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Storie di economia e finanza

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Rating
★★★★☆
4
from
5 reviews
Categories
Country
Italy
This podcast has
39 episodes
Language
Italian
Publisher
Bank Station
Explicit
No
Date created
2020/02/15
Latest episode
2023/12/30
Average duration
29 min.
Release period
59 days

Description

La finanza e l’economia non sono argomenti semplici. Ma non sono nemmeno riservati a chi ha studiato economia all'università o a chi lavora in questo settore. La finanza e l'economia appartengono a chiunque abbia voglia di capirle fino in fondo. Mettete da parte gli stereotipi su lupi di Wall Street, grattacieli e cravatte, e lasciatevi accompagnare dalle nostre voci e da un sound design immersivo alla scoperta degli eventi che hanno segnato la storia dell'economia e della finanza. And the next stop is... Bank Station.

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BONUS TRACK – Out Now! La finanza etica contro l'apartheid
2023/12/30
Per questa puntata bonus della serie "Out Now!", abbiamo fatto una chiacchierata con la professoressa Cristiana Fiamingo, docente di storia e istituzioni dell'Africa all'Università Statale di Milano. Le abbiamo chiesto di raccontarci qualcosa in più sulle radici economiche del regime di Apartheid in Sudafrica, sulle principali politiche economiche del regime e su come quelle politiche, purtroppo, facciano ancora sentire il loro impatto sul Sudafrica di oggi.
Ep4 – Out Now! La finanza etica contro l’Apartheid – Il coro
2023/10/23
A cavallo tra gli anni ’70 e gli anni ’80, la campagna per il disinvestimento portata avanti dai campus delle università americane comincia a prendere piede in tutti gli Stati Uniti. Ma di fronte alla scelta operativa di quali azioni vendere, di quali aziende si meritino il disinvestimento, gli investitori vengono messi di fronte ad un dilemma: È giusto fare di tutta l’erba un fascio? È proprio vero che tutte le aziende che fanno affari in Sudafrica stanno contribuendo a sostenere l’apartheid? *  *  * Nell’Ottobre del 1986, il Senato americano impone per la prima volta sanzioni economiche contro il Sudafrica, per fare pressione al governo sudafricano affinché cancelli l’Apartheid – un brutale regime di segregazione razziale in vigore da quasi quarant’anni. L’approvazione delle sanzioni americane contro il Sudafrica, arrivata nonostante l’opposizione feroce del presidente Ronald Reagan, è il punto di arrivo di una lotta durata più di 30 anni – una lotta portata avanti non da presidenti e senatori, ma da una costellazione di associazioni e gruppi di attivisti sparsi per il territorio americano. Questa costellazione – il movimento anti-apartheid americano – è riuscita a prevalere e a raggiungere il suo obiettivo grazie ad un’idea nuova di finanza: un nuovo paradigma, per cui la finanza e gli investimenti smettono di essere soltanto un sistema per gestire i propri soldi e diventano un’arma per portare avanti idee, battaglie e valori. Fonti: - South African History Online. ⁠https://www.sahistory.org.za/⁠ - BROYLES, P. A. (1998). THE IMPACT OF SHAREHOLDER ACTIVISM ON CORPORATE INVOLVEMENT IN SOUTH AFRICA DURING THE REAGAN ERA. International Review of Modern Sociology, 28(1), 1–19. ⁠http://www.jstor.org/stable/41421629⁠ - Paul, K., & Aquila, D. A. (1988). Political Consequences of Ethical Investing: The Case of South Africa. Journal of Business Ethics, 7(9), 691–697. ⁠http://www.jstor.org/stable/25071819⁠ - Divestment for humanity: the Anti-Apartheid Movement at the University of Michigan. http://michiganintheworld.history.lsa.umich.edu/antiapartheid/exhibits/show/exhibit
Ep3 – Out Now! La finanza etica contro l’Apartheid – Hope and pray
2023/10/23
