
Advertise on podcast: Discorsi Fotografici
This podcast has
299 episodes
Language
ItalianPublisher
Discorsi FotograficiExplicit
No
Date created
2010/11/17
Latest episode
2026/04/13
Average duration
40 min.
Release period
10 days
Description
Discorsi Fotografici nasce dall’esigenza di creare un punto di riferimento e discussione nel panorama italiano della fotografia tradizionale e digitale.In un processo da fotografo a fotografo, Discorsi Fotografici punta a realizzare un canale di informazione sulle ultime novità, tecniche, tendenze, e tutto ciò che riguarda lo sconfinato mondo del dipingere con la luce.Punto di forza dell’idea è la creazione di podcast audio e video in cui far interagire il fotografo professionista così come chi si avvicina per la prima volta a questa arte, creando una sorta di talk-show fotografico unitamente alla tradizionale informazione via web.
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Leica Leitzphone – Conversazione con Eolo Perfido
2026/04/13
Negli ultimi anni siamo stati abituati a raccontare la fotografia mobile come un avvicinamento progressivo alla fotografia “vera”.Un percorso fatto di miglioramenti tecnici, sensori sempre più evoluti, algoritmi sempre più sofisticati.
Ma forse questa non è più la domanda giusta.
In questa conversazione con Eolo Perfido, il punto si sposta altrove: non su quanto uno smartphone possa competere con una fotocamera, ma su cosa cambia quando diventa un vero strumento fotografico.
Il Leitzphone — nato dalla collaborazione tra Leica e Xiaomi — si colloca esattamente in questa zona di confine.Non come sostituto, non come alternativa, ma come un diverso punto di partenza.
Si parla di linguaggio, di intenzione, di controllo.Di come cambia il rapporto con il soggetto.E anche di un tema più sottile: la responsabilità dell’immagine, in un’epoca in cui la qualità tecnica è ormai accessibile a tutti.
È una riflessione che riguarda questo dispositivo, certo.Ma che in realtà apre una questione più ampia:dove si colloca oggi la fotografia, quando lo strumento smette di essere il problema.
Buon ascolto!
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Speciale Molichrom 2026 – Cinzia Canneri – I Corpi delle Donne come Campi di Battaglia
2026/04/03
Oggi vi portiamo dentro un lavoro che non nasce semplicemente dallo sguardo, ma da una relazione profonda, costruita nel tempo, fatta di fiducia, ascolto e responsabilità.
In questa puntata incontriamo Cinzia Canneri, fotografa che negli ultimi anni ha sviluppato un progetto intenso e complesso, dedicato alle donne eritree e tigrine, attraversando storie di migrazione, guerra e violenza. Un lavoro che ha preso forma lentamente, trasformandosi nel tempo fino a trovare un suo centro preciso: il corpo delle donne come campo di battaglia.
Ma questa non è solo una conversazione sul fotogiornalismo o sulla rappresentazione del dolore. È anche, e forse soprattutto, un dialogo su cosa significhi davvero fotografare l’altro senza ridurlo a immagine. Su come si costruisce una relazione autentica, su quando è giusto scattare — e quando invece è necessario fermarsi.
Parleremo di etica, di consenso, di identità. Di cosa vuol dire essere fotografa occidentale in contesti segnati da profonde disuguaglianze. E di come un progetto possa mettere in discussione, prima di tutto, chi lo realizza.
Perché, come emerge chiaramente da questa intervista, non esiste immagine che valga più della persona che ritrae. E forse è proprio da qui che bisogna partire.
Buon ascolto!
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Mobile World Congress 2026 – Quando lo smartphone diventa una fotocamera
2026/03/18
Negli ultimi quindici anni lo smartphone ha trasformato radicalmente la fotografia.Non solo per il salto nella qualità delle immagini, ma perché fotografare è diventato un gesto quotidiano, continuo, quasi invisibile. Oggi miliardi di persone hanno una fotocamera sempre in tasca.
Ultimamente, però, sta emergendo una tendenza interessante.Gli smartphone non si limitano più a migliorare le loro capacità fotografiche: stanno iniziando a somigliare sempre di più alle fotocamere.
Sensori più grandi, collaborazioni con marchi storici dell’ottica, controlli manuali avanzati.Ma non solo. Sempre più spesso compaiono impugnature fotografiche, lenti aggiuntive, gabbie da videomaking e accessori modulari che trasformano il telefono in una vera e propria camera ibrida.
Una direzione che al Mobile World Congress di Barcellona è apparsa ancora più evidente.
Resta però una domanda centrale: gli smartphone possono davvero sostituire le fotocamere?
