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Laser

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Rating
★★★★★
5
from
1 reviews
Categories
Country
United States
This podcast has
152 episodes
Language
Italian
Date created
2007/11/06
Latest episode
2026/11/02
Average duration
26 min.
Release period
2 days

Description

Laser è un magazine di approfondimento dell’attualità politica, culturale, sociale. Interviene sulla stretta attualità di giornata, solo in casi particolari, di grande rilevanza. Dà spazio anche a tematiche di interesse pubblico o a quante vengono trascurate dai grandi media. Il taglio è storico–sociologico. I registri comprendono interviste, reportage, documentari, incontri biografici. Spazia dal locale all’internazionale, da tematiche accademiche a questioni di vita quotidiana. Presta particolare attenzione alla forma radiofonica, all’abbinamento di contenuti di sostanza con uno stile divulgativo. È il magazine di riferimento della Rete Due per réportages e documentari.

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Adelchi: il cacciatore di immagini
2026/11/02
Per la RSI aveva realizzato in collaborazione con il regista ticinese Victor J. Tognola due storiche produzioni animate che hanno accompagnato l’infanzia di intere generazioni: “Le più belle fiabe del mondo” del 1981 e “Clorofilla dal cielo blu” del 1985, celebre adattamento del romanzo ecologista di Bianca Pitzorno. Adelchi Galloni. L’artista, in arte ADELKI, era nato a Varese Ligure nel 1936; formatosi all’Accademia di Brera di Milano, ha spaziato nella sua lunga carriera tra pittura, cinema d’animazione, editoria e pubblicità, ottenendo numerosi e importanti riconoscimenti. Valentina Grignoli lo aveva incontrato qualche anno fa nella sua casa milanese, un pomeriggio d’estate, dove il grande illustratore le ha raccontato della sua passione per il disegno, del suo percorso professionale e delle sue riserve per i computer come strumenti creativi.
La galleria d’arte nella grotta buia
2026/10/30
Quando scendi in una grotta entri in un luogo che non fa più filtrare la luce. Sei sottoterra. E l’illuminazione di cui ti devi accontentare è quella artificiale: oggi torce elettriche, un tempo candele. Cosa ha significato per i tre adolescenti che hanno scoperto la grotta di Pech-Merle nel 1922 accedere a queste cavità e osservare i dipinti rupestri alle pareti con la sola luce cangiante e tremolante delle loro lanterne? Cosa vuol dire oggi scendere in questo posto buio, da turisti e da guide, e assaporare i dipinti con l’assenza della luce immaginando il tempo che fu, e vedere i cavalli prendere vita grazie alle candele? Ma soprattutto, come ha fatto – e perché l’ha fatto -  25 mila anni fa l’uomo di Cro Magnon a realizzare le impronte delle mani, l’Orso, i Bisonti, i Cavalli e il Mammuth qui sotto? Queste alcune tra le molte, troppe, domande che una famiglia in gita si pone visitando un monumento preistorico nella Francia sud-occidentale, in una caldissima giornata di fine giugno.  La grotta di Pech-Merle è stata definita una ‘galleria d’arte in un palazzo naturale’, che si dipana in un percorso di cunicoli e cavità di due chilometri su 300 scalini sparpagliati, tra stalattiti, stalagmiti e drappeggi minerali. Valentina Grignoli, accompagnata dalla sua famiglia prova a raccontarla.
Antoni Gaudí, il codice della natura e il futuro dell’architettura
2026/10/29
A cent’anni dalla morte di Antoni Gaudì Laser si mette in cammino tra le strade della capitale catalana per decifrare l’eredità di un architetto visionario che non ha lasciato solo edifici, ma veri e propri organismi pulsanti. Gaudì ha passato la vita a spiare i segreti della natura, che per lui non era un modello da copiare, ma un alfabeto scritto nel paesaggio che l’architetto aveva il compito di tradurre in pietra. Il viaggio sonoro si addentra nel cantiere infinito della Sagrada Familia, una foresta di pietra dove la luce filtra tra colonne che sembrano alberi secolari. Ma il racconto uscirà dal recinto del sacro per toccare il ferro battuto di Casa Batllò e le pareti sinuose di Casa Milà. Attraverso i suoni dei laboratori artigiani che ancora oggi lavorano il mosaico trencadís e le voci di storici e architetti, esploreremo il paradosso di un artista che era insieme un rivoluzionario d’avanguardia e un asceta radicale.
