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Il giardino di Albert

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Rating
★★★★★
4.7
from
3 reviews
Categories
Country
United States
This podcast has
100 episodes
Language
Italian
Date created
2007/11/06
Latest episode
2026/04/18
Average duration
27 min.
Release period
8 days

Description

Magazine di riferimento della Rete Due sulle questioni scientifiche. Si occupa sia dei grandi temi che riguardano direttamente la nostra vita quotidiana (inquinamento, allergie, alimentazione) sia delle ricerche di laboratorio (medicinali, nuove scoperte, invenzioni) sia di questioni che coinvolgono le scienze umanistiche, psicologia, filosofia. Partecipa così, con stile divulgativo, al dibattito su alcuni fondamentali temi di società.

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25 anni di IRB
2026/04/18
L’l’Istituto di Ricerca in Biomedicina di Bellinzona (IRB) ha celebrato nel 2025 un quarto di secolo di attività e ricerca. Fondato nel 2000 l’istituto è nato con l’obiettivo di portare in Ticino una ricerca scientifica di livello internazionale. Oggi, con oltre 160 collaboratori, 13 gruppi di ricerca e quasi mille pubblicazioni scientifiche, l’IRB continua a essere un pilastro fondamentale nel panorama della ricerca biomedica. La nuova sede, inaugurata nel 2021 ospita anche l’Istituto Oncologico di Ricerca (IOR) e i laboratori di ricerca traslazionale dell’Ente Ospedaliero Cantonale (EOC). I 25 anni sono per “Il Giardino di Albert” un’occasione per tornare all’IRB e incontrare ricercatrici e ricercatori che li lavorano e studiano. Ospiti di Alessandra Bonzi saranno quattro ricercatrici: Ilaria Fregno ed Elisa Fasana che lo scorso novembre hanno pubblicato uno studio innovativo sul meccanismo di smaltimento delle “proteine difettose” derivanti dalle mutazioni del DNA, Valentina Ferrari, ricercatrice nel campo dell’immunoterapia per il cancro, che ha recentemente ricevuto un premio di 100.000 franchi da Fond’Action contre le cancer per il suo progetto di ricerca e la Professoressa Greta Guarda, Direttrice del laboratorio Immune Mechanisms dell’IRB e vice-decana alla ricerca all’Università della Svizzera italiana che ci aiuterà a comprendere non solo l’importanza della ricerca di base, ma a quali nuovi progetti si stia lavorando.
Settimana internazionale del cielo buio 
2026/04/11
® Questa storia ha inizio nel 2003 quando una studentessa americana, Jennifer Barlow (che all’epoca aveva 15 anni) suggerì di dedicare ogni anno una notte all’oscuramento delle luci esterne per consentire alle persone di ammirare il cielo “Voglio che le persone possano vedere la meraviglia del cielo notturno senza gli effetti dell’inquinamento luminoso. L’universo è la nostra visione del passato e del futuro. Voglio contribuire a preservare la sua meraviglia” Più di un anno dopo, la National Dark Sky Week, fu osservata per la prima volta in tutti gli Stati Uniti e nell’aprile 2003 fu deciso di dar vita ufficialmente alla settimana internazionale del cielo scuro (International Dark Sky Week) che quest’anno si celebra a partire da lunedì 21 aprile. La settimana del cielo scuro è un evento mondiale che richiama l’attenzione sull’inquinamento luminoso e le sue conseguenze, promuove soluzioni semplici per mitigare il problema e celebra la grandiosa bellezza di una notte naturale. Ne parleranno con Alessandra Bonzi Stefano Klett, responsabile per la Svizzera Italiana di Dark-Sky Switzerland, Chiara Scandolara ornitologa per FICEDULA e Marzia Mattei, biologa e resp. del Centro protezione Chirotteri Ticino. Prima emissione: 19 aprile 2025
Semi, Custos Vitae
2026/04/04
I semi: piccoli ma fondamentali custodi della vita. Cosa c’è di più piccolo di un seme e, allo stesso tempo, più potente? Dentro ogni seme c’è una pianta intera che aspetta il momento giusto per nascere, viaggiare, sorprendere. Alcuni rotolano col vento come piccoli viandanti, altri cadono dall’alto come meteoriti tropicali, altri ancora si fanno portare a passeggio dagli animali e dagli umani. Sono ingegnosi, resistenti, imprevedibili: veri custodi della vita sul nostro pianeta. CUSTOS VITAE è anche il titolo della rassegna organizzata dalle Isole di Brissago, una rassegna in cui si darà spazio alle storie che questi custodi di vita raccontano: dalle arachidi che maturano sotto terra, ai “rotolacampo” che affidano al vento la diffusione dei propri semi, fino alla palma delle Seychelles che produce il seme più grande del mondo. Ospite di Alessandra Bonzi, Agata Filippini, biologa e guida del giardino botanico delle Isole di Brissago. Con lei esploriamo le meraviglie dei semi: dalla loro struttura alla loro sorprendente capacità di viaggiare e colonizzare nuovi ambienti. Nella seconda parte della puntata, ci spostiamo a Ginevra con Nicola Schoenenberger per parlare di piante estinte.