Ne parliamo con Francesco Carlini, presente al Mobile World Congress, che ha osservato da vicino queste evoluzioni.
Buon ascolto!
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Storie – Di Enzo Dal Verme – Fake News, Informazione e Fotografia
2026/03/08
Come nascono le fake news e quale ruolo hanno fotografia e giornalismo nella diffusione delle notizie?
In questa puntata della rubrica Storie di Enzo parliamo di fake news, informazione e fotografia partendo da un reportage realizzato a New York nel 2004. Il progetto raccontava la storia di un gruppo di donne che rivendicavano il diritto di essere calve, sfidando gli standard estetici dominanti e proponendo una nuova idea di bellezza. Nonostante la forza del progetto, il lavoro incontrò molte difficoltà editoriali perché ritenuto incompatibile con l’immagine femminile sostenuta dalle riviste e dai loro inserzionisti pubblicitari.
Da questa esperienza nasce una riflessione più ampia su come funziona davvero il sistema dell’informazione e su quali meccanismi determinano cosa viene pubblicato e cosa invece rimane invisibile.
In questa puntata si parla di:
fake news e manipolazione dell’informazione
il rapporto tra fotografia e giornalismo
pressioni editoriali e interessi pubblicitari nei media
citizen journalism e contenuti prodotti dagli utenti
il ruolo del fotografo professionista nell’era degli smartphone e dei social media
In un mondo in cui immagini e notizie possono essere prodotte e diffuse da chiunque, il valore dell’informazione non dipende più soltanto dalla qualità tecnica delle immagini. Oggi la vera differenza è l’affidabilità di chi racconta la realtà e la capacità di verificare, contestualizzare e interpretare le storie.
Buon ascolto!
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Silvio Wolf – L’Altrove: fotografia, soglia e trasformazione dello sguardo
2026/03/05
Per Silvio Wolf la fotografia non è mai stata uno strumento di rappresentazione. È piuttosto una soglia: un punto di contatto tra il visibile e ciò che nel visibile eccede, tra lo spazio fisico e una dimensione che si attiva solo nello sguardo di chi osserva.Nel suo lavoro ricorrono spesso architetture di passaggio: porte, corridoi, aperture, superfici riflettenti. Luoghi di transizione in cui interno ed esterno, presenza e assenza, luce e buio si incontrano. È proprio in questi spazi intermedi che l’immagine fotografica diventa qualcosa di più di una semplice traccia del reale: diventa un dispositivo percettivo, un luogo in cui ciò che proviene dal mondo esterno e ciò che nasce dentro di noi entrano in relazione.La mostra “L’Altrove”, con testo critico di Alberto Fiz, è visitabile a Milano dal 24 febbraio al 21 marzo 2026. Il progetto si sviluppa tra due sedi: BUILDING, dove è allestita la mostra principale, e la Galleria Moshe Tabibnia, sede espositiva aggiuntiva.In mostra, opere storiche e lavori recenti dialogano tra loro e si intrecciano a un intervento installativo in cui immagine e suono coincidono nel tempo dell’esperienza, trasformando lo spazio espositivo in una sorta di percorso.Al centro di questo lavoro tornano tre parole che attraversano oltre quarantacinque anni di ricerca: Soglia, Assenza, Altrove. Non semplicemente temi, ma coordinate che permettono di leggere tutta la sua pratica artistica.Io sono Federico Emmi e oggi ho il piacere di ospitare Silvio Wolf. Insieme proviamo a sostare su quel limite sottile che separa e unisce: la soglia tra ciò che vediamo e ciò che, nell’immagine, continua ad aprirsi verso un altrove.
In copertina: Silvio Wolf, Light House II, 2009/2026, archival pigment print on Hahnemühle Photo Rag Baryta Fine Art paper mounted on Dibond, 50 x 36 cm (56 x 42 cm with frame)
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Autoritratto della nostalgia – Emiliano Cribari
2026/02/25
In questa puntata di Discorsi Fotografici dialoghiamo con Emiliano Cribari, autore di Autoritratto della nostalgia, un libro che riflette sul rapporto tra fotografia, memoria e tempo lento.
L’intervista attraversa temi centrali per la cultura fotografica contemporanea: la trasformazione della fotografia professionale, il passaggio dall’analogico al digitale, la perdita della lentezza nello sguardo e il valore della nostalgia come strumento per immaginare il futuro.