Il delta nel Danubio: l’ultima frontiera d’Europa (2./2)
2026/10/28
Nel Delta del Danubio, sul territorio rumeno, la guerra è a soli pochi metri di distanza. Da quasi tre anni gli abitanti di Tulcea, Chilia Veche e Periprava vengono svegliati dagli allarmi dei droni russi e dalle esplosioni che colpiscono infrastrutture strategiche ucraine sulla sponda opposta del fiume. Seguendo il ramo di Chilia fino al Mar Nero, questo reportage (in due puntate) entra nelle vite di chi abita una terra remota e bellissima, improvvisamente diventata cruciale per il destino del nostro continente. Lungo questa prima tratta incontriamo Dicu, una guardia carceraria impegnata per il futuro del suo villaggio; Ciaus, un sindaco ambizioso che sogna di trasformare Chilia Veche in una località attraente grazie ai fondi europei; e i coniugi Pohirca, sposati da quarant’anni e appartenenti a due comunità storicamente in lotta tra loro, i lipovani (di discendenza russa) e i kahol (di discendenza ucraina).Nel Delta del Danubio, al confine tra Romania e Ucraina, la guerra ha trasformato una periferia d’Europa in una frontiera strategica.  La seconda tappa di questo viaggio è Periprava, a casa di Cerasela Cilibon, sceneggiatrice arrivata nel Delta per fuggire dal caos della città e diventata suo malgrado la «signora dei droni», perché ha iniziato a predirne l’arrivo. Sempre qui, dove il presente della guerra si sovrappone alle tracce di una colonia penale comunista, Laura Tuzlaru gestisce Ultima Frontiera, una struttura ricettiva che prova a dare nuova vita a un luogo segnato tristemente dalla storia. Intanto, l’antropologo e ambientalista Alexandru Bălescu cerca un equilibrio possibile tra la tutela dell’ecosistema unico del Delta e le esigenze di chi lo abita. Ed eccoci alla terza e ultima destinazione: Sulina, affacciata sul Mar Nero, dove la frontiera assume un altro volto ancora. Il fotografo Liviu Simioncencu conserva la memoria di una città che fu porto cosmopolita, crocevia di lingue e commerci. L’esperto di difesa Claudiu Degeratu aiuta a leggere le nuove minacce e gli equilibri regionali; il vice comandante della polizia di frontiera Marian Stanciu mostra il sistema di sorveglianza che tiene sotto controllo il territorio, mentre a bordo di un’imbarcazione di pattugliamento è il comandante Cătălin Stratina a metterlo in pratica. La guerra ha acceso i riflettori su questa periferia, trasformandola in una frontiera da proteggere e in una via commerciale da controllare. Ma quando l’emergenza sarà finita, chi continuerà a guardare il Delta? E chi si prenderà cura di chi ci vive?
Il delta nel Danubio: l’ultima frontiera d’Europa (1./2)
2026/10/27
Nel Delta del Danubio, sul territorio rumeno, la guerra è a soli pochi metri di distanza. Da quasi tre anni i suoi abitanti vengono svegliati dagli allarmi dei droni russi e dalle esplosioni che colpiscono infrastrutture strategiche ucraine sulla sponda opposta del fiume. Seguendo il ramo di Chilia da Tulcea fino al Mar Nero, questo reportage entra nelle vite di chi abita una terra remota e bellissima, improvvisamente diventata cruciale per il destino del nostro continente. Lungo questa prima tratta, ambientata a Chilia Veche, incontriamo Dicu, una guardia carceraria impegnata per il futuro del suo villaggio; Ciaus, un sindaco ambizioso che sogna di trasformare un luogo dimenticato in una località attraente grazie ai fondi europei; e i coniugi Pohirca, sposati da quarant’anni e appartenenti a due comunità storicamente in lotta tra loro, i lipovani (di discendenza russa) e i kahol (di discendenza ucraina). Attraverso le loro storie emerge un territorio sospeso tra la paura della guerra e problemi che vengono da molto più lontano: lo spopolamento, l’isolamento, la mancanza di infrastrutture e la sensazione di essere stati dimenticati. Mentre l’Europa guarda al Delta come a una frontiera da proteggere, chi ci vive continua a chiedersi quanto all’Europa importi davvero della loro vita. Questo è un viaggio lungo il Danubio per capire cosa succede quando una periferia diventa, improvvisamente, il centro dell’Europa.
