
Advertise on podcast: Franz Russo - InTime Podcast
This podcast has
82 episodes
Language
ItalianPublisher
Franz RussoExplicit
Yes
Date created
2020/03/20
Latest episode
2026/03/26
Average duration
11 min.
Release period
10 days
Description
InTime Podcast è un "ritorno", dopo un po' di anni, ma è anche un nuovo inizio. L'inizio di una nuova relazione "in voce" per raccontare quello come i social media, la comunicazione digitale stanno cambiando, mantenendo uno sguardo su innovazione e tecnologia. Tutti temi che tratto su InTime Blog, ma questa volta in voce.
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La sentenza KGM segna la fine di un'era dei social media
2026/03/26
Il 25 marzo 2026 è una data che segna una svolta per i social media. Per la prima volta nella storia, una giuria americana ha condannato Meta e YouTube per aver progettato piattaforme che creano dipendenza nei minori. Non per i contenuti pubblicati dagli utenti, ma per il design stesso: lo scroll infinito, le notifiche continue, i meccanismi che trattengono gli utenti il più a lungo possibile.
Il caso riguarda K.G.M., una ragazza californiana che ha iniziato a usare YouTube a sei anni e Instagram a nove, sviluppando depressione e dismorfismo corporeo. La strategia dell'accusa ha aggirato la Sezione 230, dimostrando che è la struttura stessa delle piattaforme a generare dipendenza.
L'intelligenza artificiale non ruba il lavoro, lo ridisegna
2026/03/11
Il report di Anthropic pubblicato nei giorni scorsi offre finalmente dati concreti sull'impatto dell'intelligenza artificiale sul lavoro. Non previsioni teoriche, ma misurazioni reali basate su milioni di conversazioni con Claude in contesti professionali.
I risultati ribaltano la narrazione dominante. L'IA non sta rubando il lavoro: non c'è aumento della disoccupazione nelle professioni esposte. Ma sta chiudendo le porte ai giovani. Le assunzioni entry-level calano, le posizioni per neolaureati si riducono, la fascia 22-25 anni fa sempre più fatica a entrare nel mercato del lavoro.
Nel frattempo, il caso dei 4.000 licenziamenti di Block annunciati da Jack Dorsey solleva un'altra questione: quanto c'è di reale dietro i licenziamenti attribuiti all'IA e quanto è AI-washing, cioè ristrutturazioni aziendali mascherate da trasformazione tecnologica?
La prima guerra trainata dall'intelligenza artificiale: il caso Anthropic e il Pentagono
2026/03/03
Le operazioni militari in Iran segnano un punto di svolta. Per la prima volta l'intelligenza artificiale è al centro di un'operazione di questa portata, con risultati raggiunti in tempi che in passato avrebbero richiesto mesi o anni. Ma prima dell'attacco, il Pentagono ha imposto un ultimatum ad Anthropic: rimuovere ogni restrizione sull'uso di Claude, comprese le due linee rosse su sorveglianza di massa e armi autonome. Dario Amodei ha detto no e ha perso il contratto da 200 milioni di dollari. OpenAI e xAI hanno detto sì. Cosa significa tutto questo per il futuro del controllo umano sull'intelligenza artificiale?
Ecco cosa ha davvero detto Mark Zuckerberg nel caso KGM
2026/02/19
Ieri, 18 febbraio 2026, era il giorno della testimonianza di Mark Zuckerberg all'interno del Caso KGN. Zuckerberg si è seduto per la prima volta davanti a una giuria, in un'aula di tribunale, sotto giuramento.
Il caso è KGM contro Meta e YouTube e un caso giudiziario storico. Al centro c'è Kaley, una ventenne californiana che ha iniziato a usare YouTube a sei anni e Instagram a nove.
La sua storia di dipendenza digitale, depressione e pensieri suicidari è diventata il cuore di un processo che potrebbe cambiare le regole del gioco per tutta Big Tech.
Si tratta di un bellwether trial, un processo-campione il cui esito potrebbe influenzare oltre 1.600 cause simili già in attesa di sentenza e più di 2.300 procedimenti paralleli in tutto il paese.
TikTok e Snap, come noto, hanno già patteggiato. Restano Meta e Google, che risponde per YouTube.
In aula sono emersi documenti interni che Zuckerberg avrebbe preferito non vedere proiettati davanti a una giuria.
Una email del 2017 recitava: "Mark ha deciso che la priorità principale dell'azienda nel 2017 sono gli adolescenti". Un documento del 2018 andava oltre: "Se vogliamo vincere in grande con i teenager, dobbiamo portarli dentro da tweens", cioè prima dei 13 anni, che è l'età minima prevista dalla stessa policy di Instagram.
E un'analisi interna del 2020 mostrava che gli undicenni avevano quattro volte più probabilità di tornare su Facebook rispetto agli utenti adulti.
Zuckerberg ha confermato i contenuti senza smentirli. Ha ammesso che molti utenti mentono sull'età, definendo la verifica "molto difficile". Ha difeso i filtri estetici di Instagram, quelli che i suoi stessi esperti avevano collegato a problemi di immagine corporea nelle ragazze, dicendo che rimuoverli sarebbe stato "paternalistico".
C'è stato anche un altro passaggio che ha fatto rumore. Quando gli avvocati gli hanno chiesto se avesse mentito in un'intervista al podcast di Joe Rogan, sostenendo di non temere un licenziamento da parte del CdA, Zuckerberg ha risposto senza esitare: "Se il consiglio volesse licenziarmi, potrei eleggere un nuovo consiglio e reintegrarmi".
