l’università, lo sport. Crescendo, molti di questi spazi spariscono. Per molto tempo abbiamo costruito una parte della nostra identità anche attraverso luoghi e organizzazioni collettive: sindacati, associazioni, partiti, comunità religiose. Forse siamo solo alla ricerca di appartenenze abbastanza grandi che non riguardino soltanto noi, delle identità che siano in grado di dare un senso al mondo che viviamo.
In questo episodio del nostro podcast “Dentro l’Avvenire“ abbiamo esplorato il fenomeno della solitudine urbana, esperienza personale e collettiva, tra cause, conseguenze e possibili soluzioni alternative. Costanza Oliva ha raccolto la testimonianza di Francesco Salonia, cofondatore di Better Together, associazione no profit nata proprio per combattere la solitudine urbana e le analisi di Patrizia Catellani docente di Psicologia sociale all'Università Cattolica di Milano e dove dirige lo Psylab dell’Università Cattolica, uno dei centri coinvolti in Lonely-EU, un progetto europeo che studia cosa succede a una società quando molte persone si sentono sole.
Ep129 - Un Nobel per la pace che non c'è
2026/08/20
Continua senza sosta il movimento spontaneo di assenso alla proposta di Eugenio Mazzarella di assegnare il premio ai piccoli della Striscia, simbolo di tutte le vittime innocenti delle guerre dimenticate. Avvenire è diventato, attraverso questa petizione, il punto di riferimento per chi chiede che venga consegnato il Nobel per la pace ai bambini di Gaza, come simbolo di tutte le infanzie violate nel mondo. La sottoscrizione a questa campagnasi può fare scrivendo a [email protected]. Oltre che per comunicare la propria adesione, può essere utilizzata per condividere un pensiero di pace e di solidarietà. Verso i bambini di Gaza ma anche verso tutti i bambini e tutte le vittime innocenti delle tante, troppe guerre in corso, come ha ricordato il direttore Marco Girardo.
Questo Nobel quindi, prima ancora di essere assegnato, chiede agli adulti, ai governi, a tutti noi di mantenere la promessa della pace e non dimenticare tuti i bambini a cui viene negata l’infanzia. Su Avvenire è un impegno che portiamo avanti quotidianamente e che raccontiamo nella serie "Guerre Dimenticate", una serie di reportage dei nostri inviati per raccontare i conflitti di cui troppo spesso nessuno parla. Un viaggio nei luoghi dove la prima vittima è l’infanzia. Sostenere questa proposta significa allora scegliere di guardare la realtà ad altezza di bambino: dal punto di vista di chi, prima di ogni altra cosa, chiede agli adulti di poter vivere in pace.
Ascolta l'episodio di Dentro l'Avvenire, a cura di Maria Gomiero, che ricostruisce tutti gli aspetti di questa iniziativa insieme al suo promotore, Eugenio Mazzarella
Ep128 - Era una casa molto carina
2026/08/13
Più di 650mila famiglie sono nelle graduatorie comunali per ottenere un alloggio: parliamo di un milione e mezzo di persone stanno aspettando una casa. Secondo gli ultimi dati, nel 2024 in Italia sono stati emessi poco più di 40mila provvedimenti di sfratto, e la Lombardia concentra il numero più alto. Spesso l’emergenza abitativa è solo la punta dell’iceberg. Dietro c’è un licenziamento. Una separazione. Una malattia. Debiti. Una rete che si rompe.
L’housing sociale è un trampolino da cui ripartire. Non offre solo un tetto: serve a ricostruire la propria autonomia e fare in modo che, primo o poi, quel supporto non serva più. Ma uscirne non è semplice. L’accesso alla casa è problematico anche per chi non è in una situazione di particolare fragilità. E senza una visione politica più strutturata si rimane impantanati in una condizione di marginalità. Ne abbiamo parlato con beneficiari e operatori del progetto di social housing del Consorzio Comunità Brianza.