Dopo la rivolta di Soweto in Sudafrica nel 1976, il movimento anti-apartheid americano cambia volto. I suoi protagonisti non sono più leader religiosi o veterani del movimento per i diritti civili,  ma sono studenti universitari, che nei campus di tutta America formano associazioni, stampano volantini, scrivono cartelli e scendono in piazza. Ma il movimento non cambia solo volto, cambia anche strategia. *  *  * Nell’Ottobre del 1986, il Senato americano impone per la prima volta sanzioni economiche contro il Sudafrica, per fare pressione al governo sudafricano affinché cancelli l’Apartheid – un brutale regime di segregazione razziale in vigore da quasi quarant’anni. L’approvazione delle sanzioni americane contro il Sudafrica, arrivata nonostante l’opposizione feroce del presidente Ronald Reagan, è il punto di arrivo di una lotta durata più di 30 anni – una lotta portata avanti non da presidenti e senatori, ma da una costellazione di associazioni e gruppi di attivisti sparsi per il territorio americano. Questa costellazione – il movimento anti-apartheid americano – è riuscita a prevalere e a raggiungere il suo obiettivo grazie ad un’idea nuova di finanza: un nuovo paradigma, per cui la finanza e gli investimenti smettono di essere soltanto un sistema per gestire i propri soldi e diventano un’arma per portare avanti idee, battaglie e valori. Fonti: - South African History Online. ⁠https://www.sahistory.org.za/⁠ - BROYLES, P. A. (1998). THE IMPACT OF SHAREHOLDER ACTIVISM ON CORPORATE INVOLVEMENT IN SOUTH AFRICA DURING THE REAGAN ERA. International Review of Modern Sociology, 28(1), 1–19. ⁠http://www.jstor.org/stable/41421629⁠ - Paul, K., & Aquila, D. A. (1988). Political Consequences of Ethical Investing: The Case of South Africa. Journal of Business Ethics, 7(9), 691–697. ⁠http://www.jstor.org/stable/25071819⁠ - Divestment for humanity: the Anti-Apartheid Movement at the University of Michigan. http://michiganintheworld.history.lsa.umich.edu/antiapartheid/exhibits/show/exhibit
Ep2 – Out Now! La finanza etica contro l’Apartheid – Il paradosso
2023/10/23
L’indignazione globale seguita alla notizia del massacro di Sharpeville trova terreno fertile negli Stati Uniti, dove da una costola movimento per i diritti civili degli afro-americani, nasce un movimento contro l’Apartheid in Sudafrica. Fin dagli anni ’60, questo movimento si pone un obiettivo chiaro. La sua missione è quella di convincere le maggiori aziende americane ad interrompere i commerci e gli investimenti in Sudafrica, per mettere in ginocchio l’economia del paese. Ma che cosa vuol dire “convincere un’azienda”? *  *  * Nell’Ottobre del 1986, il Senato americano impone per la prima volta sanzioni economiche contro il Sudafrica, per fare pressione al governo sudafricano affinché cancelli l’Apartheid – un brutale regime di segregazione razziale in vigore da quasi quarant’anni. L’approvazione delle sanzioni americane contro il Sudafrica, arrivata nonostante l’opposizione feroce del presidente Ronald Reagan, è il punto di arrivo di una lotta durata più di 30 anni – una lotta portata avanti non da presidenti e senatori, ma da una costellazione di associazioni e gruppi di attivisti sparsi per il territorio americano. Questa costellazione – il movimento anti-apartheid americano – è riuscita a prevalere e a raggiungere il suo obiettivo grazie ad un’idea nuova di finanza: un nuovo paradigma, per cui la finanza e gli investimenti smettono di essere soltanto un sistema per gestire i propri soldi e diventano un’arma, per portare avanti idee, battaglie e valori. Fonti: - South African History Online. ⁠https://www.sahistory.org.za/⁠ - BROYLES, P. A. (1998). THE IMPACT OF SHAREHOLDER ACTIVISM ON CORPORATE INVOLVEMENT IN SOUTH AFRICA DURING THE REAGAN ERA. International Review of Modern Sociology, 28(1), 1–19. ⁠http://www.jstor.org/stable/41421629⁠ - Paul, K., & Aquila, D. A. (1988). Political Consequences of Ethical Investing: The Case of South Africa. Journal of Business Ethics, 7(9), 691–697. ⁠http://www.jstor.org/stable/25071819⁠ - Divestment for humanity: the Anti-Apartheid Movement at the University of Michigan. http://michiganintheworld.history.lsa.umich.edu/antiapartheid/exhibits/show/exhibit