Cervello attento, cervello distratto
2026/03/28
L’attenzione è diventata una risorsa preziosa: tra schermi, notifiche e un flusso incessante di notizie e stimoli, restare concentrati e distinguere l’essenziale dal superfluo è una sfida quotidiana. Perché al giorno d’oggi facciamo così fatica a restare concentrati? E come funziona davvero l’attenzione? Questa nuova puntata del “Giardino di Albert” ci porta dentro uno dei meccanismi più affascinanti e fragili del nostro cervello: la capacità di focalizzarci… e quella, sempre più frequente, di perderci in mille distrazioni: il nostro cervello compie ogni giorno un lavoro straordinario, spesso invisibile, che tuttavia può andare incontro a difficoltà, come accade nei disturbi dell’attenzione. Ospiti di Alessandra Bonzi, Matilde Taddei, psicologa e psicoterapeuta del Servizio di Neurologia Pediatrica dell’EOC e Gianna Carla Riccitelli, responsabile del Gruppo di Ricerca sulla Stimolazione Cerebrale non Invasiva all’EOC. Con loro scopriremo che l’attenzione non è solo uno sforzo mentale: è una funzione cognitiva che nasce prestissimo, già nei primi mesi di vita, e che accompagna ogni nostro gesto e relazione.
Giornata Mondiale delle Foreste: come stanno i nostri boschi?
2026/03/21
In occasione della Giornata Mondiale delle Foreste, istituita dalle Nazioni Unite per ricordare l’importanza dei boschi per il nostro pianeta e per la nostra vita quotidiana,”Il Giardino di Albert“ dedica una puntata speciale alla salute delle foreste svizzere. La Svizzera è un Paese verde: il 32% del territorio nazionale – pari a 1,3 milioni di ettari – è coperto da boschi. Una percentuale che sale fino al 55% a Sud delle Alpi, rendendo il Ticino una delle regioni più ricche di superfici forestali. Ma come stanno realmente i nostri boschi? Negli ultimi decenni si osserva una tendenza all’aumento della superficie forestale. Tuttavia, cambiamenti climatici, estati torride e siccitose, specie aliene invasive e parassiti mettono a dura prova la vitalità delle foreste. A questo si aggiunge la pressione esercitata dalla selvaggina, favorita da inverni sempre più miti e da precipitazioni nevose in calo. Per capire come affrontare queste sfide, Alessandra Bonzi ha trascorso un pomeriggio in un bosco di protezione insieme ad Adrian Oncelli, ingegnere forestale e capo dell’Ufficio per la pianificazione, la selvicoltura e la protezione del bosco e Andrea Stampanoni, collaboratore scientifico per la caccia presso l’Ufficio caccia e pesca del Canton Ticino. Con loro abbiamo esplorato i boschi di protezione, fondamentali per la sicurezza delle nostre abitazioni e infrastrutture, e approfondito l’importante equilibrio – spesso fragile – tra selvicoltura, biodiversità e gestione della fauna selvatica.
A spasso con l’ornitologa
2026/03/14
Un canto inatteso nel cuore dell’inverno: è metà febbraio quando, all’alba, i silenzi dell’inverno lasciano spazio a cinguettii improvvisi: verzellini, verdoni, cardellini. Non uccelli migratori in arrivo, ma specie stanziali che, con il primo allungarsi delle giornate, inaugurano la stagione dei richiami territoriali. Ne parliamo con Chiara Scandolara, ornitologa di Ficedula che abbiamo incontrato sulle sponde del laghetto di Gudo e lo facciamo in un modo un po’ insolito… passeggiando tra canneti e alberi ancora spogli, con un binocolo al collo. Bastano pochi attimi e la natura non tarda a dare spettacolo: un airone cenerino sorvola il laghetto, un picchio muratore richiama da un tronco, quattro germani reali inscenano una danza sull’acqua, mentre un martin pescatore si tuffa nell’acqua alla ricerca di prede. In questa puntata vi raccontiamo il significato dei canti, delle prime “faide amorose” e dei delicati equilibri che regolano la vita degli uccelli in questa fase dell’anno. Aspettando, a breve, il ritorno degli uccelli migratori.
