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4.8from
This podcast has
31 episodes
Language
ItalianPublisher
Radio 24Explicit
No
Date created
2013/07/10
Latest episode
2026/10/24
Average duration
-
Release period
5 days
Description
Un’inviata virtuale in libreria per scoprire le ultime novità del mercato editoriale. In ogni puntata due interviste dal vivo a scrittrici e scrittori, italiani e stranieri, per parlare dei romanzi: dai personaggi ai temi, dalle trame ai retroscena della scrittura. Con uno stile informale Alessandra Tedesco racconta i romanzi e talvolta anche gli aspetti inediti degli autori. Un modo per orientarsi nella vasta produzione editoriale e scegliere il libro adatto a sé.
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Chiara Gamberale e Licia Tumminello
2026/10/24
"Liberi tutti" di Chiara Gamberale e "La lunga estate dei gelsomini" di Licia Tumminello
Un romanzo che inizia quasi come un libro per bambini e poi cambia drasticamente, soprattutto nel finale. I protagonisti sono proprio bambini, gli alunni di una prima elementare, ma anche i loro genitori che la voce narrante, la maestra Titti, definisce "bambini grandi". Titti ama profondamente il suo lavoro, dice che l'attenzione per i "bambini piccoli", ma anche per i "bambini grandi" che si confidano con lei, è proprio una vocazione. Titti dice che "i problemi degli altri sono sempre stati più importanti, soprattutto se si tratta dei problemi dei bambini piccoli". Lo sguardo su questa storia è, dunque, quello della maestra Titti, che osserva i comportamenti delle famiglie e fin dall'inizio della narrazione comunica al lettore che in quella classe ci sarà una catastrofe. Il romanzo si intitola "Liberi tutti", di Chiara Gamberale (Feltrinelli).
Nella seconda parte parliamo delle gelsominaie, raccoglitrici di gelsomini, donne di qualunque età, anche bambine, che lavoravano tutta la notte in pessime condizioni, fra il fango e gli insetti, continuamente vessate dai caporali. Nell'estate del '46 fecero uno sciopero per protestare contro queste condizioni di lavoro, il primo sciopero di donne in Sicilia. A questa storia si ispira il romanzo "La lunga estate dei gelsomini", opera prima di Licia Tumminello (Nord), ambientato nel '45 per licenza letteraria, nella piana di Milazzo. La protagonista è Grazia, gelsominaia da quando aveva 11 anni, una giovane donna che cerca di affermare se stessa come le aveva insegnato la zia Assunta, ma che spesso si rassegna ai soprusi, sia sul lavoro che in famiglia (il marito Michele la costringe ad avere rapporti sessuali anche senza il suo consenso). Quando torna in paese Francesco, diventato medico e con il quale Grazia aveva vissuto un'infatuazione adolescenziale, la protagonista inizia un percorso di consapevolezza e di emancipazione. Ascoltando i racconti di Francesco, uomo progressista, per esempio sulle mondine del Nord Italia, Grazia capisce che anche per le gelsominaie ci può essere la speranza di un cambiamento attraverso la protesta.
Nicola Lagioia e Alberto Garlini
2026/10/17
"Santa Barbara" di Nicola Lagioia e "Credere Tradire Combattere" di Alberto Garlini
"Santa Barbara" (Einaudi) è il nuovo romanzo di Nicola Lagioia, Premio Strega 2015 con "La Ferocia" e autore di romanzi come "Riportando tutto a casa" e "La città dei vivi", da cui è stato tratto anche un film. "Santa Barbara" è una saga familiare che ricorda quelle sudamericane per ricchezza di personaggi e intrecci, ma che si differenzia totalmente per la prosa, che qui è pulita e asciutta, anche se non rinuncia a costruire immagini forti. Tutto si svolge a Capurso, vicino Bari, dalla fine degli anni Trenta in poi. Impossibile descrivere tutti i personaggi, ma sicuramente in rilievo c'è Nunzia, che a 16 anni resta incinta di Nicola, lo sposa, ma per tutta la vita lo considererà un inetto. Nonostante la miseria, Nunzia è ambiziosa e ha sogni di grandezza, punta ai suoi obiettivi disposta a schiacciare tutti. E poi c'è Domenico, figlio di Nunzia e di Nicola, che in qualche modo eredita questa ambizione dalla madre. Dall'altra parte ci sono, invece, Giovanni, un piccolo proprietario terriero che si impegna per il riscatto dei contadini, la moglie Caterina, che rimpiange i fasti della sua famiglia prima della guerra e diventa tagliente con il marito e talvolta violenta con le figlie Stella e Anna. E poi il cuore di tutto, Santa Barbara, una santa alla quale ci si rivolge anche e soprattutto quando si cerca vendetta.
