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TSS.ACADEMY - Teaching Sport Skills

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Categories
This podcast has
27 episodes
Language
Italian
Explicit
No
Date created
2024/03/22
Latest episode
2026/10/21
Average duration
21 min.
Release period
43 days

Description

Teaching Sport Skills è un podcast dedicato allo studio scientifico dell’allenamento e dell’apprendimento motorio. Esplora ecological dynamics, skill acquisition, variabilità, vincoli, percezione‑azione e complessità, offrendo una prospettiva rigorosa e basata su evidenze per allenatori e professionisti. Un riferimento accademico per comprendere i processi che guidano l’adattamento e lo sviluppo delle abilità nello sport, con particolare riferimento al calcio.

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Episodio 26 - Prima pensiamo e dopo agiamo. Siamo sicuri che funzioni davvero cosi?
2026/10/21
Prima percepiamo, poi elaboriamo, decidiamo e infine agiamo. Ma siamo davvero sicuri che la competenza funzioni così? Nella puntata 26 di Teaching Sport Skills partiamo dal lavoro di Gustavo G. Brigante e Carl T. Woods, On making one’s way through chess, per mettere in discussione la tradizionale separazione tra percezione, cognizione e azione. Gli autori esplorano il rapporto tra pensiero e fare proponendo una lettura ecologica della competenza.  Dagli scacchi al calcio, analizziamo cosa significhi interpretare l’esperto non soltanto come colui che possiede più conoscenze o soluzioni, ma come un individuo progressivamente più sensibile alle informazioni rilevanti che emergono nell’interazione con l’ambiente. Parliamo di psicologia ecologica, percezione-azione, affordance, attunement, anticipazione e prospective control, arrivando alle implicazioni concrete per la progettazione dell’allenamento. E la riflessione si estende all’allenatore: il campo è soltanto il luogo nel quale applichiamo conoscenza? O è anche il luogo nel quale impariamo a conoscere? 🎧 Una puntata dedicata a skill acquisition, ecological dynamics e progettazione dell’allenamento, con una domanda centrale: la competenza consiste nell’avere già la risposta o nel diventare progressivamente più capaci di trovarla mentre il gioco accade? Corso di formazione collegato alla puntata "L'approccio ecologico applicato al calcio" https://www.tss.academy/pagina-dei-corsi/lapproccio-ecologico-applicato-al-calcio/ 📚 Riferimento: Brigante, G. G. & Woods, C. T., On making one’s way through chess, Sport, Education and Society. DOI: 10.1080/13573322.2024.2346141.  https://www.tandfonline.com/doi/full/10.1080/13573322.2024.2346141 🌐 Approfondisci su www.tss.academy
Episodio 25 - L'attività di base dovrebbe concentrarsi solo sulla tattica
2026/09/20
L'attività di base dovrebbe concentrarsi solo sulla tattica? Sembra una provocazione, e infatti lo è. Nel calcio dei bambini si sente ripetere spesso che la tattica dovrebbe essere evitata perché limiterebbe tecnica, creatività e divertimento. Ma questa convinzione si basa davvero su una corretta comprensione di cosa sia la tattica? In questa puntata di Teaching Sport Skills analizziamo il contributo di Serra-Olivares, Araújo e colleghi (2015) per distinguere in modo chiaro strategia, tattica e tecnica. Scoprirai perché: la tattica non coincide con schemi e moduli;la strategia viene pianificata prima del gioco mentre la tattica emerge durante il gioco;tecnica e tattica non sono processi separati;percezione e azione formano un ciclo continuo;allenare a giocare significa allenare la capacità di scegliere e adattarsi.Una puntata dedicata ad allenatori, preparatori, insegnanti e ricercatori interessati ai processi di apprendimento nel calcio e negli sport di squadra. Riferimento scientifico: Serra-Olivares, Araújo et al. (2015), Pedagogical Principles of Game-Based Approaches: Exploring Task Constraints in Youth Soccer. #TeachingSportSkills #CalcioGiovanile #SkillAcquisition #EcologicalDynamics #GameBasedApproach #FootballCoaching #YouthSoccer #DecisionMaking #TacticalLearning #SoccerCoach
Episodio 24 - L'abilità non è la tecnica
2026/08/12
In questa ventiquattresima puntata di Teaching Sport Skills affrontiamo una delle ambiguità più persistenti nell’allenamento calcistico: la confusione tra tecnica e abilità.A prima vista sembra una questione terminologica. In realtà è una distinzione concettuale che orienta — spesso in modo silenzioso — il modo in cui progettiamo esercitazioni, interpretiamo il comportamento dei giocatori e prendiamo decisioni che incidono sulla loro traiettoria di sviluppo. La puntata si basa sul commentary pubblicato nel 2024 su Science and Medicine in Football da Kyle Bennett e Job Fransen, Distinguishing skill from technique in football. Gli autori mostrano come, nonostante decenni di ricerca sull’apprendimento motorio, la maggior parte degli allenatori continui a definire