Dal bradipo all’anguilla
2026/03/07
Ogni anno, il 3 marzo si celebra il WORLD WILDLIFE DAY (la giornata mondiale della fauna selvatica) e “Il Giardino di Albert” dedica una puntata al tema del traffico illegale di animali.   La puntata prende spunto da un episodio avvenuto a inizio anno: decine di uccelli esotici protetti sono stati sequestrati al confine svizzero e portati al Bioparc di Ginevra, dove rimarranno fino a quando l’Ufficio federale delle questioni veterinarie non avrà deciso il loro futuro. E questa è solo una delle centinaia di storie di specie animali che finiscono nel mirino dei trafficanti ogni giorno: l’anguilla europea ricercatissima in Asia, gli uccelli canori usati per gare e collezionismo, l’antilope tibetana, il pangolino (il mammifero più trafficato al mondo) e perfino i bradipi, diventati tristemente popolari sui social a causa della loro faccia “fotogenica”. Susanna Petrone, Responsabile della comunicazione del WWF Svizzera e Raffaele Sardella, paleontologo e professore presso il Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università La Sapienza di Roma, ospiti di Alessandra Bonzi, ci raccontano storie, casi recenti e meccanismi che stanno dietro uno dei mercati illegali più redditizi al mondo.
Plastic Warriors
2026/02/21
® Plastica, plastica e ancora plastica: ogni anno, circa 8 milioni di tonnellate di plastica si riversano nei mari di tutto il mondo, mettendo in pericolo l’ecosistema marino, rovinando le spiagge, danneggiando la salute degli organismi marini (e anche la nostra). Una volta che si trovano in mare, i rifiuti di plastica vengono degradati dalla luce del sole, dal vento e dalle onde in piccole particelle spesso inferiori al mezzo centimetro di larghezza e diventano microplastiche, particelle che sono state trovate in ogni angolo del pianeta, sul Monte Everest, nelle profondità della Fossa delle Marianne, nei nostri laghi svizzeri, tra i ghiacci dell’Antartide. Sono cose che, purtroppo, tutti noi conosciamo bene e che, spesso, ci fanno sentire impotenti. Ma c’è una buona notizia: nel mondo ci sono centinaia di scienziati, attivisti e designer innovativi che lavorano a soluzioni per la più grande crisi di inquinamento del nostro tempo. In questa puntata del "Giardino di Albert" vi racconteremo le storie di un giovane ricercatore che viaggia per il mondo alla ricerca di microplastiche, di tre fratelli che a Bali hanno dichiarato guerra alla plastica monouso e di un educatore ambientale che cataloga, ricerca e scova i “reperti plastici” che arrivano sulle spiagge vicino a casa sua. Prima emissione: 4 febbraio 2023
Quando la plastica diventa un peso (ma per fortuna c’è la scienza)
2026/02/14
La plastica è ovunque. Comoda, economica, resistente , eppure, ad oggi, uno dei problemi ambientali più urgenti del nostro tempo. Nonostante i progressi nella gestione dei rifiuti, meno del 10% della plastica prodotta a livello globale viene riciclata, a fronte di milioni di tonnellate che finiscono ogni giorno nell’ambiente, nelle discariche a cielo aperto e negli oceani. La produzione mondiale, inoltre, continua a crescere: da 200 milioni di tonnellate nel 2000 a oltre 400 milioni nel 2024. La nuova puntata del “Giardino di Albert” ci guida in un viaggio scientifico e umano alla scoperta dell’impatto dei polimeri sul nostro pianeta e delle possibili soluzioni che arrivano dalla scienza. Al microfono di Alessandra Bonzi, Nicola Carrara, dottorando in Scienza dei Materiali presso il laboratorio dei polimeri dell’EPFL di Losanna che ci aiuterà a capire come sono fatti i materiali polimerici e quali innovazioni potrebbero renderli più sostenibili e Dorian Tosi Robinson, ricercatore del Dipartimento di igiene e acqua per lo sviluppo dell’Eawag, che ha condotto uno studio nella provincia costiera di Phu Yen, a sud del Vietnam. Il progetto “Waste Flow Diagram – Plastic leakage into the environment” mette in luce non solo le nostre difficoltà nella gestione dei rifiuti, ma anche l’importanza di dati affidabili, della ricerca e di politiche pubbliche coordinate per affrontare l’inquinamento globale da plastica.