In questo episodio del nostro podcast “Dentro l’Avvenire“ Costanza Oliva racconta cosa succede quando si perde la propria casa, dal progetto di social housing alle difficoltà da affrontare in un mercato immobiliare ormai proibitivo per tantissime persone.
Ep127 - Ventidue ore senz'aria
2026/08/06
Fa caldo. Chiudi gli occhi, inspiri, espiri, ma il caldo resta. Non c’è un condizionatore, non c’è un ventilatore, non c’è un frigo per mettere una bottiglietta d’acqua in fresco. C’è però una porta blindata, chiusa, e delle finestre. Con delle sbarre. Sei in questa stanza per ventidue ore al giorno. Quella stanza, che è una cella, è pensata per tre, ma dentro siete in sette.
Questa è la descrizione di un momento qualsiasi, anche ora, all’internodi un carcere italiano. A fine luglio le persone detenute erano quasi 65mila mentre i posti disponibili sono poco più di 46mila. Significa che ci sono circa 20mila detenuti in più di quelli che gli istituti penali potrebbero contenere. Il tasso di affollamento è al 140%. Stiamo tornando ai numeri per cui l’Italia è stata condannata dalla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo nel 2013.Secondo Susanna Marietti, responsabile dell’Osservatorio minori di Antigone, siamo di fronte a «un allargamento del controllo penale sui minori».
In questo episodio di “Dentro l’Avvenire“, a cura di Maria Gomiero, raccontiamo le condizioni precarie e di sovraffollamento delle carceri, acuite dal caldo torrido, l’assenza di prospettive per un reinserimento sociale delle persone detenute e il cambio di approccio da una presa in carico sociale dei minori a una risposta penale contenitiva.
Ep126 - Vuoi una rosa?
2026/07/29
Ogni sera, tra i tavoli di bar e ristoranti un ragazzo si avvicina ai tavoli con un mazzo di rose in mano: «Vuoi una rosa?». Abbiamo parlato con alcuni di loro, venditori originari del Bangladesh, e con Francesco Della Puppa, professore di Sociologia all'Università Ca' Foscari di Venezia, provando a ricostruire i percorsi migratori, la rete di intermediari a cui si appoggiano, le forme di sfruttamento, le speranze per il futuro.
Ep125 - In Cisgiordania, nella fattoria assediata dai coloni
2026/07/23
Daoud Nassar in trent’anni ha speso oltre 300mila dollari, raccolti tramite donazioni di volontari da tutto il mondo, per sostenere la più lunga battaglia di un palestinese contro Israele per il possesso di una terra. La sua fattoria si trova in Palestina, vicino a Betlemme, dove i suoi nonni l’avevano acquistata oltre cento anni fa. Ma ora Tel Aviv sostiene che non gli appartenga. Tra un’udienza in tribunale e un’altra, i coloni hanno iniziato a isolarlo: tagliano i cavi della corrente, bloccano le strade ed entrano armati nella proprietà.
Nella stessa situazione di Nassar si trovano tutti i palestinesi che ancora vivono nell’area C della Cisgiordania, quella a controllo israeliano, ma ormai anche moltissimi che abitano in area A. Da accordi, a controllo palestinese. In questo scontro, tanti perdono la vita: dal 7 ottobre 2023, le uccisioni di palestinesi da parte di forze israeliane in tutta la Cisgiordania, secondo l’Onu, sono state almeno 255. Tra queste, 8 donne, 47 bambini e 3 persone con disabilità.
Andrea Ceredani è stato due settimane in Cisgiordania per raccontare le storie, e le ragioni, dei palestinesi che scelgono di restare nella loro terra tenendo una postura non violenta.
Ascolta la nuova puntata di Dentro l’Avvenire con le voci di Daoud Nassar, Bimshara Nassar e le beduine palestinesi del villaggio di Al Hatrura.
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