
Advertise on podcast: Un Altro Podcast
This podcast has
31 episodes
Language
ItalianPublisher
La Gazzetta Dello SportExplicit
No
Date created
2024/10/16
Latest episode
2026/09/18
Average duration
68 min.
Release period
38 days
Description
Nasce “Un Altro Podcast”, il nuovo format targato Gazzetta dello Sport. In un mondo dove il calcio fa da padrone, “Un altro podcast” ha l’obiettivo di dare spazio a tutti gli altri sport che non sempre riescono ad avere il giusto riconoscimento. In ogni episodio incontreremo un campione che ha saputo cambiare le regole del gioco, esplorando il suo viaggio tra trionfi e cadute. Scaveremo in tante storie diverse, aprendo la scatola dei ricordi per scoprire cosa si cela dietro al successo. Ogni mercoledì una nuova puntata, disponibile su Youtube, Spotify e su tutte le piattaforme podcast.
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Ep. 31 - Tania Cagnotto, la figlia d'arte nata per i tuffi
2026/09/18
Da bambina Tania Cagnotto ha provato quasi tutti gli sport, forse perché in una famiglia di tuffatori nessuno voleva che il trampolino fosse un destino già scritto. Ma certe passioni non si possono imporre: semplicemente ti chiamano. E per Tania il richiamo dell’acqua, degli avvitamenti in aria e di quell’istante sospeso prima di entrarci dentro è stato più forte di tutto. Figlia di Giorgio Cagnotto e Carmen Casteiner, è stata capace di diventare la tuffatrice europea più vincente della storia, senza mai sentire il peso del cognome che portava. E anche dopo essersi ritirata, la voglia di mettersi alla prova ha continuato ad accompagnarla, tanto da accettare una competizione fisica senza precedenti come “Physical Italia: da 100 a 1”, disponibile solo su Netflix. Dopo 41 medaglie tra Olimpiadi, Mondiali ed Europei, oggi Tania è mamma di due bambine e guarda il trampolino da un’altra prospettiva. Anche se una delle due sembra aver già sentito quel suo stesso richiamo. Perché, in fondo, l’acqua trova sempre la sua strada.
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Ep. 30 - Antonella Palmisano, in marcia contro le ingiustizie
2026/07/10
Antonella Palmisano ha passato la vita a camminare veloce. Partita da Mottola, un piccolo paese della Puglia dove a volte i sogni devono fare i conti con tradizioni, aspettative e retaggi culturali, ha costruito passo dopo passo la sua strada fino ad arrivare sul tetto del mondo. Oro olimpico a Tokyo, argento mondiale, campionessa europea: oggi è uno dei simboli della marcia mondiale. Un’atleta capace di trasformare il suo stile in un modello da studiare.
Ma dietro ogni passo c’è sempre stato molto più di una medaglia. C’è la ragazzina che doveva convincere chi aveva intorno che lo sport non era tempo perso. Il rapporto complicato con un padre diventato il suo primo tifoso, ma anche una voce che pretendeva sempre qualcosa in più. La ricerca di un equilibrio per capire che un risultato non può definire il valore di una persona.
E forse è per questo che oggi Antonella non marcia più solo per se stessa. Lo fa contro le ingiustizie, contro chi gioca sporco, contro chi toglie valore alla fatica degli altri. Lo fa per dare voce a uno sport che spesso riceve meno luce di quanta meriterebbe.
Perché alla fine non conta solo quanto veloce arrivi al traguardo, conta anche la strada che lasci a chi camminerà dopo di te.
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Ep. 29 - Daniele Tinti, la stand-up comedy è una partita da giocare
2026/06/11
Tra Roma, dove è nato, e l’Aquila, dove è cresciuto, Daniele Tinti ha imparato che le cose che contano portano sempre con sé una certa dose di paura. La sentiva prima delle partite di rugby, quando la tensione gli chiudeva lo stomaco. La sente ancora oggi, poco prima di salire sul palco. Tifoso della Roma fino alle lacrime, devoto a Totti come agli idoli che ci insegnano a sognare, scopre la stand-up comedy lontano da casa, in Inghilterra, guardando ai grandi d’oltreoceano. Ma l’ironia è sempre stata la sua lingua madre: già tra i banchi di scuola aveva capito che riuscire a far ridere le persone è una piccola magia. Ora che è uno dei comici più amati della sua generazione, lavora ai suoi spettacoli con la disciplina di un atleta. Scrive per mesi un monologo, lo smonta, lo ricostruisce. Far ridere, per lui, è una cosa seria, tanto da accettare il rischio dell'errore. Perché lo sport, la vita e la comicità insegnano la stessa cosa: si può perdere una partita, sbagliare una battuta, cadere e poi rialzarsi. Magari ridendoci sopra.