​Un apprendistato lungo tutta una vita
2026/10/26
​​Definire Daria Deflorian significa immergersi in una delle traiettorie più singolari e necessarie del teatro contemporaneo europeo. Attrice, autrice e regista, la sua non è stata una scalata rapida, ma una maturazione “misurata in centimetri”: un lunghissimo apprendistato fatto di ascolto e di ombra, che l’ha portata alla piena fioritura artistica solo intorno ai cinquant’anni. La sua cifra stilistica è quella che lei stessa definisce un’immedesimazione senza personaggio. In scena, Daria non “recita” una parte nel senso tradizionale; si espone, restando sulla soglia sottilissima tra il proprio sé e la figura che evoca, che sia una donna qualunque o una voce letteraria. Il suo teatro è lo spazio delle “persone storte”: quelle esistenze dimesse o “riuscite a metà” che portano su di sé le crepe e i disagi della nostra coscienza occidentale. Attraverso un uso della parola scarno ma densissimo, la Deflorian trasforma la letteratura - presentissima in tutto il suo teatro attraverso gli autori e soprattutto le autrici che ama di più (da Ingeborg Bachman passando per Annie Ernaux fino a Han Kang) - un’esperienza fisica e presente, capace di dare corpo ai silenzi dell’anima. Laser l’ha incontrata al Piccolo Teatro di Milano di cui è artista associata. Ne è scaturito un ritratto completato dalle note critiche della storica del teatro Rossella Menna che alla Deflorian ha dedicato il saggio “Qualcosa di sé” (Luca Sossella editore, 2023)​  ​​
​Cala la notte (forse)​
2026/10/23
È uno dei paesi più inquinati di luce al mondo. L’Italia, fotografata dai satelliti, appare come una distesa luminosa, quasi senza soluzione di continuità. Eppure, qua e là lungo lo stivale, spunta ancora qualche zona meno illuminata. Tra queste la Maremma, area che comprende la parte meridionale della Toscana e una piccola porzione del Lazio e che continua ad essere una delle zone più buie d’Italia. Oggi la Maremma offre asilo ad astronomi ed atrofili che vengono da nord e da sud in cerca di un po’ di oscurità. Da Manciano, a Vetulonia, passando per Roselle e Fosso Lombardo percorreremo la Maremma in cerca di buio e di persone che se ne prendono cura. Con Nazario Montuori direttore dell’osservatorio astronomico di Roselle, Marilena Pettinari dell’astro.agriturismo La Svolta, Vito Tinella astrofillo, Irene Borgna antropologa e attivista, Andrea Giacomelli ingegnere ambientale e promotore della biometria partecipativa.
Il potere dei meme
2026/10/22
Chi controlla i meme controlla il mondo: scriveva così su Twitter nel 2020 Elon Musk. In questi anni meme sono diventati parte della nostra cultura ma anche della comunicazione politica, e così oggi analizzare i meme significa analizzare i cambiamenti del mondo. Già ma che cos’è un meme? Il meme è l’equivalente del gene, e spiega l’evoluzione culturale così come il gene quella biologica: scriveva così nel 1976 il biologo Richard Dawkins. Negli ultimi decenni però il meme ha iniziato a indicare un ben preciso prodotto culturale, diffuso su internet e sui social: si tratta di immagini e poi video modificati e manipolati con effetti ironici e sarcastici. Si diffondono velocemente, e la loro forza consiste nell’essere una continua infinita combinazione di elementi. I meme sono diventati un linguaggio trasversale anche con forti implicazioni politiche. In questo Laser Stefani Carini si chiede come funzionano i meme e se davvero stiano vivendo la loro epoca d’oro. Intervengono Giulio Armeni, scrittore, comico e memer, creatore della pagina Instagram Filosofia Coatta; Marilisa Palumbo, caporedattrice degli Esteri del Corriere della Sera; Raffaele Alberto Ventura, ricercatore presso l’Ecole des Hautes Études en Sciences Sociales di Parigi, e autore di diversi saggi come Teoria della classe disagiata e La conquista dell’infelicità.