Ep1 – Out Now! La finanza etica contro l’Apartheid – Izwe Lethu
2023/10/23
La mattina del 21 Marzo 1960, nella township sudafricana di Sharpeville – una periferia dove abitano esclusivamente persone nere – migliaia di persone si stanno accalcando davanti alla stazione di polizia chiedendo a gran voce di essere arrestate e messe in cella. *  *  * Nell’Ottobre del 1986, il Senato americano impone per la prima volta sanzioni economiche contro il Sudafrica, per fare pressione al governo sudafricano affinché cancelli l’Apartheid – un brutale regime di segregazione razziale in vigore da quasi quarant’anni. L’approvazione delle sanzioni americane contro il Sudafrica, arrivata nonostante l’opposizione feroce del presidente Ronald Reagan, è il punto di arrivo di una lotta durata più di 30 anni – una lotta portata avanti non da presidenti e senatori, ma da una costellazione di associazioni e gruppi di attivisti sparsi per il territorio americano. Questa costellazione – il movimento anti-apartheid americano – è riuscita a prevalere e a raggiungere il suo obiettivo grazie ad un’idea nuova di finanza: un nuovo paradigma, per cui la finanza e gli investimenti smettono di essere soltanto un sistema per gestire i propri soldi e diventano un’arma per portare avanti idee, battaglie e valori. Fonti: - South African History Online. https://www.sahistory.org.za/ - BROYLES, P. A. (1998). THE IMPACT OF SHAREHOLDER ACTIVISM ON CORPORATE INVOLVEMENT IN SOUTH AFRICA DURING THE REAGAN ERA. International Review of Modern Sociology, 28(1), 1–19. http://www.jstor.org/stable/41421629 - Paul, K., & Aquila, D. A. (1988). Political Consequences of Ethical Investing: The Case of South Africa. Journal of Business Ethics, 7(9), 691–697. http://www.jstor.org/stable/25071819 - Divestment for humanity: the Anti-Apartheid Movement at the University of Michigan. http://michiganintheworld.history.lsa.umich.edu/antiapartheid/exhibits/show/exhibit
Ep4 – Mi sento fortunato: la bolla delle dot-com – La festa
2022/06/15
La salita dei prezzi delle azioni dot-com non si basava su aziende solide, ma su persone che compravano le azioni convinte di riuscire a rivenderle ad un altro scemo ad un prezzo più alto. Una salita del genere non può durare all’infinito, perché ad un certo punto gli scemi finiscono. Gli scemi finirono a Marzo del 2000. Tra il 1995 e il 2000, la promessa di un’età dell’oro di internet ha portato gli investitori di tutto il mondo a scagliare i loro soldi alle azioni di qualunque società avesse un “.com” alla fine del nome. Aziende con pochi mesi di vita, fondate da ragazzini appena usciti dal college, arrivarono a valere cifre mostruose e senza senso, per poi crollare rapidamente una volta raggiunti livelli ingiustificabili. La bolla delle dot-com è l’evento di storia economica moderna che ha impattato di più le nostre abitudini, i lavori tra cui possiamo scegliere oggi e il modo in cui li svolgiamo. Testo: Luca Dann e Francesco Namari Voci: Luca Dann, Francesco Namari Guest star: Fjona Cakalli Sound design a cura di Andrea Roccabella Graphic design a cura dello studio Sezione Grafica #dotcom #bolla #bolladelledotcom Fonti: - Swisher, K. (2000, December 18). Dot-Com Bubble Has Burst; Will Things Worsen in 2001?. Wall Street Journal. - Eaton, L. (2000, December 18). Keeping Up With the Dow Jones; From Suites to Streets, All Eyes Are on Stock Market. The New York Times. - Ip, G. Pulliam, S. Thurm, S. Simon, R. (2000, July 14). How the Internet Bubble Broke Records, Rules, Bank Accounts. Wall Street Journal. - John Cassidy, Dot.Con: The Greatest Story Ever Sold (2002) - Stock market data are taken from The Wall Street Journal, Yahoo Finance, and Bloomberg.