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Ep. 28 - Andrea Bargnani, troppo diverso per piacere a tutti
2026/05/21
Il primo europeo nella storia a essere selezionato come numero uno al Draft. Il primo italiano a ritagliarsi un ruolo da protagonista oltreoceano. Un talento da quasi 8.000 punti in Nba, ma anche uno dei più grandi “what if” del basket. Andrea Bargnani è sempre stato un unicum, in campo e fuori. Un lungo atipico, moderno prima ancora che il basket americano fosse davvero pronto ad accettarlo. Uno che ha sempre giocato seguendo il proprio istinto, riflessivo e a tratti distaccato. Troppo libero per piacere a tutti. Lo hanno criticato su ogni aspetto: il gioco, il carattere, il rapporto con i media. Lui ha saputo conviverci, con quella sua scorza dura che nasconde però un’ironia sottile, la battuta pronta di chi ha imparato presto a proteggersi. Ma a renderlo ancora più unico è la sua lucidità: quella di chi sa riconoscere errori e scelte sbagliate senza vivere schiacciato dai rimpianti. L’unica cosa che non è mai riuscito a lasciar andare è l’amore per il basket. Forse anche per questo non ha ancora annunciato ufficialmente il ritiro: certe passioni non finiscono, cambiano forma e continuano a restarti dentro. Così il basket è rimasto comunque lì, nella sua vita. Oggi nel ruolo di Executive Advisor della LBA, con la voglia di restituire qualcosa a quello sport che, nel bene e nel male, non ha mai smesso di appartenergli.
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Ep. 27 - Gemitaiz, un rapper romano (e romanista) fuori dagli schemi
2026/05/07
C’è stato un tempo in cui vestirsi largo, ascoltare Eminem e sognare l’America significava sentirsi fuori posto. Un tempo in cui il rap romano aveva regole rigide, facce dure e dogmi soffocanti. E poi c’era Gemitaiz, un outsider cresciuto tra la Roma di quartiere, le rime e quella sensazione costante di essere “diverso”. Dietro Davide De Luca, però, c’è soprattutto una storia di amore e fede. L’amore ereditato dal padre, venuto a mancare quando aveva appena 14 anni, che gli ha trasmesso “geneticamente” due passioni impossibili da separare: la musica e la Roma. Come se certe emozioni scorressero nel sangue prima ancora che nelle cuffie o allo stadio. Gemitaiz oggi è uno dei nomi più importanti del rap italiano, con dischi di platino, tour sold out e una carriera costruita senza rincorrere personaggi. Uno che vede il rap come qualcosa da condividere e non da proteggere gelosamente. Uno che pensa che chi ha una voce debba usarla, anche quando è scomodo, anche quando significa esporsi. Forse è proprio questo che rende Gemitaiz diverso dagli altri: non il bisogno di piacere a tutti, ma quello di essere sempre coerente con se stesso. Nel bene e nel male, senza mai indossare maschere.
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Ep. 26 – Giorgio Petrosyan, l’ossessione di essere il numero uno
2026/01/22
Quella di Giorgio Petrosyan è la storia di chi nasce nella guerra e si costruisce nel sacrificio, fino a diventare leggenda. I numeri raccontano di una carriera irripetibile — 125 incontri, 120 vittorie, 22 titoli mondiali — ma non spiegano fino in fondo chi sia davvero l’uomo che tutti hanno imparato a chiamare “The Doctor”. Costretto a convivere con la fame, la povertà e il dolore, fugge dall’Armenia in cerca di un futuro migliore. L’Italia diventa casa, il ring una necessità vitale. Il sogno di essere il numero uno si trasforma in ossessione: allenarsi sempre, ovunque, anche mentre lavora, anche quando il corpo chiede tregua. Una tensione costante verso la perfezione. Per oltre vent’anni domina uno sport durissimo, costruendo un mito fatto di precisione chirurgica e sangue freddo. Ma quando la vittoria non basta più, il ring può diventare una prigione. È lì che nasce la consapevolezza: combattere non per vincere, ma per ritrovarsi. Appesi i guantoni al chiodo, ora il fighter lascia spazio all’uomo. Oggi resta Giorgio, che non lotta più per fuggire dal passato, ma per vivere finalmente una conquistata normalità.