Una frase che dice tutto sul livello di controllo che ha su Meta e che assume un peso particolare in un momento in cui, specie in UE, si discute sempre più della responsabilità diretta dei proprietari delle piattaforme.
La Spagna inizia ad indagare sulle piattaforme digitali. Ecco cosa significa
2026/02/18
Il governo spagnolo ha ordinato alla Procura di indagare su X, Meta e TikTok per la diffusione di materiale pedopornografico generato dall'intelligenza artificiale. Ma la vera novità è un'altra: la Spagna intende rendere i dirigenti delle piattaforme personalmente responsabili sul piano penale per i contenuti illegali.
In questo video analizzo cosa sta succedendo, i numeri dietro questa decisione (tre milioni di immagini generate da Grok in undici giorni, di cui oltre 23.000 con minori), e come la mossa spagnola si confronta con quello che stanno facendo Regno Unito, Francia, Irlanda e Australia.
Il caso Telegram in Russia ci aiuta a capire cosa è la censura
2026/02/11
Si fa spesso confusione tra censura e regolamentazione. Quando un governo democratico chiede alle piattaforme di rispettare le leggi, c'è chi grida subito alla censura. Ma cosa succede quando uno Stato vuole davvero censurare una piattaforma?Il caso di Telegram in Russia, esploso proprio in queste ore, ci offre un esempio concreto per fare chiarezza.Roskomnadzor, l'ente russo delle comunicazioni, limita Telegram in tutto il Paese. Il vero obiettivo non è contrastare frodi o terrorismo, come sostiene l'ente governativo. L'obiettivo spingere gli utenti russi verso Max, un'app sviluppata da VK e controllata da figure vicinissime a Putin, progettata per consentire ai servizi di sicurezza l'accesso completo ai dati degli utenti.Questo è censurare: sostituire piattaforme libere con strumenti di sorveglianza statale. Ben diverso dal chiedere trasparenza sugli algoritmi o la rimozione di contenuti illegali, come fa l'UE con il Digital Services Act.In questo episodio uso il caso Telegram per raccontare dove le piattaforme sono davvero vietate nel mondo, chi controlla oggi VK e perché è fondamentale distinguere tra chi blocca per controllare i cittadini e chi chiede il rispetto di regole democratiche.
Perché si parla sempre di più di leggi di limitazione delle piattaforme ai minori
2026/02/06
Spagna, Francia, Germania. E l'Australia che ha già rimosso 4,7 milioni di account. Cosa sta spingendo i governi verso il divieto dei social media per i minori? E perché Musk e Durov reagiscono con tanta veemenza? Proviamo a capire cosa sta succedendo.
Perché la Procura di Parigi indaga su X
2026/02/04
La Procura di Parigi ha perquisito la sede francese di X e convocato Elon Musk per il 20 aprile 2026. È la prima volta che il proprietario di una grande piattaforma digitale viene chiamato dalla giustizia di uno Stato membro dell'Unione Europea.In questo episodio spiego perché la magistratura francese indaga su X. Quali sono i capi d'accusa, come nasce l'inchiesta dalla denuncia del deputato Éric Bothorel, perché si è allargata a Grok e ai deepfake sessuali, e cosa potrebbe succedere nei prossimi mesi.I capi d'accusa sono pesanti: complicità nella diffusione di immagini pedopornografiche, lesione del diritto all'immagine tramite deepfake, negazionismo, alterazione di sistemi informatici, gestione illegale di piattaforma online.L'approfondimento completo su franzrusso.it
Al via TikTok US ed ecco chi gestirà l'algoritmo
2026/01/23
La Cina approva l'accordo e Trump ringrazia Xi Jinping. Si chiude una vicenda iniziata nel 2020. Ma la vera notizia è un'altra: Oracle avrà accesso all'algoritmo.
TikTok US, accordo firmato per la nuova joint venture
2025/12/20
TikTok US, firmato l'accordo che porta alla nascita della joint venture. Oracle, Silver Lake e MGX detengono il 45%, ByteDance scende al 19,9%. La nuova entità sarà operativa dal 22 gennaio 2026.
Ecco perché l'UE ha multato X e non c'entra la libertà di parola
2025/12/10
La Commissione UE multa X, la piattaforma di Elon Musk, per €120 milioni. Si tratta della prima sanzione della storia ai sensi del DSA. Tre le violazioni: spunta blu ingannevole, assenza di trasparenza pubblicitaria, mancato accesso ai ricercatori. E non c'entra la censura.
Google sorpassa OpenAI con Gemini a tre anni dal lancio di ChatGPT
2025/12/01
Tre anni dopo ChatGPT, il dominio di OpenAI comincia a soffrire la competizione degli altri competitor. I dati Similarweb mostrano il sorpasso di Gemini sull'engagement. Al momento Google appare in vantaggio.
Meta, FTC e la sentenza sulla fine dei social network
2025/11/21
La sentenza che chiude il caso FTC contro Meta non riguarda solo Instagram e WhatsApp. Questa sentenza segna la fine dei social network per come li abbiamo conosciuti. Oggi Facebook, Instagram, TikTok e YouTube condividono le stesse funzioni, gli stessi formati, gli stessi algoritmi di raccomandazione. Un mercato unico dell'attenzione dove vale solo il tempo trascorso dagli utenti.
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Addio ai tasti Mi Piace e Commenti di Facebook, la fine di un'era
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Il 10 febbraio 2026 Facebook eliminerà dal web i pulsanti “Mi piace” e “Commenti”. Due elementi che per oltre un decennio hanno rappresentato il legame tra i social media e il web aperto. Vediamo insieme cosa significa davvero.
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