E la vendetta è al centro anche di un romanzo pieno di ritmo, ambientato a Roma nell'ottobre del '45, subito dopo la fine della guerra, scritto da Alberto Garlini e pubblicato da Marsilio: si intitola "Credere tradire combattere", un vero e proprio ribaltamento del motto mussoliniano "Credere obbedire combattere". Ed è proprio in quella parola cambiata, tradire, che sta il cuore del romanzo. Tutti i personaggi tradiscono, fanno il doppio gioco, mentono, inventano notizie false, il Fascismo come la grande menzogna. Il romanzo si apre con una giovane prostituta jugoslava che viene uccisa. Su questo omicidio, come su altri fatti che accadono, Milo e Fede, amici nella vita e uniti anche nella fede fascista, inventano notizie che pubblicano nelle veline e sulla Giovane Italia. Frequentano la Galleria Colonna, dove si incontrano i camerati che pensano sia imminente un colpo di Stato per riportare il Fascismo al potere. Un giorno Fede viene ucciso dopo essere stato barbaramente torturato. Milo cerca vendetta e inizia a indagare.
Speciale Premio Campiello
2026/10/10
Puntata speciale dedicata al Premio Campiello assegnato il 3 ottobre a Venezia. La 64esima edizione è stata vinta dal romanzo “L’immensa distrazione” di Marcello Fois (Einaudi) che ha ricevuto 83 preferenze. Con soli 3 voti di distacco “Lo sbilico” (Einaudi) di Alcide Pierantozzi. Terzo posto per Elena Varvello con “La vita sempre” (Guanda), 54 voti, seguita da Valeria Parrella con “La ragazzina” (Feltrinelli) 33 voti e Ermanno Cavazzoni autore di “Storia di un’amicizia” (Quodlibet) con 32 voti. La cinquina era stata scelta in una seduta pubblica a Padova dalla Giuria dei letterati, mentre il vincitore finale è stato identificato da una giuria popolare di 300 lettori anonimi che cambia ogni anno (quest’anno hanno votato in 282).
Thomas Schlesser e Roberta Di Lorenzo
2026/10/03
"Il gatto del giardiniere" di Thomas Schlesser e "Dimmi che rimani" di Roberta Di Lorenzo Due romanzi in cui la poesia diventa un mezzo di comunicazione fra persone apparentemente lontane.
Il primo è "Il gatto del giardiniere" (Longanesi - traduz. Alba Bariffi) nuovo romanzo dello scrittore francese Thomas Schlesser che avevamo già conosciuto con "Gli occhi di Monna Lisa". Se in quel caso si parlava di arte pittorica con un nonno che accompagnava la nipotina ogni settimana ad ammirare un quadro in uno dei musei di Parigi, in questo caso la protagonista è la poesia. Louis è un giardiniere solitario che vive in campagna, è sconvolto perché sa che il suo gattino è malato e gli resta poco tempo da vivere. Vicino a casa sua si stabilisce una coppia piuttosto eccentrica: Thalie, professoressa in pensione, e Nicola, architetto piuttosto fantasioso. Un giorno una tempesta devasta il loro giardino e Thalie propone a Louis di rimetterlo in sesto. Lui è affascinato da Thalie che vive per la poesia. Lei è pronta a citare il verso più adatto in ogni occasione, convinta che recitare poesie sia alle piante che alle persone possa essere una cura per tutti.
Il secondo romanzo è "Dimmi che rimani", opera prima di Roberta Di Lorenzo (Garzanti), un titolo che può essere un'invocazione, quasi una preghiera, certamente una richiesta d'aiuto. La protagonista è Cecilia, una trentenne insegnante di lettere, ironica, appassionata di Cesare Cremonini, che non si sente mai all'altezza della situazione. Di fronte a una studentessa che le chiede schiettamente se è felice, Cecilia quasi non sa che cosa rispondere e inizia ad interrogarsi. Attraverso una serie di flashback si scopre che Cecilia si porta dentro un grande dolore, ma soprattutto il senso di colpa di non essere riuscita a salvare una persona. La svolta arriva quando aderisce al progetto "Scuola in ospedale" ed è proprio in un ospedale che incontra una sedicenne, Matilde, affetta da una forma grave di anoressia. Fra le due nasce un rapporto intenso costruito attraverso i libri di poesia. Un rapporto, dunque, fatto di parole, ma anche fondamentalmente di presenza.