Cribari racconta il suo percorso personale, dagli inizi legati alla fotografia di famiglia fino al lavoro professionale tra reportage, fotografia commerciale e ricerca autoriale. Emergono riflessioni profonde sul senso del fotografare oggi, sul rapporto con i paesaggi e sulla scelta di cercare immagini fragili invece di immagini spettacolari.
Si parla anche di maestri come Mario Dondero, Luigi Ghirri e Henri Cartier-Bresson, del ruolo della lettura nella formazione dello sguardo e della fotografia come atto di attenzione e presenza.
Una conversazione che diventa un viaggio dentro la fotografia come esperienza umana, capace di custodire il tempo e restituire senso ai luoghi.
In questa puntata:
• fotografia e nostalgia• lentezza e cultura visiva contemporanea• analogico vs digitale• fotografia dei paesaggi e delle aree interne• immagini fragili e memoria• il ruolo della poesia nello sguardo fotografico
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Elsa Morante e la forza delle immagini: l’Album Morante di Emanuele Dattilo
2026/02/12
In questa nuova puntata di Discorsi Fotografici, esploriamo un progetto editoriale unico e sospeso per quasi quarant’anni: l’Album Morante, edito da Einaudi nella collana dei Saggi. Ospite dell’episodio è Emanuele Dattilo, curatore del volume, che ci accompagna alla scoperta di un diario visivo dedicato a una delle figure più centrali e complesse della letteratura del Novecento.
L’idea di un album fotografico che testimoniasse la vita di Elsa Morante attraverso lo sguardo dei suoi affetti nacque nel 1985, subito dopo la sua scomparsa. Affidato inizialmente a Patrizia Cavalli, il materiale è stato custodito per decenni nel tentativo di trovare una forma che rispettasse il desiderio della Morante: non essere imprigionata in un ordine cronologico definitivo o in una biografia convenzionale.
Emanuele Dattilo ha raccolto questa eredità, accettando la sfida di “permettere di vedere” piuttosto che spiegare. Il risultato è un’opera che rifiuta la rigidità del tempo per restituire l’intensità del carattere della scrittrice: la sua serietà, la sua giocosità e, soprattutto, il suo pensiero etico espresso attraverso i gesti, gli sguardi e le stanze che ha abitato.
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Fujifilm X-Half – Un nuovo modo per sentirsi fotografi
2026/02/04
In questa nuova puntata di Discorsi Fotografici, apprfondiamo una delle proposte più singolari e discusse del recente panorama fotografico: la Fujifilm X-Half. Nonostante non sia una novità assoluta, la fotocamera è tornata al centro dell’attenzione grazie a una significativa campagna di cashback promossa da Fujifilm Italia.
La X-Half nasce con l’obiettivo di ricreare l’esperienza della fotografia analogica degli anni ’60, richiamando le celebri fotocamere half-frame. Il cuore del sistema è un sensore da un pollice (18 megapixel) montato in verticale, che impone un rapporto d’aspetto 3:4 e un’inquadratura nativa verticale.
Tra le caratteristiche più distintive:
Esperienza “Slow”: La fotocamera simula l’uso di un rullino virtuale (da 24, 36 o 72 pose). Una volta attivato, non è possibile visualizzare gli scatti sul display fino al completamento del rullino, eliminando la frenesia del controllo immediato.
Sviluppo Digitale: Le foto vengono “sviluppate” tramite l’app dedicata Fujifilm X-Half, che trasferisce e applica i filtri pellicola direttamente sullo smartphone.
Design Tattile: La presenza di una leva di avanzamento manuale per caricare lo scatto successivo accentua il legame fisico con il passato.
La X-Half è uno strumento per “staccare la spina”, riscoprendo il piacere del limite fotografico come stimolo creativo.
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Piero Ottaviano ci parla di Giorgio Jano
2026/01/28
In questa nuova puntata viene reso omaggio a Giorgio Jano, figura singolare e straordinaria del panorama fotografico torinese, scomparso nell’estate del 2024. A condurre l’intervista è Carola Allemandi che dialoga con Piero Ottaviano, fotografo, amico fraterno di Jano e oggi curatore del suo archivio.
La conversazione ripercorre la vita e l’opera di un fotografo definito un “outsider”, noto per il suo approccio sperimentale e ingegneristico. Jano, infatti, non si limitava a scattare, ma progettava e costruiva personalmente le sue macchine fotografiche, spesso panoramiche e rotanti, assemblando pezzi di recupero trovati nei mercatini con ottiche di altissima qualità. Un lavoro artigianale che univa una profonda competenza matematica e ottica a una visione artistica unica.
