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I Volti del Terrorismo

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This podcast has
29 episodes
Language
Italian
Publisher
Panorama
Explicit
No
Date created
2025/05/07
Latest episode
2025/11/19
Average duration
6 min.
Release period
8 days

Description

Il terrorismo consiste nell’impiego della violenza, o nella minaccia di ricorrervi, da parte di singoli individui o gruppi, con l’intento di intimorire o condizionare governi, popolazioni o organizzazioni, spesso per ragioni politiche, ideologiche o religiose. Per avere successo pero’ specie nell’era moderna queste organizzazioni hanno bisogno di un capo, una figura carismatica che possa diventare il volto di un'organizzazione terroristica.

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Abimael Guzmán: il “Presidente Gonzalo” che incendiò il Perù
2025/11/19
Abimael Guzmán Reynoso nacque nel 1934 ad Arequipa, nel sud del Perù. Filosofo di formazione, docente universitario e uomo di profonda cultura marxista, fu attratto fin da giovane dal pensiero di Mao Zedong. Negli anni Sessanta, durante la sua attività accademica all’Università di Ayacucho, maturò la convinzione che solo una rivoluzione armata potesse rovesciare l’ordine sociale peruviano, da lui giudicato «feudale e servile verso l’imperialismo statunitense». Guzmán morì il 11 settembre 2021 nel carcere di massima sicurezza di Callao, all’età di 86 anni.
Pablo Escobar, il padre del narco-terrorismo
2025/11/12
Per alcuni era un benefattore dei poveri, per altri un mostro che mise in ginocchio un intero Paese. Pablo Emilio Escobar Gaviria, il «Patrón» di Medellín, resta la figura più emblematica del narco-terrorismo moderno: un uomo che trasformò la cocaina in uno strumento di potere politico e la violenza in linguaggio quotidiano.
Abdelbaki Es Satty, l’imam che trascinò la Catalogna nel terrore
2025/11/05
Quando la notte del 16 agosto 2017 un’esplosione squarciò la casa di Alcanar, una piccola località della provincia di Tarragona, la polizia catalana pensò inizialmente a un incidente domestico. Solo ore dopo si sarebbe scoperto che quella deflagrazione aveva interrotto il piano di uno dei più gravi attentati mai progettati in Spagna dopo l’11 marzo 2004. Tra le macerie venne trovato il corpo di Abdelbaki Es Satty, imam marocchino di 44 anni, il vero cervello del gruppo jihadista che di lì a poche ore avrebbe colpito Barcellona e Cambrils, causando 16 morti e oltre 130 feriti.
L’ombra di Abdul Haq al-Turkistani: il volto della jihad uigura che sfida Pechino
2025/10/29
Nel labirinto delle guerre dimenticate dell’Asia centrale si muove una figura che da oltre vent’anni rappresenta l’incubo di Pechino: Abdul Haq al-Turkistani, nato nel Xinjiang intorno al 1971 con il nome di Memet Amin Tokhti, oggi considerato il capo indiscusso del Partito Islamico del Turkestan (TIP). Dietro la sua parabola si nasconde la storia di un movimento che ha trasformato la rivendicazione di autonomia della minoranza uigura in una causa jihadista di respiro globale, intrecciata con le reti di al-Qaida e con i fronti di guerra mediorientali.
Shōkō Asahara, il guru di Aum Shinrikyō
2025/10/22
Shōkō Asahara nato Chizuo Matsumoto, il 2 marzo 1955 è stato il fondatore, leader carismatico e guru della setta apocalittica giapponese Suprema Verità Aum», responsabile del micidiale attentato con gas sarin nella metropolitana di Tokyo nel 1995, che scosse profondamente il Giappone e l’opinione pubblica mondiale. L’attacco segnò l’ingresso del terrorismo chimico nella storia contemporanea.
Muriel Degauque, la sposa della morte: storia della prima kamikaze europea
2025/10/15
Quando il 9 novembre 2005 un’auto imbottita di esplosivo si lanciò contro un convoglio americano vicino a Baquba, nel nord dell’Iraq, nessuno immaginava che dietro quel gesto si nascondesse una donna europea. Poche ore dopo, l’intelligence belga confermò l’impensabile: la kamikaze era Muriel Degauque, trentottenne nata e cresciuta a Charleroi, convertita all’Islam e affiliata ad al-Qaeda in Iraq, la rete guidata allora da Abu Musab al-Zarqawi. Era la prima donna occidentale a morire in un attentato suicida jihadista.
Ramzi Yousef, l’artefice dell’ombra: dal World Trade Center all’incubo Bojinka
2025/10/08
È stato uno dei terroristi più pericolosi e determinati degli anni Novanta, il primo a colpire il cuore di Manhattan e ad anticipare, per metodi e visione strategica, l’attacco che l’11 settembre 2001 avrebbe cambiato la storia. Il suo nome è Ramzi Yousef, ma il suo vero volto è quello di Abdul Basit Mahmoud Abdul Karim, cittadino pakistano nato in Kuwait, cresciuto nell’odio verso l’Occidente e forgiato nei campi di addestramento jihadisti tra Pakistan e Afghanistan.Dietro il suo sguardo impassibile e la parlantina fluente in più lingue si celava la mente di un terrorista determinato, metodico, che avrebbe potuto mietere migliaia di vittime in una manciata di ore se il suo piano più ambizioso, l’Operazione Bojinka, non fosse stato scoperto per puro caso.
Hassan Nasrallah: dal potere assoluto alla fine violenta del leader che ha destabilizzato il Libano
2025/10/01