David Grossman e Vincenzo Latronico
2026/09/26
"Opere - I Meridiani" di David Grossman e "Una splendida rovina" di Vincenzo Latronico
David Grossman è uno degli scrittori israeliani più noti e apprezzati a livello internazionale. La sua comparsa nella scena letteraria risale ai primi anni '80 e, seppur più giovane, è sempre stato citato insieme ad Abraham Yehoshua e Amos Oz come i tre scrittori israeliani più rappresentativi di un determinato periodo. Ha scritto romanzi, saggi, libri per bambini. Alcune delle sue opere sono contenute nel Meridiano Mondadori in due volumi a lui dedicato, progettato da Vlodek Goldkorn e con un saggio introduttivo di Gabriel Zoran. Fra i suoi romanzi più noti: "Vedi alla voce: amore", "Che tu sia per me il coltello", "A un cerbiatto somiglia il mio amore", "Caduto fuori dal tempo" e i più recenti "Applausi a scena vuota" e "La vita gioca con me". Quarant'anni di produzione letteraria di successo a livello internazionale.
Nella seconda parte parliamo di "Una splendida rovina" (Einaudi), nuovo romanzo di Vincenzo Latronico, autore anche di "Le perfezioni", molto apprezzato in Italia e all'estero, tanto che nel 2025 è stato nella shortlist dell'International Booker Prize, prestigioso premio letterario inglese che ha anche una sezione internazionale. In "Una splendida rovina" l'io narrante è un trentenne, scrittore in crisi che vive in giro per il mondo in modo precario. Per un periodo si stabilisce in un monastero del Settecento in Francia dove è stata creata una sorta di comune, incontra Elsa, una ragazza tedesca che organizza eventi musicali, e inizia fra loro una storia d'amore fatta di allegria, leggerezza e complicità. Complicità soprattutto nel fare progetti per il futuro: comprano un vecchio maniero nell'ex Germania dell'Est per ristrutturarlo e creare una sorta di casa collettiva dove vivere con altre persone. Insieme non fanno altro che fare progetti che alla fine diventano quasi un alibi per non vivere il presente.
Antonio Manzini e Marco Amerighi
2026/09/19
"I tramezzini di Rocco Schiavone" di Antonio Manzini e "Quanto splende questo nero" di Marco Amerighi
Anatomia di Rocco Schiavone, personaggio dei noir di Antonio Manzini molto amato dal pubblico, comparso per la prima volta nel 2013 nel romanzo "Pista nera". Carattere ruvido, incline al pessimismo, ironico e sarcastico, burbero, talvolta anche manesco. Personaggio dolente e scontroso, capace di momenti di grande malinconia. Tutte le sfumature di Rocco Schiavone, l'anatomia appunto in senso figurato, vengono narrate nella raccolta di racconti "I tramezzini di Rocco Schiavone" (Sellerio). Racconti che spaziano dall'infanzia alla giovinezza di Rocco, con gli amici inseparabili Brizio, Furio e Sebastiano, alla sua attività di vicequestore trasferito da Roma ad Aosta. Un modo per conoscere il personaggio a 360 gradi. Ma Antonio Manzini non è solo Rocco Schiavone. A volte si concede qualche pausa dal suo personaggio come nel caso di "Quando Pinocchio non c'era" (Sellario) una raccolta di racconti di scrittrici e scrittori, curata da Manzini: Valeria Parrella narra il Grillo Parlante, Fabio Stassi racconta Geppetto, Maurizio Maggiani ha scelto Lucignolo, mentre Manzini ha tenuto per sè il Gatto e la Volpe. Tutti hanno narrato cosa facevano questi personaggi di Collodi prima di incontrare Pinocchio.
Nella seconda parte parliamo di "Quanto splende questo nero" di Marco Amerighi (Bollati Boringhieri). Un romanzo sulle passioni e le ossessioni: quelle di Lorenzo Viani per la pittura e quelle di Enrico Dei proprio per l'arte di Viani. Lorenzo Viani è vissuto a Viareggio a cavallo fra l'Ottocento e il Novecento: famiglia povera, fin da piccolo scarabocchiava con la punta di un legno fuligginoso, impara il mestiere del barbiere, ma l'ossessione per il disegno e la pittura è sempre dentro di lui. Va a vivere fra i senzatetto e i vagabondi, poi va a Parigi. I critici lo definiscono eversivo, irregolare, caotico. Eppure è stato il primo pittore espressionista italiano, sicuramente incompreso. La sua storia si intreccia a distanza di anni con quella di Enrico Dei, oggi ottantenne, che sviluppa per l'opera di Viani una vera e propria ossessione: raccoglie le sue opere, le cataloga, si definisce il suo ultimo testimone. Questa è la storia di due uomini che si incontrano virtualmente a distanza di anni (Viani è morto nel 1936 prima della nascita di Enrico Dei), eppure fra i c'è un'identità forte di pensiero e di emozioni.