Se non si falciava, non si mangiava
2026/10/21
​Il fieno era l’elemento centrale della civiltà contadina: dalla quantità raccolta dipendeva il numero di capi di bestiame che una famiglia poteva mantenere. Ecco perché nel corso dei secoli gli abitanti delle valli alpine si sono spinti sempre più in alto, per falciare e ricavare foraggio vitale. Una fienagione che richiedeva sforzi quasi sovrumani; lo sfalcio del fieno selvatico è cessato intorno alla metà del secolo scorso, coincidendo con il progressivo abbandono delle attività tradizionali e lo spopolamento delle valli. Nel Laser Omar Teoldi ha ripercorso il sentiero del fieno selvatico sui monti di Odro, in Val Verzasca, un itinerario etnografico che compie vent’anni il 24 ottobre. A guidarci alla scoperta di un’attività pericolosa e difficile e di un modo di abitare il territorio impervio della montagna ormai scomparso, sono il geografo ed etnologo Paolo Crivelli, ideatore del sentiero, e le letture tratte dal libro di Franco Binda, che nel 1980 pubblicava per Dadò, “I vecchi e la montagna”, con le testimonianze degli ultimi verzaschesi a essere “andati a bosch”. ​
​​Le canzoni fanno esistere il mondo ​
2026/10/20
​​Ian Brennan è uno dei più importanti produttori musicali al mondo. Lo dimostrano gli oltre ottanta dischi registrati in tutti i continenti. Quattro di questi sono stati candidati ai Grammy e nel 2011, con l’album Tassili dei Tinariwen, si è aggiudicato la categoria World Music. Il lavoro di Brennan in realtà va oltre la semplice produzione. Risponde per molti versi ai dettami della migliore etnomusicologia contemporanea. Il percorso di Brennan, che è anche educatore e saggista, è partito da una lavanderia a gettoni di San Francisco, passando nel il punk di Fugazi e Dead Kennedys, il folk di Ramblin’ Jack Elliott e di Vic Chesnutt, per poi entrare in Africa attraverso il Ruanda. Le sue incisioni sono e vere e proprie field recordings e grazie ai luoghi dove vengono effettuate le canzoni acquisiscono significati. Dalle strade di Chicago e Oakland, dall’isola di Ukerewe in Tanzania al tetto di una casa in Pakistan fino a un carcere in Malawi emergono storie sonore che documentano contesti sociali e culturali che, a volte, rischiano di scomparire. Lavora assieme alla fotografa e filmmaker Marilena Umuhoza Delli. Brennan è anche educatore e saggista.​  ​​Le registrazioni che si ascoltano nella seconda metà della puntata, sono tutte effettuate sul campo da Ian Brennan.​  Crediti immagini: Marilena Umuhoza Delli
Malta, il prezzo della lotta al potere
2026/10/19
Nove anni fa, il 16 ottobre 2017, Daphne Caruana Galizia, la più nota giornalista d’inchiesta di Malta, è stata uccisa da un’autobomba vicino a casa sua, a Bidnija. Aveva 53 anni. Per trent’anni aveva denunciato corruzione, riciclaggio e conflitti d’interesse ai vertici dello Stato maltese. Il suo coraggio le era costato decine di cause per diffamazione e pesanti atti intimidatori. Era diventata il bersaglio di costanti campagne d’odio: un capro espiatorio nazionale. Laser propone un’intervista esclusiva al figlio, Andrew Caruana Galizia. Andrew Caruana Galizia racconta il giorno dell’attentato, l’isolamento e l’ansia profonda in cui sua madre viveva quella che lui definisce una «non vita». Racconta anche lo shock per il verdetto con cui la giuria, il 2 settembre 2026, ha assolto Yorgen Fenech, accusato dalla procura di essere il mandante dell’omicidio. Contro l’assoluzione la procura ha presentato appello. Andrew Caruana Galizia racconta come le battaglie di sua madre, e la sua stessa morte, abbiano innescato un profondo cambiamento democratico nelle istituzioni maltesi. Un’eredità che riguarda tutti noi: «Difendere chi alza la voce contro il potere».
Il lato comico della scienza
2026/10/16
A far luce sui misteri della scienza ci pensano i ricercatori. A volte ci riescono in modo astratto e difficile da comprendere. In altri casi invece, i lavori svolti fanno sorridere, divertono e restano impressi nella mente delle persone. Studi che di tanto in tanto fanno pure riflettere – e in quel momento si scopre la profondità del risultato raggiunto. I migliori di loro, da oltre un trentennio, ricevono il premio Ig-Nobel. Tra le ricerche ad aver ottenuto questo riconoscimento, ad esempio, lo studio volto a determinare se sia meglio essere colpiti in testa da una bottiglia di birra piena o da una vuota. La consegna dei premi, generalmente a Boston, quest’anno per la prima volta si è svolta a Zurigo. Manuele Ferrari ha incontrato tra gli altri anche il creatore dell’Ig-Nobel Marc Abrahams, cercando di capire perché questa decisione di lasciare gli Stati Uniti, ha seguito i lavori di preparazione dell’evento in Svizzera. dal reclutamento dei volontari fino alla cerimonia premiazione. Tra i vincitori anche ricercatori di Agroscope e l’Università di Zurigo con uno studio che ruotava attorno alle mutande.