Imparare dalla preistoria
2026/02/07
Che cosa possono insegnarci le comunità dell’Età del Bronzo sul nostro modo di vivere, coltivare e nutrirci oggi? In questa nuova puntata del “Giardino di Albert” compiamo un viaggio di 3500 anni nella Pianura Padana per scoprire come i nostri antenati siano riusciti a creare sistemi sostenibili di gestione delle risorse, capaci di garantire prosperità, stabilità e salute alle loro comunità. Con l’archeologo Maurizio Cattani, professore all’Università di Bologna e direttore del progetto ONFOODS, analizzeremo le pratiche agricole e le strategie di sfruttamento del territorio dell’Età del Bronzo, un’epoca in cui la conoscenza approfondita dell’ambiente, la stanzialità e la cooperazione tra gruppi umani permisero uno sviluppo demografico inedito, anche in aree considerate marginali. Maria Letizia Carra, esperta di archeobotanica, ci guiderà attraverso l’alimentazione dell’epoca: una dieta equilibrata e ricca di cereali come orzo, farro, miglio, avena e frumento, ricostruita grazie alle analisi dei resti vegetali conservati nei siti preistorici. Una puntata in cui storia dell’alimentazione e sostenibilità si intrecciano, alla ricerca di ciò che possiamo imparare dalla preistoria per costruire un futuro più consapevole.
Sonno, adolescenti e performance sportiva
2026/01/31
Per molti adolescenti – soprattutto quelli che fanno sport ad alti livelli – dormire bene sta diventando una vera sfida. È quanto emerge dai dati dell’Indagine svizzera sulla salute 1997–2022: oggi un terzo della popolazione soffre di disturbi del sonno, con un aumento significativo tra giovani e giovanissimi. In questa puntata del “Giardino di Albert”, Alessandra Bonzi ci porta dentro il mondo ancora poco esplorato del sonno degli sportivi. L’occasione ci è data dal simposio nazionale “Sleep & Sport” organizzato al Centro sportivo nazionale gioventù di Tenero un paio di settimane fa, simposio durante il quale esperti del sonno, medici dello sport e neuroscienziati si sono confrontati sul legame tra sonno e performance. Quanto e come dovrebbero dormire i giovani atleti? E cosa succede quanto l’ansia da prestazione toglie loro il sonno? Cosa accade nelle ore che precedono una gara, quando l’attesa, l’eccitazione e la pressione attivano il sistema nervoso, e nelle ore successive, quando adrenalina e cortisolo restano elevati e rendono difficile “spegnere” il cervello? A queste e altre domande, risponderanno il Prof. Ugo Faraguna, medico sonnologo e docente all’Università di Pisae e la Dott.ssa Serena Castronovo, psicologa clinica specializzata nei disturbi del sonno. La puntata offre anche uno sguardo alle ricerche più recenti: un nuovo studio dell’Università di Ginevra mostra che perfino una breve siesta è capace di riorganizzare le connessioni del cervello e facilitare l’apprendimento… viva, dunque, le turbosieste!
Dott. Chat GPT
2026/01/24
Secondo il World AI Index 2025, il 62% della popolazione globale utilizza oggi strumenti di intelligenza artificiale, con forti differenze tra Paesi e generazioni. Numeri enormi, che significano anche un’enorme quantità di dati personali e interessi economici altrettanto rilevanti. In questo contesto si inserisce una delle notizie più discusse delle ultime settimane: OpenAI ha presentato “ChatGPT Salute”, una sezione dedicata esclusivamente a temi medici e sanitari. Ma cosa significa davvero affidare domande sulla nostra salute a un sistema di intelligenza artificiale? Quanto è affidabile? E quali sono i rischi? Ne discutiamo con Fabio Rinaldi, responsabile del gruppo di trattamento del linguaggio naturale presso l’Istituto Dalle Molle di studi sull’intelligenza artificiale e Maria Luisa Onor medico psichiatra presso la Clinica Santa Croce di Orselina, con cui approfondiremo un altro aspetto, quello dell’utilizzo di chatbot per il supporto alla salute mentale, soprattutto tra i più giovani. La puntata si conclude con il consueto spazio dedicato alla storia della scienza: un nuovo capitolo dell’Erbario di Ginevra, che ripercorre l’epica spedizione sudamericana di Alexander von Humboldt e Aimé Bonpland, una delle più straordinarie esplorazioni naturalistiche mai compiute nei Neotropici.
