
Advertise on podcast: Quilisma
Rating
5from
This podcast has
101 episodes
Language
ItalianPublisher
RSI - Radiotelevisione svizzeraExplicit
No
Date created
2007/11/06
Latest episode
2026/08/30
Average duration
30 min.
Release period
8 days
Description
Il racconto nitido del Medioevo e del Rinascimento a un pubblico non scientifico. Una lettura trasversale su percorsi interdisciplinari affiancati alla musica, attraversando l’entusiasmante stagione della monodia per giungere al trionfo dell’esperienza polifonica. Il tutto con proposte d’ascolto, novità discografiche, recensioni librarie e incontri con i protagonisti, sia attraverso interviste sia come ospiti in studio.
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Podcast episodes
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Notre-Dame
2026/08/30
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Con la puntata odierna di Quilisma, chiudiamo una settimana speciale dedicata alla cattedrale di Parigi.
Inaugurata e riconsacrata lo scorso 7 dicembre, Notre-Dame è stata al centro di un’attenzione inimmaginabile. Cinque anni di lavori incessanti per ricostruirla esattamente come prima, dopo l’incendio del 15 aprile 2019.
Notre-Dame è il simbolo più noto e divulgato del gotico nella cultura generale. La sua costruzione era iniziata intorno al 1160 ma storia della sua architettura si estende per secoli, arrivando giusto ai giorni nostri.
Il gotico è uno stile che nasce nella Francia medievale e ne diventa il simbolo più emblematico. Amato, rinnegato, cancellato e poi riscoperto, il gotico ha segnato profondamente l’identità non solo francese ma europea, affascinando con la sua ricerca di leggerezza e di luminosità, ma anche di grandiosità.
Delle vicissitudini della cattedrale di Notre-Dame ci parlerà, oggi, il Professor Carlo Tosco, architetto, storico dell’architettura, professore del Politecnico di Torino e delegato al patrimonio architettonico del paesaggio dalla stessa università.
Ha fatto parte del Comitato Internazionale incaricato per lo studio della ricostruzione della cattedrale e, di recente, ha pubblicato il volume Le vie delle cattedrali gotiche pubblicato da Il Mulino.
Prima emissione: 15 dicembre 2024
Petrarca e la Musica: un rapporto inscindibile (3./3)
2026/08/09
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A grande richiesta dei nostri ascoltatori che puntualmente ci scrivono ogni settimana riproponiamo tre puntate di Quilisma dedicate a Petrarca e la musica. Un rapporto ampio, anzi ampissimo che – attraversa un arco temporale che dal Basso Medioevo giunge praticamente fino al XX secolo considerando non solo lo stretto legame del poeta con il far musica propriamente detto, ma – ed è la parte più consistente – quel rapporto originato dagli straordinari testi che portano la firma del lirico nato oltre 700 anni orsono. Testi che sono stati terreno fecondo per numerosi compositori che in quei versi, hanno trovato il veicolo per cantare i sentimenti, siano essi quelli che fanno palpitare il cuore, siano essi quelli dello sconforto, dell’amarezza e dell’abbandono.
Prima emissione: 9 febbraio 2025.
Petrarca e la Musica: un rapporto inscindibile (2./3)
2026/08/02
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A grande richiesta dei nostri ascoltatori che puntualmente ci scrivono ogni settimana riproponiamo tre puntate di Quilisma dedicate a Petrarca e la musica. Un rapporto ampio, anzi ampissimo che – attraversa un arco temporale che dal Basso Medioevo giunge praticamente fino al XX secolo considerando non solo lo stretto legame del poeta con il far musica propriamente detto, ma – ed è la parte più consistente – quel rapporto originato dagli straordinari testi che portano la firma del lirico nato oltre 700 anni orsono. Testi che sono stati terreno fecondo per numerosi compositori che in quei versi, hanno trovato il veicolo per cantare i sentimenti, siano essi quelli che fanno palpitare il cuore, siano essi quelli dello sconforto, dell’amarezza e dell’abbandono.
Prima emissione: 2 febbraio 2025.