Durante l’episodio vengono toccati numerosi temi fondamentali per comprendere la sua poetica. Si parte dal sodalizio professionale e umano tra Jano e Ottaviano, nato grazie a una comune visione della fotografia panoramica e sfociato nel libro “50 fotografie senza mirino”, un progetto a quattro mani che ha messo a confronto le architetture di Milano e Torino.
Ampio spazio è dedicato all’analisi di “La Danseuse”, un’opera monumentale del 1999 esposta recentemente a Torino: una stampa su un unico foglio di 11 metri per 80 centimetri, realizzata grazie a un ingranditore motorizzato costruito dallo stesso Jano. L’opera inverte i ruoli tradizionali della fotografia panoramica: qui è il soggetto (la ballerina) a ruotare in sincronia con la pellicola, mentre la macchina resta ferma, creando un effetto di continuità infinita.
L’intervista esplora anche il delicato lavoro di riordino dell’archivio, che ha portato alla luce negativi inediti raffiguranti nature morte di ingranaggi, orologi e meccanismi, svelando un’estetica geometrica finora poco conosciuta. Viene inoltre raccontato l’ultimo progetto incompiuto di Jano sul Parco dei Mostri di Bomarzo, che è stato portato a termine postumo da Piero Ottaviano insieme alla regista Sara Tamburro, trasformandosi in un documentario.
Non mancano infine riferimenti al lato più intimo dell’autore, dai suoi scritti poetici recentemente donati a Carola Allemandi, fino agli aneddoti personali che restituiscono l’immagine di un uomo colto, ironico e infaticabile sperimentatore.
Buon ascolto!
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Il primo fotobar del 2026, tra novità e speculazioni sul futuro!
2026/01/15
Il nostro nuovo anno inizia con un suono diverso, quello di accensione di Insta360 Wave. Non è solo un test tecnico: abbiamo deciso di aprire il 2026 parlando di come la voce e l’intelligenza artificiale stiano trasformando il nostro modo di lavorare e raccontare la fotografia.
Ma la domanda che tutti si pongono è: dopo un 2025 straordinario, cosa dobbiamo aspettarci dai grandi brand nei prossimi mesi? In questa puntata analizziamo i rumors e lanciamo le nostre scommesse:
Fujifilm: Mentre molti parlano di una X-T6, noi andiamo controcorrente. Secondo noi i tempi sono maturi ed è finalmente l’anno della tanto attesa X-Pro 4.
Canon: La gamma è eccellente, ma manca un tassello fondamentale per la street photography. Ipotizziamo l’arrivo di una fotocamera vintage digitale, una sorta di “AE-1 mirrorless” che unisca stile e prestazioni.
Sony: Ci aspettiamo un rinnovamento della linea FX, ma soprattutto crediamo che Sony debba aggiornare il segmento A7S, una linea ferma da troppo tempo che merita un’erede.
Le Chicche: Non mancheranno sorprese di nicchia, come la confermata Ricoh GR IV Monochrome, pronta a scuotere il mercato delle compatte , e le nuove tecnologie sui sensori proprietari in casa Leica.
Infine, spazio alla prova sul campo: vi raccontiamo com’è scattare (e stampare) con la nuova Instax Mini LiPlay+, una fotocamera ibrida che mescola la nostalgia della pellicola istantanea con le comodità del digitale e la registrazione audio.
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Buio in Sala, con Stefano Scanu
2026/01/01
Il nuovo episodio del podcast di Discorsi Fotografici ci porta indietro nel tempo, in una Roma che riapriva lentamente le sue librerie dopo la pandemia. È lì che è nata l’amicizia con Stefano Scanu, tra dialoghi su libri, cinema e fotografia.
In questa puntata parleremo di come ci si possa avvicinare alla settima arte non attraverso gli occhi, ma attraverso l’udito. Prima ancora di guardare i film, ascoltarli: voci e musiche che filtrano dalle pareti delle sale vicine. Un legame sensoriale che ha anticipato la nascita di “Buio in sala”, il documentario di Stefano che abbiamo seguito fin dai suoi primi frammenti di montaggio.
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Storie – Di Enzo Dal Verme – Amélie Nothomb
2025/12/24
Il 14 dicembre, alla Galleria dell’Incisione di Brescia, si è aperta Scrittrici Ritratte, una mostra che raccoglie fotografie, illustrazioni e disegni dedicati ad autrici che hanno lasciato un segno nella storia della letteratura.
Tra queste, spicca anche un ritratto di Amélie Nothomb realizzato da Enzo Dal Verme, fotografo e narratore visivo che da anni porta avanti un lavoro attento alla dimensione umana dei suoi soggetti.