l’abilità descrivendo la tecnica. Questa sovrapposizione non è innocua: porta a costruire esercitazioni orientate a “migliorare un gesto ideale”, assumendo che esista una forma corretta da installare nel giocatore. La ricerca racconta un quadro diverso.La tecnica è un pattern di coordinazione osservabile.L’abilità è la capacità di adattare quel pattern in modo funzionale e vantaggioso al contesto. Gli studi mostrano che non esiste una tecnica ideale unica: il movimento esperto è sistematicamente variabile, sia tra atleti diversi (inter‑variabilità) sia nello stesso atleta (intra‑variabilità). E questa variabilità è funzionale, non difettosa. È ciò che permette al giocatore di rispondere alle richieste mutevoli del gioco. Nella parte finale della puntata discutiamo le implicazioni metodologiche: valutare la tecnica dal risultato nel contesto, non dalla somiglianza a un modello; trattare le soluzioni motorie individuali come informazione, non come errori; costruire compiti rappresentativi che stimolino adattabilità, non ripetizione sterile. Un episodio che mette in discussione l’idea rassicurante che esista un modo corretto di muoversi. E che rimette al centro la vera competenza del giocatore: adattarsi. Show Notes  Contenuti principali Perché tecnica e abilità non sono sinonimi La tecnica come pattern di coordinazione La variabilità del movimento esperto Inter‑variabilità e intra‑variabilità Perché non esiste una tecnica ideale L’abilità come coordinazione adattata Evidenze da calcio, cricket, basket, nuoto, ginnastica Implicazioni metodologiche per l’allenamento Bennett, K., & Fransen, J. (2024). Distinguishing skill from technique in football. Science and Medicine in Football. Bernstein, N. (1967). The coordination and regulation of movements. Renshaw et al. – studi sulla rappresentatività del compito Gorman et al. – adattamenti coordinativi in presenza del difensore La tecnica è descrizione; l’abilità è adattamento. Il movimento esperto è variabile, non standardizzato. La variabilità è funzionale, non un errore. L’allenamento deve sviluppare adattabilità, non gesti ideali. Una tecnica che funziona solo senza avversario non è abilità. Valutare la tecnica dal risultato nel contesto. Leggere le soluzioni individuali come informazioni. Progettare compiti rappresentativi e variabili. Stimolare l’esplorazione, non la ripetizione sterile. Entra nella community TSS Academy e approfondisci l’approccio ecologico applicato al calcio.
Episodio 23 - Nati nel mese giusto: l'invisibile vantaggio nel calcio
2026/07/31
In questa ventitreesima puntata di Teaching Sport Skills analizziamo uno dei fenomeni più solidi e meno discussi del calcio giovanile: il Relative Age Effect, la sovrarappresentazione sistematica dei giocatori nati nei primi mesi dell’anno.Partiamo da una meta‑analisi internazionale (Bozek et al., 2023) che aggrega 563 campioni indipendenti e mostra come il mese di nascita influenzi la selezione molto più di quanto siamo disposti ad ammettere. Esploriamo tre domande centrali: Dove questo vantaggio invisibile è più forte Perché si crea e si autoalimenta Cosa rischiamo di perdere quando scambiamo la maturità anagrafica per talento Nella parte finale presentiamo i dati della Serie A 26‑27 e della Nazionale Italiana, mostrando come la firma del RAE persista anche ai massimi livelli, seppur attenuata.E introduciamo il paradosso dell’Underdog Hypothesis: i giocatori nati nella parte finale dell’anno che riescono a superare il bias iniziale mostrano spesso una resilienza superiore e competenze tecniche più fini. Chiudiamo con quattro strategie concrete per ridurre il bias nelle selezioni giovanili e costruire percorsi più equi, più lungimiranti e più rispettosi del talento reale. Show notes 1. Introduzione Cos’è il Relative Age Effect Perché il mese di nascita conta più di quanto immaginiamo 2. La meta‑analisi internazionale (Bozek et al., 2023) 563 campioni, 90 studi Perché la magnitudo del fenomeno non può essere casuale 3. Perché il RAE nasce e si amplifica Maturità fisica Bias di selezione Effetto valanga 4. I costi nascosti del RAE Scoraggiamento e abbandono dei “tardivi” Talento reale scambiato per maturità precoce 5. I dati della Serie A 26‑27 37% nati nel primo trimestre 15% nati nell’ultimo trimestre Odds ratio 1.9 (Bruste et al.) 6. La Nazionale Italiana 82% nati nel primo semestre 45% nel primo trimestre 7. L’Underdog Hypothesis Perché alcuni “late-born” diventano più resilienti e più tecnici 8. Quattro strategie operative Valutare abilità, non fisicità Bio‑banding Monitorare i trimestri Dare tempo ai tardivi 9. Conclusione Il bias è invisibile finché non lo guardiamo Ciò che diventa visibile può essere corretto Per approfondire i temi della puntata e accedere ai materiali formativi dedicati, visita tss.academy e unisciti alla community di Teaching Sport Skills creando il tuo profilo personale!