Petrarca e la Musica: un rapporto inscindibile (1./3)
2026/07/26
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A grande richiesta dei nostri ascoltatori che puntualmente ci scrivono ogni settimana riproponiamo tre puntate di Quilisma dedicate a Petrarca e la musica. Un rapporto ampio, anzi ampissimo che – attraversa un arco temporale che dal Basso Medioevo giunge praticamente fino al XX secolo considerando non solo lo stretto legame del poeta con il far musica propriamente detto, ma – ed è la parte più consistente – quel rapporto originato dagli straordinari testi che portano la firma del lirico nato oltre 700 anni orsono. Testi che sono stati terreno fecondo per numerosi compositori che in quei versi, hanno trovato il veicolo per cantare i sentimenti, siano essi quelli che fanno palpitare il cuore, siano essi quelli dello sconforto, dell’amarezza e dell’abbandono.
Prima emissione: 26 gennaio 2025.
L’avventura dei trovatori (4./4)
2026/07/19
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“Quilisma” affronta uno sguardo sul mondo dei Trovatori e naturalmente dei Trovieri. Siamo di fronte ad un fenomeno culturale – ed anche sociale – che è da inquadrare in quel processo di trasformazione del latino volgare in lingua vernacolare, processo che aveva dato vita anche alla formazione di due lingue affini, la cosiddetta langue d’oïl in uso nella Francia settentrionale e la langue d’oc, comunemente definita provenzale ma che in realtà veniva parlata anche molto più a nord della Provenza. Per collocarci temporalmente dobbiamo andare nello stesso periodo in cui il canto sacro stava vivendo il periodo di massimo splendore. Siamo nell’undicesimo secolo, momento in cui nei territori della langue d’oc cominciò a delinearsi un movimento artistico dedito alla produzione di poesia in musica.
Prima emissione: 29 ottobre 2017
L’avventura dei trovatori (3./4)
2026/07/12
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“Quilisma” affronta uno sguardo sul mondo dei Trovatori e naturalmente dei Trovieri. Siamo di fronte ad un fenomeno culturale – ed anche sociale – che è da inquadrare in quel processo di trasformazione del latino volgare in lingua vernacolare, processo che aveva dato vita anche alla formazione di due lingue affini, la cosiddetta langue d’oïl in uso nella Francia settentrionale e la langue d’oc, comunemente definita provenzale ma che in realtà veniva parlata anche molto più a nord della Provenza. Per collocarci temporalmente dobbiamo andare nello stesso periodo in cui il canto sacro stava vivendo il periodo di massimo splendore. Siamo nell’undicesimo secolo, momento in cui nei territori della langue d’oc cominciò a delinearsi un movimento artistico dedito alla produzione di poesia in musica.
Prima emissione: 22 ottobre 2017
L’avventura dei trovatori (2./4)
2026/07/05
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“Quilisma” affronta uno sguardo sul mondo dei Trovatori e naturalmente dei Trovieri. Siamo di fronte ad un fenomeno culturale – ed anche sociale – che è da inquadrare in quel processo di trasformazione del latino volgare in lingua vernacolare, processo che aveva dato vita anche alla formazione di due lingue affini, la cosiddetta langue d’oïl in uso nella Francia settentrionale e la langue d’oc, comunemente definita provenzale ma che in realtà veniva parlata anche molto più a nord della Provenza. Per collocarci temporalmente dobbiamo andare nello stesso periodo in cui il canto sacro stava vivendo il periodo di massimo splendore. Siamo nell’undicesimo secolo, momento in cui nei territori della langue d’oc cominciò a delinearsi un movimento artistico dedito alla produzione di poesia in musica.
Prima emissione: 15 ottobre 2017
L’avventura dei trovatori (1./4)
2026/06/28
“Quilisma” affronta uno sguardo sul mondo dei Trovatori e naturalmente dei Trovieri. Siamo di fronte ad un fenomeno culturale – ed anche sociale – che è da inquadrare in quel processo di trasformazione del latino volgare in lingua vernacolare, processo che aveva dato vita anche alla formazione di due lingue affini, la cosiddetta langue d’oïl in uso nella Francia settentrionale e la langue d’oc, comunemente definita provenzale ma che in realtà veniva parlata anche molto più a nord della Provenza. Per collocarci temporalmente dobbiamo andare nello stesso periodo in cui il canto sacro stava vivendo il periodo di massimo splendore. Siamo nell’undicesimo secolo, momento in cui nei territori della langue d’oc cominciò a delinearsi un movimento artistico dedito alla produzione di poesia in musica.