Michele Mari e Carlo Calabrò
2026/09/12
"I convitati di pietra" di Michele Mari e "Cemento e sangue" di Carlo Calabrò
E' il romanzo che ha vinto il Premio Strega 2026: "I convitati di pietra" di Michele Mari (Einaudi). Siamo a metà degli anni '70, una classe di un liceo milanese che ha appena fatto la maturità decide di darsi appuntamento il 22 luglio di ogni anno per una cena. Qualcuno, non si saprà mai chi, lancia l'idea di una strana riffa: ogni volta ciascuno di loro verserà una quota in denaro, il capitale sarà investito e gli ultimi tre che resteranno in vita (poi diventerà uno solo) si aggiudicheranno il monte premi. Nasce come gioco, ma poco a poco emergono le meschinità: si scommette su chi morirà prima in base allo stato di salute, si fanno macumbe fino ad arrivare agli omicidi. Il meccanismo della "riffa della morte" cambia lo sguardo che ognuno di loro ha sugli altri.
Nella seconda parte parliamo di "Cemento e sangue" (Marsilio), il nuovo romanzo di Carlo Calabrò che avevamo conosciuto con il noir "Meccanica di un addio", con protagonista un ingegnere svizzero, Florian Kaufmann, proprietario di una segheria in Amazzonia, che aveva l'obiettivo di fare utili salvaguardando l'ambiente. Kaufmann torna in questo nuovo romanzo, ma non è in primo piano. Il protagonista è Everton Barros, giornalista ecologista che si muove in bicicletta in una San Paolo del Brasile dominata da inquinamento e malaffare. Si troverà a seguire il caso della morte di Flavio Bloch, un ex compagno di università, attivista per l'ambiente, annegato in un fiume. Tutto questo mentre osserva i movimenti di un politico populista di destra, Donato Abreu, con ambizioni di carriera. Abreu è un po' la punta dell'iceberg di un sistema fatto di corruzione e di intreccio fra potere politico e malaffare. All'inizio del romanzo Everton Barros non pare avere il sacro fuoco del giornalista d'inchiesta e lo vediamo adeguarsi a un certo sistema, poi le cose cambieranno.
Affari di famiglia
2026/09/05
Puntata speciale del Cacciatore di libri Estate dedicata alle saghe familiari e ai romanzi che parlano di dinamiche all'interno delle famiglie. Interviste a:
Stefania Auci, autrice della saga dei Florio con l'ultimo volume "L'alba dei leoni", il prequel della storia familiare; Luca Bianchini che nel romanzo "Le ragazze di Tunisi" racconta vicende accadute alla madre e alla sua famiglia quando si trovavano a Tunisi negli anni 50;Antiniska Pozzi che in "Tanto domani muori" racconta di una bambina che cresce in una famiglia proletaria a Milano;Francesca Giannone, famosa per "La portalettere", che nel romanzo "Gli anni in bianco e nero" narra di sorelle e sorellanza nel salento anni '60. Per quanto riguarda i personaggi classici della letteratura, Bianca Pitzorno ci parla di Nastagio degli Onesti, protagonista di una delle cento novelle del Decameron (l'intervista è estratta dal podcast "Volti di carta" realizzato da DeaScuola in collaborazione con Radio 24). Infine le segnalazioni dei festival letterari delle prossime settimane.