Ep3 – Mi sento fortunato: la bolla delle dot-com – I DJ
2022/06/15
Chi ha avuto la faccia tosta di portare le azioni di compagnie giovani e in perdita sui sacri scaffali della borsa? Saranno stati quei pazzi furiosi degli investment banker della City e di Wall Street. Tra il 1995 e il 2000, la promessa di un’età dell’oro di internet ha portato gli investitori di tutto il mondo a scagliare i loro soldi alle azioni di qualunque società avesse un “.com” alla fine del nome. Aziende con pochi mesi di vita, fondate da ragazzini appena usciti dal college, arrivarono a valere cifre mostruose e senza senso, per poi crollare rapidamente una volta raggiunti livelli ingiustificabili. La bolla delle dot-com è l’evento di storia economica moderna che ha impattato di più le nostre abitudini, i lavori tra cui possiamo scegliere oggi e il modo in cui li svolgiamo. Testo: Luca Dann e Francesco Namari Voci: Luca Dann, Francesco Namari Guest star: Fjona Cakalli Sound design a cura di Andrea Roccabella Graphic design a cura dello studio Sezione Grafica #dotcom #bolla #bolladelledotcom Fonti: - Swisher, K. (2000, December 18). Dot-Com Bubble Has Burst; Will Things Worsen in 2001?. Wall Street Journal. - Eaton, L. (2000, December 18). Keeping Up With the Dow Jones; From Suites to Streets, All Eyes Are on Stock Market. The New York Times. - Ip, G. Pulliam, S. Thurm, S. Simon, R. (2000, July 14). How the Internet Bubble Broke Records, Rules, Bank Accounts. Wall Street Journal. - John Cassidy, Dot.Con: The Greatest Story Ever Sold (2002) - Stock market data are taken from The Wall Street Journal, Yahoo Finance, and Bloomberg.
Ep2 – Mi sento fortunato: la bolla delle dot-com – La canzone
2022/06/15
Dal 1982, giorno di rialzi dopo giorno di rialzi, sempre più persone avevano spostato i loro risparmi nel mercato azionario, e nel 1995 tutti erano pronti ad investire nella prossima novità. La novità la portò un team di ragazzi dell’Università dell’Illinois, che regalò al mondo il primo internet browser capace di mostrare testo e immagini insieme nella stessa schermata. Ah oltre al browser i ragazzi fecero partire anche la bolla delle dot-com. Tra il 1995 e il 2000, la promessa di un’età dell’oro di internet ha portato gli investitori di tutto il mondo a scagliare i loro soldi alle azioni di qualunque società avesse un “.com” alla fine del nome. Aziende con pochi mesi di vita, fondate da ragazzini appena usciti dal college, arrivarono a valere cifre mostruose e senza senso, per poi crollare rapidamente una volta raggiunti livelli ingiustificabili. La bolla delle dot-com è l’evento di storia economica moderna che ha impattato di più le nostre abitudini, i lavori tra cui possiamo scegliere oggi e il modo in cui li svolgiamo. Testo: Luca Dann e Francesco Namari Voci: Luca Dann, Francesco Namari Guest star: Fjona Cakalli Sound design a cura di Andrea Roccabella Graphic design a cura dello studio Sezione Grafica #dotcom #bolla #bolladelledotcom Fonti: - Swisher, K. (2000, December 18). Dot-Com Bubble Has Burst; Will Things Worsen in 2001?. Wall Street Journal. - Eaton, L. (2000, December 18). Keeping Up With the Dow Jones; From Suites to Streets, All Eyes Are on Stock Market. The New York Times. - Ip, G. Pulliam, S. Thurm, S. Simon, R. (2000, July 14). How the Internet Bubble Broke Records, Rules, Bank Accounts. Wall Street Journal. - John Cassidy, Dot.Con: The Greatest Story Ever Sold (2002) - Stock market data are taken from The Wall Street Journal, Yahoo Finance, and Bloomberg.