Prima emissione: 8 ottobre 2017
Tutti pazzi per la danza
2026/06/21
Il percorso proposto si configura come una ricognizione retrospettiva dedicata al fenomeno della danza, inteso non soltanto come pratica coreutica, ma come dispositivo culturale capace di riflettere, in ogni epoca, tensioni sociali, codici simbolici e modelli antropologici. Nella puntata odierna di Quilisma, Giovanni Conti assume come punto di partenza la fine del XVI secolo per risalire progressivamente fino al XIII, con l’obiettivo di mettere in luce la natura profondamente ambivalente dell’atteggiamento medievale e post‑medievale nei confronti della danza: da un lato sospetta, talvolta stigmatizzata dalle autorità ecclesiastiche; dall’altro onnipresente nella vita quotidiana, nelle cerimonie civili, nei rituali comunitari e nelle forme di intrattenimento popolare.
Questa polarità, lungi dall’essere un’invenzione rinascimentale, affonda le proprie radici in una lunga tradizione medievale in cui la danza, pur soggetta a regolamentazioni morali e teologiche, si manifesta come pratica diffusa in ogni strato della società: dalle danze rituali legate al calendario liturgico alle forme più spontanee di espressione comunitaria, dalle coreografie cortigiane alle rappresentazioni drammatico‑musicali. Il percorso a ritroso consente dunque di cogliere la continuità e al tempo stesso la trasformazione dei modelli coreutici, mostrando come la danza, nelle sue molteplici declinazioni, costituisca un osservatorio privilegiato per comprendere la cultura europea tra Medioevo ed età moderna.
I 400 anni di Giovanni Legrenzi
2026/06/14
A quattrocento anni dalla nascita di Giovanni Legrenzi, avvenuta nel 1626 a Clusone, la città natale del compositore gli rende omaggio con un festival monografico concepito in una prospettiva pluriennale. Attraverso concerti, incontri di studio e iniziative divulgative, la manifestazione intende valorizzare la figura di uno dei protagonisti della musica italiana del secondo Seicento e approfondire il contesto storico e culturale nel quale si sviluppò la sua produzione.
Ammirato dai contemporanei e stimato da musicisti quali Johann Sebastian Bach, Georg Friedrich Händel e Johann Adolf Hasse, Legrenzi fu tra le personalità più influenti del tardo Seicento. Erede della tradizione veneziana e al tempo stesso innovatore del linguaggio musicale dell’epoca, concluse la propria carriera come maestro di cappella della Basilica di San Marco, incarico che ne consacrò il prestigio nella storia della musica sacra italiana.
Alla riscoperta moderna della sua opera ha contribuito in modo decisivo l’attività di Giovanni Acciai, che con l’ensemble Nova Ars Cantandi ha promosso importanti progetti discografici dedicati al compositore. Tra questi si colloca la pubblicazione per Naxos dell’Op. 3, Harmonia d’affetti devoti, raccolta emblematica della maturità legrenziana, nella quale convergono sapienza contrappuntistica, intensità espressiva e raffinatezza del linguaggio sacro.
Di questo nuovo progetto discografico e dell’eredità artistica di Legrenzi dialoga Giovanni Conti con il maestro Acciai.
Goliardi, gli anticonformisti del Medioevo
2026/06/07
Erano una voce libera e critica all’interno della cultura medievale: uomini colti e spesso irrequieti che, attraverso l’ironia, la satira e la poesia, espressero il desiderio di una vita più autentica e meno vincolata alle rigide convenzioni del loro tempo.
I goliardi erano studenti, chierici e intellettuali itineranti che vissero soprattutto tra il XII e il XIII secolo nell’Europa medievale. Provenivano in genere dagli ambienti delle scuole e delle prime università e possedevano una solida formazione culturale basata sul latino, la lingua della Chiesa e della cultura del tempo. Molti di loro conducevano una vita errante, spostandosi da una città all’altra in cerca di insegnamento, protezione o sostegno economico. Pur appartenendo spesso al mondo ecclesiastico, si distinguevano per il loro atteggiamento anticonformista e critico nei confronti delle autorità religiose e della società medievale.
Attraverso poesie, canzoni e componimenti satirici scritti prevalentemente in latino, i goliardi denunciavano la corruzione del clero, l’ipocrisia dei potenti e le ingiustizie sociali. Allo stesso tempo esaltavano gli aspetti più terreni dell’esistenza, celebrando il vino, l’amore, l’amicizia, il gioco e il piacere di vivere. Questa visione del mondo, spesso in contrasto con gli ideali di austerità e disciplina promossi dalla Chiesa, contribuì a renderli figure originali e talvolta controverse. Di questo ed altro Giovanni Conti parla oggi in ”Quilisma.”