La forma della città
2026/10/15
A trent’anni dalla scomparsa di Antonio Cederna, l’audio documentario di Alessia Rapone ripercorre la figura dell’archeologo di formazione, giornalista e ambientalista italiano a partire dal libro Nella polvere e negli sputi. Crescere nell’Italia del boom e altri scritti sulle città dei ragazzi, curato da Giulio Cederna, una pubblicazione in cui scopriamo Cederna “educatore civile”, sempre attento alla città che cambia, agli spazi pubblici e all’infanzia. È lo “sguardo dal basso”, che ci sembra altissimo e importante, a guidarci nell’ascolto delle esperienze sul campo di Cederna così come delle persone che via via incontriamo in una traiettoria sonora e civile, che dalla città storica si muove verso i quartieri lasciati ai margini e vi fa ritorno. Roma diventa una mappa da ascoltare e un territorio da abitare. Al centro della narrazione c’è il “metodo di Cederna”: guardare i luoghi, raccogliere dati, nominare le responsabilità, smontare le retoriche del progresso quando diventano cemento, speculazione, consumo di suolo. Non basta indignarsi, occorre osservare, misurare, raccontare. Il documentario ripercorre l’impegno di Cederna durante l’Italia del boom economico e nella Roma anni Sessanta, ma diventa subito attuale con interviste a più voci sulla città contemporanea: quella del figlio Giulio, che restituisce il lato umano e il metodo di lavoro del padre, quelle di educatori e testimoni della vita dei quartieri.
Pensare la nascita: la filosofia della gravidanza e la rivoluzione del materno
2026/10/14
La nascita è stata a lungo una grande assente nella filosofia occidentale, mentre la morte occupava un posto centrale nella riflessione sul senso dell’esistenza. La gravidanza, considerata soprattutto come fatto biologico, è rimasta ai margini del pensiero. Anche il femminismo storico ha guardato con diffidenza alla maternità, nel tentativo di liberare le donne dal ruolo imposto di madri e custodi della famiglia. Questo speciale di Laser torna invece a interrogarsi sulla gestazione e sulla maternità come esperienze capaci di mettere in discussione il nostro modo di concepire l’individuo, la società e la politica. Attraverso le voci di filosofe, teologhe e attiviste, la gravidanza viene riletta come esperienza che supera l’idea di un individuo autonomo e separato: nel “corpo per due” di cui parla la filosofa Marie Leborgne Lucas l’altro è contemporaneamente distinto e intimamente presente. Una condizione che apre nuove riflessioni anche sul rapporto con l’altro, con la comunità e con il mondo. Il percorso attraversa inoltre il pensiero di Hannah Arendt e la sua idea della natalità come capacità di iniziare qualcosa di nuovo, per arrivare al rapporto tra maternità e creatività intellettuale e alla critica di una cultura che ha storicamente separato il lavoro del corpo da quello della mente. Infine, il racconto si confronta con la realtà contemporanea del parto: dalla violenza ostetrica alla necessità di restituire alle donne consapevolezza, autonomia e protagonismo nell’esperienza della nascita. Un viaggio tra filosofia, femminismo e vita quotidiana per riscoprire la nascita non soltanto come evento biologico, ma come esperienza capace di trasformare il modo in cui pensiamo noi stessi e la società.
L’isola del tesoro
2026/10/13
Taiwan è al centro della più grande disputa geopolitica del momento: la sfida tecnologica tra Stati Uniti e Cina, quella per il primato nell’intelligenza artificiale. È una guerra invisibile, che si combatte tra Washington e Pechino, ma che ha in Taiwan il suo epicentro. Perché è qui che si produce la maggior parte dei chip usati nel mondo. E la guerra per l’intelligenza artificiale verrà vinta da chi sarà in grado di assicurarsi i chip migliori, cioè quelli capaci di sviluppare la maggior potenza di calcolo possibile nel minor spazio possibile. Siamo stati a Taiwan per provare a capire qual è il segreto che ha permesso a questo popolo di ottenere il primato commerciale più ambito del momento. E per provare a rispondere a una domanda: davvero la Cina attaccherà Taiwan nel 2027?

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