Episodio 22 - Allenare non è schierarsi, è comprendere.
2026/07/24
Allenare non è schierarsi: è comprendere l’apprendimento motorio. In questa puntata analizziamo la review The Adaptable Coach (Spittel et al., 2024), un contributo fondamentale per chi si occupa di allenamento sportivo, ecological dynamics, skill acquisition e metodologia dell’allenamento. L’episodio chiarisce perché il dibattito tra approcci analitici, situazionali ed ecologici nasce spesso da interpretazioni errate dei metodi, non dalle teorie. Approfondiamo concetti chiave come variabilità, riduzione della complessità, decomposizione vs semplificazione, mostrando come l’approccio ecologico integri e superi i modelli tradizionali. L’episodio è utile per allenatori, preparatori, formatori e professionisti che vogliono comprendere come funziona davvero l’apprendimento motorio e come diventare allenatori adattabili, capaci di scegliere con competenza la soluzione più funzionale al contesto. 🎓 Approfondisci questi temi nel corso “L’Approccio Ecologico Applicato al Calcio”, disponibile su TSS Academy: un percorso completo per comprendere come integrare percezione‑azione, vincoli, rappresentatività e complessità nella tua metodologia di allenamento. Temi dell’episodio: • Ecological dynamics e skill acquisition • Variabilità: valore condiviso, gestione diversa • Tecnica e gioco: un falso dualismo • Decomposizione vs semplificazione • Complessità e rappresentatività • L’allenatore adattabile Takeaway: Allenare non è applicare un metodo. Allenare è comprendere il processo di apprendimento.
Episodio 21 - Sfuggire alla trappola: l'arte di allenare
2026/07/17
La puntata 21 parte dal concetto espresso egregiamente da Job Fransen, uno degli esperti internazionali più affermati nel campo delle Skill Acquisition, nel suo fantastico portale di formazione skillacq.com, in cui esplora una delle competenze più raffinate dell’allenatore moderno: sapersi muovere con consapevolezza lungo il continuum tra performance e apprendimento. Non è una scelta binaria, non è il vecchio dualismo tra analitico e situazionale: è la capacità di orientare il proprio intervento in funzione di ciò che serve al giocatore in quel momento del suo percorso.La puntata 21 esplora una delle competenze più raffinate dell’allenatore moderno: sapersi muovere con consapevolezza lungo il continuum tra performance e apprendimento. Non è una scelta binaria, non è il vecchio dualismo tra analitico e situazionale: è la capacità di orientare il proprio intervento in funzione di ciò che serve al giocatore in quel momento del suo percorso. Da un lato c’è la confidenza, la performance immediata, la sensazione di “saper fare” che nasce da compiti più semplici e rassicuranti. Dall’altro c’è la competenza, l’apprendimento profondo, la riorganizzazione del sistema, che richiede compiti più complessi, più instabili, talvolta frustranti. L’arte dell’allenare sta nel saper decidere quando proteggere la performance e quando provocare l’apprendimento, quando dare sicurezza e quando generare adattamento, quando semplificare e quando aumentare la complessità. Sfuggire alla trappola significa proprio questo: non confondere ciò che è immediatamente visibile con ciò che è realmente trasformativo, e imparare a muoversi con lucidità su un continuum che richiede sensibilità, timing e consapevolezza metodologica. 🔹 Temi dell’episodio – Performance vs apprendimento– La trappola del “fare giusto”– Continuum confidenza–competenza– Optimal Challenge Point (Guadagnoli & Lee, 2004)– Errori ottimali e riorganizzazione del sistema– Periodizzazione delle intenzioni (stagione, settimana, sessione)– Latenza dell’apprendimento– L’arte dell’allenare come scelta intenzionale 🔹 Key Takeaways – La performance è visibile, l’apprendimento è latente.– Allenare non è un dualismo: è un continuum.– L’intenzione dell’allenatore è la vera discriminante metodologica.– Competenza = complessità, variabilità, errori, adattamento.– Confidenza = semplicità, successo, stabilità emotiva.– Periodizzare le intenzioni è parte della competenza dell’allenatore.– Il miglioramento emerge nel tempo, non nel momento. 🔹 Risorse citate – Guadagnoli & Lee (2004) – Optimal Challenge Point– Corso “La periodizzazione dell’allenamento nel calcio” – tss.academy 🔹 Call to Action Iscriviti su tss.academy ed entra nella community internazionale di Teaching Sport Skills.