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Ep. 25 – Rossella Fiamingo, la stoccata d’oro alle critiche
2025/12/18
Da bambina la maschera era un mantello, un rifugio e una promessa. A 17 anni contava il tempo che la separava dal sogno a Cinque Cerchi, a 21 iniziava a viverlo davvero. Oggi il suo cammino racconta di una carriera costruita con precisione, senza lasciare spazio al caso: un oro, un argento e un bronzo olimpici, oltre a due titoli mondiali, che la rendono una tra le figure più luminose della scherma azzurra. In pedana segue una musica silenziosa, invisibile agli altri, un ritmo interiore che la guida in ogni passo, ogni assalto, ogni rinascita. Per raccontare le sue cadute usa l’immagine di un aereo che si schianta: è tra quei rottami che ricerca la sua scatola nera, ricostruendo errori e pianificando progetti. Come una vipera che cambia pelle, si rigenera e ricomincia. Dolce ed estremamente sensibile, percepisce le fragilità degli altri e il peso dei giudizi, rispondendo alle critiche una stoccata alla volta. Tra mente e corpo, melodie e affondi, Rossella ha trovato il suo equilibrio e anche l’amore, quello con cui condividere un ultimo orizzonte sportivo a Los Angeles 2028. E poi una nuova vita, cambiando pelle ancora una volta.
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Ep. 24 – Simone Barlaam: il ragazzo d’oro del nuoto paralimpico
2025/11/27
Costretto a 12 interventi chirurgici soltanto nell’infanzia, nella piscina trova l’unica forma di riabilitazione possibile. Lì scopre la sua dimensione, dimostrando che crescere con una disabilità non significa avere meno. Lo racconta con i fatti: una vasca alla volta diventa uno dei nuotatori paralimpici più vincenti della sua generazione, capace di conquistare titoli e record impressionanti. Tokyo lo mette di fronte alle sue fragilità: la paura del Covid, l’isolamento e la sensazione di non riuscire a essere felice nonostante i successi. Parigi gli restituisce ciò che mancava: il valore dello stare insieme e la capacità di godere davvero delle proprie conquiste. Fuori dalle corsie è un creativo instancabile: artista, dj, podcaster e ambassador di Milano Cortina 2026. Sempre in movimento, sempre in cerca di nuovi linguaggi per raccontarsi e per raccontare lo sport. Una voce lucida contro il patetismo e i pregiudizi comodi, consapevole che quando una persona con disabilità vince nello sport rompe equilibri, smonta narrazioni facili e, spesso, fa rosicare. La sua è una storia che insegna a non arrendersi al destino, ricordandoci che non è il limite a definire chi siamo, ma il modo in cui scegliamo di attraversarlo.
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Ep. 23 – Alessio Sakara, una vita da “Legionario”
2025/11/13
Cresciuto nella periferia romana, tra le strade ruvide di Pomezia, Alessio Sakara ha imparato presto a trasformare il caos in disciplina, la rabbia in tecnica, l’istinto in arte. Il suo viaggio, partito dal Brasile tra sacrifici, notti difficili e difficoltà economiche, lo ha portato fino in America, dove è entrato nella storia come il primo italiano a combattere in UFC. Negli Stati Uniti lo guardavano come si guarda un’icona venuta da un’altra epoca: un figlio della Roma antica, un moderno Massimo Decimo Meridio. Ma se i gladiatori combattevano per obbligo, lui ha scelto la battaglia per la vita come un vero Legionario. Eppure, dietro la corazza del guerriero intriso di valori — lealtà, rispetto, disciplina — si nasconde un’anima sorprendente, capace di entrare nelle vite degli altri con una simpatia disarmante. Oggi, a 44 anni, il suo viaggio ha fatto nuovamente tappa a Roma, un ritorno glorioso alle origini con la cintura mondiale BKFC conquistata davanti alla sua gente. Proprio lì dove tutto era iniziato, tra le strade che forgiano e i sogni che resistono.
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Ep. 22 – Sarah Fahr: il muro azzurro con più titoli che anni d’età
2025/10/30
Rigore tedesco, solarità italiana. Nata in Germania, ma cresciuta a Piombino, Sarah Fahr nella vita ha murato di tutto — dentro e fuori dal campo — senza mai perdere il suo iconico sorriso. Nel palmarès vanta più titoli che anni di età, trofei che sono frutto di una scalata tortuosa tra gli infortuni che potevano costarle la carriera e i fantasmi dei disturbi alimentari. L’incontro casuale con un libraio ha cambiato le sue prospettive, l’amore per la pallavolo l’ha consegnata alla storia. E se ciò che conta per lei è vivere il presente, non curandosi del futuro (incarnazione perfetta del “qui e ora” velaschiano), così Sarah è oggi dove semplicemente deve essere: al “centro” del mondo.
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Ep. 21 - Nadia Battocletti: la regina italiana del mezzofondo che sfida l’Africa
2025/10/16
Nel panorama dell’atletica mondiale il suo nome brilla di luce propria, non solo per i successi eccezionali ottenuti finora, ma anche per la sua determinazione e per la sua storia profondamente legata alla passione per la corsa. A soli 25 anni, Nadia Battocletti ha fatto capire al mondo che tra le fuoriclasse africane c’è un’Italia che non arretra, che non si accontenta, che lotta fino all’ultimo metro, arrivando così a lasciare un segno indelebile nella storia dello sport azzurro.