Per oltre tre decenni Hassan Nasrallah è stato il volto e la voce di Hezbollah, l’organizzazione sciita libanese trasformata sotto la sua guida in una potenza militare, politica e terroristica di respiro internazionale. Nato nel 1960 a Beirut, crebbe nei quartieri sciiti segnati dalla povertà e dall’instabilità. Dopo gli studi religiosi in Iraq e in Iran, entrò nei ranghi di Hezbollah nei primi anni Ottanta, quando la milizia era ancora un gruppo armato emergente legato ai Pasdaran iraniani.
Ali Khamenei: il regista dell’instabilità globale
2025/09/24
Ali Khamenei, Guida Suprema della Repubblica Islamica dell’Iran dal 1989, è oggi una delle figure più longeve e influenti nello scenario geopolitico mondiale. Succeduto a Ruhollah Khomeini, di cui ha ereditato l’ideologia, ha consolidato un regime teocratico che concentra nelle sue mani il potere assoluto: guida delle forze armate, capo della magistratura religiosa, controllore dei media e arbitro finale di ogni decisione strategica. La sua leadership è stata segnata da tre linee guida costanti: sostegno sistematico al terrorismo internazionale, guerra permanente contro Israele e repressione capillare del popolo iraniano.
Abu Mohammed al-Jolani: dalla lista nera al tavolo della diplomazia
2025/09/17
Per oltre dieci anni, il nome di Abu Mohammed al-Jolani – alias Ahmed Hussein al-Sharaa – è stato associato a jihadismo e sangue. Leader del Fronte al-Nusra e poi di Hay’at Tahrir al-Sham (HTS), è stato per anni tra i ricercati più noti al mondo, con una taglia di dieci milioni di dollari offerta dagli Stati Uniti per la sua cattura. Oggi, invece, siede al vertice della nuova Siria post-Assad come presidente ad interim, riceve leader stranieri e firma documenti ufficiali. Un passaggio impensabile fino a poco tempo fa, sancito dal fatto che Washington, il 7 luglio 2025, ha rimosso HTS dalla lista delle “Foreign Terrorist Organizations”, dopo aver già cancellato, nel dicembre 2024, la taglia sul suo leader.
Ruhollah Khomeini: il teocrate che riportò l’Iran al Medioevo e fece del terrorismo un’arma di Stato
2025/09/10
Ruhollah Musavi Khomeini, nato nel 1902 nella città iraniana di Khomein, è stato l’uomo che ha trasformato un Paese in via di modernizzazione in una teocrazia totalitaria, capace di destabilizzare l’intero Medio Oriente. La sua ascesa culminò con la rivoluzione islamica del 1979, che depose lo Scià Mohammad Reza Pahlavi e instaurò la Repubblica islamica, basata sulla dottrina del velayat-e faqih, il “governo del giurisperito”, che conferiva al clero sciita un potere assoluto. La nuova Repubblica islamica divenne sponsor e finanziatore di gruppi armati in tutto il Medio Oriente.
Yasser Arafat: il terrorista globale che si fece statista (e milionario)
2025/09/03
Per decenni è stato il volto della lotta palestinese nel mondo. Ma dietro la kefiah e le dichiarazioni pubbliche, Yasser Arafat ha incarnato anche l’ambiguità di un leader che ha unito diplomazia e violenza, ideologia e interessi personali. Terrorista globale negli anni ’70, firmatario degli accordi di Oslo negli anni ’90, padre della patria per molti palestinesi, ma anche un autocrate accusato di aver accumulato una fortuna miliardaria mentre la sua gente viveva in miseria. Una figura sfuggente e divisiva che ha lasciato dietro di sé un’eredità segnata da sangue, morte, sospetti e conti offshore.
Muhammar Gheddafi: dossier segreti, terrorismo e fine di un Rais
2025/08/27
Nei faldoni della CIA e del MI6 desecretati negli ultimi anni, il nome di Muammar Gheddafi ricorre con frequenza quasi ossessiva. Leader della Libia dal 1969 al 2011, il colonnello nato nel 1942 nei pressi di Sirte, in una famiglia beduina, divenne ufficiale dell’esercito e il 1° settembre 1969 guidò un colpo di Stato incruento che depose il re Idris I. In pochi anni trasformò un Paese scarsamente popolato e ricco di petrolio in un laboratorio politico autarchico, e in una base logistica per il terrorismo internazionale.
Omar Abdel-Rahman: lo "sceicco cieco" dell'islamismo radicale
2025/08/20
Rimasto cieco in tenera età a causa di complicazioni legate al diabete. Sebbene non fosse coinvolto direttamente nell’attentato del 1993 al World Trade Center, Abdel-Rahman fu ritenuto l’ideologo e ispiratore di un piano terroristico ancora più ampio, noto come il "Day of Terror", che prevedeva attacchi simultanei a ponti, tunnel, la sede dell’ONU e altri obiettivi strategici a New York. Nel 1995, fu condannato da un tribunale federale per cospirazione sediziosa e incitamento al terrorismo, insieme a nove complici. La condanna fu severissima: ergastolo più 15 anni di carcere.
Abdelhamid Abaaoud, l'architetto del terrore che seminò la morte a Parigi
2025/08/13
Dietro il massacro del 13 novembre 2015 a Parigi, che provocò 130 morti e oltre 350 feriti, si celava la mente di un uomo nato e cresciuto in Europa, radicalizzatosi fino a diventare uno dei volti più spietati dello Stato Islamico. Abdelhamid Abaaoud, belga di origine marocchina, è stato il coordinatore degli attacchi terroristici che colpirono il Bataclan, lo Stade de France e numerosi caffè e ristoranti della capitale francese. Il suo nome, oggi, resta inciso nella storia del terrorismo jihadista europeo come simbolo della minaccia interna, proveniente da cittadini radicalizzati cresciuti nel cuore dell’Occidente.

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