Episodio 20 - La trappola del "fare giusto"
2026/07/11
“Nello sport moderno siamo ossessionati dal ‘fare giusto’. L’esecuzione corretta, il gesto pulito, la soluzione ideale. Ma questa ossessione è una trappola: la trappola del fare giusto.” È una trappola perché confonde ciò che è visibile con ciò che è significativo. La performance ci mostra un giocatore che esegue bene oggi; l’apprendimento ci racconta un giocatore che saprà adattarsi domani. E tra queste due dimensioni c’è una distanza enorme, che troppo spesso ignoriamo. Dal punto di vista scientifico, la performance è un indicatore immediato, sensibile alle condizioni del momento, alle facilitazioni del compito, alla familiarità della situazione. L’apprendimento, invece, è un processo latente, emergente, non lineare: non si manifesta nell’esecuzione perfetta, ma nella capacità del sistema di riorganizzarsi attraverso la variabilità, l’errore, l’incertezza. È qui che entra in gioco la Challenge Point Theory di Guadagnoli e Lee, una delle cornici più solide per comprendere come nasce davvero l’apprendimento motorio. Un compito troppo facile produce il ‘fare giusto’, ma non produce apprendimento. Un compito troppo difficile produce errori, ma può essere esattamente il luogo in cui il sistema inizia a crescere. E questa è la provocazione della puntata: se giudichi la qualità del tuo allenamento dal numero di esecuzioni corrette, stai misurando la cosa sbagliata. La performance è un’istantanea. L’apprendimento è un processo. In questa puntata affrontiamo il tema confidenza-competenza di Job Fransen, spiegato egregiamente nei suoi corsi su skillacq.com, ed esploriamo proprio questo paradosso: perché il ‘fare giusto’ può diventare una trappola metodologica, perché l’errore è spesso un segnale di progresso, e come la Challenge Point Theory può guidare la costruzione di esercitazioni che non inseguono la performance immediata, ma favoriscono l’apprendimento reale, adattivo, duraturo. Se vuoi capire cosa significa allenare per il futuro — e non per l’illusione del presente — questa è una puntata da ascoltare fino alla fine. Temi dell’episodio: • Performance vs apprendimento• Confidenza vs competenza• Variabilità, errore e adattamento• Challenge Point Theory• Perché l’allenamento “tutto giusto” non costruisce abilità• Read the season, not the session Takeaway: L’errore è informazione, non fallimento.L’apprendimento nasce dalla difficoltà ottimale.Quello che vediamo non è sempre quello che otteniamo. 🔗 Scopri gli articoli e i corsi su Teaching Sport Skills. www.tss.academy
Episodio 19 - Allenatori o tacchini?
2026/02/15
All'interno di questa puntata viene posta l'attenzione sul tema del rapporto tra i dati e l'allenamento. Che direzione stiamo prendendo come tecnici? Cosa sta provocando questa inondazione di dati al servizio dell'allenamento? Utilizzeremo la metafora del tacchino di B.Russell per spiegare come sia impossibile prevedere il futuro partendo dal presente. Il rischio grosso che si corre è quello di sostituire l'arte dell'allenatore, quindi l'esperienza, l'intuizione di chi sta ore e ore sul campo, con dati che anziché fare da contorno al processo, cercano di assumerne il controllo.
Episodio 18 - Il mito della selezione precoce
2025/05/07
Cosa dice la ricerca scientifica in merito ai percorsi di carriera nel calcio professionistico? Essere selezionati da piccoli nelle academy di elite aumenta le probabilità di diventare calciatore di alto livello? Cosa succede ai percorsi di carriera di chi raggiunge il livello internazionale?  Siamo abituati a pensare che la linearità, ovvero l’assenza di avvenimenti avversi, di problematiche, caratterizzi il processo di sviluppo del talento. E siamo abituati anche a pensare che essere selezionati il prima possibile nelle academy di alto livello aumenti le probabilità di fare carriera nel calcio professionistico. Ma tutto questo è vero?  Sfrutteremo un articolo internazionale appena pubblicato relativo al calcio olandese per indagare questo fenomeno.