Il legame tra Enzo e Amélie non è solo fotografico: nasce anche da un incontro raccontato in uno dei suoi testi, in cui la scrittrice belga appare in tutta la sua eccentricità — affascinata dai cieli nuvolosi, dai cimiteri parigini e profondamente fedele alle sue ritualità quotidiane.
Questo racconto fa parte di Storie, la rubrica di Enzo Dal Verme giunta con questo episodio alla decima puntata, nata a partire dalle fotografie che Enzo pubblica su Instagram, accompagnandole al racconto della storia che sta dietro ogni scatto. Un lavoro che unisce immagine e parola, memoria e incontro, e che nel tempo si è trasformato in un vero e proprio archivio narrativo.
In occasione della mostra e del ritorno di Enzo a Brescia, città che ha accolto la sua prima esposizione, gli abbiamo chiesto di ripercorrere quel momento e di riflettere sul senso di esporre oggi un ritratto così particolare.
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Ignazio Gardella – Progettare la città. Con Emanuele Piccardo
2025/12/18
Oggi parliamo di uno dei protagonisti più significativi dell’architettura italiana del Novecento: Ignazio Gardella. Un nome forse non familiare al grande pubblico, ma le cui opere hanno contribuito a definire il modo in cui viviamo e percepiamo gli spazi urbani. Razionalista atipico, ingegnere e architetto, Gardella ha saputo unire rigore costruttivo e sensibilità progettuale, lasciando un’eredità fatta di edifici che dialogano con la città e con le persone che la abitano.
Per raccontare il suo percorso e la mostra “Ignazio Gardella. Progettare la città”, ospitata alle Sale d’Arte di Alessandria, abbiamo con noi il curatore Emanuele Piccardo: critico, storico dell’architettura e fotografo. La sua visione ha dato forma a un progetto espositivo che unisce materiali d’archivio, disegni, documenti, ricerche inedite e un importante lavoro fotografico realizzato appositamente per l’occasione.Con lui cercheremo non solo di scoprire chi era Gardella e perché sia fondamentale riscoprirlo oggi, ma anche di capire come la fotografia possa diventare uno strumento essenziale per leggere e interpretare l’architettura.
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Insta 360 Ace Pro 2, in ricordo di Martin Parr, la ricetta Fragmenta di Fujifilm e Sony A7V nella nuova puntata del Fotobar
2025/12/12
Nel nuovo episodio del nostro podcast, esploriamo alcune delle novità più interessanti nel mondo della fotografia e della tecnologia. Parliamo dell’Insta 360 Ace Pro 2, un kit fotografico che sta rivoluzionando la fotografia immersiva, e della Sony A7V, una macchina fotografica mirrorless che continua a spingere i limiti della fotografia professionale.
Ci prendiamo un momento per ricordare il grande Martin Parr, scomparso recentemente, una figura iconica nel mondo della fotografia documentaristica, che ha saputo raccontare l’umanità con il suo stile unico e ironico.
Infine, ci immergiamo nel mondo delle pellicole con la nuova ricetta Fragmenta BW di Fujifilm, presentata in occasione del lancio della GFX100RF edizione limitata, un tributo alla fotografia in bianco e nero che promette di portare l’esperienza visiva a un nuovo livello.
Un episodio ricco di spunti per tutti gli appassionati di fotografia, dai più tecnici agli amanti delle storie che le immagini raccontano. Non perdetevelo!
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Sony Alpha 7 V
2025/12/06
Negli ultimi cinque anni, come Discorsi Fotografici, abbiamo raccontato Sony meno di quanto avremmo voluto. Non per una scelta editoriale, ma perché — complici pandemia e guerra — i brand hanno avuto pochissimi esemplari di fotocamere disponibili per la stampa, e Sony ha comprensibilmente privilegiato realtà maggiormente orientate al puro “tech review”.
Resta però un fatto: Sony è oggi il primo marchio al mondo nel settore fotografico, e in pochi anni ha superato realtà storiche come Canon e Nikon. Un risultato dovuto a una proposta molto forte e coerente.Ora, con il lancio della nuova Sony Alpha 7 V — che integra un sensore full-frame partially stacked Exmor RS da circa 33 MP, un processore BIONZ XR2 con unità di intelligenza artificiale, otturatore elettronico ad alta velocità, IBIS migliorato, video 4K potenziato e un corpo curato nell’ergonomia e nel workflow — Sony si riposiziona come protagonista anche nello scenario fotografico “culturale”.Riprendiamo il discorso da questo punto, per capire cosa rappresenta oggi Sony e che tipo di macchina è realmente la A7 V.
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