"Atto di famiglia" di Alessandra Carati
2026/09/04
Un romanzo spiazzante sulla disgregazione di una coppia, ma soprattutto su una figlia contesa in una causa di separazione. In "Atto di famiglia" (Neri Pozza), Alessandra Carati (autrice di "E poi saremo salvi" e "Rosy") decide di raccontare la storia da tre punti di vista: il padre, la madre e la figlia con le conseguenze che lei si porta dentro con il passare del tempo. Il lettore o la lettrice empatizzano ora con uno, ora con l'altra, finendo per avvertire appunto questa sensazione di spaesamento, la sensazione che probabilmente hanno tutti ragione o hanno tutti torto. Un padre che si prende cura della figlia piccola perché la moglie lavora all'estero, la madre che si sente esclusa da questo rapporto intenso fra padre e figlia e che alla parola "separazione" minaccia di non fargli vedere più la bambina. Un uomo che sembra schiacciato dalle circostanze e una donna che si sente tradita dal marito e ha sete di risarcimento. Fra loro, però, c'è una bambina contesa che assiste anche a scene di violenza. Ma la memoria di tutti in questo romanzo è fallace: cosa è successo realmente in quella famiglia? Quanto lui o lei hanno manipolato la situazione? Quanto sono falsi ricordi dei personaggi adulti, ma anche della bambina poi cresciuta?
"La ragazzina" di Valeria Parrella
2026/09/03
La storia di una ragazzina controcorrente, determinata e coraggiosa. Una ragazzina che vuole portare a termine una missione, combattendo anche contro i pregiudizi che la circondano. La ragazzina si chiama Giovanna, passata la storia come Giovanna d'Arco, la pulzella d'Orleans che, ispirata dalle voci dei santi e delle sante che dialogano con lei, sa di avere una missione precisa: mettersi a capo di un esercito per riconquistare i territori che gli inglesi avevano sottratto alla Francia durante la Guerra dei Cento Anni e rimettere sul trono Re Carlo. La sua storia viene raccontata da Valeria Parrella nel romanzo "La Ragazzina" (Feltrinelli) con un linguaggio attuale anche perché tutta la storia dell'eroina di Francia trova echi nella contemporaneità. Certo, oggi non si viene scomunicate per aver indossato degli abiti maschili, come nel Quattrocento, ma ora, come allora, le ragazze subiscono soprusi e pregiudizi. Un piccolo romanzo (circa 140 pagine) che diventa romanzo civile, che narra il passato per parlare all'oggi.
"Romanzo privato" di Stefano Petrocchi
2026/09/02
Maria Bellonci viene ricordata soprattutto per aver creato insieme al marito Goffredo e a Guido Alberti, proprietario dell'azienda che produceva il liquore Strega, il Premio Strega. Ma accanto al ruolo di animatrice culturale (il Premio Strega nacque a casa Bellonci nel dopoguerra come naturale conseguenza delle riunioni che si facevano in quella casa fra scrittori e intellettuali) Maria Bellonci rivestiva anche il ruolo di scrittrice, un'attività spesso sacrificata, ma determinante nella sua vita. Attraverso il libro "Romanzo privato" (Mondadori), Stefano Petrocchi, sulla base dei diari e delle lettere, ci porta alla scoperta di Maria Bellonci scrittrice, della sua capacità di narrare personaggi storici, mettendone in risalto elementi umani e personali, cosa che fece con "Lucrezia Borgia" e poi anche con "Rinascimento privato" nel quale narrava di Isabella d'Este, marchesa di Mantova, a cavallo fra il '400 e il '500. Ritratti di donne del passato, dunque, al di là degli stereotipi, donne di cui Maria Bellonci coglie aspetti insoliti e dettagli, perché la sua opera narrativa gira intorno al concetto del segreto.
"Lo sbilico" di Alcide Pierantozzi
2026/09/01
Raccontare apertamente di sé, dei propri disturbi psichici, di come vengano attraversati, di come determinino la propria vita quotidiana, è quello che fa Alcide Pierantozzi nel romanzo "Lo sbilico" (Einaudi) che lui stesso in una postfazione definisce "diario di bordo della mia malattia". I primi disturbi si manifestano fra l'infanzia e l'adolescenza, disagio esistenziale, poi una diagnosi di depressione, anoressia, e con il passare del tempo una diagnosi di disturbo bipolare e di disturbi dello spettro autistico. Terapie con psicofarmaci, mixati a volte ad alcol e droghe, una madre sempre presente, pilastro della famiglia, un padre definito "negazionista" perché nega l'omosessualità del figlio e la malattia. Un viaggio nella testa di chi soffre di una malattia mentale che è anche malattia del corpo, come viene sottolineato, cercare disperatamente il modo di fermare il flusso dei pensieri, le allucinazioni, allenarsi in palestra per tre ore al giorno sei volte alla settimana come tentativo di arginare le crisi quotidiane; cercare le parole, come si legge nel romanzo, che mettano guinzaglio ai pensieri. "Lo sbilico" è la malattia mentale che si fa a letteratura, la testimonianza di un singolo che assume un valore universale.