Ep1 – Mi sento fortunato: la bolla delle dot-com – L’open bar
2022/06/15
Il 1982 fu un anno ricco di eventi. La nazionale di calcio Italiana vinse il suo terzo titolo mondiale, l’Argentina occupò le isole Falkland, Michael Jackson rilasciò Thriller, il suo album più celebre che fece la storia della musica. Ma questi sono tutti eventi insignificanti (se non addirittura ridicoli) in confronto al ben più importante mercato azionario, che proprio quell’anno cominciò il più lungo periodo di rialzi che Wall Street aveva mai visto. Un periodo di quasi vent’anni che vide l’indice azionario Dow Jones aumentare di oltre dieci volte, e il NASDAQ di oltre trenta volte. Questo lungo periodo di prosperità a Wall Street è stato il primo di una serie di step che ha portato alla formazione della bolla speculativa passata alla storia come “la bolla delle dot-com” degli anni ‘90. Tra il 1995 e il 2000, la promessa di un’età dell’oro di internet ha portato gli investitori di tutto il mondo a scagliare i loro soldi alle azioni di qualunque società avesse un “.com” alla fine del nome. Aziende con pochi mesi di vita, fondate da ragazzini appena usciti dal college, arrivarono a valere cifre mostruose e senza senso, per poi crollare rapidamente una volta raggiunti livelli ingiustificabili. La bolla delle dot-com è l’evento di storia economica moderna che ha impattato di più le nostre abitudini, i lavori tra cui possiamo scegliere oggi e il modo in cui li svolgiamo. Testo: Luca Dann e Francesco Namari Voci: Luca Dann, Francesco Namari Guest star: Fjona Cakalli Sound design a cura di Andrea Roccabella Graphic design a cura dello studio Sezione Grafica #dotcom #bolla #bolladelledotcom Fonti: - Swisher, K. (2000, December 18). Dot-Com Bubble Has Burst; Will Things Worsen in 2001?. Wall Street Journal. - Eaton, L. (2000, December 18). Keeping Up With the Dow Jones; From Suites to Streets, All Eyes Are on Stock Market. The New York Times. - Ip, G. Pulliam, S. Thurm, S. Simon, R. (2000, July 14). How the Internet Bubble Broke Records, Rules, Bank Accounts. Wall Street Journal. - John Cassidy, Dot.Con: The Greatest Story Ever Sold (2002) - Stock market data are taken from The Wall Street Journal, Yahoo Finance, and Bloomberg.
Ep3 – Banana Republic: l’Irlanda senza banche – Il castello di carta
2022/03/30
Dalla storia incredibile della Banana Republic, è facile trarre conclusioni romantiche.E’ forte la tentazione di pensare che le banche e i loro numeri alla fine non servono. Che se nel Novembre 1970 le banche Irlandesi non avessero riaperto, tanto era lo stesso.Ma non è andata proprio così. Per capire perché l’economia Irlandese non sarebbe andata avanti all’infinito senza banche, serve rispondere ad un’ultima domanda: che cosa sono i soldi?Nel 1970, tutte le banche commerciali della Repubblica d’Irlanda rimasero chiuse per oltre sei mesi, a causa di una disputa sindacale tra le banche e i loro impiegati.Per quei sei mesi, l’Irlanda divenne la cavia involontaria di un sadico esperimento sociale. Che proprio come un esperimento di laboratorio, ci consente di osservare un prima e un dopo, e ci aiuta a rispondere ad una domanda: puo’ funzionare un’economia senza banche?Testo: Luca Dann e Francesco NamariVoci: Luca Dann, Francesco NamariSound design a cura di Andrea RoccabellaGraphic design a cura dello studio Sezione Grafica#irlanda #banche #soldiFonti:- Irish Newspaper Archives, https://www.irishnewsarchive.com/- Murphy, Antoin E, 1978. "Money in an Economy without Banks: The Case of Ireland," The Manchester School of Economic & Social Studies, University of Manchester, vol. 46(1), pages 41-50, March- Krüger, Malte (2017) : Money and credit: Lessons of the Irish bank strike of 1970, ROME Discussion Paper Series, No. 17-13, Research On Money in the Economy (ROME), s.l.- McLeay, Michael & Radia, Amar & Thomas, Ryland, 2014. "Money creation in the modern economy," Bank of England Quarterly Bulletin, Bank of England, vol. 54(1), pages 14-27.