Lupo tra falsi miti e verità biologiche
2026/01/17
Il lupo è un carnivoro della famiglia dei Canidi e la sua ricomparsa in Svizzera risale al 1995 in Vallese con individui provenienti dalle popolazioni italiane dove la specie non si è mai estinta. In Ticino il lupo è riapparso per la prima volta nel 2001 a Monte Carasso, ma bisogna poi aspettare fino al 2003 per l’arrivo di un altro lupo maschio in Leventina. Ad oggi, in Ticino, è stata accertata la presenza di cinque otto branchi e di sei tre coppie stabili, tre branchi in più rispetto al 2024. Il lupo è da sempre protagonista di mitologie e leggende, in lui si riflettono tanto le paure, quanto le aspirazioni dell’uomo. Ma soprattutto, il lupo ci racconta storie diverse: una storia ecologica, perché il lupo ha avuto per secoli una funzione centrale nel mantenimento degli ecosistemi boschivi, una storia culturale perché gli uomini hanno creato un immaginario del lupo che in realtà con l’animale ha poco a che vedere e una storia antropologico-sociale, che affonda le proprie radici nelle relazioni fra l’uomo e l’ambiente in cui vive. Alessandra Bonzi ha fatto una passeggiata in un bosco del nostro Cantone in compagnia di Gabriele Cozzi collaboratore scientifico dell’Ufficio Caccia e pesca per il dossier grandi predatori in Ticino. È stata un’occasione per scoprire come funzionano le fototrappole che il Cantone ha distribuito su tutto il territorio e per capire chi sia e come viva questo predatore… tra falsi miti e verità biologiche. Nella seconda parte della puntata, assieme a Nicola Schoeneberger – direttore dell’Orto Botanico di Ginevra – vi raccontiamo la straordinaria impresa di Jean Barret e della “sua” Bouganvillea.
Castori e pipistrelli
2026/01/10
Nel XIX secolo, il castoro era estinto in gran parte dell’Europa, ma grazie ai divieti di caccia e ai progetti di reintroduzione, oggi in Europa ci sono di nuovo più di 1,4 milioni di castori; in Svizzera se ne contano circa 4900. Arginando i corsi d’acqua e abbattendo gli alberi, i castori creano habitat e cibo per molte altre creature, soprattutto pesci e altre forme di vita acquatica. Meno chiaro e ancora in parte da studiare, è il modo in cui le attività di costruzione dei castori influenzano gli animali e gli ecosistemi sulla terraferma. Un’équipe del WSL (Istituto federale di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio WSL) e dell’Eawag (l’istituto per la ricerca sulle acque), ha indagato su questo aspetto e ha scoperto che… il lavoro del castoro favorisce la presenza dei pipistrelli, anche di quelle specie che sono a rischio e che sono estremamente specifiche, come, per esempio, il barbastello. E a proposito di barbastello… dopo 30 anni di ricerche, il barbastello è stato trovato anche in Ticino! Ne parliamo con Mazia Mattei, responsabile del Centro protezione chirotteri Ticino e Leonardo Capitani ricercatore presso il dipartimento di Ecologia Acquatica dell’EAWAG. Nella seconda parte della puntata, assieme a Nicola Schoenenberger – direttore dell’orto botanico di Ginevra - vi raccontiamo le origini dell’erbario di Ginevra.
Tra ghiacci e tundra
2026/01/03
® Nell’ arcipelago delle Svalbard, nel Mar Glaciale Artico, si trova il villaggio più a Nord della terra, Ny-Ålesund, un luogo estremo, un grappolo di casupole di legno adagiato sulla sponda sud del Kongsfjorden, il Fiordo dei Re, un villaggio abitato perlopiù da volpi e orsi polari, dove giungono ricercatori da ogni parte del mondo. Quella che un tempo era una cittadina mineraria, ora è una base scientifica dove si monitora il livello di inquinamento dell’aria in relazione ai cambiamenti climatici, dove si può studiare uno degli ecosistemi più fragili al mondo e dove si possono vivere esperienze di vita e di lavoro uniche. A Ny-Ålesund, in estate, vivono circa 200 persone, in inverno poco più di 30 e tra i suoi abitanti ci sono anche due donne partite dalla Svizzera italiana: Tessa Viglezio, biologa e capo base della stazione di ricerca artica italiana e Camilla Capelli ricercatrice senior e responsabile del settore ecologia acquatica alla SUPSI che alle Svalbard sta studiando l’inverdimento delle rive dei laghi artici sotto l’effetto del cambiamento climatico.  Prima emissione: 22 febbraio 2025

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