Episodio 17 - Decision-Making: abilità generale o specifica?
2025/04/28
Prendere decisioni nel gioco, in modo rapido ed accurato, è di fatto una delle richieste più ricorrenti e determinanti legata alla performance negli sport di squadra. Questa abilità dipende strettamente dalla comprensione di quello che sta succedendo in campo e da quello che potrà succedere nel prossimo futuro, anticipando i comportamenti di compagni ed avversari. Quanto questa capacità è da considerarsi specifica per lo sport? Cosa ci dice la ricerca in merito alle strategie che dovremmo mettere in atto per promuovere questa abilità nei giocatori? Cercheremo di dare una risposta a questi quesiti sfruttando come al solito la ricerca internazionale applicata all’apprendimento motorio, e nella fattispecie al gioco del calcio.
Episodio 16 - L'allenamento del calciatore - Intervista "Gli ingiocabili"
2025/04/15
Viene pubblicata qui l'intervista tenuta dal prof. Alberto Pasini sulla pagina Instagram degli "Ingiocabili". Il tema trattato è stato quello dell'allenamento del calciatore, l'approccio integrato, sviluppo delle abilità tecniche e delle qualità fisiche, spunti e riflessioni riguardanti temi fondamentali per lo sviluppo della performance nel calcio.
Episodio 15 - Scenario-Games: un approccio basato sul gioco per migliorare la performance della squadra
2025/04/03
Allenare attraverso il gioco. Costruire esercitazioni, allenamenti, e di conseguenza programmazioni settimanali, attraverso l’utilizzo sistematico del gioco, sfruttando la realtà delle situazioni, allenando i comportamenti specifici che i giocatori dovranno assumere in gara.  La puntata di oggi vuole discutere di un metodo che consente di ottimizzare i tempi a disposizione confluendo anche nelle parti solitamente dedicate allo sviluppo delle componenti fisico-atletiche l’apprendimento di comportamenti specifici, di abilità strettamente legate al gioco ed ai principi tattici della squadra. Questo metodo prevede la costruzione di quelli che sono stati definito Scenario-Games.
Episodio 14 - Allenamento con o senza avversari: quale direzione per lo sviluppo delle abilità?
2025/03/27
Prima la tecnica e poi il gioco. Prima imparo senza avversari e poi trasferisco questo apprendimento nel gioco. Prima il facile poi il difficile. L’analitico e il situazionale, il primo al servizio del secondo. Ma cosa dice la ricerca scientifica in merito? Qual è la posizione degli esperti di apprendimento motorio in tal senso? All'interno della puntata, prendendo come sempre spunto dalla letteratura internazionale, proveremo a delineare una strada da intraprendere per valorizzare al massimo la pratica sul campo ed alzare la trasferibilità degli apprendimenti sviluppati.  L'articolo analizzato è "The value of opposed and unopposed practice: an ecological dynamics rationale for skill development" pubblicato sulla rivista internazionale QUEST nel marzo 2025 da F. Otte e colleghi.
Episodio 13 - Dove nasce la creatività?
2025/03/21
Da dove nasce la creatività nello sport? Cos’è un comportamento creativo e come si può, se si può, promuovere l’emergenza di questi comportamenti da parte dei giocatori? Può una metodologia di allenamento svolgere un ruolo nel favorire lo sviluppo della creatività nello sport?  L’analisi della letteratura scientifica rivela una visione molto diversa nell’approccio ecologico rispetto alle teorie cognitiviste in merito all’argomento creatività. All’interno della puntata viene proposta, prendendo spunto dalla ricerca internazionale, una visione ecologica di quello che viene definito un atto creativo nello sport e quali possono essere le strategie operative per favorirne l’emergenza.
Episodio 12 - Dall'approccio cognitivo a quello ecologico: cosa cambia nella pratica?
2025/02/27
È radicata nelle modalità operative tradizionali della maggior parte dei tecnici l’abitudine a vedere nella ripetizione pedissequa di un gesto la strategia migliore per sviluppare apprendimento. Questa ripetizione rappresenta l’arma più potente per lo sviluppo dello schema di movimento. Almeno questo vale per le teorie cognitiviste che hanno pervaso il mondo della ricerca applicata all’apprendimento motorio nell’ultime metà del XX secolo. Ma l’evoluzione della teoria, della ricerca scientifica, cosa dice? Cosa è cambiato negli ultimi vent’anni? Qual è la direzione che ha preso la maggioranza dei ricercatori che si dedicano all’apprendimento motorio? E soprattutto queste nuove teorie come modificano, o come dovrebbero modificare, le strategie metodologiche dei tecnici?

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