Ep2 – Banana Republic: l’Irlanda senza banche – Carenza di liquidi
2022/03/30
Nel 1970, l’85% del denaro nell’economia Irlandese esisteva solo sottoforma di depositi in conto corrente, numeri scritti sui libri contabili delle banche.Ma quando quelle banche chiusero i battenti tutto quel denaro, proprio come era stato creato dal nulla, scomparve all’improvviso.All’Irlanda serviva un’alternativa… E quell’alternativa arrivo!Nel 1970, tutte le banche commerciali della Repubblica d’Irlanda rimasero chiuse per oltre sei mesi, a causa di una disputa sindacale tra le banche e i loro impiegati.Per quei sei mesi, l’Irlanda divenne la cavia involontaria di un sadico esperimento sociale. Che proprio come un esperimento di laboratorio, ci consente di osservare un prima e un dopo, e ci aiuta a rispondere ad una domanda: puo’ funzionare un’economia senza banche?Testo: Luca Dann e Francesco NamariVoci: Luca Dann, Francesco NamariSound design a cura di Andrea Roccabella Graphic design a cura dello studio Sezione Grafica#irlanda #banche #soldiFonti:- Irish Newspaper Archives, https://www.irishnewsarchive.com/- Murphy, Antoin E, 1978. "Money in an Economy without Banks: The Case of Ireland," The Manchester School of Economic & Social Studies, University of Manchester, vol. 46(1), pages 41-50, March- Krüger, Malte (2017) : Money and credit: Lessons of the Irish bank strike of 1970, ROME Discussion Paper Series, No. 17-13, Research On Money in the Economy (ROME), s.l.- McLeay, Michael & Radia, Amar & Thomas, Ryland, 2014. "Money creation in the modern economy," Bank of England Quarterly Bulletin, Bank of England, vol. 54(1), pages 14-27.
Ep1 – Banana Republic: l’Irlanda senza banche – Il negozio dei numeri
2022/03/29
A cosa servono le banche? Qual è il loro ruolo nell’economia?Le banche non sono semplici intermediari finanziari: Le banche creano soldi dal nulla…Nel 1970, tutte le banche commerciali della Repubblica d’Irlanda rimasero chiuse per oltre sei mesi, a causa di una disputa sindacale tra le banche e i loro impiegati.Per quei sei mesi, l’Irlanda divenne la cavia involontaria di un sadico esperimento sociale. Che proprio come un esperimento di laboratorio, ci consente di osservare un prima e un dopo, e ci aiuta a rispondere ad una domanda: puo’ funzionare un’economia senza banche?Testo: Luca Dann e Francesco NamariVoci: Luca Dann, Francesco NamariSound design a cura di Andrea Roccabella Graphic design a cura dello studio Sezione Grafica#irlanda #banche #soldiFonti:- Irish Newspaper Archives, https://www.irishnewsarchive.com/- Murphy, Antoin E, 1978. "Money in an Economy without Banks: The Case of Ireland," The Manchester School of Economic & Social Studies, University of Manchester, vol. 46(1), pages 41-50, March- Krüger, Malte (2017) : Money and credit: Lessons of the Irish bank strike of 1970, ROME Discussion Paper Series, No. 17-13, Research On Money in the Economy (ROME), s.l.- McLeay, Michael & Radia, Amar & Thomas, Ryland, 2014. "Money creation in the modern economy," Bank of England Quarterly Bulletin, Bank of England, vol. 54(1), pages 14-27.

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