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Ep. 20 - Dorothea Wierer: “Il ritiro fa paura, ma a Milano-Cortina sarà speciale”
2025/05/30
Dorothea Wierer è l’essenza del biathlon: due anime in una sola. Velocità e controllo. Fatica e precisione. È il respiro trattenuto mentre il cuore batte a mille, è la freddezza del tiro in mezzo al caos. Cresciuta ad Anterselva, dove la neve è casa e sfida, non ha mai cercato scorciatoie, solo la verità che sta nell’impegno. Determinata, diretta, perfezionista fino allo sfinimento, ha trasformato la fatica in gloria: due Coppe del Mondo, dodici medaglie iridate, tre olimpiche. Ogni gara è un duello tra la mente che guida e il corpo che brucia, un equilibrio in cui è sempre riuscita a rimanere se stessa: diretta, ironica, libera. Ha portato il biathlon nel cuore degli italiani con la stessa forza con cui affronta il vento al poligono. E ora il suo sguardo di ghiaccio punta a Milano-Cortina, un cerchio che si chiude dove tutto è cominciato, nella neve che ha imparato a chiamarla per nome.
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Ep. 19 - Marvin Vettori: “Non ho ancora finito, voglio diventare il numero uno” | Un altro Podcast
2025/05/15
Marvin Vettori è un gladiatore moderno, scolpito dal sacrificio e da una volontà che non conosce tregua. Primo italiano a combattere per un titolo UFC, porta quel primato con l’orgoglio silenzioso di chi ha lasciato tutto per inseguire un sogno che nessuno osava immaginare. Testardo come le sue montagne trentine, ha vissuto di scatolette, dormito su divani, imparato a combattere nella vita come nella gabbia. Ogni rinuncia lo ha reso più affilato, ogni caduta ha inciso la sua identità. La sua strada è sempre stata dritta, dura, vera. Come lui. Ma oggi qualcosa è cambiato. Si è fermato, ha riflettuto, ha ascoltato i silenzi del corpo e della mente. Ora è più lucido, più consapevole. Nei suoi occhi, però, c’è ancora la stessa fame di chi sa che il destino non si chiede: si prende. Perché un fighter non accetta scorciatoie, non accetta scuse. Il prossimo passo sarà affrontare Brendan Allen il 19 luglio a New Orleans. Obiettivo: tornare a vincere per onorare i passi fatti, per chi non c’è più, per essere il numero uno.
*Questa puntata è stata registrata il 04/04/25.
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Ep. 18 - La storia di Nicolò Martinenghi | "L'oro ti cambia se scegli di farti cambiare”
2025/05/01
Nicolò Martinenghi è il sorriso che emerge dall’acqua, il nuotatore che ha fatto della rana una poesia in movimento. Cresciuto con l’amore per le sfide, ha trovato nel nuoto un modo di vivere, di esprimersi, di sognare. A guidarlo non è l’ossessione del risultato, e forse proprio per questo è diventato campione. Tokyo gli ha lasciato in dono la fame di migliorarsi, Parigi gli ha restituito la gioia piena di chi finalmente si gode il momento: una luce rossa sul blocco, sei minuti eterni sul podio e quel sentirsi a casa, in acqua come tra la gente.
Ma “Tete”, come lo chiamano gli amici, non è solo medaglie: è stile, è sensibilità, è quell’inchino diventato virale, gesto spontaneo che racconta molto di lui. Artigiano della felicità, ha trasformato i Cinque Cerchi in una collana, perché i sogni vanno indossati. E mentre costruisce il suo futuro dentro e fuori dall’acqua, resta il ragazzo solare, determinato e curioso che non ha mai smesso di contare, oltre alle bracciate, le emozioni.
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Ep. 17 - La storia di Myriam Sylla | “L’oro di Parigi è per sempre, come un matrimonio”
2025/04/17
C'è un numero, il 17, che porta fortuna solo a chi osa sfidarlo. E c'è una donna che da sempre balla in equilibrio tra forza e leggerezza. Myriam Sylla è determinazione, carisma e verità. Figlia del sacrificio, sorella del sorriso, leader con l’anima in mano e il cuore capace di esplodere oltre la rete come una delle sue schiacciate. Ama la squadra come si ama la famiglia: con rispetto, sudore e gratitudine. In campo è energia pura, una delle voci forti e limpide del volley italiano che a Parigi ha scritto la storia, conquistando un oro olimpico che pesa quanto i sacrifici, le notti lontano da casa, le promesse fatte a se stessa e a chi non c’è più. Myriam è nata per volare, ma ha scelto di restare coi piedi per terra. Lì dove, un punto alla volta, si costruiscono sogni tanto reali da poterli toccare con mano.
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