Micrologus, il Trattato compie 1000 anni
2026/05/31
Si celebrano quest’anno i 10 secoli dalla redazione del Micrologus de musica, considerato il più importante trattato del Medioevo. Ne fu autore Guido d’Arezzo celebre monaco musicista che nacque intorno al 995 in un villaggio vicino a Pomposa (Ferrara). Entrò nel monastero benedettino dell’abbazia di Pomposa e poi si trasferì ad Arezzo, dove maturò il suo nuovo metodo per l’apprendimento del canto liturgico, che espose a papa Giovanni XIX, il quale ne favorì la propagazione.
Con il suo Micrologus de musica Guido diede una soluzione ai molteplici tentativi di una nuova notazione e fu una figura soprattutto per l’impostazione del modo di leggere la musica: sistematizzò il rigo mjusicale e utilizzò la notazione quadrata.
L’obiettivo di Guido d’Arezzo era quello di trovare un sistema che consentisse al cantore di intonare un canto senza averlo mai visto prima. Giovanni Conti ne parla con i musicologi Angelo Rusconi e Giacomo Baroffio.
Francesco Landini “Pop Star” del Trecento italiano
2026/05/24
Oggi a “Quilisma” Giovanni Conti affronta la straordinaria figura di un musicista che fu una vera e propria stella del firmamento musicale trecentesco in Italia. Francesco Landini (noto anche come Francesco Cieco o Francesco degli Organi, c. 1325–1397) è stato il più importante compositore, organista e poeta italiano dell’Ars nova. Divenuto cieco da bambino a causa del vaiolo, fu un brillante polistrumentista e teorico. Fu organista nella chiesa di San Lorenzo a Firenze ed eccelse nella composizione vocale. Di lui ci sono giunte 141 ballate, 12 madrigali, una caccia e un virelai. È secondo solo a Guillaume de Machaut per quantità di opere profane pervenuteci. Nel settembre 1368 vinse una celebre competizione a Venezia, dove fu incoronato d’alloro dal re di Cipro, Pietro I di Lusignano, alla presenza del Petrarca. Coltivò con successo anche gli studi filosofici, astronomici e la poesia. Fu inoltre inventore di strumenti musicali, tra cui la sirena delle sirene.
A tavola con i Signori
2026/05/17
Nel cuore delle sontuose corti rinascimentali, i banchetti signorili parlano, oltre che di una nuova cultura gastronomica, del grandioso dispendio simbolico in cui a quell’epoca si dispiega il teatro del potere. Su quelle vetrine di magnificenza che sono le tavole imbandite ogni piatto allude a un’alleanza, ogni gesto mira a conquistare l’osservatore, ogni oggetto parla il linguaggio del prestigio, ogni rituale può dissimulare, grazie alla squisita arte della seduzione mondana, precise strategie politiche. Ospite della puntata odierna è Jean-Claude Maire Vigueur professore nelle Università di Firenze e di Roma Tre, uno dei maggiori conoscitori della storia politica del Medioevo e del Rinascimento italiano e autore di un libro dedicato a questo tema appena pubblicato dall’editrice Il Mulino.
Al microfono di Giovanni Conti ci condurrà in un percorso che attraverserà le Corti più celebri, dagli Sforza ai Malatesta, dai Montefeltro agli Este, dai Gonzaga ai Medici.
Il mondo secondo Francesco D’Assisi
2026/05/10
Secoli ci separano dal vissuto di una delle figure più celebri a livello planetario, trasversalmente alle religioni e alle culture. Stiamo parlando di Francesco d’Assisi del quale, quest’anno, ci celebra l’800mo dalla sua morte o, come la tradizione vuole, dal suo “transito” da questa terra alle braccia di ‘Sorella morte’, come il santo amorevolmente la definiva. Tra le tante, troppe, iniziative editoriali - molte delle quali stucchevoli, ripetitive e poco consistenti - si è affacciata differenziandosi quella delle edizioni Il Mulino che, lontano da essere una proposta oleografica e sentimentalistica, è capace di dare al lettore la dimensione della incredibile forza di un uomo che al suo tempo fu segno di contraddizione e, per certi versi, lo è ancora oggi. Oltre 400 pagine in cui si dipana il racconto sull’uomo, sul periodo, sul contesto e molto altro, dando vita a una vera e propria indagine che porta la firma del medievista Antonio Musarra dell’Università La Sapienza di Roma, ospite al microfono di Giovanni Conti.
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