La Storia nelle storie
2026/08/29
Puntata speciale del Cacciatore di libri Estate dedicata alla Storia che fa capolino alle storie narrate nei romanzi. Interviste a:
- Ken Follet che in "Il cerchio dei giorni" (Mondadori - traduz. Anna Maria Raffo) crea una storia intorno al mistero della costruzione del sito archeologico di Stonehenge
- Ilaria Tuti che oltre ai gialli con Teresa Battaglia scrive romanzi recuperando fatti storici poco noti come fa in "Ed è un poco la notte e un poco l'alba" (Longanesi) con l'invasione dei Cosacchi in Carnia durate la seconda guerra mondiale
- Gaja Cenciarelli che nel romanzo "Il rivoluzionario e la maestra" (Marsilio) ricorda la vita, ma soprattutto la prigionia di due militanti del Movimento di Liberazione dei Tupamaros nell'Uruguay degli anni '70, dominato dalla dittatura
- Elena Varvello che in "La vita sempre" (Guanda) ha ricostruito la storia del nonno durante il ventennio fascista, un uomo schiacciato dalla Storia
Nella parte dedicata ai personaggi della storia della letteratura, Alessandro Barbaglia ci parla di Orlando di Ariosto, mentre Laura Pezzino ci racconta Agilulfo protagonista de "Il cavaliere inesistente" di Italo Calvino. Le interviste sono tratte dal podcast "Volti di carta" realizzato da DeaScuola in collaborazione con Radio24.
"Caducità" di Sandro Veronesi
2026/08/28
Tutti i racconti di Sandro Veronesi, due volte Premio Strega, con "Caos calmo" nel 2006 e con "Il colibrì" nel 2020, sono stati raccolti nel volume "Caducità" (La nave di Teseo). Trentadue racconti, alcuni già pubblicati in altri volumi o apparsi su giornali e riviste. C'è poi il primo racconto scritto da Veronesi, più di quarant'anni fa, rimasto inedito e ritrovato dallo stesso scrittore quasi per caso e anche due cover, ossia rifacimenti di racconti di altri autori, cosa che accade spesso nella musica, meno spesso nell'ambito della letteratura. Nelle raccolte di racconti il titolo spesso indica una traccia interpretativa: in questo caso è lo stesso autore che esplicita il riferimento a un breve testo di Sigmund Freud, "Caducità", che viene riportato all'inizio del volume. E' un testo che parla di lutto e di come la caducità delle cose o della bellezza ne aumenti, in un certo senso, il valore. I racconti di Sandro Veronesi spaziano da quelli apertamenti autobiografici, come quelli sulla perdita della madre e poi, a pochi mesi di distanza, del padre, a quelli che narrano di relazioni d'amore, di dolore, di scelte, di rapporti familiari, di passioni sportive, il tennis soprattutto.
"La stagione delle case vuote" di Francesca Scotti
2026/08/27
La sospensione, sia del tempo che degli eventi, è la caratteristica che lega i racconti della raccolta "La stagione delle case vuote", di Francesca Scotti (Hacca). Non è la prima volta che la scrittrice, divisa fra l'Italia e il Giappone, si dedica alla forma narrativa breve, avevamo parlato per esempio de "Il tempo delle tartarughe", e in genere anche i suoi romanzi, da "Elissi" a "Nessuno conosce Sayuki" passando per "Capacità Vitale", sono caratterizzati da una scrittura essenziale e da uno stato di sospensione perché non tutto è descritto, si lascia spazio all'immaginazione del lettore. Questo ovviamente accade ancora di più nei racconti, dove per struttura la brevità e la sottrazione dominano. In questa raccolta i 16 racconti sono ambientati in parte in Italia e in parte in Giappone, dove Francesca Scotti ha vissuto per più di 13 anni. Si racconta di incontri casuali in un bar condividendo lo stesso tavolo, di una bambina che va a visitare una compagna di scuola gravemente malata, ma solo per attirare l'attenzione su di sé e quando la compagna guarisce c'è quasi una forma di disappunto, o ancora per esempio c'è un anziano in una rsa che, vedendo un canarino, riporta alla memoria un trauma sepolto. Tutto viene raccontato con grande senso della misura, senza grandi rivelazioni, lasciando spazio alla fantasia di chi legge.
Podcast reviews
Read Il cacciatore di libri podcast reviews
Italianinny 2022/08/28
Per chi ama leggere
Alessandra Tedesco e’ meravigliosa, introduce in punta di piedi e conduce gli ascoltatori nel mondo dei libri, mi piace il modo garbato ed intelligent...
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